{"id":2776,"date":"2021-10-01T12:00:00","date_gmt":"2021-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2776"},"modified":"2026-04-19T04:28:18","modified_gmt":"2026-04-19T02:28:18","slug":"2776","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2021\/ottobre\/specificita-e-rilevanza-del-contributo-teologico-religioso-per-il-dopo-covid\/","title":{"rendered":"Specificit\u00e0 e rilevanza del contributo teologico-religioso per il dopo-Covid"},"content":{"rendered":"<p>Il cristianesimo ha qualche cosa (di originale) da dire in questa circostanza storica? Pu\u00f2 dare motivazioni agli operatori e indicazioni operative di massima per le istituzioni? In base a quali premesse, teoretiche e\/o storiche, il cristianesimo pu\u00f2 essere incisivo in questa situazione?<\/p>\n<div class=\"com-content-article item-page\">\n<div class=\"com-content-article__body\">\n<p>Il contributo storico del cristianesimo nel superare crisi storiche paragonabili al Covid (terremoti, carestie, pesti e colera, guerre&#8230;) era solo consolatorio, quindi circoscritto al momento dato, oppure &#8230;?<\/p>\n<p>Lo stesso, con poche varianti, si potrebbe chiedere anche alle altre due Religioni del Libro, Islam ed Ebraismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella mia esperienza personale diretta una catastrofe storica paragonabile a questa Pandemia potrebbe essere l\u2019ultima guerra mondiale. Allora l\u2019Italia ebbe 350.000 morti ed ora dall\u2019inizio del Covid siamo a ca. 130.000. E anche gli sconvolgimenti sociali conseguenti e collaterali si possono tranquillamente mettere a confronto.<\/p>\n<p>Tra queste due catastrofi diverse generazioni hanno sperimentato cambiamenti sociali rilevanti. Dopo la fine della guerra l\u2019Italia \u00e8 diventata Repubblica e soprattutto ci siamo data una Costituzione che imposta un altro modo di fare politica rispetto a prima. In economia ci sono stati gli \u201cAnni Gloriosi\u201d iniziando dal 1945: dal 1950-1970 il tasso di crescita del PIL fu di 6% annuo. L\u2019Italia ha conosciuto non solo una crescita generica del benessere economico, ma anche del benessere sociale che ci port\u00f2 nel 1978 al Servizio Sanitario Nazionale (basato su universalit\u00e0, uguaglianza, equit\u00e0) e dal 1970 (e specialmente dal 1990) alla Cassa Integrazione Guadagni, strumenti di grande perequazione sociale.<br \/>\nDurante questo periodo del secondo dopoguerra i seminari cattolici erano pieni, e le associazioni laicali cattoliche contavano su masse ingenti di associati. Si pensi all\u2019Azione Cattolica che ne contava milioni.<br \/>\nPoi venne il \u201868, il Vaticano II, la caduta delle ideologie per arrivare alla quarta rivoluzione industriale, quella dell\u2019internet delle cose.<\/p>\n<p>E poi, boom!, \u00e8 arrivato il Covid.<\/p>\n<p>Ma per fare un discorso teologico coerente, non possiamo dimenticare che dopo la Seconda Guerra Mondiale l\u2019Italia era diventata progressivamente molto meno cattolica e cristiana che nella prima met\u00e0 del secolo XX, e forse anche meno religiosa in genere. Nel nostro Paese sono passati il divorzio, \u201cil diritto all\u2019aborto\u201d, il \u00abrifiuto militante dell\u2019omofobia\u00bb, la spinta verso l\u2019eutanasia e l\u2019accettazione sociale delle droghe. E la riduzione epocale della natalit\u00e0: dal milione di nascite nel 1960 alle 400.000 attuali. Tutti comportamenti contrari a quelli che prima erano tipici del cattolicesimo. Ricordo che in un (allora) famoso romanzo americano dell\u2019immediato dopoguerra (\u201cIl Cardinale\u201d di H. M. Robinson, 1950), qualcuno affermava che i cattolici sono quelli che non abortiscono, non divorziano e non mangiano carne il venerd\u00ec.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che la presenza sociale e culturale (si pensi ai media) del cristianesimo \u00e8 enormemente calata negli ultimi decenni. Come, in parallelo, sono scomparse le chiese piene della prima grande ripresa post-bellica che io ho vissuto per decenni.