{"id":2755,"date":"2021-10-01T12:00:00","date_gmt":"2021-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2755"},"modified":"2026-04-19T04:28:18","modified_gmt":"2026-04-19T02:28:18","slug":"questo-male-che-diffonde-terrore-ovunque-epidemia-e-peste-nellencyclopedie","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2021\/ottobre\/questo-male-che-diffonde-terrore-ovunque-epidemia-e-peste-nellencyclopedie\/","title":{"rendered":"Questo male che diffonde terrore ovunque. Epidemia e peste nell\u2019Encyclop\u00e9die"},"content":{"rendered":"<p>La voce Peste all\u2019interno dell\u2019<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>\u00a0di Diderot e D\u2019Alembert \u00e8 curata da Louis de Jaucourt e si sviluppa in tre ambiti disciplinari distinti che, per il sistema figurato delle conoscenze umane dell\u2019opera, toccano la Medicina (nella sezione dedicata alla Ragione, filosofia, scienza della natura), la Storia Antica e Moderna (nella sezione dedicata alla Memoria, storia civile) e la Storia della Medicina (nella sezione dedicata alla Memoria, storia naturale).<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>L\u2019apertura evocativa (\u00abEcco questo male che diffonde terrore ovunque, male che il cielo nella sua furia ha inventato per punire i crimini della terra\u00bb) si inserisce nella modalit\u00e0 classica della sezione storica (antica e moderna). L\u2019espediente retorico del lungo racconto attraverso i luoghi e i tempi in cui il morbo si \u00e8 sviluppato permette all\u2019autore di maggiormente distanziare quella che \u00e8 la dimensione mitica dall\u2019evidenza della scienza (medicina) che osserva i corpi e applica, attraverso le conoscenze del tempo, i rimedi possibili a mitigarne la severit\u00e0. Louis de Jaucourt (1704-1779) \u00e8 stato un medico e accademico francese e uno dei pi\u00f9 grandi collaboratori dell\u2019<em>Encyclop\u00e9die<\/em>. Ha prodotto oltre 17.000 voci che costituiscono il 20% dell\u2019opera muovendosi dal campo scientifico, medico, storico a quello letterario, geografico e politico. Insomma un grande compilatore. Appartenente all\u2019aria moderata del gruppo degli enciclopedisti, mitig\u00f2 gli attacchi anticlericali e concentr\u00f2 il suo impegno alla stesura di voci essenzialmente di ambito scientifico. Notevole, per le ricadute socio-politiche, fu la voce che dedic\u00f2 alla schiavit\u00f9 manifestando la sua condanna cosa che pur maturata in diversi contesti non era scontata.<sup>2<\/sup><\/p>\n<p>\u00abNon dipinger\u00f2 i rigori di questi climi, dove questa crudele figlia della dea Nemesis, discende sulle sfortunate citt\u00e0. Questo grande distruttore nacque dai boschi avvelenati dell&#8217;Etiopia, dalla materia impura del grande Cairo e dai campi puzzolenti di eserciti di cavallette, ammucchiati e putrefatti in innumerevoli numeri. Gli animali sfuggono alla sua terribile rabbia, mentre solo l&#8217;uomo funge da preda. Disegna una nuvola di morte sulla sua casa colpevole, che i venti miti e benefici hanno abbandonato. Tutto quindi \u00e8 un disastro. [\u2026] il commercio non porta pi\u00f9 la sua utile assistenza; l&#8217;erba cresce nelle strade vuote; le dimore degli uomini si trasformano in luoghi peggiori dei deserti selvaggi; nessuno si fa vedere, tranne qualche sfortunato colpito dalla frenesia che spezza i suoi legami e che fugge dalla casa fatale, la dimora fatale dell&#8217;orrore. La porta, che non \u00e8 ancora infetta, non osa girare sui cardini, teme la societ\u00e0, gli amici, i genitori, anche i figli di casa. L&#8217;amore spento dalla sfortuna dimentica