{"id":2763,"date":"2021-10-01T12:00:00","date_gmt":"2021-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2763"},"modified":"2026-04-19T04:28:18","modified_gmt":"2026-04-19T02:28:18","slug":"letica-sociale-di-fronte-al-sistema-tecnico-la-sfida-e-le-azioni","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2021\/ottobre\/letica-sociale-di-fronte-al-sistema-tecnico-la-sfida-e-le-azioni\/","title":{"rendered":"L\u2019etica sociale di fronte al sistema tecnico: la sfida e le azioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>PREMESSA<\/strong><\/p>\n<p>In un\u2019ottica aristotelico-tomista lo scopo dell\u2019etica non \u00e8 <em>sapere<\/em>\u00a0cosa \u00e8 buono e giusto, ma \u00e8\u00a0<em>diventare<\/em>\u00a0buoni e giusti attraverso il concreto l\u2019agire:<\/p>\n<p>\u201cPoich\u00e9 dunque la presente trattazione non mira alla contemplazione come le altre (infatti, noi [in etica] ricerchiamo\u00a0<em>non per sapere che cosa \u00e8 la virt\u00f9<\/em>, bens\u00ec\u00a0<em>per diventare buoni<\/em>, giacch\u00e9 altrimenti la nostra ricerca non avrebbe alcuna utilit\u00e0), \u00e8 necessario esaminare ci\u00f2 che riguarda le\u00a0<em>azioni<\/em>, per sapere come dobbiamo\u00a0<em>compierle<\/em>\u201d (Aristotele, Etica Nicomachea, Lib.II c. 2 1103b26-28, corsivi aggiunti)<\/p>\n<p>Come filosofo e come piccolo imprenditore sono sempre rimasto colpito e stimolato da questa tesi, la quale propone un\u2019etica che deve essere strutturalmente costituita\u00a0<em>da principi e da azioni concrete<\/em>. Questa prospettiva, se presa seriamente, significa che:<\/p>\n<p>&#8211; un\u2019etica sociale che enuncia solo definizioni o precetti: cos\u00ec fanno quei docenti che vogliono spiegare agli imprenditori come realizzare un\u2019azienda etica, senza per\u00f2 averla mai realizzata loro stessi;<br \/>\n&#8211; d\u2019altro canto un agire che voglia essere imprenditorialmente responsabile resta velleitario e cieco se non si colloca entro un orizzonte teorico adeguato.<\/p>\n<p>Alla luce di questa prospettiva, proporr\u00f2 una riflessione sull\u2019attualit\u00e0 dell\u2019etica sociale divisa in due sezioni:<\/p>\n<p>&#8211; una parte teorica dove mostrer\u00f2 che il problema fondamentale che l\u2019etica oggi deve fronteggiare \u00e8 quello del Sistema Tecnico-Economico, che con la sua logica auto-accrescitiva permea ogni settore della societ\u00e0 [1-2];<br \/>\n&#8211; una parte pratica in cui si propongono azioni concrete che vanno realizzate se si vuole uscire dall\u2019insostenibile orizzonte in cui ci troviamo immersi [3-4].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1. I PRINCIPI E IL PROBLEMA FONDAMENTALE<\/strong><\/p>\n<p>Oggi l\u2019etica sociale deve essere innanzitutto consapevole che il problema fondamentale alla luce del quale deve proporre le proprie riflessioni \u00e8 quello del Sistema Tecnico-Economico<sup>1<\/sup>. Questo \u201cconcetto\u201d non va banalmente confuso con gli oggetti tecnologici (ad es. un computer) che sono, casomai, i suoi prodotti.<\/p>\n<p><strong>Il STE si pu\u00f2 cos\u00ec indicativamente definire:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; un<em>\u00a0sistema<\/em>\u00a0\u00e8 un insieme di elementi tutti connessi tali che una variazione su uno implica una variazione su tutti.<br \/>\n&#8211; il\u00a0<em>Sistema Tecnico-Economico<\/em>\u00a0(STE) \u00e8 un sistema composto essenzialmente da tre elementi:<\/p>\n<p>A) la produzione-lavoro<br \/>\nB) i consumi-bisogni<br \/>\nC) l\u2019istruzione-ricerca scientifica<\/p>\n<p>In tale sistema infatti ogni elemento influenza gli altri dato che:<\/p>\n<p>&#8211; una a nuova produzione (ad es. lo smartphone) fa nascere nuovi bisogni (il desiderio di essere connessi con tutto) che causano nuove scoperte (la rete 5G) o, viceversa, una nuova scoperta (ad esempio la modificabilit\u00e0 del DNA) implica la nascita di nuovi bisogni (prevenire malformazioni) che inducono a nuove produzioni (cliniche in cui poter fare tali interventi sul genoma) [A \u2194 B \u2194 C];<br \/>\n&#8211; la nascita