Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

 

Una riflessione sul fenomeno della prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana, Parte I

Emiliana Baldoni

La definizione dello "sviluppo umano" nei Rapporti sullo Sviluppo Umano del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) costituisce la chiave di lettura della ricerca svolta dall’autrice su un campione di 154 minori, maschi e femmine, coinvolti nel mondo della prostituzione nella zona settentrionale della Repubblica Dominicana. L’UNDP definisce lo sviluppo umano come l’ampliamento della gamma di scelte nella vita. L’articolo discute come i ragazzi intervistati si dedicano alla prostituzione perché hanno una gamma di scelte molto ristretta, come il loro coinvolgimento in questa attività restringe ancora di più le loro scelte per il resto della vita. Questo tema, pur trattato in un modo molto delicato, deve essere visto nel contesto dei rapporti globali fra il Nord e il Sud. Malgrado l’esistenza di codici per la protezione dei bambini, il governo mantiene un atteggiamento ambiguo di fronte a questo problema, anche perché il paese riceve un reddito importante dal turismo sessuale. La povertà costituisce il problema fondamentale che sottostà a questo fenomeno, ma anche altri fattori, come famiglie disgregate, abbandono, formazione di nuove unioni, instabilità o assenza delle figure di riferimento e alti livelli di conflittualità caratterizzano l’ambiente della prostituzione minorile. Viene analizzata l’esperienza diversa della prostituzione maschile e femminile, così come gli effetti a lungo termine sui bambini. Si indica anche come il problema della prostituzione minorile potrebbe essere superato.

 

The definition of "human development" in the Human Development Reports of the United Nations Development Program (UNDP) forms the "hermeneutical key" for understanding the research carried out by the author on 154 minors, boys and girls, involved in prostitution in the northern part of the Dominican Republic. The UNDP defines human development as the widening of the range of choices in life. The article discusses how the children interviewed became involved in prostitution initially because of their extremely limited life choices, and that their involvement in this activity further restricts their choices for the rest of their lives. The whole issue, which needs to be treated with extreme delicacy, needs further to be seen in the context of the global relations between the North and South. Despite the existence of codes for the protection of children, the government remains ambiguous in dealing with this problem, in part because of the income this poor country receives from sexual tourism. Poverty forms the basic problem that underlies this phenomenon; other factors such as broken families, abandonment, arrival of a new sexual partner for a parent, instability, absence of authority figures and high levels of conflict also characterise the backgrounds of the child prostitutes. The different experience of boy and girl prostitutes are discussed, as are the long term effects on the children and how the problem of child prostitution can be overcome.

 

 

 

Il principio di sussidiarietà quale criterio del recente processo di riorganizzazione del sistema pubblico italiano

Gianfranco Rucco

Il termine "sussidiarietà" è oggi molto diffuso, in modo particolare fra coloro che vogliono riformare l’amministrazione pubblica. L’articolo discute come il principio di sussidiarietà è stato applicato all’organizzazione pubblica italiana, che dal 1997 ha subito una decentralizzazione profonda: molte funzioni sono state consegnate all’amministrazione provinciale o locale in un processo chiamato federalismo amministrativo. L’idea è di organizzare le funzioni statali in modo da poter essere svolte il più vicino possibile al popolo. Quindi il sistema amministrativo locale diventa l’elemento più importante nell’amministrazione pubblica. Il termine viene presentato nel suo contesto culturale e come ha fatto il suo ingresso nel campo della politica e dell’amministrazione pubblica. A livello europeo la sussidiarietà agisce come un controllo sulla possibilità per le istituzioni sovranazionali di intervenire, benché nel Trattato di Maastricht, il principio sia meno indirizzato verso la ripartizione delle funzioni pubbliche fra i diversi livelli dell’amministrazione e più indirizzato al bilanciamento del ruolo delle istituzioni centrali con quello delle entità "inferiori". La sussidiarietà é quindi un principio piuttosto dinamico che statico. Lo sfondo filosofico la oppone ad una concezione idealista/razionalista dello Stato. Quindi è difficile applicarla in Italia grazie allo sfondo idealista/razionalista dell’organizzazione della sua amministrazione pubblica. Sembra che attualmente le condizioni dentro l’amministrazione pubblica non siano ancora mature per un’applicazione piena di questo principio.

 

Subsidiarity has become a widely used term, especially amongst those who want to reform public administration. The article discusses how the principle of subsidiarity has been applied to Italian public organisation, which since 1997 has undergone a profound decentralisation where functions have been handed over to provincial and local administration in a process known as administrative federalism. The idea is to organise State functions so that they are handled as closely as possible to the people. Therefore, the local administrative system becomes the most important element in public administration. The background to the term is discussed, as is its entry into the realm of politics and public administration. At the European level, subsidiarity acts as a control on the intervention of supranational bodies, although in the Maastricht treaty, the principle is less about dividing up responsibilities than it is about balancing the role of the central institutions with that of "inferior" bodies. Subsidiarity is therefore a dynamic rather than a static principle. The philosophical background to subsidiarity opposes it to an idealist/rationalist conception of the State. It is therefore difficult to apply subsidiarity in Italy because of the idealist/rationalist underpinning of the organisation of her public administration. It seems that at present, the conditions within the public administration system are not yet ripe for a full application of this principle.

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