{"id":2872,"date":"2023-02-01T12:00:00","date_gmt":"2023-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2872"},"modified":"2026-04-19T13:17:34","modified_gmt":"2026-04-19T11:17:34","slug":"strada-comunita-servizio-il-metodo-scout","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/","title":{"rendered":"Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout"},"content":{"rendered":"<p><em>Generazione Z<\/em><\/p>\n<p>\u201cSindrome (o complesso) di Peter Pan\u201d \u00e8 un termine sempre pi\u00f9 sdoganato nell\u2019uso comune, tratto dalla pop-psychology, indicante e circoscrivente una serie di atteggiamenti comportamentali e relazionali.<sup>1<\/sup>\u00a0Non compreso nel DSM-5, \u00e8, tuttavia, utilizzato anche al di fuori della riflessione di ordine psicologico, come testimonia il recente Convertire Peter Pan. Il destino della fede nella societ\u00e0 dell\u2019eterna giovinezza di Armando Matteo.<sup>2<\/sup>\u00a0Al di l\u00e0 del valore che si voglia attribuire al termine, \u00e8, comunque, un dato emergente \u2013 e spesso messo in risalto dai mass-media \u2013 che si assista, tanto negli adolescenti che nei giovani adulti, a una certa fatica nel crescere progettandosi attraverso scelte: questa tendenza \u00e8 stata acuita (e non poco) dagli effetti sociali della pandemia e del lockdown.<sup>3<\/sup>\u00a0Trovo, per\u00f2, che il termine \u201ccomplesso di Peter Pan\u201d sembri a volte caricarsi di una visione colpevolizzante dei giovani, assegnando a essi la responsabilit\u00e0 delle loro difficolt\u00e0, quasi che non vogliano crescere.<\/p>\n<p>Ritengo che la questione sia piuttosto questa: molti degli appartenenti alla generazione Z (i nati fra 1997 e 2012), non sanno e non possono crescere per una serie di cause, delle quali risultano spesso pi\u00f9 vittime che responsabili. Il tema centrale, a mio parere, \u00e8 quello della scelta: la generazione Z non \u00e8 stata sempre educata a scegliere, n\u00e9 aiutata a farlo, dal momento che molto spesso qualcuno ha preso decisioni su di loro e al posto loro, anche dopo la fase dell\u2019infanzia. Indagare sulla condizione dei giovani, infatti, richiede soffermarsi tanto sulla loro identit\u00e0, sulle loro esigenze, sui loro vissuti e i loro scenari, quanto sull\u2019ambiente nel quale crescono e su quali adulti e modelli di riferimento accompagnino il loro processo evolutivo e, in definitiva, in quale contesto sociale siano accolti ed educati.<\/p>\n<p>A mio giudizio il tema della scelta pone al centro la questione della crisi di una visione dinamica della crescita personale. \u00c8 innegabile che il termine stesso di \u201cadolescente\u201d abbia in qualche modo smarrito il suo originale significato latino: adulescens, participio presente di adulesco (cresco, divengo adulto), indica l\u2019idea di una dinamicit\u00e0 destinata a terminare con l\u2019adultus, mentre spesso indica una situazione statica e cristallizzata, quasi a volere rimanere in una sorta di fissit\u00e0, sfuggendo cos\u00ec alla naturale evoluzione. Le scelte sono uno degli strumenti privilegiati della dinamica evolutiva, ponendo continuamente l\u2019individuo in una condizione di crisi e di superamento. Se le scelte, per\u00f2, diventano insostenibili e inaffrontabili, il processo evolutivo non pu\u00f2 che risultarne profondamente compromesso.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-2.jpg\" alt=\"03-casella-2.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" \/>La questione delle scelte \u00e8 stata tema di uno dei quaderni di R-S Servire, \u00abpubblicazione scout per educatori\u00bb.<sup>4<\/sup>\u00a0Uno dei contributi, quello di Diego Miscioscia, psicoterapeuta, si segnala per avere messo in evidenza come la generazione Z sia contraddistinta da un lato da iperconnessione, eco-responsabilit\u00e0, visione globalizzata, pacifismo, relazione paritetica fra maschi e femmine, dall\u2019altro da apatia, confusione, assenza di desideri, incapacit\u00e0 di sognare e pensare il futuro, personalit\u00e0 fragili e un rigido assetto narcisistico, tutte caratteristiche che incidono fortemente sulla capacit\u00e0 di prendere decisioni autonome e consapevoli. Al loro fianco i giovani hanno, peraltro, la presenza di adulti confusi e incapaci di sostenerli adeguatamente, coi quali vivono ma \u00absenza per\u00f2 avere alcuna speranza di andarsene a breve\u00bb. Il sociale, i mass-media, le dipendenze (alimentate dal mercato clandestino della droga), forniscono strumenti regressivo-illusori con cui esorcizzare la paura delle scelte e rifugiarsi in un mondo pi\u00f9 virtuale che reale (e pi\u00f9 notturno che diurno).<sup>5<\/sup>\u00a0Chi ha indagato la condizione dell\u2019adolescente e del giovane \u00e8 stato sostanzialmente d\u2019accordo con la visione di una complessit\u00e0 di elementi in apparenza confliggenti ma pure coesistenti, come Pietropolli Charmet che ha coniato per l\u2019adolescente il binomio di \u00abfragile e spavaldo\u00bb.<sup>6<\/sup>\u00a0Massimo Recalcati, ha poi posto l\u2019accento proprio sulla debolezza della figura adulta, scrivendo di una vera e propria \u00abeclissi irreversibile della paternit\u00e0\u00bb, almeno intesa nel senso al quale eravamo abituati.<sup>7<\/sup>\u00a0Gli effetti della pandemia, la cui portata \u2013 a mio giudizio \u2013 solo ora stiamo iniziando a percepire, hanno drammaticamente aggravato la questione.