{"id":3126,"date":"2025-02-01T12:00:00","date_gmt":"2025-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=3126"},"modified":"2026-04-19T17:20:02","modified_gmt":"2026-04-19T15:20:02","slug":"il-lavoro-dignitoso-nella-visione-della-dottrina-sociale-della-chiesa","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2025\/febbraio\/il-lavoro-dignitoso-nella-visione-della-dottrina-sociale-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Il lavoro dignitoso nella visione della Dottrina sociale della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><main><\/p>\n<div class=\"com-content-article item-page\">\n<div class=\"com-content-article__body\">\n<p>La riflessione della Chiesa sul lavoro si fonda su un principio essenziale: il lavoro \u00e8 strettamente legato alla dignit\u00e0 della persona umana. Questo legame \u00e8 stato ribadito con forza da Papa Francesco sin dal suo primo intervento sul tema: era il 1\u00b0 maggio 2013, in occasione della festa di San Giuseppe Lavoratore, durante l\u2019Udienza Generale tenuta in piazza S. Pietro il papa afferm\u00f2: \u201c<em>Il lavoro \u00e8 un elemento fondamentale per la dignit\u00e0 di una persona. Il lavoro, per usare un\u2019immagine, ci \u201cunge\u201d di dignit\u00e0, ci riempie di dignit\u00e0; ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre (cfr Gv 5,17); d\u00e0 la capacit\u00e0 di mantenere se stessi, la propria famiglia, di contribuire alla crescita della propria Nazione.\u201d\u00a0<sup><strong>[2]<\/strong><\/sup>.\u00a0<\/em>A questo primo intervento ne seguiranno moltissimi altri in luoghi e occasioni diverse, sempre mirati a sottolineare il tema centrale della dignit\u00e0 del lavoro. Per il Santo Padre la dignit\u00e0 del lavoro scaturisce proprio dalla sua funzione di \u201cungere\u201d l\u2019uomo di dignit\u00e0, il lavoro cosparge l\u2019uomo di dignit\u00e0, quindi \u00e8 qualcosa che gli si addice propriamente, che gli appartiene in modo onorevole, configurandone anche una piena abilitazione alla vita sociale e politica. Siamo quindi dentro una visione diametralmente opposto all\u2019idea di un lavoro come condizione permanente di fatica, dolore e malessere. Questa condizione di dignit\u00e0 associata all\u2019uomo, allo stesso tempo per\u00f2 si deve configurare come un qualcosa che \u201c<em>riempie l\u2019uomo rendendolo simile a Dio<\/em>\u201d, quindi un qualcosa che glorifica la condizione umana, invece di mortificarla, ed \u00e8 in questa seconda accezione che emergono tutte le considerazioni che puntano a sottolineare aspetti che segnano in negativo, ovvero come distanza la condizione delle attivit\u00e0 umane quando perdono quest\u2019accezione di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>In un altro intervento, che risale al 2017, il santo Padre sottolineava come il concetto di persona non poteva essere dissociato da quello del lavoro, e che in qualche modo se si poteva parlare di\u00a0<em>lavoro dignitoso<\/em>\u00a0era solo in virt\u00f9 del fatto che quella dignit\u00e0 non poteva mai essere dissociata dalla persona umana, e l\u2019atto della persona a rendere dignitoso il lavoro, come a dire che non \u00e8 mai dignitoso un lavoro senza una persona che lo svolga, cos\u00ec come allo stesso tempo una persona senza un lavoro, o senza un certo tipo di lavoro, non riesce ad esprimere, a manifestare pienamente quella sua intrinseca dignit\u00e0<sup>[3]<\/sup>. Si pone cos\u00ec una relazione biunivoca tra lavoro e persona; per cui da una parte c\u2019\u00e8 una dignit\u00e0 intrinseca che scaturisce dalla persona, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 una dignit\u00e0 estrinseca, che \u00e8 dignit\u00e0 lavorativa che pu\u00f2 \u00a0scaturire dalla presenza\/assenza del\u00a0 lavoro, e\/o dalle condizioni in cui esso si attua<sup>[4]<\/sup>; questo aspetto seppur estrinseco, non \u00e8 mai secondario, dal momento che tocca la vita della persona, per tale ragione assume rilievo nella riflessione magisteriale anche tutto ci\u00f2 che si accompagna all\u2019attivit\u00e0 lavorativa e si concretizza nelle condizioni storiche, e socio-economiche poste dalla vita lavorativa in societ\u00e0.