il tenero legame e il dolce impegno del cuore sensibile; il firmamento e l&#8217;aria che animano ogni cosa sono infettati dai tratti della morte; ognuno ne viene colpito a turno, senza ricevere n\u00e9 cure n\u00e9 saluti definitivi, e senza che nessuno ordini la sua triste bara: cos\u00ec la disperazione nera stende la sua ala funeraria sulle citt\u00e0 terrazzate, mentre per completare la scena della desolazione\u00bb<sup>3<\/sup><\/p>\n<p>Immagini particolarmente evocative quelle rappresentate nella voce di de Jaucourt. Desolazione, affetti spezzati, morti senza conforto. Mancano persino le bare e la possibilit\u00e0 di darne degna sepoltura. Una sensazione di funerea disperazione si estende ovunque. La societ\u00e0 teme gli effetti funesti di tale piaga che colpisce anche il commercio e quindi la vitalit\u00e0 economica di una nazione. Diremmo, alla luce dell\u2019esperienza odierna della pandemia, che l\u2019affresco presentato dall\u2019enciclopedista, sia quanto mai attuale sotto la dimensione materiale e anche sotto gli aspetti pi\u00f9 delicati della sensibilit\u00e0 umana. La forza della voce, a mio avviso, al di l\u00e0 dell\u2019incipit ancestrale e della narrazione dei fatti con il racconto delle pesti pi\u00f9 significative avvenute nella storia, risiede proprio in questo passaggio volutamente citato per esteso. Il morbo cattivo, la peste, non \u00e8 un fatto nuovo quindi. La storia, la medicina, le scienze umane, la osservano da secoli e ne scrivono nelle forme pi\u00f9 varie.<sup>4<\/sup><\/p>\n<p>Eppure, proprio la voce \u201cmedica\u201d della peste, che precede subito quella storica appunto, nel lungo esame sui sintomi, le possibili cause, i rimedi della farmacopea, chiudeva con toni abbastanza arrendevoli: \u00abOn doit conclure de tout ce qui a \u00e9t\u00e9 dit sur la peste, que cette maladie nous est totalement inconnue quant \u00e0 ses causes et son traitement ; que la seule exp\u00e9rience ne nous a que trop instruit de ses funestes effets\u00bb. De Jaucourt riprendeva dalle\u00a0<em>auctoritates<\/em>\u00a0i passaggi pi\u00f9 significativi che meglio si prestavano alla dotta divulgazione su un fatto quanto mai complesso che coinvolgeva, come abbiamo accennato, non solo la medicina classica ma anche la religione e il mito. Il medico Teobaldo Loveto nel suo\u00a0<em>Tractatus de curatione morbi pestilentialis<\/em>\u00a0(1630), richiamando le conoscenze del tempo e riflettendo sulle cause per le quali si genera la peste ne ricordava tre.<\/p>\n<p>La prima riguarda l\u2019uso eccessivo di cibo non buono (corrotto), quindi un riferimento all\u2019alimentazione e alla conservazione dei prodotti. La seconda causa, per il medico, \u00e8 da ritrovare nell\u2019area putrida che respirata produce nell\u2019uomo la peste. Su questo, precisa, non solo contribuiscono le guerre con l\u2019esposizione dei cadaveri e quindi la loro putrefazione ma anche gli animali che la portano in giro e diventano quindi essi stessi vettori. La terza, particolarmente suggestiva, \u00e8 da ricercarsi nei Cieli, in particolare nella posizione di alcuni pianeti \u201ccattivi\u201d quali Saturno e Marte.<sup>5<\/sup>\u00a0\u00c8 evidente che ancora una volta, pur imputata agli astri, la piaga arrivi da luoghi spesso poco conosciuti o mitizzati.