<\/p>\n<p>Lavorando con capi della branca R\/S \u2013 giovani dai 16 ai 21 anni \u2013 e con giovani capi (dai 22 ai 25 anni) ho potuto osservare come il panorama illustrato da Miscioscia sia riscontrabile anche fra gli scout che, pur continuamente sollecitati a uscire da alcuni dei tratti rilevati nell\u2019articolo, non ne sono del tutto immuni ma anzi vivono drammaticamente il conflitto fra la proposta educativa e i tratti che sono a loro quasi connaturali. Cito \u2013 e sar\u00e0 l\u2019unico esempio tratto dal mio servizio di formatore scout \u2013 un fenomeno che mi ha sempre causato una certa inquietudine. Propongo da anni un\u2019attivit\u00e0 di posizionamento presso delle isole o \u201cstazioni\u201d nelle quali, senza che venga del tutto esplicitato, gruppi di immagini (fotografiche o pittoriche), citazioni bibliche e letterarie, canzoni, suggeriscono un determinato (e diverso per ogni serie) stato emotivo. Negli ultimi anni ho potuto osservare una statistica che vede una sempre minore frequenza negli stati emotivi positivi (serenit\u00e0, gioia, pace, tranquillit\u00e0, curiosit\u00e0), con uno spostamento a vantaggio di quelli negativi (paura, angoscia, rabbia, tristezza). A completamento di quanto affermo, aggiungo che questo avviene soprattutto fra i clan e noviziati (ragazzi under 21), i quali hanno subito in maniera pi\u00f9 incisiva gli effetti del Covid-19, essendo stati colpiti dalla pandemia e dai suoi effetti nel pieno della loro et\u00e0 adolescenziale. \u00c8 evidente che simili stati d\u2019animo inficino profondamente sulla percezione e sulla progettazione del proprio futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Roverismo e scoltismo<\/em><\/p>\n<p>Lo scoutismo \u00e8 nato come tale e non come roverismo. L\u2019idea di una proposta educativa rivolta a ragazzi usciti dal reparto, ovvero maggiori di 17 anni, nasce da una intuizione dello stesso Robert Baden-Powell. Questi aveva pensato innanzitutto un metodo per adolescenti codificato in Scouting for Boys (pubblicato a Londra nel 1908), seguito poi da quello per bambini, esposto in the Wolf Cub\u2019s Handbook (1916): si tratta rispettivamente, per chi \u00e8 pratico di scautismo, del fondamento della riflessione pedagogica per il reparto (branca Esploratori e Guide, lo scautismo propriamente detto) e per il branco (branca Lupetti, cui in Italia si \u00e8 aggiunta la proposta del cerchio, ossia delle Coccinelle).<sup>8<\/sup>\u00a0Le riflessioni di Baden-Powell sulla proposta educativa per i ragazzi dai 17-18 anni in su vennero raccolte la prima volta nel suo Rovering to Success (1922), tradotto in italiano come la Strada verso il successo.<sup>9<\/sup>\u00a0Non si trattava qui, per\u00f2, di una proposta dichiaratamente metodologica, quanto pi\u00f9 di una esposizione \u2013 in ordine sparso \u2013 di riflessioni su quelli che sarebbero poi diventati i principi fondamentali del roverismo (e della sua versione femminile, lo scoltismo): autoeducazione, vita all\u2019aria aperta, vocazione al successo come felicit\u00e0 sperimentata nel servizio, fede in Dio, condivisione della fraternit\u00e0 in comunit\u00e0.<sup>10<\/sup><\/p>\n<p>La riflessione sul roverismo ha acquisito una fisionomia pi\u00f9 propriamente metodologica nel trentennio 1920-1950 a opera dello scautismo cattolico francese e belga. Si deve in particolare ai gesuiti Paul Doncoeur e Jacques Sevin ma, soprattutto, al domenicano Marcel Denis Forestier, la strutturazione della branca sul trinomio strada-comunit\u00e0-servizio, la codificazione del lessico proprio (capitolo, route, fuoco, Partenza) e la delineazione di una spiritualit\u00e0 propria, quella \u201cdella strada\u201d, idealmente ricollegata all\u2019immagine del pellegrino medievale che si aggiunge, cos\u00ec a quelle pensate da Baden-Powell (cavaliere errante e uomo dei boschi).<sup>11<\/sup>\u00a0In Italia il roverismo giunge nel dopoguerra, al momento della ricostituzione dello scoutismo, soppresso dalle autorit\u00e0 fasciste nel 1927 e a esse sopravvissuto in clandestinit\u00e0 in alcune localit\u00e0 italiane (Milano, Monza, Parma e Roma): l\u2019ispirazione, sia per i maschi dell\u2019Asci che per le femmine dell\u2019Agi \u00e8 di matrice esplicitamente francese (fondamentale \u00e8 la partecipazione del contingente italiano al Jamboree di Moisson nel 1947). L\u2019evoluzione del roverismo e scoltismo in Italia secondo uno stile proprio \u00e8 progredita ulteriormente con la nascita dell\u2019AGESCI nel 1975: rover e scolte in alcuni casi avevano precorso la fusione fra Agi e Asci, tanto che queste sperimentazioni furono motore trainante per le riflessioni della route nazionale del 1975. Da allora si parla di branca R\/S, ovvero dei rover e delle scolte: l\u2019esperienza roveristica italiana \u00e8 stata ed \u00e8 un\u2019autentica fucina di riflessione pedagogica e si deve, inoltre, proprio ad alcuni assistenti ecclesiastici italiani un ulteriore sviluppo del concetto di \u201cspiritualit\u00e0 della strada\u201d come proposta di vita cristiana.<sup>12<\/sup><\/p>\n<p>Il roverismo \u00e8 essenzialmente una educazione alla scelta: lo testimonia il simbolo stesso della branca R\/S, la forcola. \u00c8 un ramo biforcuto che rappresenta la strada, la quale inevitabilmente, come la vita, conduce sempre a un bivio. La vita del clan\/fuoco \u00e8 proprio pensata cos\u00ec, come una continua provocazione a scegliere, a schierarsi, a superare l\u2019apatia, l\u2019indifferenza. E questa educazione alla scelta non \u00e8 fine a s\u00e9 stessa, \u00e8 voluta come rilettura di scelte gi\u00e0 poste in essere in precedenza dal giovane e come propedeutica alle grandi e piccole decisioni del futuro. Tutto il percorso educativo scout culmina proprio con una scelta, quella della Partenza, che in branca R\/S appare come la tappa finale della stessa vita di clan\/fuoco. La Partenza si configura, dunque, come la testimonianza di una piena e consapevole adesione, da parte del rover e della scolta, ai valori propri dello scautismo come stile di vita permanente, facendo proprie scelte concrete di fede, servizio e impegno politico.