{"id":4209,"date":"2026-10-01T01:00:00","date_gmt":"2026-09-30T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=4209"},"modified":"2026-09-25T11:07:26","modified_gmt":"2026-09-25T09:07:26","slug":"la-persona-umana-e-la-sua-dignita-nellenciclica-magnifica-humanitas","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2026\/ottobre\/la-persona-umana-e-la-sua-dignita-nellenciclica-magnifica-humanitas\/","title":{"rendered":"La persona umana e la sua dignit\u00e0 nell\u2019enciclica Magnifica Humanitas"},"content":{"rendered":"<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La persona<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine <em>persona<\/em> lo troviamo gi\u00e0 nel titolo del documento pontificio, inteso come \u201ctesoro\u201d prezioso che dobbiamo custodire. Mentre nel testo del documento lo incontriamo decine e decine di volte, come \u00e8 naturale, d\u2019altronde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel cap. 2, al paragrafo dedicato ai <em>Fondamenti della dottrina sociale<\/em>, i nn. 48-58 espongono quella che potremmo chiamare, in senso classico e corrente, una definizione e descrizione del \u201ctesoro\u201d da preservare e sviluppare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intero discorso \u00e8 articolato in tre punti: L\u2019essere umano immagine del Dio Trinitario, L\u2019uguale dignit\u00e0 di tutti gli esseri umani, L\u2019altissimo valore dei diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo discorso si procede dalla definizione essenziale della persona, alla sua socialit\u00e0 anti-individualista, al suo esplicito e storico riconoscimento nel fenomeno giuridico dei diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si creda per\u00f2 che su questo punto sostanziale Papa Leone se la sia cavata con poche righe. Il Concilio Vaticano II nella <em>Gaudium et Spes<\/em>, n.26, aveva icasticamente affermato: \u00ab\u2026cresce la coscienza dell&#8217;eminente dignit\u00e0 della persona umana, superiore a tutte le cose e i cui diritti e doveri sono universali e inviolabili\u00bb. Affermazione messa, gi\u00e0 allora nel 1966, all\u2019interno di un contesto di diritti umani naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma senza andare cos\u00ec indietro, non possiamo dimenticare <em>Dignitas Infinita<\/em>, documento del Dicastero vaticani per la dottrina della Fede del marzo 2024), e <em>Quo vadis humanitas<\/em>, della Commissione Teologica Internazionale, recentissimo: 9 febbraio 2026. Documenti che sono a loro volta opportunamente citati nella enciclica <em>Magnifica Humanitas<\/em> (MH) e che quindi costituiscono il terreno sul quale Papa Leone si muove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non intendo per\u00f2 sviluppare ulteriormente questo legame, perch\u00e9 si tratta di documenti di altri autori e di altro scopo. Infatti ritengo che anche nell\u2019esame di documenti pontifici non debba mai venir meno l\u2019approccio critico del testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi atterr\u00f2, nei limiti del possibile, all\u2019analisi diretta del testo di MH e delle sue fonti ed implicazioni dirette.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong>Le radici cristiane<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo presente il ruolo essenziale del <em>De Trinitate<\/em> di Agostino (354-430 d.C.) come fonte dell\u2019uomo ad immagine del Dio trinitario, non dimentichiamo che i Padri latini come Leone (390-461 d.C.) e Gregorio Magno (540-604 d. C.) hanno ben chiaro che l\u2019uomo in quanto \u00e8 immagine di Dio possiede una doppia dignit\u00e0, quella della Creazione e quella della Redenzione. Con questo loro approccio hanno invertito coscientemente l\u2019ordine della classicit\u00e0 romana, dove la dignit\u00e0 era deliberata dal Senato a colui che in forza della propria virt\u00f9 aveva compiuto grandi cose in favore dello Stato: <em>virtus &gt; res gestae &gt; dignitas<\/em>. Ad esempio il corteo trionfale dal Foro al Campidoglio per Cesare che con le sue capacit\u00e0 aveva conquistato le Gallie era il conferimento deliberato dal Senato, riconoscente in nome della Repubblica. Per i cristiani invece la <em>virtus<\/em> viene dalla Creazione\/Redenzione