{"id":2992,"date":"2024-02-01T12:00:00","date_gmt":"2024-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2992"},"modified":"2026-04-19T15:11:12","modified_gmt":"2026-04-19T13:11:12","slug":"aspetti-introduttivi-e-metodologia","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2024\/febbraio\/aspetti-introduttivi-e-metodologia\/","title":{"rendered":"Aspetti introduttivi e metodologia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Aspetti introduttivi e metodologia<\/strong><\/p>\n<p>La domanda che ha guidato questa ricerca nasce dall\u2019esigenza di comprendere attraverso una ricerca quantitativa l\u2019effettiva condizione lavorativa dei migranti nell\u2019area di Roma, e soprattutto capire se questa condizione possa essere definitiva compatibile con il concetto di \u201c<em>decent work<\/em>\u201d. Non \u00e8 quindi una ricerca sulla condizione dei migranti, ma un&#8217;indagine che ha l\u2019obiettivo di misurare alcune dimensioni compatibili con il lavoro dignitoso.<\/p>\n<p>L\u2019esigenza che ha mosso il gruppo di lavoro, costituito da ricercatrici nell\u2019ambito facolt\u00e0 di Scienze Sociali della Pontificia Universit\u00e0 S. Tommaso (Angelicum), \u00e8 stata quella di raccogliere e far parlare soprattutto i dati, per arrivare a misurare in qualche modo una possibile distanza tra la condizione attuale, e un livello teorico compatibile con condizioni di lavoro in linea con il principio della dignit\u00e0 umana. Per tale ragione si \u00e8 preferito ricorrere ad una indagine quantitativa misurata attraverso diverse variabili qualitative applicate alla posizione lavorativa dello straniero migrante.<\/p>\n<p>La ricerca dal titolo \u201cIndagine sul lavoro dei migranti a Roma: occupati tra dignit\u00e0 e sconvenienza\u201d ha posto cos\u00ec sotto osservazione soltanto la popolazione di coloro che risultano essere occupati, che svolgono la loro attivit\u00e0 di lavoro nell\u2019area metropolitana di Roma, e che si possono definire migranti<sup>[1]<\/sup>. \u00c8 stato somministrato un questionario costituito da 35 domande<sup>[2]<\/sup>\u00a0finalizzato a misurare alcune dimensioni proprie del\u00a0<em>decent work,<\/em>\u00a0dagli aspetti economici, contrattuali, alle condizioni di sicurezza, discriminazione, e dal rapporto con la propria vita privata. Alcune domande si caratterizzano per la misura di aspetti oggettivi<sup>[3]<\/sup>, altre si basano sulla rilevazione di aspetti di maggiore soggettivit\u00e0 (percezione, soddisfazione).<\/p>\n<p>In merito all\u2019idea che ha guidato la ricerca, ovvero, il concetto di\u00a0<em>decent work,\u00a0<\/em>si \u00e8 fatto riferimento sia all\u2019interpretazione corrente presente nelle fonti internazionali, che al magistero sociale della Chiesa. Le sfumature del termine \u201c<em>decent<\/em>\u201d<sup>[4]<\/sup>\u00a0rimandano pi\u00f9 che altro al latino\u00a0<em>dignitas<\/em><sup>[5]<\/sup>\u00a0(derivato da\u00a0<em>dignus<\/em>), che rimanda alla persona umana, alle sue attivit\u00e0, e soprattutto alle attivit\u00e0 lavorative. In questo senso il concetto implica in s\u00e9 anche la dignit\u00e0 a ricoprire una posizione lavorativa, e ad avere una occupazione dignitosa (<em>decent job<\/em>) corrispondente alle proprie esigenze, alle proprie aspirazioni, mentre nello specifico il\u00a0<em>decent work\u00a0<\/em>sembra rimandare pi\u00f9 ad una dignit\u00e0 specifica che \u00e8 associabile alla propria attivit\u00e0 lavorativa, con tutto ci\u00f2 che ne consegue (remunerazione, orari, ferie, sicurezza, assistenza previdenziale e sanitaria, ecc.). Nella sua prima origine, fornita nel contributo di Juan Somavia nel 1999, in qualit\u00e0 di direttore generale dell\u2019OIL<sup>[6]<\/sup>, il concetto fu espresso in questi termini: \u201coggi l\u2019obiettivo primario dell\u2019ILO \u00e8 garantire che tutti gli uomini e le donne abbiano accesso ad un lavoro