{"id":3086,"date":"2024-10-01T12:00:00","date_gmt":"2024-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=3086"},"modified":"2026-04-19T15:11:12","modified_gmt":"2026-04-19T13:11:12","slug":"la-tutela-dei-diritti-umani-di-seconda-generazione-nelle-aree-rurali-dellargentina-limpatto-della-politica-agricola-nazionale-sui-processi-di-sviluppo-territoriale","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2024\/ottobre\/la-tutela-dei-diritti-umani-di-seconda-generazione-nelle-aree-rurali-dellargentina-limpatto-della-politica-agricola-nazionale-sui-processi-di-sviluppo-territoriale\/","title":{"rendered":"La tutela dei diritti umani di seconda generazione nelle aree rurali dell\u2019Argentina. L\u2019impatto della politica agricola nazionale sui processi di sviluppo territoriale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>La popolazione mondiale residente nelle aree rurali \u00e8 stimata in oltre un miliardo di persone. Si tratta di una quota assai rilevante della popolazione globale, rispetto alla quale negli ultimi anni ha acquisito una rilevanza crescente il dibattito circa l\u2019effettiva tutela dei diritti economici, sociali e culturali (DESC) di coloro che risiedono e lavorano in zone considerate, almeno in parte, svantaggiate rispetto a contesti territoriali urbani e peri-urbani.<\/p>\n<p>I diritti economici, sociali e culturali puntano a creare le condizioni per un\u2019uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini e sono definiti come diritti umani \u2018di seconda generazione\u2019 per differenziarli dai diritti di natura civile e politica. I DESC si riferiscono pertanto alla presenza di una serie di condizioni che possano garantire ad ogni persona un lavoro dignitoso per s\u00e9 e per la propria famiglia, cos\u00ec come l\u2019accesso a livelli soddisfacenti di educazione, protezione sociale, alimentazione e cure mediche nel quadro di un concetto generale di qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Le norme che fissano a livello internazionale i criteri e le modalit\u00e0 di tutela dei DESC e i relativi obblighi a carico degli Stati nazionali risalgono principalmente alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata nel 1948 dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nell\u2019ambito della nostra analisi l\u2019attenzione \u00e8 stata posta sul caso dell\u2019Argentina con la finalit\u00e0 di sondare il grado di rispetto dei DESC nelle aree rurali del paese sudamericano, rilevando in particolare l\u2019impatto delle politiche agricole nazionali rispetto alle principali dinamiche sociali ed economiche che caratterizzano la vita della popolazione insediata nelle aree extra-urbane.<sup>[1]<\/sup><\/p>\n<p><strong>Politica agraria e diritti umani: un binomio essenziale per lo sviluppo delle aree rurali<\/strong><\/p>\n<p>Il rafforzamento complessivo dell\u2019economia agricola di una regione rappresenta di per s\u00e9 una base essenziale per rafforzare l\u2019accesso ad alcuni dei principali diritti umani di seconda generazione, a partire dal diritto all\u2019alimentazione, ad un lavoro dignitoso e ad adeguate condizioni di vita per le famiglie rurali.<\/p>\n<p>Tra gli aspetti di politica agraria che portano indubbie conseguenze positive in termini di rafforzamento dei diritti economici, sociali e culturali possiamo menzionare le attivit\u00e0 formative di carattere professionale. Un\u2019altra area di intervento significativa per quanto riguarda la relazione tra politiche rurali e tutela dei DESC \u00e8 costituita dalla cosiddetta \u2018agricoltura sociale\u2019, che si \u00e8 affermata soprattutto nell\u2019ambito del modello europeo di sviluppo agricolo a partire dai primi anni di questo secolo e che si pu\u00f2 osservare, secondo modalit\u00e0 proprie dei contesti locali, anche in programmi di sviluppo rurale di diversi paesi dell\u2019America Latina.