{"id":2912,"date":"2023-06-01T12:00:00","date_gmt":"2023-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2912"},"modified":"2026-04-19T13:37:14","modified_gmt":"2026-04-19T11:37:14","slug":"presentazione-della-ricerca-strong-2021","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/giugno\/presentazione-della-ricerca-strong-2021\/","title":{"rendered":"Presentazione della ricerca STRONG 2021"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sulla metodologia della ricerca: perch\u00e9 parliamo di ricerca-azione?<\/strong><\/p>\n<p>La metodologia della ricerca \u00e8 un aspetto che ci preme sottolineare perch\u00e9 \u00e8 parte integrante della proposta.<sup>1<\/sup>\u00a0Questa infatti prevedeva esplicitamente che i partecipanti sarebbero stati chiamati \u201ca sperimentare concretamente la metodologia e le tecniche della ricerca-azione, al fine di produrre esiti utili ad essere presentati e condivisi con la comunit\u00e0 accademica, e non solo, in materia di educazione alla cittadinanza globale\u201d.<\/p>\n<p>Su questo tema \u00e8 necessaria una precisazione che riguarda, da un lato, la metodologia partecipativa che \u00e8 stata utilizzata con i partecipanti alla ricerca (gli aderenti al programma STRONG) e che li ha portati a sperimentare un cambiamento delle proprie competenze e delle relazioni (prima tra di loro e poi con le persone coinvolte); dall\u2019altro lato riguarda la metodologia adottata dai partecipanti nella ricerca sul campo nei confronti delle persone coinvolte e intervistate nei diversi ambiti.<\/p>\n<p>Nel primo caso l\u2019accompagnamento del gruppo unisce la proposta e la condivisione teorica alla sperimentazione pratica. Nel secondo caso dobbiamo limitarci questa volta a registrare i risultati delle interviste effettuate e ad elaborarli. Da qui il processo potrebbe continuare se, sulla base dei risultati raggiunti, i partecipanti alla ricerca fossero disponibili ad individuare i passi successivi necessari e \u2013 a partire dalla \u201crestituzione\u201d agli intervistati dei risultati stessi \u2013 ad avviare processi partecipativi rivolti a determinare un cambiamento delle situazioni date riscontrate.<\/p>\n<p>I tempi del nostro percorso non ci hanno permesso di sapere se e come potranno esserci sviluppi di questo percorso, dal momento che l\u2019attivit\u00e0 si \u00e8 svolta in una situazione di formazione accademica, in cui tutti i partecipanti hanno alternato questa attivit\u00e0 con altre attivit\u00e0 lavorative e di cura familiare.<\/p>\n<p>Durante il tempo pianificato, d\u2019altro canto, l\u2019attenzione e l\u2019attivit\u00e0 dei\/delle partecipanti si \u00e8 concentrata prevalentemente sulla realizzazione e la somministrazione dello strumento di rilevazione, il questionario, nelle sue diverse articolazioni, e l\u2019unica occasione di restituzione effettuata \u00e8 stata al pubblico che ha partecipato all\u2019evento di presentazione della Ricerca il 23 ottobre 2021 (docenti, studenti ed ex studenti della Facolt\u00e0 di Scienze Sociali, membri di associazioni partner del Programma STRONG).<\/p>\n<p>Un altro elemento da considerare riguarda poi le diverse modalit\u00e0 di somministrazione dei questionari stessi, avvenuta sia in presenza sia a distanza. Oltre che attraverso relazioni faccia a faccia, le interviste sono state infatti realizzate per telefono o online, in tempo reale; in altri casi i questionari sono stati inviati via e-mail o consegnati a mano e poi ricevuti o ritirati gi\u00e0 compilati, senza una relazione diretta con l\u2019intervistatore\/trice. Rispetto ad una eventuale restituzione dei risultati queste differenze rappresenterebbero certamente un limite, dal momento che le diverse modalit\u00e0 di somministrazione sono state utilizzate da tutte\/i le\/ ricercatrici\/tori, in diversi contesti territoriali.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza \u00e8 risultata comunque generalmente positiva sul piano di un apprendimento e di una maturazione sul tema.<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 perci\u00f2 utile richiamare e sottolineare gli obiettivi trasformativi che la metodologia della ricerca-azione si propone.