{"id":918,"date":"1999-10-01T12:00:00","date_gmt":"1999-10-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=918"},"modified":"2026-04-22T11:31:41","modified_gmt":"2026-04-22T09:31:41","slug":"la-magia-e-magica","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/","title":{"rendered":"La magia \u00e8 magica"},"content":{"rendered":"<p>La magia ammalia: in questo truismo si riassumono il suo scopo e la legge del suo funzionamento. Le credenze magiche sono generalmente trattate come un esempio di irrazionalit\u00e0, di fronte al quale l\u2019osservatore incredulo ha la tendenza a domandarsi come \u00e8 possibile credere a delle relazioni causali cos\u00ec assurde ed irrilevanti. Pi\u00f9 avveduta, meno positivista e scientista, l\u2019opinione secondo la quale le credenze magiche sono ritenute un miraggio che, contrariamente alle apparenze, sono l\u2019espressione simbolica di un desiderio, anzich\u00e9 enunciati sul reale\u00a0<sup>1<\/sup>. L\u2019aborigeno che batte i tamburi quando la siccit\u00e0 si protrae ha l\u2019effetto di produrre la pioggia. Attraverso questo rituale, invece, esprime intensamente il suo voto di veder cadere la pioggia. In questa prospettiva la magia non \u00e8 priva di qualche razionalit\u00e0 soggettiva. Non prender\u00f2 qui posizione sulla natura della magia\u00a0<sup>2<\/sup>, sia essa primitiva oppure contemporanea. Mi fermer\u00f2 piuttosto su un aspetto sorprendente e quasi paradossale della magia, particolarmente vistoso nella nostra cultura tecnico-scientifica: presentandosi come una scienza di &#8220;fenomeni paranormali&#8221; rivendica un forte credito logico per i suoi ragionamenti magici. Ora vorrei esporre alcune considerazioni sulla logica magica, piuttosto che propriamente sulla natura del pensiero magico. A parer mio, pi\u00f9 che con una &#8220;scienza del paranormale&#8221;, abbiamo a che fare con una &#8220;logica della para-coerenza&#8221;, sofistica ma assai sottile, che intendo caratterizzare con due particolari:<\/p>\n<ol>\n<li>La logica della paracoerenza fa ricorso ad inferenze con premesse incompatibili. Illustra perfettamente un paradosso ben noto ai logici: qualsiasi argomento con premesse incompatibili \u00e8 valido, qualunque sia la sua conclusione\u00a0<sup>3<\/sup>;<\/li>\n<li>La\u00a0<em>tradizione filosofica classica<\/em>\u00a0riconosce che il modo pi\u00f9 efficace per persuadere \u00e8 quello di sviluppare un\u2019argomentazione dimostrativa valida. Ma capita che le argomentazioni logicamente irreprensibili, e persino appartenenti al pensiero scientifico, producano idee false. Diciamo pure che non mancano buone ragioni per sostenere idee erronee. Ora, senza cedere ad un relativismo esagerato, c\u2019\u00e8 una complementarit\u00e0 nelle certezze delle credenze: se la logica cerca perch\u00e9 una inferenza \u00e8 erronea, la sociologia cerca perch\u00e9 un ragionamento ottiene un diffuso consenso\u00a0<sup>4<\/sup>. Uno dei motivi che spiega perch\u00e9 ci lasciamo facilmente persuadere da idee false consiste appunto in un sofisma che chiamer\u00f2 &#8220;<em>le presupposizioni implicite circolari<\/em>&#8220;.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1. Il paradosso delle inferenze con premesse incompatibili.<\/strong><br \/>\nAll\u2019epoca in cui si attribuiva ai &#8220;primitivi&#8221; una cosiddetta &#8220;mentalit\u00e0 prelogica&#8221;\u00a0<sup>5<\/sup>\u00a0si rilevava che la magia apparteneva ad uno stadio della cultura incapace di distinguere tra una coincidenza o una successione temporale con alcuna connessione causale. Il selvaggio che, dopo aver battuto i tamburi, asserisce che ci\u00f2 sia la causa del riapparire della Luna dopo un\u2019eclisse, adduce come prova il fatto che, ogni qualvolta i tamburi sono stati battuti durante un\u2019eclisse, la Luna \u00e8 