<\/p>\n<p>Di fatto poi anche storicamente la riflessione sulla\u00a0<em>dignitas<\/em>\u00a0del lavoro in ambito magisteriale si \u00e8 configurata da una parte come un affrancamento e superamento definitivo delle condizioni del lavoro servile e schiavistico, dall\u2019altra per\u00f2 non ha mai travalicato verso un riconoscimento di assoluta e piena libert\u00e0, al punto da poter prescindere totalmente da un qualunque rapporto con i diversi fattori che partecipano al processo produttivo, o dal contesto della vita comunitaria in cui si svolge l\u2019attivit\u00e0 lavorativa; per tale ragione quindi il riferimento \u00e8 sempre stato ricondotto al vincolo contrattuale che lega il lavoratore al datore di lavoro, sempre per\u00f2 orientato alla partecipazione e alla costruzione di un benessere collettivo<sup>[5]<\/sup>\u00a0per una utilit\u00e0 comune.<\/p>\n<p>Dopo questa breve introduzione sul modo d\u2019intendere la dignit\u00e0 del lavoro, possiamo tracciare un quadro cronologico su come il pensiero sociale del cattolicesimo riafferma e torna a sottolineare, ma in modi differenti, la dignit\u00e0 del lavoro come conseguenza degli eventi storici dell\u2019et\u00e0 contemporanea.\u00a0 All\u2019interno di questa riflessione non \u00e8 possibile trascurare quel primo apporto profetico del 1891 con cui Leone XIII, attraverso l\u2019enciclica\u00a0<em>Rerum Novarum<\/em>\u00a0esprimeva \u201c<em>un\u2019accorata difesa dell\u2019inalienabile dignit\u00e0 dei lavoratori<\/em>\u201d\u00a0<sup>[6]<\/sup>. Un\u2019enciclica fondamentale sui lavoratori, pi\u00f9 che sul lavoro inteso in senso astratto, che arrivava nel pieno di una rivoluzione industriale che sollevava una questione fondamentale, passata poi alla storia come \u201cquestione operaia\u201d: in riferimento al modo con cui il capitalismo stava organizzando il lavoro attraverso lo sviluppo di un modello di fabbrica, caratterizzato da una forte intensit\u00e0 produttiva, e da un lavoro prolungato per l\u2019intera giornata, in spazi spesso stretti e poco sicuri, secondo un ritmo impresso non pi\u00f9 dall\u2019uomo, ma diretto dalle macchine, e dove il rapporto di subordinazione e di dipendenza arrivava a condizionare non solo la vita dell\u2019operaio, ma anche della sua famiglia (in quel periodo l\u2019et\u00e0 media era intorno ai 40 anni, mentre le ore di lavoro giornaliere svolte erano intorno alle 14-16).\u00a0 Il richiamo dell\u2019enciclica sottolineava la complessit\u00e0 del rapporto tra capitale e lavoro, e questa complessit\u00e0 non poteva essere risolta attraverso i meccanismi di mercato, le leggi della domanda e dell\u2019offerta. In sintesi il lavoro non poteva essere considerato una merce; ma era espressione della persona umana e della sua dignit\u00e0. Sulla questione del salario &#8211; questione che \u00e8 rimasta purtroppo attuale &#8211; papa Leone scriveva: \u201c<em>Ha dunque il lavoro dell&#8217;uomo come due caratteri\u00a0 impressigli da natura, cio\u00e8 di essere personale, perch\u00e9 la forza\u00a0 attiva \u00e8 inerente alla persona, e del tutto proprio di chi la\u00a0 esercita e al cui vantaggio fu data;<\/em>\u00a0<em>poi di essere necessario, perch\u00e9 il frutto del lavoro \u00e8 necessario all&#8217;uomo per il mantenimento della vita, mantenimento che \u00e8 un dovere imprescindibile imposto dalla natura.<\/em>[e poco pi\u00f9 avanti] &#8230;\u00a0<em>L&#8217;operaio e il padrone allora formino pure di comune consenso il patto e nominatamente la quantit\u00e0 della mercede; vi entra per\u00f2 sempre un elemento di giustizia naturale, anteriore e superiore alla libera volont\u00e0 dei contraenti\u201d<sup><strong>[7]<\/strong><\/sup>.<\/em><\/p>\n<p>Questo aspetto va giustamente considerato come il primo passaggio significativo sulla dignit\u00e0 del lavoro, non considerare il lavoro come una merce, e dove la necessaria negoziazione contrattuale non pu\u00f2 mai prescindere dalle condizioni proprie di una giustizia naturale che risiede nel fatto che il lavoro \u00e8 un bene strettamente connesso alla persona umana, oltre ad essere un bene necessario perch\u00e9 rende possibile l\u2019accesso a quel sostentamento necessario per la propria vita e per la vita della propria famiglia. La questione della dignit\u00e0 salariale (in questo caso il riferimento \u00e8 ad un\u00a0<em>decent wage<\/em>), di poter ricevere un salario giusto che non potr\u00e0, e non dovr\u00e0 mai essere condizionato dalle sole leggi di mercato, o dalle misure della produttivit\u00e0 economica, \u00e8 sempre rimasto