<sup>13<\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Vita virtuale per educare alla vita vera<\/em><\/p>\n<p>Molti uomini e donne si riconoscono debitori verso lo scautismo per avere imparato molto per la vita, quando di non essere stati non solo formati ma profondamente trasformati da esso. La base di partenza dell\u2019intuizione pedagogica di Baden-Powell \u00e8 quella di educare la persona all\u2019autoeducazione (il bisticcio di parole \u00e8 deliberatamente voluto). Proponendo un metodo pedagogico, egli sapeva che tutte le \u201cagenzie educative\u201d (famiglia, scuola) non garantiscono una educazione completa per la vita adulta, soprattutto sul piano contenutistico ma che forniscono essenzialmente strumenti interpretativi della propria vita: lo scautismo non pensava di fare diversamente. L\u2019uso del vocabolo \u00abmetodo\u00bb indica, infatti, proprio che l\u2019educazione scout ha come scopo quello di mostrare come imparare, cogliendo il singolo nella sua globalit\u00e0 e favorendo la sua progressione continua e unitaria.<sup>14<\/sup>\u00a0In Rovering to Success Baden-Powell sottolinea proprio la necessit\u00e0 dell\u2019autoformazione in vista dell\u2019essere genitore, cittadino e lavoratore, sulla base di ci\u00f2 che si \u00e8 appreso in precedenza, giungendo a \u201cguidare da s\u00e9 la propria canoa\u201d.<sup>15<\/sup>\u00a0L\u2019idea \u00e8 proprio quella di insegnare ad affrontare l\u2019imprevisto, l\u2019ignoto, l\u2019inedito.<\/p>\n<p>L\u2019intuizione geniale che permea tutta la metodologia scout \u00e8 quella di educare all\u2019interno di una vita virtuale, segnata da un lessico, una ritualit\u00e0, un abbigliamento, un ambiente, una socialit\u00e0, create ad hoc, per poter aiutare il bambino, ragazzo o giovane in esse inserite a una auto-progettazione per la vita \u201cvera\u201d. Il percorso scout ha la straordinaria capacit\u00e0 di una progettazione a lungo termine sulla persona: nel bambino e nella bambina appena entrata in cerchio o branco si intravede gi\u00e0 colui o colei che, 12 o 13 anni dopo, sar\u00e0 l\u2019uomo o la donna della Partenza (si parla qui proprio di progressione personale unitaria).<sup>16<\/sup><\/p>\n<p>Come anticipato, grazie alla riflessione operata dal roverismo franco-belga sull\u2019intuizione di Baden-Powell, si \u00e8 identificato nel trinomio strada-comunit\u00e0-servizio il fondamento della vita della branca R\/S. Di fronte ad una generazione che ha seri deficit nel pensare e sognare il futuro, presenta fatiche nell\u2019intrattenere relazioni durature e reali (al di l\u00e0 del virtuale) e si qualifica per un rigido assetto narcisistico, la proposta di una vita sulla strada, in comunit\u00e0 e nel servizio, potrebbe apparire drammaticamente fallimentare, qualora non fosse presentata come esperienza educativa di crescita, volta a tirare fuori quel bene che i ragazzi hanno paura di far emergere o non sanno di possedere. La proposta educativa, infatti, non \u00e8 quella rivolta n\u00e9 a un foglio bianco, n\u00e9 a un uomo o donna in edizione ridotta, ma a un adolescente con il suo \u00abnormale eppure misterioso schema mentale\u00bb: ne consegue che la prima condizione per educare sia \u00absapere qualcosa sui ragazzi in genere, e poi sul vostro ragazzo in particolare\u00bb.<sup>17<\/sup><\/p>\n<p>Conoscere la condizione esistenziale dei ragazzi \u00e8 la base essenziale per ogni progetto educativo su di loro, scrutarne la dimensione esistenziale \u00e8 il primo passaggio essenziale dello scouting (osservare, dedurre, agire). Sulla dinamica dello scouting si fonda la metodologia propria di ogni branca. Le basi delle metodologie proprie, per\u00f2, hanno tutte pi\u00f9 di cento anni e i ragazzi di un secolo fa vivevano in un mondo sideralmente diverso da quello dei loro coetanei di oggi. Si potrebbe dunque pensare di rivoluzionare nel profondo la metodologia perch\u00e9 concepita in un contesto diverso da quello in cui vive la generazione Z. Va sottolineato come, in realt\u00e0, in ogni nazione (e in questo l\u2019Italia \u00e8 decisamente virtuosa) la metodologia \u00e8 sempre e comunque sottoposta a una continua verifica e in costante aggiornamento. I principi pedagogici, tuttavia, rimangono quelli enucleati da Baden-Powell all\u2019inizio del XX secolo. Fallirebbe, per\u00f2, chi pensasse di stravolgere il metodo perch\u00e9 la condizione \u00e8 cambiata: a mio giudizio, in maniera solo apparentemente paradossale, risulta proprio proficuo offrire ai ragazzi delle dimensioni antitetiche a quelli che sembrano essere i tratti invincibilmente radicati nella generazione Z, in un contesto di vita \u201cvirtuale\u201d che li educhi a scoprire se stessi, prendere fiducia con le proprie capacit\u00e0, assumersi responsabilit\u00e0, costruendosi sempre pi\u00f9 come autonomi per poter poi affacciarsi all\u2019et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p>Comprendo come la sfida possa apparire ardua. Una delle sensazioni pi\u00f9 forti dei giovani della generazione Z \u00e8 quella di essere impreparati a tutto: alle responsabilit\u00e0, alla critica altrui (pur se costruttiva), al futuro. Non a caso, in maniera, molto provocatoria il primo quaderno di R-S Servire del 2021 era intitolato \u00abUnprepared\u00bb, riprendendo il motto di Baden-Powell Be prepared (trasmesso in Italia con l\u2019Estote parati dal richiamo evangelico): diversi contributi segnalavano proprio la ricerca da parte dei giovani di una strada ma anche la drammatica sensazione di non essere adeguati a sceglierla e percorrerla (non disponendosi cos\u00ec al rischio), n\u00e9 di poter condividere l\u2019esperienza con i loro pari.<sup>18<\/sup>\u00a0La fatica nell\u2019assumersi la responsabilit\u00e0 delle proprie scelte e nel progettare il proprio futuro, spesso mette in crisi soprattutto la tappa finale della formazione del rover e della scolta, ovvero la Partenza, nonostante vi siano specifici eventi di progressione personale a partecipazione individuale, quali \u2013 in particolare \u2013 le Route di orientamento alla scelta di servizio, volti ad aiutare il giovane a confrontarsi con coetanei provenienti da altri clan in vista della Partenza.