e solo allora possiamo compiere grandi <em>cose<\/em>. Evidentemente <em>cose<\/em> di un certo genere, in sintonia con il Creatore e il Redentore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che questo non fosse solo una posizione dei due Pontefici romani, lo possiamo verificare leggendo la <em>IV Lettera<\/em> di San Colombano (540-615): \u201cSe togli la libert\u00e0, togli la dignit\u00e0\u201d. Il monaco irlandese non casualmente corrispondeva con papa Gregorio. \u00c8 qualcosa che potrebbe essere stato scritto, non solo da un missionario del VII secolo, ma anche da un cittadino del mondo di oggi: fu usata infatti come motto dai partigiani italiani antifascisti di quella zona montuosa attorno a Bobbio (PC) durante la seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dottrina persistente, comunque, tanto che nel IX secolo il papa Nicol\u00f2 I (820-867) scrive ai Bulgari, che stavano cercando a quale chiesa cristiana unirsi, che non debbono uccidere nessuno, nemmeno i criminali perch\u00e9 \u201cCristo \u00e8 morto per tutti\u2026\u201d.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>Tommaso d\u2019Aquino<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche secolo dopo Tommaso d\u2019Aquino (1225-1274) sviluppa organicamente nel proprio sistema teologico sia il concetto di persona umana immagine trinitaria che quello di dignit\u00e0 della stessa. Ma con sfumature non proprio secondarie rispetto alle posizioni di Papa Leone XIV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da giovane docente aveva insegnato e scritto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa somiglianza (<strong>similitudo<\/strong>) si considera in base alla forma. La forma del corpo umano, tuttavia, \u00e8 l\u2019anima razionale, nella quale consiste l\u2019<strong>immagine di Dio<\/strong>; e quindi nel corpo umano non vi \u00e8 solo la somiglianza di una traccia (<strong>vestigium<\/strong>), ma anche la somiglianza di un\u2019immagine, in quanto dotato di anima. Infatti il corpo umano non ha un essere distinto dall&#8217;essere che l&#8217;anima gli conferisce, come se provenisse da un&#8217;altra forma, per cui avrebbe solo la somiglianza di una traccia, come nel caso dei corpi inanimati; poich\u00e9 l&#8217;anima sarebbe allora un&#8217;entit\u00e0 in un soggetto, nella misura in cui il soggetto \u00e8 chiamato entit\u00e0 sussistente in atto; il che appartiene alla natura di un accidente\u00bb.\u00a0(<em>In 3 Sent.,<\/em> d. 2, l, 3, q. 1, ad 2.; Parigi, 1252-1256)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dieci anni dopo, mentre insegnava a Roma, scriveva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe sia necessario che nelle creature si trovi un vestigio della Trinit\u00e0 \u2026 Gli effetti assomigliano tutti in qualche modo alla loro causa, ma in gradi diversi. Infatti alcuni effetti stanno a rappresentare soltanto l\u2019efficacia della causa, ma non la sua forma, come il fumo rappresenta il fuoco; e si dice che una tale maniera di rappresentare \u00e8 un vestigio perch\u00e9 il <strong>vestigio, o traccia,<\/strong> serve a mostrare il percorso di un viandante, ma non a far conoscere chi egli sia. Altri effetti invece assomigliano alla causa per una somiglianza di forma, come il fuoco prodotto al fuoco che lo produce, e la statua di Mercurio a Mercurio stesso: e questa <strong>somiglianza \u00e8 chiamata immagine.<\/strong> Ora, le processioni delle Persone si presentano quali atti dell\u2019intelletto e della volont\u00e0, come si disse [q. 27]: infatti il Figlio procede come Verbo dell\u2019intelletto divino, e lo Spirito Santo come Amore della volont\u00e0. Quindi nelle creature razionali, in cui si trovano la volont\u00e0 e l\u2019intelligenza, si ha una rappresentazione della Trinit\u00e0 a modo di immagine, in quanto si riscontra in esse un verbo mentale e un amore che ne deriva. Invece troviamo in tutte le creature la rappresentazione della Trinit\u00e0 a modo di <strong>vestigio,<\/strong> in quanto si trovano in ogni creatura degli aspetti che \u00e8 necessario attribuire, come alla loro causa, alle Persone divine. Infatti ogni creatura sussiste nel proprio essere, ha inoltre una forma che ne determina la specie, e infine ha un