{"id":2789,"date":"2022-02-01T12:00:00","date_gmt":"2022-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2789"},"modified":"2026-04-19T04:28:27","modified_gmt":"2026-04-19T02:28:27","slug":"antropocene-lassenza-di-pensiero-strategico","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2022\/febbraio\/antropocene-lassenza-di-pensiero-strategico\/","title":{"rendered":"Antropocene: l\u2019assenza di pensiero strategico"},"content":{"rendered":"<p>Il riscaldamento globale riguarda tutta la comunit\u00e0 mondiale, quest\u2019anno tutti gli Stati si sono riuniti a Glasgow (COP26) per affrontare il problema che \u00e8 molto grave per tutti e soprattutto per le nuove generazioni. Spesso \u00e8 utilizzato il termine geologico\u00a0<em>Antropocene<\/em>\u00a0per indicare l\u2019impatto dell\u2019azione umana sulla Terra. \u00c8 necessario capire:<\/p>\n<p>1. come si pu\u00f2 inquadrare questa sfida per il genere umano dal punto di vista etico;<br \/>\n2. se il termine\u00a0<em>Antropocene<\/em>\u00a0sia una modalit\u00e0 di comunicazione ad effetto o sia scientificamente fondato;<br \/>\n3. come si sia giunti a doversi porre questa domanda;<br \/>\n4. quali scenari si pongono davanti alla specie umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019Etica e l\u2019Altro distante nel tempo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019etica ha senso se c\u2019\u00e8 la presenza di un Altro; il fatto che la realt\u00e0 \u00e8 costituita per ognuno dalla presenza di tutti rende impossibile essere l\u2019unico padrone di ci\u00f2 che si fa<sup>1<\/sup>\u00a0e richiede consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. Sono gli uomini, non l\u2019uomo, che vivono sulla terra, vivono al plurale, non al singolare, e il concetto di\u00a0<em>senso comune<\/em>\u00a0in Kant significa quel senso che alla lettera ci rende una comunit\u00e0<sup>2<\/sup>. Lo sviluppo delle attivit\u00e0 economiche ha progressivamente ampliato le comunit\u00e0<sup>3<\/sup>, con una forte accelerazione negli ultimi decenni dovuta alla globalizzazione, che ha formato un\u2019unica comunit\u00e0 mondiale, determinando l\u2019entrata di un Altro<sup>4<\/sup>\u00a0fino a prima assente nelle comunit\u00e0 tradizionali, l\u2019Altro distante nello spazio<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>Di norma la persona e l\u2019impresa ragionano con un orizzonte strategico comparabile alla durata della loro esistenza, mentre il pensiero del genere umano si sviluppa di generazione in generazione, ognuna delle quali tende ad agire in funzione del proprio benessere, interpretato negli ultimi secoli come progresso economico e tecnologico. Il modo di leggere la realt\u00e0 \u00e8 frutto della cultura dominante in cui una generazione vive<sup>6<\/sup>\u00a0ed essendo il lunghissimo termine al di l\u00e0 dell\u2019orizzonte abituale della sua capacit\u00e0 di pensiero, difficilmente si pone il problema dell\u2019impatto delle sue azioni sulle generazioni non ancora visibili. I modelli economici, che hanno guidato il comportamento di molte generazioni, negli ultimi decenni si sono esacerbati in intensit\u00e0 e ampiezza manifestando effetti preoccupanti sulle condizioni di vita del nostro pianeta con il rischio di causare effetti devastanti agli Altri distanti nel tempo<sup>7<\/sup>. Questa alienazione dalle generazioni future ha fatto sostenere a Hans Jonas che non si tratta soltanto di mettere in discussione la responsabilit\u00e0 verso le persone future, ma verso la stessa idea di uomo<sup>8<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Opinioni e ricerca scientifica<\/strong><\/p>\n<p>Minimizzare le preoccupazioni ambientali consente di generalizzare l\u2019idea che non sia certo ci\u00f2 che si sta causando, rassicurandosi fino a ignorare i problemi. La ricerca della valutazione dell\u2019impatto reale della specie umana sulla Terra<sup>9<\/sup>, invece, deve potersi avvalere di prove scientifiche da ricercare con le discipline idonee, tra cui la geologia e la paleontologia giocano un ruolo importante per le tracce che portano del passato. I contenuti che seguono sono basati su recenti studi di due scienziati che operano in importanti centri di ricerca inglesi<sup>10<\/sup>.