{"id":2851,"date":"2022-10-01T12:00:00","date_gmt":"2022-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2851"},"modified":"2026-04-19T04:18:32","modified_gmt":"2026-04-19T02:18:32","slug":"la-genesi-delle-opinioni-nel-mondo-digitale","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2022\/ottobre\/la-genesi-delle-opinioni-nel-mondo-digitale\/","title":{"rendered":"La genesi delle opinioni nel mondo digitale"},"content":{"rendered":"<p>Progressivamente, la rete e i social sono diventati un&#8217;ulteriore dimensione della nostra vita, per cui tutte le attivit\u00e0 analogiche, ormai, hanno un corrispettivo digitale. &#8220;Mi parli del suo Metaverso<sup>2<\/sup>&#8221; direbbe oggi Sigmund Freud.<\/p>\n<p>Il web \u00e8 fatto di relazioni: chi scrive e chi legge, chi mette una foto e chi la guarda, chi compra e chi vende. Questo meccanismo psicologico \u00e8 fondamentale perch\u00e9 rende tutti parte del processo, creando una comunit\u00e0. Proprio la reciprocit\u00e0 \u00e8 la forza della rete: riconosce a tutti un ruolo e consente a tutti di partecipare.<\/p>\n<p>La naturale tendenza delle persone che la pensano allo stesso modo a stabilire una relazione tra loro \u2013 Goethe le chiamava affinit\u00e0 elettive \u2013 sui social \u00e8 esasperata perch\u00e9, scegliendo con chi avere o meno a che fare, creano un comfort-net, un luogo sospeso dalla realt\u00e0: un posto accogliente come il bancone del bar o un fal\u00f2 sulla spiaggia.<\/p>\n<p>Tuttavia, in alcuni casi, seguendo qualcuno e togliendo l&#8217;amicizia a qualcun altro, si finisce per separarsi dal resto delle persone, concentrandosi in comunit\u00e0 dense \u2013 in termini di uniformit\u00e0 di vedute \u2013 e autoreferenziali, dette stanze dell&#8217;eco<sup>3<\/sup>. Questi percorsi condizionati creano &#8220;un universo unico di informazioni per ognuno di noi, il che altera radicalmente il modo in cui incontriamo idee e informazioni&#8221; (Parisier, 2012). Cos\u00ec, un po\u2019 alla volta, siamo circondati solo da punti di vista con cui siamo d&#8217;accordo, al riparo da opinioni diverse.<\/p>\n<p>Non solo ci si separa (in)volontariamente ma la peristalsi di certe opinioni \u00e8 determinata da algoritmi che producono percorsi artificiali, creati in base alle preferenze commerciali, simpatie politiche, cronologia delle ricerche, geolocalizzazione&#8230; che ci conducono inconsapevolmente dalle idee da cui siamo attratti.<\/p>\n<p>Oggi, l&#8217;algoritmo ha sostituito monsieur Malauss\u00e8ne come capro espiatorio. L&#8217;algoritmo, tuttavia, in termini analitici, \u00e8 una tecnica di risoluzione di problemi ricorsivi. Grazie alla potenza di elaborazione, all\u2019intelligenza artificiale e alla convergenza digitale il suo campo di applicazione si \u00e8 rapidamente esteso.<\/p>\n<p>Ma il perimetro della sua azione discende dalle istruzioni che riceve. Come la condotta di una auto dipende da chi la guida, cos\u00ec l&#8217;equit\u00e0 algoritmica dipende da chi la controlla. Non c\u2019\u00e8 libero arbitrio della macchina. Kikin-Gil (2021) ammonisce &#8220;dietro ogni grande Intelligenza Artificiale c&#8217;\u00e8 un grande essere umano&#8221;, intendendo che \u00e8 l\u2019etica di chi governa la tecnologia che ne definisce i gradi di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Spesso la meccanica di selezione si basa sulla costruzione di un nemico<sup>4<\/sup>, ignobile e pericoloso, da combattere e da cui difendersi, insieme (Eco, 1982). Si fa leva sull&#8217;istinto di conservazione della specie. Ma la chiusura preventiva porta sovente a esiti peggiori dei rischi da cui ci si voleva proteggere, si pensi alla diminuzione di benessere prodotta dal medioevo o alla caduta del commercio che produce il protezionismo economico.