{"id":2752,"date":"2021-10-01T12:00:00","date_gmt":"2021-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2752"},"modified":"2026-04-19T02:46:29","modified_gmt":"2026-04-19T00:46:29","slug":"il-manifesto","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2021\/ottobre\/il-manifesto\/","title":{"rendered":"Il Manifesto"},"content":{"rendered":"<p><strong>1. Epidemie, storia e racconto del limite<\/strong><\/p>\n<p>Il Covid non \u00e8 la prima pandemia moderna alla quale la societ\u00e0 intera \u00e8 stata chiamata a rispondere.<br \/>\nIl XVIII secolo (inizio della nostra storia contemporanea) mostra, attraverso le pagine di dotta divulgazione dell\u2019<em>Encyclop\u00e9die<\/em>\u00a0di Diderot e D\u2019Alembert, quanto centrale sia l\u2019apporto della scienza medica rispetto a questioni sociali di portata elevata quali quelle delle epidemie e della peste. Le voci curate dal medico protestante Louis de Jaucourt distinguono sezioni di pertinenza medica e altre storiche. Se da un lato la fiducia verso la sperimentazione medico-scientifica si mostra centrale rispetto a visioni superstiziose che pure hanno caratterizzato la lettura di tale fenomeno nei vari contesti culturali, dall\u2019altro, particolarmente suggestivo e di interesse, appare lo sguardo dell\u2019intellettuale dei Lumi verso lo smarrimento dell\u2019uomo di fronte a tanto dolore. Attuali sono le riflessioni sulle solitudini vissute all\u2019interno delle abitazioni colpite dall\u2019epidemia; le morti senza sepoltura e le perdite di coloro che in prima linea sono chiamati a soccorrere gli ammalati. Tutto questo dolore cambier\u00e0 l\u2019uomo? \u00c8 la domanda dell\u2019enciclopedista che fa seguire una risposta inquietante: chi viveva nella disgrazia, nella miseria, non godr\u00e0 di nulla e chi era abituato a vivere nei \u201cdisordini\u201d torner\u00e0 presto alle vecchie abitudini. La fiducia nella scienza, che pur si presenta pi\u00f9 solida rispetto ai secoli precedenti, e nell\u2019agire umano, che continua la sua lotta per la costruzione di una nuova cittadinanza, evidenziano i loro limiti che, in tempo di\u00a0<em>Lumi\u00e8res<\/em>, non vengono dissimulati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. La drammatica crisi di sistema<\/strong><\/p>\n<p>La pandemia di Covid-19 ha scatenato una drammatica crisi di sistema che pu\u00f2 costituire l&#8217;occasione per un ripensamento del modo con cui \u00e8 stata condotta la globalizzazione, alternativo al neoliberismo. Per evitare la recrudescenza delle disuguaglianze o la diffusione di populismi guidati da\u00a0<em>leaders<\/em>\u00a0dotati di &#8220;pieni poteri&#8221;, occorre orientarsi decisamente verso un rinascimento sociopolitico e culturale, volto a rispondere creativamente alla vulnerabilit\u00e0 umana ed ambientale. Quest\u2019ultima \u00e8 diventato un problema globale ma sembra avviato ad essere un cambio di campo di intervento globale di primaria importanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.\u00a0\u00a0Una razionalit\u00e0 irrazionale perch\u00e9 inefficace\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Secondo alcuni economisti e studiosi d\u2019impresa,\u00a0i sistemi sanitari dei Paesi\u00a0<em>neo-liberal<\/em>\u00a0hanno mostrato la loro insufficienza nell\u2019affrontare il fenomeno\u00a0collettivo\u00a0della pandemia, dimostrando che la pandemia ci ha insegnato che\u00a0\u201c<em>we are all in this together<\/em>\u201d.\u00a0Una affermazione di questo tipo, che suonerebbe quasi ovvia per chi \u00e8 cresciuto nella cultura dell\u2019Europa continentale, \u00e8 invece sorprendente per studiosi di cultura anglofona in quanto mette in discussione, per la prima volta con forza, la\u00a0<em>fede<\/em>\u00a0incondizionata nell\u2019economia liberale. A livello individuale, l\u2019ansia, lo stress e la paura che hanno condizionato\u00a0i comportamenti di acquisto mettono anche in risalto l\u2019insufficienza del tradizionale assunto di\u00a0<em>razionalit\u00e0<\/em>\u00a0del decisore (consumatore o manager). I comportamenti irrazionali dal punto di vista strettamente tecnico-economico, hanno infatti aiutato le operazioni di confinamento anche in assenza di controlli capillari, hanno provocato l\u2019accaparramento di