{"id":996,"date":"2001-06-01T12:00:00","date_gmt":"2001-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=996"},"modified":"2026-04-08T16:03:24","modified_gmt":"2026-04-08T16:03:24","slug":"first-international-meeting-on-finance-and-the-common-good-bioetica-diritti-umani-e-multietnicita","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2001\/giugno\/first-international-meeting-on-finance-and-the-common-good-bioetica-diritti-umani-e-multietnicita\/","title":{"rendered":"First International Meeting on Finance and the Common Good. Bioetica, Diritti Umani e Multietnicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Stato di avanzamento della ricerca<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nota del redattore<\/em><\/p>\n<p>Il lancio di un progetto di ricerca triennale con questo titolo \u00e8 stato presentato nel numero di ottobre 1999 di OIKONOMIA. Qui \u00e8 riportato lo sviluppo finora della ricerca del suo secondo gruppo del lavoro. Il progetto \u00e8 finanziato dall&#8217;Istituto Veritatis Splendor di Bologna, dal Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Pontifican Universit\u00e0 San Tommaso e dalla Facolt\u00e0 di Giurisprudenza dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata.<\/p>\n<p>La ricerca si prefigge di studiare i problemi teorici e pratici che sorgono in ambito sanitario, e pi\u00f9 in generale bioetico, dal mescolarsi delle etnie che sempre pi\u00f9 caratterizza le societ\u00e0 avanzate e in particolare il nostro paese. Fine della ricerca \u00e8 acquisire strumenti teorici per elaborare proposte operative da offrire all&#8217;attenzione delle forze politiche e degli operatori socio-sanitari.<\/p>\n<p>Alla ricerca collaborano due distinti gruppi di lavoro che, pur lavorando autonomamente, sono costantemente chiamati a integrare le loro esperienze. Il primo gruppo, affidato alla responsabilit\u00e0 di Francesco D&#8217;Agostino, docente di Filosofia del diritto presso la facolt\u00e0 di Giurisprudenza della Universit\u00e0 degli studi di Roma Tor Vergata, acquisir\u00e0 i dati teorici del problema, con particolare attenzione alle diverse &#8220;scuole&#8221; che in bioetica si contendono il terreno e ai particolari problemi politici e giuridici che da esso derivano.<\/p>\n<p>Il secondo gruppo, che far\u00e0 capo a Francesco Compagnoni, docente di Bioetica presso la facolt\u00e0 di Scienze sociali della Pontificia Universit\u00e0 San Tommaso d&#8217;Aquino &#8211; Angelicum, avr\u00e0 lo scopo di rilevare come le strutture medico-sanitarie italiane rispondono alle esigenze di cura e prevenzione degli stranieri presenti sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>La ricerca, di respiro triennale, ha preso l&#8217;avvio nel dicembre del 1999 e si concluder\u00e0 nel novembre del 2002. Alla fine del triennio verr\u00e0 presentato un rapporto finale integrato e verr\u00e0 promosso un convegno per la presentazione pubblica e una prima diffusione dei dati della ricerca.<br \/>\nSecondo Gruppo di lavoro<br \/>\nIndividuazione del campo d&#8217;indagine<br \/>\nUna nota dolente che ricorre storicamente nelle indagini relative all&#8217;immigrazione nel nostro paese, quella della grave inadeguatezza dei sistemi informativi a dar conto della complessit\u00e0 della fenomenologia, si ripresenta anche per quanto riguarda l&#8217;aspetto socio sanitario.<br \/>\nAnche in tale ambito di analisi, infatti, ci si imbatte nella mancanza di dati quantitativamente esaurienti e statisticamente affidabili. \u00c8 difficile, perci\u00f2, ricostruire un panorama statistico di una qualche soddisfacente esaustivit\u00e0.<br \/>\nSi spiega cos\u00ec la scelta di condurre l&#8217;indagine secondo una metodologia qualitativa che pu\u00f2 comunque assicurare, seppure da un altro versante euristico, la significativit\u00e0 dei risultati. Infatti, nella prima parte l&#8217;indagine ha approfondito una conoscenza delle tematiche pi\u00f9 rilevanti attraverso interviste a testimoni privilegiati, mentre nella seconda lascer\u00e0 spazio ad una analisi del funzionamento e dell&#8217;organizzazione di alcune strutture sociosanitarie, pubbliche e del volontariato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non ha significato, per\u00f2, da parte del gruppo di ricerca, la non considerazione dei dati quantitativi, bens\u00ec l&#8217;utilizzazione di quelli disponibili per evidenziare preliminarmente nella disomogeneit\u00e0 delle informazioni &#8211; per modalit\u00e0 di raccolta e di classificazione e per tipologia d&#8217;utenza &#8211; l&#8217;evoluzione della condizione dell&#8217;immigrato nel nostro paese.