produttivo, in condizioni di libert\u00e0, uguaglianza, sicurezza e dignit\u00e0 umana\u201d (ILO 1999). Grazie all\u2019attivit\u00e0 di promozione dell\u2019Agenzia in pochi anni il concetto divenne un elemento centrale nelle politiche sociali, per arrivare ad essere espresso in questi termini: \u201cIl lavoro dignitoso \u00e8 quello a cui ogni individuo aspira per la propria vita lavorativa; esso comporta la possibilit\u00e0 di ottenere una posizione produttiva e sufficientemente retribuita, sicurezza sul lavoro e protezione sociale per s\u00e9 e per le proprie famiglie. Lavoro dignitoso significa migliori prospettive per lo sviluppo personale e per l\u2019integrazione sociale, libert\u00e0 di manifestare le proprie opinioni, di organizzarsi e di partecipare alle decisioni riguardanti la propria vita, e d\u00e0 pari opportunit\u00e0 di trattamento a tutte le donne e gli uomini.\u201d (ILO 2007, 6). Con l\u2019adozione dell\u2019Agenda 2030 da parte della Nazioni Unite, all\u2019interno delle definizioni dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile viene indicato all\u2019obiettivo n. 8 un riferimento esplicito all\u2019eliminazione della povert\u00e0 attraverso il perseguimento della piena occupazione e del lavoro dignitoso.: \u201cIncentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un\u2019occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.\u201d (ONU 2015). La riflessione sul concetto di\u00a0<em>decent work\u00a0<\/em>coinvolge altri organismi internazionali, cos\u00ec l\u2019Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR 2021) nelle sue linee guide sottolinea per i migranti che sono nella condizione di rifugiati, l\u2019importanza di questo principio soprattutto per la condizione di necessit\u00e0 in cui si viene a trovare la persona, estendendo la riflessione anche alle dimensioni sociali e legali<sup>[7]<\/sup>. Il principio \u00e8 incluso anche nella Carta dei Diritti Fondamentali dell\u2019Unione Europea<sup>[8]<\/sup>, e di fatto oggi costituisce un elemento centrale nella definizione del Pilastro dei diritti sociali europei<sup>[9]<\/sup>.<\/p>\n<p>In questa mappa \u00e8 ben sintetizzato il contributo intorno a tale dimensione sviluppato dalle istituzioni internazionali in questi ultimi anni (Conigliaro 2018, 115).<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Figura_n.png\" alt=\"Figura n\" width=\"560\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Il principio del lavoro dignitoso \u00e8 presente nel magistero sociale ed in particolare nella riflessione di S. Giovanni Paolo II presente nell\u2019enciclica sociale Laborem Exercens (1981) dove si sottolinea che la dimensione del lavoro \u00e8 propria della dignit\u00e0 umana, per tale ragione il lavoro non pu\u00f2 essere ridotto ad una merce ed \u00e8 elemento imprescindibile per la dignit\u00e0 della persona umana (LE 1981, 6), dal momento che attraverso il lavoro l\u2019uomo dovrebbe poter esprime ci\u00f2 che \u00e8, nelle aspirazioni pi\u00f9 profonde, e allo stesso tempo trasformare se stesso per realizzarsi pienamente come uomo (n. 9). Papa Benedetto XVI nei suoi interventi sul lavoro dignitoso ha rimarcato l\u2019importanza dell\u2019occupazione con riferimento al rapporto che il lavoro ha per la vita privata e familiare; il suo contributo pi\u00f9 importante \u00e8 quello di aver defi<img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/fig.png\" alt=\"fig\" width=\"199\" height=\"200\" \/>nito ed esplicitato il concetto di\u00a0<em>decent work<\/em>\u00a0nell\u2019enciclica\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>: \u201cun lavoro che, in ogni societ\u00e0, sia l\u2019espressione della dignit\u00e0 essenziale di ogni uomo e di ogni donna: un lavoro scelto liberamente, che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunit\u00e0; un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; un