riapparsa, ragiona &#8220;magicamente&#8221;. Sentenziamo che questa confusione grossolana parte dall\u2019assunto fallace &#8220;Post hoc, ergo propter hoc&#8221;. Ma perch\u00e9 prestare agli stregoni un\u2019enigmatica mentalit\u00e0 prelogica se, tutt\u2019oggi, pubblicitari con tanti attestati medici mettono in vendita decotti d\u2019erba e bottigliette di vari distillati per guarire i raffreddori di testa, o per cure dimagranti, o per far ricrescere i capelli? Un meccanismo assai pi\u00f9 sottile spiega moltissimi effetti magici. Un martello &#8220;magico&#8221; produce molteplici effetti meravigliosi. Difatti, nessun oggetto, per quanto duro e resistente fosse, resister\u00e0 ad una martellata irresistibile. Per\u00f2, dove troverete un martello perfettamente irresistibile ed un materiale assolutamente duro e infrangibile? In nessuna parte! La fisica magica fa eccezione alla terza legge della meccanica newtoniana\u00a0<sup>6<\/sup>:<\/p>\n<p>&#8220;Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: ossia, le azioni di due corpi sono sempre uguali tra loro e dirette verso parti opposte. Qualunque cosa pressi o tiri un\u2019altra cosa, \u00e8 pressata e tirata da essa nella stessa misura. Se qualcuno preme una pietra col dito, anche il suo dito sar\u00e0 premuto dalla pietra&#8221;. Tuttavia, non \u00e8 tanto su questa &#8220;curiosit\u00e0&#8221; fisica che voglio attirare l\u2019attenzione, quanto sulla perfetta validit\u00e0 logica, anche se paradossale, dell\u2019inferenza magica. Se mi chiedete: &#8220;Cosa succede quando una martellata magica di forza irresistibile urta una cosa immobile e infrangibile?&#8221; vi risponder\u00f2: &#8220;Qualsiasi effetto magico, anzi, qualunque cosa&#8221;. Probabilmente respingerete la mia risposta, dicendomi che non faccio la differenza dovuta tra un argomento giusto e un argomento rilevante. Ve lo concedo e va osservato che, se un argomento \u00e8 valido in virt\u00f9 di una inconsistenza nelle sue premesse, non pu\u00f2 essere un argomento &#8220;giusto&#8221;. Giacch\u00e9 le premesse sono reciprocamente inconsistenti, non possono essere insieme vere. Nessuna conclusione pu\u00f2 essere dimostrata vera mediante un argomento con premesse inconsistenti, poich\u00e9 la congiunzione delle premesse \u00e8 necessariamente falsa. Nondimeno i ragionamenti magici sembrano tutto dimostrare, almeno in apparenza. Questo risultato sorprendente costituisce il cosiddetto &#8220;paradosso dell\u2019implicazione&#8221;. Ogni e qualsiasi conclusione segue logicamente da proposizioni inconsistenti assunte come premesse. Un logico fa questa riflessione: &#8220;Le proposizioni inconsistenti non sono \u2018prive di senso\u2019: il loro difetto \u00e8 esattamente l\u2019opposto: esse significano troppo: esse significano ogni cosa, nel senso che implicano ogni cosa. E se viene asserita ogni cosa, met\u00e0 di ci\u00f2 che viene asserito \u00e8 certamente falso, perch\u00e9 ogni proposizione ammette la sua negazione&#8221;\u00a0<sup>7<\/sup>. Tornando sul nostro esempio precedente del martello magico, la domanda relativa all\u2019efficacia della sua martellata \u00e8 contraddittoria: la risposta richiede che ci sia una massa urtante di immensa forza dirompente e di una massa urtata assolutamente non frantumabile. Ma entrambe queste masse non esistono; e se l\u2019una esistesse, l\u2019altra non esisterebbe. Analizziamo brevemente un altro esempio di questo paradosso. Siano p, q, i due enunciati seguenti:<\/p>\n<p><em>p<\/em>\u00a0&#8220;si scambiano comunicazioni&#8221;<\/p>\n<p><em>q<\/em>\u00a0&#8220;le percezioni sono sensoriali&#8221;<\/p>\n<p>Questi due enunciati sono legati da implicazione<\/p>\n<p><em>p\u00a0<\/em>\u00a0\u00c9\u00a0<em>q<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si aggiunge poi l\u2019assunto che ci sono percezioni extrasensoriali per mezzo delle quali si comunica con i defunti (~ p). Si ottiene allora la formula proposizionale:<\/p>\n<p>~ p \u00c9 (p \u00c9 q), che equivale a ( ~ p \u00d9 q) \u00c9 q.