<br \/>\nTale ricognizione \u00e8 stata lo strumento indispensabile per procedere:<br \/>\n&#8211; all&#8217;individuazione delle comunit\u00e0 straniere la cui presenza \u00e8 numericamente rilevante sul territorio nazionale.<br \/>\n&#8211; All&#8217;individuazione delle aree geografiche, delle regioni e, o, delle province all&#8217;interno delle quali \u00e8 maggiore la concentrazione degli stranieri.<br \/>\n&#8211; All&#8217;individuazione di differenze significative all&#8217;interno delle comunit\u00e0 straniere.<\/p>\n<p>Parte integrante dell&#8217;indagine sar\u00e0 anche l&#8217;analisi delle problematiche sanitarie riguardanti gli zingari presenti nel nostro paese. Tale opzione s&#8217;impone a motivo della specificit\u00e0 della cultura nomade, anche se giova ricordare che una percentuale elevata di coloro che appartengono a questa minoranza sono nati in Italia e possiedono la cittadinanza italiana (circa il 75%, secondo il censimento svolto dall&#8217;Opera Nomadi all&#8217;inizio degli anni novanta).<br \/>\nA tale scopo, sono state individuate e utilizzate le fonti gi\u00e0 da tempo accreditate per delineare le modificazioni avvenute nel corso dell&#8217;ultimo anno per quanto riguarda le politiche sanitarie e la normativa; particolare attenzione \u00e8 stata posta, in primo luogo, alla nuova legge sull&#8217;immigrazione (n.40\/98) e, in secondo luogo, all&#8217;emanazione del Piano Sanitario Nazionale (PSN) per il triennio 1998-2000 (che prevede, tra l&#8217;altro, di garantire agli immigrati l&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria, secondo le normative vigenti).<br \/>\nIn particolare, l&#8217;approvazione della legge 40 del 1998 e l&#8217;emanazione del Regolamento d&#8217;attuazione del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell&#8217;immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n.286) hanno rappresentato un consistente passo in avanti nel considerare e nell&#8217;affrontare il fenomeno dell&#8217;immigrazione non pi\u00f9 come emergenza bens\u00ec come un fenomeno sociale stabile e consolidato, meritevole di provvedimenti approfonditi e meditati.<br \/>\nPur nella constatazione che si tratti di un cammino ancora agli inizi e che dovr\u00e0 sempre pi\u00f9 intensamente coinvolgere i livelli amministrativi locali, non si possono non sottolineare gli evidenti spiragli che sono stati aperti dal punto di vista delle problematiche sanitarie che la ricerca affronter\u00e0. Soprattutto, giova ricordare l&#8217;introduzione della norma che consente a tutti i cittadini stranieri, presenti regolarmente o meno sul territorio nazionale, di accedere alle prestazioni preventive, curative, riabilitative.<br \/>\nIn parallelo \u00e8 in corso l&#8217;analisi della letteratura pi\u00f9 significativa relativa alla situazione italiana, al fine di delineare lo stato dei servizi medico-sanitari offerti e fruiti dagli immigrati e le riflessioni scientifiche avviate nell&#8217;ultimo periodo.<\/p>\n<p>Obiettivi<br \/>\nL&#8217;obiettivo generale del secondo gruppo di ricerca, attivo presso la facolt\u00e0 di Scienze Sociali dell&#8217;Angelicum, \u00e8, dunque, quello di rilevare come le strutture medico sanitarie rispondono alle esigenze di cura e prevenzione degli stranieri presenti sul territorio italiano, con particolare riferimento alle questioni di mediazione culturale connesse alla fruizione dei suddetti servizi.<\/p>\n<p>Obiettivi pi\u00f9 specifici dell&#8217;indagine sono:<br \/>\n1. La rilevazione delle modalit\u00e0 con cui le strutture pubbliche e private d&#8217;assistenza sanitaria rispondono in maniera differenziata alle esigenze di cura e prevenzione degli stranieri.