lavoro che consenta di soddisfare le necessit\u00e0 delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; un lavoro che assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa\u201d (CV 63). La definizione recupera nel concetto del lavoro dignitoso la prospettiva del lavoro in rapporto alla dimensione familiare e spirituale, in breve il\u00a0<em>decent work<\/em>\u00a0deve offrire le condizioni e le garanzie per una vita serena, per s\u00e9 e per i propri cari, una espressione piena di socialit\u00e0, e di spiritualit\u00e0. Papa Francesco in merito al lavoro dignitoso \u00e8 intervenuto moltissime volte (Costa, Foglizzo 2018), anche in messaggi, discorsi, interventi a vario livello. Analizzando un\u00a0<em>word cloud<\/em>\u00a0di alcuni suoi interventi sul tema emerge un legame profondo tra il decent work e lo sviluppo umano integrale in ragione delle opportunit\u00e0 che la possibilit\u00e0 del lavoro crea.<\/p>\n<p>Questa prima introduzione offre un framework indispensabile per permettere la definizione di alcune coordinate formali al processo che porta alla definizione dello strumento di rilevazione. L\u2019individuazione di alcuni ambiti \u00e8 stata poi confrontata con l\u2019esperienza diretta di chi si trova nelle condizioni di essere lavoratore migrante.<\/p>\n<p>Le caratteristiche della popolazione straniera a Roma<\/p>\n<p>L\u2019Annuario Statistico di Roma Capitale riporta per la fine del 2021 una popolazione straniera a Roma pari a circa 379.000 persone, di questi risultano occupati circa 219.000, su un totale di circa 1.724.000<sup>[10]<\/sup>\u00a0(il 12,7%). La popolazione straniera risulta essere in maggior parte di sesso femminile (53,3%); e se distinta per area di provenienza riguarda in buon parte paesi asiatici (il 34,7%) e paesi europei (il 32,7%), come risulta dal grafico a seguire.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/figtre.png\" alt=\"figtre.png\" width=\"416\" height=\"250\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>GENERE<\/strong><\/td>\n<td><strong>Uomo<\/strong><\/td>\n<td><strong>Donna<\/strong><\/td>\n<td><strong>N.S.<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>UNIVERSO<\/td>\n<td>49.9%<\/td>\n<td>50.1%<\/td>\n<td>&#8211;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CAMPIONE<\/td>\n<td>46,9%<\/td>\n<td>52,8%<\/td>\n<td>0,3%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>CLASSE DI ETA\u2019 LAVORATIVA<\/strong><\/td>\n<td><strong>15-29<\/strong><\/td>\n<td><strong>30-49<\/strong><\/td>\n<td><strong>50-64<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>UNIVERSO<\/td>\n<td>16,7%<\/td>\n<td>52,2%<\/td>\n<td>31,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CAMPIONE<\/td>\n<td>21,8%<\/td>\n<td>55,3%<\/td>\n<td>22,9%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>AREA DI PROVENIENZA<sup>[11]<\/sup><\/strong><\/td>\n<td><strong>Paesi Unione Europea<\/strong><\/td>\n<td colspan=\"2\"><strong>Paesi Extra Unione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Europea<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>UNIVERSO<\/td>\n<td>34,2%<\/td>\n<td colspan=\"2\">65,8%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CAMPIONE<\/td>\n<td>38,8%<\/td>\n<td colspan=\"2\">61,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TIPOLOGIA DI LAVORO<sup>[12]<\/sup><\/strong><\/td>\n<td><strong>Lavoro Domestico<\/strong><\/td>\n<td colspan=\"2\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Altre Tipologie di Lavoro<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>UNIVERSO<\/td>\n<td>30,3%<\/td>\n<td colspan=\"2\">69,7%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CAMPIONE<\/td>\n<td>36,6%<\/td>\n<td colspan=\"2\">63,4%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con riferimento alla popolazione di lavoratori occupati, sulla base dei dati INPS, riferiti a Roma e Provincia, risulta alla fine del 