ordine verso qualcos\u2019altro. Allora diciamo che in quanto essa \u00e8 una sostanza creata rappresenta la causa o principio: e cos\u00ec indica la Persona del Padre, che \u00e8 il principio senza principio. In quanto invece ha una data forma o specie rappresenta il Verbo, poich\u00e9 la forma dell\u2019opera d\u2019arte deriva dal verbo mentale dell\u2019artista. Infine in quanto la creatura dice ordine o tendenza offre una somiglianza con lo Spirito Santo, che \u00e8 Amore: infatti l\u2019ordine o attitudine di una creatura verso qualcos\u2019altro deriva dalla volont\u00e0 del Creatore\u00bb. (<em>Summa Theologiae<\/em> I, 47, a.7; Roma 1265-1268)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che per lui la persona anche nella <em>Summa Theologiae<\/em> (I, 29, a. 3) \u00e8 <em>Subsistens in rationali natura<\/em>, un essere razionale sussistente in una natura razionale. <em>Persona<\/em> indica per Tommaso ci\u00f2 che di pi\u00f9 nobile esiste nell\u2019universo, tanto da essere attribuito a Dio stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo essere, creato ad immagine di Dio Trinitario e dotato di intelletto e volont\u00e0 (che implica la capacit\u00e0 di amare), sar\u00e0 il soggetto al quale sempre Tommaso si riferir\u00e0 nello sviluppo della sua teoria morale: il soggetto delle virt\u00f9 cardinali e teologali. Creato dal Dio Trinitario a sua immagine e ricondotto a Lui dalla Grazia di Cristo.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong>Edith Stein, La Pira, Maritain<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante notare che Edith Stein (1891-1942), tomista dopo la conversione, sosterr\u00e0 dal Carmelo di Colonia questa posizione di Tommaso riguardo alla persona umana riconosciuta Immagine del Dio Trinitario, ma la estender\u00e0 anche al resto del creato non razionale al quale Tommaso invece riconosce solo un <em>vestigium<\/em>, traccia trinitaria ma non l\u2019immagine, <em>imago. <\/em>(<em>Essere finito ed essere eterno<\/em>, 1936).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi contemporaneamente a lei, un altro mistico e pensatore cristiano, Giorgio La Pira (1904-1977), scriver\u00e0 nel 1943 a Firenze: <em>Il valore della persona umana<\/em>.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> \u00c8 un breve trattato di antropologia sulla scia di Tommaso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1941, in polemica con lo statalismo fascista, La Pira aveva gi\u00e0 scritto: \u00ab\u201cSopra\u201d la persona umana non c\u2019\u00e8 che la adorabile Trinit\u00e0 delle divine Persone\u00bb. Ed ora nella conclusione del trattato <em>Il valore <\/em>sviluppa ulteriormente il proprio pensiero:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 necessario oggi e sar\u00e0, forse, pi\u00f9 necessario domani insistere con decisione sopra questo punto: <em>non homo civitati, sed civitas homini existit<\/em> (l\u2019uomo non \u00e8 per la citt\u00e0, bens\u00ec la citt\u00e0 per l\u2019uomo). La societ\u00e0 ha, indubbiamente, delle leggi costitutive di solidariet\u00e0 che saldamente la fondano e la organizzano: ma l\u2019uomo, senza violarle e anzi docilmente attuandole, \u00e8 destinato a trascenderle: il valore finale dell\u2019uomo non sta nell\u2019azione sociale, non sta nell\u2019azione economica e neanche nell\u2019azione culturale: sta in un colloquio interiore, tutto personale, che egli stabilisce, sotto l\u2019impulso della grazia, con Dio: sul frontone dell\u2019edificio dell\u2019uomo \u00e8 scritta, a caratteri che non si cancellano, la sentenza conclusiva di Agostino: <em>Fecit Deus creaturam rationalem ut Summum Bonum intelligeret, intelligendo amaret, amando possideret, possidendo frueretur <\/em>(Dio ha creato la creatura razionale affinch\u00e9 potesse comprendere il Bene Supremo, amarlo attraverso la comprensione, possederlo attraverso l&#8217;amore e goderne attraverso il possesso) \u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accostamento da me proposto con Edith Stein \u00e8 solido perch\u00e9 entrambi i pensatori si opponevano rispettivamente al nazismo e al fascismo che erano ideologie totalizzanti e negatrici della dignit\u00e0 della persona. E le facevano utilizzando le categorie cattoliche \u201cin salsa tomista\u201d. Come a quell\u2019epoca stava facendo anche Jacques Maritain (1882 -1973) con il suo <em>Umanesimo Integrale<\/em> (1936).