{"id":2876,"date":"2023-02-01T12:00:00","date_gmt":"2023-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2876"},"modified":"2026-04-19T13:18:35","modified_gmt":"2026-04-19T11:18:35","slug":"dalle-buone-pratiche-ad-una-trasformazione-integrale-consapevole","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/dalle-buone-pratiche-ad-una-trasformazione-integrale-consapevole\/","title":{"rendered":"Dalle buone pratiche ad una trasformazione integrale consapevole"},"content":{"rendered":"<p><em>Un possibile percorso<\/em><\/p>\n<p><em>1. La dimensione scientifica<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Di fronte alla ormai evidente e pervasiva crisi ambientale che sta interessando, seppure in misure e modalit\u00e0 differenti, le diverse parti del mondo, fa eco il grido di chi denuncia l\u2019essere umano come primo responsabile di tale processo di degrado, ormai apparentemente inarrestabile.<\/p>\n<p>Certamente l\u2019uomo ha una sua responsabilit\u00e0 nei confronti dell\u2019ambiente e numerosi studi scientifici documentano che la componente antropica (modalit\u00e0 di gestione delle risorse naturali e stili di vita) ha un\u2019incidenza sempre pi\u00f9 rilevante sugli equilibri che regolano le dinamiche ambientali (Doglioni e Peppoloni, 2020; Ripple e al., 2019).<\/p>\n<p>Tuttavia se la connessione tra azione dell\u2019uomo e modificazioni dei sistemi naturali esiste, nella maggior parte dei casi, \u00e8 pi\u00f9 arduo quantificarne con precisione l\u2019intensit\u00e0 ed individuare correlazioni dirette tra i due fattori a causa dell\u2019elevato grado di complessit\u00e0 dei sistemi naturali. Ancor pi\u00f9 incerto \u00e8 determinare il loro effetto a lungo termine, nell\u2019ordine delle decine di anni, e a scala globale.<\/p>\n<p>A tale scopo la ricerca scientifica indaga le relazioni sistemiche tra fattori naturali e fattori antropici, nel tentativo di descrivere i possibili scenari futuri circa il nostro pianeta. Pertanto \u00e8 da sottolineare che ogni risultato e deduzione di carattere quantitativo, seppure frutto di analisi scientifiche, deve sempre indicare e tenere in conto il grado di attendibilit\u00e0 con il quale \u00e8 stato determinato (es. la deviazione standard in termini probabilistici). Ne sono un esempio gli studi di valutazione dell\u2019impatto ambientale (VIA) di grandi infrastrutture o l\u2019IPCC sul clima (IPCC Working Group, 2022) che hanno quindi solo la pretesa di fare proiezioni probabilistiche sulle possibili conseguenze dell\u2019impatto antropico, al fine di mettere in atto adeguate misure di sicurezza per la prevenzione del rischio o la minimizzazione degli effetti dannosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>2. La dimensione sociologica<\/em><\/p>\n<p>A partire dal presupposto che l\u2019essere umano ha la capacit\u00e0 di incidere con la sua azione sull\u2019ambiente, e che esiste una grande complessit\u00e0 all\u2019interno dei vari sistemi naturali, \u00e8 necessario cercare di comprendere, quali scelte operare per la tutela del nostro pianeta e come attuarle. Oltre al supporto conoscitivo ed esperienziale della scienza, sono da considerare i fattori motivazionali che orientano le scelte individuali e collettive dei soggetti (consumatori e risparmiatori) quali, ad esempio, gli stili di vita. \u00c8 pertanto fondamentale valutare, anche dal punto di vista psico-sociologico, quali criteri e fattori entrano in gioco, a livello personale e comunitario, nella scelta di determinati comportamenti e la messa in atto di buone pratiche a tutela dell\u2019ambiente. In particolare sar\u00e0 importante comprendere come passare dall\u2019impegno personale ad un impegno condiviso che coinvolga anche il resto della societ\u00e0 e determinare quindi una vera