{"id":3771,"date":"2026-06-01T12:00:00","date_gmt":"2026-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=3771"},"modified":"2026-06-13T12:05:41","modified_gmt":"2026-06-13T10:05:41","slug":"lo-stupore-dellessere","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2026\/giugno\/lo-stupore-dellessere\/","title":{"rendered":"Lo stupore dell\u2019essere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><i><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019attualit\u00e0 di Tommaso e la circolarit\u00e0 tra fede e ragione<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Ho scritto questo libro per gratitudine. Devo a Tommaso, con la preziosa mediazione di Jacques Maritain, la sostanza della mia formazione intellettuale, ma anche di quella spirituale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Ci\u00f2 che mi ha sempre colpito nel suo pensiero e nella sua persona \u00e8 proprio la profonda compenetrazione della vita dell\u2019intelligenza con quella della fede. Sono cresciuto, come quasi tutti, in un ambiente dove il cattolicesimo era un\u2019abitudine. Decisiva per la mia esperienza cristiana \u00e8 stata la scoperta della possibilit\u00e0 di una fede consapevole che, a sua volta, mi ha guidato nella mia ricerca intellettuale e nella mia lettura della realt\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">\u00c8 stato Tommaso, con il suo insegnamento e la sua testimonianza, il modello di questa sintesi, cos\u00ec come a lui devo, pur nella consapevolezza dei limiti della ragione, il riconoscimento della sua importanza, contro tutte le derive di un irrazionalismo serpeggiante dentro e fuori la Chiesa. Ed \u00e8 stato grazie a lui che ho potuto elaborare una visione del mondo, della persona e della societ\u00e0 alternativa a quella, per molti aspetti mistificante, che domina nella cultura contemporanea.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Il libro \u00e8 come un racconto che ripercorre le tappe di questo percorso, non con erudizione accademica, ma in un tono colloquiale sottolineato dal titolo di \u201cconversazioni\u201d dato a ciascun capitolo. E il percorso comincia, nella prima e soprattutto nella seconda conversazione, col racconto di come Tommaso ha vissuto la simbiosi tra vita spirituale e vita intellettuale nella sua esperienza esistenziale e nella sua attivit\u00e0 di studioso e di maestro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">E gi\u00e0 qui ho cercato di mettere in pratica il proposito che attraversa tutto il libro, che \u00e8 mostrare in che cosa la sua storia e il suo pensiero di otto secoli fa possano illuminare il nostro presente. In questo primo scorcio, ho sottolineato che il modo in cui l\u2019Aquinate ha vissuto la sua vocazione di intellettuale pu\u00f2 costituire una radicale alternativa al declino che oggi questa figura conosce nella nostra societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">A monte di questa pratica, per\u00f2, c\u2019\u00e8 quella concezione del rapporto tra fede e ragione di cui parlavo all\u2019inizio. Perci\u00f2, dopo aver illustrato, nella terza conversazione, le coordinate storiche entro cui la filosofia di Tommaso si \u00e8 sviluppata, nella quarta mostr\u00f2 come l\u2019Aquinate abbia superato le posizioni dominanti nel suo tempo e ancora cos\u00ec presenti nel nostro &#8211; che sacrificavano o la ragione o la fede o la loro comunicazione &#8211; ponendo tra di esse una circolarit\u00e0 che consente loro, mantenendo ognuna la propria identit\u00e0, di arricchirsi a vicenda. Un messaggio attualissimo anche per noi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><i><span style=\"font-weight: 400\">I livelli della scoperta dell\u2019essere<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La quinta conversazione \u00e8 dedicata alla scoperta dell\u2019essere, che sta alla base di tutto il pensiero dell\u2019Aquinate e che d\u00e0 il titolo al libro. Oggi, in una societ\u00e0 che considera la natura, gli esseri umani, le cose, unicamente come oggetti da utilizzare, da produrre o da consumare, questa scoperta acquista il significato di una rivoluzione. Travolti da un ritmo di vita frenetico, non sappiamo pi\u00f9 percepire il miracolo che la realt\u00e0 \u00e8 in s\u00e9 stessa e stupircene. Dove lo stupore non \u00e8 lo sbalordimento per qualcosa di straordinario, ma lo stato d\u2019animo di chi, come per la prima volta, apre gli occhi su ci\u00f2 che gli era sempre stato davanti, ma che non aveva