\u00a0<sup>[2]<\/sup><\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, l\u2019implementazione di politiche pubbliche miranti a sostenere dinamiche legate all\u2019imprenditorialit\u00e0 nelle aree rurali, l\u2019occupazione e la sicurezza alimentare stimolano processi di sviluppo che favoriscono la tutela dei diritti fondamentali dei residenti.<\/p>\n<p><strong>Il caso argentino: sviluppo tecnologico e problematiche sociali<\/strong><\/p>\n<p>Un breve richiamo preliminare al concetto di ruralit\u00e0 pu\u00f2 essere utile al fine di introdurre l\u2019analisi relativa al rispetto dei diritti della sfera economica, sociale e culturale nel contesto argentino.<\/p>\n<p>Tra le definizioni di ruralit\u00e0 riconosciute a livello internazionale ricordiamo quella adottata dall\u2019Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) che utilizza principalmente il criterio della densit\u00e0 della popolazione, definendo come rurali le unit\u00e0 territoriali che registrano una densit\u00e0 inferiore a 150 abitanti per chilometro quadrato.<\/p>\n<p>Facendo riferimento ai criteri applicati nel continente sudamericano, possiamo menzionare i canoni fissati dalla CEPAL, la Commissione Economica per l\u2019America Latina (organismo dipendente dall\u2019ONU), secondo la quale possono essere caratterizzate come rurali le aree con prevalenza di centri abitati con una popolazione inferiore a 2.000 abitanti.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, al di l\u00e0 di criteri meramente statistici, \u00e8 opportuno ricordare una questione che pu\u00f2 essere considerata emblematica della situazione del mondo rurale argentino: se da una parte l\u2019agricoltura professionale del paese si trova in uno stadio avanzato di applicazione delle moderne tecnologie produttive, nondimeno la considerazione sociale di cui godono le zone rurali \u00e8 tuttora considerevolmente bassa se paragonata, ad esempio, all\u2019attenzione e all\u2019appoggio che la societ\u00e0 europea offre alle proprie comunit\u00e0 rurali.<\/p>\n<p><strong>Problemi di orientamento strategico nella politica agraria argentina<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei principali aspetti che emergono esaminando l\u2019insieme delle misure di politica agricola adottate dai governi argentini negli ultimi decenni riguarda la difficolt\u00e0 di ricostruire un modello univoco di sviluppo rurale partendo dalle prassi di politica agricola osservabili, atteso che non si riscontra la presenza di una politica nazionale organica per il settore primario.<\/p>\n<p>Il settore primario ha un ruolo centrale nell\u2019economia del paese, in quanto rappresenta il 7,5% del prodotto interno lordo del paese e il 5,4% della manodopera privata regolarmente registrata. Il dato pi\u00f9 rilevante riguarda peraltro l\u2019ingresso di divisa straniera generato in Argentina dalle esportazioni di prodotti dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento che, secondo una nota informativa ministeriale del 2020, ammonterebbero a oltre 36 miliardi di dollari.<sup>[3]<\/sup><\/p>\n<p>Un gruppo maggioritario di analisti sostiene che, da poco pi\u00f9 della met\u00e0 del ventesimo secolo ad oggi, le politiche agrarie implementate dai governi argentini hanno favorito un modo di produzione \u2018capitalista\u2019 in agricoltura \u2013 basato su unit\u00e0 produttive di grandi dimensioni \u2013 a danno di piccoli e medi produttori legati al modello dell\u2019agricoltura familiare, considerati di fatto come una categoria produttiva poco significativa e non rappresentativa degli interessi generali del paese.<sup>[4]<\/sup>\u00a0Tuttavia, questo tipo di interpretazione semplifica eccessivamente la traiettoria del settore e non pu\u00f2 essere considerata totalmente rappresentativa della politica agraria del paese.