<\/p>\n<p>Ambienti tossici ci sono sempre stati e hanno un certo fascino: Auden a riguardo dei populismi del \u2018900 diceva \u201calle persone piace leggere le proprie poesie e annusare i propri peti\u201d. Eccita l\u2019idea di vivere al limite della legalit\u00e0, piace ascoltare quello che ci si vuol sentire dire, assecondare le proprie inclinazioni, proibire i vizi altrui. I social ti fanno sentire considerato &#8211; come gli occhi dei santi delle chiese che sembrano guardare proprio te &#8211; e ogni like \u00e8 una goccia di analgesico.<\/p>\n<p>In una stanza dell&#8217;eco molte controversie appaiono insolubili mentre, da fuori, appaiono facilmente risolvibili, banali o irrilevanti. Molte volte quando gli individui sono tanto coinvolti in qualcosa non riescono a riconoscere le questioni per quello che sono, mentre chi le osserva dall\u2019esterno vede la soluzione evidente. A riguardo possiamo utilizzare il teorema di incompletezza di G\u00f6del (1931): &#8220;solo abbandonando le regole del paradosso, il paradosso pu\u00f2 essere risolto&#8221;.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0, tipicamente, \u00e8 governata da relazioni verticali, dove c&#8217;\u00e8 una gerarchia tra chi insegna e chi impara, tra medico e paziente, tra esperto e cliente. Invece, nei social network c&#8217;\u00e8 un rapporto orizzontale, tra pari, in cui non si conoscono le credenziali di chi sostiene qualcosa, in cui la conoscenza di un interlocutore non \u00e8 accreditata da titoli ma \u00e8 informale. Per cui l\u2019opinione su un tema tecnico o complesso di un Premio Nobel vale quanto quella di una persona qualsiasi. \u00c8 come se si chiedesse un parere sul bosone di Higgs prima a Fabiola Gianotti e poi al mago di Lambrate. Si confonde la convergenza fattuale della scienza con il pensiero unico, come se usare il Teorema di Pitagora fosse un atto di sottomissione alla dittatura scientifica.<\/p>\n<p>La voglia di riconoscimento delle proprie istanze dovrebbe tener conto dell\u2019oggetto della disputa. Se il confronto \u00e8 su temi d\u2019opinione (metafisica) ci si basa sulla dialettica che non ha un esito definitivo e, pertanto, non dovrebbe rientrare in uno schema binario \u201cgiusto o sbagliato\u201d. Invece, Cattaneo (2021) ricorda come la Scienza sia intransigente: si basa solo su evidenze falsificabili (Popper, 1934), su dati condivisi tratti da esperimenti riproducibili.<\/p>\n<p>Talvolta, la cardinalit\u00e0 della conoscenza \u00e8 cos\u00ec piatta (e bassa) che amplifica qualsiasi opinione, acriticamente. Inoltre, si sta affermando una fiducia selettiva nella scienza: si sentono persone in coda dall\u2019ortopedico dire di non fidarsi dei virologi. E come se chi va dal meccanico non si fidasse del gommista. Il paradosso \u00e8 che l\u2019esito della societ\u00e0 dell\u2019informazione sia un individuo decadente, scisso, alieno, \u2026 a-sociale.<\/p>\n<p>La fenomenologia dell&#8217;alieno digitale si manifesta con: 1) fondamentalismo, convinzioni granitiche e apodittiche, unite ad aggressivit\u00e0 compulsiva e all\u2019incapacit\u00e0 di cambiare condotta davanti a evidenze incontrovertibili, anche a costo di mettere a repentaglio la propria vita, 2) proselitismo, inteso come la ricerca continua di convincere altri ad aderire ai propri convincimenti, 3) vittimismo, una sorta di mania di persecuzione e, nei casi pi\u00f9 gravi, una lieve sindrome di M\u00fcnchhausen, 4) percezione superficiale, leggere i titoli anzich\u00e9 gli articoli, incorporando pi\u00f9 rumore che segnale (Silver, 2012) e 5) povert\u00e0 lessicale, una tendenza alla estrema semplificazione (la guerra ucraina in due parole).