presente all\u2019interno della Dottrina sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Il carattere personalistico a fondamento di questa dignit\u00e0 inalienabile del lavoratore, definisce poi nell\u2019enciclica l\u2019altro grande baluardo, che \u00e8 dato dal pieno riconoscimento del diritto al riposo festivo; l\u2019uomo non pu\u00f2 mai essere ridotto alla sua sola attivit\u00e0 lavorativa<sup>[8]<\/sup>, il suo fine non \u00e8 il lavoro, la sua perfezione ultima si concretizza in Dio, in quell\u2019essere ad immagine e somiglianza del Dio che \u00e8 Amore. Il lavoro \u00e8 ordinato a questo fine, si realizza nel compimento di questa vocazione ultima che \u00e8 la perfezione della persona umana.<\/p>\n<p>Quest\u2019aspetto \u00e8 stato cos\u00ec preminente che ha marcato profondamente la riflessione magisteriale successiva, e si \u00e8 esteso anche ad altri ambiti della riflessione giuridica e valoriale del lavoro, anche esterni alla Chiesa, un esempio \u00e8 la\u00a0<em>Dichiarazione di Filadelfia<\/em>\u00a0del 1944 dell\u2019OIL che sottolinea nel primo paragrafo relativo ai principi fondamentali del lavoro che \u201c<em>il lavoro non \u00e8 una merce<\/em>\u201d<sup>[9]<\/sup>.<\/p>\n<p>Le considerazioni sulla dignit\u00e0 del lavoro presenti nella\u00a0<em>Rerum Novarum<\/em>\u00a0furono riprese e rilanciate da Pio XI in occasione del quarantesimo anniversario dell\u2019enciclica leonina, attraverso un nuovo documento magisteriale\u00a0<em>Quadragesimo Anno\u00a0<\/em>(1931). Questa nuova enciclica sociale usciva per\u00f2 in un contesto completamente nuovo; erano ancora presenti gli strascichi della I guerra mondiale, la rivoluzione russa con l\u2019avvento del comunismo e la successiva nascita dell\u2019Unione Sovietica, la prima grande crisi del \u201929 del capitalismo industriale con il fenomeno di una disoccupazione di massa, la presenza di movimenti politici ideologici di destra e di sinistra volti a rimettere al centro la questione sociale attraverso la lotta di classe, e l\u2019avvento proprio in quegli anni di diverse forme di totalitarismo che cominciarono a manifestarsi in Europa. Nell\u2019ottica di una riflessione sulla dignit\u00e0 del lavoro veniva cos\u00ec ripreso dall\u2019Enciclica, da una parte il delicatissimo rapporto tra lavoro e capitale, caratterizzato da relazioni comunque sempre contraddittorie e tese, dall\u2019altra il tema della dignit\u00e0 salariale, sottolineando come da una parte la condizione degli operai si fosse fatta \u201c<em>migliore e pi\u00f9 equa<\/em>\u201d<sup>[10]<\/sup>, ma dall\u2019altra denunciando come l\u2019attivit\u00e0 di lavoro nelle fabbriche, ormai sempre pi\u00f9 coinvolte in una produzione di massa meccanizzata, abbruttivano l\u2019uomo, il suo cuore, la sua anima, e lo rendevano vittima di sfruttamento \u201c<em>E cos\u00ec il lavoro corporale, che la divina Provvidenza, anche dopo il peccato originale, aveva stabilito come esercizio in bene del corpo insieme e dell&#8217;anima, si viene convertendo in uno strumento di perversione: la materia inerte, cio\u00e8 esce nobilitata dalla fabbrica, le persone invece si corrompono e si avviliscono<\/em>.\u201d<sup>[11]<\/sup>. Il tema del lavoro dignitoso si spostava cos\u00ec dalla questione salariale, ad una riflessione sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche, spesso con attivit\u00e0 penose, insicure e certamente incapaci a promuovere lo sviluppo umano.<\/p>\n<p>Questo tema emerger\u00e0 nuovamente nel radiomessaggio natalizio di Pio XII (1942), dove si riprendeva come punto fondamentale necessario per la pacificazione della societ\u00e0 e delle nazioni, sconvolte dalla violenza della II guerra mondiale, l\u2019importanza di ricollocare il lavoro in una prospettiva di piena dignit\u00e0: \u201c<em>ogni lavoro possiede una dignit\u00e0\u00a0 inalienabile, e in pari tempo un intimo legame col perfezionamento della persona; nobile dignit\u00e0 e prerogativa del lavoro,\u00a0 cui in verun modo non avviliscono la fatica e il peso, che sono da sopportarsi come effetto del peccato originale, in\u00a0 ubbidienza e sommissione alla volont\u00e0 di Dio<\/em>.\u201d<sup>[12]<\/sup>.