transizione ecologica a scala globale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>3. Le differenti tipologie di azione<\/em><\/p>\n<p>La diffusione e il moltiplicarsi di messaggi e propagande a favore dell\u2019ambiente pu\u00f2 avere un valore provocatorio, di stimolo per prendere consapevolezza del problema, ma se questo non si trasforma in azioni concrete, pu\u00f2 assumere un carattere ambiguo, o addirittura controproducente, rendendo inefficaci e inconsistenti i messaggi e poco credibili le persone che li promuovono, rischiando di cadere in un ecologismo di facciata.<\/p>\n<p>Le azioni che un soggetto (economico) pu\u00f2 mettere in atto a favore della tutela dell\u2019ambiente possono essere fondamentalmente di due tipologie: ridurre l\u2019impatto negativo (la cosiddetta \u201cimpronta ecologica\u201d), attraverso un comportamento per lo pi\u00f9 passivo, o incrementare l\u2019impatto positivo attraverso la valorizzazione o promozione del territorio, mediante un comportamento attivo, partecipativo e creativo (Becchetti, 2022). I due approcci non sono in antitesi ma, anzi, i loro effetti si amplificano, se combinati tra loro.<\/p>\n<p>Analogamente, anche a livello di mercato, esistono differenti orientamenti: soluzioni finalizzate ad un minore spreco di risorse (risparmio, riuso e riciclo), il consumo di prodotti \u201cgreen\u201d che rispondono a specifici criteri ecosostenibili (es. alimenti da agricoltura biologica, trasporti ecologici, investimenti etici,\u2026) oppure proposte che valorizzano l\u2019ambiente e le sue risorse (slow-food, turismo sostenibile, investimenti a favore degli SDGs [Sustainable Development Goals], cura del patrimonio naturale e culturale, iniziative di sensibilizzazione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>4. Le motivazioni dei soggetti e l\u2019intersezione del sistema<\/em><\/p>\n<p>Le motivazioni che spingono un soggetto ad agire a favore della tutela dell\u2019ambiente possano inoltre essere sia estrinseche che intrinseche. Nel primo caso l\u2019interesse \u00e8 sostanzialmente \u201cutilitaristico\u201d in quanto ha come finalit\u00e0 un maggiore vantaggio personale (es. dieta vegetariana per la propria salute) o un minore danno personale (es. risparmio energetico con conseguente riduzione dei costi). In entrambi i casi il beneficio nei confronti dell\u2019ambiente \u00e8 indiretto, in quanto \u00e8 conseguenza della scelta primaria che ha, come obiettivo principale, l\u2019interesse personale.<\/p>\n<p>Nel caso, invece, delle teorie del bene comune (Colombi, 2016) il soggetto mostra una certa sensibilit\u00e0 e interesse verso l\u2019ambiente e pertanto le motivazioni saranno pi\u00f9 chiaramente estrinseche, seppure per diversi motivi (es. per interesse del proprio territorio o delle generazioni future).<\/p>\n<p>Analogamente alle motivazioni personali, anche il sistema economico e politico pu\u00f2 fare fronte alla crisi ambientale attraverso due tipologie di azioni: scoraggiando azioni dannose per l\u2019ambiente attraverso sanzioni, oppure incentivando azioni di miglioramento a favore dell\u2019ambiente, attraverso specifici finanziamenti o agevolazioni fiscali, promuovendo azioni di cittadinanza attiva e mettendo quindi maggiormente in gioco la capacit\u00e0 decisionale dei soggetti.<\/p>\n<p>Non meno importante \u00e8 considerare la relazione con altri fattori interconnessi all\u2019ambiente socialmente sostenibile, e da cui non si pu\u00f2 prescindere per perseguire una sostenibilit\u00e0 ecologica integrale, infatti \u201cun vero approccio ecologico si trasforma sempre in un approccio sociale, che deve integrare giustizia e discussioni ambientali, ascoltando al contempo tanto il grido della terra che il grido dei poveri\u201d (LS: 49).