di un nuovo bisogno (ad es. esser sicuri che i nostri dati siano salvati) implica la ricerca su nuovi strumenti (ad esempio bande dati sempre pi\u00f9 potenti) che poi portano alla produzione di nuovi oggetti (server che ospitano i nostri dati in Cloud) o, viceversa, la produzione di nuovi oggetti (ad esempio i robot) implica una modifica nell\u2019istruzione (per cui serviranno sempre pi\u00f9 ingegneri informatici) che possa garantire di soddisfare a valle i consumi dei beni prodotti [B \u2194 C \u2194 A],<br \/>\n&#8211; una nuova scoperta (ad es. l\u2019<em>entanglement<\/em>\u00a0nella meccanica quantistica) pu\u00f2 portare a nuove produzioni (sistemi di sicurezza innovativi) per soddisfare nuovi bisogni (maggior sicurezza) o, viceversa, nuovi bisogni (ad es. consumare in modo da preservare l\u2019ambiente) portano a nuove produzioni (di auto elettriche) che richiederanno nuove competenze scientifiche (nel campo delle batterie) [C \u2194 A \u2194 B].<br \/>\nTutto questo per dire che in questo sistema non c\u2019\u00e8 un inizio e una fine, ma ogni elemento influenza gli altri simmetricamente e transitivamente.<\/p>\n<p>Il \u201cmovimento\u201d che caratterizza questo sistema che inizia a costituirsi con la rivoluzione industriale, \u00e8 un auto-accrescimento esponenziale. La crescita esponenziale di popolazione, produzione, consumi, efficienza produttiva, e dunque di sfruttamento delle risorse naturali \u00e8 infatti la cifra caratteristica della storia economica e sociale a partire dalla rivoluzione industriale del XIX secolo<sup>2<\/sup>, tanto che oggi ci troviamo a vivere immersi in un ambiente tecnico in cui, ovunque ci volgiamo, troviamo sempre nel nostro orizzonte oggetti tecnologici.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 rappresentare quanto detto con il seguente schema<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/07_testi.png\" alt=\"07 testi\" width=\"480\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p>Per l\u2019etica deve essere soprattutto chiaro\u00a0<em>che questo sistema non pu\u00f2 essere indirizzato a dei fini<\/em>\u00a0perch\u00e9 ha come unico movente il suo auto-accrescimento. In poche parole:<em>\u00a0il Sistema Tecnico-Economico non si governa, ma piuttosto ci governa<\/em>. Ormai la cosa \u00e8 evidente anche nel linguaggio corrente, in cui tranquillamente si ammette che servono pi\u00f9 ingegneri informatici che devono essere al servizio dei robot per garantirne il perpetuo funzionamento; oppure si afferma serenamente che oggi l\u2019uomo \u00e8 diventato oggetto della ricerca scientifica e prodotto dell\u2019industria genetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. IL CONTESTO E IL COMPITO<\/strong><\/p>\n<p>La crisi legata al Covid-19 ha mostrato ancora una volta la logica del Sistema Tecnico-Economico. Da un lato, la repentina diffusione del Covid 19 \u00e8 dovuta essenzialmente all<em>\u2019interconnessione<\/em>\u00a0di ogni parte del pianeta, che ha permesso un andamento\u00a0<em>esponenziale<\/em>\u00a0e globale dei contagi. Dall\u2019altro, il STE non solo pone un problema (diffusione repentina di virus) ma trova anche la sua soluzione: tutti siamo infatti giustamente lieti della scoperta di un vaccino da parte della\u00a0<em>ricerca scientifica<\/em>, che ora viene\u00a0<em>prodotto<\/em>\u00a0dall\u2019industria che ha sovvenzionato le ricerche, e che tutti noi speriamo di \u201c<em>consumare<\/em>\u201d quanto prima.<\/p>\n<p>Il dramma del Covid-19 ha anche reso ancor pi\u00f9 evidente come i tecnici e i politici siano al totale servizio del Sistema Tecnico-Economico, perch\u00e9\u00a0<em>le loro decisioni sono necessariamente orientate<\/em>\u00a0a garantirne la sua continua crescita,\u00a0<em>senza nessuna vera libert\u00e0 di scelta<\/em>. Non \u00e8 forse vero che durante il primo lockdown di Marzo 2020, almeno in Italia, i politici hanno fissato norme per garantire prima di tutto la prosecuzione del circolo produzione-consumo chiudendo, con il consenso di tutte le parti sociali, prima di tutto i luoghi \u201cinutili\u201d della cultura (musei, biblioteche) e della spiritualit\u00e0 (chiese, moschee, sinagoghe)? E non \u00e8 forse vero che i politici, per le loro decisioni, sono ricorsi a tecnici (epidemiologi, medici, economisti) per avere da loro indicazioni tecniche cogenti sul contenuto dei provvedimenti pi\u00f9 efficienti per limitare il rallentamento nel sistema tecnico-economico?