{"id":902,"date":"1999-05-01T12:00:00","date_gmt":"1999-05-01T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=902"},"modified":"2026-04-06T21:29:28","modified_gmt":"2026-04-06T21:29:28","slug":"jeremy-rifkin-il-secolo-bioetech-baldini-e-castroldi-milano-1998","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/1999\/maggio\/jeremy-rifkin-il-secolo-bioetech-baldini-e-castroldi-milano-1998\/","title":{"rendered":"Jeremy Rifkin Il secolo bioetech Baldini e Castroldi, Milano, 1998"},"content":{"rendered":"<p>Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends di Washington e noto studioso del rapporto tra innovazione scientifico-tecnologica ed economia, propone, nel libro\u00a0Il secolo Biotech, un vasto ed aggiornatissimo repertorio di notizie difficilmente accessibili, nel quadro di alcuni interrogativi fondamentali sul futuro dell&#8217; ecosistema-mondo. In un linguaggio agile ed efficace, vengono presentate le scoperte scientifiche pi\u00f9 rilvanti degli ultimi decenni e sono proposte alla considerazione del lettore le ultime frontiere della ricerca scientifica e dell&#8217; applicazione tecnologica: si tratta di spazi ed ambiti in cui, di fatto, si stanno prendendo decisioni destinate ad incidere in modo decisivo nella qualit\u00e0 della vita del prossimo secolo.<\/p>\n<p>Rifkin afferma che la divisione dell&#8217;atomo e la scoperta della doppia elica del DNA, unitamente agli straordinari progressi in campo informatico, costituiscono gli eventi scientificamente pi\u00f9 rilevanti del xx secolo: queste nuove possibilit\u00e0 aprono la strada ad inedite forme di intervento e di potere nei confronti del mondo fisico e naturale.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 promettenti ed al tempo stesso inquietanti risultati raggiunti riguardano attualmente la biologia e la sua principale tecnologia, l&#8217;ingegneria genetica. Uno dei principali metodi di manipolazione che vengono accuratamente descritti dall&#8217;autore \u00e8 quello del DNA ricombinante: Rifkin inizia descrivendo le esperienze realizzate nel 1973 dai biologi Stanley Cohen e Herberet Boyer: essi, dopo aver isolato un frammento di DNA di due organismo che in natura non sono tra loro correlati riuscirono a ricombinare, a &#8220;ricucire&#8221; questi frammenti costituendo una nuova realt\u00e0. Gli sviluppi di questa linea di ricerca sono sorprendenti, in quanto vengono superati i limiti imposti dai confini di specie. Un esempio pu\u00f2 essere costituito dall&#8217; inserimento (realizzato nel 1986) nel codice genetico<\/p>\n<p>di una pianta di tabacco, del gene che codifica l&#8217;emissione della luce nella lucciola: il risultato fu quello di avere foglie di tabacco che brillavano.<\/p>\n<p>Le applicazioni di queste bioteconologie sono vastissime: si lavora per produrre microrganismi capaci di convertire materiali tossici in sostanze utili o almeno atossiche e per inserire nelle piante geni che le rendano resistenti a certe malattie o che aumentino raccolti e rendimenti.<\/p>\n<p>Le prime sostanze alimentari geneticamente trattate furono piantate nel 1996. L&#8217;anno successivo la soia geneticametne manipolata venne coltivata in pi\u00f9 di otto milioni di acri in America. Le numerose pagine che riportano esperienze gi\u00e0 effettuate intendono far comprendere al lettore che ci\u00f2 che appare fantascientifico alla coscienza comune \u00e8 in larga parte possibile e anche realizzato. Sempre nel 1996, in Florida, \u00e8 stato realizzaro il primo insetto geneticamente modificato, un acaro predatore la cui progenie conterr\u00e0 un gene letale capace di produrre la morte in massa dei giovani parassiti che non potranno crescere e arrivare a danneggiare le piantagioni di cotone.<\/p>\n<p>Tutti hanno avuto notizia del primo mammifero clonato, la pecora Dolly, ma si tratta solo della punta dell&#8217; iceberg: societ\u00e0 biotecnologiche come la Nextran e la Alexion, ad esempio, stanno inserendo geni umani nelle linee germinali di embrioni animali al fine di rendere i loro organi pi\u00f9 compatibili con il genoma umano e rendere possibili xenotrapianti: i maiali transgenici potranno offrire cuore e fegato per i trapianti ed avranno un fiorente mercato.