<\/p>\n<p>Nel nostro caso, lo ribadiamo, affinch\u00e9 si diffonda una educazione alla cittadinanza globale c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di una trasformazione culturale; la necessit\u00e0 di cambiare gli occhiali con i quali guardare regole e potenzialit\u00e0 della convivenza tra diverse culture ed esperienze; la necessit\u00e0 di praticare un dialogo permanente che superi i confini del proprio\u2026 cortile e che aiuti a tenere gli occhi aperti al mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 un atteggiamento che nelle generazioni pi\u00f9 giovani, nei bambini e nelle bambine, troviamo naturale. Lo abbiamo riscontrato anche nel corso della ricerca condotta. Negli adulti, spesso lo \u00e8 meno, ma pu\u00f2 diventare frutto di esercizio e di apprendimento.<\/p>\n<p>Per questo motivo la metodologia della ricerca-azione \u00e8 risultata efficace: apre al confronto diretto, al dialogo e dunque crea una relazione peer to peer tra il\/la ricercatore\/trice e coloro che vengono coinvolti\/e nella ricerca stessa: nessuno e nessuna \u00e8 oggetto, usato per fini noti solo a chi fa ricerca, e si viene coinvolti direttamente in un processo di cambiamento. A partire da un cambiamento prima di tutto culturale, la ricerca-azione pu\u00f2 portare (e in molti casi ha effettivamente portato) a mutamenti di contesti, al raggiungimento di obiettivi concreti diventati comuni proprio grazie al coinvolgimento di un numero sempre pi\u00f9 ampio di persone che si sono assunte la responsabilit\u00e0 e l\u2019iniziativa del cambiamento stesso. Tutto questo a partire dai concreti contesti di vita e di lavoro delle persone, dal loro livello culturale e di consapevolezza di s\u00e9 e del mondo.<\/p>\n<p>Nell\u2019invito a partecipare era scritto: \u201cl\u2019obiettivo della ricerca sar\u00e0 quello di produrre un report nel quale i\/le partecipanti relazioneranno sullo stato dell\u2019educazione alla cittadinanza globale che avranno riscontrato nei contesti da loro individuati e scelti per l\u2019osservazione e sulle azioni concrete da proporre per contribuire a promuoverla\u201d. Coerentemente con la necessit\u00e0 di promuovere educazione alla cittadinanza globale si sono anche identificati i destinatari del rapporto di ricerca: scuole, Enti Locali, Ong, da individuare al termine del processo che avr\u00e0 visto \u201ci partecipanti alla ricerca \u2013 essi stessi cittadini e cittadine globali \u2013 [divenirne] protagonisti e attori\u201d.<\/p>\n<p>Questo rapporto rappresenta proprio questo prodotto annunciato, ma per coloro che hanno accompagnato la ricerca il prodotto pi\u00f9 importante \u00e8 stato il processo realizzato che qui cercheremo di restituire accanto ai risultati ottenuti.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un processo a volte non lineare ma che ha rappresentato, per chi vi si \u00e8 coinvolto\/a, una forte opportunit\u00e0 di promozione culturale e sociale e il consolidamento sulla tematica al centro della ricerca. Se, infatti, si vuole favorire in chi ci sta intorno l\u2019apertura al mondo e ad una visione globale della cittadinanza, occorre che chi propone questo processo di cambiamento sia disposto\/a a realizzarlo in prima persona e a incarnarlo in modo esplicito in modo che la curiosit\u00e0 e la passione della ricerca divengano capaci di superare muri e confini.<\/p>\n<p>Questo risultato risulta esplicito dai commenti delle e dei partecipanti che sono stati raccolti nella fase conclusiva della ricerca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019avvio della ricerca<\/strong><\/p>\n<p>Le proposte delineate nel progetto di ricerca sul tema \u201cCittadine e cittadini di un mondo equo, sostenibile e solidale\u201d hanno chiamato in causa studenti dell\u2019Angelicum, in particolare della laurea triennale in scienze sociali e del corso professionale in Management delle organizzazioni del terzo settore. Si \u00e8 rivolto prioritariamente ai partecipanti al progetto STRONG, anche se le iscrizioni sono state comunque aperte anche ad altre studentesse e studenti dei due percorsi formativi, con una preferenza per soggetti originari di altri paesi e residenti sul territorio locale. La partecipazione alla ricerca dava diritto a 3 crediti formativi.<\/p>\n<p>L\u2019avvio del gruppo e del lavoro di ricerca ha previsto la predisposizione di una sintesi illustrativa della tematica al centro della ricerca, l\u2019approccio metodologico e la calendarizzazione degli incontri; la condivisione e approvazione del programma di massima e validazione della scheda da inviare alle\/gli allieve\/i e che queste\/i hanno compilato. Queste informazioni sono state inserite sulla piattaforma didattica.