<sup>19<\/sup>\u00a0Non \u00e8 fuori luogo notare, qui di passaggio, come una analoga difficolt\u00e0 si riscontri nei giovani capi di 20 o 21 anni, chiamati all\u2019adesione al Patto associativo e alla stesura del Progetto del Capo.<sup>20<\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Strada, comunit\u00e0, servizio<\/em><\/p>\n<p>La strada si qualifica come \u00abluogo elettivo della vita di Branca\u00bb, provocando i giovani a mettersi in cammino, attraversando territori, conoscendo storie, sentendosi parte di una realt\u00e0, imparando ad averne cura e rispetto.<sup>21<\/sup>\u00a0La strada, come esperienza e occasione di conoscenza di s\u00e9 stessi, di riconoscimento e superamento del proprio limite, di incontro con l\u2019altro, di riflessione sul senso delle cose e di incontro con Dio nel creato, ha l\u2019innegabile e naturale conseguenza di stimolare fortemente i ragazzi a superare lo stato di apatia al quale sembrerebbero irrimediabilmente consegnati.<sup>22<\/sup>\u00a0L\u2019idea del \u201critorno\u201d al proprio mondo dopo l\u2019esperienza della strada consegna il giovane all\u2019idea della continua crescita, della costante evoluzione del s\u00e9, insegnando lo stile dell\u2019essenzialit\u00e0 e dello stupore, arginando il senso di paura e di instabilit\u00e0 al quale, non di rado, lo stesso mondo degli adulti, sembra relegarlo. La strada, quindi, mostra al giovane la via della disponibilit\u00e0 al cambiamento e all\u2019agire, educandolo all\u2019impegno di costruire s\u00e9 stesso con pazienza e fatica.<sup>23<\/sup><\/p>\n<p>La comunit\u00e0 \u00e8 un tratto essenziale dello scautismo, tanto che esso stesso si qualifica nella sua globalit\u00e0 come una \u00abproposta di vita comunitaria\u00bb.<sup>24<\/sup>\u00a0In branca R\/S questa dimensione si realizza in esperienze concrete, coraggiose e sfidanti: non si tratta di fare attivit\u00e0 insieme, ma di vivere insieme la vita. La comunit\u00e0 (noviziato e clan\/fuoco) \u00e8 costituita come tale proprio perch\u00e9 condivide un vissuto, venendo accomunata da uno stile alimentato da pratiche e linguaggi propri, da valori ispirati dal Vangelo e codificati nella Legge e nella Promessa ed espressi nella carta di clan e da un obiettivo, quello della crescita personale del singoli, in cammino per diventare, autonomamente e per scelta propria, uomo e donna della Partenza.<sup>25<\/sup>\u00a0La comunit\u00e0 diventa, cos\u00ec, il luogo privilegiato della scoperta e maturazione della vocazione personale, nella conoscenza della realt\u00e0 per potere agire in essa. I diversi strumenti propri della branca (capitolo, carta di clan, veglia, impresa, route) hanno tutti una dimensione comunitaria e aprono il giovane a una esperienza di ascolto, confronto, collaborazione. Nello stile di vita comunitaria la fragilit\u00e0 delle personalit\u00e0 pu\u00f2 trovare alcuni antidoti.<\/p>\n<p>La vita comunitaria del clan\/fuoco, in particolare, accompagna il ragazzo in alcuni processi di evoluzione della propria personalit\u00e0, trasportandolo da una fase di scoperta a una fase di responsabilit\u00e0. I rover e le scolte vengono sollecitati a sviluppare un progetto di progressione personale, ponendosi obiettivi e confrontandosi con i loro compagni di strada, soprattutto attraverso lo strumento del punto della strada in cui sono chiamati a mettersi a nudo, raccontando s\u00e9 stessi, nella disponibilit\u00e0 dell\u2019ascolto e della correzione fraterna. In tale senso anche le esperienze vissute in comunit\u00e0 vengono rilette come contributo al cammino personale e collettivo. Lo stile di relazione che viene proposto \u00e8 quello della solidariet\u00e0: nella strada e nel servizio, si scopre la bellezza e l\u2019importanza dell\u2019aiutare ma anche del lasciarsi aiutare, intravedendo cos\u00ec nel proprio limite non una barriera ma una occasione di incontro con l\u2019altro. Un ultimo elemento \u00e8, infine, quello della maturazione di un senso critico e di un approccio positivo alla conoscenza: vivendo la dinamica dello scouting (vedere, giudicare, agire), il giovane viene educato a pervenire a delle scelte di senso solide e ponderate, costantemente poste in confronto con quelle dell\u2019altro, a fronte delle quali \u00e8 chiamato ad avvicinarsi con umilt\u00e0 e curiosit\u00e0, atteggiamento che si riflette nella disponibilit\u00e0 e nell\u2019apertura verso qualsiasi realt\u00e0 e storia. Chiaramente, va aggiunto, queste dimensioni concorrono alla formazione di una coscienza civica che stimola il ragazzo a farsi carico del mondo in cui vive e a interrogarsi sul suo ruolo all\u2019interno di esso, rispondendo cos\u00ec a quella aspettativa di partecipazione, competenza, solidariet\u00e0, speranza e fiducia che la societ\u00e0 civile dovrebbe \u2013 cosa che non sempre accade \u2013 riporre in lui.<sup>26<\/sup><\/p>\n<p>Il servizio, infine, \u00e8 uno dei cardini della proposta educativa R\/S, tanto da essere il solo e unico presente nel motto della Branca: Servire. Il servizio \u00e8 proposto non come mero atto di volontariato o atteggiamento di altruismo ma come vero e proprio stile di vita che conduce alla felicit\u00e0, proponendo, cos\u00ec, il superamento di ogni assenza di desideri e ogni forma di apatia. Baden-Powell affermava che il primo scopo della vita \u00e8 essere felici e che il modo pi\u00f9 rapido e sicuro per giungervi \u00e8 quello di rendere felici gli altri.<sup>27<\/sup>\u00a0Una buona esperienza di servizio \u00e8 innanzitutto una formidabile occasione educativa: ne consegue che esso debba essere innanzitutto utile al rover e alla scolta come strumento di autoeducazione. Come tale richiede alcune condizioni: che sia svolto con consapevolezza e competenza, che sia un atto politico (ossia risponda a un bisogno reale), apra al territorio e conduca all\u2019incontro con altri uomini e donne, che sia un esercizio di fedelt\u00e0. Sia che esso sia individuale, sia che sia comunitario, richiede tanto una fase di progettazione che una di rilettura e verifica. Questa consapevolezza apre all\u2019idea che il servizio sia non un volontariato ma la risposta a una chiamata.