2022 un totale dei lavoratori (dipendenti e parasubordinati) pari a 269.408. Dal punto di vista del genere (vedi tabella a seguire) met\u00e0 della popolazione \u00e8 di sesso maschile: la differenza rispetto al dato del campione \u00e8 probabilmente dovuta al fatto che quest\u2019ultimo comunque esclude la provincia, limitandosi alla zona di Roma, e dove certamente il lavoro domestico ha un peso relativo maggiore. Distinguendo poi per classi di et\u00e0 lavorativa<sup>[13]<\/sup>\u00a0risulta preponderante la fascia centrale di coloro che sono in un\u2019et\u00e0 compresa tra i 30 e i 49 anni (circa il 52,2% della popolazione contro il 55,3% del campione).<\/p>\n<p>In merito all\u2019area di provenienza il 65,8% alla fine del 2022 risulta immigrato in Italia da paesi extra Unione Europea, mentre il 34,2% proviene da paesi dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Di questi circa 82 mila sono impegnati in attivit\u00e0 di lavoro domestico (una percentuale pari al 30,3% del totale della popolazione).<\/p>\n<p>La raccolta dei dati<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/tabella_bongianni_raccolta.jpg\" alt=\"tabella bongianni raccolta\" width=\"250\" height=\"312\" \/>In merito alla raccolta dei dati, \u00e8 stato necessario ottenere un bilanciamento adeguato tra la tempistica (circa tre mesi), la disponibilit\u00e0 di operatori per la somministrazione (circa 10 persone), e la messa a punto di uno strumento di rilevazione adeguato. In merito allo strumento, si sono scartate modalit\u00e0 che prevedevano l\u2019uso di supporto digitali, o interviste on-line, e si \u00e8 preferita una modalit\u00e0 classica che prevede l\u2019uso di un questionario che\u00a0pu\u00f2 essere auto-compilato, con domande a risposta multipla e con la presenza passiva e discreta del somministratore<sup>[14]<\/sup>, ma disponibile a fornire eventuali chiarimenti. Dal momento che le domande riguardavano contenuti relativi alla propria attivit\u00e0 lavorativa \u00e8 stato necessario pensare nel momento del primo contatto, un chiarimento generale sull\u2019uso dei dati raccolti e sulle finalit\u00e0 della ricerca.\u00a0Al fine di garantire una adeguata rappresentativit\u00e0 si \u00e8 cercato di raccogliere i dati presso luoghi pubblici o di passaggio (vedi tabella), evitando raccolte in zone critiche, o condizionate da particolari istanze politiche, religiose, o culturali. Il questionario una volta raccolto su base cartacea, \u00e8 stato inserito su piattaforma on-line<sup>[15]<\/sup>\u00a0agganciato ad un foglio\u00a0<em>google-sheets<\/em>\u00a0come prima base per una analisi descrittiva dei risultati e per una prima valutazione di associazione statistica tra le variabili<sup>[16]<\/sup>. Per l\u2019analisi delle corrispondenze si \u00e8 invece utilizzato il programma statistico R. In totale sono stati raccolti 386 questionari utili, per una dimensione campionaria che pu\u00f2 offrire margini per una rappresentativit\u00e0 statistica<sup>[17]<\/sup>.<\/p>\n<p>Limiti della ricerca<\/p>\n<p>Un primo riscontro da evidenziare \u00e8 connesso al fatto che l\u2019applicazione e la misura del concetto del\u00a0<em>decent work<\/em>\u00a0\u00e8 soprattutto effettuato nell\u2019ambito della psicologia del lavoro<sup>[18]<\/sup>, con approcci generalmente differenti rispetto a quello adottato in questo lavoro, volto invece a misurare pi\u00f9 che altro la presenza di elementi oggettivi che definiscono il rapporto e le attivit\u00e0 di lavoro; per cui non si \u00e8 tenuto conto ad esempio delle aspirazioni personali, del significato che pu\u00f2 essere dato al lavoro, della storia lavorativa e familiare. Il riferimento al lavoratore migrante, e alla zona della citt\u00e0 di Roma, restringono la validit\u00e0 dei risultati ad un ambito specifico, e localizzato, tuttavia importante per evidenziare alcune problematiche di fondo: nello stesso ambito altre ricerche con approcci differenti riguardano soprattutto storie di vita e indagini di tipo qualitativo (cfr. Dolente 2010).