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi permetto di riprendere da La Pira anche l\u2019affermazione \u00abil valore finale dell\u2019uomo non sta nell\u2019azione sociale, non sta nell\u2019azione economica e neanche nell\u2019azione culturale\u00bb, per sottolineare che intuitivamente la situazione attuale al riguardo non \u00e8 molto diversa. L\u2019economia, anzi, imperversa e con essa la IA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo inoltre trascurare i recenti sviluppi della teologia trinitaria che intende inserire nella definizione di persona umana anche la relazione, e che \u00e8 rappresentata in Italia specialmente da Piero Coda e dalla sua scuola di <em>Ontologia Trinitaria <\/em>a Loppiano. Nella MH sono percepibili questi nuovi aspetti lungo tutto il testo, specialmente sotto forma di appello alla solidariet\u00e0, fratellanza, bene comune (cf. anche n. 50).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><strong>Il fondamento della dignit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto del discorso interessa maggiormente la valutazione di questo testo pontificio preciso:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab52. Quando parliamo di dignit\u00e0 non usiamo tale parola sempre allo stesso modo: talvolta ci riferiamo alla <strong>dignit\u00e0 morale<\/strong>, cio\u00e8 al modo in cui una persona orienta le proprie scelte e il proprio agire; altre volte pensiamo alla <strong>dignit\u00e0 sociale<\/strong>, cio\u00e8 alle condizioni di vita della persona e al rispetto concreto che le viene riconosciuto dalla societ\u00e0; in altri casi ancora indichiamo la <strong>dignit\u00e0 esistenziale<\/strong>, vale a dire il modo in cui una persona percepisce il valore di s\u00e9 e della propria vita. Queste dimensioni della dignit\u00e0 possono crescere o diminuire. Oltre a questi significati, per\u00f2, vi \u00e8 un livello pi\u00f9 profondo, il pi\u00f9 importante, che consiste nella <strong>dignit\u00e0 ontologica<\/strong>. \u00c8 la dignit\u00e0 che appartiene a ogni essere umano semplicemente per il fatto di esistere, di essere stato voluto, creato e amato da Dio: nessun peccato, nessun fallimento, nessuna umiliazione, nessuna esclusione pu\u00f2 intaccare il valore profondo di una vita umana che Lui ha voluto e chiamato all\u2019essere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo qui come Leone assuma la posizione oggi assolutamente condivisibile della intangibilit\u00e0 della persona umana, esattamente nel senso di impossibilit\u00e0 di togliergli la dignit\u00e0 ontologica. E per non restare nel vago, come spesso sono purtroppo i nostri discorsi astratti, vediamo che il testo passa immediatamente ad una positiva valutazione di Diritti Umani, come fatto storico e giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri tre significati, o meglio usi, del termine <em>dignit\u00e0<\/em>, morale, sociale e esistenziale, non rientrano nella mia considerazione perch\u00e9 ognuno di loro andrebbe messo nel proprio contesto teoretico per coglierne appieno il significato. Direi comunque che sono in parte sovrapponibili e che non interferiscono con la dignit\u00e0 ontologica. A meno che non si voglia fare della retorica polemica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>L\u2019altissimo valore dei diritti umani:<\/em> 54. La Chiesa riconosce con gratitudine che \u00abil movimento verso l\u2019identificazione e la proclamazione dei diritti dell\u2019uomo \u00e8 uno dei pi\u00f9 rilevanti sforzi per rispondere efficacemente alle esigenze imprescindibili della dignit\u00e0 umana\u00bb. E, come ha affermato Giovanni Paolo II, la <em>Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo<\/em>, proclamata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, continua ad essere ai nostri giorni una delle pi\u00f9 alte espressioni della coscienza umana. Essa \u00e8 \u00abuna vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. Per questo, nella prospettiva cristiana, i diritti umani non sono un\u2019aggiunta esterna alla persona, ma una traduzione storica della sua dignit\u00e0 intrinseca, che la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 chiamata a tutelare e promuovere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u201clavora coi diritti umani\u201d coglie subito quanto queste affermazioni siano sostanziose. Dire che i diritti non sono un\u2019aggiunta esterna alla persona, ma la traduzione storica della sua dignit\u00e0 intrinseca, significa presentarli come una espressione dal \u201cfamigerato\u201d diritto naturale e ricorder\u00e0 il suo eterno ritorno sottolineato in pieno nazismo (1936)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> da Heinrich Rommen.