<\/p>\n<p>Questa formula \u00e8 una tautologia, perch\u00e9 nella sua &#8220;tavola di verit\u00e0&#8221;, tutti i casi di sostituzione dei valori di verit\u00e0 (vero-falso) di p e di q sono veri. Certo, risulta altrettanto problematico dimostrare:<\/p>\n<p>che ci sono percezioni extrasensoriali<\/p>\n<p>che ci sono comunicazioni con i defunti.<\/p>\n<p>Comunque, l\u2019enunciato dell\u2019esistenza di comunicazione con i defunti \u00e8 una conclusione logicamente valida dell\u2019enunciato dell\u2019esistenza di percezioni extrasensoriali. Una obiezione si presenta: l\u2019azione magica consiste principalmente in gesti e le formule che li accompagnano eventualmente sono rituali. Concediamo che l\u2019aspetto propriamente verbale \u00e8 soprattutto collaterale. Ciononostante, la magia divulgata viene spesso raccontata in conformit\u00e0 con certi schemi logici caratteristici. Altrimenti, come si spiegherebbe che la divinazione faccia parte della magia oppure la presenza frequente di motivi magici nei racconti fiabeschi? D\u2019altro lato, il racconto di un\u2019azione magica ubbidisce ad altre regole che il protocollo di un esperimento. Altri tipi di inferenze figurano nell\u2019uno e nell\u2019altro caso. Abbiamo precedentemente visto come operano nei ragionamenti magici le inferenze con premesse incompatibili. Esaminiamo ora come l\u2019uso sistematico di inferenze circolari, nelle quali gli psicologi vedono l\u2019autosuggestione, hanno un meccanismo logico molto diffuso\u00a0<sup>8<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. Il Sofisma delle Inferenze Circolari Implicite.<\/strong><br \/>\nLa logica ha orrore della circolarit\u00e0, cos\u00ec come la fisica, in tempi passati, ebbe orrore del vuoto. Qual \u00e8 il sofisma pi\u00f9 vistoso di quello che consiste nel presupporre ci\u00f2 che si tratta di dimostrare? Costituisce la &#8220;petitio principii&#8221;, che confonde la risposta con la domanda. Perci\u00f2, per i logici, tutti i circoli sono &#8220;viziosi&#8221;.<\/p>\n<p>Orbene, per quanto banale sia il sofisma, risulta assai diffuso e frequente. Non \u00e8 nemmeno cos\u00ec vistoso come si pensa, e perci\u00f2 \u00e8 difficile evitare il ragionamento circolare. In linea di massima, una dimostrazione si presenta come una concatenazione di ragioni che deve essere lineare. Pu\u00f2 comportare ramificazioni, ma non deve contenere boccoli. Ma si \u00e8 rilevato che, pi\u00f9 radicalmente, quasi tutti i nostri ragionamenti sono incompleti, perch\u00e9, oltre che dalle loro premesse esplicitamente menzionate, partono da premesse implicite tacite e subconsce. Non li tacceremo necessariamente di &#8220;circolarit\u00e0 viziosa&#8221;, perch\u00e9 qualche circolarit\u00e0 \u00e8 inevitabile. Chi si \u00e8 occupato dei fondamenti della geometria, della statica, o di un\u2019altra disciplina, \u00e8 avvertito di queste difficolt\u00e0. Le conoscono bene gli &#8220;addetti ai lavori&#8221;, impegnati nella discussione dei postulati di Euclide\u00a0<sup>9<\/sup>. Pi\u00f9 comunemente, ogni asserzione \u00e8 la risposta ad una domanda. E la forma della questione predetermina in qualche misura la risposta. Nella cronaca dei fatti di sangue, le istruttorie cominciano con la domanda: &#8220;Chi \u00e8 stato l\u2019assassino?&#8221;. Si trovano sempre uno o parecchi indiziati, e l\u2019incolpazione di un prevenuto pu\u00f2 proseguirsi sino all\u2019errore giudiziario. Un &#8220;colpo di scena&#8221; pu\u00f2 inaspettatamente rivelare che la congiunzione degli indizi non doveva esser confusa con una prova giuridica. Talvolta, persino la domanda: &#8220;Chi \u00e8 stato l\u2019assassino?