{"id":958,"date":"2000-10-01T12:00:00","date_gmt":"2000-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=958"},"modified":"2026-04-12T19:22:24","modified_gmt":"2026-04-12T17:22:24","slug":"una-riflessione-sul-fenomeno-della-prostituzione-minorile-nella-repubblica-dominicana-2","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/ottobre\/una-riflessione-sul-fenomeno-della-prostituzione-minorile-nella-repubblica-dominicana\/","title":{"rendered":"Una riflessione sul fenomeno della prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana"},"content":{"rendered":"<p><strong>Parte II. Il turismo sessuale<\/strong><\/p>\n<p>Il presente articolo intende proporre, a partire dai risultati di una ricerca sociologica sulla prostituzione minorile effettuata da chi scrive in Repubblica Dominicana su un campione di 154 minorenni\u00a0<sup>1<\/sup>, una riflessione su uno degli aspetti pi\u00f9 controversi, ossia il nesso tra tale fenomeno e il turismo sessuale. Si tratta, in effetti, di un legame complesso, dai risvolti spesso ambigui e sfumati, la cui analisi implica innanzitutto la necessit\u00e0 di prendere le distanze da ogni modello di spiegazione che riduca una realt\u00e0 estremamente articolata di relazioni tra turista sessuale e minore, alla semplice opposizione in termini di &#8220;cliente sfruttatore&#8221; e &#8220;vittima inconsapevole e indifesa&#8221;. Ci\u00f2 non significa sottovalutare le condizioni di violenza, coercizione e sfruttamento in cui questi minori esercitano la prostituzione, o porsi al di fuori di una logica di tutela e difesa dei loro diritti. Tenendo come punto di riferimento costante i principi e i contenuti della Convenzione Internazionale sui Diritti dell\u2019Infanzia\u00a0<sup>2<\/sup>, l\u2019intento \u00e8 piuttosto quello di riconoscere ed interpretare il ruolo (spesso attivo) svolto dal minore nell\u2019ambito della relazione con il &#8220;cliente&#8221; straniero, nonch\u00e9 le dinamiche sottili che entrano in gioco, i rapporti di potere e di dipendenza, il complesso di rappresentazioni e di aspettative reciproche. Del resto, la stigmatizzazione acritica del turista pu\u00f2 generare il convincimento che il turismo sessuale con minori sia sempre e comunque una questione di pedofilia, cedendo cos\u00ec alla tentazione di dimenticare che, pur esistendo una minoranza di cosiddetti &#8220;pedofili&#8221;, la maggioranza di questi turisti sessuali \u00e8 costituita da &#8220;normali&#8221; cittadini dei paesi occidentali. Tale dimensione di &#8220;normalit\u00e0&#8221; costituisce, forse, l\u2019aspetto che pi\u00f9 spesso rimane in ombra, ma che \u00e8 necessario portare alla luce per prendere coscienza di quelle dinamiche che su piccola scala sembrano riprodurre i rapporti di potere tra il Nord e il Sud del mondo.<\/p>\n<p>Le considerazioni precedentemente esposte si pongono in aperta polemica nei confronti di un certo tipo di materiale, diffuso da alcune campagne ed associazioni impegnate nella lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori, che, se da un lato hanno l\u2019indiscusso merito di stimolare l\u2019intervento delle istituzioni e di sensibilizzare l\u2019opinione pubblica internazionale, dall\u2019altro rischiano di restituire un\u2019immagine semplificata e talvolta distorta del problema, sia centrando l\u2019attenzione sulla prostituzione<em>\u00a0infantile<\/em>\u00a0(e ignorando quella\u00a0<em>adolescenziale<\/em>) e sulla figura del pedofilo, sia fornendo un quadro uniforme che non tiene conto delle specificit\u00e0 dei singoli contesti. Infatti, tra i diversi paesi del Sudest Asiatico, dell\u2019Africa, dell\u2019America Latina, e, pi\u00f9 recentemente, anche dell\u2019Est Europeo\u00a0<sup>3<\/sup>, interessati dal turismo sessuale, esistono differenze sostanziali in termini di diffusione, incidenza e organizzazione del mercato della prostituzione. L\u2019esigenza primaria rimane quella della contestualizzazione, poich\u00e9, dall\u2019analisi della letteratura di riferimento emerge, una forte carenza, oltre che di dati e stime attendibili\u00a0<sup>4<\/sup>, di studi condotti sul campo, nonch\u00e9 lo scarso rigore metodologico di quelli esistenti.