Seleziona la tua lingua

Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

 

 pdf

Adjuvantes, molto più che realtà

Valerio Pierleoni

 

Il mormorio di voci che echeggiano, il cigolio delle porte dei bagni che si aprono e si chiudono, il rumore di passi che rimbombano nel corridoio adiacente, che si fanno sempre più forti, sempre più distinti fino ad arrestarsi completamente, un momento di silenzio e poi “Toc Toc” qualcuno bussa alla tua porta; non avevi appuntamenti in agenda; qualcuno aveva bisogno di te, studente o docente che sia, si va in scena! In fondo è la nostra missione “aiutare il prossimo”; nel nostro caso supporto alla didattica e alla formazione per i nostri studenti.

Eh sì! Non mancava giorno senza che qualcuno passasse per un supporto, sia tecnico o morale. Non importava, si è lì pronti ad accogliere.

L’ufficio Adjuvantes, sito inizialmente nell’ala tra i bagni ed il bookshop, risultava in una posizione strategica, opposta agli uffici amministrativi dell’Università ma molto vicina alle aule, soprattutto ad una, alla n. 9 che al tempo era assegnata alla nostra Facoltà, quella di Scienze Sociali. I decanati invece erano nell’edificio di fronte l’entrata dell’Università, praticamente distanti anni luce. Questo mi consentiva di poter intervenire tempestivamente in caso di bisogno; ma non solo, mi consentiva di interagire maggiormente e stare più a contatto con i nostri studenti, avere la possibilità di conoscerli meglio, instaurare un rapporto di fiducia e confidenza che raramente le istituzioni universitarie hanno.

Mi rendo conto solo ora che per alcuni studenti sono stato veramente di grande aiuto, e non lo dico per vantarmi; ricordo chiaramente episodi in cui alcuni miei consigli hanno sortito l’effetto desiderato, soprattutto a chi incappava in ostacoli lungo il percorso formativo e preso da sconforto pensava di interrompere gli studi e tornarsene da dove era venuto. Dobbiamo però sempre ricordare che i veri “eroi” di questa vicenda sono proprio loro “gli studenti”; come abbiamo potuto constatare nei precedenti articoli, questa Onlus/ETS collabora con una Facoltà internazionale e dai dati forniti negli altri articoli di questo numero di OIKONOMIA avrete sicuramente notato la maggior partecipazione di studenti provenienti da Paesi esteri. Potete quindi immaginare le difficoltà che ognuno di loro ha dovuto affrontare, in un altro Paese, con una cultura diversa dalla propria, studiando materie universitarie in un’altra lingua; perciò onore a loro e al loro impegno.

Sono trascorsi più di dieci anni da quando iniziai a lavorare per Adjuvantes, ma ricordo molto bene i primi mesi, gli incarichi e le mansioni che avevo da svolgere. Sapevo di poter fare e volevo fare bene. 

La prima missione fu quella di far arrivare un gruppo di quattro studenti tutti extra UE; preparazione dei documenti, vidimazione degli stessi presso 4 uffici differenti (di cui 2 in Vaticano), marche da bollo e spedizione tracciata. Tutto fatto! Arrivo previsto della prima studentessa il 1° settembre alle ore 07:00 a Fiumicino, un sabato mattina. Sia chiaro, io non ero tenuto dal Mansionale al recupero degli studenti in aeroporto, ma essendo un giorno di sabato, con l’Università che aveva gli uffici chiusi e senza nessuno che poteva essere lì a supporto, mi sono fatto autorizzare dal presidente per intervenire in aiuto. Recupero anche uno studente volenteroso che parlava russo (la studentessa da ricevere era armena) per evitare eventuali incomprensioni; ma quella mattina, la mia sveglia non suonò! Dramma! Ricordo le corse fatte per poter arrivare il prima possibile in aeroporto; una disavventura che fortunatamente non ha portato discapito e che tutt’oggi possiamo raccontare e riderci sopra. Per gli altri studenti nessun problema, programmavo 2 sveglie!

Le molteplici attività da svolgere, di vario genere, con il tempo ti plasmano, facendoti acquisire capacità di multitasking che non pensavi di possedere.

Preparare i documenti affinché studenti potessero arrivare in Italia a studiare presso la nostra Università non era la sola mansione (tra l’altro periodica); quindi che tipo di lavoro c’è da svolgere in questa Onlus? Fondamentalmente la mia posizione si occupa dell’amministrazione oltre che alla contabilità, sia generale che di ogni programma, dell’associazione. Inoltre ho l’incarico di Tutor del Corso Professionale in Management del Terzo Settore.