<\/p>\n<p>Rifkin parla di &#8220;seconda genesi&#8221; per indicare le trasformazioni radicali ormai possibili, ed evidenzia come vengano sottovalutati e poco studiati gli effetti negativi di tali cambiamenti. Si consideri, ad esempio, che il Dipartimento Americano per l&#8217;Agricoltura destina solo l&#8217; 1 % dei fondi alla ricerca relativi ai rischi. Il nostro autore ricorda come nella storia non sia rintracciabile un solo esempio di introduzione di tecnologie pi\u00f9 potenti che abbia avuto conseguenze solo benefiche per l&#8217; umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ogni organismo geneticamente manipolato rappresenta una minaccia per l&#8217;ecosistema: gli organismi sono vivi e si riproducono, crescono e si spostano. Si pu\u00f2 paragonare la liberazione di nuovi organismi trattati geneticamente con quanto \u00e8 avvenuto nei secoli scorsi con l&#8217;introduzione di organismi estranei all&#8217; habitat dell&#8217;America. Molti si sono adattati, altri hanno seminato devastazione nella flora e nella fauna. Per evitare questi pericoli vengono fatti esperimenti soprattutto in campo agricolo, sui possibili rischi, ma queste prove sono poco attendibili perch\u00e8 riguardano appezzamenti di piccole dimensioni. Inoltre gli sperimentatori in genere partono dalla convinzione preliminare (ed indimostrata) che le fughe di pollini e semi dai settori controllati siano molto o del tutto improbabili.<\/p>\n<p>Il problema delle erbacce, degli insetti e dei microorganismi che acquisiscono resistenza agli erbicidi, alle malattie ed ai virus non pu\u00f2 essere studiato adeguatamente in tempi brevi e in campi di dimensioni minori anche a 100 acri. A questo proposito \u00e8 interessante notare che le assicurazioni si sono rifiutate di &#8220;coprire&#8221; la liberazione di organismi manipolati generticamente contro la possibilit\u00e0 di danno ambientale catastrofico.<\/p>\n<p>Se passiamo a considerare pi\u00f9 direttamente l&#8217; uomo, si impone all&#8217; attenzione il PROGETTO GENOMA UMANO, sponsorizzato dal governo americano con 3 miliardi di dollari, ideato per mappare e sequenziare entro il 2002 l&#8217;intero genoma umano, caratterizzato da circa 100.000 geni. Questi studi potranno portare ad identificare i geni responsabili di molte malattie e ad individuare predisposizioni allo sviluppo di particolari patologie, ma potranno anche incidere sulle attuali tecniche di fecondazione assistita, creando una serie di possibili opzioni (maschio\/femmina, alto\/basso, colore degli occhi ecc). Si ipotizza anche di far crescere in uteri artificiali, cloni umani acefali, che potrebbero poi essere usati come &#8220;pezzi di ricambio&#8221;.<\/p>\n<p>Lo scenario appena prospettato evidenzia un&#8217; ampia gamma di pericoli: le crescenti disparit\u00e0 di accesso alle nuove costose tecniche della salute, le possibili forme di discriminazione sul lavoro in base alle informazioni genetiche relative alle future malattie, l&#8217;affermarsi di mentalit\u00e0 eugeniche fondamentalmente razziste.<\/p>\n<p>Nella presentazione di tutte queste tematiche, Rifkin si preoccupa sempre di mettere in evidenza i fortissimi legami che questo tipo di ricerche ed applicazioni ha con la struttura economica dominante e quali colossali interessi siano in gioco. Ed egli ha avuto anche cura di mostrare il configurarsi di un nuovo tipo di sfruttamento del Sud del Mondo: la maggior parte dlle risorse genetiche necessarie ad alimentare la nuova rivoluzione risiedono infatti negli ecosistemi tropicali.