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conferma di questa interpretazione, si possono portare almeno altre due citazioni da \u00a0Papa Leone: il discorso ai Parlamentari e la citazione di Pio XII sulla famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer avere allora un punto di riferimento unitario nell\u2019azione politica, piuttosto che escludere a priori, nei processi decisionali, la considerazione del trascendente, giover\u00e0 cercare, in esso, ci\u00f2 che accomuna tutti. A tale scopo, un riferimento imprescindibile \u00e8 quello alla <em>legge naturale<\/em>, non scritta da mani d\u2019uomo, ma riconosciuta come valida universalmente e in ogni tempo, che trova nella stessa natura la sua forma pi\u00f9 plausibile e convincente. Di essa gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0 si faceva autorevole interprete Cicerone, il quale nel <em>De re publica<\/em> scriveva: \u00abLa legge naturale \u00e8 la diritta ragione, conforme a natura, universale, costante ed eterna, la quale con i suoi ordini invita al dovere, con i suoi divieti distoglie dal male [\u2026]. A questa legge non \u00e8 lecito fare alcuna modifica n\u00e9 sottrarre qualche parte, n\u00e9 \u00e8 possibile abolirla del tutto; n\u00e9 per mezzo del Senato o del popolo possiamo affrancarci da essa n\u00e9 occorre cercarne il chiosatore o l\u2019interprete. E non vi sar\u00e0 una legge a Roma, una ad Atene, una ora, una in seguito; ma una sola legge eterna e immutabile governer\u00e0 tutti i popoli in tutti i tempi\u00bb (Cicerone, <em>De re publica<\/em>, III, 22). La legge naturale, universalmente valida al di l\u00e0 e al di sopra di altre convinzioni di carattere pi\u00f9 opinabile, costituisce la bussola con cui orientarsi nel legiferare e nell\u2019agire, in particolare su delicate questioni etiche che oggi si pongono in maniera molto pi\u00f9 cogente che in passato, toccando la sfera dell\u2019intimit\u00e0 personale\u00bb. (Discorso ai Parlamentari di 68 Paesi in occasione del Giubileo dei Governanti, 21 giugno 2025).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non condividesse questa fondazione dei diritti umani, non pu\u00f2 o non dovrebbe comunque indebolire il loro significato di fatto storico, giuridico. Se la teoria della legge naturale \u00e8 una costruzione razionale, i diritti umani sono invece una realt\u00e0 sociale tangibile. Tanto che oggi siamo tutti ben consci, vedendone le conseguenze nelle guerre e nella geopolitica, che la loro inosservanza ha portato alla crisi mondiale dell\u2019ONU e della multilateralit\u00e0 in genere. Siamo tornati addirittura a prima della dichiarazione dell\u2019illegittimit\u00e0 della guerra come mezzo della politica, il Patto Kellog-Briand del 1928 a Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nella enciclica MH troviamo l\u2019altro riferimento al diritto naturale. Al n. 24 \u00e8 sotteso al discorso, ma al n. 32 la citazione di Pio XII equivale alla sua accettazione contenutistica. Ed infine al n. 165 troviamo: \u00abLa famiglia \u00e8 un bene sociale primario. Fondata sull\u2019unione stabile tra un uomo e una donna\u2026Prima societ\u00e0 naturale, dotata di diritti originari, la famiglia \u00e8 la cellula fondamentale e insostituibile di ogni organizzazione comunitaria\u00bb. Quest\u2019ultimo testo \u00e8 essenziale anche per capire la posizione di Leone XIV rispetto ai \u201cnuovi diritti umani\u201d.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><strong>Perdita della dignit\u00e0?