<\/p>\n<p>Le ragioni di questa svolta, ed anche la definizione di questa fenomenale secolarizzazione, possono essere molteplici e non \u00e8 qui il luogo per discuterne. Ma il fatto, pur nella mia grossolana descrizione, \u00e8 innegabile<sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p>Dato il nuovo posizionamento sociale della chiesa nella societ\u00e0 post-cristiana, tra i teologi morali, alla cui\u00a0<em>confraternita<\/em>\u00a0io appartengo, si discute molto oggi se la chiesa stessa debba proporre norme morali e oppure solo valori. Le prime sono regole etiche che vengono proposte in base all\u2019applicazione di un valore morale a situazioni umane ricorrenti. \u00ab\u00c8 moralmente proibito assumere droghe\u00bb, \u00e8 la \u00abnorma\u00bb che deriva dai \u00abvalori\u00bb sia del mantenimento della propria buona salute come anche del principio che \u00e8 un male per la persona perdere il controllo delle proprie azioni.<\/p>\n<p>La maggior parte dei colleghi \u00e8 favorevole alla sola proposizione di valori morale da parte della chiesa come istituzione. Sia in nome della libert\u00e0 di coscienza, che dell\u2019impossibilit\u00e0 di prevedere norme sensate per le tante situazioni che si presentano nelle nostre societ\u00e0 complesse.\u00a0Non solo questo. Anche la gerarchia dei valori tra di loro, e la loro preminenza reciproca, \u00e8 messa in discussione anche da pensatori cristiani, ad esempio quelli legati tradizionalmente alla sessualit\u00e0 o anche alla propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Noi teologi, che in definitiva proponiamo l\u2019esperienza continua dei cristiani, ammettiamo che non deteniamo, come di fatto ritenevamo nel passato, una sorta di monopolio morale. Oggi le situazioni, i beni umani disponibili, le riflessioni comunitarie e individuali, sono talmente tante e diversificate che un \u201cmodello etico\u201d non basta pi\u00f9. Si discute addirittura se sia giustificabile \u201cUN SOLO modello etico\u201d.<\/p>\n<p>Gli altri autori di questa ricerca, specialmente gli economisti, hanno messo molto giustamente in rilevo il fatto che le nostre societ\u00e0 sviluppate hanno come fine il progresso, l\u2019accumulo, lo sviluppo. Per riassumere, l\u2019aumento costante del PIL (Prodotto Interno Lordo). Di fatto tutto mira all\u2019incremento costante del benessere legato a beni e servizi che siano monetizzabili. Trascurano al contempo \u2013 senza negarli ma riducendoli al rango di filantropia \u2013 il benessere umano integrale, cio\u00e8 quei beni umani (e valori) non calcolabili col PIL<sup>2<\/sup>.<\/p>\n<p>Per non divagare lontano del nostro tema, a me sembra che dal punto di vista dei valori cristiani &#8211; cio\u00e8 dalle finalit\u00e0 operative che si legano in qualche modo alle credenze della nostra fede &#8211; si possa dire che attualmente \u00e8 quanto mai necessaria la solidariet\u00e0. Ma perch\u00e9 questo non significhi semplicemente un po\u2019 pi\u00f9 di filantropia, direi che la solidariet\u00e0 necessaria debba partire dai pi\u00f9 poveri e demuniti sia in riferimento ai singoli, alle piccole comunit\u00e0, agli Stati, alla Comunit\u00e0 Globale. Tenere contro<em>\u00a0sempre<\/em>\u00a0degli ultimi \u00e8 la chiave per superare in pratica il liberismo economico e l\u2019elitarismo sociale. Per fare questo per\u00f2 \u00e8 necessaria una motivazione forte anche solo per cercare di mezzi per realizzarla. Infatti dal punto di vista etico classico non basta sapere cosa sarebbe teoreticamente bene fare, ma \u00e8 il farlo la cosa pi\u00f9 difficile e che esige impegno esistenziale.<\/p>\n<p>Ora questa relativizzazione del nostro legame con beni\/servizi materiali pu\u00f2 nascere solo se abbiamo davanti agli occhi e al cuore un bene pi\u00f9 grande, quello dell\u2019incontro con il Signore alla fine della nostra vita. Potremmo chiamarla \u201cla riserva escatologica\u201d in quanto relativizza i beni di questa vita; non \u00e8 che li annienti, ma li mette in relazione con un Bene pi\u00f9 alto. \u00abRelativizzazione\u00bb significa \u201cmettere in relazione con\u201d. Nel nostro caso significa che i miei\/nostri beni materiali e servizi debbono avere la giusta relazione con quelli degli altri. Non si nega che l\u2019energia necessaria al mio\/nostro condizionatore sia un bene umano, ma si chiede che questo uso di energia sia messo in relazione con l\u2019etica dell\u2019ambiente, con la fame nel mondo, con la violenza internazionale necessaria per il controllo liberista delle risorse energetiche.