<\/p>\n<p>Tutti questi aspetti appaiono con particolare evidenza nella questione della &#8220;brevettabilit\u00e0&#8221;. Nel 1980, dopo una lunga battaglia legale, in USA, fu riconosciuto per la prima volta un brevetto per una forma di vita manipolata geneticamente (un microrganismo progettato per eliminare le chiazze di petrolio dagli oceani): la Corte suprema sostenne che non era rilevante la distinzione tra cose inanimate e cose viventi. Un ulteriore passo venne compiuto poco dopo brevettando un mammifero, un topo manipolato con predisposizione genetica a sviluppare tumori. Il caso pi\u00f9 eclatante comunque riguarda John Moore, un uomo d&#8217;affari dell&#8217;Alaska: egli scopr\u00ec che parti del suo corpo erano state brevettate dall&#8217; Universit\u00e0 della California e date in licenza alla ditta Sandoz a sua insaputa; Moore aveva avuto una rara forma di tumore e l&#8217;Universit\u00e0 aveva scoperto, durante accertamenti, che la sua milza sintetizzava un tipo di proteina del sangue che facilitava la crescita dei leucociti, preziosi agenti antitumorali. La Corte suprema della California diede torto a Moore, che rivendicava diritti sul materiale biologico da lui prelevato, ed accett\u00f2 la tesi dell&#8217;Universit\u00e0 secondo la quale la linea cellulare in s\u00e8 non era propriet\u00e0 di Moore.<\/p>\n<p>Questi episodi prospettano una &#8220;privatizzazione&#8221; della vita ed il controllo commerciale del corpo umano. Quelle che sono chiamate scoperte e che vengono brevettate si possono, da un altro punto di vista, considerare nuove forme di &#8220;enclosures&#8221; e di sfruttamento coloniale. Il pool genetico dovrebbe essere infatti considerato un bene publico, aperto a tutti, e non una merce sul mercato.<\/p>\n<p>E&#8217; indubbio che, su tali questioni, la maggior parte della persone \u00e8 fortemente influenzata dai massmedia e dalla pubblicit\u00e0 e non ha possibilit\u00e0 di esprimersi in quanto non ha accesso a canali informativi . Pertanto il controllo sociale sulla ricerca e sui suoi scopi \u00e8 estremamente esiguo: decisioni decisive per il futuro dell&#8217;umanit\u00e0 e dell&#8217; ecosistema sono oggi di fatto in mano a pochissimi.<\/p>\n<p>Nondimeno Rifkin ritiene prossima una &#8220;grande battaglia&#8221; su questo temi, su cui ancora la maggior parte dell&#8217;opinione pubblica non \u00e8 adeguatamente informata, ma verso i quali si dimostra molto interessato. Un primo segnale pu\u00f2 essere la presa di posizione di duecento capi religiosi di varia estrazione che, nel 1995, annunci\u00f2 la propria totale opposizione alla brevettazione di elementi di organismi umani ed animali. Dal punto di vista della fede cristiana appare chiara l&#8217; alternativa: la vita \u00e8 creazione di Dio, suo dono, oppure \u00e8 una invenzione da cui trarre profitti?<\/p>\n<p>La rivoluzione della biotecnologia ci obbliga dunque a ripensare la cosmologia, ad interrogarci su nuove questioni relative alle sofferenze degli animali ed alla salute dell&#8217; uomo in un mondo in cui &#8220;saltano&#8221; le barriere tra una specie e l&#8217;altra, ed \u00e8 possibile il &#8220;passaggio&#8221; di malattie del tutto nuove. L&#8217;umanit\u00e0 rischia di &#8220;volare al buio&#8221; avanzando rapidamente su strade che produrranno imprevedibili e comunque fortissimi squilibri nell&#8217;ecosistema.<\/p>\n<p>Non si tratta semplicisticamente di fermare il cosiddetto &#8220;progresso&#8221;, ma di chiedersi quale tipo di scienza e di tecnologia sia desiderabile. I nuovi orizzonti esigono l&#8217;esercizio di una lucida e critica razionalit\u00e0 e ripropongono interrogativi fondamentali sui valori, sul significato e lo scopo dell&#8217; esistenza umana. Il libro di Rifkin \u00e8 un prezioso aiuto per questo tipo di riflessioni.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[950],"fascicolo":[15],"class_list":["post-902","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-paola-palagi","fascicolo-maggio"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Jeremy Rifkin Il secolo bioetech Baldini e Castroldi, Milano, 1998<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Paola Palagi, pubblicato nel numero di Maggio 1999. 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