<\/p>\n<p>Max Planck affermava che una nuova verit\u00e0 scientifica non trionfa perch\u00e9 i suoi oppositori si convincono, ma perch\u00e9 alla fine muoiono e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti sono divenuti familiari. Un pericolo rilevante nella cura dell\u2019Altro distante nel tempo \u00e8 che le vecchie generazioni (tra cui la mia) provochino danni irreversibili prima di morire senza lasciare tempo sufficiente alle nuove per porvi rimedio. Capire se sia scientificamente corretto definire\u00a0<em>Antropocene<\/em>\u00a0il cambiamento che si registra da decenni nell&#8217;equilibrio dei rapporti tra le sfere terrestri (geosfera, idrosfera, atmosfera e biosfera) richiede chiarire come si identifica un\u2019et\u00e0 geologica. Il rilevare cambiamenti biologici e chimici avvenuti contemporaneamente in luoghi distanti sul Pianeta (il cosiddetto \u201cchiodo d\u2019oro\u201d<sup>11<\/sup>) indica che in quel periodo qualcosa \u00e8 cambiato e che la Terra \u00e8 proceduta verso un nuovo stato, caratterizzato da equilibri chimico-fisici e forme di vita diverse.<\/p>\n<p>Verificare se le attivit\u00e0 antropiche siano le responsabili degli sconvolgimenti avvenuti nelle relazioni tra le sfere terrestri (<em>Antropocene<\/em>) pu\u00f2 avvalersi di diversi metodi:<\/p>\n<p>a. analisi di carote di ghiaccio che permettono di misurare cambiamenti nella concentrazione nell&#8217;atmosfera del passato dell\u2019anidride carbonica,<br \/>\nb. analisi dei sedimenti palustri, che portano tra l&#8217;altro i segni dell&#8217;inquinamento associato alla Rivoluzione industriale,<br \/>\nc. lo studio degli anelli degli alberi, che registrano ad esempio il fall-out nucleare,<br \/>\nd. l&#8217;individuazione di marcatori nelle rocce sedimentarie, che portano i segni di citt\u00e0 costiere abbandonate, discariche rifiuti, inquinamento da plastica \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le transizioni principali dello sviluppo economico<\/strong><\/p>\n<p>Per comprendere se e come il genere umano ha modificato il funzionamento della terra su vasta scala, \u00e8 utile ripercorrere sinteticamente come si \u00e8 evoluto il nostro modo di vivere. L&#8217;interpretazione che segue si basa sulla modifica dell\u2019uso dell\u2019energia e sullo sviluppo dell\u2019organizzazione sociale, resa possibile dalla cultura cumulativa e dalla capacit\u00e0 di scambiare informazioni.<\/p>\n<p>Lewis e Maslin<sup>12<\/sup>, individuano quattro fasi di transizione dello sviluppo delle comunit\u00e0 umane, due prevalentemente determinate dall\u2019utilizzo dell\u2019energia e due dall\u2019organizzazione.<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>\u00a0La prima \u00e8 il passaggio dallo stadio iniziale di cacciatori-raccoglitori all\u2019agricoltura stabile. Questo fu un salto dirompente: addomesticando selezionate specie vegetali e animali divenne possibile controllare l&#8217;immagazzinamento dell&#8217;energia dal Sole. Questa concentrazione dell&#8217;energia port\u00f2 a passare da gruppi itineranti di dimensione limitata, il cui numero raddoppiava circa ogni 2.500 anni, che non avevano bisogno di molta energia (300 watt), a insediamenti stanziali pi\u00f9 cospicui, il cui numero raddoppiava ogni 1.500 anni e potevano consumare pi\u00f9 energia (2.000 watt). Il passaggio da comunit\u00e0 di cacciatori-raccoglitori a comunit\u00e0 stanziali basate sull&#8217;agricoltura comport\u00f2 pi\u00f9 lavoro, peggiore condizione nutritiva, pi\u00f9 malattie. Al contempo per\u00f2 era possibile crescere un numero pi\u00f9 elevato di bambini. La popolazione mondiale \u00e8 stimata attorno ai 5 milioni di persone e l\u2019archetipo sociale \u00e8 rappresentato dagli agricoltori preindustriali. L\u2019agricoltura, dovendo abbattere le foreste per ricavare terreni coltivabili e pascoli, aument\u00f2 i gas serra atmosferici che stabilizzarono il clima globale e causarono un generale aumento della temperatura del pianeta.