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>5. L\u2019incidenza di stili di vita e buone pratiche<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 riconosciuto come la messa in atto di buone pratiche sia il primo passo verso il cambiamento. Tale cambiamento \u201cdal basso\u201d, talvolta definito anche \u201cvoto con il portafoglio\u201d (Becchetti, 2020), pu\u00f2 infatti avere un potere diffusivo in quanto pu\u00f2 diventare stimolo per altri, soprattutto collettivit\u00e0, imprese, enti e comunit\u00e0 che condividono le stesse motivazioni nel cercare di attuare nuovi stili di vita e nuovi paradigmi economici. Tuttavia \u00e8 da tenere presente la biodiversit\u00e0 sociale e culturale che implica la necessit\u00e0 di una certa creativit\u00e0: infatti non esistono formule o buone pratiche \u201ccertificate\u201d da esportare tali e quali in contesti diversi, ma \u00e8 riconosciuta la bont\u00e0 di tali prassi nel creare reti e alleanze tra diversi operatori (stakeholders e shareholders) con la finalit\u00e0 di accrescere il bene comune.<\/p>\n<p>Le variabili in gioco sono molte, ma la possibilit\u00e0 o meno di diffondersi di buone pratiche dipendono dal contesto socio-politico, dalla distribuzione demografica, dalla coesione sociale, dalla qualit\u00e0 di vita della popolazione, dalla capacit\u00e0 cooperativa della stessa. Le ricerche dell\u2019OCTS (Osservatorio internazionale per la coesione e inclusione sociale) evidenziano come, negli ultimi anni, nel contesto italiano, ci sia stato un incremento notevole della diffusione di pratiche di consumo responsabile sia a livello di singoli cittadini (Forno, 2020), sia a livello comunitario (cfr. 49\u00b0 Settimana Sociale dei cattolici italiani di Taranto 2021).<\/p>\n<p>Significativo inoltre \u00e8 il fatto che una fascia sempre pi\u00f9 rilevante di giovani sia identificata come \u201cgreen generation\u201d: sensibilit\u00e0, entusiasmo e creativit\u00e0, tipiche del mondo giovanile, saranno importanti se impiegati, insieme a specifiche competenze, nel portare avanti iniziative concrete di sostenibilit\u00e0, che combinano uno sviluppo economico, tecnologico ed umano con la sostenibilit\u00e0 socio-ambientale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>6. Transizione vs. trasformazione<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di un processo di cambiamento, in generale, \u00e8 possibile riconosce non solo elementi oggettivi che definiscono un orientamento con finalit\u00e0 differenti rispetto alle precedenti, ma anche una componente personale di trasformazione.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 quindi riconoscere un cambiamento di tipo \u201ctransazionale\u201d e uno di tipo \u201ctrasformativo\u201d. Nel primo caso si tratta di un cambiamento esclusivamente a livello tecnico che interessa solamente la realt\u00e0 oggettiva percepita dall\u2019esterno; nel secondo caso, invece, il cambiamento \u00e8 capace di \u201cmodificare emozioni e idee, di incidere sulle relazioni e sui contesti, sui processi organizzativi e forse, nel lungo periodo, sul sistema sociale pi\u00f9 ampio\u201d (Marrone, 2022).<\/p>\n<p>Per favorire quindi il passaggio da azioni legate esclusivamente ad una trasformazione di opportunit\u00e0 o imposte dall\u2019esterno, ad una trasformazione pi\u00f9 consapevole, radicale e durevole nel tempo, \u00e8 fondamentale una trasformazione culturale, supportata da un\u2019adeguata formazione.<\/p>\n<p>Un\u2019educazione interdisciplinare, comprensiva anche dell\u2019educazione ad un pensiero ecologico, sembra quindi costituire un passaggio fondamentale per potere innescare processi trasformativi autentici e a lungo termine<\/p>\n<p>L\u2019educazione ambientale quindi, nella prospettiva di una formazione integrale, sia conoscitiva, sia applicativa, pu\u00f2 costituire il primo passo per suscitare interesse alla messa in atto di buone pratiche, non solo per timore di un futuro catastrofico, ma per amore della vita nella sua pluralit\u00e0 di forme (Bruno, 2021).