{"id":946,"date":"2000-06-01T12:00:00","date_gmt":"2000-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=946"},"modified":"2026-04-12T19:10:42","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:42","slug":"una-riflessione-sul-fenomeno-della-prostituzione-minorile-nella-repubblica-dominicana","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/giugno\/una-riflessione-sul-fenomeno-della-prostituzione-minorile-nella-repubblica-dominicana\/","title":{"rendered":"Una riflessione sul fenomeno della prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana"},"content":{"rendered":"<p><strong>Parte I<\/strong><\/p>\n<p>Agli inizi degli anni Novanta l\u2019UNDP (United Nations Development Programme) pubblica il primo rapporto sullo sviluppo umano che, accogliendo e sistematizzando i risultati di un ampio e complesso dibattito, segna il passaggio da una concezione meramente quantitativa del benessere di un paese, basata sul reddito e sulla ricchezza materiale, ad una che tiene conto anche di altri fondamentali aspetti della qualit\u00e0 della vita. In particolare, lo sviluppo umano viene definito come &#8220;un processo di ampliamento della gamma di scelte della gente&#8221;, e si riferisce non soltanto alle tre opzioni fondamentali relative alla &#8220;possibilit\u00e0 di condurre una vita lunga e sana, di acquisire conoscenze e di accedere alle risorse necessarie a un tenore di vita dignitoso&#8221;, ma riguarda anche la libert\u00e0 politica, la garanzia dei diritti umani e il rispetto di se stessi\u00a0<sup>1<\/sup>. In tal senso, il concetto di sviluppo umano, rifacendosi alle nozioni di\u00a0<em>functioning<\/em>\u00a0e<em>\u00a0capability<\/em>\u00a0introdotte dall\u2019economista Amartya K. Sen\u00a0<sup>2<\/sup>, comprende sia la formazione delle capacit\u00e0 umane (ad esempio migliorare la propria salute, le proprie conoscenze, ecc.), sia la possibilit\u00e0 di un uso effettivo di tali capacit\u00e0 una volta acquisite.<\/p>\n<p>Una riflessione sulle possibilit\u00e0 di scelta concesse o negate ai singoli esseri umani in determinati contesti economici, sociali e culturali, vuole essere la chiave di lettura attraverso la quale ripercorrere e interpretare i risultati ai quali chi scrive \u00e8 pervenuto attraverso una ricerca sociologica realizzata su un campione di 154 minorenni (69 maschi e 85 femmine) che esercitano la prostituzione nel territorio di Puerto Plata, localit\u00e0 turistica situata nella costa settentrionale della Repubblica Dominicana\u00a0<sup>3<\/sup>\u00a0L\u2019analisi dei percorsi di vita dei soggetti intervistati consente infatti di mettere in luce in primo luogo in quale misura il loro coinvolgimento nella prostituzione sia determinato dall\u2019estrema limitatezza (se non addirittura mancanza) di &#8220;possibilit\u00e0 di scelta&#8221;, e, in secondo luogo, in che modo l\u2019esperienza di prostituzione stessa restringa ulteriormente la gamma di opzioni alternative. In altri termini \u00e8 necessario prendere in considerazione le condizioni di partenza che hanno impedito uno sviluppo umano armonioso dei soggetti considerati (stato di indigenza, scarso accesso ai servizi di base, bassa scolarizzazione, disgregazione familiare ecc.) e, al tempo stesso, gli effetti devastanti sulla loro salute fisica e mentale provocati dalla vita di strada, al fine di individuare strategie di intervento per una loro riabilitazione e reinserimento nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ma non solo. Adottare la prospettiva delle scelte permette di inserire il complesso fenomeno del prostituzione minorile all\u2019interno della pi\u00f9 ampia problematica relativa ai rapporti Nord\/Sud del mondo e di interrogarsi criticamente sulle pesanti responsabilit\u00e0 dell\u2019Occidente nel determinare le condizioni di sottosviluppo dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo (responsabilit\u00e0 palesi, del resto, nel caso del turismo sessuale).