<\/p>\n<p>Prima di prendere in esame la relazione tra turismo sessuale e prostituzione minorile nel caso concreto della Repubblica Dominicana, sono necessarie alcune osservazioni generali sullo sviluppo del settore turistico in America Latina. Il turismo costituisce una delle fonti pi\u00f9 importanti di divise per molti paesi dell\u2019area, i quali, tra gli anni \u201960 e \u201970, hanno dato il via a un massiccio sfruttamento delle loro bellezze naturali, nell\u2019intento di attirare capitali e investitori stranieri. Nonostante gli indubbi benefici conseguiti, molte voci di critica si sono levate nell\u2019ultimo decennio per evidenziare gli effetti negativi provocati dal turismo di massa, sia in termini di impatto sulle culture locali, sia in termini strettamente economici\u00a0<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>Il caso della Repubblica Dominicana \u00e8, in tal senso, emblematico. Lo sviluppo del settore turistico a partire dagli anni settanta, dopo la caduta del regime dittatoriale di Trujillo, \u00e8 stato infatti il risultato di una forte volont\u00e0 politica e di una pianificazione capillare che includeva la creazione di un quadro giuridico-istituzionale, la costruzione di infrastrutture e una massiccia campagna di promozione turistica. Non senza toni trionfalistici, rapporti ufficiali della\u00a0<em>Secretar\u00eda de Estado del Turismo<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>Banco Central Dominicano<\/em>\u00a0esaltano la correlazione tra sviluppo economico e turismo durante il periodo del boom degli anni \u201980, e rilevano come nell\u2019ultimo decennio si sia verificato un ulteriore incremento di alcuni indicatori fondamentali, quali offerta alberghiera, flusso di turisti, entrata di divise e creazione di posti di lavoro\u00a0<sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p>Tuttavia, si pu\u00f2 osservare innanzitutto che mentre ingenti capitali venivano investiti in infrastrutture turistiche, parallelamente diminuiva la spesa pubblica destinata ai servizi di base (scuole, ospedali, servizi sociali, ecc.) provocando un rapido deterioramento degli stessi. Inoltre \u00e8 stato rilevato che lo sviluppo non regolato di molti complessi alberghieri ha causato danni ambientali irreversibili in termini di inquinamento, distruzione di ecosistemi naturali, deforestazione, ecc.<sup>\u00a07<\/sup>, e che, per quanto riguarda la tipologia di impieghi generati direttamente dal turismo, si tratta in realt\u00e0 di lavori poco qualificati e malremunerati. Infine, poich\u00e9 come risulta dagli stessi dati forniti dalla\u00a0<em>Secretar\u00eda de Estado de Turismo dominicana<\/em>, la grande maggioranza degli stranieri visita l\u2019isola comprando un pacchetto turistico\u00a0<em>all inclusive<\/em>\u00a0nel proprio paese di origine, la parte pi\u00f9 rilevante dei proventi generati dal turismo viene intercettata dai grandi tour operators stranieri, mentre solo una piccola quota va a beneficio del paese di destinazione. A ci\u00f2 si aggiunge la diffusione delle\u00a0<em>enclaves<\/em>\u00a0turistiche, strutture autosufficienti gestite generalmente da grandi multinazionali, che sorgono in spazi isolati dal contesto in cui vive la popolazione ospitante, e al cui interno il turista pu\u00f2 usufruire di servizi di ogni sorta (spiagge private, impianti sportivi, ristoranti, negozi, discoteche, ecc.).