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong>\u00a0La seconda transizione, di stampo pi\u00f9 organizzativo, \u00e8 collegata allo sviluppo capitalistico mercantile. All\u2019inizio del 1500 gli europei iniziarono a colonizzare vaste aree del resto del mondo, tra cui le Americhe. Il trasporto e l\u2019insediamento di animali e piante da una parte all\u2019altra dell\u2019oceano (&#8220;scambio colombiano&#8221;) determin\u00f2 il riordinamento a scala globale della vita sulla Terra e la connessione innaturale dei continenti. La resistenza alla trasmissione di malattie da allevamento di animali<sup>13<\/sup>\u00a0favor\u00ec in modo decisivo gli europei a colonizzare le Americhe: in seguito alla conquista da parte degli europei morirono per malattie virali e batteriche 50 milioni di americani (70%).<\/p>\n<p>Il processo part\u00ec dalla Spagna, il cui accumulo di grandi ricchezze stimol\u00f2 piani di colonizzazione anche nei Paesi rivali di Inghilterra e Francia. Prima di allora il mondo non era mai stato collegato in un unico sistema economico globale, rimodellato in un\u2019unica ecologia globale in conseguenza dello scambio colombiano: il commercio spost\u00f2 persone, merci e specie commercialmente importanti. Lo spostamento non riguard\u00f2 solo animali e piante, ma anche esseri umani. Inizi\u00f2 infatti la tratta transatlantica degli schiavi grazie a un commercio triangolare: i beni prodotti in Europa erano venduti in Africa in cambio di schiavi africani trasportati nelle Americhe per produrre cotone, zucchero e tabacco, poi venduti in Europa. Dal \u2018600, gli europei nordoccidentali iniziarono a lavorare di pi\u00f9 per poter consumare pi\u00f9 zucchero e pi\u00f9 tabacco. L\u2019arrivo degli europei nelle Americhe segn\u00f2 l\u2019inizio di un cambiamento accelerato spinto da s.p.a. e borse per sfruttare terre lontane a fini di lucro<sup>14<\/sup>.<\/p>\n<p>Si svilupp\u00f2 molto anche la conoscenza. Scoperte scientifiche e invenzione della stampa stimolarono la circolazione di libri e pi\u00f9 persone impararono a leggere. La popolazione mondiale era sul mezzo miliardo di persone e l\u2019archetipo sociale era costituito da mercanti e lavoratori (di cui una parte schiavi).<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong>\u00a0La terza transizione, capitalistico industriale, fu indotta dal forte aumento di disponibilit\u00e0 di energia, grazie al carbone e poi al petrolio. Con la Rivoluzione Industriale e l\u2019uso di combustibili fossili l\u2019utilizzo di energia pro capite divenne 4.000 watt. La popolazione mondiale nel 1804 raggiunge il primo miliardo e l\u2019archetipo sociale era rappresentato da proprietari di fabbriche e da lavoratori retribuiti. I fattori che contribuirono a questa transizione furono, oltre ai giacimenti di carbone, le idee e le istituzioni sviluppatesi in almeno 250 anni di capitalismo agrario, la presenza di un\u2019ampia classe lavoratrice urbana e di una classe capitalista abbastanza numerosa, con Stati forti che facevano rispettare le leggi e i diritti di propriet\u00e0. Il risultato fu un aumento relativamente alto dei salari e approvvigionamenti energetici relativamente economici che consentirono un rapido sviluppo tecnologico e un impatto molto positivo sulla condizione sanitaria (dal 1730 al 1830 i bambini morti prima dei 5 anni calarono da 75% a 32%).<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong>\u00a0La quarta transizione, caratterizzata da una grande accelerazione, avvenne dopo la II GM e fu di carattere organizzativo. La formazione di grandi istituzioni globali favor\u00ec e fu favorita dall\u2019aumento della produttivit\u00e0 economica globale con la corsa all\u2019industrializzazione, sostenuta dalla spinta a reinvestire continuamente per produrre sempre di pi\u00f9 e ampliare i profitti, con un sensibile miglioramento del benessere materiale e sanitario. Ci\u00f2 port\u00f2 a una rapida crescita della popolazione e a un enorme aumento dell\u2019uso globale di energia e di risorse, con livelli senza precedenti dell\u2019impatto umano sul sistema Terra. Nel 1950 la popolazione mondiale era di 2,5 miliardi di persone e ora \u00e8 di circa 8, l\u2019utilizzo medio di energia a persona di 8.000 watt e l\u2019archetipo sociale \u00e8 rappresentato da rendite di capitale e lavoratori stipendiati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019enfasi sui risultati di breve termine ci ha trasformati in meteorite?