<sup>28<\/sup><\/p>\n<p>La formulazione del Regolamento metodologico R\/S bene sintetizza l\u2019idea del servizio nello scautismo: \u00ab\u00e8 l\u2019impegno gratuito e continuativo, con cui il rover e la scolta entrano in relazione con il mondo che li circonda e imparano a donare se stessi nell\u2019imitazione di Cristo\u00bb.<sup>29<\/sup>\u00a0Il servizio \u00e8 vissuto dagli scout della generazione Z con grande fatica, essendo costoro chiamati a dimensioni alle quali spesso non sono stati educati e che li spingono al di fuori delle loro confort zone ma \u2013 ritengo a titolo personale \u2013 amplifichino in maniera esponenziale i loro tratti positivi, quali eco-responsabilit\u00e0, apertura ad una globalizzazione responsabile e sostenibile, pacifismo, relazione paritetica fra maschi e femmine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Strade di coraggio\u2026 Diritti al futuro<\/em><\/p>\n<p>Otto anni fa, nell\u2019estate del 2014, 30.000 tra rover e scolte si trovarono a San Rossore presso Pisa per la terza Route nazionale dell\u2019AGESCI, uniti da una chiamata al coraggio e allo sguardo al futuro. Molti di quei rover e scolte sono oggi capi maturi. Anche chi non ha scelto di servire in Associazione vive oggi come giovane lavoratore, pur nella situazione di forte precariet\u00e0 nella quale molti di loro sono incastrati. Solo i primissimi nati della generazione Z (quelli nati nel 1997) hanno vissuto quell\u2019evento che, invece, \u00e8 stato vissuto a pieno titolo dai giovani della generazione Y (i Millenials), presenti sia come capi che come rover e scolte. Ci sarebbe da chiedersi quanto i giovani della generazione Z potrebbero condividere l\u2019entusiasmo che ha pervaso la Route nazionale: c\u2019\u00e8 anche chi, nell\u2019AGESCI, si domanda quale eredit\u00e0 abbia lasciato l\u2019evento. A mio parere bisogna stare attenti a calare ogni giovane nella sua dimensione storica. Certo, la generazione Z non sembra ritrovarsi pienamente nel clima che ha contraddistinto la Route nazionale e nel documento che ne scatur\u00ec, la Carta del coraggio.<sup>30<\/sup>\u00a0Mi pare, tuttavia, che i fondamenti della branca R\/S riescano a rivestirsi tuttora della loro profonda vitalit\u00e0, conservando la loro proposta positiva, cos\u00ec come hanno fatto in passato.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 prescindere dalla conoscenza dei ragazzi cui la proposta si rivolge (lo scouting antepone alla stessa azione educativa l\u2019osservazione della vita dei giovani e la deduzione dei loro bisogni), n\u00e9 minimizzare le loro fatiche esistenziali, circoscrivendole in giudizi morali apodittici. Non \u00e8 questo lo stile educativo di Baden-Powell che, invece, chiama i capi a vivere quell\u2019I care che \u00e8 alla radice di ogni proposta autenticamente e universalmente educativa, dal Vangelo al pensiero di Maria Montessori e don Lorenzo Milani. Raccogliere l\u2019eredit\u00e0 pedagogica di Baden-Powell significa anche oggi alzare l\u2019asticella, chiedere ai ragazzi di continuare, come hanno fatto tutti i fratelli e sorelle scout di tutto il mondo che li hanno preceduti in pi\u00f9 di cento anni, di cercare di lasciare il mondo un po\u2019 migliore di come lo hanno trovato, per poter pervenire alla coscienza di non avere sprecato il proprio tempo ma in quella di avere fatto del proprio meglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Vocazione eco-responsabile<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-3.png\" alt=\"03 casella 3\" width=\"226\" height=\"223\" \/>Nella sua analisi per R-S Servire, Miscioscia poneva in evidenza che uno dei tratti positivi ed emergenti della generazione Z \u2013 quasi del tutto ignoto ai loro nonni \u2013 \u00e8 quello della eco-responsabilit\u00e0.<sup>31<\/sup>\u00a0La generazione Z raccoglie ragazzi eco-responsabili, pacifisti e globalizzati, portatrice, quasi inconsapevole, dell\u2019istanza di un mondo nuovo, libero da guerre, pregiudizi e abusi di potere. Questa nuova culturale giovanile si vede nella larga e disinteressata partecipazione alle manifestazioni contro i pregiudizi sessuali, razziali e di orientamento, nonch\u00e9, fenomeno quasi inedito, alle iniziative in difesa dell\u2019ambiente e per fermare il cambiamento climatico, come i Fridays for future.<\/p>\n<p>L\u2019ecologia integrale \u00e8 uno dei temi emergenti della riflessione dello scautismo a livello mondiale, essendo parte del DNA stesso del metodo pedagogico che Baden-Powell pens\u00f2 come profondamente legato alla esperienza della natura e della vita all\u2019aperto. Egli scriveva, infatti, che lo studio della natura \u00e8 una delle attivit\u00e0 chiavi dello scautismo perch\u00e9 \u00abvogliamo insegnare ai nostri ragazzi, non soltanto a guadagnarsi la vita, ma a vivere, cio\u00e8 a godersi la vita, nel senso pi\u00f9 elevato della parola\u00bb e \u00abche, poi, attraverso la meravigliosa opera della Creazione, i ragazzi arrivano a percepire il concetto di Dio Creatore; e questo, insieme all\u2019impegno attivo di compiere la Sua volont\u00e0 nel servizio del prossimo, costituisce il fondamento concreto della formazione religiosa\u00bb.