<\/p>\n<p>Il riferimento all\u2019episodio della Genesi, presente nel messaggio di Pio XII, colloca la dignit\u00e0 del lavoro come qualcosa che scaturisce dall\u2019uomo in quanto creato ad immagine e somiglianza di Dio; il Dio d\u2019Israele a differenza delle altre divinit\u00e0 lavora con le sue mani, e crea l\u2019uomo proprio a partire da questa prerogativa: \u201c<em>Il Signore Dio prese l\u2019uomo e lo pose nel giardino di Eden perch\u00e9 lo coltivasse e custodisse<\/em>\u201d<sup>[13]<\/sup>, ma il peccato dei progenitori, di Adamo ed Eva ha come prima conseguenza la maledizione del suolo, della terra; una terra che da adesso in poi resister\u00e0 all\u2019agire umano, e trasformer\u00e0 l\u2019esperienza del lavoro, in una esperienza faticosa, fatta anche\u00a0 di dolore e sudore, senza mai compromettere per\u00f2 quella necessit\u00e0 del lavoro che scaturisce nell\u2019uomo da quel suo essere immagine e somiglianza di un Dio che opera, e che ama.\u00a0 Con questo intervento si comincer\u00e0 a spostare il baricentro da una riflessione sulla dignit\u00e0 del lavoro estrinseca, dipendente da fattori e\/o condizioni esterne (connesse appunto al salario, alle condizioni di lavoro, ai rapporti tra le parti sociali), ad una dignit\u00e0 intrinseca del lavoro.<\/p>\n<p>Proprio questa linea interpretativa sar\u00e0 quella pi\u00f9 incidente, ripresa e rilanciata dalla Costituzione pastorale del Vaticano II\u00a0<em>Gaudium et Spes<\/em>\u00a0(1965) afferma al n. 35: \u201c<em>L&#8217;uomo, infatti, quando lavora, non trasforma soltanto le cose e la societ\u00e0, ma perfeziona se stesso. Apprende molte cose, sviluppa le sue facolt\u00e0, esce da s\u00e9 e si supera.<\/em>\u201d<sup>[14]<\/sup>; questo contributo del lavoro \u00e8 pi\u00f9 importante di quella stessa ricchezza esterna che si pu\u00f2 generare attraverso il lavoro produttivo, e di fatto va a costituire quel nucleo sostanziale che \u00e8 relativo alla dignit\u00e0 intrinseca del lavoro (<em>dignity of work<\/em>), e su cui poggia la riflessione successiva che vedr\u00e0 al livello teorico il suo vertice proprio nel magistero di Giovanni Paolo II con l\u2019enciclica\u00a0<em>Laborem Exercens\u00a0<\/em>del 14 dicembre 1981.<\/p>\n<p>L\u2019enciclica maturava in un momento storico caratterizzato dall\u2019emergere da una parte delle contraddizioni del collettivismo marxista che si manifestarono in una riduzione radicale di alcune libert\u00e0 fondamentali dell\u2019uomo dal punto di vista politico e sociale, dall\u2019altra la presenza di un capitalismo liberista che chiedeva l\u2019attuazione di politiche economiche nell\u2019ottica della\u00a0<em>deregulation<\/em>, politiche che puntavano decisamente alla riduzione dello Stato sociale, della spesa pubblica, e alla privatizzazione dell\u2019economia con forti ripercussioni sul mondo del lavoro soprattutto con la conseguente ed inevitabile crescita dei disoccupati. L\u2019enciclica riprendeva e riaffermava con forza una distinzione fondamentale presente nel lavoro, ovvero quella esistente tra la dimensione soggettiva e quella oggettiva. Proprio in ragione della dimensione soggettiva, ovvero del fatto che l\u2019uomo \u00e8 soggetto del lavoro il Santo padre con estrema chiarezza scriveva: \u201c<em>Questa circostanza costituisce da sola il pi\u00f9 eloquente \u00abVangelo del lavoro\u00bb, che manifesta come il fondamento per determinare il valore del lavoro umano non sia prima di tutto il genere di lavoro che si compie, ma il fatto che colui che lo esegue \u00e8 una persona. Le fonti della dignit\u00e0 del lavoro si devono cercare soprattutto non nella sua dimensione oggettiva, ma nella sua dimensione soggettiva.\u201d<sup><strong>[15]<\/strong><\/sup><\/em><\/p>\n<p>Il metro per misurare la dignit\u00e0 del lavoro \u00e8 sempre l\u2019uomo che lo compie, perch\u00e9 lo scopo primario del lavoro rimane in prima istanza sempre l\u2019uomo. Le conseguenza che discendono da questa conclusione etica sono ampie e diverse: in prima istanza direi, e credo che questo aspetto non sia mai stato approfondito con adeguata attenzione, soprattutto con riferimento all\u2019espressione curiosa, usata pi\u00f9 volte dal papa nell\u2019Enciclica, quella del \u201c<em>Vangelo del lavoro<\/em>\u201d; come dire che c\u2019\u00e8 quindi una buona notizia che riguarda l\u2019esperienza del lavoro umano, cos\u00ec buona che dovrebbe illuminare tutti coloro che si occupano oggi di lavoro in modo diretto e indiretto, e che dovrebbe essere alla base di un nuovo modo di pensare, valutare e agire per tutto ci\u00f2 che riguarda il mondo del lavoro.