&#8221; viene soppressa: &#8220;C\u2019\u00e8 stata una morte repentina e sospetta, ma non ci fu uccisione&#8221;. La magia offre molti esempi che si lasciano inquadrare in questo schema. Il famoso mago rinascimentale Michele de N\u00f4tre-Dame (Nostradamus 1503-1566) era versatissimo nella magia evocativa\u00a0<sup>10<\/sup>. Alla corte di Caterina de\u2019 Medici cominci\u00f2 nel 1555 la redazione delle\u00a0Centurie Astrologiche. Comp\u00ec l\u2019esperimento dello specchio davanti alla Regina: le mostr\u00f2 i volti dei tre suoi figli che dovevano essere incoronati Re di Francia. Il presagio, che implicava morti premature, si rivel\u00f2 infausto. D\u2019altronde, aveva previsto la morte di Enrico II, il marito di Caterina. Inviso a tanti altri astrologi, sia per personali rivalit\u00e0, sia per il suo ruolo di Cassandra, dovette allontanarsi dalla Corte. Troviamo nell\u2019oracolo la premessa implicita: se lo specchio riflette il presente, perch\u00e9 non rifletterebbe, dopo preparazione rituale il tempo passato e il tempo futuro? Ma l\u2019inferenza dal nascosto al rivelato ha anche la sua circolarit\u00e0: lo specchio magico lascia intravedere la parte meno invisibile di ci\u00f2 che \u00e8 imprevisto. Le ambizioni di Caterina per i figli, le loro malattie e le violenze e i complotti che preannunciavano le guerre religiose, bastavano a far presagire lutti ripetuti. Le stesse osservazioni valgono per la magia prognostica, nella quale Nostradamus eccelse. Che cosa succeder\u00e0, ad esempio, nel 1999, l\u2019undici di agosto? In questa data, un allineamento eccezionale di pianeti, oltre ad un\u2019eclisse, provocheranno una svolta cosmica, che il nostro Mago descrive enigmaticamente in una quartina controversissima delle Centurie Astrologiche:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;l\u2019anno millenovecentonovantanove sette mesi,<\/p>\n<p>verr\u00e0 dal cielo un gran Re di spavento.<\/p>\n<p>Resusciter\u00e0 il grande Re d\u2019Angolmois&#8230;&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p>La premessa implicita \u00e8 di carattere chiaramente astrologico: una congiuntura astrale tanto eccezionale da essere irripetibile non pu\u00f2 essere senza conseguenze insolite nel mondo terrestre. E, guarda caso, interessa la monarchia francese! Si pu\u00f2 essere pi\u00f9 circolari di cos\u00ec? I filologi hanno pensato di identificare nel &#8220;grande Re di spavento&#8221; il maestro di Nostradamus in magia: Ulrico di Magonza, negromante che faceva figura di potenza delle tenebre.<\/p>\n<p>Il Re Francesco I aveva eretto l\u2019Angoumois in ducato. La resurrezione del grande Re d\u2019Angoumois potrebbe essere stato il ritorno di Enrico III, il terzo figlio di Caterina de\u2019 Medici. Aveva vinto le truppe ugonotte a Jarnac del 1569: sua madre lo fece eleggere Re di Polonia (1573), prima che ritornasse in Francia per succedere al fratello Carlo IX (1574). Come Nostradamus poteva predire questi eventi, pochi anni prima della sua scomparsa, avvenuta nel 1566? E soprattutto, la ripetizione della cifra 9, che figura nella data degli eventi e nel fatidico 1999, ha un valore cronologico o simbolico? Comunque, i ragionamenti magici trasformano coincidenze in vere cause. Fanno di cause apparenti cause reali:<\/p>\n<ul>\n<li>se la coincidenza \u00e8 cos\u00ec esatta, non pu\u00f2 essere altra che la causa dell\u2019incidente fortuito;<\/li>\n<li>inversamente, la causa immaginata oppure auspicata spiega necessariamente l\u2019incontro che non pu\u00f2 essere fortuito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cos\u00ec si ricade nella circolarit\u00e0. La divinazione \u00e8 paragonabile al processo indiziario in diritto penale. Fin dall\u2019Antichit\u00e0, regole furono fissate per inferire la