<\/p>\n<p>Che lo sfruttamento sessuale dei minori costituisca una grave violazione dei diritti umani \u00e8 chiaramente sancito dalla &#8220;Convenzione Internazionale sui Diritti dell\u2019Infanzia&#8221;, approvata dall\u2019ONU nel 1989, la quale negli articoli 34 e 35 stabilisce che gli Stati firmatari devono adottare ogni adeguato provvedimento a livello nazionale, bilaterale e multilaterale al fine di proteggere il minore da ogni forma di violenza e di sfruttamento sessuale (compresa la produzione di materiale pornografico e l\u2019induzione alla prostituzione) e di contrastare il rapimento, la vendita e il traffico di minori a qualsiasi fine (compreso quello sessuale).<\/p>\n<p>In Repubblica Dominicana, dopo la ratifica della Convenzione, \u00e8 stato promulgato nel 1994 il\u00a0<em>C\u00f3digo para la protecci\u00f3n de ni\u00f1os, ni\u00f1as y adolescentes<\/em>, che ha come obiettivo quello di tutelare i minori creando le condizioni affinch\u00e9 possano svilupparsi fisicamente, mentalmente e socialmente in maniera armoniosa. Di fatto, per\u00f2, una cultura del rispetto dei diritti dell\u2019infanzia stenta ancora a diffondersi, soprattutto tra gli strati pi\u00f9 poveri della popolazione, dove sono particolarmente frequenti i casi di abuso sessuale e maltrattamento a danno di bambini e adolescenti. Anche a livello istituzionale si riscontrano tuttora pesanti responsabilit\u00e0 nella mancata applicazione del C\u00f3digo, e gli stessi rappresentanti delle forze dell\u2019ordine si rendono non di rado protagonisti di gravi violazioni dei diritti dei minori.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la prostituzione minorile, che, secondo uno studio del 1992 dell\u2019UNICEF coinvolge circa 25.000 minori in tutto il paese\u00a0<sup>4<\/sup>, il governo dominicano ha spesso assunto una posizione ambigua soprattutto nell\u2019ammettere il legame tra tale fenomeno e quello del turismo sessuale. Non va dimenticato, infatti, che il turismo rappresenta uno dei settori trainanti dell\u2019economia e che gran parte della promozione turistica della Repubblica Dominicana ha fatto leva esplicitamente, cos\u00ec come accaduto per altre localit\u00e0 dei Caraibi, sugli stereotipi &#8220;dell\u2019esotico&#8221; e del &#8220;paradiso sessuale&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019intento del presente articolo vuole essere quello di focalizzare l\u2019attenzione su alcuni elementi emersi dallo studio sul campo tenendo ben presente che il fenomeno della prostituzione minorile presenta caratteri di estrema complessit\u00e0 e problematicit\u00e0. Troppo spesso, infatti, come risulta chiaramente dalla letteratura di riferimento, nell\u2019affrontare questo argomento si cede alla tentazione di spiegazioni riduzionistiche che restituiscono una visione banalizzante e slegata dagli specifici contesti socio-economici e culturali. Il primo passo sar\u00e0 quello di esaminare il problema della povert\u00e0 e le sue implicazioni, per poi ricostruire sinteticamente i contesti familiari e il rapporto degli intervistati con il sistema scolastico. Infine si ripercorrer\u00e0 l\u2019esperienza della prostituzione illustrandone brevemente gli scenari tipici e il ruolo del turismo sessuale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come per il concetto di sviluppo umano, anche per quanto riguarda quello di povert\u00e0, l\u2019UNDP ribadisce la necessit\u00e0 di un approccio multidimensionale che tenga conto non solo del reddito o del consumo, ma anche della possibilit\u00e0 di vivere un\u2019esistenza lunga, salutare, creativa, libera, dignitosa. In linea generale, le caratteristiche della povert\u00e0, oltre ai bassi livelli di reddito, consistono in una serie di tratti riscontrabili empiricamente tra i quali vi sono le maggiori dimensioni dei nuclei familiari, la tendenza a sposarsi precocemente, gli elevati indici di fecondit\u00e0, la diffusione di famiglie incomplete o ricostituite, il basso livello di istruzione, la precariet\u00e0 