<\/p>\n<p>Le unit\u00e0 raccolte (n. 386) sono al limite di un campionamento probabilistico, compensate solo in parte da una attenzione posta sulla metodologia di raccolta, e dal fatto che il gruppo di ricerca, costituito da lavoratrici migranti, \u00e8 di fatto partecipe della stessa popolazione oggetto di osservazione. Questo aspetto se da una parte \u00e8 un limite, dall\u2019altra ha consentito di definire con precisione gli elementi da sottoporre ad osservazioni attraverso il questionario.<\/p>\n<p>Limite ulteriore \u00e8 connesso ai tempi tecnici di studio, raccolta, analisi e valutazioni dei risultati.<\/p>\n<p>La metodologia di analisi<\/p>\n<p>La costruzione del questionario ha coinvolto il gruppo di ricerca per almeno due mesi. Il criterio seguito ha tenuto conto sia dei riferimenti qualitativi assunti nelle dimensioni del\u00a0<em>decent work\u00a0<\/em>con riferimento alla posizione lavorativa (vedi sopra), sia nello specifico della condizione potenziale in cui pu\u00f2 venire a trovarsi un lavoratore migrante. In effetti l\u2019indagine, come risulta anche dal titolo della ricerca, doveva cogliere la condizione dell\u2019occupato tra dignit\u00e0 e sconvenienza. Per tale ragione il gruppo di lavoro (costituito interamente da lavoratrici migranti)<sup>[19]<\/sup>\u00a0ha potuto arricchire la riflessione teorica con la propria esperienza lavorativa, mettendo in evidenza nella costruzione del\u00a0<em>response set\u00a0<\/em>le possibili modalit\u00e0 che pu\u00f2 assumere la variabile qualitativa in una ricerca di questo tipo; soprattutto per quanto \u00e8 relativo ad esempio alle possibili discriminazioni connesse alla condizione del lavoro straniero, alla mancanza di tutele, alle difficolt\u00e0 di integrazione nell\u2019ambiente lavorativo, e altri aspetti specifici<sup>[20]<\/sup>.<\/p>\n<p>Il questionario \u00e8 costituito da 35 domande, organizzato in 7 ambiti<sup>[21]<\/sup>: dati anagrafici (7 domande), formazione e crescita professionale (4 domande), condizioni paritarie (3 domande), aspetti economici e stabilit\u00e0 contrattuale (10 domande), work-life balance (4 domande), obblighi previdenziali (2 domande), ambiente e sicurezza del lavoro (4 domande). E\u2019 stata inoltre inserita nella parte anagrafica una ulteriore domanda riferita al grado di soddisfazione per alcuni aspetti del lavoro (guadagno, stabilit\u00e0, relazioni, ore di lavoro, distanza, interesse); questa misura della soddisfazione \u00e8 stata volutamente espressa in modo simile all\u2019indicatore BES calcolato dall\u2019ISTAT (2022) per la rilevazione sulla forza di lavoro, e riportato per l\u2019area di Roma anche nell\u2019Annuario Statistico, e rappresenta un punto di contatto indiretto, ma significativo, con il resto del mondo degli occupati nella Capitale<sup>[22]<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel questionario delle 35 domande, 27 fanno riferimenti ad aspetti oggettivi, 6 sono di tipo soggettivo, e le altre 2 possono essere considerate miste. Infatti pur essendo l\u2019intervistato un lavoratore si \u00e8 cercato per quanto possibile di fare riferimento a caratteri connessi alla condizione del lavoro che potevano essere osservati come presenti o assenti, o dati in diversa misura; mentre soltanto 6 domande chiedono di esprimere la propria percezione in termini di soddisfazione, o di percezione in rapporto ad alcuni elementi<sup>[23]<\/sup>\u00a0connessi alla propria condizione lavorativa.<\/p>\n<p>La struttura del questionario\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/figquattro.png\" alt=\"figquattro.png\" width=\"348\" height=\"200\" \/>con le relative domande sono state poi analizzando le statistiche ottenute secondo cinque dimensioni derivate dalla operativizzazione del\u00a0concetto di decent<em>\u00a0work,\u00a0<\/em>ed utili per l\u2019analisi dei risultati (vedi schema a seguire).