<sup>6<\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un veleno sottile<\/strong><\/p>\n<p>Le fonti utilizzate dall\u2019enciclopedista sono alcune tra quelle classiche e quindi muovendosi dalla trattatistica del XVII secolo, Raymund Minderer,\u00a0<em>De pestilentia liber unus veterum et neotericorum observatione constans<\/em>, Fr\u00e9d\u00e9ric Vander Mye, \u200e<em>De morbis et symptomatibus popularibus Bredanis<\/em>, arriva alle sue contemporanee di Richard Mead,\u00a0<em>Breve ragionamento sopra il contagio pestilenziale<\/em>\u00a0e Ludovico Antonio Muratori,\u00a0<em>Del governo della peste<\/em>. Nella prima voce, inserita sotto il cappello della medicina, si ricorda che \u00e8 \u00abuna malattia epidemica, contagiosa, molto acuta, causata da un veleno sottile, diffuso nell&#8217;aria, che penetra nel nostro corpo e produce bubboni, antrace, esantemi e altri sintomi\u00bb.<sup>7<\/sup>\u00a0Lo stesso bibliotecario del duca di Modena, Muratori, all\u2019inizio del suo trattato ritornava sul tema degli spiriti velenosi diffusi nell\u2019aria che entrati nei corpi li uccidono in pochi o molti giorni.<sup>8<\/sup>\u00a0De Jaucourt si allinea alla tradizione della trattatistica medica che sulle cause mantiene sospesa la valutazione:<\/p>\n<p>\u00abCause. Questo punto \u00e8 molto difficile da affrontare: tutti gli autori hanno scritto su questo argomento, ma non abbiamo nulla di certo su questo articolo. Abbiamo fornito un numero infinito di congetture; alcuni hanno insistito sulla coagulazione; gli altri sull&#8217;infezione generale o locale, che agisce sugli stati d&#8217;animo del nostro corpo. Ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 singolare \u00e8 che tutti sono obbligati a riconoscere che la peste agisce in modo molto diverso su quelli dei paesi da cui nasce, rispetto a noi altri\u00bb.<sup>9<\/sup><\/p>\n<p>Il morbo quindi muta rispetto al paese d\u2019origine che per il nostro, come per il pensiero comune, \u00e8 l\u2019Oriente. Muratori parla anche della Cina e della Turchia collegandone la diffusione ai climi umidi e ai venti che nell\u2019aria spingono ad ovest il contagio. Medesima posizione che ritorna nell\u2019enciclopedista.<\/p>\n<p>La parte medica \u00e8 ricca di informazioni riprodotte puntualmente e nel dettaglio: i sintomi, i possibili rimedi e le sospensioni di giudizio rispetto a questioni ancora non chiare. Particolarmente suggestivo \u00e8 il passaggio in cui si riconosce che l\u2019epidemia non colpisca tutti in maniera indistinta. Molti sono coloro che per una sorta di predisposizione naturale non vengono contagiati. Ci sono popolazioni, continua il nostro, che convivono con le epidemie che ciclicamente si ripresentano.<\/p>\n<p>La parte storica riporta essenzialmente il racconto di tre eventi pestilenziali noti ma ne dimentica altri che per l\u2019Europa sono stati particolarmente significativi. Partendo dalla peste di Atene del 430 a.C. narrata da Tucidide, Diodoro Siculo e Plutarco si arriva a quella nota come peste nera che colp\u00ec il continente europeo a partire dal 1346. Decimata la popolazione inglese e francese, il contagio, sottolinea il cavaliere de Jaucourt, era partito dalla Cina. Un vapore ardente e puzzolente aveva infettato l\u2019aria e attraversato le distanze cos\u00ec importanti per i viaggiatori del tempo ma cos\u00ec fragili nella diffusione del morbo. Passa in silenzio, stranamente, la peste di manzoniana memoria del 1630 ben raccontata dal medico Alessandro Tadino (1580-1661) nel suo\u00a0<em>Ragguaglio dell\u2019origine et giornali successi della gran peste<\/em>\u00a0pubblicata nel 1648.<sup>10<\/sup>\u00a0La voce storica si chiude con la peste di Marsiglia: \u00abLa derni\u00e8re peste qu&#8217;on ait vue en Europe, est celle de Marseille en 1720 et 1721. Elle enleva dans cette seule ville environ cinquante mille personnes ; la m\u00e9moire en est encore r\u00e9cente\u00bb.