Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

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Chiesa Ortodossa Russa, Fondamenti della dottrina sociale, Edizioni Studio Domenicano, Bologna, 2011, 198 pp.
Iuliu-Marius Morariu1

pdf06 morariu Mentre il mondo cattolico conosce una vera tradizione del pensiero e della pratica della dottrina sociale, che si è sviluppata nel tempo e ha preso nuove direzioni con l'enciclica Rerum novarum del 1891 (Pontificio Consiglio della Giustizia e Della Pace 2004:47-56), così come alcune confessioni dell'area protestante hanno sviluppato un pensiero basato principalmente sull'azione sociale, nel mondo ortodosso l'articolazione di una dottrina sociale rimane un fatto in costante sviluppo.

Dal momento che il Sinodo Pan-Ortodosso di Creta – sebbene abbia sviluppato alcuni aspetti in merito alla dottrina sociale ortodossa (Morariu 2016:1-5) – non ha pubblicato un documento normativo su questo tema, l'opera più importante contenente un testo approvato dal sinodo di una chiesa autocefala nello spazio ortodosso, rimane quello della Chiesa ortodossa russa, del 2000. Nelle altre Chiese ortodosse, invece, le voci dei vari teologi rappresentativi forniscono man mano risposte a problemi concreti, mentre i sinodi locali sono impegnati a rispondere ad alcune questioni importanti del momento. L’assenza di un testo con validità generale nell’area panortodossa provoca, a volte, l'apparenza di opinioni contrastanti e persino piccoli dibattiti. Ecco perché l'esistenza di un simile documento è importante ed è certamente un primo passo verso un'evoluzione futura positiva. Il valore del documento è inoltre certificato dal fatto che sia stato immediatamente tradotto, analizzato e interpretato anche in altre aree geografiche (ad esempio: Ică, Marani 2002:185-268; Preda 2010:151-160; Morariu 2015:37-41) e confessionali. Il fatto che esista persino un'edizione in italiano (Chiesa Ortodossa Russa 2011) è anche una prova di quale importanza abbia questo documento per il mondo cattolico latino.

Grazie a questi aspetti, intendiamo presentare il documento di cui sopra nelle righe seguenti ed evidenziarne i vantaggi e gli svantaggi, al fine di fornire una radiografia del pensiero e dell'apprendimento sociale nello spazio ortodosso russo e dei suoi elementi specifici.

Suddivisa in sedici grandi capitoli e contenente delle subunità tematiche, che ricordano il Concilio Vaticano II o le diverse encicliche che hanno segnato la storia del cattolicesimo, dal punto di vista dello sviluppo, di un pensiero sociale legato alle priorità dell'epoca, l'edizione italiana dell'opera che stiamo prendendo in considerazione (Chiesa Ortodossa Russa 2011) è apparsa 11 anni dopo la sua approvazione da parte del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa locale, che l’ha emessa.

La prefazione reca la firma del Patriarca Kirill (Sua Santità Kirill 2011:9-14), il quale non insiste tanto sul contenuto del documento e sulle sue implicazioni teologiche, preferendo presentare la sua storia e le questioni che sono legate più alla dimensione organizzativa degli incontri che alla fine hanno portato alla sua pubblicazione. Quindi, sin da subito, il Patriarca evidenzia che l'iniziativa sinodale della Chiesa ortodossa russa di preparare un documento, in cui analizzare i rapporti tra la chiesa e lo Stato e, allo stesso tempo, offrire alcune soluzioni ai problemi della società contemporanea, è nata durante l'anno 1994. Agli incontri del foro ecclesiastico dell'11 ottobre 1996 e del 17 febbraio 1997 fu approvata la composizione del comitato di lavoro e furono decise le questioni metodologiche (Sua Santità Kirill 2011:9). Quindi, egli sottolinea come il documento è stato approvato dal Santo Sinodo e successivamente è stato imposto come normativo per la Chiesa Ortodossa russa:

 "Infine, il progetto venne esaminato e approvato con qualche emendamento del Santo Sinodo nella sessione del 19 luglio 2000. Fu proprio in quell'occasione che il documento prese il titolo di Fondamenti della dottrina sociale della Chiesa russa ortodossa. Il 15 agosto 2000 il testo venne sottoposto all'esame del concilio dei vescovi della Chiesa russa ortodossa, riuniti nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca in occasione del secondo millennio dalla nascita del Signore, e quindi si arriva finalmente alla sua promulgazione come documento ufficiale della Chiesa." (Sua Santità Kirill 2011:11).