<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo punto \u00e8 dirimente. \u00c8 un problema rilevante perch\u00e9, come sosteneva Heidegger, riusciamo a pensare limitatamente alle parole di cui disponiamo. E questo, in un mondo complesso e articolato, in cui l\u2019intuizione euristica non \u00e8 sufficiente, polarizza le persone tra chi governa e chi \u00e8 governato dal sistema.<\/p>\n<p>La grande ribalta che sta avendo la lettura non-binaria di alcuni fenomeni per troppo tempo semplificati e mortificati (uomo|donna, occupato|non occupato, destra|sinistra) \u00e8 il segnale che il nativo digitale vuole, rivendica, la propria unicit\u00e0, e non si sente soddisfatto in una rappresentazione dicotomica; rifiuta come superato il riduzionismo insito nelle logiche classificatorie, nelle profilazioni, nella stessa volont\u00e0 di incasellare a tutti i costi in categorie o idealtipi. Non \u00e8 pi\u00f9 necessario, c\u2019\u00e8 abbastanza potenza di calcolo e di memoria per una rappresentazione in alta fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>Le interazioni tra \u201cle macchine\u201d, tra \u201cloro e noi\u201d e \u201ctra noi\u201d sono diventate esponenziali, creando un moltiplicatore informativo cos\u00ec potente che il volume di dati disponibili \u00e8 superiore alla nostra capacit\u00e0 di elaborazione. Stiamo vivendo una singolarit\u00e0 tecnologica: cos\u00ec all\u2019aumentare dei dati, paradossalmente, aumenta l\u2019asimmetria informativa.<\/p>\n<p>L\u2019effetto collaterale di questa espansione permanente \u00e8 un effetto inflazione sull\u2019informazione circolante con una relativa riduzione della capacit\u00e0 di disambiguazione dei dati, ovvero di condurre ad una soluzione condivisa. Viene compromessa la funzione aletheica ovvero la capacit\u00e0 di portare alla verit\u00e0, intesa come l\u2019esito della verifica di una ipotesi. In un certo senso \u00e8 la conferma del monito di Kierkegaard \u201ci numeri non decidono la verit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2, apparentemente, \u00e8 in contraddizione rispetto ad una speculazione accademica e politica sempre pi\u00f9 data-driven: in realt\u00e0, la misurazione di fenomeni complessi \u00e8 sempre pi\u00f9 difficoltosa, quindi dobbiamo diffidare dall\u2019uso spregiudicato dei dati: non sono pi\u00f9 il risultato finale. \u00c8 la qualit\u00e0 del dato che rende le interpretazioni dei fenomeni pi\u00f9 o meno buone ma, purtroppo, la capacit\u00e0 di leggere correttamente i numeri \u00e8 bassa. Va migliorata, non solo perch\u00e9 richiesta nel mondo del lavoro ma, soprattutto, perch\u00e9 ne va della nostra autonomia di giudizio, della propria capacit\u00e0 di partecipazione democratica.<\/p>\n<p>Infatti, il ruolo del dato sta cambiando \u2013 da parametro di governo a costituente della realt\u00e0 \u2013 diventando cruciale nella tutela dei diritti individuali. C\u2019\u00e8 una forte responsabilit\u00e0 nei media e nei social nel maneggiare i dati: realizzano il trasferimento della conoscenza, determinano il valore delle aziende, orientano l\u2019opinione pubblica \u2026 sono, compiutamente, il quarto e quinto potere.<\/p>\n<p>La tecnologia \u00e8 come il vento forte per una barca: pu\u00f2 far andare veloci ma \u00e8 difficile da governare. Oggi, \u00e8 disponibile un patrimonio informativo sterminato, in cui Eraclito si sarebbe perso alla ricerca dell\u2019inaspettato (famosi sono i casi di scoperte non premeditate: America, Penicillina, Viagra\u2122). Tuttavia, la capacit\u00e0 di riconoscere ulteriori informazioni utili (significanti o segnali) nei tanti dati disponibili, richiede una maieutica digitale, una tecnica di identificazione. La potenza di calcolo unita al machine learning rende particolarmente fertile questo sterminato humus digitale, cogliendone i frutti spontanei. Pertanto, la capacit\u00e0 di trovare l&#8217;inaspettato (serendipity) applicata a enormi quantit\u00e0 di dati, per la Legge dei grandi numeri, diventa pi\u00f9 di una piacevole sorpresa: \u00e8 un valore atteso (Mandrone 2020).