<sup>32<\/sup>\u00a0La responsabilit\u00e0 verso la natura \u00e8 uno dei fondamenti della proposta educativa scout e trova nei ragazzi della generazione Z degli attenti ascoltatori: il sesto articolo della Legge \u00e8 proprio \u00abamano e rispettano la natura\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019educazione all\u2019ambiente \u00e8 uno dei cardini dello stesso Regolamenti metodologico dell\u2019AGESCI, cos\u00ec come era stata profeticamente formulata gi\u00e0 nel 1999:<\/p>\n<p>Come uomini siamo parte della natura: non siamo al di fuori o al di sopra di essa. Siamo chiamati alla custodia dell\u2019ambiente e ad essere responsabili dell\u2019utilizzo delle risorse: la consapevolezza dei legami di vita tra uomo e natura richiede conoscenza e rispetto nel cammino di crescita. Si tratta di pensarsi umili, parte del Creato e di accettarne le interrelazioni esistenti. Questa \u00e8 la sfida: \u201csviluppare sia il rispetto per l\u2019ambiente sia il progresso sostenibile dell\u2019uomo\u201d.<sup>33<\/sup><\/p>\n<p>Questa educazione si declina nella vita all\u2019aperto, ambito imprescindibile e irrinunciabile della vita di ciascuna branca. Per i clan\/fuochi e noviziati si sottolinea come l\u2019ambiente naturale sia proprio la palestra ideale per la formazione del carattere, di valorizzazione delle risorse fisiche e sia uno dei contesti privilegiati del roverismo\/scoltismo. La vita all\u2019aperto \u00abapre anzitutto alla lode e al ringraziamento nello stupore che nasce dall\u2019accogliere la natura come opera del Creatore, di cui l\u2019uomo e la donna sono chiamati a riconoscersi parte\u00bb.<sup>34<\/sup>\u00a0La vita all\u2019aria aperta nel metodo R\/S si traduce in una dimensione poliedricamente educativa: insegna l\u2019essenzialit\u00e0, la contemplazione delle meraviglia del Creato e fa fare esperienza della propria piccolezza, dei propri limiti, di fronte a qualcosa di immensamente grande e armonioso che chiama, quasi costringe, a un atteggiamento di rispetto.<sup>35<\/sup>\u00a0\u00c8 proprio questa dimensione a educare il giovane alla sensibilit\u00e0 verso l\u2019ambiente, al corretto uso delle risorse energetiche e naturali ed \u00e8, dunque, \u00aboccasione di esercizio di responsabilit\u00e0 e di impegno nei confronti delle generazioni future e di fedelt\u00e0 alla vocazione che il Creatore ha affidato all\u2019uomo e alla donna: essere custodi del giardino\u00bb.<sup>3<\/sup>6<\/p>\n<p>Questo tratto \u201cstorico\u201d del metodo educativo scout trova oggi, secondo me, due straordinarie consonanze. Da un lato la dimensione intrinsecamente eco-responsabile della generazione Z, dall\u2019altro il magistero di papa Francesco. Tutta Laudato s\u00ec sembra essere una profonda eco di quanto Baden-Powell aveva pensato per i suoi scout e quanto l\u2019AGESCI ha inserito nei suoi documenti metodologici e statutari. Questa consonanza non \u00e8 sfuggita all\u2019Associazione che ha fatto proprio l\u2019appello lanciato dal papa nell\u2019enciclica e lo ha posto come base di riflessione per una delle tre Strategie Nazionali d\u2019Intervento per il quadriennio 2021-2025 con il titolo Immergersi nel Creato. L\u2019ecologia integrale proposta da papa Francesco viene colta come una sfida di cercare un equilibrio fra uomo e Creato. Il capo scout \u00e8 chiamato, cos\u00ec, a essere testimone nel quotidiano di uno stile di vita attento al Creato, andando al di l\u00e0 dell\u2019idea di lasciare il mondo \u201cun po\u2019 migliore\u201d di come \u00e8 stato trovato, impegnandosi a fondo in un cammino di tutela dell\u2019ambiente, superando le disuguaglianze attraverso la promozione di uno sviluppo sostenibile.<sup>37<\/sup><\/p>\n<p>L\u2019ecologia integrale \u00e8 oggi uno dei temi centrali della riflessione pedagogica all\u2019interno dell\u2019AGESCI: l\u2019ultimo numero di R-S Servire \u00e8 esattamente dedicato a questo tema.<sup>38<\/sup>\u00a0I contributi \u2013 in particolare quelli di Lorenzo Bacchetta e Gian Maria Zanoni \u2013 mettono al centro la straordinaria occasione che costituisce per lo scautismo italiano il leggere la consonanza con la proposta culturale e teologica che papa Francesco offre al mondo. Tra le riviste dell\u2019Associazione quella rivolta ai capi, Proposta educativa, gi\u00e0 nel 2020 aveva dedicato un intero numero alla riflessione sull\u2019enciclica del papa con il titolo arguto di \u00abLaudato qui\u00bb. L\u2019approccio \u00e8 stato quello della responsabilit\u00e0 per i capi a intercettare le esigenze dei ragazzi, rispondendovi con una proposta educativa al rispetto dell\u2019ambiente, aprendola alla dimensione dell\u2019esperienza del Creato e alla rilettura nella relazione con Dio, come sottolineato da l\u2019Assistente ecclesiastico generale dell\u2019Associazione, Roberto del Riccio nel suo articolo pubblicato nella rivista. Del Riccio sottolinea il modo \u00abmite\u00bb con cui l\u2019uomo pu\u00f2 approcciarsi alla natura, il modo di Dio, al quale bisogna educare i bambini, ragazzi e giovani, accogliendo il loro desiderio di bene, per contribuire a rendere il mondo quel \u201cparadiso terrestre\u201d che il Signore sta sognando e cercando di realizzare.<sup>39<\/sup><\/p>\n<p>La forte impronta eco-responsabile dei giovani della generazione Z si qualifica, quindi, come una formidabile risorsa alla quale attingere per rendere sempre pi\u00f9 dinamico e vissuto il metodo scout, facendo emergere la straordinaria bellezza di questi giovani: accogliere le sfide e le parole di papa Francesco significa fare scoprire a loro che i loro principi etici non sono distanti dal Vangelo ma sono profondamente radicati nell\u2019esperienza di Dio, chiamandoli a essere custodi del creato e artigiani di speranza per il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><br \/>\n<sup>1<\/sup>\u00a0Il primo a utilizzare il termine \u00e8 stato lo psicanalista Dan Kiley nel 1983. Cf. D. Kiley, The Peter Pan Syndrome: Men Who Have Never Grown Up, Dodd, Mead &amp; Co., New York (NJ) 1983. Il termine venne ripreso pochi anni dopo da L.S. Groh \u2013 B. Lane, \u00abOvercoming the Peter Pan Syndrome: Grieving in Psycotherapy\u00bb, in Journal of Pastoral Care, 42 (1988), 1, 39-44 e da R. Fried \u2013 W. Vandereycken, \u00abThe Peter Pan syndrome: Was James M. Barrie anorexic?