<\/strong><\/p>\n<p>Nella strategia d\u2019impresa si tratta sempre di conciliare gli obiettivi di sopravvivenza nel breve termine con gli obiettivi di lungo. Si pensi, ad esempio, ai fornitori di utilities per la componentistica meccanica del settore automobilistico, con la loro necessit\u00e0 di interfacciarsi nel presente e nel breve termine con i componenti meccanici dei produttori di auto, ma pianificare e investire nel medio-lungo termine sul passaggio alla sola trazione elettrica, dove la componente meccanica \u00e8 molto meno rilevante.<\/p>\n<p>Le forzature sulla natura per ottenere benefici nel breve termine rischiano di provocare risultati comparabili con quelli causati 66 milioni di anni fa dal meteorite che pose fine a milioni di anni di dominio dei dinosauri e caus\u00f2 un\u2019estinzione di massa.<\/p>\n<p>Dalle prove scientifiche emerge che il nuovo stile di vita emerso con l\u2019agricoltura in larga scala 10.000 anni fa pu\u00f2 avere causato un cambiamento dell\u2019intero sistema Terra, fino ad avere rinviato l\u2019inizio di una nuova era glaciale<sup>15<\/sup>. Vi furono 10.000 anni di clima relativamente stabile fino al 1610, anno per cui si registra il minimo di CO2 atmosferica<sup>16<\/sup>\u00a0che da allora \u00e8 inesorabilmente cresciuta. Il 1610 pu\u00f2 essere considerato l\u2019inizio dell\u2019<em>Antropocene<\/em><sup>17<\/sup>, perch\u00e9 segna gli effetti massicci sull&#8217;atmosfera dell&#8217;attivit\u00e0 umana dei conquistadores. Infatti, lo sterminio degli indigeni delle Americhe port\u00f2 a una temporanea interruzione delle pratiche agricole su vasta scala, a cui si associ\u00f2 la riforestazione naturale di quelle vaste aree; le foreste per crescere catturarono enormi quantit\u00e0 di CO2 provocando una marcata diminuzione della sua concentrazione in atmosfera.<\/p>\n<p>Lo scambio colombiano con lo spostamento di piante, animali e uomini, di fatto un\u00ec i continenti. In seguito, la Rivoluzione Industriale attiv\u00f2 un flusso di nuova ricchezza che consent\u00ec di investire su molte attivit\u00e0, tra cui sanit\u00e0, istruzione, opere pubbliche, e favor\u00ec l\u2019aumento veloce della popolazione (1804: 1 miliardo, 1927: 2 miliardi). Gli effetti della Rivoluzione Industriale, uniti all\u2019estesa deforestazione, hanno accresciuto il livello di CO2 dalle +280 ppm<sup>18<\/sup>\u00a0del suo inizio alle +417 ppm nel 2020<sup>19<\/sup>\u00a0e l\u2019aumento di +1\u00b0C di temperatura.<\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2, dalla fine della II GM si \u00e8 sovrapposto il processo della &#8220;Grande Accelerazione&#8221; dell\u2019attivit\u00e0 industriale e in generale delle attivit\u00e0 umane<sup>20<\/sup>; questa accelerazione ha portato dal 1958 il livello di CO2 a una crescita annua di 1,5 ppm. Oggi, come si pu\u00f2 osservare nei grafici 1 e 2, nell\u2019atmosfera \u00e8 presente pi\u00f9 CO2 di quanta ve ne sia stata per almeno 800.000 anni.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22boschetti11.png\" alt=\"22boschetti11\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/22boschetti1.png\" alt=\"22boschetti1\" width=\"600\" height=\"368\" \/><\/p>\n<p>Le estinzioni documentate dal 1500 sono 784<sup>21<\/sup>\u00a0(2\/3 dopo il 1900); la sparizione di alcune specie mette a rischio l&#8217;equilibrio degli ecosistemi che le ospitavano. Per quanto riguarda i mammiferi oggi il 3% vive allo stato selvatico, il 30% sono esseri umani, il 67% sono animali allevati di cui ci nutriamo<sup>22<\/sup>.