scorte ingiustificate e l\u2019accumulo di una notevole liquidit\u00e0 privata e hanno aiutato alcune comunit\u00e0 di imprese a comprendere ci\u00f2 che stava accadendo per poter formulare una strategia comune di uscita dalla crisi. Di conseguenza la lezione che la pandemia ha dato all\u2019uomo non va dimenticata ma dev\u2019essere lo spunto per un ripensamento del modello di uomo che avevamo imparato ad accettare ciecamente fino a qualche mese fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4. Riflettiamo dunque su\u00a0<em>libert\u00e0 e lavoro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La stupefacente convergenza fra l\u2019idea di uomo come lavoratore della tradizione marxista con l\u2019idea di uomo come risorsa dell\u2019impresa della tradizione liberista si \u00e8 manifestata, fino a febbraio 2020 nell\u2019idea che il\u00a0<em>lavoro<\/em>\u00a0non sia soltanto un mezzo, per l\u2019uomo, ma sia il suo fine. Il vero elemento che emerge dalle discipline scientifiche di\u00a0<em>business<\/em>\u00a0e\u00a0<em>management<\/em>\u00a0\u00e8 che l\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>\u00a0abbia smesso, almeno per un attimo, di contare le banconote e si sia posto la domanda sul proprio ruolo nel mondo. La sfida, ora, \u00e8 fare in modo che questa presa di consapevolezza di s\u00e9 e della propria comunit\u00e0, determinata dal COVID-19 e che suscita tanto interesse da parte degli studiosi di management, possa servire di pi\u00f9 agli uomini per ritrovare il proprio\u00a0<em>fine ultimo<\/em>\u00a0che alle imprese per riadattarsi a nuove priorit\u00e0 e ricominciare con il\u00a0<em>business as usual<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5. Collaborazione tra persone, tra Stati e tra Stato e privati<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019unica comunit\u00e0 mondiale radicatasi con eccessiva sicurezza nell\u2019ideologia, accentuatasi negli ultimi decenni, che ci\u00f2 che spinge avanti il mondo sia l\u2019egoismo, con i suoi corollari di individualismo e utilitarismo. Gli obiettivi economici sono di breve termine e antepongono la competizione alla collaborazione e inducono a comportarsi pi\u00f9\u00a0<em>contro<\/em>\u00a0che\u00a0<em>per<\/em>\u00a0l\u2019Altro.<\/p>\n<p>La portata delle sofferenze, delle ingiustizie e dei pericoli che la pandemia ha rivelato richiedono un nuovo modello sociale basato sul coordinamento tra le persone e tra le Istituzioni, non solo sulla connessione economica e tecnologica, e su un\u2019equa distribuzione delle risorse, regolata anche da un rapporto equilibrato tra Stato e privati e tra chi conferisce lavoro e chi capitale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/02_Manifesto_progetto_Covid_breve.jpg\" alt=\"02 Manifesto progetto Covid breve\" width=\"700\" height=\"560\" \/>6. Il sistema attuale non si governa e va disinnescato per avere un mondo pienamente umano<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019etica deve prendere coscienza che l\u2019attuale sistema tecnico-economico (ove istruzione, produzione e<br \/>\nconsumo sono reciprocamente connesse in un moto di auto-accrescimento senza fine) non si pu\u00f2<br \/>\ngovernare, ma solo assecondare nella sua logica. Per questo compito dell\u2019etica \u00e8 quello di disinnescarlo,<br \/>\nmettendo radicalmente in discussione le sue basi. Per farlo occorre agire su due piani:<\/p>\n<p><em><strong>Teorico:<\/strong><\/em>\u00a0va introdotto e diffuso il concetto di \u201cfine pienamente umano\u201d, perch\u00e9 capace di aprire e arrestare il circolo chiuso di auto-accrescimento infinito del sistema tecnico-economico.<\/p>\n<p><em><strong>Pratico:<\/strong><\/em>\u00a0qui \u00e8 necessario agire su tre versanti:<\/p>\n<ol>\n<li>economico: occorrono politiche che arrestino la denatalit\u00e0 (insostenibile nel lungo periodo) e<br \/>\nche incrementino la dimensione culturale e turistica della nostra economia;<\/li>\n<li>sociale: bisogna diffondere e realizzare i diciassette obiettivi dell\u2019Agenda Onu 2030 per lo<br \/>\nsviluppo sostenibile;<\/li>\n<li>culturale: va diffusa l\u2019importanza dell\u2019inutilit\u00e0. Lo sviluppo sostenibile ha senso solo se va verso qualcosa che non serve a nulla ovvero \u00e8 inutile; altrimenti tutto \u00e8 utile e quindi nulla ha senso.