Romania - Italia, una storia comune sull’immigrazione
Eduard Vasile Dascalu
“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano,
ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.”
Madre Teresa di Calcutta
Sono felice di avermi concesso l’opportunità di scrivere un articolo in cui posso raccontarvi la mia esperienza presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma.
Mi chiamo Dascalu Eduard Vasile, ho 51 anni, sono originario della Romania e vivo in Italia da 25 anni e attualmente sono un sacerdote della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia. La maggior parte di tutto questo tempo ho lavorato nel settore delle costruzioni, dove ho provato, come molti altri, la vita dell’operaio edile. Fin dall’inizio l’idea di un impegno sociale, di aiutare il prossimo, di risolvere i problemi degli altri - come quelli degli operai- si era sviluppata in me, anche se non era ancora ben definita. Nel 2006 mi sono spinto ad approfondire le mie conoscenze tecniche edili iscrivendomi all’Istituto Tecnico “Leon Battista Alberti” di Roma, Progetto Sirio per lavoratori. Ho conseguito il diploma nel 2009 e da allora ho lavorato per varie aziende e studi tecnici come geometra di cantiere.
Poiché nella vita c’è sempre da imparare, grazie al Progetto, messo a punto da Adjuvantes e la Facoltà di Scienze Sociali, “Studio Realtà: Romeni in Italia 2015”, ho avuto la possibilità di iscrivermi alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dove ho ottenuto una borsa di studio per il Baccellierato in Scienze Sociali. Qui ho trovato un ambiente diverso rispetto a quello che mi era finora familiare, ma accogliente, con docenti ben preparati e pronti a rispondere alle tue domande, e con la possibilità di conoscere studenti provenienti da tutto il mondo. Ad ampliare il mio studio, sono state tante ore trascorse nella affascinante biblioteca dell’Università che dispone di un numero impressionante di libri a disposizione per gli studenti, sia per la preparazione degli esami ma anche per la crescita personale.
Nel terzo anno di studio (2017-2018) ho avuto l’opportunità di partecipare insieme a cinque colleghi romeni, accompagnati dal professore di Antropologia Antonio Riccio come coordinatore, ad un Progetto di ricerca sulla “Percezione Romena a Roma – Sguardi Riflessi & Punti di Vista Controversi” incentrato sul pregiudizio anti-romeno a Roma. Il progetto è stato accolto, promosso e sostenuto dalla facoltà; non dobbiamo dimenticare di ringraziare la professoressa Helen Alford OP, Vice Rettore dell’Università e Vice Decano della Facoltà di Scienze Sociali (in quel tempo), per il suo preziosissimo sostegno, che ci ha curato, seguito ed incoraggiato costantemente con la sua presenza ed il suo impegno per la realizzazione di questa ricerca.
Considerando molteplici episodi di cronaca negativi che, in quei tempi, mettevano sotto una cattiva luce tutta la comunità romena, amplificati anche dai mass-media, come la stampa e i telegiornali, abbiamo lavorato a questo progetto di ricerca con lo scopo di capire meglio questo fenomeno e cambiare, per quanto possibile, il diffuso pregiudizio sui romeni e la nostra comunità. Convinti che vari episodi isolati non possono caratterizzare tutte le persone di nazionalità romena, abbiamo affrontato una ricerca etnografica sul campo, condotta con il metodo “faccia a faccia”, per ascoltare le opinioni e le esperienze: “pro e contro i romeni” – “pro e contro i romani”. In questo modo abbiamo potuto raccogliere voci e pensieri, non mediati dai giornalisti, presi dalla vita quotidiana, ed elaborati successivamente con grande riflessività. È stato un lavoro lungo e approfondito con tante interviste agli italiani del posto e ai migranti romeni, tutti appartenenti a varie classi sociali e diverse stili e condizioni di vita.