<\/p>\n<p>Le domande di partecipazione sono state raccolte nel mese di febbraio (dal 2 al 13 febbraio 2021): 14 studenti del programma STRONG (11 del corso di laurea triennale e 3 del corso in management) hanno presentato la candidatura e sono entrati a far parte del gruppo di ricerca. Una di loro si \u00e8 poi ritirata dopo i primi due incontri per motivi di lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della ricerca era quello di produrre un rapporto nel quale i\/le partecipanti riferissero sullo stato dell\u2019educazione allo sviluppo globale che avevano riscontrato nei contesti da loro individuati e scelti per l\u2019osservazione e sulle azioni concrete da proporre per contribuire a promuoverla.<\/p>\n<p>Fin dal principio si era ipotizzato che se i risultati della ricerca fossero stati qualitativamente interessanti e utili proprio ai fini della promozione dell\u2019educazione allo sviluppo globale, si sarebbe potuto pensare ad una pubblicazione, che potesse risultare utile agli attori del settore.<\/p>\n<p>In questo modo fin da subito si era immaginato che i partecipanti alla ricerca \u2013 essi stessi cittadini e cittadine globali \u2013 ne divenissero protagonisti e attori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le piste di ricerca proposte<\/strong><\/p>\n<p>La proposta di ricerca offriva quattro piste differenti:<\/p>\n<ol>\n<li>una ricerca-azione sociale mirata a persone impegnate in ambito di educazione formale e non formale sui temi connessi alla cittadinanza globale sopra elencati. Il settore della cittadinanza globale \u00e8 molto ampio e ricomprende competenze legate alla narrazione e alla co-progettazione. L\u2019approccio della ricerca-azione permetter\u00e0 di identificare diversi profili di educatori o attivisti che adottano i principi dell\u2019Educazione alla cittadinanza globale.<\/li>\n<li>un censimento territoriale relativo al territorio di appartenenza e lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori, teso a rilevare associazioni, gruppi o istituzioni attivi su temi dell\u2019ECG. La realizzazione del censimento sarebbe un contributo al costituendo Osservatorio per l\u2019educazione alla cittadinanza globale che vuole porsi come strumento applicativo rispetto alla Strategia di educazione alla cittadinanza globale varata dal CICS nel giugno 2021.<\/li>\n<li>la costruzione di piani d\u2019azione locali. La Strategia di educazione alla cittadinanza globale, tra le sue raccomandazioni, indica la creazione di piani di azione locale &#8211; come ad esempio quello sviluppato dalla Regione Marche che ha portato al varo della Legge Regionale menzionata precedentemente \u2013 che permettano di creare sistemi locali, che portino alla definizione di processi e indicatori di monitoraggio.<\/li>\n<li>una survey nelle scuole superiori, per verificare se e come la programmazione multidisciplinare abbia preso in considerazione l\u2019Educazione alla cittadinanza globale. La legge 92 del 20\/08\/2019 ha introdotto l\u2019Educazione Civica in ogni grado della scuola a partire dal settembre 2020. Tuttavia, l\u2019educazione alla cittadinanza globale \u00e8 rimasta parzialmente fuori dalle linee guida applicative della suddetta legge ed adesso si apre un interessante percorso per le possibilit\u00e0 di verificare come sia stata effettuata la programmazione all\u2019interno del sistema di educazione formale. Verranno somministrati questionari a dirigenti scolastici, docenti e studenti, anche tramite interviste skype o via e-mail.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il percorso<\/strong><\/p>\n<p>Lo svolgimento del lavoro del gruppo di ricerca ha naturalmente dovuto tener conto dell\u2019andamento della pandemia e del prolungamento delle restrizioni al lavoro in presenza. Per questo motivo gli incontri formativi sono stati condotti a distanza. Sono state svolte 24 ore di docenza divise in 7 incontri condotti da Paola Berbeglia e Soana Tortora da marzo a ottobre. A questi se ne sono poi aggiunti due in presenza nel mese di ottobre, alla vigilia dell\u2019evento di presentazione della ricerca con i componenti dei diversi gruppi di lavoro.