<sup>11<\/sup><\/p>\n<p>Passaggi particolarmente significativi quelli presentati dall\u2019enciclopedista de Jaucourt e, pensando all\u2019oggi, ricchi di spunti e considerazioni per nulla banali. Se le riflessioni mediche, in piena accoglienza positiva dei progressi dell\u2019osservazione scientifica e delle avanguardie ad essa collegate, rassicurano l\u2019autore della voce del dizionario<sup>12<\/sup>, non sono taciuti dubbi e perplessit\u00e0 rispetto all\u2019origine del morbo, ad alcune modalit\u00e0 di diffusione dell\u2019epidemia e ai rimedi messi in campo per combatterne gli effetti nefasti. Se da un lato l\u2019elemento superstizioso che collegava, nei diversi racconti di peste, l\u2019evento nefasto a volont\u00e0 punitive delle divinit\u00e0, da quelle antiche a quelle moderne, pare essere solo evocato come appare nell\u2019incipit della voce nella sezione storica, dall\u2019altro frequenti sono i passaggi in cui lo smarrimento dei soggetti, di fronte alla crudelt\u00e0 di tale evento, domina rispetto allo slancio positivo scientista.<br \/>\n\u00abAlcuni morirono per mancanza di aiuto, e altri, sebbene fosse stata prestata grande cura; non fu trovato alcun rimedio che potesse alleviarli, perch\u00e9 ci\u00f2 che faceva del bene ad alcuni danneggiava altri; finalmente il contagio ha raggiunto coloro che assistevano i malati, ed \u00e8 questo che ha prodotto il disastro pi\u00f9 grande\u00bb<sup>13<\/sup><\/p>\n<p>Quello che Cipolla aveva definito \u201cnemico invisibile\u201d \u00e8 rimasto, nell\u2019immaginario collettivo anche della contemporaneit\u00e0, tale. De Jaucourt, chiudendo la voce del dizionario, ricordava al lettore l\u2019abbondanza di letteratura sul tema quasi a commento di un eccesso di produzione, di pareri e di ipotesi che risultavano poco utili ai fini del superamento di una piaga che con una contabilit\u00e0 triste presentava ciclicamente il suo conto. Considerazione, anch\u2019essa, quanto mai significativa e interessante rispetto all\u2019oggi verso una scienza necessaria ma anche limitata. Muovendosi nel labirinto dei trattati il medico enciclopedista attraverso la sua voce, ancora una volta particolarmente evocativa, tenta di consigliare al lettore rimedi utili al contenimento:<\/p>\n<p>Il semble que le meilleur moyen de se garantir de la peste, serait de fuir de bonne heure les lieux o\u00f9 elle r\u00e8gne. Si cela n&#8217;est pas possible, il faut t\u00e2cher de se s\u00e9questrer dans un domic\u00eele convenable, bien a\u00e9r\u00e9, y \u00e9viter, autant qu&#8217;on peut, toute communication au-dehors ; vivre sans frayeur, user d&#8217;acides, en particuliers de citrons, se gargariser de vinaigre, s&#8217;en laver le corps, les hardes, etc. purifier l&#8217;air des appartements par la vapeur du bois et des baies de geni\u00e8vre, user d&#8217;aliments oppos\u00e9s \u00e0 la pourriture, et pour boisson de vins blancs acidules par pr\u00e9f\u00e9rence aux autres.<sup>14<\/sup><\/p>\n<p>Ultima declinazione di peste \u00e8 quella chiamata\u00a0<em>Peste d\u2019Orient<\/em>\u00a0nella sezione di Storia della medicina. Le\u00a0<em>auctoritates<\/em>\u00a0sono quelle di Evagrio e Procopio di Cesarea e l\u2019evento raccontato \u00e8 quello noto come la peste di Giustiniano diffusasi tra il 541 e il 542.