<\/p>\n<p>Dal punto di vista psicologico, il villaggio turistico rappresenta un caso tipico di chiusura alla diversit\u00e0 culturale. L\u2019omologazione e la standardizzazione dei servizi offerti hanno lo scopo di ridurre l\u2019impatto con gli aspetti della realt\u00e0 locale che risultano dissonanti rispetto ai contesti di provenienza. In questo spazio protetto si cristallizzano le aspettative e le immagini preconcette del turista sotto forma di eventi culturali &#8220;tipici&#8221; (la cena etnica, la danza folkloristica, ecc.) che, se da un lato hanno un effetto rassicurante confermando gli stereotipi di partenza, dall\u2019altro aumentano irrimediabilmente la distanza con la realt\u00e0 del luogo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista antropologico, inoltre, il fenomeno turistico diviene rilevante in quanto confronto tra diverse culture, visioni del mondo e stili di vita, che si realizza nell\u2019incontro\/scontro tra societ\u00e0 che ospitano e soggetti ospitati. In particolare, l\u2019analisi di D. Boorstin, pur nella sua radicalit\u00e0, sembra adattarsi efficacemente alla realt\u00e0 dei villaggi-vacanze, o &#8220;bolle turistiche&#8221;\u00a0<sup>8<\/sup>. L\u2019esperienza del turista contemporaneo \u00e8 ormai priva del desiderio di viaggiare per conoscere in maniera autentica altri luoghi e altre persone, ma al contrario si nutre di attrazioni lontane dalla vita reale e prefabbricate\u00a0<em>ad hoc<\/em>\u00a0per il suo soddisfacimento. &#8220;A volte l\u2019immagine artefatta della destinazione viene promossa dalla pubblicit\u00e0 commerciale e diviene il criterio con cui egli sceglie e valuta le cose da visitare. Il turismo si riduce cos\u00ec ad un sistema chiuso e autoperpetuantesi di illusioni&#8221;\u00a0<sup>9<\/sup>.<\/p>\n<p>Le considerazioni precedenti suggeriscono una possibile chiave di interpretazione delle motivazioni che sono alla base dei comportamenti adottati dal turista sessuale. Nel caso della Repubblica Dominicana, cos\u00ec come per altre localit\u00e0 dei Caraibi, gli stereotipi prevalenti, rimandati da depliant e locandine turistiche, sono quelli del &#8220;paradiso sessuale&#8221;, terra di &#8220;avventure esotiche&#8221; popolata da giovani e seducenti uomini e donne che sembrano solo attendere l\u2019arrivo dello straniero. Lo stesso governo dominicano, reticente nell\u2019ammettere il legame tra prostituzione minorile e turismo sessuale, pu\u00f2 essere ritenuto responsabile di una politica di promozione turistica del paese che ha fatto leva, in maniera pi\u00f9 o meno esplicita, su tali stereotipi, pur di continuare a sostenere quello che rappresenta attualmente il settore trainante dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Una volta adottata questa prospettiva, che aiuta a comprendere l\u2019insieme di aspettative e di motivazioni del turista sessuale, pur non esaurendone la complessit\u00e0, \u00e8 necessario soffermarsi su ci\u00f2 che l\u2019esperienza empirica e l\u2019analisi delle testimonianze raccolte hanno dimostrato essere il momento cruciale, ossia la convergenza tra tali aspettative e quelle del minore che esercita la prostituzione in un contesto di sottosviluppo.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 illustrato diffusamente nell\u2019articolo pubblicato sul precedente numero di questa rivista\u00a0<sup>10<\/sup>, il legame tra turismo sessuale e prostituzione minorile costituisce un fatto di difficile contestazione. I ragazzi intervistati, detti\u00a0<em>sanky panky<\/em>, infatti, si prostituiscono solo con donne e\/o uomini stranieri, e svolgono attivit\u00e0 lavorative a stretto contatto con turisti (si tratta di animatori nei villaggi vacanze, di bagnini, di venditori ambulanti, ecc.). Tuttavia, nel caso delle ragazze, soprattutto per quelle che lavorano nei locali di prostituzione, non va ignorata l\u2019esistenza di una numerosa clientela locale, le cui caratteristiche, pur non essendo possibile approfondire in questa sede, meritano senz\u2019altro di essere attentamente analizzate per non restituire una visione del fenomeno della prostituzione minorile centrata esclusivamente sul turismo sessuale.