<\/p>\n<p>L\u2019influenza umana sul sistema Terra ha inoltre causato:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>\u00a0sconvolgimento del ciclo del fosforo. Ci sarebbero riserve per altri 300 anni, ma la domanda \u00e8 molto superiore all\u2019offerta. Il fosforo non si rinnova e potrebbe finire tra 50-100 anni. Senza fosforo c\u2019\u00e8 riduzione delle rese agricole e nel 2050 ci potrebbero essere 2 miliardi di persone in pi\u00f9.<br \/>\n<strong>2.<\/strong>&#8211; sconvolgimento del ciclo dell\u2019azoto. La fissazione dell\u2019azoto atmosferico serve per produrre fertilizzanti chimici, senza i quali occorrerebbe il triplo di terre da coltivare. Ma l\u2019eccesso di sostanze nutrienti finisce in acque dolci e costiere danneggiando ecosistemi acquatici. Ogni anno sono riversati negli oceani 11 milioni di tonnellate di fosforo e 150 milioni di tonnellate di azoto, a causa dell\u2019eccessivo uso di fertilizzanti.<br \/>\n<strong>3.<\/strong>&#8211; Se si superano 350ppm di CO2 (per alcuni studi 400 o 450<sup>23<\/sup>) il livello del mare subisce innalzamenti catastrofici per le piccole isole e le zone costiere continentali.<br \/>\n<strong>4.<\/strong>&#8211; la Groenlandia perde 200 tonnellate di ghiaccio all\u2019anno, l\u2019Antartide 150 (5 o 6 volte rispetto agli anni \u201990). Nell\u2019ultimo secolo il livello del mare si \u00e8 alzato di 20cm.<\/p>\n<p>Questo processo di crescita ha migliorato la vita di molte persone, riducendo la povert\u00e0 e aumentando le aspettative di vita, ma ha comportato effetti distruttivi su ambiente e societ\u00e0: se le persone sono considerate solo come \u201ccapitale umano\u201d, si accresce la disuguaglianza, l\u2019alienazione e si atomizzano le societ\u00e0, dove le persone competono anzich\u00e9 formare comunit\u00e0 collaborative. \u00c8 difficile affermare se vi sia stato altro progresso oltre quello economico e tecnologico. Nel passaggio da cacciatori\/raccoglitori a quello agricolo e poi a quello industriale c\u2019\u00e8 stato sicuramente maggior benessere materiale \u2026 e in termini di minore sofferenza, maggiore libert\u00e0, maggiore felicit\u00e0?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come finir\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Sar\u00e0 decisiva la priorit\u00e0 che il genere umano sceglier\u00e0 tra crescita economica e salvaguardia dell\u2019ambiente in cui vivranno gli Altri distanti nel tempo.<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>\u00a0Se prevarr\u00e0 la fiducia in una \u201cprovvidenza economica e tecnologica\u201d capace di conciliare crescita e protezione del pianeta, si potr\u00e0 continuare a credere nel dogma crescita=felicit\u00e0, restando rigorosamente fedeli a quella che Walter<\/p>\n<p>Benjamin chiamava religione del capitalismo, dove i meccanismi di mercato sono considerati i principali mezzi per realizzare il bene pubblico, prosciugando il dibattito da argomentazioni etiche<sup>24<\/sup>\u00a0per dibattere le questioni controverse, come se fossero materia di efficienza economica e quindi competenza dei relativi esperti<sup>25<\/sup>.<\/p>\n<p>Linee guida potranno continuare a essere egoismo e risultati di breve termine per accumulare sempre pi\u00f9 profitti, in continuit\u00e0 con la storia umana (vista sopra) e in assenza di senso del limite. Si \u00e8 ricordato all\u2019inizio che il modo di leggere la realt\u00e0 \u00e8 frutto della cultura dominante in cui si vive<sup>26<\/sup>, e il presupposto che l\u2019individuo sia egoista e conflittuale si \u00e8 protratto da almeno tre secoli, radicandosi nella cultura di molte generazioni, rafforzato dal neoliberismo imperante negli ultimi decenni, rinvigoritosi dopo il crollo del muro di Berlino. Di conseguenza, magari sostituendo i combustibili fossili con energia rinnovabile, si riuscir\u00e0 forse a salvaguardare il pianeta, anche se si potr\u00e0 continuare a essere indifferenti alla solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Dal punto di vista del consumatore significherebbe continuare a cercare di minimizzare i costi unitari d\u2019acquisto, che per molti prodotti agricoli potrebbe contribuire alla riduzione della biodiversit\u00e0, all\u2019aumento dell\u2019uso di prodotti chimici, al probabile sfruttamento del lavoro dei braccianti, alla contrazione del reddito dell\u2019agricoltore, senza riflettere che acquistare sottocosto implica che qualcuno quel costo lo sta pagando<sup>27<\/sup>.