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevo prima che il discorso di Tommaso sulla dignit\u00e0 umana presenta \u201csfumature\u201d rispetto alle posizioni attuali, ed ora posso dire chiaramente che \u201csfumature\u201d non sono. Premesso che la questione dal punto di vista sociale non sembra centrale nel pensiero tommasiano<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> non possiamo non interessarcene perch\u00e9 attualmente non poche persone, e soprattutto poteri politici, assumono una posizione che limita la dignit\u00e0 ontologica assoluta della persona umana. Si pensi solo ai cosiddetti danni collaterali di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tommaso dunque nel <em>Trattato della Giustizia<\/em> della sua Somma Teologica si chiede se lo Stato pu\u00f2 lecitamente giustiziare un criminale. In realt\u00e0 detta cos\u00ec \u00e8 una domanda retorica, perch\u00e9 alla sua epoca si giustiziava ampiamente, ma il problema di Tommaso \u00e8 di sapere su quale fondamento \u00e8 giusta questa prassi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta \u00e8 che il peccatore\/delinquente grave ha perso la sua dignit\u00e0\/intoccabilit\u00e0 perch\u00e9 si \u00e8 comportato come un animale senza ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSe sia lecito uccidere un peccatore.<\/em> Al terzo va detto che un uomo, peccando, si allontana dall&#8217;ordine della ragione e quindi cade dalla dignit\u00e0 umana (<em>decidit a dignitate humana<\/em>), nella misura in cui l&#8217;uomo \u00e8 naturalmente libero ed esiste per se stesso, e in un certo senso cade nella servit\u00f9 delle bestie, cosicch\u00e9 \u00e8 ordinato secondo ci\u00f2 che \u00e8 utile agli altri; secondo quanto si legge nel Salmo: l&#8217;uomo, pur essendo in onore, non ha compreso, \u00e8 stato paragonato alle bestie insensate e reso simile a loro; e si dice in Proverbi 11: \u00abLo stolto servir\u00e0 il saggio\u00bb. E quindi, sebbene uccidere un uomo che rimane nella sua dignit\u00e0 sia di per s\u00e9 un male, tuttavia uccidere un uomo peccatore pu\u00f2 essere un bene, proprio come lo \u00e8 uccidere una bestia, poich\u00e9 un uomo malvagio \u00e8 peggiore di una bestia e fa pi\u00f9 male, come dice il filosofo, in I Politica e in VII Etica\u00bb. (<em>Summa Theol.<\/em> II-II, q. 64 a.2 ad 3; 1271-72 a Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un decennio prima:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer quanto riguarda il secondo punto, va detto che, proprio in quanto il moto della ragione \u00e8 maggiormente presente nell\u2019irascibile, i peccati dell\u2019irascibile sono pi\u00f9 gravi; ma i peccati del concupiscibile sono pi\u00f9 vergognosi: poich\u00e9 il discernimento stesso della ragione accresce la colpa, cos\u00ec come l\u2019ignoranza la diminuisce. Tuttavia, l\u2019allontanamento dalla ragione, in cui consiste l\u2019intera dignit\u00e0 dell\u2019uomo, appartiene alla turpitudine: da ci\u00f2 \u00e8 chiaro, gi\u00e0 di per s\u00e9, che la facolt\u00e0 concupiscibile \u00e8 pi\u00f9 corrotta, poich\u00e9 si allontana maggiormente dalla ragione\u00bb. (<em>De Veritate<\/em>, q. 25, a.6, ad 2; 1256-59 a Parigi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 ancora un altro testo significativo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDobbiamo quindi considerare che l&#8217;uomo \u00e8 pi\u00f9 degno degli angeli dopo Dio, e che non dobbiamo in alcun modo sminuire la nostra dignit\u00e0 a causa (<em>propter<\/em>) del peccato e a causa (<em>propter)<\/em> dell&#8217;appetito disordinato per le cose corporee, che hanno per noi un valore minore e sono state create per servirci; ma dobbiamo comportarci nel modo in cui Dio ci ha creati. Poich\u00e9 Dio ha creato l&#8217;uomo affinch\u00e9 avesse il dominio su tutto ci\u00f2 che \u00e8 sulla terra e fosse soggetto a Dio\u00bb. (In <em>Symbolum Apostolorum<\/em>, art.1 in fine; 1273, a Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco per\u00f2 un\u2019altra possibile traduzione del concetto centrale \u00abet nullo modo <strong>dignitatem nostram <\/strong>diminuere propter peccata et propter inordinatum appetitum rerum corporalium\u00bb:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL&#8217;uomo perci\u00f2 va considerato come la creatura maggiormente elevata in dignit\u00e0, dopo l&#8217;angelo. Dobbiamo far s\u00ec che i desideri immoderati verso beni a noi inferiori non degradino questa dignit\u00e0. Le creature sono al nostro servizio, ma occorre servirsene ragionevolmente, conforme ai fini stabiliti da Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo della <em>Summa Theol.