<sup>15<\/sup>\u00a0A ricorrere sono i medesimi interrogativi che, espressi nella dimensione evenemenziale, diventano il metodo enciclopedico. Lo smarrimento della popolazione, l\u2019osservazione dei fenomeni (dai sintomi alle possibili cure), i pareri dei medici e gli insuccessi delle terapie, le ipotesi sulla diffusione dell\u2019epidemia in alcune categorie. Il corpo \u00e8 osservato, diventa il laboratorio per eccellenza e la dimensione religiosa appare sempre meno pertinente. La fiducia riservata alla medicina non \u00e8 illimitata e l\u2019evento del passato, pur spoglio di tutta la dimensione leggendaria, \u00e8 guardato con inquietudine e timore.<\/p>\n<p>\u00abQuesta piaga dur\u00f2 quattro mesi a Costantinopoli, dapprima con sufficiente benignit\u00e0; ma poi con tale furia, che il numero dei morti sal\u00ec a diecimila in un giorno. All&#8217;inizio furono sepolti con cura, ma alla fine tutto cadde nell&#8217;ultima confusione: i servi non avevano padroni, e i ricchi non avevano servi che li servissero. In questa citt\u00e0 afflitta, si vedevano solo case vuote, i negozi e le botteghe non erano pi\u00f9 aperti; tutto il commercio di sussistenza stesso era annientato\u00bb.\u00a0<sup>16<\/sup><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per la piet\u00e0 riservata alla morte. Troppi i cadaveri per darne cristiana sepoltura. Il passaggio epidemico sconvolge il quotidiano, scombina l\u2019ordine cetuale cos\u00ec che il servo e il padrone diventano insignificanti categorie. Case vuote e negozi chiusi. La miseria domina su tutto. Riprendendo Procopio l\u2019enciclopedista cinicamente commenta tale desolazione ricordando che i pi\u00f9 sfortunati hanno lasciato la loro triste vita, mentre quelli che vivevano in modo disordinato sono ritornati, superata la peste, a vivere come erano soliti.<\/p>\n<p>La voce enciclopedica, nella sua tripartizione tematica, pare voler consegnare al lettore di oggi, che vive immerso in una forma severa di epidemia, non solo l\u2019esperienza del passato ma una riflessione ampia sulle medesime questioni. La medicina del presente, perfezionata e necessaria, mostra i suoi limiti e la sua complessit\u00e0. Certamente Louis de Jaucourt non si risparmia nel mostrare tutti i progressi di una disciplina che rimane centrale in questa discussione. Non c\u2019\u00e8 dubbio che il dialogo lo si possa realizzare solo con l\u2019evidenza del dato empirico e l\u2019ascolto della storia delle civilt\u00e0. Nel sistema figurato delle conoscenze la posizione della storia civile segue ormai un percorso diverso da quello della storia religiosa ed ecclesiastica. Del resto la voce\u00a0<em>Histoire<\/em>\u00a0curata da Voltaire nell\u2019Encyclop\u00e9die richiamava tale distinzione e ai fatti religiosi riservava il carattere di rispettabilit\u00e0 muovendosi lui per\u00f2 su sentieri di verit\u00e0.<sup>17<\/sup><\/p>\n<p>Le domande sull\u2019origine dell\u2019epidemia, sulle forme di diffusione e sulla tenuta dei soggetti sembrano essere molto attuali. La fiducia riservata all\u2019uomo e alle sue azioni, ieri come oggi, mostra un disagio preoccupato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0La bibliografia sull\u2019<em>Encyclop\u00e9die<\/em>\u00a0e sul ruolo delle discipline all\u2019interno dell\u2019opera \u00e8 imponente. Senza pretesa di esaustivit\u00e0 si rimanda a J. Proust,\u00a0<em>Diderot et l\u2019Encyclop\u00e9die<\/em>, Paris 1962; R. Darnton,\u00a0<em>L&#8217;aventure de l&#8217;Encyclop\u00e9die<\/em>, Paris 1982; W. Tega,\u00a0<em>L\u2019unit\u00e0 del sapere e l\u2019ideale enciclopedico<\/em>, Bologna 1983; Id.,\u00a0<em>Arbor scientiarum. Enciclopedie e sistemi in Francia da Diderot a Comte<\/em>, Bologna 1984; il classico H. Blumenberg,\u00a0<em>La leggibilit\u00e0 del mondo<\/em>, trad. it., Bologna 1984; M. Groult (\u00e9d.),\u00a0<em>L\u2019Encyclop\u00e9die ou la cr\u00e9ation des disciplines<\/em>, Paris 2003; il numero speciale di \u00abCorpus\u00bb, 51 (2006), a cura di F. Gu\u00e9nard, F. Markovits, M. Spallanzani,<em>\u00a0L\u2019ordres des renvois dans l\u2019Encyclop\u00e9die<\/em>; P. Quintili,\u00a0<em>Illuminismo ed Enciclopedia<\/em>, Roma 2003.