 Segue poi il documento propriamente intitolato: "Fondamenti teologici principali" (Chiesa Ortodossa Russa 2011:17-21). Nelle formulazioni brevettuali del Catechismo del XV secolo, vengono presentati i principali aspetti dell'ecclesiologia ortodossa, con ogni idea fondata sulle Scritture. È interessante notare, tuttavia, la formulazione di "kenosi storica" della Chiesa (Chiesa Ortodossa Russa 2011:18), che i vescovi vedono come un aspetto ontologico dell'istituzione stessa e la mettono in relazione con il sacrificio di Cristo. Successivamente, nel capitolo seguente (Chiesa Ortodossa Russa 2011:23-29), vengono considerati gli aspetti di una questione ancora oggi intensamente discussa, vale a dire le relazioni della Chiesa con lo Stato. La prospettiva storico-biblica sulla questione è seguita dall’aver portato all'attenzione la dimensione universalista del cristianesimo. A questo proposito, gli autori desiderano sottolineare che:

 "L'opera redentrice del Cristo salvatore ha inaugurato l'esistenza della Chiesa, nuova umanità e discendenza spirituale del patriarca Abramo. A prezzo del suo sangue, il Cristo ha riscattato per Dio uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (Ap 5, 9). Per sua natura, la Chiesa ha un carattere universale e si pone quindi al di là di qualunque articolazione nazionalistica: nella Chiesa non vi è distinzione tra Giudeo e Greco (Rm 10, 12)." (Chiesa Ortodossa Russa 2011:23).2

 Dopo aver enfatizzato la rilevanza della diversità culturale nel comprendere l'appartenenza nazionale e parlare dei modi in cui si manifesta il patriottismo dalla prospettiva cristiana, i vescovi autori condannano le derive nazionaliste sottolineando che, dal punto di vista dell'etica ortodossa, non si può parlare di "popoli buoni" e di "popoli cattivi", né "dell'umiliazione di una nazione" (Chiesa Ortodossa Russa 2011:29).

L’argomento continua nel capitolo successivo (Chiesa Ortodossa Russa 2011:31-55) vertendo su quanto presentato sopra, vale a dire il rapporto tra Chiesa e Stato. In seguito, dopo che, nella parte introduttiva, si affronta il ruolo della famiglia e di come essa sia una cellula fondamentale dell'organizzazione statale, si passa in rassegna, è vero, in modo leggermente parsimonioso e non sufficientemente dettagliato, a nostro avviso, la concezione cristiana in merito allo Stato (Chiesa Ortodossa Russa 2011:34-35). Quindi, gli autori sottolineano come:

"Nel mondo contemporaneo, lo Stato è generalmente laico e dunque non si considera soggetto ad alcun obbligo religioso. La sua collaborazione con la Chiesa si limita a determinati ambiti ben precisi e si fonda sul principio della non-ingerenza negli affari di rispettiva competenza". (Chiesa Ortodossa Russa 2011:36).

 Sebbene si sottolinei la separazione tra le due entità, quella teandrica - la Chiesa – e quella laica, gli autori evidenziano, tuttavia, che il desiderio di preservare il bene comune e la libertà di coscienza sono principi fondamentali per entrambi, il che crea importanti ponti di dialogo tra di essi. Allo stesso tempo, nella parte finale del capitolo, vengono brevemente riviste (Chiesa Ortodossa Russa 2011:57-59) le principali modalità di collaborazione tra lo Stato e la Chiesa che sono esistite nel tempo.