occupazionale, ecc\u00a0<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, nel corso degli anni \u201980, ridenominati in modo significativo &#8220;decade perduta&#8221;, si \u00e8 verificata in tutti i paesi dell\u2019America Latina un\u2019acutizzazione della povert\u00e0, per effetto della crisi economica, della forte inflazione, dell\u2019aumento vertiginoso del debito estero e delle relative politiche di aggiustamento del Fondo Monetario Internazionale. In Repubblica Dominicana, la carenza di politiche sociali per controbilanciare quelle di aggiustamento ha determinato un notevole peggioramento delle condizioni di vita delle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, tanto che nel 1993, secondo stime governative, il 60% circa delle famiglie dominicane viveva in condizioni di povert\u00e0\u00a0<sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p>Solitamente, la prostituzione \u00e8 concepita come un problema tipico della povert\u00e0 e ci\u00f2 risulterebbe confermato dal fatto che tutti i tratti caratteristici sopra menzionati risultano presenti nelle famiglie di origine degli intervistati. Non c\u2019\u00e8 dubbio che la mancanza di risorse economiche sia tra i fattori principali che favoriscono l\u2019ingresso nella prostituzione, ma l\u2019analisi non pu\u00f2 arrestarsi a questo motivo di fondo, a meno di non voler affermare che tutte le persone che vivono in condizioni di miseria finiranno prima o poi per prostituirsi. E\u2019 necessario infatti approfondire il vissuto dei soggetti coinvolti e mettere in luce quell\u2019insieme di circostanze intra ed extra familiari, di esperienze e di eventi traumatici che, innestati in un contesto di deprivazione, impediscono ogni altra scelta alternativa.<\/p>\n<p>L\u2019analisi dei contesti familiari di provenienza ha permesso di disegnare, in tutta la sua complessit\u00e0, un quadro di relazioni caratterizzato prevalentemente da processi di disgregazione pi\u00f9 o meno traumatici, abbandoni, formazione di nuove unioni, instabilit\u00e0 o assenza delle figure di riferimento e alti livelli di conflittualit\u00e0. I dati mostrano infatti che al momento della ricerca solo il 27% dei genitori risultava unito e che i processi di separazione sono avvenuti soprattutto nei primi cinque anni di vita dell\u2019intervistato. Ci\u00f2 indica che la fase di socializzazione primaria \u00e8 stata segnata, nella maggioranza dei casi, dall\u2019assenza di uno o entrambi i genitori, con conseguente instabilit\u00e0 delle figure di riferimento e discontinuit\u00e0 affettiva. In particolare, l\u2019abbandono da parte della madre, vissuto e rappresentato con drammaticit\u00e0, sembra aver avuto, secondo le parole degli stessi intervistati, effetti devastanti sullo sviluppo della loro personalit\u00e0, quali profonda insicurezza emotiva, disorientamento, bassa autostima e senso di vuoto.<\/p>\n<p>Va comunque precisato che nella maggioranza dei casi le famiglie di provenienza degli intervistati non erano fondate su un matrimonio formalmente riconosciuto. Alcuni studi sulla famiglia dominicana mettono in evidenza che, a causa dei processi di secolarizzazione in corso e della mancanza di forti sanzioni sociali nei confronti della convivenza, il tipo di unione predominante nel paese non \u00e8 il matrimonio, civile e\/o religioso, ma l\u2019unione di fatto. Ci\u00f2 spiega in parte la diffusione del fenomeno delle separazioni e l\u2019alta percentuale (27% dato nazionale) di\u00a0<em>familias matrifocales<\/em>, guidate cio\u00e8 da una donna, soprattutto fra gli strati pi\u00f9 poveri della popolazione, dove \u00e8 forte l\u2019influenza di una cultura tradizionale estremamente sessista (<em>machismo<\/em>)\u00a0<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p>Lo studio del clima familiare ha aggiunto un\u2019ulteriore informazione di fondamentale importanza per comprendere il complesso di relazioni affettive in cui sono cresciuti i soggetti intervistati. Soprattutto nel caso delle ragazze, i numerosi riferimenti all\u2019ambiente