{"id":927,"date":"2000-02-01T12:00:00","date_gmt":"2000-02-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=927"},"modified":"2026-04-06T22:27:58","modified_gmt":"2026-04-06T22:27:58","slug":"la-guerra-del-xx-secolo","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/","title":{"rendered":"La guerra del XX secolo"},"content":{"rendered":"<p>Charles S. Maier, storico di Harvard, ritiene che nel secolo passato siano vissuti sulla terra tra 12 e 15 miliardi di esseri umani e che i morti per guerra siano stati 100 milioni. E\u2019 quindi probabile che nel secolo che ci siamo lasciati alle spalle circa l\u20191% di chi \u00e8 vissuto allora abbia trovato una morte causata direttamente o indirettamente da avvenimenti bellici.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi dettagliata condotta dal libanese Camille Eid giunge per\u00f2 a superare i 200 milioni di morti, e ritiene che nel XVIII secolo siano morti per le stesse cause 5 milioni di persone e che nel XIX si sia arrivati a 16. La popolazione mondiale, secondo l\u2019<em>Encyclopedia Britannica<\/em>, verso il 1750 era di circa 800 milioni, nel 1800 di 1 miliardo e nel 1930 di 2 miliardi. Pertanto la percentuale dei decessi per cause belliche nel XX sec. \u00e8 comunque da ritenersi molto alta se paragonata con quelle dei i due secoli immediatamente precedenti.<\/p>\n<p>Se si considerano poi anche la somma delle sofferenze umane e la distruzione di beni economici e culturali ci rendiamo conto della dimensione catastrofiche del fenomeno.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del nuovo secolo, il XXI, la situazione non promette nulla di buono: in ogni continente sono aperti fronti e focolai di guerra, specialmente in Africa.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio inglese della industrializzazione \u00e8 aumentato tutto: popolazione, mezzi distruttivi ed effetti della loro applicazione. Non sembra quindi troppo ideologico dire che nonostante tutti i tentativi di accordi, mediazione, tribunali internazionali le cose non si mettono al meglio. Il trend \u00e8 negativo. Secondo l\u2019edizione 1999 del\u00a0<em>World Defense Almanac<\/em>, dell\u2019ISS, nel l998 nel mondo sono state vendute armi per 60 miliardi di Dollari, 26 dei quali a carico dei soli USA.<\/p>\n<p>Eppure qualche cosa \u00e8 cambiato e anche qualche cosa di molto importante, dall\u2019inizio del secolo scorso. Oggi l\u2019obiezione di coscienza \u00e8 riconosciuta, almeno negli stati di diritto; l\u2019Onu come istanza mondiale di pace sta sperimentando vie concrete per attuare il suo mandato; i Tribunali Penali Internazionali per l\u2019ex-Jugoslavia e per il Rwanda funzionano, e sono anche un modello estensibile ad altri casi analoghi; lo statuto del Tribunale Penale Internazionale \u00e8 stato approvato nell\u2019estate del 1998 a Roma e la sua entrata in attivit\u00e0 potrebbe essere questione di un anno. Sono solo segni, ma se non andiamo errati, segni di uno sviluppo valoriale da non sottovalutare, soprattutto perch\u00e9 si stanno realizzando le strutture internazionali di mediazione, controllo e punizione che hanno vagheggiato il filosofo Kant, il presidente Wilson e il papa Benedetto XV.<\/p>\n<p>Non ci facciamo l\u2019illusione che una \u2018pace perpetua\u2019 sia a portata di mano ma possiamo sperare che essa diventi come le malattie gravi di un cittadino dell\u2019Occidente: un fatto eccezionale e generalmente controllabile.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo possa avvenire \u00e8 necessario che la guerra sia come un virus mortale: qualche cosa da combattere non qualche cosa da conviverci o addirittura da coltivare. Infatti oggi la produzione e commercializzazione delle armi \u00e8 ancora strutturalmente intrecciata con la produzione industriale e il commercio \u2018normale\u2019, con i posti di lavoro e l\u2019appropriazione di fonti di energia, con la ricerca di sfere di influenza e l\u2019espansione dei mercati. Sembra accertato anche empiricamente che la riduzione delle produzione di armi non porterebbe tanto la perdita di posti di lavoro (in genere qualche migliaia facilmente sostituibili con investimenti in altri settori) quanto piuttosto la perdita di quote di mercato e quindi di potere di contrattazione nell\u2019insieme mondiale della produzione e del mercato di ogni settore.