<\/p>\n<p>Rimanendo nel settore agricolo, dal punto di vista dell\u2019impresa gli orientamenti della produzione rischiano di essere gestiti da manager che per massimizzare i profitti devono minimizzare i costi d\u2019acquisto anche se non sempre conoscono a fondo i problemi dell\u2019agricoltura o dell\u2019industria di trasformazione, favorendo pratiche di sfruttamento; si genererebbe infatti un collo di bottiglia che ostacola la redditivit\u00e0 degli agricoltori inducendoli a cercare mezzi alternativi per contenere i costi<sup>28<\/sup>.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong>\u00a0Se non ci si riuscir\u00e0 a tutelare dal dissesto ambientale ci sar\u00e0 il collasso del genere umano, con effetti analoghi al meteorite di 66 milioni di anni fa con l\u2019estinzione dei dinosauri, realizzando il timore di Jonas ricordato all\u2019inizio dell\u2019articolo sulla responsabilit\u00e0 verso l\u2019idea stessa di uomo.<\/p>\n<p>66 milioni di anni fa il meteorite non fu lanciato sulla Terra da alieni dopo avere sfruttato il pianeta, e un gruppo limitato di persone (indifferente verso molti Altri) potrebbe salvarsi costruendo enclave protette<sup>29<\/sup>. Scriveva Hanna Arendt<sup>30<\/sup>\u00a0che, svanita l\u2019autorit\u00e0 di criteri assoluti e trascendenti della religione o del diritto naturale, l\u2019identificazione del diritto con l\u2019utile pare inevitabile, per cui in futuro una parte (economicamente e geograficamente privilegiata) dell\u2019umanit\u00e0 potrebbe agire come se per il bene del tutto (in questo caso chi trae maggior beneficio dal sistema economico attuale) sia meglio liquidare certe sue parti, vale a dire chi vive in aree pi\u00f9 a rischio<sup>31<\/sup>.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong>\u00a0Se invece ci si rende conto che l\u2019essere umano \u00e8 parte della natura e non pu\u00f2 considerarla come un magazzino di materie prime, occorre mutare uno stile di vita improntato sull\u2019egoismo e sul breve termine, finalizzato ai\u00a0<em>quarterly earnings<\/em><sup>32<\/sup>\u00a0propri e della propria generazione, sviluppando sensibilit\u00e0 anche al lungo periodo in cui vivranno gli Altri distanti nel tempo.<\/p>\n<p>In questo caso sar\u00e0 necessario cambiare molte abitudini, tra cui i costumi alimentari, riflettere tra l\u2019altro sull\u2019assurdit\u00e0 di filiere lunghe decine di migliaia di chilometri e di cibo venduto a costi infimi, oltre che essere consapevoli di ci\u00f2 che comporta un\u2019alimentazione basata sulla produzione di carne industriale che richiede milioni di ettari coltivati per nutrire animali chiusi in capannoni<sup>33<\/sup>.<\/p>\n<p>Kant nella Metafisica dei consumi affermava che \u201cla differenza tra il bene e il male potremmo anche non definirla perch\u00e9 ciascuno la \u2018sente\u2019 naturalmente da s\u00e9\u201d<sup>34<\/sup>. Le generazioni attuali sono state da tempo condizionate a \u2018sentire\u2019 che il dogma indicato nel punto 1 sia connaturato con l\u2019essere umano. Se il timore del disastro ambientale \u00e8 in qualche modo in grado di educare a non diventare bulli<sup>35<\/sup>\u00a0ambientali (qualche segnale di speranza pare arrivato da COP26), \u00e8 importante \u2018sentire\u2019 di dovere eliminare anche il bullismo sociale, di cui, anche se non con queste parole, \u00e8 costellata tutta l\u2019enciclica\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0di Papa Francesco, enciclica sociale oltre che ambientale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Si tratta di un tema discusso in un precedente lavoro in Boschetti, C.,\u00a0<em>Il senso della vita e i criceti. Il futuro che prepariamo alle nuove generazioni<\/em>, Aracne editore, Roma aprile 2021.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Arendt, H.,\u00a0<em>Alcune questioni di filosofia morale<\/em>, Giulio Einaudi Editore, TO 2006. Tit. or.:\u00a0<em>Some Questions of Moral Philosophy<\/em>, 2003 by The Literary Trust of Hannah Arendt and Pan-American Copyright Conventions.