<\/p>\n<p>In vista degli incontri, \u00e8 stato chiesto alle\/i partecipanti di compilare una scheda di rilevazione<sup>2<\/sup>\u00a0che, oltre a fornire elementi conoscitivi di base, fornisse anche elementi utili a tracciare un profilo personale\/professionale e di vita di ciascuno\/a. Questo strumento \u00e8 stato pi\u00f9 che utile in una situazione in cui non era possibile agire relazioni informali di reciprocit\u00e0 che potessero condurre ad una conoscenza pi\u00f9 approfondita. Come gi\u00e0 specificato, infatti, i gruppi di lavoro si sono incontrati a distanza e, tra un incontro e l\u2019altro, i\/le componenti il gruppo di ricerca erano chiamati\/e a lavorare negli ambiti, con le metodologie e gli strumenti individuati e concordati negli incontri stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I profili dei partecipanti<\/strong><\/p>\n<p>Le partecipanti donne sono state la netta maggioranza (12 su 14). L\u2019et\u00e0, invece \u00e8 stata molto varia (dai 22 ai 68 anni, con una et\u00e0 media di 42 anni), come vari sono i paesi di provenienza, in rappresentanza di 4 continenti (America Latina: Argentina, Bolivia, Brasile, Per\u00f9); Africa: Angola, Ciad, Gambia, Rwanda; Europa: Italia, Romania, Ucraina; Asia: Filippine).<\/p>\n<p>I motivi dell\u2019ingresso in Italia sono essenzialmente due: lavoro e studio, ma in due casi il motivo \u00e8 stata la richiesta di asilo. I livelli d\u2019istruzione sono decisamente alti: diploma o laurea ma il lavoro, per chi ce l\u2019ha, non corrisponde al titolo e, trattandosi per lo pi\u00f9 di donne, le professioni di cura sono in maggioranza (infermiere, badanti, attivit\u00e0 con bambini, \u2026). Occupate o no, il volontariato \u00e8 una delle attivit\u00e0 costanti. Notevoli capacit\u00e0 e vocazioni relazionali e di mediazione interculturale, ampio spazio riservato alla formazione (anche in chi ha un\u2019occupazione) ma anche, nel tempo libero, forte interesse per attivit\u00e0 culturali (lettura, fotografia, visite culturali, viaggi, \u2026).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I temi e lo svolgimento degli incontri<\/strong><\/p>\n<p>I primi incontri sono stati introduttivi al lavoro vero e proprio di ricerca sul campo.<\/p>\n<p>Nel primo incontro (6 marzo) \u00e8 stato posto l\u2019accento sulla \u201cpresa in carico\u201d del tema della ricerca e della metodologia, in ordine agli obiettivi dell\u2019ECG.<\/p>\n<p>La metodologia della ricerca-azione richiedeva che i partecipanti si impegnassero nella co-progettazione della ricerca stessa e dei suoi strumenti affinch\u00e9, in qualit\u00e0 di ricercatori, si sentissero direttamente coinvolti e protagonisti di un processo di educazione alla cittadinanza globale che doveva essere agito nel concreto dei contesti di vita di ciascuno\/a di loro.<\/p>\n<p>L\u2019incontro aveva proprio, come titolo generale \u201cEssere protagonisti della ricerca\u201d e per stimolare le singole soggettivit\u00e0, il primo passo \u00e8 stato partire dalle motivazioni che avevano mosso ciascuna\/o di loro a rendersi disponibili al percorso di ricerca.<sup>3<\/sup><\/p>\n<p>Nella figura che segue viene presentata una sintesi delle motivazioni espresse sulla jamboard, poi approfondite in un confronto molto partecipato. Le motivazioni espresse andavano dalla curiosit\u00e0 per un tema poco noto alla percezione di poter finalmente esplorare un terreno che rispecchiava la propria condizione di cittadina\/o globale e nel quale gi\u00e0 si aveva\u2026 cittadinanza:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cPerch\u00e9 appartengo e mi sono emozionata al rivedermi dentro di tante questioni\/temi come attore ed utente. Quindi credo che posso contribuire ad un cambiamento globale in modo concreto e svilupparmi crescendo\/migliorando insieme ad altre\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>In tutte\/i la consapevolezza questo processo avrebbe avuto una forte valenza formativa e avrebbe contribuito a qualificare il proprio impegno sociale nella comunit\u00e0 di vita e di lavoro:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cImparare e potere dare il meglio di me nella vita sociale. Penso che sia importante diffondere delle buone pratiche di cittadinanza attiva, affinch\u00e9 ognuno di noi possa contribuire alla societ\u00e0. E per questo motivo credo sia importante studiare e condurre una ricerca approfondita sul tema della cittadinanza\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/introduzione01.png\" alt=\"introduzione01\" width=\"500\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>Figura 1 &#8211; Jamboard<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo primo momento ha creato le condizioni per entrare nel merito dei contenuti e della metodologia della ricerca attraverso alcuni passaggi successivi:<\/p>\n<ol>\n<li>La presentazione dei temi della ricerca e come diventare protagonisti dell\u2019ECG. A questo proposito sono stati ricordati gli obiettivi dell\u2019ECG e i temi a questa connessi<sup>4<\/sup>;<\/li>\n<li>La co-progettazione della ricerca al fine di comprendere e agire l&#8217;ECG nel concreto dei nostri contesti. Sono state presentate le caratteristiche della metodologia della co-progettazione e della ricerca-azione, una metodologia interattiva e partecipativa di ricerca, ed \u00e8 stato offerto e illustrato uno strumento &#8211; utilizzato in altre occasioni formative in progetti europei e nazionali &#8211; che ne facilitasse la comprensione.\u00a0<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/introduzione02.png\" alt=\"introduzione02\" width=\"500\" height=\"322\" \/><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>La scelta delle piste di ricerca e la composizione dei gruppi di lavoro. Diventare soggetti attivi della ricerca-azione inizia con la scelta delle piste di ricerca e la composizione del team di ricerca. Ancora una volta \u00e8 stato fatto ricorso alla jamboard in modo che il confronto tra le\/i partecipanti non precedesse l\u2019opzione personale di ciascuno con il risultato di influenzarla o di sostituirsi ad essa. Le\/i partecipanti hanno espresso le proprie opzioni prevalentemente su tre delle quattro piste di ricerca, escludendo quella sulla creazione di piani d\u2019azioni locali che avrebbe comportato un lavoro sicuramente pi\u00f9 complesso e troppo lungo rispetto al tempo dato. Sulle altre tre piste di lavoro le motivazioni addotte per le scelte individuali suggerivano articolazioni tematiche specifiche, legate alle esperienze e ai contesti nei quali le\/i partecipanti erano inseriti. Una volta scelta la pista di lavoro sulla quale ciascuno\/a avrebbe concentrato la ricerca, \u00e8 stato anche chiesto loro di lavorare in gruppo e specificamente nel gruppo nel quale altri\/e partecipanti avevano indicato la stessa opzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ci\u00f2 ha significato la formazione di quattro gruppi di lavoro<sup>5<\/sup>\u00a0che avevano come riferimento: la ricerca-azione sociale, il censimento territoriale come contributo alla realizzazione dell\u2019Osservatorio per l\u2019educazione alla cittadinanza globale e l\u2019introduzione dell\u2019Educazione alla Cittadinanza globale all\u2019interno dei nuovi programmi dell\u2019educazione civica a partire dalla realizzazione di una survey per le scuole superiori.<\/p>\n<p>Gli obiettivi prioritari del lavoro di gruppo erano essenzialmente due:<\/p>\n<ol>\n<li>Identificare il contesto nel quale condurre la ricerca e delimitare i confini della ricerca stessa e le persone da coinvolgere;<\/li>\n<li>Costruire uno strumento di indagine attraverso il quale avvicinare e intervistare\/coinvolgere le persone individuate come interessanti per la pista tematica della ricerca.<br \/>\nSu entrambi \u00e8 stato fondato il primo lavoro delle\/i partecipanti \u201cin autonomia\u201d in vista del secondo incontro e in qualche modo propedeutico a quello: \u00e8 stato chiesto loro, da un lato, di sperimentarsi in un esercizio di \u201cintervista a coppie\u201d cui sottoporsi e da rivolgere ad un\/a collega preferibilmente del proprio gruppo; dall\u2019altro di iniziare a pensare a chi coinvolgere, nel proprio contesto di vita e di lavoro, nella ricerca.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019esercizio aveva una doppia valenza:<\/p>\n<ol>\n<li>sperimentarsi nel ruolo di \u201cintervistatori\/trici\u201d e confrontarsi \u2013 anche con il\/la collega &#8211; per analizzare modalit\u00e0 efficaci, correggere limiti e ostacoli (anche linguistici) nella relazione con la persona intervistata;<\/li>\n<li>riconoscersi come \u201crisorsa attiva\u201d della ricerca e mettere in luce persone e gruppi che, nel proprio contesto avrebbero potuto essere coinvolti. Una sorta di banca-dati iniziale, che sarebbe stata utile a velocizzare il lavoro di tutto il gruppo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo scopo \u00e8 stata fornita dalle docenti una scheda di rilevazione<sup>6<\/sup>\u00a0ed \u00e8 stato chiesto ai\/lle partecipanti di prendere contatto con un\/a collega per formare la propria \u201ccoppia\u201d e di pubblicare sulla piattaforma le schede compilate (entro sabato 27 marzo).