<\/p>\n<p>Prendendo come riferimento il numero totale di 249.663 aziende agricole classificate dall\u2019ultimo censimento agricolo nazionale (\u201cCenso Nacional Agropecuario\u201d) argentino<sup>[5]<\/sup>, effettuato nel biennio 2018-2019, solo 12.813 aziende risultavano aver preso parte in qualche misura ad almeno un programma nazionale o provinciale per il settore agrario nel periodo di un anno compreso tra il 1\u00b0 luglio 2017 e il 30 giugno 2018. Delle imprese partecipanti, solo 10.954 avevano percepito una qualche forma di aiuto statale. In termini relativi ci\u00f2 equivale a dire che i differenti programmi per l\u2019agricoltura finanziati con fondi pubblici coinvolgono unicamente il 5,1 % delle aziende agricole regolarmente censite nel paese, erogando aiuti diretti o indiretti ad una percentuale di operatori ancor pi\u00f9 ridotta, pari al 4,3%. Si tratta di un quadro che mostra il ruolo assolutamente marginale della politica agricola argentina quale fattore di sviluppo economico e territoriale.<\/p>\n<p>Appare pertanto evidente che, al di l\u00e0 del dibattito da lungo tempo in corso nel paese circa una presunta caratterizzazione ideologica della politica agricola argentina (a favore o contro un modello agro-capitalista), la politica nazionale per il settore si caratterizza principalmente per una netta carenza rispetto alla necessit\u00e0 di formulare indirizzi strategici sul futuro del mondo rurale.<\/p>\n<p>In questo contesto, il fine principale rimane quello di mantenere un prelievo costante di valuta pregiata dalle imprese agricole con vocazione all\u2019export, principalmente attraverso misure economicamente distorsive, quali dazi doganali sui fattori produttivi importati e prelievi sulle esportazioni dei prodotti agroalimentari nazionali. A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che il consistente apporto del settore agricolo alle casse dell\u2019erario non \u00e8 reinvestito in politiche per lo sviluppo rurale, se non in forma totalmente congiunturale e percentualmente poco significativa, peraltro legata ad una visione tendenzialmente assistenzialista.<sup>[6]<\/sup><\/p>\n<p><strong>Ripensare le politiche di sviluppo rurale in Argentina<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esame, necessariamente breve, che abbiamo condotto circa gli aspetti maggiormente caratterizzanti del sistema agricolo argentino in relazione alle politiche nazionali per il settore, ci pu\u00f2 consentire di ipotizzare alcune direttrici di riforma orientate verso l\u2019obiettivo generale di un incremento nella tutela dei DESC nelle aree rurali dell\u2019Argentina.<\/p>\n<p>Senza dubbio, un deficit strategico della politica agricola argentina \u00e8 da ricercare nella carenza di una visione sistemica, al di l\u00e0 della scarsa consistenza delle risorse applicate alle iniziative di sviluppo rurale.\u00a0 Per tale motivo di fondo, il raggiungimento di una gestione pi\u00f9 organica delle politiche agricole nazionali si presenta come esigenza fondamentale al fine di riorientare e potenziare un sistema agricolo che, grazie all\u2019abbondanza di risorse naturali dell\u2019Argentina e alla vocazione imprenditoriale di una parte significativa delle proprie imprese, potrebbe occupare un posto di assoluta preminenza sui mercati internazionali.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, si considera quanto mai auspicabile la definizione di un livello equo di tassazione delle attivit\u00e0 agricole che non pregiudichi le possibilit\u00e0 di crescita del settore nel paese sudamericano, evitando la tentazione di continui aggiustamenti nelle percentuali e nelle forme di prelievo che per diversi anni si sono susseguiti per tentare di ripianare i cronici deficit del bilancio pubblico argentino.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, sarebbe indice di una politica agricola pi\u00f9 razionale la predisposizione di piani pluriennali di finanziamento per il settore primario, differenziando opportunamente le erogazioni per investimenti strutturali dai sussidi a puro sfondo sociale.