<\/p>\n<p>Nei sistemi complessi la misurazione \u00e8 difficile da realizzare perch\u00e9 la misura corrompe il fenomeno osservato. Continuamente \u2013 e spesso a mani nude \u2013 affrontiamo dilemmi sociali e morali, sanitari ed economici&#8230; Per compiere scelte consapevoli, governare la complessit\u00e0 e le stranezze digitali<sup>5<\/sup>\u00a0(Mandrone, 2017 e 2021) servono competenze, cultura e una nuova scatola degli attrezzi.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto un &#8220;grande potere implica grande responsabilit\u00e0&#8221; ma la tecnologia e la relativa etica non viaggiano di pari passo: sappiamo fare auto a guida autonoma ma non a chi dare la colpa se fanno un incidente. Popov (2015) fece un test di psicometria a Cambridge: l\u2019intelligenza artificiale esaminando 10 like prevedeva i comportamenti di un utente meglio dei suoi amici; osservando 300 like era pi\u00f9 precisa di sua madre.<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 di predizione, ad esempio, \u00e8 un male (verremo corretti quando il nostro comportamento sar\u00e0 difforme dal pensiero comune, dominante, dalla norma) o \u00e8 un bene (consentir\u00e0 di ridurre gli incidenti stradali, il crimine, il traffico)? Dipende.<\/p>\n<p>Ogni innovazione tecnica ha un rischio etico associato al suo utilizzo.<\/p>\n<p>La pervasivit\u00e0 della societ\u00e0 digitale tocca le libert\u00e0 personali, le istituzioni democratiche, i set valoriali. Il Cardinal Martini (2015) sul finire del secolo scorso, comprese la difficolt\u00e0 di governare una tecnologia strabordante, esposta ad una eterogenesi dei fini cos\u00ec forte da renderla imprevedibile negli esiti. Serve senso del limite, quello che ha fermato alcune propaggini della fisica o della medicina, si pensi all\u2019utilizzo dell\u2019energia nucleare o agli scenari aperti dalla clonazione: questi fronti del progresso possono sia migliorare il genere umano che distruggerlo. Va, dunque, posto un confine etico anche alle nuove possibilit\u00e0 digitali?<\/p>\n<p>Per partecipare all\u2019agone mediatico, essere social-attivi, abbiamo regalato con grande nonchalance porzioni della nostra privacy. Internet \u00e8 stato una \u201czona franca\u201d, un non-luogo che ha vissuto una libert\u00e0 assoluta, sospeso sopra gli ordinamenti nazionali. Ma la libert\u00e0 non \u00e8 assenza di regole. Visto il ruolo che il web e le applicazioni digitali stanno assumendo nella nostra vita, la Commissione Europea (2022) ha proposto un documento di indirizzo (data act) in cui si intende contrastare il potere degli oligopoli tecnologici e affermare la sovranit\u00e0 digitale degli europei.<\/p>\n<p>Se telefonando \u2013 o videochiamando o digitando \u2013 potessi fare qualsiasi cosa\u2026 La bulimia tecnologica ha effetti collaterali severi: virtualizzando tutto rischiamo di perdere le capacit\u00e0 sensoriali e di sopire gli animal spirits, quelli che fanno agire sentimenti e princ\u00ecpi. Quando i costumi sociali sono alterati \u2013 come accadde per l\u2019aids negli anni \u201880 e oggi con il covid \u2013 serve tempo perch\u00e9 le normali relazioni si ristabiliscano. \u00c8 come se il corpo sociale fosse afflitto da una sorta di long digital: l\u2019esposizione eccessiva alla tecnologia e l\u2019immersione in una realt\u00e0 artificiale, disallinea i set valoriali e le capacit\u00e0 relazionali, per molto tempo. Occorre una rieducazione sentimentale per re-imparare a lasciarsi condurre dagli stimoli socio-emotivi (Mandrone, 2022).