<\/p>\n<p>Ne segue per\u00f2 immediatamente e concretamente che la nostra vita privata e quella sociale deve essere strutturata diversamente. \u201cIl come\u201d in definitiva ce lo diranno gli esperti (anche quelli coinvolti in questa ricerca) ma resta che ogni soluzione porter\u00e0 con s\u00e9 un minor attaccamento ai beni, da parte di quelli che li possiedono, ed anche \u2013 molto probabilmente \u2013 una riduzione dei beni globali a disposizione delle comunit\u00e0. Almeno all\u2019inizio del processo di solidariet\u00e0. Non \u00e8 implicita la decrescita ma certo una richiesta di sobriet\u00e0, almeno in linea di principio.<\/p>\n<p>Ci tengo molto a sottolineare, come etico cristiano, al di l\u00e0 di quanto fin qui detto, che \u00e8 strettamente necessaria una visione interdisciplinare del problema, perch\u00e9\u00a0<em>come<\/em>\u00a0si costruisce una societ\u00e0 pi\u00f9 solidale e\u00a0<em>con quali mezzi<\/em>, non \u00e8 competenza dell\u2019etica, bens\u00ec degli esperti e di politici eticamente motivati. Motivati soprattutto per \u201ctener duro\u201d perch\u00e9 il percorso si prevede lungo e combattuto. E sempre da rilanciare, da completare, da reinventare.<\/p>\n<p>Ma anche sar\u00e0 necessario, proprio per la \u201criserva escatologica\u201d, non sviluppare progetti utopistici e rivoluzionari, tendenti a risolvere una volta per tutte il problema della giustizia sociale. Noi cristiani sappiamo che la perfezione dell\u2019uomo non \u00e8 di questo mondo e che la nostra vita \u00e8 solo la strada per giungere alla meta che \u00e8 l\u2019incontro con il Signore alla fine.<br \/>\nQuesto incontro per\u00f2 non relativizza il percorso terreno, perch\u00e9 esso \u00e8 la via dell\u2019uomo per diventare s\u00e9 stesso, sia individualmente che socialmente. E il percorso su queste strade non pu\u00f2 essere quello del Ricco Epulone (Luca 16, 19-31), ma deve ispirarsi strutturalmente (non solo individualmente) al modello del Buon Samaritano (Luca 10, 25-37). Non per nulla Papa Francesco ha messo questo racconto evangelico al centro dell\u2019enciclica \u201cFratelli Tutti\u201d.\u00a0Noi cristiani sappiamo che l\u2019uomo \u00e8 stato creato in libert\u00e0 affinch\u00e9 viva in comunit\u00e0 e raggiunga, con la pienezza del proprio essere, l\u2019incontro con Dio. Quello che preghiamo nella \u201cSalve o Regina\u201d, \u201cdopo questo esilio\u201d \u00e8 una forma \u2013 poetica \u2013 per dire che non tutto finisce qui, e che crediamo che il ricongiungimento con il nostro Padre Celeste non sia l\u2019unico scopo della nostra vita\u00a0<em>indipendentemente da come l\u2019abbiamo vissuta<\/em>.<\/p>\n<p>Per mediare, in qualche modo, tra queste considerazioni altamente astratte, e l\u2019impegno degli esperti e dei politici, possiamo tener presente pochi riferimenti essenziali. Prima di tutto aver presente l\u2019orientamento generale ai \u201cDiritti Umani\u201d, e subito dopo, pi\u00f9 concretamente, all\u2019Agenda 2030 dell\u2019ONU, con i suoi\u00a0<em>17 goals<\/em>. E non dimentichiamo, a livello di indicazioni valoriali, quanto Papa Francesco ha avanzato sia nella\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0(2015) che nella<em>\u00a0Fratelli Tutti<\/em>\u00a0(2020).<\/p>\n<p>Ci si potrebbe chiedere alla fine: ma dov\u2019\u00e8 lo specifico cristiano in tutto questo?<\/p>\n<p>Per capirci dobbiamo tener presente che per i cristiani il comportamento etico proposto \u00e8 stato considerato nella storia non come specifico del nostro gruppo religioso, ma strutturalmente adeguato a tutti gli esseri umani. \u00c8 la celebre teoria della \u201clegge naturale\u201d, che pu\u00f2 oggi essere accettata o respinta, ma che vuole sostanzialmente sottolineare che l\u2019umanit\u00e0 di ogni persona \u00e8 sempre la stessa, nel suo profondo. E che caso mai ai cristiani \u00e8 richiesto di \u201candare oltre\u201d a quello che la societ\u00e0 nella quale vivono ritiene buono, ma sulla stessa linea di avanzamento possibile e adeguata ad ogni persona umana.<\/p>\n<p>In definitiva i cristiani credono che il Signore ci assiste nelle scelte morali singole e generali &#8211; la Grazia &#8211; ma essendo cittadini di questo mondo sanno che la stessa nostra natura umana ci fa intuire che \u00e8 bene essere solidali e inclusivi. E non solo per utilit\u00e0 a medio e lungo termine, ma per l\u2019amicizia sociale, la concordia, la pace, che tutte le culture ritengono scopi ultimi della vita associata.