mai avuto il tempo di guardare veramente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Allo stupore non possono non far seguito la gratitudine per il dono dell\u2019essere, per la sua verit\u00e0, la sua bont\u00e0, la sua bellezza &#8211; e la consapevolezza della responsabilit\u00e0 che dobbiamo assumerci nei suoi confronti, rispettando il mondo e rinunziando a manipolarlo senza limiti. Una prospettiva attualissima &#8211; basti pensare allo sviluppo del movimento ecologista &#8211; , rispetto a quella che, da Descartes in poi, si \u00e8 fondata sul primato di un soggetto autoreferenziale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La sesta conversazione mostra come l\u2019essere si manifesti, concretamente, in un universo di esseri individuali e in continuo divenire. Tommaso accoglie, a questo primo livello, la visione di Aristotele, che valorizza la molteplicit\u00e0 e spiega la struttura delle cose ricorrendo a due princ\u00ecpi, la materia e la forma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Una particolare attenzione dedico nel libro, parlando del divenire, alla differenza tra possibilit\u00e0 e potenza, sottolineando che oggi la confusione fra questi due concetti porta in bioetica a sostenere che l\u2019embrione \u00e8 solo una possibilit\u00e0 di persona, e quindi sacrificabile, invece di riconoscergli una identit\u00e0 gi\u00e0 presente, anche se ancora potenziale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La settima conversazione parla ancora dell\u2019essere del mondo, ma passando a un livello pi\u00f9 profondo in cui emerge la grande differenza tra il pensiero di Tommaso e quello di Aristotele. A segnare questa svolta concettuale \u00e8 la scoperta &#8211; nell\u2019orizzonte dell\u2019essere come \u201cci\u00f2 che \u00e8\u201d &#8211; dell\u2019essere come \u201catto\u201d, come principio, cio\u00e8, che determina l\u2019emergere dal nulla di tutto quello che esiste. Mentre per il filosofo greco la sola fattualit\u00e0 da spiegare \u00e8 l\u2019identit\u00e0 specifica, l\u2019essenza, che deriva dall\u2019atto-forma, Tommaso si chiede se non esiga una spiegazione anche il fatto dell\u2019esistenza, e se questa spiegazione non debba necessariamente essere diversa da quella che riguarda l\u2019essenza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Da qui scaturisce la teoria dell\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">actus<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400\">essendi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, il principio a cui ogni essere deve il suo emergere dal nulla e rispetto a cui anche l\u2019essenza \u00e8 potenza, pur restando necessaria per la determinazione specifica delle cose.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Dall\u2019atto d\u2019essere deriva, in ultima istanza anche la singolarit\u00e0 degli esseri, che sono s\u00ec, predisposti ad essa dalla materia concreta che li individua, ma che ricevono il sigillo di questa individualit\u00e0 dall\u2019atto unico e irripetibile di essere che li fa esistere cos\u00ec come sono. Siamo alla radice di quello stupore che accompagna la scoperta dell\u2019essere gi\u00e0 in quanto \u00e8 \u201cqualcosa\u201d e che ora trova la sua spiegazione ultima nell&#8217;esperienza dell\u2019energia profonda che fa emergere questo \u201cqualcosa\u201d dal nulla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><i><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019Ipsum Esse subsistens e le sue creature<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nell\u2019ottava conversazione si parla di come Tommaso pervenga dal mondo a Dio, dagli esseri all\u2019Essere. \u00c8 il percorso delle \u201ccinque vie\u201d, di cui cerco di evidenziare la logica che le accomuna e che &#8211; proprio a partire dal fatto che gli esseri non si identificano con il loro atto d\u2019essere &#8211; porta alla scoperta del l\u2019Ipsum Esse subsistens, in cui Tommaso riconosce il Dio dell\u2019Esodo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Una concezione che garantisce al tempo stesso la radicale trascendenza dell\u2019Assoluto rispetto ad un mondo in cui l\u2019atto d\u2019essere, non coincidendo con l\u2019essenza, \u00e8 sempre limitato e precario, e la sua prossimit\u00e0 ad esso, perch\u00e9 la pienezza dell\u2019Essere non pu\u00f2 non includere tutte le perfezioni dell\u2019universo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La nona conversazione