I sei capitoli successivi sono dedicati ad un argomento che potrebbe facilmente essere classificato come "teologia politica". Intanto, il quarto capitolo (Chiesa Ortodossa Russa 2011:57-69) fa considerazioni relative al rapporto tra l’etica cristiana e i diritti civili; il successivo, tratta i controversi rapporti tra la chiesa e la sfera politica (Chiesa Ortodossa Russa 2011:71-82), mentre le conclusioni sono pur tuttavia diverse dalle opere che affrontano lo stesso argomento, provenienti però da altre confessioni (Valadier 2011); il successivo ancora, tocca il tema del lavoro e il suo significato (Chiesa Ortodossa Russa 2011:83-88). Altri capitoli affrontano temi quali la proprietà e il suo ruolo nello sviluppo personale e l'amore del prossimo (Chiesa Ortodossa Russa 2011:89-94); la guerra e la pace (Chiesa Ortodossa Russa 2011:95-104); la criminalità e la sua correzione (Chiesa Ortodossa Russa 2011:105-112). Poi, un altro capitolo è dedicato al rapporto tra l’etica personale, familiare ed etica sociale (Chiesa Ortodossa Russa 2011:113-132); un altro, affronta il problema dei malati e la loro cura (Chiesa Ortodossa Russa 2011:133-142). Mentre negli ultimi argomenti trattati risultano alcune tra le vere novità, in particolare le questioni di bioetica (Chiesa Ortodossa Russa 2011:143-162), ecologia (Chiesa Ortodossa Russa 2011:163-168), il rapporto tra cultura scientifica ed educazione (Chiesa Ortodossa Russa 2011:169-178), le relazioni della Chiesa con i media (Chiesa Ortodossa Russa 2011:179-182), oppure, le relazioni internazionali e il loro valore nel contesto della globalizzazione (Chiesa Ortodossa Russa 2011:183-194).

Il ricco contenuto tematico e la struttura che contiene la presentazione delle problematiche attuali rendono i Fondamenti della dottrina sociale della Chiesa ortodossa Russa un documento importante per lo spazio ortodosso. Il fatto che esso non sia stato, purtroppo, seguito da un documento del Sinodo pan-ortodosso di Creta, nel 2016, fa sì che resti un'iniziativa isolata a livello locale. Le influenze che alcune encicliche cattoliche, tra cui Gaudium et spes o i documenti emanati dal Concilio Vaticano II, hanno su di esso, sia strutturalmente che in termini di argomenti trattati, lo trasformano in un potenziale collegamento con altre tradizioni cristiane. Il fatto di toccare questioni delicate, come la relazione mediatica della Chiesa, il suo ruolo in un'epoca di globalizzazione, l’ecologia - affrontate anche da altri esponenti della Chiesa, come il patriarca ecumenico Bartolomeo (Bartolomeo 2015; Bartolomeo 2018:12-21) o Papa Francesco (Francisc 2015) –, fanno di esso un testo utile ed insolito, con un'eco nella società, che arriva, forse per la prima volta negli ultimi decenni, ad offrire soluzioni ai problemi quotidiani con cui le persone si confrontano. I fondamenti scritturali di ogni aspetto evidenziato rappresentano anch’essi una grande risorsa, dando un contributo speciale alla sua accoglienza tra gli ambienti più conservatori, che sono sempre pronti a mettere in discussione la veridicità dei testi di questo genere, sospettandoli di "crepe" dogmatiche o superficialità nell'approccio.

D'altra parte, alcuni retaggi di reminiscenza comunista, come già evidenziato dagli esperti (Preda 2010:159), la mancanza di approfondimenti più chiarificatori su questioni come la proprietà e le sue potenziali utilità nella sfera politica (Ică, Marani 2002:216; Morariu 2015:39), l’assenza di una presentazione dettagliata delle forme di cooperazione esistenti tra la Chiesa e lo Stato, o la paura di analizzare in modo più approfondito alcune questioni come quelle bioetiche (trasmesse anche al Sinodo di Creta), costituiscono aspetti limitativi del documento, a cui si potrebbe certamente rimediare nel contesto della sua riedizione e aggiornamento. In effetti, dal 2000 ad oggi, relativamente molte cose sono cambiate. Se in quel periodo i social media si fossero ridotti all'esistenza dell'indirizzo e-mail e del messenger e i telefoni cellulari non fossero ancora penetrati così fortemente nella vita delle persone, oggi l'aggiornamento di un tale documento richiederebbe almeno un capitolo dedicato a questi aspetti.