familiare hanno permesso di ricostruire uno scenario costituito da frequenti episodi di maltrattamento fisico e psicologico (vi sono anche tre casi di abuso sessuale perpetrato da familiari), da forti tensioni, da alcoolismo e mancanza di comunicazione, mentre nel caso dei ragazzi il clima familiare si caratterizza per un minore livello di conflittualit\u00e0. Per ci\u00f2 che concerne, inoltre, le relazioni con i genitori, si rileva che mentre la madre resta comunque un punto di riferimento pi\u00f9 stabile, il padre risulta essere una figura abbastanza assente nell\u2019universo affettivo degli intervistati, e viene spesso descritta mettendone in evidenza il carattere severo e violento, l\u2019incapacit\u00e0 di comunicare e la frequenza delle relazioni extraconiugali.<\/p>\n<p>L\u2019espulsione precoce dal sistema educativo (il 92% del campione ha lasciato definitivamente la scuola) e i bassi livelli di scolarizzazione raggiunti (il 58% delle ragazze, contro il 36% dei maschi, non ha completato nemmeno la scuola elementare) costituiscono altri due tratti distintivi del vissuto dei minori intervistati. Per ci\u00f2 che riguarda le ragazze, i principali motivi di abbandono della scuola risultano essere i problemi in famiglia (32%) e l\u2019unione e\/o l\u2019arrivo di un figlio (29%), mentre per i ragazzi emerge tra tutti l\u2019esigenza di lavorare per apportare un aiuto economico alla famiglia (48%), e, secondariamente, il disinteresse per lo studio (17%).<\/p>\n<p>E\u2019 necessario fare in proposito due considerazioni generali. La prima riguarda la diffusione delle unioni precoci in Repubblica Dominicana. In base a quanto rilevato da recenti studi governativi, le donne giungono al matrimonio o all\u2019unione prima degli uomini, ad un\u2019et\u00e0 media di 19 anni, e tale tendenza \u00e8 inversamente proporzionale al livello di istruzione raggiunto\u00a0<sup>8<\/sup>. Tra gli strati pi\u00f9 emarginati della popolazione l\u2019et\u00e0 media si abbassa ulteriormente, con il risultato di unioni spesso instabili e di breve durata\u00a0<sup>9<\/sup>. Nel campione intervistato il 73% delle ragazze ha gi\u00e0 avuto un\u2019esperienza di convivenza non andata a buon fine (oltre all\u2019incomprensione, le ragazze indicano tra i motivi di separazione i frequenti maltrattamenti fisici, l\u2019alcoolismo, i tradimenti e l\u2019induzione alla prostituzione) e il 30% circa \u00e8 gi\u00e0 madre di almeno un figlio.<\/p>\n<p>La seconda considerazione riguarda invece la diffusione del lavoro minorile. Innanzitutto va precisato che il lavoro minorile non \u00e8 solo una conseguenza della povert\u00e0, ma ne \u00e8 anche causa: nel momento in cui il minore, pressato dalle necessit\u00e0 economiche, abbandona la scuola per svolgere un qualche tipo di attivit\u00e0 produttiva (spesso in condizioni di precariet\u00e0, sfruttamento, bassa qualifica e scarsa remunerazione), si preclude definitivamente la possibilit\u00e0 di raggiungere la preparazione culturale o professionale per accedere ad un impiego migliore (circolo vizioso della povert\u00e0). In secondo luogo bisogna tenere presente che il lavoro minorile \u00e8 fortemente valorizzato nella societ\u00e0 dominicana poich\u00e9 sancisce il passaggio dalla fase adolescenziale alla &#8220;vita adulta&#8221;, e che le culture latino-americane sono fortemente promotrici del lavoro minorile poich\u00e9 ritengono possa essere una strategia di prevenzione della devianza giovanile.