analizza il rapporto che Tommaso ha ritenuto di poter stabilire tra Dio e il mondo. A questo scopo egli ricorre a due concetti di matrice diversa, quello aristotelico di causalit\u00e0 e quello platonico di partecipazione, che l\u2019Aquinate non contrappone, ma integra in una visione unitaria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Egli concepisce la creazione non come un singolo atto ma come una relazione causale che mantiene nell\u2019essere tutte le cose in ogni momento della loro esistenza. Il Dio creatore non \u00e8 il primo anello di una catena che si svolge nel tempo, ma ci\u00f2 per cui tutti gli anelli, incluso il momento iniziale, esistono. E questo sarebbe vero anche se il mondo fosse eterno, perch\u00e9 non verrebbe meno la necessit\u00e0 di una causa che li sottragga al nulla. Antidoto importante allo scientismo diffuso oggi, che crede di poter sostituire Dio con il Big Bang.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La causalit\u00e0 divina, peraltro, non vanifica quella delle realt\u00e0 del mondo, che non viene sostituita, ma attivata da essa. Dio ha voluto esprimere la sua potenza non in alternativa al valore e al dinamismo delle sue creature, ma dando loro il massimo spazio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Al tempo stesso l\u2019Aquinate utilizza il concetto e la terminologia della partecipazione, per cui tutto ci\u00f2 che \u201cha\u201d l\u2019essere non pu\u00f2 che essere partecipe dell\u2019Ipsum Esse subsistens, come l\u2019aria, per essere luminosa, deve partecipare della luce.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Dio conosce e ama ciascuna delle sue creature. A differenza che in Aristotele, nella visione di Tommaso Egli ha un intimo rapporto con loro, che grazie a Lui esistono e partecipano del suo essere singolarmente. Esse sono in Lui ed Egli in loro. Non si tratta, per\u00f2, di una prossimit\u00e0 che annulli la consistenza e l&#8217;autonomia relativa del mondo. Ha qui il suo fondamento una \u201claicit\u00e0\u201d della filosofia dell\u2019Aquinate, volta a sottolineare la relativa autonomia del creato, che sar\u00e0 poi un tema centrale del concilio Vaticano II.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Proprio il rispetto per questa autonomia spiega perch\u00e9 Dio permetta il male, senza crearlo &#8211; esso \u00e8 solo una privazione di essere &#8211; , ma senza intervenire miracolisticamente per impedire che scaturisca dai processi della natura o dalla libert\u00e0 umana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La conversazione si conclude parlando della conoscenza che possiamo avere di Dio. Centrale \u00e8 il tema dell\u2019analoga, che, al di l\u00e0 degli opposti linguaggi dell\u2019univocit\u00e0 e dell\u2019equivocit\u00e0, consente di parlare di Lui rispettandone il mistero insondabile senza ridurlo ai nostri schemi. E qui Tommaso ha una posizione che risponde ad esigenze maturate nel pensiero e nella sensibilit\u00e0 contemporanei, che reagiscono a tutti i tentativi di ingabbiare la realt\u00e0 e lo stesso Assoluto nei nostri schemi logici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><i><span style=\"font-weight: 400\">La persona umana, la verit\u00e0, il bene<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nella decima conversazione si esamina la concezione che Tommaso ha dell\u2019essere umano, gettando le basi di un umanesimo che non comporta un antropocentrismo autoreferenziale e dominatore, come quello che si affermer\u00e0 nei secoli successivi, ma, consapevole della finitezza dell\u2019essere umano, pone la sua grandezza nell\u2019apertura alla realt\u00e0 e a Dio e nel suo essere al confine tra il visibile l\u2019invisibile.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Questo confine, del resto, lo attraversa, nella sua costituzione al tempo stesso fisica e spirituale, che da un lato lo radica nel mondo sensibile, dall\u2019altro spinge a protendersi oltre di esso, evidenziando cos\u00ec la propria capacit\u00e0 di sopravvivere alla decomposizione della sua componente corporea. Anche se, sottolinea Tommaso, in netta rottura con la tradizione platonizzante del cristianesimo, saremo pienamente noi stessi solo con la resurrezione dei nostri corpi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Ma un essere umano non \u00e8 solo l\u2019esemplare di una specie, come nel mondo greco. Nella visione di Tommaso la peculiarit\u00e0 della persona sta nell\u2019atto d\u2019essere che la fa sussistere come soggetto unico irripetibile. Senza per\u00f2 che si possa contrapporre la natura umana alla persona, come fa la bioetica contemporanea per giustificare pratiche come l\u2019aborto e l\u2019eutanasia, che sacrificherebbero esseri umani non ancora, o non pi\u00f9, persone.