\u00a0 L\u2019obiettivo \u00e8 quello di poter comprendere, in rapporto ad una condizione oggettiva ideale, la situazione effettiva dei migranti a Roma, e comprendere quali sono le dimensioni pi\u00f9 vicine alla condizione ideale e quelle pi\u00f9 lontane. Un riferimento a latere riguarda la misura del \u201cgrado di soddisfazione del lavoro\u201d sulla scala 0 &#8211; 10 (simile a quella utilizzata negli indicatori BES) per valutare la posizione relativa dei migranti a Roma e poterla confrontare con quella calcolata dall\u2019ISTAT. Altre analisi hanno riguardato alcuni aspetti inferenziali connessi all\u2019individuazione di alcuni possibili associazioni tra le variabili.<\/p>\n<p>Si \u00e8 ipotizzata una risultanza teorica pari alla seguente:<\/p>\n<p>Per la determinazione del livello ideale di dignit\u00e0 nei cinque ambiti monitorati dall\u2019analisi (formazione e crescita, parit\u00e0 e discriminazione, aspetti economici, work-life balance, tutela e sicurezza) si sono aggregati i conteggi relativi alle risposte corrispondenti al\u00a0<em>decent work\u00a0<\/em>secondo quanto formulato nel questionario, e secondo le seguenti tabelle di riferimento. I dati, una volta aggregati per ambito e standardizzati in base al corrispondente massimo e ponderati<sup>[24]<\/sup>\u00a0in base al numero di dimensioni di variabili esaminate in ogni ambito, esprimono un valore che pu\u00f2 teoricamente variare tra 0 ed 1, che consente di esprimere una valutazione sintetica del risultato.<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>FORMAZIONE E CRESCITA PROFESSIONALE<\/strong><\/td>\n<td>peso 18,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. aver svolto uno o pi\u00f9 corsi di formazione<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. averli considerati di una qualche utilit\u00e0<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. aver ottenuto una qualche promozione<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. si preferisce restare nella posizione lavorativa attuale<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. livello alto di soddisfazione dei benefit aziendali ricevuti<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>ASPETTI ECONOMICI E CONTRATTUALI<\/strong><\/td>\n<td>peso 36,4%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. un orario di lavoro tra le 10 e le 40 ore settimanali<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. non effettuare lavoro straordinario<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. essere pagato secondo le condizioni stabilite dal contratto<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. considerare la propria paga adeguata al lavoro prestato<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. essere soddisfatti della propria paga<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. poter scegliere le condizioni contrattuali (full time \/ part time) e le ore di lavoro<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. nessun problema di ritardo per il pagamento<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. una percezione alta nella stabilit\u00e0 del proprio lavoro<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. un salario orario netto superiore a 9 euro<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>WORK-LIFE BALANCE<\/strong><\/td>\n<td>peso 18,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. un datore di lavoro che comprende equilibrio lavoro &#8211; vita privata<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. un datore di lavoro che cerca soluzioni migliorative<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. ferie prese con regolarit\u00e0, e possibilit\u00e0 di concordare il periodo<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. avere sempre