<\/p>\n<p>Prima di dar conto dell\u2019esperienza di prostituzione \u00e8 opportuno tratteggiare ora gli scenari tipici della vita di strada in Repubblica Dominicana. Sintetizzando, si pu\u00f2 distinguere tra una modalit\u00e0 di prostituzione &#8220;formale&#8221; (o &#8220;tradizionale&#8221;), gestita da terze persone e praticata in locali e postriboli di vario tipo (<em>casas de cita, centros cerveceros, cabaret, bares, cafeter\u00edas, night-clubs<\/em>, ecc.) e una &#8220;informale&#8221;, diffusa principalmente nelle strade, nelle spiagge, nei grandi complessi alberghieri e in tutti i luoghi frequentati da turisti\u00a0<sup>10<\/sup>. Mentre il primo tipo riguarda esclusivamente le donne e una minoranza di ragazzi omosessuali, la modalit\u00e0 di prostituzione &#8220;informale&#8221; vede coinvolti giovani di entrambi i sessi. Paradossalmente, nonostante il locale costituisca un luogo di sfruttamento e violenza, la presenza dei gestori riesce a garantire alle ragazze un certo grado di protezione e controllo, mentre in strada i rischi e la pericolosit\u00e0 risultano di gran lunga maggiori, essendo i ragazzi esposti ad abusi ed aggressioni non solo da parte di clienti e criminali, ma anche della polizia. Quest\u2019ultima infatti, lungi dal porsi in un ottica di sostegno o di tutela del minore, adotta un comportamento duramente repressivo nei confronti dei ragazzi di strada, che sono sistematicamente oggetto di arresto arbitrario, e che non di rado vengono derubati, picchiati e insultati dagli stessi poliziotti.<\/p>\n<p>Il primo elemento emerso con forza dalle testimonianze raccolte \u00e8 una differenziazione in base al genere, che caratterizza in maniera netta e profonda non solo l\u2019esperienza di prostituzione in s\u00e9, ma anche l\u2019immagine di se stessi e il modo di rappresentarsi. Nella cultura dominicana la prostituzione \u00e8 considerata socialmente un\u2019attivit\u00e0 di esclusiva competenza femminile, e ci\u00f2 spiega le molte resistenze ed ambiguit\u00e0 nel definire quella maschile. L\u2019esperienza sul campo ha mostrato infatti che quest\u2019ultima non si articola secondo moduli facilmente riconoscibili e risulta assai difficile ricostruire un &#8220;percorso tipico&#8221; di ingresso, in quanto gli stessi attori coinvolti sembrano talvolta non avere una percezione chiara del proprio ruolo e dei rischi in cui incorrono.<\/p>\n<p>In linea generale, la figura maschile corrispondente alla prostituta \u00e8 quella del\u00a0<em>sanky-panky<\/em>, ossia di colui che intrattiene rapporti sessuali con turisti (uomini e\/o donne) al fine di trarne benefici economici. Considerando il forte disprezzo e la discriminazione della cultura\u00a0<em>machista<\/em>\u00a0nei confronti dell\u2019omosessualit\u00e0, si comprende perch\u00e9 i soggetti intervistati abbiano ammesso con difficolt\u00e0 e reticenza di avere relazioni sessuali anche con uomini stranieri: la maggior parte di essi, infatti, tendeva a rappresentarsi piuttosto come un &#8220;conquistatore&#8221; di donne, ricalcando lo stereotipo del\u00a0<em>macho latino<\/em>, negando perfino di ricevere un corrispettivo in cambio delle proprie prestazioni sessuali. Inoltre la parola\u00a0<em>sanky<\/em>\u00a0si carica di una forte connotazione negativa, poich\u00e9 ad essa vengono associati tutta una serie di comportamenti considerati devianti (furto, uso di droga, bisessualit\u00e0, ecc.). Per tali ragioni la maggioranza degli intervistati tendeva a prendere le distanze da questo modello pur adottando di fatto simili comportamenti. Tutti i\u00a0<em>sanky<\/em>\u00a0intervistati, di et\u00e0 compresa tra i 16 e i 20 anni, svolgevano un qualche tipo di attivit\u00e0 lavorativa nell\u2019ambito del settore turistico (animatori degli hotel, bagnini, personale alberghiero, venditori, ecc.) e, nonostante i bassi livelli di scolarizzazione, non di rado parlavano pi\u00f9 di una lingua straniera.<\/p>\n<p>Il fatto che i\u00a0<em>sanky<\/em>\u00a0pratichino la prostituzione saltuariamente all\u2019interno del loro ambiente lavorativo e spesso, a differenza delle ragazze, senza un\u2019esplicita richiesta di denaro, costituisce forse l\u2019aspetto pi\u00f9 pericoloso e ambiguo della prostituzione maschile, poich\u00e9 rende particolarmente difficile approntare programmi di intervento.