<\/p>\n<p>I cristiani, pi\u00f9 degli altri (anche nell\u2019opinione popolare), devono essere portatori di valori e soluzioni etiche elevate, ma che siano accettabili anche dagli altri. L\u2019accettazione sociale di valori\/norme \u00e8 indispensabile per la vita sociale mediamente pacifica. Questa si pu\u00f2 ottenere tramite leggi appropriate, ma soprattutto con la testimonianza attiva di minoranze qualificate, come i gruppi sociali motivati dal punto di vista religioso.<\/p>\n<p>Sullo sfondo di queste semplici riflessioni c\u2019\u00e8 evidentemente una visione positiva delle possibilit\u00e0 umane a medio e lungo termine, pur associata a quella della realt\u00e0 del peccato\/errore morale sia individuale che sociale. In questo senso si intravede sempre la possibilit\u00e0 di ripartire, di tornare a vedere e far il bene, di sviluppare gli aspetti migliori della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo ottimismo \u00e8 generato dalla fiducia in un Dio buono e misericordioso, ma anche basato sull\u2019esperienza storica che rileva negli ultimi due secoli un percorso di maggior responsabilit\u00e0 e libert\u00e0 degli uomini e delle donne di oggi, rispetto ad epoche e culture passate.<\/p>\n<p>Ne segue che non possiamo permetterci di pensare che in fondo, poi, tutto va o torna a posto. E questo perch\u00e9 ogni persona, ogni generazione, ha un proprio percorso ed una propria missione: non pu\u00f2 semplicemente attendere, o sperare, che tutto sar\u00e0 in ordine per i propri nipotini. La possibilit\u00e0 che questo avvenga \u00e8 legata strettamente all\u2019impegno, grande o piccolo, delle generazioni che precedono le altre. Nelle vicende umane, l\u2019oggi prepara il domani, e il domani orienta l\u2019oggi. Senza trascurare il peso dello\u00a0<em>ieri<\/em>.<\/p>\n<p>Resta infine da considerare che per ognuno di noi quello che facciamo o tralasciamo nella nostra vita \u00e8 definitivo ed unico, sia in relazione a noi stessi che agli altri. \u00c8 per realizzare questa presenza nella storia degli uomini che siamo nati: realizzare il bene umano nostro e degli altri. Lasciare il mondo un po\u2019 migliore di come lo abbiamo trovato \u00e8 la nostra impronta positiva sul nostro tempo, ed \u00e8 il motivo per i quale siamo stati posto nel mondo e nella storia dal Signore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p>1 Corsera 19.02.21- Intervista di Aldo Cazzullo al Card. Ruini:\u00a0<em>La Chiesa italiana oggi \u00e8 in declino? La sua autorevolezza, la sua influenza sulla societ\u00e0 sono in declino?<\/em><br \/>\n\u00abPurtroppo un certo declino \u00e8 innegabile. Le cause sono molte. La principale \u00e8 la forza della secolarizzazione, anzi della scristianizzazione che attraversa le societ\u00e0 occidentali e si allarga anche oltre; ad esempio in America Latina. Non dobbiamo per\u00f2 rassegnarci, tanto meno disperare. Occorre insistere nell\u2019evangelizzazione e prendere posizioni chiare, coraggiose e realistiche sui problemi che interessano alla gente. Soprattutto, dobbiamo aver fiducia nel Signore che non abbandona il suo popolo\u00bb.<br \/>\nCf per il riscontro sociologico:<br \/>\nR. Cipriani,\u00a0<em>L&#8217;incerta fede. Un\u2019indagine quanti-qualitativa in Italia<\/em>, Franco Angeli, Milano 2021.<br \/>\nF. Garelli,\u00a0<em>Gente di poca fede: Il sentimento religioso nell&#8217;Italia incerta di Dio<\/em>, Il Mulino, Bologna 2020.<br \/>\n2 Cf.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/benessere-e-sostenibilit%C3%A0\/la-misurazione-del-benessere-(bes)\/gli-indicatori-del-bes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.istat.it\/it\/benessere-e-sostenibilit\u00e0\/la-misurazione-del-benessere-(bes)\/gli-indicatori-del-bes<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[872],"fascicolo":[306],"class_list":["post-2776","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-francesco-compagnoni","fascicolo-ottobre-2021"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Specificit\u00e0 e rilevanza del contributo teologico-religioso per il dopo-Covid<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Ottobre 2021. 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