\u00bb, in International Journal of Eating Disorders, 8 (1989), 3, 369-376.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0A. Matteo, Convertire Peter Pan. Il destino della fede nella societ\u00e0 dell\u2019eterna giovinezza, Ancora, Milano 2021.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0A tale proposito rimando a quanto elaborato dall\u2019Istituto Giuseppe Toniolo nel Rapporto Giovani del 2021, in particolare ai contributi sui percorsi individuali. Cf. Istituto Giuseppe Toniolo (ed.), La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2021, Il Mulino, Bologna 2021, in part. 23-136.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0La rivista, pur partendo da una riflessione sulla branca R\/S e pur avendo un comitato di redazione composto da scout, non \u00e8 destinata ai soli educatori secondo il metodo scautistico e ospita contributi di autori esterni all\u2019AGESCI. Non a caso il sottotitolo \u00e8 quello di \u201cpubblicazione scout per educatori\u201d.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Rimando all\u2019articolo di Miscioscia per l\u2019analisi globale del fenomeno, in cui in maniera lucida si rileva una delle principali cause nella relazione fra generazioni segnate da fragilit\u00e0 diverse ma emergenti. Cf. D. Miscioscia, \u00abLa generazione Z: districarsi nelle scelte, verso il mondo adulto\u00bb, in R-S Servire, 74 (2022), 1, 19-22.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Cf. G. Pietropolli Charmet, Fragile e spavaldo. Ritratto dell\u2019adolescente di oggi, Laterza, Bari 2008. La fragilit\u00e0 adolescenziale non come problema ma come punto di partenza di proposta educativa \u00e8 uno dei temi fondamentali della riflessione di Alessandro D\u2019Avenia, cf. in particolare A. D\u2019Avenia, L\u2019arte di essere fragili. Come Leopardi pu\u00f2 salvarti la vita, Mondadori, Milano 2016.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0Cf. M. Recalcati, Il complesso di Telemaco, Feltrinelli, Milano 2013.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0In Italia i due volumi sono pubblicati, nelle edizioni curate da Mario Sica, come R. Baden-Powell, Scautismo per ragazzi, Fiordaliso, Roma 20225; Id., Manuale dei lupetti, Fiordaliso, Roma 20182.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0R. Baden-Powell, La strada verso il successo, Fiordaliso, Roma 20142.<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0Baden-Powell pensa al rover come al \u00abgiovane che sceglie l\u2019esperienza dello scomodo viaggio all\u2019aria aperta e la fatica del camminare come via per definire il proprio essere adulto\u00bb. Cf. AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, Fiordaliso, Roma 20182, 18.<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0Fondamentale per comprendere l\u2019evoluzione del roverismo in questo periodo \u00e8 M.D. Forestier, Scoutisme. Route de libert\u00e9, Les Presses d\u2019\u00cele de France, Paris 1951.<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0Sono a tale proposito fondamentali G. Basadonna, Spiritualit\u00e0 della strada, Ancora, Milano 1979 e G. Grasso, Sulle strade. Spiritualit\u00e0 per chi cammina, Gribaudi, Torino 1980.<br \/>\n<sup>13<\/sup>\u00a0Sulla partenza, cf. AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. R\/S 35; AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 146-151.<br \/>\n<sup>14<\/sup>\u00a0Da questo punto di vista \u00e8 essenziale l\u2019importanza dei \u201c4 punti\u201d individuati da Baden-Powell (carattere, salute e forza fisica, abilit\u00e0 manuale, servizio al prossimo) come le quattro dimensioni personali da sviluppare armonicamente per garantire una educazione equilibrata e globale, nelle sue dimensioni etica e spirituale, psico-fisica, cognitiva e sociale. Cf. R. Baden-Powell, Il libro dei Capi, Fiordaliso, Roma 20069, 39; AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), 12 e 29-30.<br \/>\n<sup>15<\/sup>\u00a0Baden-Powell, La strada verso il successo, 25-26.<br \/>\n<sup>16<\/sup>\u00a0Cf. AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), artt. 28-32.<br \/>\n<sup>17<\/sup>\u00a0Baden-Powell, Il libro dei Capi, 26.<br \/>\n<sup>18<\/sup>\u00a0Cf. R-S Servire, 73 (2021), 1. Segnalo in particolare tre articoli: D. Zanotti, \u00abAdolescenti senza pari\u00bb, 28; A. Bondurri, \u00abGiovani in cerca di una strada\u00bb, 29; D. Vendramin, \u00abQuale disponibilit\u00e0 al rischio?\u00bb, 32.<br \/>\n<sup>19<\/sup>\u00a0AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 158-163.<br \/>\n<sup>20<\/sup>\u00a0Sul Progetto del Capo, cf. AGESCI, Regolamento associativo (aggiornato al Consiglio generale 2022), art. 75. Il Patto associativo \u00e8 la sintesi delle idee sviluppate e maturate dall\u2019AGESCI ed \u00e8 il legame che esprime le scelte personali fatte dai capi e dagli assistenti ecclesiastici nell\u2019entrate nell\u2019Associazione per svolgervi un servizio a carattere educativo o formativo. Cf. AGESCI, Patto associativo (approvato al Consiglio generale del 1999).<br \/>\n<sup>21<\/sup>\u00a0AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 35-44.<br \/>\n<sup>22<\/sup>\u00a0Anche quando non patologica, come nel caso degli hikikomori, l\u2019apatia spinge a un certo rinchiudersi \u201cin casa\u201d. Sugli hikikomori, cf. C. Ricci, Hikikomori: adolescenti in volontaria reclusione, FrancoAngeli, Milano 2008.<br \/>\n<sup>23<\/sup>\u00a0AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. R\/S 9.<br \/>\n<sup>24<\/sup>\u00a0AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. 20.<br \/>\n<sup>25<\/sup>\u00a0Cf. AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 44.<br \/>\n<sup>26<\/sup>\u00a0Cf. AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 56-57.