<\/p>\n<p>Va sottolineato, tuttavia, che la prostituzione viene praticata pi\u00f9 o meno occasionalmente anche da molti\u00a0<em>ni\u00f1os y adolescentes de la calle<\/em>, ossia da quei minori che, avendo rotto i legami familiari, vivono in strada in condizioni di particolare pericolosit\u00e0, guadagnandosi da vivere attraverso una serie di attivit\u00e0 pi\u00f9 o meno legali (accattonaggio, lavoretti precari, furto, ecc.). Nel corso della ricerca, \u00e8 stata rilevata la presenza di un gruppo di ragazzini lustrascarpe (<em>limpiabotas<\/em>), di et\u00e0 compresa tra i 10 e i 15 anni, dediti alla prostituzione con turisti stranieri\u00a0<sup>1<\/sup><sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel caso delle ragazze, la chiara percezione di s\u00e9 e la conseguente autorappresentazione in termini di &#8220;prostitute&#8221;, hanno consentito di tracciare un percorso tipico che pur tra molteplici varianti e sfumature descrive efficacemente i motivi e le circostanze di inizio. L\u2019ingresso nella prostituzione \u00e8 strettamente legato alla definitiva espulsione dal nucleo familiare. In genere si tratta, come gi\u00e0 analizzato precedentemente, di una fuga da una situazione altamente conflittuale, spesso caratterizzata da maltrattamenti e violenze, che spinge a un\u2019unione precoce in condizioni di immaturit\u00e0 e impreparazione. La successiva separazione in circostanze pi\u00f9 o meno traumatiche e l\u2019eventuale presenza di figli da mantenere senza il sostegno del compagno, aumenta lo stato di angoscia e disperazione e rende facilmente vulnerabili di fronte alla prospettiva di un &#8220;guadagno facile&#8221;. In questo momento di difficolt\u00e0 gioca un ruolo chiave l\u2019incontro con una &#8220;amica&#8221; (in genere un\u2019intermediaria) la quale, facendo leva sulle necessit\u00e0 economiche della ragazza e sulla sua ingenuit\u00e0, la conduce in un locale (talvolta dietro compenso da parte dei gestori) e la inizia alla vita di strada.<\/p>\n<p>Una volta entrata a far parte della realt\u00e0 della prostituzione, con i suoi stili di vita e le sue norme, si inizia un processo di progressivo isolamento e di rottura delle relazioni interpersonali precedentemente stabilite. La mancanza di fiducia negli altri e la durezza delle esperienze vissute quotidianamente spingono all\u2019adozione di comportamenti aggressivi e individualisti, che hanno l\u2019effetto di aumentare ulteriormente le distanze con le altre coetanee &#8220;non coinvolte&#8221;. Quanto pi\u00f9 la ragazza va cambiando l\u2019immagine di s\u00e9, tanto pi\u00f9 tende ad autoemarginarsi dal &#8220;mondo rispettabile&#8221; e a percepire il rifiuto e la stigmatizzazione sociale. Inoltre, la bassa autostima riduce notevolmente la capacit\u00e0 di influire sul corso della propria vita, tanto che, in bilico tra fatalismo e rassegnazione, le possibilit\u00e0 di cambiamento vengono cos\u00ec affidate a fattori esterni (la speranza di incontrare tra i clienti un &#8220;uomo buono&#8221;, uno straniero, o il verificarsi di un evento miracoloso).<\/p>\n<p>Un\u2019ultima riflessione riguarda il turismo sessuale. Le testimonianze raccolte mostrano in maniera inequivocabile lo stretto legame esistente tra tale fenomeno e la prostituzione minorile, in particolar modo nel caso dei ragazzi sanky la cui clientela \u00e8 costituita esclusivamente da turisti. Dalle parole dei soggetti intervistati il rapporto con il turista sessuale emerge in tutta la sua problematicit\u00e0, sia nel suo aspetto di sfruttamento e violenza, sia in quello pi\u00f9 sottile e sfuggente di dipendenza. Lo straniero rappresenta spesso ai loro occhi l\u2019unica possibilit\u00e0 di uscire dalla condizione di miseria, di lasciare la prostituzione e di viaggiare fuori del paese. In questo senso la relazione di subordinazione che viene a crearsi sembra riprodurre su piccola scala quella che vincola il Sud al Nord del mondo.