<\/p>\n<p>Ora, alla luce di questo orizzonte, il compito ineludibile a cui un\u2019etica sociale deve attendere \u00e8 combattere questo STE attuando le azioni concrete pi\u00f9 adatte per disinnescarlo e aprire cos\u00ec i sui elementi (produzione, consumo, istruzione) verso un fine pienamente umano.<\/p>\n<p>Qui per\u00f2 la parola \u201c<em>fine<\/em>\u201d va intesa in tutta la sua seriet\u00e0. Indicativamente, il fine \u00e8\u00a0<em>ci\u00f2 raggiunto il quale un\u2019azione cessa<\/em>: un moto che ha come fine la destinazione D, cessa quando raggiunge il punto D. Ora, si noti come il STE non \u00e8 mosso da fini, perch\u00e9 l\u2019auto-accrescimento continuo che lo muove non ha un punto raggiunto il quale questo cesser\u00e0 di crescere. Anche ora, infatti, nonostante l\u2019evidenza che un tale STE comincia a dare segni di cedimento<sup>3<\/sup>, si continua a proporre come scopo supremo la ripartenza verso una nuova e ulteriore crescita in-finita. In questo senso, STE rifiuta strutturalmente di pensare una sua \u201cfine\u201d, per cui il fine sembra implicare una modalit\u00e0 operativa capace di modificare e disinnescare la logica infinita del sistema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.4 AZIONI E FINI<\/strong><\/p>\n<p>Questa breve analisi resterebbe un vuoto e astratto esercizio se, come detto all\u2019inizio, non le si affiancassero anche azioni concrete che permettano, in qualche modo, di andare verso il \u201cdisinnescamento\u201d del STE. Ne proporr\u00f2 solo alcune, che io stesso sto cercando di praticare, e che sono ispirate a una triplice distinzione proposta da Adriano Olivetti, il quale\u00a0<em>teorizz\u00f2<\/em>\u00a0e\u00a0<em>realizz\u00f2<\/em>\u00a0la sua azione imprenditoriale tenendo presente non solo il profitto, ma tre finalit\u00e0 essenziali dell\u2019impresa ovvero l\u2019elevazione\u00a0<em>materiale, sociale e culturale<\/em>\u00a0del territorio in cui opera:<\/p>\n<p>\u201cPu\u00f2 l&#8217;industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell&#8217;indice dei profitti? Non vi \u00e8 al di l\u00e0 del ritmo apparente, qualcosa di pi\u00f9 affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica? Possiamo rispondere: c&#8217;\u00e8 un fine nella nostra azione di tutti i giorni. [&#8230;] La fabbrica di Ivrea, pur agendo in un mezzo economico e accettandone le regole, ha rivolto i suoi fini e le sue maggiori preoccupazioni all&#8217;elevazione materiale, culturale, sociale del luogo ove fu chiamata ad operare,\u201d (Adriano Olivetti,\u00a0<em>Discorso del 1955 agli operai di Pozzuoli<\/em>, Edizioni Comunit\u00e0, Roma-Ivrea, 2012, p. 56)<sup>4<\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Piano economico<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sul piano economico materiale \u00e8 urgente cambiare il criterio con cui si misurano le performance delle imprese o delle nazioni. In questo senso il PIL risulta oggi non solo insufficiente, ma anche fuorviante, perch\u00e9 non cattura tanti aspetti fondamentali di una realt\u00e0 che voglia davvero migliorare la qualit\u00e0 della vita o la felicit\u00e0 dei suoi stakeholders. Ormai in merito esistono tantissime opzioni di misura alternative: si tratta solo iniziare ad usarle davvero<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>Sempre a livello economico, soprattutto in Italia, va posto come prioritario il tema della denatalit\u00e0, che, con la crisi del Covid-19, ha subito un ulteriore decremento negativo<sup>6<\/sup>. Nessuna economia pu\u00f2 reggersi se la popolazione continua a diminuire<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019Italia possiede il maggior numero di siti