Al termine dei tre anni di studio, a seguito dell’esame svolto, ho ottenuto il grado di Baccellierato in Scienze Sociali. Il tempo trascorso nei banchi della facoltà non è stato solo una successione di esami, ai quali abbiamo ottenuto continuamente ottimi risultati, ma anche una grande opportunità per comprendere i processi sociali, politici ed economici che incidono sulla società. Non posso dimenticare la passione, l’impegno, la compressione e la pazienza dei nostri professori, l’incontro con culture provenienti da luoghi diversi e lontani ma anche tante amicizie che si sono sviluppate durante gli anni di studi e che tuttora sono rimaste come frutto di questa grande famiglia chiamata “Angelicum”.
Grazie all’Associazione Adjuvantes Onlus ho ottenuto una nuova borsa di studio (2018-2020) per continuare il mio cammino nel mondo delle scienze sociali iscrivendomi al secondo ciclo, avente durata di 2 anni, per la laurea magistrale in Economia e Management, finalizzando quest’anno con l’esame di Licenza.
Nel 2019, dopo aver concluso la ricerca sul campo, dove abbiamo intervistando uomini e donne, italiani e romeni, producendo oltre 250 pagine di trascrizioni, è stato finalizzato e presentato il risultato della nostra ricerca etnografica attraverso il “Reading” come restituzione e didattica della ricerca stessa. Questa esperienza interessante ha rivelato una realtà più complessa di quella che avevamo percepita in partenza: le due culture hanno tanti punti in comune:
- vivono e stanno bene insieme;
- sì “amano” e si “odiano” reciprocamente;
- ognuno ha bisogno dell’altro.
Altri punti importanti emersi dalla ricerca: il paese ospitante ci ha accordato un’accoglienza senza limiti, un’ospitalità che ha dato la possibilità di affermare la libertà senza essere condizionati, ci ha offerto l’opportunità di nascere di nuovo e di migliorare la nostra condizione sociale.
A partire dall’ipotesi di ricerca fino alle interpretazioni conclusive, questo progetto ha costituito un esempio di riflessione sull’esperienza dell’ascolto e dell’intervista in profondità come “strumenti” antropologici. Le testimonianze raccolte hanno rivelato la vita drammatica degli emigranti romeni in Italia ma anche di quelli rimasti a casa: mariti, mogli o bambini (“Sindrome italiana”, “Orfani Bianchi”, “Schiavitù Romena”). All’importanza formativa e professionale di questo lavoro si è aggiunto l’obiettivo di sviluppare competenze di base per la conoscenza della vita sociale, ricavate sul campo (fieldwork).
Siccome la sete di conoscenza non ha età, ho continuato a studiare iscrivendomi alla Facoltà di Teologia Ortodossa “Giustiniano il Patriarca” di Bucarest dove ho conseguito nel 2022 la Licenza in Teologia Ortodossa Pastorale. Per abbinare e completare i miei studi nel sociale, l’anno scorso (2024) sempre nella medesima Università di Bucarest ho conseguito il Master in Teologia e la Missione Sociale della Chiesa. Nominato dal 2021 come responsabile del Dipartimento per la redazione dei progetti nella Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, nel 2024, ho ottenuto il diploma nel Master in Europrogettazione e strategie europee.
Ad oggi, dopo tanti anni di studi continui, l’esperienza e le conoscenze acquisite mi hanno portato ad essere nominato come responsabile di una struttura sociale a Roma; lo scopo primario sarà quello di ospitare i bambini malati, accompagnati dai loro genitori, per il periodo necessario dei trattamenti principalmente presso l’Ospedale Bambino Gesù, oltre che in altre strutture sanitarie di Roma e dintorni. La mia esperienza nello studio delle scienze sociali non è stata limitata soltanto per l’acquisizione di un importante titolo di studio, ma anche ha prodotto una profonda trasformazione personale, pertanto a una nuova consapevolezza e a un modo diverso di interpretare la realtà è il mio proprio ruolo al suo interno. Non è stato solo una formazione accademica, ma un processo di crescita che ha ridefinito l’identità intellettuale dell’individuo, un cambiamento che si traduce in una nuova prospettiva sul mondo, sulla società e su sé stessi.
I miei più sinceri ringraziamenti a tutti i docenti e al personale amministrativo e accademico della Facoltà di Scienze Sociali ma anche all’Associazione Adjuvantes Onlus che mi ha dato la possibilità di studiare e di far parte di questa grande famiglia chiamata “ANGELICUM”.
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