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019agricoltura familiare pare ragionevole affermare che la creazione di adeguati percorsi di crescita per decine di migliaia di unit\u00e0 produttive, i cui titolari vivono spesso in condizioni di mera sussistenza, costituisce una sfida tuttora aperta per l\u2019agricoltura argentina. A tale proposito, para prioritario associare obiettivi di crescita economica e azioni per la tutela dei diritti fondamentali della popolazione extra-urbana.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle azioni di carattere pi\u00f9 strettamente sociale che la citata legge n. 27.118\/2015 offre attualmente ad un certo numero di piccoli produttori agricoli, per lo pi\u00f9 legati alla cosiddetta economia informale, sar\u00e0 opportuno definire percorsi di crescita imprenditoriale sostenuti da un incremento dei contributi pubblici per investimenti, in vista di un processo di razionalizzazione e riconversione della spesa pubblica per il settore.<\/p>\n<p>Tra le misure che potrebbero aprire opportunit\u00e0 concrete di maggior tutela dei diritti di seconda generazione nelle aree rurali merita infine di essere richiamata la questione dell\u2019insediamento di giovani agricoltori. L\u2019erogazione di contributi a copertura di parte delle spese di avviamento di un\u2019impresa condotta da giovani, la previsione di maggiori aiuti per investimenti realizzati da giovani nel quadro di programmi di sviluppo rurale gi\u00e0 esistenti, l\u2019accesso a percorsi di formazione professionale d\u2019alto livello,<sup>[7]<\/sup>\u00a0cos\u00ec come l\u2019esenzione da alcuni carichi fiscali per le aziende condotte da giovani nei primi anni dalla loro costituzione, sono solo alcuni degli strumenti applicabili al fine di costruire un quadro favorevole alla generazione di nuovo capitale umano e professionale in agricoltura.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Le riflessioni che abbiamo svolto circa il ruolo della politica agricola argentina rispetto alle dinamiche di sviluppo delle aree rurali del paese hanno dimostrato che, in termini generali, le misure adottate non hanno garantito un adeguato livello di tutela dei diritti economici, sociali e culturali delle popolazioni ivi residenti. Ci\u00f2 implica conseguenze necessariamente negative in una serie di ambiti collegati all\u2019esercizio di diritti fondamentali, quali l\u2019ambiente, la salute, la formazione e la disponibilit\u00e0 di alimenti sani e dalle soddisfacenti qualit\u00e0 nutritive, oltre alle questioni vincolate con i temi della protezione sociale, del lavoro e dell\u2019insediamento territoriale.<\/p>\n<p>Data questa analisi di fondo, abbiamo potuto raccogliere elementi che evidenziano l\u2019esigenza di dare corso a cambiamenti sostanziali nella politica agraria argentina come condizione di base per aspirare ad un maggior grado di protezione dei DESC nelle aree rurali del paese.<\/p>\n<p>In particolare, occorrerebbe raggiungere il macro obiettivo di un governo sistemico delle politiche pubbliche per il settore primario, al fine di stimolare una crescita imprenditoriale locale che coinvolga tutti gli attori locali in base ad una prospettiva duratura di integrazione economica e sociale.<\/p>\n<p>L\u2019abbandono di una pratica di politica agraria circoscritta ad una funzione di mero strumento di prelievo di gettito fiscale e la sua concreta riconversione verso un paradigma di tutela globale dei diritti rappresenterebbero aspetti essenziali di una futura visione strategica in grado di innescare processi di sviluppo a lungo termine delle zone rurali argentine.<\/p>\n<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/strong><\/p>\n<p>Feito, M. C. (2016).\u00a0<em>Aportes para una ley nacional: rol de la agricultura familiar para el desarrollo rural argentino<\/em>. M\u00e1rgenes. Espacio Arte y Sociedad, 13(18), 61-71.