<\/p>\n<p>La madre di tutte le transizioni \u00e8 la cultura: necessaria per governare nuovi rischi, opportunit\u00e0 inedite, fenomeni immateriali, denaro elettronico, tratti socioeconomici fluidi, contaminazioni organiche e inorganiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Una versione semplificata di questo contributo \u00e8 in corso di pubblicazione su Agenda Digitale.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Marucci nota che il termine fu coniato da Crash (1992) in riferimento ad un virus neurolinguistico che distruggeva le menti<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Un processo simile alla distillazione: a mano a mano si separano le impurit\u00e0, fino ad ottenere un concentrato in purezza.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Si recupera la retorica del male contraltare del bene, una sorta di equilibrio morale generale: ogni azione ha una reazione.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Digital oddities, ovvero i piani ulteriori della nostra vita che ci restituisce la dimensione digitale, le opportunit\u00e0 sovente incomprensibili o le nuove relazioni che si vengono a costituire, inaspettatamente. Un quadro pi\u00f9 articolato, complesso\u2026 che richiede sensibilit\u00e0 specifiche e apertura mentale, conoscenza e competenza, per partecipare pienamente alla transizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Cattaneo E. (2021), Armati di scienza, Raffaello Cortina Editore.<\/p>\n<p>Commissione Europea, (2022), Data Act: Commission proposes measures for a fair and innovative data economy, Brussels (<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_22_1113\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/ec.europa.eu\/<\/a>)<\/p>\n<p>Eco U. (2012), Inventing the Enemy, Mariner Books.<\/p>\n<p>G\u00f6del K. (1931), \u00dcber formal unentscheidbare S\u00e4tze der Principia Mathematica und verwandter Systeme I, Monatshefte f\u00fcr, Monatshefte f\u00fcr Mathematik, 38, n.1, pp.173-198.<\/p>\n<p>Kikin-Gil R. (2021), Guidelines for Human-AI interaction, University of Washington.<\/p>\n<p>Marucci M. (2022), Il solito vecchio metaverso, Etica &amp; Economia.<\/p>\n<p>Mandrone E. (2022), Fatto il Paese digitale va fatto il cittadino digitale, Agenda Digitale<\/p>\n<p>Mandrone E. (2021), Digital oddities: technological change and cultural elaboration, Sinappsi, n.3, pp.36-59<\/p>\n<p>Mandrone E. (2020), Scelte consapevoli in tempi di incertezza, www.lavoce.info, 4 Aprile 2000 Mandrone E. (2017), Il ruolo sociale dell\u2019educazione economica. Evidenze, strumenti e tutele, Sinappsi, n. 1, pp. 7-33<\/p>\n<p>Martini C. M. (2015), Le cattedre dei non credenti, (opera Omnia del Cardinal C.M. Martini), Bompiani.<\/p>\n<p>Pariser E. (2012), The Filter Bubble: What The Internet Is Hiding From You, Penguin Pr.<\/p>\n<p>Popper K. (1934), The Logic of Scientific Discovery, Berlin, Julius Springer<\/p>\n<p>Popov S. (2015), Self-evaluation and mental Health: an experimental assessment, Journal of Evidence-Based Psychotherapies, 15, n.2, pp.219-236<\/p>\n<p>Silver N., (2013), The Signal and the Noise: The Art and Science of Prediction, Penguin Books.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1236],"fascicolo":[319],"class_list":["post-2851","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-emiliano-mandrone","fascicolo-ottobre-2022"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La genesi delle opinioni nel mondo digitale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Emiliano Mandrone, pubblicato nel numero di Ottobre 2022. 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