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Un aspetto fondamentale della persona \u00e8 la sua dimensione relazionale, indispensabile per la sua identit\u00e0, ma non sostitutiva di essa, come oggi molti sostengono riducendo il soggetto alle sue relazioni. Si collega a questo anche la distinzione tra l\u2019individuo, che \u00e8 una parte della comunit\u00e0 politica e come tale ordinato ad essa, e la persona, che \u00e8 un tutto dal valore incommensurabile, alla cui realizzazione la comunit\u00e0 \u00e8 finalizzata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nel libro, a questo proposito, sottolineo l\u2019attualit\u00e0 del pensiero di Tommaso in un tempo come il nostro, che vede la frammentazione della persona e l\u2019oscillazione tra un individualismo selvaggio e una massificazione soffocante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019undicesima conversazione affronta il complesso tema della concezione tommasiana della verit\u00e0. Alla esposizione del pensiero dell\u2019Aquinate ho voluto far precedere uno sguardo al contesto attuale in cui noi oggi ci troviamo ad accostarlo. Mostrando innanzitutto come esso non risulti superato, dalle due grandi sfide della realt\u00e0 virtuale e della post-verit\u00e0, ma possa dare spunti per affrontarle. E cercando poi di sgombrare il terreno da alcuni fraintendimenti sia di ordine teorico &#8211; come quello che la riduce a una estrinseca corrispondenza tra\u00a0 pensiero e realt\u00e0\u00a0 &#8211; , sia di ordine pratico, come quello che fa della verit\u00e0 un fonte di violenza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Nella concezione analogica che Tommaso ha della verit\u00e0, da lui intesa come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">adaequatio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> tra essere e pensiero, essa ha innanzitutto una portata ontologica, per l\u2019adeguazione dell\u2019essere al Pensiero divino. Passando poi alla verit\u00e0 che \u00e8 invece adeguazione del pensiero umano alla realt\u00e0, essa ha la sua radice nell\u2019apertura originaria all\u2019essere, fonte di una conoscenza primordiale inattaccabile da ogni passato e futuro scetticismo. Dell\u2019essere non si pu\u00f2 dubitare, perch\u00e9, se anche dovessimo prendere lucciole per lanterne, entrambe comunque sono.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Entrando poi nella conoscenza delle singole realt\u00e0, fondamentale \u00e8 la differenza tra la verit\u00e0 come corrispondenza, di cui ha parlato la filosofia moderna, e la verit\u00e0 come conformit\u00e0, che per Tommaso non \u00e8 il punto d\u2019arrivo del pensiero, ma la sua origine. A monte dell\u2019atto conoscitivo, c\u2019\u00e8 l\u2019impatto pre-cognitivo dell\u2019intelligenza con la realt\u00e0. Cos\u00ec come fondamentale \u00e8 la differenza tra il concetto come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">ci\u00f2 che<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> viene conosciuto e il concetto come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">ci\u00f2 attraverso cui<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> si conosce la realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Il delicato equilibrio tra l\u2019attivit\u00e0 del soggetto pensante e la sua recettivit\u00e0 trova un nuovo sviluppo col giudizio, che implica un atto dell\u2019intelletto che lo fa coincidere con l\u2019atto d\u2019essere presente nelle cose, dando luogo a un secondo livello di adeguazione che \u00e8 quella della verit\u00e0 nel suo significato pi\u00f9 pieno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Siamo davanti a un modo di intendere la conoscenza che, ovviamente, non poteva tenere conto degli sviluppi a cui la successiva filosofia moderna e contemporanea ci ha abituati, ma che appare oggi di straordinaria attualit\u00e0 proprio come risorsa critica nei confronti di questi sviluppi, oggi da pi\u00f9 parti rimessi in discussione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Il percorso, dopo averci fatto seguire il pensiero di Tommaso sui grandi problemi della fede e della ragione, dell\u2019essere, di Dio, dell\u2019essere umano e della verit\u00e0, si conclude con la questione del fine della vita, sullo sfondo della pi\u00f9 ampia concezione del bene, secondo Tommaso. Se ne parla nella dodicesima e ultima conversazione. Per l\u2019Aquinate il bene, come il vero, \u00e8 innanzi tutto nella realt\u00e0, nella natura, che dunque va rispettata. Concezione attualissima che bisogna riprendere (ancora il tema ecologico).