<sup>[16]<\/sup><\/p>\n<p>Le conseguenze che emergono dall\u2019aver considerato cos\u00ec preminente la dimensione soggettiva rispetto a quella oggettiva sono molteplici: un primo aspetto \u00e8 nella forte e chiara riaffermazione che il lavoro non \u00e8 una merce, ma un bene<sup>[17]<\/sup>, ma non un bene semplicemente utile, ma un bene di categoria superiore, un bene che associa a s\u00e9 un valore: \u201c<em>Ed \u00e8 non solo un bene \u00abutile\u00bb o \u00abda fruire\u00bb, ma un bene \u00abdegno\u00bb, cio\u00e8 corrispondente alla dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, un bene che esprime questa dignit\u00e0 e la accresce.<\/em>\u201d<sup>[18]<\/sup>; un secondo aspetto \u00e8 nella priorit\u00e0 del lavoro sul capitale, ovvero nella necessit\u00e0 di ripensare un processo di produzione che prenda in considerazione in modo sostanziale la soggettivit\u00e0 del lavoro prima di considerare gli aspetti oggettivi, e il modo con cui il lavoro partecipa al processo di produzione, questo permetterebbe di superare la tradizionale antinomia che esiste tra capitale e lavoro, frutto soprattutto di un pensiero materialistico ed economicista<sup>[19]<\/sup>, che si \u00e8 ormai consolidato anche in determinate pratiche di lavoro; un terzo aspetto conseguente \u00e8 l\u2019aver sollevato il problema della disoccupazione, come un problema che tocca in modo diretto la dignit\u00e0 dell\u2019uomo; l\u2019assenza di lavoro \u00e8 infatti considerata dal Papa come una forma di povert\u00e0: \u201c\u00a0<em>i \u00abpoveri\u00bb compaiono sotto diverse specie; compaiono in diversi posti e in diversi momenti; compaiono in molti casi come risultato della violazione della dignit\u00e0 del lavoro umano: sia perch\u00e9 vengono limitate le possibilit\u00e0 del lavoro &#8211; cio\u00e8 per la piaga della disoccupazione -, sia perch\u00e9 vengono svalutati il lavoro ed i diritti che da esso scaturiscono, specialmente il diritto al giusto salario, alla sicurezza della persona del lavoratore e della sua famiglia.<\/em>\u201d<sup>[20]<\/sup><\/p>\n<p>A partire dall\u2019inizio del terzo millennio, siamo stati partecipi di processi connessi alla globalizzazione dei mercati, insieme alla\u00a0 crescita imponente dei fenomeni di deregolamentazione e delocalizzazione;\u00a0 il diffondersi dell\u2019ideologia\u00a0<em>neoliberista<\/em>\u00a0favoriva anche la crescita imponente dei mercati finanziari,\u00a0 creando da una parte le condizioni per un maggiore benessere, \u00a0ma generando dall\u2019altra un aumento delle disuguaglianze nel mondo; lo sviluppo di nuove tecnologie informatiche e comunicative \u00a0ha coinvolto tutti i settori dell\u2019economia, ed in particolare della finanza; speculazione e prodotti finanziari ultra sofisticati saranno cos\u00ec alla base della pesante crisi finanziaria del 2008 che si ripercuoter\u00e0, una volta partita dagli Stati Uniti, in tutto il mondo, con una serie concatenata di fallimenti di banche e di grandi intermediari finanziari.<\/p>\n<p>Benedetto XVI con l\u2019enciclica\u00a0<em>Caritas in Veritate\u00a0<\/em>invita tutti ad una profonda riflessione sul modello di sviluppo economico in atto. L\u2019enciclica trattando il tema del lavoro, nell\u2019ambito di una riflessione pi\u00f9 ampia sull\u2019economia reale afferma: \u201c<em>La dignit\u00e0 della persona e le esigenze della giustizia richiedono che, soprattutto oggi, le scelte economiche non facciano aumentare in modo eccessivo e moralmente inaccettabile le differenze di ricchezza e che si continui a perseguire quale priorit\u00e0 l\u2019obiettivo dell\u2019accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti.\u201d<sup><strong>[21]<\/strong><\/sup>.\u00a0<\/em>Papa Benedetto XVI torner\u00e0 su questo aspetto nel 2013 nel messaggio mondiale della Pace \u201c<em>Beati gli operatori di pace<\/em>\u201d sull\u2019esigenza di garantire l\u2019accesso al lavoro, ed il suo mantenimento, anche in situazione di crisi, riconoscendo proprio nel lavoro un bene diverso, un bene fondamentale per la persona, la famiglia e la societ\u00e0 intera. Un bene che deve essere sempre coraggiosamente tutelato dalle politiche del lavoro sia attive che passive.