colpevolezza di un delinquente dalla congiunzione di due principali indizi:<\/p>\n<ul>\n<li>la presenza sul luogo e al momento del delitto;<\/li>\n<li>l\u2019esistenza di un movente per commettere il delitto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La forza logica della congiunzione dei due indizi dipende dalle prove indipendenti di ciascuno dei due. Se si ragiona, dicendo: &#8220;Poich\u00e9 si trovava in tal posto, doveva avere un movente di commettere il delitto&#8221;; oppure: &#8220;Giacch\u00e9 aveva un movente doveva recarsi sul luogo dove il delitto fu compiuto&#8221;, non si ha pi\u00f9 la congiunzione di due indizi, ma la riduzione ad un solo ed unico indizio. Certo, la presenza sul luogo del delitto non poteva essere immotivata e puramente casuale; per\u00f2 ci sono molti motivi estranei al movente del delitto che possono spiegare la presenza in questo posto. Confondere l\u2019affermazione connessa o congiunzione (p e q: p \u00d9 q) con la doppia implicazione reciproca (p \u00c9 q e q \u00c9 p) d\u00e0 la forma della circolarit\u00e0. Quando il mago prende le vesti del guru, le inferenze magiche fanno nascere prodigi di veggenza, di bilocazione, di trasmissione di pensieri. Recentemente, una persona che aveva certe difficolt\u00e0 a spostarsi e che aspirava ad incontrarsi con un maestro in arti magiche, appena arrivata alla Stazione Termini di Roma, aveva visto un ferroviere venirle incontro, portarle i bagagli, accomodarla sul treno. Il maestro le aveva mandato un messo! Non ho osato confessarle il mio scetticismo, pur se non metto assolutamente in dubbio l\u2019eventualit\u00e0 di trovare sulle banchine della Stazione Termini di Roma ferrovieri servizievoli.<\/p>\n<p>Evidenze circolari non scarseggiano. Un frate domenicano che aveva superato i novant\u2019anni constatava che tutti i confratelli che non gli avevano voluto bene erano morti precocemente. E difatti tutti erano deceduti ultraottantenni di malattie varie.<\/p>\n<p>Nostradamus si era fatto seppellire tenendo in mano una lastra di rame con su scritto &#8220;Guai a chi mi turber\u00e0 per la seconda volta&#8221;. Alla prima profanazione della tomba la predizione si avver\u00f2. Ma, spavento a parte, come poteva accadere altrimenti?<\/p>\n<p>Tutti gli esempi proposti corroborano una opinione ampiamente condivisa dagli antropologi contemporanei: lungi dall\u2019esser stata fase prelogica del pensiero umano, la magia ha preceduto la religione ed \u00e8 stata la prima forma di scienza naturale\u00a0<sup>11<\/sup>. Perci\u00f2 persiste nel pensiero pi\u00f9 comune e coesiste con le forme pi\u00f9 astratte del pensiero scientifico. Senza mettere in discussione l\u2019universale validit\u00e0 delle leggi logiche, la psicologia genetica non esita a parlare di &#8220;una storia naturale della logica&#8221;. Individualmente e collettivamente ci impossessiamo progressivamente delle strutture inferenziali e mano a mano ne controlliamo meglio e pi\u00f9 oggettivamente le applicazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. Conclusioni<\/strong><br \/>\nGiuseppe Faggin, l\u2019autore di\u00a0<em>Le Streghe<\/em>\u00a0(1959), comincia un suo saggio con la considerazione: &#8220;Pu\u00f2 sembrare strana e inspiegabile la fortuna che le cosiddette scienze occulte &#8211; l\u2019astrologia, la magia, l\u2019alchimia &#8211; godettero nel mondo culturale e filosofico del Rinascimento, sia perch\u00e9, da un lato, il pensiero rinascimentale, per i suoi aspetti polemici, ci appare come la celebrazione della libera indagine di fronte e contro la tradizione, l\u2019autorit\u00e0 e il dogmatismo, sia perch\u00e9, dall\u2019altro, le scienze occulte vengono considerate come la continuazione di una mentalit\u00e0 antiscientifica e prescientifica&#8221;\u00a0<sup>12<\/sup>. Questa diagnosi