<\/em> II-II dovrebbe essere dell\u2019inizio degli anni 1270; quello del <em>De Veritate <\/em>di una dozzina di anni prima. La <em>Reportatio\/Collatio <\/em>sul <em>Credo<\/em> non \u00e8 databile con uguale precisione; secondo J.-P. Torrell sarebbe contemporanea alla II-II, ma \u00e8 comunque di un genere letterario molto diverso dagli altri due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente ritengo la seconda traduzione pi\u00f9 corretta e che quindi il testo dal <em>Trattato sulla Giustizia<\/em> rappresenti maggiormente la posizione dell\u2019Aquinate, soprattutto perch\u00e9 \u00e8 inseribile nel quadro generale di Tommaso circa i rapporti individuo e societ\u00e0. E non solo nel suo: direi che \u00e8 congeniale al XIII secolo occidentale.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"7\">\n<li><strong>Il progresso della teoria morale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 questa lunga digressione tommasiana sulla dignit\u00e0 ontologica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poter affermare che la posizione di Papa Leone, condivisa oggi ampiamente dagli ambienti cristiani, \u00e8 il segno del progresso della teoria morale della nostra epoca rispetto ad autori seri e cristiani dei secoli passati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza addentrarci in pur preziose descrizioni storiche, possiamo dire che la Stein, La Pira e Maritain, sono il risultato di una nuova svolta personalista cristiana, in parte da loro stessi realizzata. Sottolineo <em>cristiana<\/em>, perch\u00e9 essi rappresentano il Personalismo Cristiano. Il che significa che nella loro riflessione (oltre che nella loro vita) Cristo \u00e8 un punto irrinunciabile della definizione e valutazione della persona umana. Sia come singolo individuo che socialmente. Anche che questa Immagine Trinitaria ha avuto ricadute sulla considerazione contemporanea della persona, <strong>e viceversa<\/strong>. Lo stesso Dio Trinitario viene \u2018umanizzato\u2019: Tommaso diceva che persona indica ci\u00f2 che di pi\u00f9 nobile esiste nell\u2019universo, tanto da essere attribuito a Dio stesso. Quindi noi in questo nuovo contesto storico possiamo pensare il Dio Trinitario non solo come <em>tremendum<\/em> ma anche come <em>amabile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed in questo modo <strong>chiudiamo il cerchio e torniamo alla persona umana e alla sua dignit\u00e0<\/strong> <strong>nell\u2019enciclica MH<\/strong> scritta da Papa Leone, frutto di una lunga ed unica storia cristiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Pi\u00f9 volte ripubblicato, questa opera si pu\u00f2 trovare on line sul sito della Fondazione Giorgio La Pira, insieme a molti altri suoi scritti (<a href=\"https:\/\/media.fupress.com\/files\/pdf\/24\/3804\/3804_17936\">https:\/\/media.fupress.com\/files\/pdf\/24\/3804\/3804_17936<\/a>) pp.825-910.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Lo stesso anno dell\u2019apparizione di <em>Umanesimo Integrale<\/em> di J. Maritain.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Per l\u2019inizio 2027 \u00e8 annunciata la pubblicazione del nuovo libro di Amartya Sen: <em>The Cement of Humanity: The Power of Human Rights<\/em>. In Italia sar\u00e0 tradotto da Mondadori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> F. Compagnoni, <em>La persona umana come soggetto politico nell&#8217;opera di Tommaso D\u2019Aquino<\/em>, Divus Thomas, 2018, pp. 112-118.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[872],"fascicolo":[371],"class_list":["post-4209","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-francesco-compagnoni","fascicolo-ottobre-2026"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La persona umana e la sua dignit\u00e0 nell\u2019enciclica Magnifica Humanitas<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Ottobre 2026. 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