<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Si veda per approfondire J. Haechler,\u00a0<em>L&#8217;Encyclop\u00e9die de Diderot et de Jaucourt: essai biographique sur le chevalier Louis de Jaucourt<\/em>, Paris 1995; L. Delia,\u00a0<em>Crime et ch\u00e2timent dans l&#8217;Encyclop\u00e9die. Les enjeux de l&#8217;interpr\u00e9tation de Montesquieu par de Jaucourt<\/em>, in \u00abDix-huiti\u00e8me si\u00e8cle\u00bb, n. 41 (2009), pp. 469-486; W. Raupp: JAUCOURT, Louis, Chevalier de, in\u00a0<em>Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon<\/em>\u00a0(BBKL), Band 36, Bautz, Nordhausen 2015, pp. 650-657.<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, Neufchatel, chez Faulche, tome XII, pp. 456 et ss., en ligne\u00a0<a href=\"https:\/\/gallica.bnf.fr\/ark:\/12148\/bpt6k505440\/f457.item.r=peste\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallica.bnf.fr<\/a>. (la traduzione \u00e8 mia).<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Sulla peste la bibliografia \u00e8 altrettanto notevole. Ricorder\u00f2 alcuni titoli pi\u00f9 significativi legati a tematiche specifiche. Sull\u2019impatto della peste nelle citt\u00e0 italiane di et\u00e0 moderna, tra medicina, religione e politica sanitaria (utile anche per tutta la bibliografia precedente): J. Henderson,\u00a0<em>Florence Under Siege. Surviving Plague in an Early Modern City<\/em>, New Haven-London 2019. Per un profilo medico sulla peste: S.K. Cohn,\u00a0<em>Cultures of Plague. Medical Thinking at the End of the Renaissance<\/em>, Oxford 2010. Sulle reazioni della politica e della societ\u00e0 europea alle pesti: C.M. Cipolla,<em>\u00a0Contro un nemico invisibile. Epidemie e strutture sanitarie nell\u2019Italia del Rinascimento<\/em>, Bologna 1976; Id.,\u00a0<em>Il pestifero e contagioso morbo. Combattere la peste nell\u2019Italia del Seicento<\/em>, Bologna 1981; J.-<em>N. Biraben, Les hommes et la peste en France et dans les pays europ\u00e9ens et m\u00e9diterran\u00e9ens<\/em>, Paris 1976; A. Pastore, Crimine e giustizia in tempo di peste nell\u2019Europa moderna, Roma 1991; G. Benvenuto,\u00a0<em>La peste nell\u2019Italia della prima et\u00e0 moderna. Contagio, rimedi, profilassi<\/em>, Bologna 1995; J. Stevens Crawsha<em>w, Plague Hospitals. Public Health for the City in Early Modern Venice, Farnham 2012. La peste nella letteratura: C. Geddes da Filicaia, Peste. Il flagello di Dio fra letteratura e scienza<\/em>, Firenze 2005; B. Hobart,\u00a0<em>La Peste \u00e0 la Renaissance. L\u2019imaginaire d\u2019un fl\u00e9au dans la litt\u00e9rature au XVIe si\u00e8cle<\/em>, Paris 2020. Peste e religione: P. Martin,\u00a0<em>Les religions face aux \u00e9pid\u00e9mies. De la peste \u00e0 la Covid-19<\/em>, Paris 2020.<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0In\u00a0<em>Raccolta di avvertimenti et Raccordi per conoscere la Peste<\/em>, Venezia, Presso Combi, 1682, pp. 17-18.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Sulla medicina astrologica si veda il saggio di C. Pennuto,\u00a0<em>La medicina astrologica: nascite, pesti e giorni critici, in Interpretare e curare. Medicina e salute nel Rinascimento<\/em>, a cura di M. Conforti, A. Carlino, A. Clericuzio, Roma 2013, pp. 55-76.<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, cit., p. 452.