<\/p>\n<p>Alcuni studi presentati in occasione del &#8220;Primo Congresso Mondiale contro lo Sfruttamento Sessuale dei Minori&#8221; (Stoccolma, agosto 1996) hanno tentato di mettere a fuoco le possibili motivazioni di natura psicologica, sociale e culturale che favoriscono il turismo sessuale. In particolare si \u00e8 fatto riferimento alla posizione di superiorit\u00e0 economica, alla sensazione di libert\u00e0 dai vincoli sociali, alla mancanza di conoscenza della lingua e della cultura del paese ospitante, che rafforza pregiudizi e false convinzioni (come ad esempio quella secondo cui la popolazione locale ha meno tab\u00f9 sessuali), a frustrazioni e insicurezze personali, al bisogno di &#8220;evasione&#8221;, all\u2019emancipazione della donna in occidente, ecc. Se da un punto di vista legislativo, notevoli progressi sono stati fatti negli ultimi anni in molti paesi occidentali attraverso l\u2019introduzione del principio dell\u2019extraterritorialit\u00e0\u00a0<sup>12<\/sup>, che stabilisce la perseguibilit\u00e0 in patria di un cittadino che abbia commesso abuso su minori in un paese straniero, molto ancora resta da fare sul fronte della sensibilizzazione. Combattere il turismo sessuale significa in questa prospettiva lavorare intensamente sul piano della conscientizzazione dell\u2019opinione pubblica del Nord del mondo, attraverso una seria critica agli stereotipi e atteggiamenti etnocentrici, educando al rispetto delle culture &#8220;altre&#8221; e promuovendo una reale conoscenza dei paesi del Terzo Mondo e della questione del sottosviluppo.<\/p>\n<p>Concludendo, in questa breve presentazione del problema della prostituzione minorile a partire da un caso concreto, si \u00e8 tentato di illustrare come le possibilit\u00e0 di scelta dei minori coinvolti, gi\u00e0 pesantemente limitate al momento della nascita, si siano andate ancor pi\u00f9 riducendo, fino ad annullarsi, con l\u2019ingresso nel mondo della prostituzione. Una strategia concreta che miri all\u2019ampliamento di tali possibilit\u00e0 di scelta, deve, a parere di chi scrive, da un lato intervenire sul minore stesso offrendogli assistenza e sostegno psicologico nonch\u00e9 occasioni di formazione professionale e culturale, dall\u2019altro, coinvolgere l\u2019intero contesto in cui \u00e8 inserito (famiglia, scuola, forze di polizia, ma anche, paradossalmente, intermediari e gestori dei locali che svolgono un ruolo chiave nel mondo della prostituzione) per consentire quel processo di ricostruzione di un\u2019immagine positiva di s\u00e9 e di reintegrazione nel tessuto sociale.<\/p>\n<p>Si auspica, infine, un maggiore impegno da parte della ricerca sociale nell\u2019affrontare i problemi dell\u2019emarginazione e del sottosviluppo, attraverso studi sul campo che siano di aiuto nell\u2019identificare adeguati strumenti di intervento e nel portare alla luce il mondo sommerso di coloro che non hanno occasioni per far sentire la propria voce. In tal senso, la ricerca condotta in Repubblica Dominicana ha voluto dare un piccolo contributo alla conoscenza del fenomeno a partire dagli stessi attori coinvolti, nel pieno rispetto della loro dignit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Nel secondo articolo, il legame fra il turismo sessuale e la prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana sar\u00e0 trattato in maniera pi\u00f9 dettagliata.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0DP,\u00a0<em>Rapporto sullo sviluppo umano. Come si definisce, come si misura<\/em>, Rosenberg &amp; Sellier, Torino, 1992, pp.19-27.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0Cfr. A.K. Sen,\u00a0<em>Choice, Welfare and Measurement<\/em>, Blackwell, Oxford, 1982 (trad. it. A. Sen, Scelta, benessere, equit\u00e0, Il MuUNlino, Bologna, 1986) e A.K. Sen, Commodities and Capabilities, North Holland, Amsterdam, 1985.