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>7. Perch\u00e9 una soluzione puramente bio-medica al Covid-19 potrebbe fallire<\/strong><\/p>\n<p>I risultati a livello mondiale che si stanno ottenendo nei paesi economicamente pi\u00f9 attrezzati hanno oggettivamente rilanciato in questa primavera la fiducia sui risultati ottenibili dalla ricerca scientifica. In effetti nel giro di circa dodici mesi l\u2019impatto della ricerca con l\u2019introduzione di nuove tecnologie \u00e8 stato evidente. La ricerca bio-medica in Occidente, in mano alle pi\u00f9 importanti holding farmaceutiche da sempre dotate di un particolare fiuto per gli affari, ha dimostrato una potenza strabiliante. Appare evidente per\u00f2 che le campagne di vaccinazioni in alcuni paesi del globo non riescono a raggiungere in maniera efficace ed efficiente milioni di persone nei tempi che l\u2019emergenza richiederebbe. Dal punto di vista biologico questo virus ha dimostrato che ha una \u201cperfida e sfuggente\u201d capacit\u00e0 di evolversi, acquisendo, speriamo solo in linea teorica. La prospettiva che si rischia \u00e8 l\u2019endemizzazione a livello globale con riaccensioni, dilazionate nel tempo, di focolai in zone ritenute \u201clibere\u201d da Covid-19.<\/p>\n<p>I disagi economici collegati al lockdown hanno dimostrato che l\u2019impatto \u00e8 stato del tutto differente tra le diverse classi sociali nei paesi con PIL pi\u00f9 alto. La pandemia inoltre ha inciso pi\u00f9 profondamente nell\u2019aumentare il divario economico dei paesi ricchi con i paesi pi\u00f9 poveri. Tutto ci\u00f2 contribuir\u00e0 ad aumentare nel futuro il disequilibrio di accesso alle risorse primarie (acqua, energia e tecnologia) nonch\u00e9 sanitarie.<\/p>\n<p>Ne segue che la cos\u00ec detta pandemia Covid-19 deve essere definita\u00a0<em>Sindemia<\/em>\u00a0(R. Horton, in The Lancet, 26 sett. 2020). In sintesi estrema la\u00a0<em>sindemia<\/em>\u00a0implica una relazione tra pi\u00f9 malattie e condizioni ambientali o socio-economiche e l\u2019interazione tra queste patologie (che siano infettive o non infettive) e i diversi contesti socio-economici, rafforzando e aggravando ciascuno di esse. Per uscire da questa\u00a0<em>sindemia<\/em>\u00a0\u00e8 necessario un nuovo approccio alla salute pubblica globale, collegato ad un riequilibrio strategico delle risorse economiche, produttive, alimentari e sanitarie nel pianeta. Se si accetta questa nuova prospettiva c\u2019\u00e8 una via \u201cd\u2019uscita positiva\u201d, l\u2019alternativa sar\u00e0 il conflitto\/conflitti pi\u00f9 o meno striscianti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>8. Insegnare, crescere, fiorire dopo il Covid<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperienza del Covid ha messo in gioco e in discussione la figura del docente: gli insegnanti, dalla scuola dell\u2019infanzia sino all\u2019universit\u00e0. L\u2019aspetto pi\u00f9 significativo che \u00e8 stato messo in discussione \u00e8 stata la modalit\u00e0 tradizionale di insegnare. Appare necessario sviluppare una nuova struttura di attenzione alla persona, al soggetto pensato come comunitario prima ancora di essere soggettivato, quindi viene ipotizzata una serie di figure graduali del suo sviluppo che ha come suo fuoco la possibilit\u00e0 di parlare, quindi di farlo dopo avere osservato altri parlare. Di qui la possibilit\u00e0 feconda di incrociare la riflessione sulla genesi del soggetto con il contemporaneo dibattito sull\u2019esemplarismo morale nello sviluppo del carattere.<\/p>\n<p>Ripartire dal volto, un volto che eccede la maschera e mostra l\u2019essere persona che non vuole lasciarsi costringere oltre il necessario ma mostra che la relazionalit\u00e0 essenziale al volto non potr\u00e0 essere soppressa. Oggi pi\u00f9 di ieri \u00e8 necessaria una pedagogia basata su una filosofia che sappia ripartire quindi dallo sguardo e dal dialogo, cos\u00ec fondamentali nel consentire lo scambio di parole e lo scambio preverbale che fornisce quel supporto emotivo a ci\u00f2 che si vuole significare e che viene perso negli scambi scritti fintamente dialogici che affannano le menti e distolgono dall\u2019autenticit\u00e0<\/p>\n<p>I docenti del domani dovranno avere connaturata la dimensione collegiale: non \u00e8 possibile ragionare di sviluppo delle competenze se non in una comunit\u00e0, un team di professionisti che sappia lavorare in dimensione interdisciplinare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>9. Fraternit\u00e0 e amicizia sociale<\/strong><\/p>\n<p>La lettera enciclica\u00a0<em>Fratelli tutti<\/em>\u00a0di papa Francesco sulla fraternit\u00e0 e l&#8217;amicizia sociale ci propone una terapia per il Covid-19.