trova tutt\u2019oggi un vastissimo campo di applicazione nel turbin\u00eco di pensieri che agitano la cultura contemporanea. All\u2019aggettivo &#8220;occulto&#8221; ho preferito quello di &#8220;paranormale&#8221;, per qualificare la magia quale si presenta oggi. Ma soprattutto ho inteso sottolineare una caratteristica della magia odierna: essa pretende di estendere la razionalit\u00e0 al di l\u00e0 dei limiti dell\u2019esperienza normale ed ordinaria. Non le fa difetto il ragionare, tutt\u2019altro. Maghi, veggenti ed occultisti di ogni risma ragionano in modo intemperante, secondo una logica imperterrita. Preferisco chiamare questa logica &#8220;sofistica&#8221;, piuttosto che &#8220;invalida&#8221;, pur se dal punto di vista della logica formale le due qualificazioni si equivalgono. Il razionalismo critico ha dunque l\u2019ultima parola di fronte alla magia? Sapere qual \u00e8 il buon uso che si pu\u00f2 fare di un enunciato equivale a proporne una dimostrazione? Indubbiamente, \u00e8 opportuno avere diffidenze nei confronti di pure asserzioni di esistenza, la cui presunta dimostrazione non d\u00e0 alcun mezzo di esibire l\u2019oggetto del quale l\u2019esistenza viene asserita. I razionalisti critici sono disposti ad ammettere che il significato di un fatto \u00e8 dato dalla sua dimostrazione, e tutto il resto appartiene al campo sterminato delle credenze. L\u2019esclusivo criterio della verit\u00e0 si ridurrebbe a possedere una dimostrazione di ci\u00f2 che viene affermato\u00a0<sup>13<\/sup>. Ragionare in questi termini fa la forza dei sostenitori della magia. A ragione, costoro fanno vedere che la debolezza del razionalismo critico sta negli eccessi presuntuosi della razionalit\u00e0 scientifica. Ma come si potrebbe vivere, agire e comportarsi senza ricorrere a credenze indimostrate? Il canonico di Lovanio, Robert Teys (1889-1961), studioso dei metodi della &#8220;deduzione naturale&#8221; secondo i metodi di Gerhard Gentzen (1909-1945), ribadiva che colui che presuppone pochissimo deduce con estremo rigore conclusioni ristrettissime; colui, invece, che presuppone moltissimo deduce con minor rigore, ma con maggiore fecondit\u00e0\u00a0<sup>14<\/sup>. Questa osservazione trova conferma nella cultura filosofica contemporanea: vediamo un contrasto stridente tra la miseria del cosiddetto &#8220;pensiero debole&#8221; che si sottopone alle fortissime esigenze logiche della filosofia analitica, da una parte, e dall\u2019altra, la prolificit\u00e0 disordinata della saggistica. Lungi da noi l\u2019intenzione di approvare e di giustificare la credibilit\u00e0 da concedere alle credenze magiche. Per\u00f2 ci sono credenze e credenze. Le convinzioni intime di diverso ordine, e in particolare la fede religiosa, sia di tradizione biblica, sia di altre religioni e spiritualit\u00e0, non sono formate sulla base di dimostrazioni; rimandano a testimonianze e a discernimenti che non sono privi di ragionevolezza e che sono controllabili in altri modi.<\/p>\n<p>Nessuna credenza deve completamente distaccarsi dalla credibilit\u00e0 ragionevole. L\u2019innamoramento che sfocia in un impegno oppure in un progetto di vita, non \u00e8 immune da illusioni n\u00e9 da delusioni, ma quale scriteriato lo ridurrebbe ad un vano ammaliamento del tutto irragionevole?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>. J. Beattie, Other Cultures, London, Cohen &amp; West, 1964. L. Wittgenstein sostiene una tesi simile in Bemerkungen \u00fcber Frazer\u2019s The Golden Bough.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>. L\u2019argomento \u00e8 discusso da Raymond Boudon, L\u2019art de se persuader des id\u00e9es douteuses, fragiles ou fausses, Paris, Arth\u00e8me Payard, 1990, versione italiana a cura di Giovanna Cifoletti, L\u2019arte di persuadere se stessi, Milano, Rusconi, 1993 Cf particolarmente: cap. II, pp. 84-89, cap. IX pp. 393-411.