<\/p>\n<p>Gruenberg, C., Pereyra Iraola, V. (2009),\u00a0<em>El clientelismo en la gesti\u00f3n de programas sociales contra la pobreza<\/em>, in \u201cDocumentos de Pol\u00edticas P\u00fablicas|An\u00e1lisis\u201d, Numero 60, Buenos Aires.<\/p>\n<p>Herreno Hern\u00e1ndez, A, L. (2009), Derecho<em>\u00a0al desarrollo<\/em>, in: Gonz\u00e1lez Mongu\u00ed, P. E., (a cura di),\u00a0<em>Derechos econ\u00f3micos, sociales y culturales. C\u00e1tedra Gerardo Molina<\/em>, Bogot\u00e1 D.C., Universidad Libre de Colombia.<\/p>\n<p>Instituto Interamericano de Derechos Humanos (2010),\u00a0<em>Cartilla b\u00e1sica sobre derechos econ\u00f3micos, sociales y culturales<\/em>, IIDH &#8211; San Jos\u00e9, C.R.<\/p>\n<p>Instituto Nacional de Estad\u00edsticas y Censos \u2013 INDEC (2021),\u00a0<em>Censo Nacional Agropecuario 2018. Resultados definitivos<\/em>, 1\u00aa edizione aprile 2021, Buenos Aires, ISBN 978-950-896-607-0, consultato in:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.indec.gob.ar\/ftp\/cuadros\/economia\/cna2018_resultados_definitivos.pdf.\">https:\/\/www.indec.gob.ar\/ftp\/cuadros\/economia\/cna2018_resultados_definitivos.pdf.<\/a><\/p>\n<p>Lattuada, M. (2014),\u00a0<em>Pol\u00edticas de desarrollo rural en la Argentina. Conceptos, contexto y transformaciones,<\/em>\u00a0in \u201cTemas y Debates\u201d, ISSN 1666-0714, anno 18, n. 27, gennaio-giugno 2014, pagg. 13-47,\u00a0<a href=\"https:\/\/temasydebates.unr.edu.ar\/index.php\/tyd\/article\/view\/274.\">https:\/\/temasydebates.unr.edu.ar\/index.php\/tyd\/article\/view\/274.<\/a><\/p>\n<p>Lema, D. (2021),\u00a0<em>Pol\u00edticas agropecuarias y econom\u00eda en la Argentina<\/em>, in \u201cCiencia Hoy\u201d, vol. 29, n. 173, dicembre 2020-gennaio 2021, pagg. 55-63, consultato in:\u00a0<a href=\"https:\/\/cienciahoy.org.ar\/politicas-agropecuarias-y-economia-en-la-argentina-daniel-lema\/\">https:\/\/cienciahoy.org.ar\/politicas-agropecuarias-y-economia-en-la-argentina-daniel-lema\/.<\/a><\/p>\n<p>Manzanal, M., &amp; Schneider, S. (2011).\u00a0<em>Agricultura familiar y pol\u00edticas de desarrollo rural en Argentina y Brasil (an\u00e1lisis comparativo, 1990-2010)<\/em>. Revista Interdisciplinaria de Estudios Agrarios, 34(1), 35-71.<\/p>\n<p>Nogueira, M. E., Urcola, M. A., &amp; Lattuada, M. (2017).\u00a0<em>La gesti\u00f3n estatal del desarrollo rural y la agricultura familiar en Argentina: estilos de gesti\u00f3n y an\u00e1lisis de coyuntura 2004-2014 y 2015-2017.<\/em>\u00a0Revista Latinoamericana de Estudios Rurales, 2(4).<\/p>\n<p>Paoloni, L. e Vezzani, S. (2019),\u00a0<em>La Dichiarazione ONU sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali: prime riflessioni<\/em>, Federalismi.it \u2013 Rivista di Diritto Pubblico Italiano, Comparato, Europeo, Focus Human Rights N.1\/2019, p.9.<\/p>\n<p>Spisso, R. (2022),\u00a0<em>Medidas de acci\u00f3n positiva, los tratados de derechos humanos y los recursos para potenciar su aplicaci\u00f3n<\/em>, Revista \u201cLA LEY\u201d, AR\/DOC\/2739\/2022, p.7.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><sup>[1]<\/sup>\u00a0L\u2019Argentina, come firmataria della Convenzione Americana sui Diritti Umani (1969), si \u00e8 impegnata a rispettare e ad applicare quanto contenuto nell\u2019art. 26 di quest\u2019ultima (Sviluppo progressivo), che recita come segue: \u201cGli Stati membri si impegnano ad adottare misure, sia a livello nazionale sia attraverso la cooperazione internazionale, specialmente di natura economica e tecnica, al fine di conseguire progressivamente, con la legislazione o altri mezzi appropriati, la piena realizzazione dei diritti implicati nelle norme in campo economico, sociale educativo, scientifico e culturale contenute nella Carta dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani come emendata dal Protocollo di Buenos Aires, nella misura dei mezzi disponibili, per via legislativa o altri mezzi appropriati\u201d.