<\/p>\n<p>Si \u00e8 fatto cenno nella prima parte di quest\u2019articolo alla necessit\u00e0 di prendere in considerazione le diverse sfaccettature e le dinamiche sottili che caratterizzano la relazione tra turista e minore. Al di l\u00e0 del movente economico, che ovviamente svolge un ruolo fondamentale in un contesto di estrema povert\u00e0, la figura dello straniero si carica di una serie di significati e di aspettative che vanno ben oltre il mero ottenimento di denaro in cambio della prestazione sessuale. Innanzitutto, agli occhi dei ragazzi il\u00a0<em>gringo<\/em>\u00a0rappresenta l\u2019unica possibilit\u00e0 concreta di lasciare la strada, viaggiare, avere una vita economicamente migliore in un altro paese e aiutare la propria famiglia. Questa convinzione, o forse sarebbe meglio dire illusione, d\u00e0 la misura dell\u2019atteggiamento fatalista tipico delle persone coinvolte nella prostituzione. Una volta entrati a far parte di questo mondo diminuisce drasticamente la capacit\u00e0 di influire sul corso della propria vita ed ogni speranza di cambiamento viene affidata con rassegnazione ad un fattore esterno, con l\u2019effetto di aumentare ancora di pi\u00f9 la subordinazione e la dipendenza dallo straniero.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Molte ragazze, che nella loro esperienza di prostituzione iniziata in et\u00e0 precoce hanno conosciuto solamente l\u2019aspetto pi\u00f9 brutale e\u00a0<em>machista<\/em>\u00a0degli uomini dominicani, affermano di sentirsi fortemente attratte dallo straniero in quanto modello ideale di uomo &#8220;comprensivo e dolce&#8221; che &#8220;tratta le donne con delicatezza e rispetto&#8221;. Inoltre, il turista \u00e8 oggetto di attenzione anche per la considerazione sociale attribuita al colore della pelle, che ha radici profonde nella cultura dominicana. In una societ\u00e0 che trae le sue origini dal sincretismo culturale tra la componente ispanica (colonizzatrice) e quella indio-africana (colonizzata)\u00a0<sup>11<\/sup>, &#8220;gli stereotipi diffusi per cui bianco\/bello\/ricco \u00e8 contrapposto a nero\/brutto\/povero creano un sistema di pregiudizi razziali per cui \u2018essere nero \u00e8 uno svantaggio, smettere di esserlo \u00e8 una necessit\u00e0&#8221;\u00a0<sup>12<\/sup>.<\/p>\n<p>Un altro aspetto emerso in maniera netta riguarda la presunta neutralit\u00e0 affettiva e il distacco psicologico che caratterizzano normalmente il rapporto di prostituzione. Ci\u00f2 che si intende sottolineare \u00e8 che, in alcuni casi, gli intervistati sostengono di aver avuto delle relazioni vissute, percepite, o quantomeno rappresentate, come se fossero dei veri e propri rapporti sentimentali. In altri termini, la relazione con il turista pu\u00f2 anche essere esperita o &#8220;giocata&#8221; nella dimensione dell\u2019attrazione erotica, il che contribuisce a rendere ancora pi\u00f9 ambigua la definizione dei rispettivi ruoli. Se da un lato il minore tende a rappresentarsi in questi casi in termini di seduttore, dall\u2019altro lo straniero pu\u00f2 avere l\u2019illusione di vivere &#8220;un\u2019avventura esotica&#8221;. Infatti, molti ragazzi trascorrono spesso con il turista tutto il periodo della vacanza e si pongono piuttosto come accompagnatori, offrendo svago e divertimento, oltre che prestazioni sessuali.<\/p>\n<p>Inoltre, soprattutto nel caso dei maschi, \u00e8 stato rilevato che spesso non vi \u00e8 l\u2019esplicita richiesta di un corrispettivo in cambio della prestazione sessuale, ma piuttosto una richiesta di &#8220;aiuto&#8221;. Una volta stabilita la relazione, i ragazzi dimostrano una notevole abilit\u00e0 nel convincere il turista di turno a comprare beni di consumo o servizi (un pantalone nuovo, un paio di scarpe alla moda, o addirittura un motorino, ecc.) o a farsi elargire denaro facendo leva sulla propria condizione di indigenza o su difficolt\u00e0 familiari vere o presunte (un parente malato, un affitto da pagare, ecc.)<\/p>\n<p>Infine, un\u2019ultima riflessione riguarda l\u2019esistenza e la diffusione di una modalit\u00e0 di turismo sessuale che vede protagoniste le donne straniere. In base alle interviste raccolte, risulta che molte turiste visitano il paese con il preciso proposito di intrattenere relazioni sessuali con il\u00a0<em>macho latino<\/em>, attratte dalla pelle nera e dal temperamento\u00a0<em>caliente<\/em>\u00a0dei dominicani, a testimonianza del fatto che le considerazioni precedenti sul bagaglio di stereotipi culturali non conoscono differenziazioni di genere.