gli stessi turni di lavoro<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. possibilit\u00e0 di avere permessi per motivi familiari<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>TUTELA E SICUREZZA<\/strong><\/td>\n<td>peso 18,2%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. regolare versamento dei contributi previdenziali e assicurativi<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. partecipazione ad attivit\u00e0 sindacali (senza ripercussioni sul lavoro)<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. nessuna partecipazione al sindacato per propria scelta (senza ripercussioni sul lavoro)<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. l\u2019ambiente di lavoro \u00e8 considerato pulito e sano<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. l\u2019ambiente di lavoro \u00e8 considerato sicuro<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>PARITA\u2019, DISCRIMINAZIONE E ABUSI<\/strong><\/td>\n<td>peso 9,0%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. non si \u00e8 mai subita alcuna discriminazione<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><em>. non si sono mai subiti abusi di potere<\/em><\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><sup>[1]<\/sup>\u00a0Per tale ragione sono stati esclusi i disoccupati, e coloro che normalmente sono a Roma per altre ragioni: studio, turismo ad esempio.<\/p>\n<p><sup>[2]<\/sup>\u00a0Vedi in allegato.<\/p>\n<p><sup>[3]<\/sup>\u00a0In questo caso la domanda \u00e8 rivolta al lavoratore, ed il punto di vista offerto pu\u00f2 risentire di questo un condizionamento, tuttavia proprio per questo si \u00e8 voluto dare parola alla dimensione pi\u00f9 fragile e debole dal punto di vista dei rapporti di forza contrattuali. Il lavoratore migrante non \u00e8 spesso nelle condizioni di poter accettare o rifiutare un&#8217;offerta non adeguata in ragione del suo stato di bisogno.<\/p>\n<p><sup>[4]<\/sup>\u00a0Da non confondere con il falso amico dato dalla traduzione di \u201cdecente\u201d.<\/p>\n<p><sup>[5]<\/sup>\u00a0Espressione di un qualcosa che esprime un valore associabile ad uno status che non pu\u00f2 dipendere da condizioni esterne, scelte, attivit\u00e0, o capacit\u00e0, qualit\u00e0 specifiche. La dignit\u00e0 si associa cos\u00ec alla persona umana, perch\u00e9 in ragione del suo stato \u00e8.<\/p>\n<p><sup>[6]<\/sup>\u00a0Organizzazione Internazionale del Lavoro \u00e8 l\u2019Agenzia delle Nazioni Unite preposta ai temi del lavoro e della politica sociale.<\/p>\n<p><sup>[7]<\/sup>\u00a0UNHCR, 2011: \u201cRefugee workers often find themselves in precarious situations and are vulnerable to exploitation, discrimination and abuse in the workplace. They may be less well paid than nationals and may be compelled to accept longer working hours and less favourable or more dangerous working conditions. This is at variance with Article 24(1)(a) of the 1951 Convention. Moreover, when refugees have a safe and fair way of generating income, they are better able to avoid negative coping strategies, including survival sex and unsafe labour, and will be less prone to exploitation. Also, the enjoyment by refugees of just and favourable conditions of work is likely to reduce the risk of undercutting the local labour market, and to increase the stability and safety of communities at large.\u201d<\/p>\n<p><sup>[8]<\/sup>\u00a0L\u2019 articolo 31 del Carta dal titolo \u201cCondizioni di lavoro giuste ed eque\u201d riporta: 1. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. 2. Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite.<\/p>\n<p><sup>[9]<\/sup>\u00a0Il Pilastro europeo dei diritti sociali sancisce 20 principi e diritti fondamentali, che si articolano in tre categorie (grafico della Commissione Europea): 1) pari opportunit\u00e0 e accesso al mercato del lavoro; 2) condizioni di lavoro eque; 3) protezione sociale e inclusione.