Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

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I. Qualche richiamo all'emergere del problema della partecipazione personale del malato alle strategie terapeutiche e dell'intervento umano nella cessazione della vita.

1. Premessa

2. Ruolo del medico e autodeterminazione del paziente: qualche richiamo storico.

3. Nascita di alcuni strumenti di autodeterminazione.

II. Testamento di vita e dichiarazioni anticipate di trattamento.

1. Qualche considerazione generale

2. La rilevanza etica dell'attuale dibattito bioetico e biogiuridico sull'espressione “differita” o “indiretta”dell'autodeterminazine.

3. Il dibattito in sede di Consiglio d'Europa.

4. Le posizioni bioetiche nel documento “Dichiarazioni anticipate di trattamento” del Comitato nazionale di Bioetica (CNB).

5. Qual è il grado attuale di conoscenza e diffusione delle direttive anticipate ?

6. Qual è lo stato attuale delle “dichiarazioni anticipate di trattamento” in Italia ?

7. Qualche parola conclusiva.

III. Qualche precisazione sui concetti medico-assistenziali.

1. “Malattia terminale”, “paziente terminale”.

2. Nutrizione e idratazione artificiali

3. L'accanimento terapeutico

IV. Provvedimenti di fine vita

Sezione 1. Eutansasia e suicidio assistito: azioni dirette e intenzionali atta a provocare la “morte pietosa”.

Sezione 2. Situazioni e prassi provocano indirettamente la fine delle vita

A) Il dibattito bioetico sul “diritto di lasciarsi morire”: il “rifiuto di cure”

B) La futilità delle terapie e il “migliore interesse del paziente”: la non applicazione e la sospensione di trattamenti curativi e/o di sostegno vitale, la decisione di “non rianimare” in varie situazioni cliniche.

Sezione 3. Fase preagonica e agonica; Trattamenti di “sedazione terminale non stop”

Sezione 4. Conclusioni: Diffusione dell'eutanasia, del suicidio assistito e dei provvedimenti di fine vita nella società contemporanea.

V. Aspetti di una corretta assistenza del morente

1. Aspetti culturali del “processo del morire”

2. L'importanza di una corretta comunicazione fra curante, malato e famiglia

3. Dove ricevere le cure terminali ?

4. Il desiderio di spiritualità e della presenza di contenuti spirituali anche nell'assistenza della malattia grave e terminale

5.La consulenza etica nei reparti di cure intensive

6. Uno sguardo alle “ragioni” del rifiuto di cure ontologiche, al desiderio del suicidio ella richiesta di eutanasia. Necessità di conoscere la personalità del richiedente

7. Le cure palliative

8. La somministrazione di analgesici e di preparati morfinici

9. La definizione del principio del “doppio effetto”

10. Qualche parola infine sull'assistenza alla famiglia e l'elaborazione del lutto.

VI. Epilogo

1. Il valore dell'autonomia nell'ambito dei cosiddetti “testamenti di vita” o “dichiarazioni anticipate”: l'incontro di desideri e di doveri fra paziente e medico al termine della vita.

2. Compiti e limiti della medicina nell'accompagnamento del morente.

Bibliografia pp. 173-231

 


Adriano Bompiani (* 1923) dal 1969 al 1996 ha diretto la clinica di ostetricia e ginecologia dell'Univeristà Cattolica presso il Policlinico Gemelli di Roma ed è stato il primo Presidente del Comitato nazionale italiano per la bioetica. E' membro del Comitato di bioetica del Consiglio d'Europa e del Comitato dei rappresentanti governativi per la bioetica dell'Unesco.

 

 

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