<\/p>\n<p>Come cristiani crediamo che l\u2019intrinseca peccaminosit\u00e0 di ogni uomo &#8211; e quindi di ogni generazione umana che si sussegue e si sovrappone &#8211; si manifesti anche nella violenza di massa ed organizzata e che in essa sia presente molto egoismo ed autoaffermazione arbitraria. Se la generosit\u00e0, l\u2019imparzialit\u00e0, la disponibilit\u00e0 sono attitudini morali di fondo, la guerra \u00e8 la realizzazione degli atteggiamenti diametralmente contrari. E non solo nel soldato che sul campo diventa, ad esempio, un sadico torturatore, ma proprio nella struttura decisionale che presiede all\u2019elaborazione delle strategie di guerra, alla loro preparazione, alla loro realizzazione. L\u2019inserimento della minaccia militare (e della sua attuazione possibile) nella strategia globale della politica di un paese, ha troppi risvolti ideologici ancora simili a quelli che presiedevano alla politica delle cannoniere.<\/p>\n<p>Particolarmente problematico risulta poi l\u2019intervento indiretto attraverso vendita o fornitura occulta di armi nei teatri di crisi del terzo e quarto mondo. Qui i paesi sviluppati manifestano la loro natura aggressiva, tesa ad acquisire mercati o a proteggerli, ad estendere o a difendere sfere d\u2019influenza, allo scopo di mantenere il livello di vita dei propri cittadini. Questo sembra sfacciatamente evidente per l\u2019Africa: continente di giovani dove l\u2019AIDS e la guerra tagliano alla radice ogni speranza per l\u2019immediato futuro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non ci deve distogliere per\u00f2 dall\u2019impegno di lavorare, sulla scia del gi\u00e0 raggiunto a livello di diritto internazionale, per estendere le aree di ragionevolezza e di moralit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Tra queste spicca, per il suo specifico valore etico, la cosiddetta Ingerenza Umanitaria. Essa sottolinea la gi\u00e0 avvenuta limitazione della sovranit\u00e0 assoluta degli stati e la conseguente necessit\u00e0 di tenere sotto controllo internazionale non solo le azioni verso l\u2019esterno di un governo, ma anche quelle verso la propria popolazione.<\/p>\n<p>&#8221; Quando le popolazioni civili rischiano di soccombere sotto i colpi di un ingiusto aggressore e a nulla sono valsi gli sforzi della politica e gli strumenti di difesa non violenta, \u00e8 legittimo e persino doveroso impegnarsi in iniziative concrete per disarmare l\u2019aggressore. Queste tuttavia devono essere circoscritte nel tempo e precise nei loro obiettivi, condotte nel pieno rispetto del diritto internazionale&#8230;<\/p>\n<p>Si apre qui un campo di riflessione e di deliberazione nuovo sia per la politica che per il diritto, un campo che tutti auspichiamo venga coltivato con passione e con saggezza. E\u2019 necessario e non pi\u00f9 procrastinabile un rinnovamento del diritto internazionale e delle istituzioni internazionali che abbia nella preminenza del bene dell\u2019umanit\u00e0 e della persona umana su ogni altra cosa il punto di partenza e il criterio fondamentale di organizzazione&#8230;<\/p>\n<p>In nessun tipo di conflitto \u00e8 legittimo trascurare il diritto dei civili all\u2019incolumit\u00e0&#8221; (Giovanni Paolo II, Messaggio per la giornata della pace 2000).<\/p>\n<p>Il giudizio sulle guerre quindi deve essere sempre pi\u00f9 legato ai diritti umani e solo applicando questo criterio si pu\u00f2 dar loro la patente sia di necessaria che di giusta. Infatti in tal modo si ammetteranno solo guerre di difesa, e difesa di tali diritti appunto, e quindi legate all\u2019universalit\u00e0 del bene comune mondiale. E\u2019 una nuova fase dello sviluppo della classica teoria della guerra giusta.<\/p>\n<p>Verso la met\u00e0 del secolo scorso la liceit\u00e0 della guerra era stata limitata solo come guerra difensiva legata al bene comune di un paese. Si veda, nella rubrica\u00a0<em>Pagina Classica<\/em>, lo scritto del 1947 del Cardinal A. Ottaviani, per lunghi anni personaggio centrale della Curia Romana. Oggi, per\u00f2, anche le giustificazioni razionali vanno globalizzate: senza diritti umani, universali ed indivisibili, non si pu\u00f2 dare &#8211; con molte cautele &#8211; la patente di \u2018giusta\u2019 ad una guerra.<\/p>\n<p>Il movimento mondiale per la pace &#8211; che comprende sia l\u2019operatore di borsa che non vuol vedere disturbati i propri investimenti che lo squatter anarchico ed utopista &#8211; ha prodotti alcuni frutti maturi: come la riconosciuta necessit\u00e0 dell\u2019educazione alla pace dei giovani, la messa al bando di modelli sociali violenti e di determinate armi, il sospetto verso qualsiasi governo autoritario, la pressione delle popolazioni sui propri governi affinch\u00e9 agiscono internazionalmente in senso pacifista, un\u2019apertura tollerante verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 culturalmente diverso.<\/p>\n<p>Se scorriamo la lista dei Premi Nobel per la Pace possiamo reperire persone e tappe di questo processo avvenuto nel XX secolo verso l\u2019imbrigliamento e la riduzione degli effetti delle guerre. Ma \u00e8 soprattutto nelle coscienze individuali che si \u00e8 fatta strada, almeno nel mondo Occidentale, la consapevolezza dell\u2019orrenda realt\u00e0 della guerra. E non solo come pacifismo personale, ma anche di quello sociale, strutturale di una societ\u00e0.