Unesco al Mondo (55, al pari della Cina<sup>8<\/sup>) e un patrimonio enogastronomico di valore assoluto: con questo capitale difficilmente si spiega il sesto posto mondiale come entrate turistiche nel 2018<sup>9<\/sup>. Il turismo \u00e8 una risorsa che crea e diffonde benessere, bellezza e cultura, in cui si deve investire maggiormente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Piano Sociale<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Su questo piano, l\u2019etica deve recepire e diffondere quelle pratiche di responsabilit\u00e0 sociale d\u2019imprese e\/o di sviluppo sostenibile<sup>10<\/sup>\u00a0e benefit corporation<sup>11<\/sup>, che sempre pi\u00f9 stanno entrando nel tessuto economico e politico delle nazioni.<\/p>\n<p>Nel 2015 l\u2019ONU ha inoltre fissato diciassette obiettivi da raggiugere entro il 2030, che riguardano il miglioramento del pianeta a tutti i livelli, tra i quali ricordo: lotta alla povert\u00e0, energia pulita e accessibile, riduzione delle disuguaglianze, realizzazione di citt\u00e0 e comunit\u00e0 sostenibili, preservazione della vita sulla terra.<\/p>\n<p>Chiunque propone un\u2019etica per il futuro deve iniziare a realizzare per primo delle azioni che vadano verso questa direzione<sup>12<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Piano Culturale<\/strong><\/em><\/p>\n<p>A livello educativo, occorre diminuire la distanza tra la cultura e l\u2019ambito lavorativo- produttivo. La dimensione del fare in \u00e8 davvero fonte reale di insegnamenti anche a chi studia materie apparentemente solo teoriche (scientifiche o letterarie che siano). Ma allo stesso tempo, la dimensione del lavoro va vivificata e ampliata nelle sue prospettive evitando che si chiuda in un agire acritico che disprezza la riflessione<sup>13<\/sup>.<\/p>\n<p>Detto questo, occorre per\u00f2 capire che l\u2019azione culturale pi\u00f9 necessaria per combattere il processo infinito del sistema tecnico \u00e8 la diffusione dell\u2019idea di \u201cinutilit\u00e0\u201d. Solo le azioni inutili possono dare un senso ultimo alla catena dei fini, ed evitare che questa catena si chiuda circolarmente su s\u00e9 stessa<sup>14<\/sup>. Una cultura inutile \u00e8 una cultura fine a s\u00e9 stessa e proprio per questo suo non servire a nulla risulta essere la pi\u00f9 libera e la pi\u00f9 necessaria per dare un senso e un fine all\u2019agire<sup>15<\/sup>. Il gioco16, la riflessione filosofica<sup>17<\/sup>, la contemplazione artistica, la meditazione spirituale sono attivit\u00e0 fini a s\u00e9 stesse e, in quanto tali, vanno insegnate e diffuse nelle scuole e universit\u00e0 di ogni ordine e grado.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5. CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p>Affinch\u00e9 l\u2019etica sociale produca oggi effetti positivi, non basta comprendere il problema posto dal Sistema Tecnico-Economico e prendere coscienza che per \u201crisolverlo\u201d \u00e8 necessario agire concretamente. Serve anche essere consapevoli che per cambiare l\u2019orizzonte tecnocratico in cui siamo immersi servir\u00e0 tempo e paziente determinazione. Il compito \u00e8 certo immane, per quanto ineludibile, ma non bisogna farsi prendere dall\u2019angoscia e dallo scoramento. Siamo limitati e non possiamo cambiare tutto subito: possiamo per\u00f2 impiegare il tempo che ci \u00e8 dato per una giusta e buona causa, come dice Gandalf (il saggio \u201cmago\u201d del\u00a0<em>Signore degli Anelli<\/em>) riguardo al titanico compito affidato al mezzuomo Frodo di portare l\u2019Anello del Potere alla distruzione:<\/p>\n<p>\u201cVorrei che non fosse successo nel corso della mia vita\u201d disse Frodo.