Come si è cercato di mostrare in questa presentazione, il documento contenente le basi del pensiero sociale della Chiesa Ortodossa Russa è un testo importante sia per la chiesa locale che l'ha adottata sia per l’ortodossia in generale. Nonostante gli svantaggi altrimenti imminenti in tale sforzo, è un testo che sintetizza la visione di una Chiesa ortodossa locale su questioni attuali, mostrando quali sono le sue principali preoccupazioni in relazione al mondo in cui viviamo. Allo stesso tempo, il documento è utile perché può creare ponti tra le spiritualità potendo costituire il punto di partenza per lo sviluppo di una dottrina sociale ufficiale della Chiesa ortodossa nel suo insieme.

 

 Iuliu-Marius Morariu

 

 

RIFERIMENTI
 

 Bartholomée, Patriarche œcuménique, 2015. Et Dieu Vit que Cela Etait Bon. La Vision Théologique de la Création dans la Tradition Orthodoxe. Paris, France: Les Editions du Cerf.

Bartholomew, Ecumenical Patriarch. 2018. "Ecclesiology as Ecology: Orthodox Insights." Concilium, (5)5:12-21.

Chiesa Ortodossa Russa. 2011. Fondamenti della Dottrina Sociale. Milano, Italia: Edizioni Studio Domenicano.

Francisc, Pope. 2015. Encyclical Letter Laudato Si’ of the Holy Father Francis on Care for our Common Home. Vatican, Vatican: Casa Editrice Vaticana.

Ioan Ică jr, Germano Marani. 2002. Gândirea socială a Bisericii. Fundamente- documente- analize- perspective [Il Pensiero sociale della Chiesa. Fondamenti - documenti - analisi – prospettive]. Sibiu, Romania: Deisis.

Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 2004. Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, Città del Vaticano,VA: Libreria Editrice Vaticana.

Radu Preda, Ortodoxia & Ortodoxiile. Studii Social Teologice [Ortodossia e le Ortodossie. Studi Sociali i Teologici]. Cluj-Napoca, Romania: Eikon.

Morariu, Iuliu-Marius. 2018. "Eastern Orthodox Churches and Ecumenism according to the Holy Pan-Orthodox Council of Crete (2016)." HTS Teologiese Studies / Theological Studies, 74 (4):1-5.

Morariu, Iuliu-Marius. 2015. "Fundamentele Concepţiei Sociale a Bisericii Ortodoxe Ruse Reflectate în Documentul Sinodal din Anul 2000 [Le Basi del Concetto Sociale della Chiesa Ortodossa Russa Riflesse nel Documento Sinodale dell'anno 2000].” Tabor, 9 (4): 37-41.

Sua Santità Kirill, "Introduzione." Nel: Fondamenti della dottrina sociale, Pp. 9-14. Milano, Italia: Edizioni Studio Domenicano.

Valadier, Paul. 2011. Lo spirituale e la politica. Torino, Italia: Lindau.

 

1 Facolta di Scienze Sociali, Angelicum Pontificia Universita.

2 Tuttavia, gli autori desiderano sottolineare chiaramente che: "La dimensione universale della Chiesa non significa però che i cristiani non abbiano diritto ad una loro specifica nazionalità, ad un'identità nazionale. Al contrario, la Chiesa unisce in sé il principio universale con quello nazionale, e così anche la Chiesa ortodossa, pur essendo universale, e costituita da una moltitudine di Chiese ortodosse autocefale e locali: quindi, i cristiani ortodossi, pur essendo ben consapevoli del loro essere cittadini della patria celeste, non devono certo dimenticarsi della loro patria terrena". (Chiesa Ortodossa Russa 2011:26).

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