<br \/>\n<sup>8<\/sup>\u00a0L.A. Muratori,\u00a0<em>Del governo della peste<\/em>, Modena, Per Soliani, 1714, p. 2.<br \/>\n<sup>9<\/sup>\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, cit., p. 452 (la traduzione \u00e8 mia).<br \/>\n<sup>10<\/sup>\u00a0Si veda per approfondire G. Alfani,\u00a0<em>Plague in seventeenth-century Europe and the decline of Italy: an epidemiological hypothesis<\/em>, in \u00abEuropean Review of Economic History\u00bb,17\/4 (November 2013), pp. 408-430<br \/>\n<sup>11<\/sup>\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, cit., p. 457. Sulla peste di Marsiglia si veda G. Buti,\u00a0<em>Col\u00e8re de Dieu, m\u00e9moire des hommes. La peste en Provence 1720-2020<\/em>, Paris 2020.<br \/>\n<sup>12<\/sup>\u00a0Sul ruolo della conoscenza scientifica nel pensiero illuminista si veda R. Porter (ed.),\u00a0<em>Medicine in the Enlightenment<\/em>, Amsterdam-Atlanta 1995; E. Tortarolo.\u00a0<em>L\u2019Illuminismo<\/em>, Roma 1999, pp. 63-88; O.P. Grell, A. Cunningham (eds.),\u00a0<em>Medicine and Religion in Enlightenment Europe<\/em>, Aldershot 2007; anche gli aggiornamenti presenti in V. Ferrone,\u00a0<em>Il mondo dell\u2019Illuminismo. Storia di una rivoluzione culturale<\/em>, Torino 2019.<br \/>\n<sup>13<\/sup>\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, cit., p. 456.<br \/>\n<sup>14<\/sup>\u00a0Ibidem.: \u00abSembra che il modo migliore per evitare la peste sarebbe fuggire presto dai luoghi in cui regna. Se questo non \u00e8 possibile, dovresti cercare di sequestrarti in una casa adatta e ben ventilata, per evitare, per quanto possibile, ogni comunicazione all&#8217;esterno; vivi senza paura, usa gli acidi, in particolare i limoni, fai i gargarismi con l&#8217;aceto, lava il corpo, i vestiti, ecc. purificare l&#8217;aria degli appartamenti dai vapori del legno e delle bacche di ginepro, utilizzare cibi contrari al marciume, e bere vini bianchi aciduli a preferenza di altri.\u00bb<br \/>\n<sup>15<\/sup>\u00a0Su questo, per approfondire, si veda K.L. Lester (ed.),\u00a0<em>Plague and the End of Antiquity: The Pandemic of 541-750<\/em>, Cambridge 2006.<br \/>\n<sup>16<\/sup>\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, cit., p. 458.<br \/>\n<sup>17<\/sup>\u00a0\u00ab Il y a l&#8217;histoire des opinions, qui n&#8217;est gu\u00e8re que le recueil des erreurs humaines ; l&#8217;histoire des Arts, peut-\u00eatre la plus utile de toutes, quand elle joint \u00e0 la connaissance de l&#8217;invention et du progr\u00e8s des Arts, la description de leur m\u00e9canisme ; l&#8217;Histoire naturelle, improprement dite histoire, et qui est une partie essentielle de la Physique. L&#8217;histoire des \u00e9v\u00e9nements se divise en sacr\u00e9e et profane. L&#8217;histoire sacr\u00e9e est une suite des op\u00e9rations divines et miraculeuses, par lesquelles il a plu \u00e0 Dieu de conduire autrefois la nation juive, et d&#8217;exercer aujourd&#8217;hui notre foi. Je ne toucherai point \u00e0 cette mati\u00e8re respectable\u00bb, in\u00a0<em>Encyclop\u00e9die ou Dictionnaire raisonn\u00e9 des sciences, des arts et des m\u00e9tiers<\/em>, cit., tome VIII, p. 220.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1215],"fascicolo":[306],"class_list":["post-2755","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-vincenzo-lagioia","fascicolo-ottobre-2021"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Questo male che diffonde terrore ovunque. Epidemia e peste nell\u2019Encyclop\u00e9die<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Vincenzo Lagioia, pubblicato nel numero di Ottobre 2021. 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