<\/p>\n<p>La globalizzazione ha reso questo pi\u00f9 evidente: ogni violenza, sia episodica che prolungata nel tempo, \u00e8 causa di mali a catena con risonanze incontrollabili: sottrae risorse all\u2019educazione e alla cure mediche, distrugge strutture familiari e sociali, diffonde il sospetto ed il pregiudizio. In altre parole, distrugge la solidariet\u00e0. E non casualmente: la guerra \u00e8 una struttura di sopraffazione.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[872],"fascicolo":[25],"class_list":["post-927","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-francesco-compagnoni","fascicolo-febbraio-2000"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La guerra del XX secolo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Febbraio 2000. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Oikonomia - La guerra del XX secolo\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Febbraio 2000. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Oikonomia\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-06T22:27:58+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"7 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2000\\\/febbraio\\\/la-guerra-del-xx-secolo\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2000\\\/febbraio\\\/la-guerra-del-xx-secolo\\\/\",\"name\":\"Oikonomia - La guerra del XX secolo\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2000-02-01T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-06T22:27:58+00:00\",\"description\":\"Leggi l'articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Febbraio 2000. Disponibile in formato PDF.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2000\\\/febbraio\\\/la-guerra-del-xx-secolo\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2000\\\/febbraio\\\/la-guerra-del-xx-secolo\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2000\\\/febbraio\\\/la-guerra-del-xx-secolo\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Articoli Rivista\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/articolo\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"La guerra del XX secolo\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"name\":\"Oikonomia\",\"description\":\"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\",\"name\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"width\":500,\"height\":500,\"caption\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Oikonomia - La guerra del XX secolo","description":"Leggi l'articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Febbraio 2000. Disponibile in formato PDF.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Oikonomia - La guerra del XX secolo","og_description":"Leggi l'articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Febbraio 2000. Disponibile in formato PDF.","og_url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/","og_site_name":"Oikonomia","article_modified_time":"2026-04-06T22:27:58+00:00","og_image":[{"width":500,"height":500,"url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","type":"image\/png"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Estimated reading time":"7 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/","name":"Oikonomia - La guerra del XX secolo","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website"},"datePublished":"2000-02-01T12:00:00+00:00","dateModified":"2026-04-06T22:27:58+00:00","description":"Leggi l'articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Febbraio 2000. Disponibile in formato PDF.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2000\/febbraio\/la-guerra-del-xx-secolo\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Articoli Rivista","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/articolo\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"La guerra del XX secolo"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","name":"Oikonomia","description":"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences","publisher":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization","name":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","width":500,"height":500,"caption":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences"},"image":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo\/927","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/articolo"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autori?post=927"},{"taxonomy":"fascicolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/fascicolo?post=927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}