<\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io,\u201d disse Gandalf, \u201ce cos\u00ec tutti quelli che in vita loro sono testimoni di tali epoche. Ma non spetta a loro decidere. Tutto ci\u00f2 che possiamo decidere \u00e8 come disporre del tempo che ci \u00e8 dato [\u2026]. Non spetta per\u00f2 a noi regolare tutte le maree del mondo, bens\u00ec fare quanto \u00e8 in noi per la difesa di quegli anni in cui siamo collocati, estirpando il male nei campi che conosciamo, in modo che chi vivr\u00e0 dopo di noi abbia terra sana da coltivare. (J.R.R. Tolkien,\u00a0<em>Il Signore degli Anelli<\/em>, I.ii,\u00a0<em>L\u2019ombra del passato<\/em>; V.ix,\u00a0<em>L\u2019ultima Discussione<\/em>, Bompiani, Milano, 2020)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong>:<\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0L\u2019autore che per primo ha con lucidit\u00e0 analizzato il sistema tecnico \u00e8 Jaques Ellul in una trilogia costituita da:\u00a0<em>La Tecnique \u00f2u l\u2019enjeu du si\u00e8cle<\/em>, Armand Colin, Paris 1954;\u00a0<em>Le Syst\u00e8me technicienne<\/em>, Calmann-Levy, Paris, 1977 (<em>Il sistema tecnico: la gabbia delle societ\u00e0 contemporanee<\/em>, tr.it. di G. Carbonelli, Jaca Book, Milano 2009),<em>\u00a0Le Bluff Technologique<\/em>, Hachette, Paris, 1988.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0La crescita esponenziale di tutte le componenti socio-economiche era gi\u00e0 rilevata con preoccupazione dal Club di Roma, che negli anni \u201970 fece pubblic\u00f2 il celebre volume, tutt\u2019ora consultabile con profitto,<em>\u00a0I limiti dello sviluppo<\/em>\u00a0(Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows; J\u00f8rgen Randers; William W. Behrens III,\u00a0<em>The Limits to Growth<\/em>, Roma, 1972), poi aggiornato trent\u2019anni dopo con il volume di Donella Meadows-Dennis Meadows-J\u00f8rgen Randers,\u00a0<em>The Limits of Growth: the 30-years update<\/em>.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Si pensi solo agli ultimi trent\u2019anni della storia italiana: crisi monetaria (1992), crisi legata alla due torri (2001), crisi finanziaria (2009), crisi del debito sovrano (2012), crisi sanitaria causata dal Covid-19 (2020).<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Di Olivetti si legga anche\u00a0<em>Fine e Fini della Politica<\/em>, Rubettino, Soveria Mannelli, 2009.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Tra le tante si ricordi l\u2019importante volume di Stiglitz Joseph &#8211; Sen Amartya &#8211; Fitoussi Jean Paul,\u00a0<em>La misura sbagliata nelle nostre vite. Perch\u00e9 il PIL non basta pi\u00f9 per valutare benessere e progresso sociale<\/em>\u00a0Etas, Milano, 2010 (edizione originale:\u00a0<em>Mismeasuring our Lives<\/em>, New Press, 2010).<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0\u201cNella demografia di questa Italia del 2020, due sembrano essere i confini simbolici destinati a infrangersi sotto i colpi del COVID-19 e dei suoi effetti, diretti e indiretti: il margine superiore dei 700 mila morti \u2013 oltre il quale nell\u2019arco degli ultimi cent\u2019anni ci si \u00e8 spinti giusto all\u2019inizio (1920) e quindi nel pieno dell\u2019ultimo conflitto mondiale (1942-1944) \u2013 e il limite inferiore dei 400 mila nati, una soglia mai raggiunta negli oltre 150 anni di Unit\u00e0 Nazionale. Si tratta di due sconfinamenti che, di riflesso, spingerebbero il valore negativo del saldo naturale oltre le 300 mila unit\u00e0; un risultato che, nella storia del nostro Paese, si era visto unicamente nel 1918, allorch\u00e9 l\u2019epidemia di \u201cspagnola\u201d contribu\u00ec a determinare circa met\u00e0 degli 1,3 milioni dei decessi registrati in quel catastrofico anno\u201d (Gian Carlo Bagnardo, \u201cPrimi riscontri e riflessioni sul bilancio demografico del 2020\u201d,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/\/2020\/04\/Riscontri-e-Riflessioni_Bilancio-demografico-2020.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.istat.it<\/a>). La popolazione italiana \u00e8 in costante decremento e progressivo invecchiamento dal 2014 (<a href=\"https:\/\/www.tuttitalia.it\/statistiche\/popolazione-andamento-demografico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.tuttitalia.it<\/a>) e l\u2019Ocse prevede che nel 2051 ci saranno pi\u00f9 pensionati che lavoratori (<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/ocse-2050-italia-ci-saranno-piu-pensionati-che-lavoratori-AC1D94g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.ilsole24ore.com<\/a>).