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Harari, Y.N.,\u00a0<em>Sapiens. Da animali a dei. Breve storia dell\u2019umanit\u00e0<\/em>, Bompiani, MI, 2011.<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Per Ricoeur, P.,\u00a0<em>Etica e Morale<\/em>, Morcelliana, BS, 2007 l\u2019altro \u00e8 il cardine dell\u2019etica.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Pulcini, E.,\u00a0<em>Tra cura e giustizia<\/em>, Bollati e Boringhieri, TO 2020, edizioni del Kindle.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Arendt, H.,\u00a0<em>Alcune questioni di filosofia morale<\/em>, Giulio Einaudi Editore, TO 2006. Tit. or.:\u00a0<em>Some Questions of Moral Philosophy<\/em>, 2003 by The Literary Trust of Hannah Arendt and Pan-American Copyright Conventions.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0Pulcini, E., 2020., op. cit.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0Jonas, H.,\u00a0<em>Il principio responsabilit\u00e0: Un&#8217;etica per la civilt\u00e0 tecnologica<\/em>\u00a0(Piccola biblioteca Einaudi Vol. 468), edizione del Kindle.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0Lo storico Harari scrive che la specie umana preferisce il potere alla verit\u00e0, per cui investe molto pi\u00f9 tempo e per controllare il mondo che per comprenderlo, e anche quando cerca di farlo di solito il fine \u00e8 che la comprensione consenta di migliorare la sua capacit\u00e0 di controllo. Harari, Y.,\u00a0<em>21 lezioni per il XXI secolo<\/em>, Bompiani, FI, 2018.<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0Lewis, S., Maslin, M.,\u00a0<em>The Human Planet. How We Created the Anthropocene<\/em>, Penguin Books, London 2018, trad it.<em>\u00a0Il pianeta umano. Come abbiamo creato l\u2019Antropocene<\/em>, Giulio Einaudi Editore, To 2019. Simon L. Lewis \u00e8 docente di Global Change Science presso l\u2019University College London e l\u2019Universit\u00e0 di Leeds. Simon L. Lewis \u00e8 docente di Global Change Science presso l\u2019University College London e l\u2019Universit\u00e0 di Leeds. Mark A. Maslin \u00e8 docente di Earth System Science presso l\u2019University College London e Royal Society Wolfson Research Merit Scholar.<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0<em>Golden spike<\/em>.<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0Lewis, S., e Maslin, M., 2019, op. cit.<br \/>\n<sup>13<\/sup>\u00a0Per mancanza di anticorpi che invece questi avevano sviluppato addomesticando gli animali.<br \/>\n<sup>14<\/sup>\u00a0In seguito, si valut\u00f2 che pagare salari bassi a lavoratori liberi poteva essere meno costoso che comprare schiavi, non si dovevano sostenere costi di acquisto o sostituzione quando si ammalavano o morivano e non era necessario fornire loro vitto e alloggio.<br \/>\n<sup>15<\/sup>\u00a0Trasformando paesaggi di boschi e savane che immagazzinano molto carbonio in terreni coltivati e pascoli, con coltivazioni di riso e allevamenti di ruminanti che producono metano e quindi grandi quantit\u00e0 di potenti gas serra.<br \/>\n<sup>16<\/sup>\u00a0Verificato grazie a un isotopo di carbonio contenuto nella CO2 del ghiaccio dell\u2019Antartico che indica l\u2019assorbimento di carbonio sulla terraferma.<br \/>\n<sup>17<\/sup>\u00a0Lewis, S., e Maslin, M., 2019, op. cit.<br \/>\n<sup>18<\/sup>\u00a0Parti per milione.<br \/>\n<sup>19<\/sup>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/ambiente\/cambiamenti-climatici\/concentrazione-atmosferica-di-co2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.rinnovabili.it<\/a><br \/>\n<sup>20<\/sup>\u00a0Seguita agli immensi danni causati dall\u2019umanit\u00e0 in quello che \u00e8 stato definito il secolo breve (Hobsbawm, E.,\u00a0<em>Il Secolo breve<\/em>,\u00a0<em>1914-1991: l&#8217;era dei grandi cataclismi<\/em>, Collana Saggi, Milano, BUR, 201)<br \/>\n<sup>21<\/sup>\u00a0Lewis, S., e Maslin, M., 2019, op. cit. pos. 3055.