<\/p>\n<p><sup>[10]<\/sup>\u00a0La popolazione straniera a Roma risulta essere pari a 378.882, di cui occupati 219.294 su un totale di occupati pari a 1.723.846.<\/p>\n<p><sup>[11]<\/sup>\u00a0I dati in questo caso fanno riferimento ai dati Inps riferiti agli stranieri occupati presente a Roma e provincia, che non \u00e8 esattamente l\u2019universo osservato, dal momento che il campione di dati raccolti esclude la provincia, facendo riferimento alla sola zona metropolitana di Roma (il dato statistico di Roma Capitale fa invece riferimento alla popolazione straniera ivi residente).<\/p>\n<p><sup>[12]<\/sup>\u00a0Idem nota precedente.<\/p>\n<p><sup>[13]<\/sup>\u00a0I dati relativi al 2022 sono forniti dall\u2019Osservatorio Statistico dell\u2019INPS relativo ai lavoratori stranieri su Roma e provincia. Rif.to sito:\u00a0<a href=\"https:\/\/servizi2.inps.it\/servizi\/osservatoristatistici\/1059\/o\/464.\">https:\/\/servizi2.inps.it\/servizi\/osservatoristatistici\/1059\/o\/464.<\/a><\/p>\n<p><sup>[14]<\/sup>\u00a0Le indicazioni fornite agli operatori prevedono un atteggiamento in prima istanza passivo, ma disponibile a fornire tutti gli elementi necessari a chiarire il contenuto delle domande, soprattutto per eventuali problemi linguistici, o a mitigare eventuali dubbi su aspetti tecnici, connessi ad esempio ad argomenti contrattuali, per cui si \u00e8 concordato che l\u2019intervistatore resti nelle vicinanze ma senza interferire con la persona.<\/p>\n<p><sup>[15]<\/sup>\u00a0Per la precisazione \u00e8 stato utilizzato il modulo del\u00a0<em>google-forms<\/em>.<\/p>\n<p><sup>[16]<\/sup>\u00a0Con riferimento soprattutto al calcolo del Chi-test.<\/p>\n<p><sup>[17]<\/sup>\u00a0Applicando la formula standard del dimensionamento campionario.<\/p>\n<p><sup>[18]<\/sup>\u00a0Lavori basati sulla metodologia sviluppata nell\u2019ambito della\u00a0<em>Psychology of Working Theory<\/em>\u00a0(Duffy, Blustein, Diemer e Autin, 2016), e sulla applicazione in Italia della\u00a0<em>decent work scale<\/em>\u00a0(Di Fabio, Kenny 2019).<\/p>\n<p><sup>[19]<\/sup>\u00a0Hanno partecipato alla ricerca: Amal Abdelshafy Mohamed Abdelshafy, Ines Amer, Aissata Camara, Carolina Delgadillo Mejia, Oksana Dushchenko, Victoria Grosu Vremes, Clara Elisa Jimenez Lizardi, Nataliia Lazor, Lalainarivony Andry Rakotomavo, Gabriela Torres Barbosa.<\/p>\n<p><sup>[20]<\/sup>\u00a0Gli indici di eterogeneit\u00e0 misurati su ogni singolo<em>\u00a0set<\/em>\u00a0di risposte evidenziano distribuzioni che lasciano supporre una buona indicativit\u00e0 in rapporto ad un determinato aspetto osservato.<\/p>\n<p><sup>[21]<\/sup>\u00a0Vedi in allegato.<\/p>\n<p><sup>[22]<\/sup>\u00a0Pur essendo di notevole interesse, l\u2019economia dei tempi e delle risorse, non ha permesso l\u2019estensione dell\u2019indagine agli occupati italiano a Roma; per tale ragione si \u00e8 preferito comunque lasciare un punto di contatto sul modo di percepire alcuni aspetti della propria condizione lavorativa.<\/p>\n<p><sup>[23]<\/sup>\u00a0Esempio la domanda 23: \u201cCome valuta la sua attuale posizione lavorativa in termini di stabilit\u00e0 futura?\u201d.<\/p>\n<p><sup>[24]<\/sup>\u00a0La valutazione dei pesi di ponderazione resta comunque una scelta soggettiva del ricercatore: in questo caso si \u00e8 preferito esprimere una corrispondenza solo formale, misurata dal numero di aspetti indagati in ciascuna delle dimensioni del decent work.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[969],"fascicolo":[337],"class_list":["post-2992","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-roberto-bongianni","fascicolo-febbraio-2024"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Aspetti introduttivi e metodologia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Roberto Bongianni, pubblicato nel numero di Febbraio 2024. 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