<br \/>\n<sup>27<\/sup>\u00a0La formulazione di questa dinamica \u00e8 per Baden-Powell cos\u00ec importante che vi dedica un intero testo, non destinato a capi o scout, ma che verte su una riflessione pi\u00f9 ampia e generale sull\u2019umanit\u00e0. Cf. R. Baden-Powell, Adventuring to Manhood, C. Arthur Pearson, London 1936.<br \/>\n<sup>28<\/sup>\u00a0Cf. AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 60-66.<br \/>\n<sup>29<\/sup>\u00a0AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. R\/S 30<br \/>\n<sup>30<\/sup>\u00a0Sulla Carta del coraggio, R-S Servire pubblic\u00f2 un intero numero. Cf. R-S Servire, 67 (2015), 1.<br \/>\n<sup>31<\/sup>\u00a0Miscioscia, \u00abLa generazione Z\u00bb, 21.<br \/>\n<sup>32<\/sup>\u00a0Baden-Powell, Il libro dei Capi, 63.<br \/>\n<sup>33<\/sup>\u00a0AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. 18.<br \/>\n<sup>34<\/sup>\u00a0AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. R\/S 20.<br \/>\n<sup>35<\/sup>\u00a0AGESCI \u2013 Branca Rover e Scolte, Manuale della Branca Rover e Scolte, 191.<br \/>\n<sup>36<\/sup>\u00a0AGESCI, Regolamento metodologico (aggiornato al Consiglio generale 2019), art. R\/S 20.<br \/>\n<sup>37\u00a0<\/sup>Ci\u00f2 si traduce in scelte concrete, quali l\u2019impegno di stringere fra generazioni un patto per la tutela di ambiente, con una comune chiamata alla responsabilit\u00e0 e alla collaborazione reciproca, ciascuno al proprio livello, e l\u2019osare di pi\u00f9 nella custodia del Creato, trovando soluzioni e comportamenti sostenibili e praticabili, oltre allo stringere relazioni di cooperazione con quanti, al di fuori dell\u2019AGESCI, sono impegnati in questa sfida globale. Cf. AGESCI, Cambiamo il mondo con l\u2019educazione. Strategie internazionali di intervento 2021-2025, 2.<br \/>\n<sup>38<\/sup>\u00a0R-S Servire, 74 (2022), 2.<br \/>\n<sup>39<\/sup>\u00a0R. del Riccio, \u00abChi l\u2019ha detto che siamo i dominatori della terra?\u00bb, in Proposta educativa, 46 (2020), 4, 34-35.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1238],"fascicolo":[324],"class_list":["post-2872","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alberto-casella","fascicolo-febbraio-2023"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alberto Casella, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Oikonomia - Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alberto Casella, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Oikonomia\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-19T11:17:34+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-2.jpg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"28 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/\",\"name\":\"Oikonomia - Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/03-casella-2.jpg\",\"datePublished\":\"2023-02-01T11:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-19T11:17:34+00:00\",\"description\":\"Leggi l'articolo a cura di Alberto Casella, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. Disponibile in formato PDF.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/03-casella-2.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/03-casella-2.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2023\\\/febbraio\\\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Articoli Rivista\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/articolo\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"name\":\"Oikonomia\",\"description\":\"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\",\"name\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"width\":500,\"height\":500,\"caption\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Oikonomia - Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout","description":"Leggi l'articolo a cura di Alberto Casella, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. Disponibile in formato PDF.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Oikonomia - Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout","og_description":"Leggi l'articolo a cura di Alberto Casella, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. Disponibile in formato PDF.","og_url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/","og_site_name":"Oikonomia","article_modified_time":"2026-04-19T11:17:34+00:00","og_image":[{"url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-2.jpg","type":"","width":"","height":""}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Estimated reading time":"28 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/","name":"Oikonomia - Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-2.jpg","datePublished":"2023-02-01T11:00:00+00:00","dateModified":"2026-04-19T11:17:34+00:00","description":"Leggi l'articolo a cura di Alberto Casella, pubblicato nel numero di Febbraio 2023. Disponibile in formato PDF.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-2.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/03-casella-2.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2023\/febbraio\/strada-comunita-servizio-il-metodo-scout\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Articoli Rivista","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/articolo\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Strada, comunit\u00e0, servizio. Il metodo scout"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","name":"Oikonomia","description":"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences","publisher":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization","name":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","width":500,"height":500,"caption":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences"},"image":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo\/2872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/articolo"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autori?post=2872"},{"taxonomy":"fascicolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/fascicolo?post=2872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}