<br \/>\n<sup>22<\/sup>\u00a0Ogni anno gli uomini prelevano dagli oceani 80 milioni di tonnellate di pesce e ne allevano altri 80 milioni di tonnellate. Negli ultimi 40 anni si \u00e8 registrata la perdita del 58% di pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Il 30% di CO2 \u00e8 assorbita dagli oceani che ne modifica il ph. Il 20% del nutrimento di 3,1 miliardi di persone \u00e8 costituito da proteine dei pesci. In Groenlandia, da una popolazione iniziale di alcune decine di migliaia di balene oggi ne sono rimaste poche decine di esemplari. Senza considerare che spostiamo pi\u00f9 suolo, rocce e sedimenti di tutti gli altri processi naturali insieme<br \/>\n<sup>23<\/sup>\u00a0Nel 2016 sono stati 404ppm.<br \/>\n<sup>24<\/sup>\u00a0Sandel, M.,\u00a0<em>Quello che i soldi non possono comprare. I limiti morali del mercato<\/em>, Universale economica Feltrinelli, 2015, edizioni del Kindle, scrive che l\u2019economista Kenneth Joseph Arrow sosteneva che la virt\u00f9, essendo una risorsa scarsa, vada usata con parsimonia.<br \/>\n<sup>25<\/sup>\u00a0Sandel, M.,\u00a0<em>La tirannia del merito<\/em>, Feltrinelli Editore, edizione del Kindle.<br \/>\n<sup>26<\/sup>\u00a0Concetto comune a correnti di pensiero anche molto distanti, da Karl Marx, al liberale John Stuart Mill, fino a Kant che affermava che \u201cnessuno che trascorra l\u2019intera vita tra le canaglie, senza conoscere nessun altro, potr\u00e0 mai farsi un concetto della virt\u00f9\u201d.<br \/>\n<sup>27<\/sup>\u00a0Liberti, S., Ciconte, F.,<em>\u00a0Il grande carrello<\/em>, Editori Laterza. Edizione del Kindle.<br \/>\n<sup>28<\/sup>\u00a0Liberti, S., Ciconte, F.,<em>\u00a0Il grande carrello<\/em>, Editori Laterza. Edizione del Kindle.<br \/>\n<sup>29<\/sup>\u00a0Damian Carrington\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/profile\/damiancarrington\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.theguardian.com<\/a>\u00a0in un recente articolo su\u00a0<em>The Guardian<\/em>\u00a0riferisce che pare che persone molto abbienti stiano acquistando terreni per bunker in Nuova Zelanda in preparazione di un&#8217;apocalisse\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2021\/jul\/28\/new-zealand-rated-best-place-to-survive-global-societal-collapse?utm_term=0c6bd8cc3db23491907d138b03ddfef6&amp;utm_campaign=GreenLight&amp;utm_source=esp&amp;utm_medium=Email&amp;CMP=greenlight_email\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.theguardian.com<\/a><br \/>\n<sup>30<\/sup>\u00a0Arendt, H.,\u00a0<em>Le origini del totalitarismo<\/em>, cap. 9:\u00a0<em>Il tramonto dello stato nazionale e la fine dei diritti umani<\/em>. Piccola Biblioteca Einaudi, TO 2009. Tit. Or.:\u00a0<em>The Origins of Totalitarianism<\/em>, 1973.<br \/>\n<sup>31<\/sup>\u00a0\u00c8 significativo l\u2019intervento effettuato da Mia Amor Mottley, primo ministro di Barbados\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PN6THYZ4ngM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.youtube.com<\/a><br \/>\n<sup>32<\/sup>\u00a0Risultati trimestrali.<br \/>\n<sup>33<\/sup>\u00a0Liberti, S., I<em>\u00a0signori del cibo. Viaggio nell&#8217;industria alimentare che sta distruggendo il pianeta, minimum fax<\/em>, edizione del Kindle.<br \/>\n<sup>34<\/sup>\u00a0Galimberti, U.,\u00a0<em>Il libro delle emozioni<\/em>, Feltrinelli Editore, 2021, Edizione del Kindle, p.150.<br \/>\n<sup>35<\/sup>\u00a0Si utilizza il termine \u201cbullo\u201d prendendo spunto da Galimberti, U., 2021 op. cit. che nota come nei bulli questo \u201csentire\u201d sia deficitario, non avendo mai incontrato momenti educativi che avrebbero consentito di avvertire l\u2019immediata risonanza emotiva che di solito accompagna i comportamenti.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[1216],"fascicolo":[311],"class_list":["post-2789","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-carlo-boschetti","fascicolo-febbraio-2022"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Antropocene: l\u2019assenza di pensiero strategico<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Carlo Boschetti, pubblicato nel numero di Febbraio 2022. 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