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>. Irving Copi, Introduction to Logic, New York, The Macmillan Company, 1961, versione italiana a cura di Marialuisa Stringa, Introduzione alla Logica, Bologna, Il Mulino, 1964. Pp.338-342.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>. Cf. il ripensamento dello &#8220;a priori&#8221; kantiano ad opera di G.Simmel (1858 &#8211; 1918), in Filosofia del denaro, (Originale tedesco 1900) e Problemi di filosofia della storia, (originale tedesco 1905). Un modello simile di &#8220;a priori&#8221; come premesse implicitate che predeterminano le risposte alle domande \u00e8 sviluppato da W.W. Barthley, Unfathomed Knowledge, Unmannered Wealth, La Galle (Illinois), Open Court, 1990.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>. Era la tesi di C. L\u00e9vy-Bruhl, La mentalit\u00e9 primitive, Paris, P.U.F., 1922. Versione italiana La mentalit\u00e0 primitiva, Torino, Einaudi, 1981.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>. Isaac Newton, I principi matematici della Filosofia Naturale. (Vers. Italiana a cura di Alberto Pala, Torino, UTET), Opere di Newton, Vol.1, pp.115-116.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>. Irving Copi, op. cit. p.341.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>. Irving Copi commenta: &#8220;se la proposizione che deve essere dimostrata \u00e8 formulata esattamente con le stesse parole sia come premessa che come conclusione, l\u2019errore \u00e8 cos\u00ec lampante che non inganna nessuno. Spesso, tuttavia, le due proposizioni possono essere formulate in modo cos\u00ec diverso, che non sembra sia sempre la stessa proposizione quelle che ricorre come premessa e conclusione&#8221; (op. cit. p.82).<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>. Nei tentativi di dimostrare il quinto postulato delle parallele nel corso dei secoli si celano sempre indimostrate propriet\u00e0 equivalenti al postulato stesso.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>. Valerio Evangelisti, Magus, Milano, Mondadori, tre voll. 1999. Meno romanzata, la biografia di Michele Nostradamo ad opera di J. Maura e P. Louvet, Parigi, 1930.<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>. Lynn Thorndike, A History of Magic and Experimental Science. 8 voll. New York, Columbia University Press, 1958.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>. &#8220;Gli occultisti dell\u2019et\u00e0 rinascimentale&#8221; nella Grande Antologia Filosofica, vol. VI. Milano. Marzorati, 1964, p.339.<\/p>\n<p><sup>13<\/sup>. In logica l\u2019intuizionismo sarebbe pi\u00f9 esattamente chiamato &#8220;il construttivismo&#8221;. Ha per tesi maestra che la verit\u00e0 deve assegnarsi soltanto a ci\u00f2 che \u00e8 dimostrato vero. Inoltre, in matematica, la dimostrazione consiste in una costruzione, e non si riduce ad una pura trasformazione logica. Cf. Jean Largeault, L\u2019intuitionnisme, Paris, P.U.F. (&#8220;Que sais je?&#8221;), 1992. Intuition et Intuitionnisme, Paris, Vrin, 1993.<\/p>\n<p><sup>14<\/sup>. Robert Teys (1889-1961). &#8220;Les M\u00e9thodes r\u00e9centes de d\u00e9duction natu<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A. F. Utz: Orientamento etico del progresso e dello sviluppo<\/p>\n<p>T. Di Bonito, G. Sciamplicotti, A. Urso: Prosocialit\u00e0 e altruismo: una strada da percorrere<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[988],"fascicolo":[20],"class_list":["post-918","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-thomas-bernard-vinaty","fascicolo-ottobre"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La magia \u00e8 magica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Thomas Bernard Vinaty, pubblicato nel numero di Ottobre 1999. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Oikonomia - La magia \u00e8 magica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Thomas Bernard Vinaty, pubblicato nel numero di Ottobre 1999. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Oikonomia\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-22T09:31:41+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"16 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/1999\\\/ottobre\\\/la-magia-e-magica\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/1999\\\/ottobre\\\/la-magia-e-magica\\\/\",\"name\":\"Oikonomia - La magia \u00e8 magica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\"},\"datePublished\":\"1999-10-01T12:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-22T09:31:41+00:00\",\"description\":\"Leggi l'articolo a cura di Thomas Bernard Vinaty, pubblicato nel numero di Ottobre 1999. Disponibile in formato PDF.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/1999\\\/ottobre\\\/la-magia-e-magica\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/1999\\\/ottobre\\\/la-magia-e-magica\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/1999\\\/ottobre\\\/la-magia-e-magica\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Articoli Rivista\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/articolo\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"La magia \u00e8 magica\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"name\":\"Oikonomia\",\"description\":\"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\",\"name\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"width\":500,\"height\":500,\"caption\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Oikonomia - La magia \u00e8 magica","description":"Leggi l'articolo a cura di Thomas Bernard Vinaty, pubblicato nel numero di Ottobre 1999. Disponibile in formato PDF.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Oikonomia - La magia \u00e8 magica","og_description":"Leggi l'articolo a cura di Thomas Bernard Vinaty, pubblicato nel numero di Ottobre 1999. Disponibile in formato PDF.","og_url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/","og_site_name":"Oikonomia","article_modified_time":"2026-04-22T09:31:41+00:00","og_image":[{"width":500,"height":500,"url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","type":"image\/png"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Estimated reading time":"16 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/","name":"Oikonomia - La magia \u00e8 magica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website"},"datePublished":"1999-10-01T12:00:00+00:00","dateModified":"2026-04-22T09:31:41+00:00","description":"Leggi l'articolo a cura di Thomas Bernard Vinaty, pubblicato nel numero di Ottobre 1999. Disponibile in formato PDF.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/ottobre\/la-magia-e-magica\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Articoli Rivista","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/articolo\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"La magia \u00e8 magica"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","name":"Oikonomia","description":"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences","publisher":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization","name":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","width":500,"height":500,"caption":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences"},"image":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo\/918","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/articolo"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autori?post=918"},{"taxonomy":"fascicolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/fascicolo?post=918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}