<\/p>\n<p>Ancora una volta, la prospettiva \u00e8 quella dell\u2019interconnessione: tra l\u2019agire dell\u2019uomo e il sistema-Terra, tra le diverse scienze e gli ambiti di vita, tra la dimensione individuale e quella sociale, tra una transizione \u201cdal basso\u201d e una transizione \u201cdall\u2019alto\u201d (Becchetti, 2022).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>7. Conclusioni<\/em><\/p>\n<p>Accrescere la coscienza ecologica a partire dalla conoscenza (Doglioni e Peppoloni, 2016) \u00e8 il primo indispensabile elemento di cui prendersi cura. Ad esso deve affiancarsi la responsabilit\u00e0 e il cambiamento personale, portati avanti attraverso stili di vita e buone pratiche a favore della sostenibilit\u00e0 socio-ambientale, che avranno maggiore efficacia se sostenute da un\u2019adeguata trasformazione culturale e un cambio di paradigma sul fronte ambientale, economico e sociale, a scala sia locale che mondiale (LS: 114,202).<\/p>\n<p>Infine non si tratta solo di definire e censire le buone pratiche, ma di \u201cmetterle in rete e di far s\u00ec che diventino ambasciatrici di un&#8217;economia diversa e di un&#8217;ecologia integrale in modo da creare un&#8217;alleanza tra amministratori virtuosi, imprese sostenibili, cittadini, reti della societ\u00e0 civile, parrocchie, per promuovere il progresso verso il bene comune&#8221; (Becchetti, 2021).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n<p>Becchetti, L., L&#8217; economia tra il venerd\u00ec e il sabato. Le buone pratiche del cittadino consum-attore. Vita e pensiero, ed. Univ. Cattolica sacro Cuore, Milano 2020, pp. 152.<\/p>\n<p>Becchetti, L., Intervento alla 49a Settimana Sociale dei Cattolici italiani, Taranto, 21-24 ottobre 2022.<\/p>\n<p>Becchetti, L., La rivoluzione della cittadinanza attiva, ed. EMI, 2022, pp. 184.<\/p>\n<p>Bruno, R.T, Educare al pensiero ecologico per un apprendimento efficace e duraturo, ENEA ed., Energia, ambiente e innovazione, n. 2, 2021, pp.23-25. Doi: 10.12910\/EAI2021-035<\/p>\n<p>Colombi, C., Economia \u00e8 comunit\u00e0, ed. Aracne, Canterano (RM) 2016, pp. 37-50.<\/p>\n<p>Doglioni, C. e Peppoloni, S., Pianeta Terra. Una storia non finita, ed. Il Mulino, Bologna 2016, pp. 115-140.<\/p>\n<p>Forno, F., Il consumo critico e le disuguaglianze, in: Mattioli, A. e Tintori, C. eds., Patto per una nuova economia, ed. ITL srl, Milano 2020, pp. 85-97.<\/p>\n<p>Francesco, Laudato s\u00ec\u2019. Lettera enciclica sulla cura della casa comune. Libreria Editrice Vaticana, Citt\u00e0 del Vaticano, 2015.<\/p>\n<p>IPCC &#8211; Intergovernmental Panel on Climate Change, Working Group, Climate Change 2022:\u00a0Impacts, Adaptation and Vulnerability (AR6-WG2). Sixth Assessment Report assesses the impacts of climate change, 2022.<\/p>\n<p>Marrone, D., Processi di cambiamento e leadership, Settimana News, 23\/08\/2022, EDB Bologna 2022.<\/p>\n<p>Ripple, W.J., Wolf, C., Newsome, T.M. et al., World Scientists\u2019 Warming of a climate emergency, in: Bio-Science, vol. 70 (1), 2020, pp. 8-12.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1223],"fascicolo":[324],"class_list":["post-2876","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-stefania-lucchesi","fascicolo-febbraio-2023"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Dalle buone pratiche ad una trasformazione integrale consapevole<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Stefania Lucchesi, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. 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