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Tale ricerca \u00e8 stata argomento di tesi di laurea in Metodologia delle Scienze Sociali presso la Facolt\u00e0 di Sociologia dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;.Nota metodologica. Il campione intervistato (non statisticamente rappresentativo) \u00e8 formato da adolescenti e preadolescenti di et\u00e0 compresa tra i 10 e i 20 anni con esperienza di prostituzione. La rilevazione dei dati ha richiesto un periodo di permanenza nel territorio di Puerto Plata di sei mesi (aprile-ottobre 1998) e un costante e faticoso lavoro di osservazione nei luoghi della prostituzione per comprendere gli stili di vita, i rapporti di potere, il gergo, i comportamenti delle persone coinvolte. Un notevole investimento personale di risorse psicologiche in termini di adattamento e di empatia, \u00e8 stato fondamentale per conquistare credibilit\u00e0 e fiducia da parte dei soggetti da intervistare e degli intermediari. Considerando la delicatezza e la complessit\u00e0 dell\u2019argomento trattato, nonch\u00e9 la giovane et\u00e0 dei soggetti intervistati, si \u00e8 scelto di utilizzare come strumento di rilevazione l\u2019intervista focalizzata, ossia un tipo di intervista non direttiva condotta su temi specifici, in virt\u00f9 delle sue caratteristiche di flessibilit\u00e0 ed adattabilit\u00e0. I dati raccolti sono stati sottoposti sia ad analisi quantitativa (analisi del contenuto), sia ad analisi qualitativa (per temi). L\u2019interazione fra i due livelli di analisi, attraverso continui rimandi reciproci, ha consentito di attutire e completare la schematicit\u00e0 e la freddezza del dato, che pur offre una sintesi efficace e necessaria, e di recuperare la ricchezza e le potenzialit\u00e0 descrittive delle testimonianze raccolte<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0Silvestre, E., Rijo, J., Bogaert, H.,\u00a0<em>La Neo-prostituci\u00f3n Infantil en Rep\u00fablica Dominicana<\/em>, UNICEF-ONAPLAN, Santo Domingo, 1992.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0Duarte, I., Gomez, C.J., Ariza, M.,\u00a0<em>Perfiles de los menores en circunstancias especialmente dif\u00edciles en Rep\u00fablica Dominicana<\/em>, UNICEF-IEPD, Santo Domingo, 1992.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0ONAPLAN, &#8220;Focalizaci\u00f3n de la pobreza en la Rep\u00fablica Dominicana&#8221;, in\u00a0<em>Informe Poblaci\u00f3n<\/em>, n.11, diciembre 1997.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0ENDESA-96.\u00a0<em>Encuesta Demogr\u00e1fica y de Salud<\/em>, Santo Domingo, 1996.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0IEPD-CDC, ENJOVEN-92.\u00a0<em>Encuesta Nacional de J\u00f3venes<\/em>, Santo Domingo, 1992, pp.17 e 40.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0E\u2019 stato osservato in proposito che quando una giovane rimane incinta tende ad unirsi immediatamente con il padre del bambino tanto che in Repubblica Dominicana il fenomeno delle ragazze madri &#8220;single&#8221; \u00e8 molto contenuto. Cfr. IEPD-PROFAMILIA,\u00a0<em>Madres Adolescentes en la Rep\u00fablica Dominicana<\/em>\u00a01996, Santo Domingo, 1997, pp.29-30.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0Cfr. O\u2019Connell Davidson, J., Sanchez Taylor, J.,<em>\u00a0Child Prostitution and Sex Tourism. Dominican Republic<\/em>, ECPAT, Bangkok, 1996.<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>\u00a0Per motivi di spazio, non si pu\u00f2 dar conto diffusamente in questa sede della problematica dei minori di strada e di quanto emerso in relazione ad essa nel corso dell\u2019indagine.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>\u00a0In Italia, il 3 agosto 1998 \u00e8 stata approvata la legge n.269 &#8220;Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavit\u00f9&#8221;, che stabilisce tale principio nell\u2019articolo 10 (Fatto commesso all\u2019estero).<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[864],"fascicolo":[29],"class_list":["post-946","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-emiliana-baldoni","fascicolo-giugno-2000"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Una riflessione sul fenomeno della prostituzione minorile nella Repubblica Dominicana<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Emiliana Baldoni, pubblicato nel numero di Giugno 2000. 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