<\/p>\n<p>Contrappone il mondo chiuso, egoistico e individualistico in cui viviamo, fondato sull\u2019 \u201cio\u201d, e la generazione di un mondo nuovo, altruistico, fondato sul \u201cnoi\u201d, sulla fratellanza, l\u2019amicizia e la solidariet\u00e0. A livello dell\u2019amore politico vengono individuati tre scogli che impediscono la realizzazione della buona politica il populismo, il neo liberismo e la tecnocrazia. L\u2019amore politico viene promosso a due livelli, quello dell\u2019amore elicito, personale e diretto, e quello dell\u2019amore imperato, a livello indiretto e istituzionale.<\/p>\n<p>Il compito che la politica deve assolvere \u00e8 di difendere i diritti umani, soprattutto quelli dei poveri e degli ultimi. Il capitolo quinto si conclude con l\u2019invito a percorrere, anche a livello politico, le vie della sussidiariet\u00e0 e della solidariet\u00e0, della tolleranza e della tenerezza che devono raggiungere le singole persone. Quello che conta comunque non \u00e8 ottenere grandi risultati, ma \u201cavviare processi\u201d i cui frutti saranno raccolti da altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10. A cosa serve la religione contro il Covid<\/strong><\/p>\n<p>Il Contributo Specifico delle tre religioni del Libro nell\u2019attuale crisi \u00e8 quello di sviluppare la solidariet\u00e0 verso i pi\u00f9 deboli. Questa \u00e8 un progetto di alto valore, relativo ad ogni possibile intervento sociale post Covid efficace.<br \/>\nMa nella vita morale reale \u00e8 la motivazione (decisione proporzionata al fine propostosi) quella che conta e sostiene l\u2019azione.<\/p>\n<p>Per gli uomini credenti l\u2019esercizio della solidariet\u00e0 \u00e8 motivato (e fondato) sulla loro fede nell\u2019escatologia, cio\u00e8 sulla credenza nella vita futura, con conseguente \u201crelativizzazione\u201d dei beni della vita presente. I credenti hanno anche fede nell\u2019aiuto effettivo di Dio nella presa di decisione personale e comunitaria.<\/p>\n<p>Per i non credenti la solidariet\u00e0 \u00e8 una \u201cintuizione di giustizia\u201d generata dalla natura umana sociale e dalla limitazione delle risorse disponibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Firmatari del Manifesto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Barzaghi<\/strong><br \/>\n<em>Domenicano, Docente di Filosofia<\/em><\/p>\n<p><strong>Giovanni Bertuzzi<\/strong><br \/>\n<em>Domenicano, Docente di Filosofia<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlo Boschetti<\/strong><br \/>\n<em>Docente di Economia<\/em><\/p>\n<p><strong>Francesco Compagnoni<\/strong><br \/>\n<em>Domenicano, Docente di Teologia<\/em><\/p>\n<p><strong>Giovanni Cogliandro<\/strong><br \/>\n<em>Docente di Filosofia<\/em><\/p>\n<p><strong>Simone Garavaglia<\/strong><br \/>\n<em>Domenicano, Studente di Filosofia<\/em><\/p>\n<p><strong>Vincenzo Lagioia<\/strong><br \/>\n<em>Docente di Storia moderna<\/em><\/p>\n<p><strong>Sergio Sabbatani<\/strong><br \/>\n<em>Specialista infettivologo e consulente medico legale<\/em><\/p>\n<p><strong>Marco Salvioli<\/strong><br \/>\n<em>Domenicano, Docente di Antropologia filosofica<\/em><\/p>\n<p><strong>Claudio Testi<\/strong><br \/>\n<em>Imprenditore, Docente di Filosofia<\/em><\/p>\n<p><strong>Marco Visentin<\/strong><br \/>\n<em>Docente di Economia<\/em><\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1214],"fascicolo":[306],"class_list":["post-2752","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-studio-filosofico-domenicano","fascicolo-ottobre-2021"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Il Manifesto<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Studio Filosofico Domenicano, pubblicato nel numero di Ottobre 2021. 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