<\/p>\n<p>Nella\u00a0<em>Caritas in Veritate\u00a0<\/em>al n. 63 papa Benedetto offre anche una sintesi significativa del lavoro dignitoso (da intendere qui come\u00a0<em>decent work<\/em>), mettendone in evidenza almeno otto componenti essenziali: il lavoro deve essere espressione della dignit\u00e0 di ogni uomo, e di ogni donna, deve essere scelto liberamente, deve contribuire allo sviluppo della comunit\u00e0 civile, deve essere garanzia di rispetto al di l\u00e0 di ogni discriminazione, deve provvedere alle necessit\u00e0 della famiglia, e alla scolarizzazione dei figli, deve consentire ai lavoratori di organizzarsi liberamente in associazioni, deve lasciare un tempo adeguato per ritrovare se stessi, la famiglia, le proprie radici spirituali, un lavoro che garantisca per chi si ritira in pensione di continuare a vivere dignitosamente. In sintesi il lavoro dignitoso \u00e8 sempre correlato a quelle dimensioni che consentono di contribuire allo sviluppo della persona in armonia con la famiglia di appartenenza, e con la propria comunit\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Per concludere l\u2019itinerario torniamo alla riflessione magisteriale di papa Francesco. Gli interventi sul tema del lavoro sono moltissimi, e pi\u00f9 volte il Papa torna sulla questione della dignit\u00e0 del lavoro, e del lavoro dignitoso. Lungo il solco della riflessione gi\u00e0 maturata negli anni precedenti il Papa sofferma la sua attenzione a partire proprio dall\u2019ascolto delle esperienze ed in dialogo con tutti coloro che sono toccati dalla sofferenza che nasce dal lavoro, o perch\u00e9 questo non c\u2019\u00e8, oppure se c\u2019\u00e8, perch\u00e9 si struttura con modalit\u00e0 che non sono degne della persona umana, o perch\u00e9 tali attivit\u00e0 si associano a condizioni inaccettabili e contrarie alla dimensione personale e sociale del lavoratore.<\/p>\n<p>La preoccupazione del papa emerge cos\u00ec con forza di fronte alle contraddizioni di un sistema economico che favorisce l\u2019esclusione dei non produttivi, una economia afferma, il papa nell\u2019esortazione apostolica\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0(2013) che uccide, \u201c<em>Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita<\/em>\u201d in quella che, da adesso in poi, sar\u00e0 definita come \u201c<em>cultura dello scarto<\/em>\u201d<sup>[22]<\/sup>, dove al centro c\u2019\u00e8 proprio la questione di una dignit\u00e0 negata, che per il Papa \u00e8 di fatto, come pi\u00f9 volte ci ha ricordato, la dignit\u00e0 di guadagnarsi il pane e di portarlo a casa.<\/p>\n<p>In un intervento pi\u00f9 recente il Papa ha invitato gli imprenditori francesi<sup>[23]<\/sup>\u00a0a non aver paura di creare nuovi posti di lavoro: \u201c<em>Ogni nuovo posto di lavoro creato \u00e8 una ricchezza condivisa, che non finisce nelle banche a produrre interessi finanziari, ma che viene investito affinch\u00e9 nuove persone possano lavorare e rendere la loro vita pi\u00f9 dignitosa. Il lavoro \u00e8 qualcosa di legittimamente importante. In effetti, se \u00e8 vero che il lavoro nobilita l\u2019uomo, \u00e8 ancor pi\u00f9 vero che sono gli uomini a nobilitare il lavoro. Siamo noi, e non le macchine, a essere il vero valore del lavoro.<\/em>\u201d; anche in questo caso c\u2019\u00e8 la preoccupazione che questo nuovo paradigma tecnocratico, con\u00a0 il ricorso massimo alle tecnologie digitali e all\u2019intelligenza artificiale comporti che \u201c<em>mansioni che un tempo erano appannaggio esclusivo della manodopera umana vengono rapidamente assorbite dalle applicazioni industriali dell\u2019intelligenza artificiale.<\/em>\u201d<sup>[24]<\/sup>, con il doppio risvolto negativo che se da una parte impedisce alla manodopera umana di accedere al lavoro, dall\u2019altra poi \u00e8 corresponsabile di un enorme impatto sul clima, che \u00e8 alla base di quel cambiamento che sta costringendo, soprattutto nei paesi pi\u00f9 poveri, milioni di persone ad una migrazione forzata<sup>[25]<\/sup>\u00a0a causa di inondazioni o di siccit\u00e0, che fenomeni estremi che vanno a distruggere il lavoro legato alla terra.