<br \/>\n2. La rilevazione delle esigenze di prevenzione e cura dei vari gruppi etnici, o relativamente ai paesi di provenienza, rimaste tuttora inevase e di quelle cui si riesce a dare risposta in modo diffuso e sostanziale.<br \/>\n3. La individuazione delle cause che impediscono agli stranieri di fruire degli stessi servizi sociosanitari offerti ai cittadini italiani (con particolare attenzione a variabili come: il linguaggio, le modalit\u00e0 di comunicazione, la disponibilit\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0 dei servizi, l&#8217;eventuale inadeguatezza della normativa e\/o della sua applicazione).<br \/>\n4. La individuazione delle possibili risposte per quanto riguarda il miglioramento dell&#8217;organizzazione di servizi medico-sanitari di cura e prevenzione rivolti agli stranieri.<br \/>\n5. La individuazione d&#8217;eventuali aspetti problematici, che possano configurarsi come aree di gravi violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>Ipotesi<br \/>\nIl gruppo di ricerca ha ipotizzato che, nel corso dell&#8217;ultimo decennio,<br \/>\n&#8211; il variare numerico e qualitativo dei flussi migratori e l&#8217;evoluzione della normativa ha prodotto una trasformazione dell&#8217;intera fenomenologia socio sanitaria;<br \/>\n&#8211; questa trasformazione \u00e8 stata caratterizzata da un progressivo emergere della presenza del servizio sociosanitario pubblico e da un parallelo cambiamento del ruolo delle strutture del volontariato.<\/p>\n<p>Costruzione dello strumento di indagine e individuazione dei testimoni privilegiati<br \/>\n1. Lo strumento di indagine<\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 iniziata la costruzione del questionario che \u00e8 servito a garantire lo schema formale di riferimento comune a tutti gli intervistatori, indispensabile per ridurre al massimo l&#8217;incidenza di elementi soggettivi nella conduzione delle interviste.<br \/>\nParticolare attenzione \u00e8 stata prestata ad alcuni aspetti di una certa rilevanza. In primo luogo, la conoscenza delle trasformazioni intervenute negli ultimi anni a livello quantitativo ha consentito l&#8217;individuazione delle comunit\u00e0 straniere pi\u00f9 rappresentate e quindi ha indirizzato il percorso di ricerca secondo direttrici significative.<br \/>\nIn secondo luogo, come era nelle premesse, un intervento analitico \u00e8 stato condotto sulla &#8220;mediazione culturale&#8221; che, a detta di alcuni esperti e addetti ai lavori, non sembra ancora essere stata sufficientemente sperimentata e valutata sul campo. Al contrario, tale aspetto \u00e8 molto interessante da approfondire in considerazione dell&#8217;influenza che l&#8217;introduzione del mediatore come figura professionale ha avuto nel funzionamento di molte strutture pubbliche e private che lavorano con gli immigrati.<br \/>\nSi tratta di una funzione di collegamento e ponte tra realt\u00e0 culturali, linguistiche, religiose, sociali spesso estranee, quando non escludentesi nella non conoscenza reciproca. In contesti spesso molto lontani tra loro, nei quali la difficolt\u00e0 di comunicazione costruisce barriere insormontabili, l&#8217;introduzione della figura del mediatore culturale ha rappresentato in moltissime situazioni la soluzione dei problemi. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in molti ambiti, in quello scolastico, in quello relativo ai servizi educativi per la prima infanzia, nei centri interculturali, e, ovviamente, nelle strutture di assistenza sanitaria. In ambito sanitario per\u00f2 la consapevolezza delle difficolt\u00e0 e dei rischi che una mancata comunicazione pu\u00f2 comportare \u00e8 molto presente ma non \u00e8 chiaro se, univocamente, sia condivisa la valutazione dell&#8217;importanza di tale ruolo.<br \/>\nSe il mediatore culturale agisca facilitando la comunicazione e la comprensione tra persone di culture diverse, allontanando malintesi pericolosi determinati da diversi sistemi di codici e valori culturali o se, al contrario, si inserisca come possibile elemento perturbatore in una relazione tanto delicata quale quella tra medico e paziente.