<\/p>\n<p>In conclusione, quanti di questi turisti, uomini e donne provenienti dai paesi sviluppati del Nord del mondo, siano realmente consapevoli delle loro responsabilit\u00e0 nel perpetuare tale sistema di sfruttamento, resta un interrogativo aperto a cui solo indagini empiriche approfondite possono dare risposta. Certo \u00e8 che fin quando non verr\u00e0 concretamente promossa una cultura della conoscenza e del rispetto dell\u2019altro, non potranno essere cambiati i comportamenti e gli atteggiamenti di quei turisti che considerano le persone di un paese sottosviluppato alla stregua di un elemento di &#8220;svago e piacere&#8221; all\u2019interno di quel pacchetto turistico\u00a0<em>all inclusive<\/em>\u00a0acquistato al momento della partenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Come gi\u00e0 illustrato diffusamente nella prima parte di questo articolo, pubblicata sul numero precedente di Oikonomia, il campione intervistato (non statisticamente rappresentativo) \u00e8 formato da adolescenti e preadolescenti (69 maschi e 85 femmine) di et\u00e0 compresa tra i 10 e i 20 anni che esercitano la prostituzione nel territorio di Puerto Plata, localit\u00e0 turistica situata nella costa settentrionale della Repubblica Dominicana.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0Si ricorda che la Convenzione Internazionale sui Diritti dell\u2019Infanzia, promulgata dall\u2019ONU nel 1989 e ratificata attualmente da 191 paesi, stabilisce in materia di prostituzione negli articoli 34 e 35 che gli Stati firmatari devono adottare ogni adeguato provvedimento a livello nazionale, bilaterale e multilaterale al fine di proteggere il minore da ogni forma di violenza e di sfruttamento sessuale (compresa la produzione di materiale pornografico e l\u2019induzione alla prostituzione) e di contrastare il rapimento, la vendita e il traffico di minori a qualsiasi fine (compreso quello sessuale).<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Cfr. M. Staebler, Turismo y Prostituci\u00f3n infantil, ECPAT, Stoccolma, 1996.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0Un caso clamoroso riguarda la Thailandia: dati provenienti da fonti diverse stimano dai 2.500 agli 800.000 minori coinvolti nella prostituzione, senza fornire alcuna indicazione sui criteri di calcolo o sulla metodologia di quantificazione utilizzata. Cfr. in proposito: Maggie Black, In the Twilight Zone, ILO, Ginevra, 1995.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0Ress, M. J., \u201cEl lado oculto del turismo\u201d in Noticias Aliadas\u201d, vol.26, n.11, Lima, marzo 1989.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0Cfr. El Turismo en la Rep\u00fablica Dominicana 1993-1997 e Bolet\u00edn Estadistico de Turismo 1986-1995, redatti da, rispettivamente, Banco Central de la Rep\u00fablica Dominicana e Secretar\u00eda de Estado de Turismo. In particolare, secondo tali rapporti ufficiali, il flusso dei visitatori stranieri ha subito un significativo aumento nel quinquennio 1993-1997, passando da circa 1,5 milioni di turisti nel 1993 a 2,2 milioni nel 1997; di questi ultimi, si \u00e8 calcolato che il 57,8% erano di provenienza europea (soprattutto di nazionalit\u00e0 tedesca e inglese). Per quanto riguarda invece le entrate di divise generate dal turismo, si \u00e8 registrato nello stesso periodo di riferimento un incremento medio annuo del 14%, passando da 1.245 milioni di pesos dominicani nel 1993 a 2.106 milioni nel 1997 (equivalenti al 62, 1% del totale delle divise).<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0Cfr. Garrone, R., Turismo responsabile, Associazione RAM, Genova, 1993.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0Vedi Simonicca, A., Antropologia del turismo. Strategie di ricerca e contesti etnografici, NIS, Roma, 1997.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0Ibidem, pag.30.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0E. Baldoni, Una riflessione sul fenomeno della prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana, OIKONOMIA, n.2, anno 2\u00b0, giugno 2000, pp.25-30.