<\/p>\n<p>Nel secondo incontro (10 aprile) sono stati analizzati i risultati delle interviste a coppie sotto i due aspetti che ne avevano motivato la realizzazione ed \u00e8 quindi stata discussa l\u2019articolazione dei temi delle tre piste di ricerca individuate. In particolare l\u2019interesse si \u00e8 concentrato su quattro nuclei tematici: educazione nei confronti di adolescenti migranti e rifugiati, istruzione scolastica primaria in epoca pandemica, sfida ecologica, identit\u00e0 multiple e sulla tipologia dello strumento di rilevazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il piano di lavoro prevedeva:<\/p>\n<ul>\n<li>entro il 24 aprile: i quattro gruppi di lavoro \u2013 cos\u00ec come si erano formati al termine del 1\u00b0 incontro \u2013 si sarebbero incontrati, anche se a distanza, per scambiare le prime ipotesi riguardanti il merito e quali obiettivi specifici delle varie articolazioni della ricerca;<\/li>\n<li>entro il 10 maggio: fare un\u2019ipotesi di domande da sottoporre e a chi; decidere dunque quali persone o gruppi intervistare; quali modalit\u00e0 scegliere (viste le restrizioni ancora vigenti\u2026);<\/li>\n<li>entro il 15 maggio: sulla base del lavoro svolto dai gruppi, Paola Berbeglia e Soana Tortora avrebbero elaborato una prima bozza di strumento che sintetizzasse il lavoro svolto e che avrebbe consentito di iniziare le attivit\u00e0 di rilevazione sul campo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I quattro gruppi di ricerca avrebbero elaborato e utilizzato ciascuno lo strumento di un questionario semi-strutturato, con una parte (anagrafica) comune a tutti i gruppi e una parte specifica con domande chiuse e aperte.<\/p>\n<p>Le schede di rilevazione che ciascun gruppo si era impegnato ad elaborare hanno in parte accolto le piste di lavoro e le metodologie indicate (la ricerca- azione, il censimento territoriale, l\u2019introduzione all\u2019Educazione alla Cittadinanza Globale in riferimento ai nuovi programmi di Educazione civica). Diciamo in parte perch\u00e9 i vincoli imposti dal Covid-19 hanno limitato sia i percorsi di ricerca-azione, sia l\u2019ampiezza di un vero e proprio censimento territoriale, sia il target dei possibili intervistati. Ci\u00f2 ha significato che i temi e le aree territoriali nelle quali si \u00e8 realizzata la ricerca sono stati quelli ai quali le ricercatrici e i ricercatori avevano pi\u00f9 facile accesso, soprattutto per relazioni di prossimit\u00e0 e dunque i temi al centro degli strumenti di rilevazione sono stati cos\u00ec declinati rispetto ai quattro gruppi di lavoro:<\/p>\n<p><strong>A)<\/strong>\u00a0Cittadini migranti del mondo globale: la sfida di educare adolescenti migranti e rifugiati<br \/>\n<strong>B)<\/strong>\u00a0Scuola elementare e educazione a distanza in tempo di Covid 19<br \/>\n<strong>C)<\/strong>\u00a0Cittadinanza globale: coscienza ecologica e ambientale<br \/>\n<strong>D)<\/strong>\u00a0Cittadinanza globale e identit\u00e0: tra global society e identit\u00e0 multiple in migranti<\/p>\n<p>Monitorando l\u2019effettivo rispetto delle scadenze e l\u2019effettivo svolgimento dei compiti concordati, si \u00e8 condiviso il parere di far slittare l\u2019incontro del 16 maggio al 29 dello stesso mese. Entro quella data ogni partecipante si sarebbe impegnato\/a a realizzare e a consegnare le prime due o tre interviste.<\/p>\n<p>Il terzo e quarto incontro (29 maggio e 3 luglio) sono serviti, di fatto, a mettere a punto i questionari e ad organizzare l\u2019avvio delle interviste. Il compito assegnato era chiaro e limitato: ciascun gruppo doveva raccogliere un numero di risposte che si aggirava attorno a 30. Non era prevista la definizione a priori di alcun campione ma ai\/lle partecipanti \u00e8 stato chiesto di attivare la propria rete di relazioni. Il campione non \u00e8 stato infatti statisticamente rappresentativo, laddove \u00e8 invece significativo in relazione alle reti esistenti intorno ai ricercatori. \u00c8 infatti stata adottata la gi\u00e0 citata prospettiva emica.