<\/p>\n<p><sup>[2]<\/sup>\u00a0Con l\u2019espressione \u2018agricoltura sociale\u2019 ci si suole riferire ad attivit\u00e0 svolte da operatori attivi in territorio rurale che si caratterizzano per la presenza di forti componenti etiche e di inclusione sociale. Ne sono esempi i servizi di cura per anziani offerti in strutture rurali e i servizi orientati al reinserimento lavorativo di categorie svantaggiate.<\/p>\n<p><sup>[3]<\/sup>\u00a0Roccatagliata A. (2020),\u00a0<em>Programa de Desarrollo Rural y Agricultura Familiar -(BID 2470\/OC- AR)<\/em>, Ministerio de Agricultura, Ganader\u00eda y Pesca, aprile 2020, p. 5, consultato in:\u00a0<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/2\/#search\/agricultura?projector=1.\">https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/2\/#search\/agricultura?projector=1.<\/a><\/p>\n<p><sup>[4]<\/sup>\u00a0Un\u2019analisi critica intorno agli orientamenti della politica agricola argentina negli ultimi decenni \u00e8 consultabile in: Jara, C.E., Rodr\u00edguez Sperat, R., Rinc\u00f3n Manrique, L.F. y G\u00f3mez Herrera A. (2019),\u00a0<em>Desarrollo rural y agricultura familiar en Argentina: una aproximaci\u00f3n a la coyuntura desde las pol\u00edticas estatales<\/em>, in \u201cRevista de Econom\u00eda y Sociolog\u00eda Rural\u201d (RESR), Numero 57, pagg. 339-352, Brasilia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scielo.br\/j\/resr\/a\/XK6CgTQ5KjPtgmx4b7q96sh\/?lang=es.\">https:\/\/www.scielo.br\/j\/resr\/a\/XK6CgTQ5KjPtgmx4b7q96sh\/?lang=es.<\/a><\/p>\n<p><sup>[5]<\/sup>\u00a0Instituto Nacional de Estad\u00edsticas y Censos (INDEC),\u00a0<em>Censo Nacional Agropecuario 2018. Resultados definitivos<\/em>, Buenos Aires, 1\u00aa edizione aprile 2021, consultabile in:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.indec.gob.ar\/ftp\/cuadros\/economia\/cna2018_resultados_definitivos.pdf.\">https:\/\/www.indec.gob.ar\/ftp\/cuadros\/economia\/cna2018_resultados_definitivos.pdf.<\/a><\/p>\n<p><sup>[6]<\/sup>\u00a0Tra i programmi ministeriali per il settore primario rientra il PRODAF (Programa de Desarrollo Rural y Agricultura Familiar), che ha come pubblico di riferimento produttori agricoli caratterizzati da carenze in termini di capitali, attrezzature e organizzazione aziendale. Al di l\u00e0 del nome, il programma non racchiude in s\u00e9 una vera politica globale per le aree rurali. Si tratta piuttosto di una serie di misure tendenzialmente giustapposte le une alle altre e finanziate in modo irregolare. Tra gli sforzi pi\u00f9 rilevanti compiuti in tempi relativamente recenti dal legislatore argentino con l\u2019intento di stabilire un quadro di riferimento per lo sviluppo di micro, piccole e medie aziende agricole dev\u2019essere menzionata la legge nazionale 27.118 del 28 gennaio 2015, definita\u00a0<em>Ley de agricultura familiar<\/em>\u00a0(Legge dell\u2019agricoltura familiare). Tra i benefici pi\u00f9 rilevanti che offre la legge \u00e8 possibile citare l\u2019accesso agevolato alle sementi e gli aiuti per l\u2019ottenimento in uso di parcelle di terreni agricoli detenuti dallo Stato.<\/p>\n<p><sup>[7]<\/sup>\u00a0L\u2019adozione di adeguate politiche formative in agricoltura dovrebbe essere considerata tra gli strumenti maggiormente efficace in vista del raggiungimento di obiettivi di difesa dei DESC in una prospettiva di medio e lungo termine, considerando che tali politiche hanno un impatto rilevante in relazione ad almeno tre diritti specificamente riconosciuti dal\u00a0<em>Patto internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali<\/em>\u00a0delle Nazioni Unite del 1966: il diritto all\u2019istruzione, il diritto al lavoro e il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1257],"fascicolo":[345],"class_list":["post-3086","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-luigi-pisoni","fascicolo-ottobre-2024"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La tutela dei diritti umani di seconda generazione nelle aree rurali dell\u2019Argentina. 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