<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>\u00a0\u201cLa crisi culturale del popolo dominicano va ricercata nell\u2019incapacit\u00e0 di accettare le profonde radici africane: le manifestazioni culturali dominicane esprimono il bisogno di omologarsi alla cultura bianca-spagnola; tale bisogno viene portato all\u2019estremo durante la dittatura di Trujillo. Progressivamente il trinomio ispanico-bianco-dominicano diviene l\u2019immagine ideale nella ricerca di un\u2019identit\u00e0 nazionale\u201d. Vistoso, E., Rondanini D., Hispaniola. Haiti e Repubblica Dominicana, Fratelli dell\u2019Uomo, Milano, 1996, p.43.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>\u00a0Ibidem, p.63.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti Bibliografici<\/strong><\/p>\n<p>AAVV, Sex Crimes and lust market, vol.28, n.2, IDOC Internazionale, Roma, 1997.<\/p>\n<p>AAVV, Documentazione ItaliaCaritas: la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, n.1, Caritas Italiana, Roma, 1997.<\/p>\n<p>Black, M, In the Twilight Zone. Child Workers in the Hotel, Tourism and Catering Industry, ILO, Ginevra, 1995.<\/p>\n<p>Cela, J., La Otra Cara de la Pobreza, Centro de Estudios Sociales Padre Juan Montalvo, S.J., Santo Domingo, 1997.<\/p>\n<p>Cesa-Bianchi, M., Scabini, E. (a cura di), La violenza sui bambini. Immagine e realt\u00e0, Franco Angeli, Milano, 1991.<\/p>\n<p>Convenzione Internazionale sui diritti dell\u2019infanzia, ONU, 1989.<\/p>\n<p>Duarte, I., Gomez, C.J., Ariza, M., Perfiles de los menores en circunstancias especialmente dif\u00edciles en Rep\u00fablica Dominicana, UNICEF-IEPD, Santo Domingo, 1992.<\/p>\n<p>ENDESA-96. Encuesta Demogr\u00e1fica y de Salud, Santo Domingo, 1996.<\/p>\n<p>Garrone, R., Turismo responsabile, Associazione RAM, Genova, 1993.<\/p>\n<p>Hodgkin, R., Newell, P., Implementation Handbook for the Convention on the Rights of the Child, UNICEF, New York, 1998.<\/p>\n<p>IEPD-CDC, ENJOVEN-92. Encuesta Nacional de J\u00f3venes 1992, Santo Domingo, 1993.<\/p>\n<p>IEPD-PROFAMILIA, Madres Adolescentes en la Rep\u00fablica Dominicana 1996, Santo Domingo, 1997.<\/p>\n<p>Lewis, O., La Vida. Una famiglia portoricana nella cultura della povert\u00e0, Arnoldo Mondadori Editore, Verona, 1972.<\/p>\n<p>Lizardo, J., Condiciones de los y las Menores en la Rep\u00fablica Dominicana, IEPD-UNICEF, Santo Domingo, 1994.<\/p>\n<p>O\u2019Connell Davidson, J., Sanchez Taylor, J., Child Prostitution and sex Tourism. Dominican Republic, ECPAT, Bangkok, 1996.<\/p>\n<p>ONAPLAN, \u201cFocalizaci\u00f3n de la pobreza en la Rep\u00fablica Dominicana\u201d, in Informe Poblaci\u00f3n, n.11, diciembre 1997.<\/p>\n<p>Ress, M. J., \u201cEl lado oculto del turismo\u201d in Noticias Aliadas\u201d, vol.26, n.11, Lima, marzo 1989.<\/p>\n<p>Silvestre, E., Rijo, J., Bogaert, H., La Neo-prostituci\u00f3n Infantil en Rep\u00fablica Dominicana, UNICEF-ONAPLAN, Santo Domingo, 1992.<\/p>\n<p>Simonicca, A., Antropologia del turismo. Strategie di ricerca e contesti etnografici, La Nuova Italia Scientifica, 1997.<\/p>\n<p>Staebler, M., Turismo y Prostituci\u00f3n Infantil, ECPAT, Stoccolma, 1996.<\/p>\n<p>UNDP, Rapporto sullo sviluppo umano. Come si definisce, come si misura, Rosenberg &amp; Sellier, Torino, 1992.<\/p>\n<p>UNDP, Rapporto sullo sviluppo umano. Sradicare la povert\u00e0, Rosenberg &amp; Sellier, Torino, 1997.<\/p>\n<p>UNICEF, Children and Prostitution. How can we measure and monitor the commercial sexual exploitation of children?, Oslo, 1996.<\/p>\n<p>UNICEF, La condizione dell\u2019infanzia nel mondo 2000.<\/p>\n<p>Vistoso E., Rondanini D., Hispaniola. Haiti e Repubblica Dominicana, Fratelli dell\u2019uomo, Milano, 1996.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[864],"fascicolo":[33],"class_list":["post-958","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-emiliana-baldoni","fascicolo-ottobre-2000"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Una riflessione sul fenomeno della prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Emiliana Baldoni, pubblicato nel numero di Ottobre 2000. 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