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un lavoro a volte faticoso, anche perch\u00e9 la maggior parte dei\/lle partecipanti era impegnato in attivit\u00e0 lavorative e il tempo, libero da impegni e turni professionali e familiari, in alcuni casi era davvero ridotto. Gli stimoli erano e sono effettivamente stati molti e il compito di chi \u2013 a quel punto \u2013 poteva soltanto accompagnare dall\u2019esterno l\u2019attivit\u00e0 dei\/lle ricercatoti\/trici \u00e8 stato essenzialmente quello di spronare ad arrivare ad un risultato che consentisse un\u2019elaborazione corretta ai fine della presentazione della ricerca, fissata al 23 ottobre.<\/p>\n<p>Il quinto incontro (11 settembre) aveva essenzialmente l\u2019obiettivo di cominciare ad organizzare l\u2019elaborazione dei dati raccolti, inserirli in matrici preparate appositamente ed iniziare ad analizzarli.<\/p>\n<p>Anche qui i tempi fissati sono slittati e i questionari compilati \u2013 in numero decisamente superiore al previsto \u2013 sono arrivati con tempi dilazionati e differenziati, tanto che non \u00e8 stato possibile iniziare la loro elaborazione per gruppi di ricerca perch\u00e9 non completi. Cos\u00ec, per abbreviare i tempi e assicurare una corretta lettura e interpretazione, le stesse docenti hanno provveduto all\u2019inserimento dati su fogli Excel.<\/p>\n<p>Questa fase avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore momento di apprendimento della metodologia della ricerca, da parte degli \u201capprendisti ricercatori\u201d ma la scadenza incombente della presentazione della ricerca alla fine di ottobre in corrispondenza con l\u2019inizio del nuovo anno accademico ha reso impraticabile qualsiasi altra soluzione. Solo Gabriela Torres Barbosa ha espressamente dichiarato di essere disponibile a partecipare all\u2019inserimento dei dati e si \u00e8 incaricata di collaborare all\u2019inserimento di quelli del proprio gruppo di lavoro.<\/p>\n<p>Il sesto incontro (9 ottobre) aveva essenzialmente due obiettivi:<\/p>\n<ol>\n<li>analizzare i risultati che emergevano a mano a mano dall\u2019elaborazione dei questionari compilati a cura dei diversi gruppi di lavoro;<\/li>\n<li>organizzare gli interventi dei gruppi di lavoro per la presentazione del 23 ottobre.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quest\u2019attivit\u00e0 non \u00e8 stata completata nella sessione on line e sono stati pertanto organizzati due incontri extra, in presenza, con i partecipanti disponibili di ciascun gruppo.<\/p>\n<p>Per tutta la durata della ricerca le docenti hanno riarticolato la pianificazione delle sessioni sulla base dell\u2019andamento del lavoro, dei bisogni e delle domande emerse. Molte ore aggiuntive si sono rese necessarie per interventi di sostegno a singoli e gruppi di lavoro durante il percorso di ricerca. Fino al giorno di presentazione del lavoro i partecipanti hanno fatto pervenire alle docenti i materiali elaborati in forma di bozze e un diario di bordo con le azioni svolte (individualmente e come gruppo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli strumenti<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019interesse degli studenti &#8211; come si \u00e8 detto &#8211; si \u00e8 concentrato in particolare su quattro nuclei tematici: educazione nei confronti di adolescenti migranti e rifugiati, istruzione scolastica primaria in epoca pandemica, sfida ecologica, identit\u00e0 multiple.<\/p>\n<p>Ne sono derivati quattro questionari con una parte comune iniziale, basata principalmente su dati anagrafici e sul rilevamento di variabili quali il luogo di vita, la professione e i relativi orari di lavoro, le attivit\u00e0 volontarie, le competenze linguistiche. Sono state qualitativamente aggiunte due domande di auto-valutazione di conoscenza su sviluppo sostenibile e cittadinanza globale, in scala di Likert.<\/p>\n<p>Il gruppo che ha lavorato sul Questionario A dal titolo Cittadini migranti del mondo globale. La sfida di educare adolescenti migranti e rifugiati ha elaborato un questionario breve, con 9 domande aggiuntive alle 10 introduttive comuni iniziali. L\u2019oggetto principale di analisi, suddiviso in semplici domande, si \u00e8 concentrato sugli ostacoli pi\u00f9 rilevanti da superare per l&#8217;accesso all\u2019istruzione. Inoltre sono stati indagati i contenuti pi\u00f9 importanti utili ad una pianificazione educativa in relazione all\u2019identit\u00e0 migrante, anche a seguito delle indicazioni derivanti dall\u2019Enciclica Fratelli tutti.