<br \/>\nLa strategia metodologica ha, pertanto, tenuto in gran conto, nell&#8217;approntare lo schema di intervista, la complessit\u00e0 dell&#8217;interazione dei fattori culturali e l&#8217;incidenza di questi nel favorire o deviare la comunicazione tra pazienti stranieri di differenti nazionalit\u00e0 e culture e operatore sanitario. Nella strutturazione e nella formulazione delle domande, i diversi aspetti legati alla comunicazione, in particolare quelli collegati alle difficolt\u00e0 terapeutico-relazionali, sono stati ampiamente considerati.<\/p>\n<p>Sono dunque queste le aree tematiche ritenute significative:<br \/>\n&#8211; In primo luogo, la conoscenza delle trasformazioni intervenute negli ultimi anni a livello quantitativo che ha consentito di individuare le comunit\u00e0 straniere pi\u00f9 rappresentate nel nostro paese.<br \/>\n&#8211; In secondo luogo, la complessit\u00e0 dell&#8217;interazione dei fattori culturali e l&#8217;incidenza di questi nel favorire o deviare la comunicazione tra pazienti stranieri di differenti nazionalit\u00e0 e culture e operatore sanitario.<br \/>\n&#8211; In terzo luogo, l&#8217;analisi del tema della &#8220;mediazione culturale&#8221;.<\/p>\n<p>2. I testimoni privilegiati<br \/>\nNella prima fase dell&#8217;indagine, conclusa a fine 2000, sono state condotte circa 40 interviste a testimoni privilegiati, individuati tra i rappresentanti delle comunit\u00e0 straniere in Italia, delle organizzazioni di Terzo Settore e del volontariato che operano nell&#8217;ambito della tutela e dell&#8217;assistenza agli stranieri e agli zingari, delle istituzioni, degli enti locali e delle ASL, individuati secondo il criterio della significativit\u00e0 dell&#8217;area su cui operano e della innovativit\u00e0 degli interventi svolti, di esperti di problemi dell&#8217;immigrazione, della salute pubblica, dell&#8217;organizzazione e valutazione dei servizi sociali e, infine, i mediatori culturali.<br \/>\nPur non trattandosi di una indagine quantitativa, con la necessit\u00e0 quindi di una rappresentazione campionaria ben distribuita, si \u00e8 cercato, compatibilmente con le dimensioni della ricerca, di garantire una certa rappresentativit\u00e0, sia geografica sia, in particolare, per quanto riguarda le strutture sociosanitarie e le organizzazioni di volontariato e del privato sociale.<\/p>\n<p>Realizzazione di 12 studi di caso su strutture che operano fornendo servizi medico-sanitari agli immigrati.<\/p>\n<p>Nella seconda fase dell&#8217;indagine, iniziata nel 2001, saranno realizzati 12 studi di caso su strutture che operano fornendo servizi medico-sanitari agli immigrati, con l&#8217;intento di verificare il funzionamento, l&#8217;organizzazione e l&#8217;evoluzione delle stesse. L&#8217;individuazione delle strutture pubbliche e private da sottoporre ad osservazione avviene soprattutto secondo i criteri della significativit\u00e0: o perch\u00e9 operano su aree dove la presenza d&#8217;immigrati \u00e8 rilevante o perch\u00e9 offrono servizi particolarmente innovativi. A questo scopo ci si \u00e8 avvalsi anche delle indicazioni emerse dalle interviste ai testimoni privilegiati.<br \/>\nInfine, l&#8217;individuazione delle strutture sottoposte a studi di caso risponde anche a criteri di distribuzione geografica: nel Nord, nel Centro e nel Meridione.<br \/>\nGli studi di caso, che sono in procinto di essere condotti, si concentreranno sull&#8217;analisi di figure &#8211; chiave della struttura da esaminare, sulla raccolta di dati statistici disponibili, su documentazione disponibile e relativa a progetti mirati in modo diretto e indiretto alla fornitura di servizi di prevenzione e cura per gli immigrati.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[968],"fascicolo":[42],"class_list":["post-996","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-roberta-rondini","fascicolo-giugno-2001"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - First International Meeting on Finance and the Common Good. 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