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">E poi c\u2019\u00e8 il bene di cui parla la morale, e anche su questo Tommaso ha una visione che corrisponde in modo sorprendente con le esigenze della filosofia anglosassone contemporanea, molto critica nei confronti del dualismo tra desideri e doveri e incline, invece, a rivalutare il concetto aristotelico di virt\u00f9, in cui la sfera passionale e quella razionale non sono contrapposte, come in Kant, ma\u00a0 interagiscono, favorendo l\u2019unificazione del soggetto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Le virt\u00f9, peraltro, non sono comandi astrattamente universali, ma disposizioni stabili che consentono alla persona di individuare e praticare, nei suoi comportamenti, ci\u00f2 che per quella persona in quelle concrete circostanze \u00e8 il giusto mezzo, variabile, dunque, da individuo a individuo e da situazione a situazione. \u00c8 il superamento del moralismo, senza per questo perdere di vista la misura della ragione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Il fine delle virt\u00f9, secondo Aristotele, \u00e8 la felicit\u00e0, la piena realizzazione della persona. Da parte sua Tommaso, senza negare questa prospettiva, sottolinea che a sua volta questo bene soggettivo scaturisce dal conseguimento di quello oggettivo, e, in ultima istanza, del Bene supremo che \u00e8 Dio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Questa conversazione &#8211; e l\u2019intero libro &#8211; si concludono con la concezione che Tommaso ha dell\u2019amore, vera forza universale presente in tutti gli esseri e che, nell\u2019essere umano, non \u00e8 una pura ricerca di piacere, ma la risposta al fascino del bene. Inevitabile, su questo punto, un riferimento alla riflessione di Massimo Recalcati sulla differenza tra desiderio autentico e mere pulsioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Per Tommaso ci sono due forme di amore: quello di concupiscenza, che ama un bene in vista di s\u00e9 stessi, e quello di benevolenza, che lo ama per quello che esso \u00e8 e si dona ad esso. Questo secondo amore ha la sua forma pi\u00f9 piena nell\u2019amicizia, che, con l\u2019intervento della grazia, d\u00e0 vita alla carit\u00e0 di cui parla il cristianesimo. Con l&#8217;importante precisazione che in questo amore teologale si ha il superamento del dualismo tra eros e agape, perch\u00e9 il dono di s\u00e9 a Dio non \u00e8 in antitesi col desiderio di felicit\u00e0, anzi ne \u00e8 il compimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">Siamo giunti alla fine del cammino di scoperta in cui Tommaso ci ha fatto da guida. Ma questa \u00e8 stata solo una veloce sintesi. Spero che chi lo percorrer\u00e0 nella sua integralit\u00e0, leggendo il libro, possa provare lo stupore che ho provato io scrivendolo. E accolga, al tempo stesso, l\u2019invito a confrontare queste riflessioni con le posizioni pi\u00f9 diffuse nel pensiero contemporaneo, per continuare nel presente la ricerca cominciata da Tommaso ottocento anni fa. Nella consapevolezza che, se egli vivesse oggi, non si limiterebbe a ripetere le proprie tesi, ma, a partire da esse, le svilupperebbe in rapporto al nostro diversissimo contesto storico e culturale. E anche io ho scritto questo libro perch\u00e9 possa costituire non un punto d\u2019arrivo, ma di partenza.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">[*] Giuseppe Savagnone <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Lo stupore dell\u2019essere. Il pensiero alternativo di Tommaso d\u2019Aquino,<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> Marcianum Press, Venezia 2025<\/span><\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1298],"fascicolo":[367],"class_list":["post-3771","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-giuseppe-savagnone","fascicolo-giugno-2026"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Lo stupore dell\u2019essere<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Giuseppe Savagnone, pubblicato nel numero di Giugno 2026. 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