<\/p>\n<p>Il questionario B, intitolato Scuola elementare e l\u2019educazione a distanza in tempo di COVID 19 era composto da 29 domande oltre alle 10 iniziali e comuni. Aveva come obiettivo quello di indagare come fosse cambiato il rapporto dei bambini e delle bambine fino dai 5 agli 11 anni, con il mondo esterno e scolastico, a seguito della pandemia e come la concezione di genitorialit\u00e0 fosse mutata e come questo avesse influito sull\u2019educazione dei bambini. L\u2019ipotesi era quella che si sarebbero rilevati cambiamenti in senso positivo e negativo, possibili soluzioni alla sfida educativa, messa in campo a seguito dell\u2019aumento della formazione a distanza. Contenutisticamente, veniva messa in rilievo la percezione di globalit\u00e0 in epoca di scuola primaria.<\/p>\n<p>Il questionario C, dal titolo Cittadinanza globale, coscienza ecologica e ambientale, era composto da 11 domande, oltre le 10 iniziali, principalmente incentrate sullo sviluppo del senso di responsabilit\u00e0 in senso ecologico e ambientale. Il riequilibrio fra economia ed ambiente in ottica di sostenibilit\u00e0, gli attori e le responsabilit\u00e0 principali nella percezione degli intervistati sono stati l\u2019oggetto d\u2019indagine. Alcune ipotesi di soluzioni in ottica di giustizia riparativa sono state sottoposte al giudizio dei rispondenti.<\/p>\n<p>Il questionario D dal titolo Cittadinanza globale e identit\u00e0: tra global society e identit\u00e0 multiple in migranti si \u00e8 invece soffermato principalmente sull\u2019assunto iniziale che l\u2019Educazione alla Cittadinanza Globale si fonda sul presupposto che le persone oggi vivono il processo di apprendimento in un contesto globale e, anche se in modo diseguale, interagiscono a livello planetario dovendosi occupare al contempo di Natura e Cultura, in un mondo sempre pi\u00f9 interdipendente. L\u2019ECG ha il compito di promuovere un senso di appartenenza alla comunit\u00e0 globale, un\u2019idea di umanit\u00e0 comune condivisa tra le persone che coinvolge anche l\u2019ambiente naturale, esercitando i propri diritti e le proprie responsabilit\u00e0 di cittadino di un mondo interdipendente e in costante evoluzione, contribuendo altres\u00ec al suo procedere verso una maggiore giustizia e sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, tutte le tematiche prescelte e rielaborate dagli studenti con l\u2019aiuto delle docenti, avevano una forte valenza personale ed autobiografica, ma proiettata in ottica di cittadinanza e responsabilit\u00e0 glocali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><br \/>\n<sup>1<\/sup>\u00a0Tortora S. \u201cLa metodologia utilizzata\u201d. In: Cavallaro C., Tortora S. Innovazione e integrazione territoriale per economie sostenibili e solidali, La Spezia 2014.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.solidariusitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/PUBBLICAZIONE-La-Spezia-COMPLETA-PER-SITI.pdf\" target=\"_self\">https:\/\/www.solidariusitalia.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/PUBBLICAZIONE-La-Spezia-COMPLETA-PER-SITI.pdf<\/a><br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Vedi l\u2019Allegato 1.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Per favorire una relazione interattiva su un passaggio cos\u00ec importante, era necessario utilizzare strumenti che provocassero un intervento diretto e un interesse da parte di tutte\/i. Per questo \u00e8 stato utilizzato uno strumento facilmente accessibile on line (jamboard).<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Definizione, obiettivi e temi dell\u2019ECG sono gi\u00e0 stati illustrati nel contributo introduttivo di Paola Berbeglia.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0I gruppi di lavoro sono stati cos\u00ec composti: A) Barbeline Ishimwe, Eliodora Libuit Olan, Ana Maria Ilagan, Susana Mamani; B) Maria Cecilia Caceres Siguas, Nehad Awad, Gabriela Torres Barbosa, Yulia Kichenko; C) Camis Dagui, Angela Martinca, Josefa Trindade. D) Uliana Bloshchynska, Carolina Vanessa Rodriguez Feltan e Sulayman Sanno.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Vedi Allegato 2<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1244],"fascicolo":[328],"class_list":["post-2912","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-soana-tortora","fascicolo-giugno-2023"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Presentazione della ricerca STRONG 2021<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Soana Tortora, pubblicato nel numero di Giugno 2023. 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