Di tanto in tanto anche di idraulico, elettricista, tecnico informatico, imbianchino etc… Ovviamente scherzo, ma realmente quando si presentava un problema: ad esempio negli appartamenti riservati ai nostri studenti, intervenivo direttamente, verificando se si potesse risolvere senza dover contattare un tecnico specializzato; in 9 casi su 10 riuscivo nell’intento e risolvevo. Una bella media!

Altre attività, che possono sembrar minori, ma che risultano di fondamentale interesse sono quelle relative alla redazione di questa rivista, al già accennato tutoraggio del Programma Tutor della Facoltà di Scienze Sociali, nonché alle campagne promozionali della stessa. Ognuna di queste attività copre un ruolo indispensabile seppur diverse una dall’altra e non strettamente legate all’incarico che svolgo, ma il mio impegno fattivo resta costante.

In modo particolare ricordo nei primi anni l’organizzazione del programma Summer School, descritto negli articoli precedenti, nel periodo di settembre, arrivavano circa 30 studenti, il che significava per 10 giorni: prenotazioni alloggi, pranzi e cene ed eventuali location per le attività culturali, gestione liquidità e rimborsi; accadeva tutto così velocemente che nell’arco di 2 settimane perdevo 2kg di peso, ma non per lo stress ma proprio per l’attività fisica di spostarmi da una location all’altra da prima dell’arrivo degli studenti a dopo che se ne partivano, per verificare che tutto fosse in ordine, recuperare le ricevute fiscali per la contabilità etc.

Al contrario invece, un’esperienza che potremmo definire mistica e surreale, avveniva presso l’Agenzia delle Entrate per il rilascio del codice fiscale dello studente borsista che avrebbe dovuto trascorrere almeno i prossimi due anni in Italia. Una tale banale procedura si è rivelata una profonda presa di coscienza sulla vera esperienza dell’“IO” di fronte all’Ignoto. Sì, signori e signore, era una incognita ogni volta. La procedura parlava chiaro, tot documenti da presentare per chi volesse ricevere il codice fiscale, ma nonostante i documenti in regola c’era sempre l’“eccezione” e quindi sorgeva il dubbio che qualcosa potesse andare storto. L’ignoto dietro l’angolo sul “cosa vorranno di diverso questa volta”, “chi incontrerò allo sportello”; questi erano solo alcuni dei quesiti che mi ponevo ogni qualvolta ci si doveva recare presso i loro uffici. Non menziono le ore di attesa che si trasformavano in veri e proprio pizza party sulle fredde panchine in ferro della sala di attesa.

Praticità ed un pizzico di inventiva sono le basi per svolgere al meglio le diverse attività che Adjuvantes sviluppa; con l’avvento di nuove tecnologie (smartphone) e conseguenzialmente l’arrivo e l’implementazione di social, nei quali sempre più utenti si riversavano, non potevamo essere tagliati fuori da questo tipo di mercato; così abbiamo attivato i vari profili istituzionali: YouTube, Facebook, Twitter (ora X), Linkedin etc. Sembra una vita fa, ma realmente sono passati solo 13 anni! 

Dovendo appunto stare al passo con i tempi ed avendo a disposizione poche risorse, per via del fatto che altre erano le attività primarie, con un po’ di inventiva riuscivo, grazie anche all’impegno dei nostri studenti borsisti, a creare vari spot (tutt’oggi disponibile sul nostro canale YouTube al seguente link); uno ad esempio, per la promozione del Corso Terzo Settore, venne interamente registrato con uno smartphone ed un microfono Lavalier; nulla di innovativo diciamolo, ma simpatico dal punto di vista realizzativo. Ovviamente il progresso della tecnologia nell’ultimo decennio ha dato la possibilità a chiunque di accedere a buoni materiali per la realizzazione in campo audio/video, non esclusivamente riservato agli operatori e professionisti del settore, facendo così crescere sempre più la richiesta di qualità da parte del pubblico, che diveniva sempre più esigente. Non potevamo quindi non “upgradare” anche noi, cercando di fornire un prodotto qualitativamente migliore sia dal punto di vista grafico che di regia, nonché di post-produzione con programmi specifici.

 Sulla scia di questo tema, non posso non citare lo sviluppo e l’evoluzione del nostro sito istituzionale, adjuvantes.it, ad oggi un sito indipendente. Il presidente, lo creò personalmente all’inizio attraverso la piattaforma di Google Site, una piattaforma accessibile e gratuita per chiunque avesse un account Google: pur avendo varie limitazioni, era stato strutturato in modo da poter rilasciare il maggior numero di informazioni, grazie ad articoli, documenti, immagini e foto che raccontavano il chi e perché siamo. Ma non solo, le news (di varia natura, ma fondamentalmente con uno sguardo al Terzo Settore) erano all’ordine del giorno. Ovviamente non potevano mancare tutti i riferimenti alle attività della Facoltà di Scienze Sociali. Nel nuovo sito abbiamo mantenuto lo stesso spirito, inserendo il maggior numero di informazioni relative alle molteplici attività svolte.