<\/p>\n<p>Per il papa non basta svolgere un qualunque lavoro perch\u00e9 questo si associ automaticamente ad una possibile dignit\u00e0; papa Francesco nel videomessaggio rilasciato in occasione del 48\u00b0 Settimana Sociale dei Cattolici italiani<sup>[26]<\/sup>\u00a0afferma: \u201c<em>Ci sono lavori che umiliano la dignit\u00e0 delle persone, quelli che nutrono le guerre con la costruzione di armi, che svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione e che sfruttano i minori. Offendono la dignit\u00e0 del lavoratore anche il lavoro in nero, quello gestito dal caporalato, i lavori che discriminano una donna e non includono chi porta una disabilit\u00e0. Anche il lavoro precario \u00e8 una ferita aperta per molti lavoratori, che vivono nel timore di perdere la propria occupazione<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Per concludere sul tema della dignit\u00e0, non dimentichiamo che papa Francesco continua a chiedere agli esperti del mondo del lavoro, della societ\u00e0, dell\u2019economia di arrivare ad una \u201c<em>corretta concezione del lavoro, perch\u00e9, se parliamo della relazione dell\u2019essere umano con le cose, si pone l\u2019interrogativo circa il senso e la finalit\u00e0 dell\u2019azione umana sulla realt\u00e0<\/em>.\u201d<sup>[27]<\/sup>, se non si prende sul serio l\u2019affermazione che \u201c<em>l\u2019uomo \u00e8 l\u2019autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale<\/em>\u201d<sup>[28]<\/sup>\u00a0allora il senso del lavoro, e la dignit\u00e0 che ne consegue possono essere sempre stravolte. Il lavoro allora, per concludere con le parole del Papa, dovrebbe essere sempre \u201c<em>l\u2019ambito di questo multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creativit\u00e0, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacit\u00e0, l\u2019esercizio dei valori, la comunicazione con gli altri, un atteggiamento di adorazione<\/em>\u201d<sup>[29]<\/sup>, e perch\u00e9 tutto questo si possa realizzare \u00e8 indispensabile che le autorit\u00e0 incoraggino per quanto possibile economie basate su relazioni di fiducia, affidabilit\u00e0, rispetto delle regole, in modo da favorire contesti di diversificazione produttiva e creativit\u00e0 imprenditoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p>Benedetto XVI (2008),\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>, Enciclica sociale.<\/p>\n<p>Biasi Marco (2022), \u201cAn Essay on Liberty, Freedom and (Decent) Work\u201d, (May 21, 2022) in\u00a0<em>International Journal of Comparative Labour Law &amp; Industrial Relations<\/em>.<\/p>\n<p>Concilio Vaticano II,\u00a0<em>Gaudium et Spes<\/em>, Costituzione pastorale.<\/p>\n<p>Francesco (2013),\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>, Esortazione apostolica.<\/p>\n<p>Francesco (2013),\u00a0<em>Udienza Generale del 1\u00b0 maggio 2013<\/em>.<\/p>\n<p>Francesco (2015),\u00a0<em>Laudato S\u00ec<\/em>, Enciclica sociale.<\/p>\n<p>Francesco (2017), \u201cIl lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale\u201d, videomessaggio in occasione della 48\u00b0 Settimana Sociale dei cattolici italiani.<\/p>\n<p>Francesco (2017),\u00a0<em>Discorso del Santo Padre Francesco ai Delegati della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL)<\/em>,\u00a0<em>28 giugno 2017<\/em>.<\/p>\n<p>Francesco (2023),\u00a0<em>Messaggio del santo padre Francesco agli imprenditori francesi del<\/em>\u00a028 agosto 2023.<\/p>\n<p>Francesco (2024),\u00a0<em>Laudate Deum<\/em>, Esortazione Apostolica.<\/p>\n<p>Francesco (2024),\u00a0<em>Messaggio del santo padre Francesco per la LVII giornata mondiale della Pace,<\/em>\u00a0\u201cIntelligenza artificiale e pace\u201d, 1\u00b0 gennaio 2024.<\/p>\n<p>Gabrielli Gabriele (2023), \u201cPersona e lavoro: un percorso per rigenerare la dignit\u00e0<em>\u201d,<\/em>\u00a0in\u00a0<em>Rigenerare la Dignit\u00e0 del Lavoro.<\/em><\/p>\n<p>Giovanni Paolo II (1981),\u00a0<em>Laborem Exercens<\/em>, Enciclica sociale.<\/p>\n<p>Leone XIII (1891),\u00a0<em>Rerum Novarum<\/em>, Enciclica sociale.<\/p>\n<p>Organizzazione Internazionale del Lavoro (1944),\u00a0<em>Dichiarazione riguardante gli scopi e gli obbiettivi dell\u2019Organizzazione Internale del Lavoro,\u00a0<\/em>Filadelfia.<\/p>\n<p>Pio XI (1931),\u00a0<em>Quadragesimo Anno<\/em>, Enciclica sociale.<\/p>\n<p>Pio XII (1942),\u00a0<em>Radiomessaggio del 24 dicembre 1942<\/em>.<\/p>\n<p>Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace (2004),\u00a0<em>Compendio Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>.