<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0A Modena partecip\u00f2 attivamente a un progetto promosso da Universit\u00e0 e Comune dedicato proprio a questo tema.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unesco.it\/it\/News\/Detail\/274.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.unesco.it<\/a><br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/indagine-turismo-internazionale\/2020-indagine-turismo-internazionale\/statistiche_ITI_05062020.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.bancaditalia.it<\/a><br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0Nel 2015, assieme a altri imprenditori, abbiamo fondato l\u2019<em>Associazione per a responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa<\/em>, che ha come fine quello di promuovere progetti socialmente rilevanti e diffondere questo modo responsabile e sostenibile di praticare l\u2019economia (<a href=\"https:\/\/www.associazioneperlarsi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.associazioneperlarsi.it\/<\/a>).<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0Le Societ\u00e0 Benefit sono aziende a duplice finalit\u00e0 che perseguono volontariamente, nell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa, oltre allo scopo di lucro anche una o pi\u00f9 finalit\u00e0 di beneficio comune (cfr.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.societabenefit.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.societabenefit.net\/<\/a>).<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0Su questi temi si consulti Giovannini Enrico,\u00a0<em>L\u2019utopia possibile<\/em>, Laterza, Bari, 2018.<br \/>\n<sup>13<\/sup>\u00a0In questo senso la legge sull\u2019alternanza scuola lavoro del 2015 va vista, se ben applicata, come una opportunit\u00e0 positiva. Ho personalmente ospitato in\u00a0<em>Socfeder S.p.A.<\/em>, azienda di cui sono amministratore unico, diversi studenti in alternanza e il risultato finale, a detta di tutte le persone coinvolte, \u00e8 stato positivo e costruttivo. Si possono vedere alcuni dati in merito sul report sostenibilit\u00e0 2019 (<a href=\"http:\/\/www.socfeder.it\/Certificazioni_e_download.xhtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.socfeder.it<\/a>).<br \/>\n<sup>14<\/sup>\u00a0Se ogni azione avesse un fine diverso da s\u00e9, si aprirebbe un regresso all\u2019infinito (A \u00e8 fine di B, B \u00e8 fine di C. \u2026 all\u2019infinito) oppure l\u2019agire dovrebbe chiudersi su s\u00e9 stesso all\u2019in-finito, come avviene in STE (A \u00e8 fine di B, B \u00e8 fine di C, C \u00e8 fine di A): solo se esistono azioni fine a s\u00e9 stesse (per cui C \u00e8 fine di C), la catena dei fini \u00e8 teoricamente concepibile ed esistenzialmente sensata.<br \/>\n<sup>15<\/sup>\u00a0Cfr. nota precedente.<br \/>\n\u00a0<sup>16<\/sup>\u00a0Non a caso il concetto di \u201cflusso\u201d, usato oggi per spiegare lo stato di felicit\u00e0 provato in particolare nel gioco, \u00e8 basato sull\u2019idea aristotelica dell\u2019essere felice, la quale \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 fine a se stessa (cfr. Mihaly Csikszentmihalyi,\u00a0<em>Flow: The Psychology of Optimal Experience<\/em>, Harper Perennial Modern Classics, London, 2008).<br \/>\n<sup>17<\/sup>\u00a0Con l\u2019Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena dal 1988 promuoviamo un\u2019attivit\u00e0 culturale che cerca di diffondere la filosofia come esperienza di vita pienamente umana.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1218],"fascicolo":[306],"class_list":["post-2763","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-claudio-a-testi","fascicolo-ottobre-2021"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - L\u2019etica sociale di fronte al sistema tecnico: la sfida e le azioni<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Claudio A. Testi, pubblicato nel numero di Ottobre 2021. 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