Tecnologia a parte, i nostri punti di forza sono sempre state però le relazioni umane, ma quelle concrete, fatte di incontri ed interazioni di persona e non solo attraverso telefonate o app di messaggistica. Uno dei vari esempi che posso raccontare, come Tutor del Corso Terzo Settore, è quello relativo agli stage: prima della pandemia, gli studenti avevano l’obbligo di svolgere cento ore di tirocinio curriculare presso un’organizzazione/associazione, si dava la possibilità quindi di mettere in pratica la teoria con la realtà; questo tipo di attività ci consentiva di interagire con gli altri enti presenti sul territorio. Pertanto ci si recava presso la struttura dopo previo contatto telefonico, si parlava con il responsabile affiliato e si discuteva su quali aree lo studente/stagista avrebbe potuto operare; successivamente si firmava un accordo a tre (i due enti e lo stagista) ed avviato si monitorava nel periodo prestabilito. Tutto ciò per ogni studente. Questo quindi oltre a creare rete, dava modo di interagire, conoscere e creare legami con le altre associazioni.

Aggiungerei, non solo. Nel mezzo del cammin del mio percorso lavorativo mi ritrovai in divisa da giuoco su un campo di calcio. Era una partita della Clericus Cup! Ebbene sì, anche i seminaristi romani hanno il loro campionato di calcio. Fondato nel 2007, è un torneo al quale partecipano squadre dei Collegi Pontifici Romani; non poteva mancare quello dell’Angelicum. Ma io come ci sono finito dentro? Diciamo che mi inserirono in una sola partita per l’assenza di vari giocatori, una campagna prestiti di breve durata. Una bellissima esperienza che mi fa riflettere su come si possa diminuire il divarico intrinseco tra mente, corpo e spirito. Il mio spirito era soprattutto di sopravvivenza; ricordo ancora, in quanto terzino sinistro, un frate africano alto almeno 1,90 di grossa corporatura che svolgeva il ruolo di centrale di difesa, continuava a ripetermi di stare alto per far scattare la trappola del fuorigioco mentre ruotava il braccio e la mano nell’aria come solo il Colonnello Caster ha poteva fare al suono della carica. E chi ero io per contraddirlo, alto la metà di lui?! C’è però da dire che il fuorigioco il più delle volte dalla terna arbitrale non veniva chiamato e quindi giù e su a correre inseguendo gli attaccanti che scendevano come falchi. Comunque sia, gran bel ricordo, 1 a 1 e quasi tutti contenti, tranne il centrale di difesa…

Momento Spot; presentiamo ora il nostro slogan, il quale non ha bisogno di dettagli interpretativi: 

Conoscere meglio per aiutare di più * Deeper knowledge for wider solidarity * Profundius gnosce ad multos adjuvandos

Tornando ora a rivestire vesti più ufficiali, posso dire che abbiamo potuto leggere in queste pagine come tanti siano stati toccati dalla nostra organizzazione, che seppur di piccolo calibro, è di indubbia qualità. Tutti i programmi citati vengono preventivamente studiati allo scopo finale di formare gli studenti, dando loro il massimo delle possibilità per far sì che possano acquisire, nei nostri vari settori, gli strumenti atti a poter operare nelle aree specifiche per le quali si sono presentarti a noi di Adjuvantes

Potrei dirvi che lavorare in questa realtà continua ad essere una fantastica esperienza, in continua mutazione, da Onlus a ETS, da programmi di scuole estive a quelli di ricerca per i post-dottorandi (con pubblicazione di libri!!) ma in fondo sarebbe come chiedere: “Oste com’è il vino?!”.

Se ci leggete per la prima volta e vi abbiamo incuriosito quel tanto che basta, vi invito caldamente a venirci a trovare.

BORSE DI STUDIO FASS ADJ

 


 

 Communitas: "L'intelligenza artificiale e il bene comune - AI and the Common Good" 

 

 

Schermata 2026 01 20 alle 09.59.28

 

 VIDEO  

                          Introduzione

                          Intervento Prof. Gyula Klima

                          Intervernto Dott. Gabor Ambrus & Prof.ssa Sr. Catherine Joseph Droste OP

                          Intervento Prof. Alejo Sison & Prof. Fr. Pierre Januard OP

                          Intervento  Prof. Paul Nemitz & Prof.ssa Margherita Daverio


 

 Schermata 2026 01 27 alle 10.05.59

 

Schermata 2026 01 27 alle 09.52.08 Schermata 2026 01 27 alle 09.52.44

  


   Progetto senza titoloB01 cop homo page 0001  the common good political and economic Petrusic

 

CP3volume cover

 

CST Szilas

 

cst EC