<\/p>\n<p>Toso Mario (2010), \u201cLa dignit\u00e0 del lavoro secondo la dottrina sociale della Chiesa\u201d, in\u00a0<em>Rassegna CNOS<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><sup>[1]<\/sup>\u00a0Confer\u00eancia Anual Da Comiss\u00e3o Nacional Justi\u00e7a E Paz &#8211; 12 Ottobre 2024 \u2013 Lisbona,&#8221;Mudan\u00e7a\u00a0O Desafio\u00a0Do Trabalho\u00a0Digno&#8221;.<\/p>\n<p><sup>[2]<\/sup>\u00a0FRANCESCO (2013),\u00a0<em>Udienza Generale del 1\u00b0 maggio 2013<\/em>.<\/p>\n<p><sup>[3]<\/sup>\u00a0Cfr. FRANCESCO (2017),\u00a0<em>Discorso del Santo Padre Francesco ai Delegati della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL)<\/em>,\u00a0<em>28 giugno 2017<\/em>.<\/p>\n<p><sup>[4]<\/sup>\u00a0Cfr. Gabrielli Gabriele (2023), \u201cPersona e lavoro: un percorso per rigenerare la dignit\u00e0<em>\u201d,<\/em>\u00a0in\u00a0<em>Rigenerare la Dignit\u00e0 del Lavoro,\u00a0<\/em>pp<em>.\u00a0<\/em>7-10.<\/p>\n<p><sup>[5]<\/sup>\u00a0Cfr. Biasi Marco (2022), \u201cAn Essay on Liberty, Freedom and (Decent) Work\u201d, (May 21, 2022) in\u00a0<em>International Journal of Comparative Labour Law &amp; Industrial Relations<\/em>.<\/p>\n<p><sup>[6]<\/sup>\u00a0Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace (2004),\u00a0<em>Compendio Dottrina Sociale della Chiesa<\/em>, n. 268.<\/p>\n<p><sup>[7]<\/sup>\u00a0Leone XIII (1891),\u00a0<em>Rerum Novarum<\/em>, Enciclica sociale, N. 34.<\/p>\n<p><sup>[8]<\/sup>\u00a0Cfr. Toso Mario (2010), \u201cLa dignit\u00e0 del lavoro secondo la dottrina sociale della Chiesa\u201d, in\u00a0<em>Rassegna CNOS<\/em>, pp. 185-189.<\/p>\n<p><sup>[9]<\/sup>\u00a0Organizzazione Internazionale del Lavoro (1944),\u00a0<em>Dichiarazione riguardante gli scopi e gli obbiettivi dell\u2019Organizzazione Internale del Lavoro,\u00a0<\/em>Filadelfia, par. I (a).<\/p>\n<p><sup>[10]<\/sup>\u00a0PIO XI (1931),\u00a0<em>Quadragesimo Anno<\/em>, Enciclica sociale, n. 61.<\/p>\n<p><sup>[11]<\/sup>\u00a0QA, n. 134.<\/p>\n<p><sup>[12]<\/sup>\u00a0PIO XII (1942),\u00a0<em>Radiomessaggio del 24 dicembre 1942<\/em>.<\/p>\n<p><sup>[13]<\/sup>\u00a0Genesi, 2,15.<\/p>\n<p><sup>[14]<\/sup>\u00a0Concilio Vaticano II (1965),\u00a0<em>Gaudium et Spes<\/em>, n. 35.<\/p>\n<p><sup>[15]<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II (1981),\u00a0<em>Laborem Exercens<\/em>, Enciclica sociale, n. 8.<\/p>\n<p><sup>[16]<\/sup>\u00a0Cfr. idem sopra, n. 7.<\/p>\n<p><sup>[17]<\/sup>\u00a0Il riferimento dell\u2019enciclica richiama la definizione di S. Tommaso:\u00a0<em>Summa Theologiae<\/em>\u00a0I-II, q. 40, a. 1, c.; I-II, q. 34, a. 2, ad 1.<\/p>\n<p><sup>[18]<\/sup>\u00a0LE, n. 9.<\/p>\n<p><sup>[19]<\/sup>\u00a0Cfr. idem sopra, n. 13.<\/p>\n<p><sup>[20]<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II (1981),\u00a0<em>Laborem Exercens<\/em>, n. 8.<\/p>\n<p><sup>[21]<\/sup>\u00a0Benedetto XVI<em>, Caritas in Veritate<\/em>, n. 32.<\/p>\n<p><sup>[22]<\/sup>\u00a0Francesco,\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>, Esortazione apostolica, n. 53.<\/p>\n<p><sup>[23]<\/sup>\u00a0Francesco (2023),\u00a0<em>Messaggio del santo padre Francesco agli imprenditori francesi<\/em>, 28 agosto 2023.<\/p>\n<p><sup>[24]<\/sup>\u00a0Francesco (2024),\u00a0<em>Messaggio del santo padre Francesco per la LVII giornata mondiale della Pace<\/em>, \u201cIntelligenza artificiale e pace\u201d del 1\u00b0 gennaio 2024.<\/p>\n<p><sup>[25]<\/sup>\u00a0Francesco (2023),\u00a0<em>Laudate Deum<\/em>, 4 ottobre 2023.<\/p>\n<p><sup>[26]<\/sup>\u00a0Francesco (2017), \u201cIl lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale\u201d, videomessaggio in occasione della 48\u00b0 Settimana Sociale dei cattolici italiani, Cagliari.<\/p>\n<p><sup>[27]<\/sup>\u00a0Francesco (2015),\u00a0<em>Laudato S\u00ec<\/em>, Enciclica sociale, n. 125.<\/p>\n<p><sup>[28]<\/sup>\u00a0Cfr. idem sopra in n. 127 citazione di GS n. 63.<\/p>\n<p><sup>[29]<\/sup> LS, n. 127.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/main><\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[969],"fascicolo":[350],"class_list":["post-3126","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-roberto-bongianni","fascicolo-febbraio-2025"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Il lavoro dignitoso nella visione della Dottrina sociale della Chiesa<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Roberto Bongianni, pubblicato nel numero di Febbraio 2025. 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