{"id":2654,"date":"2020-10-01T12:00:00","date_gmt":"2020-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2654"},"modified":"2026-04-19T04:28:18","modified_gmt":"2026-04-19T02:28:18","slug":"plagio-abuso-affettivo-e-sessuale-note-per-aiutare-la-comprensione-dei-fenomeni-lettera-a-francesco-compagnoni","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2020\/ottobre\/plagio-abuso-affettivo-e-sessuale-note-per-aiutare-la-comprensione-dei-fenomeni-lettera-a-francesco-compagnoni\/","title":{"rendered":"Plagio, abuso affettivo e sessuale. Note per aiutare la comprensione dei fenomeni. Lettera a Francesco Compagnoni"},"content":{"rendered":"<p><main><\/p>\n<div class=\"com-content-article item-page\">\n<div class=\"com-content-article__body\">\n<p>Caro Francesco, mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla tua richiesta di un parere sull\u2019articolo che mi hai inviato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavie.fr\/religion\/catholicisme\/abus-dans-l-eglise-le-maitre-spirituel-connait-les-failles-d-une-ame-18-05-2020-106317_16.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.lavie.fr\/<\/a><\/p>\n<p>Ho tardato pensando di poter ricuperare qualche opera di riferimento che ho in studio, ma il\u00a0<em>lockdown<\/em>\u00a0si sta prolungando.<br \/>\nTi rispondo [24 maggio 2020] quindi con pochi riferimenti bibliografici, che cito a memoria. Se lo riterrai opportuno e utile, potr\u00f2 completare in seguito il testo che ti invio con i riferimenti bibliografici e qualche citazione.<br \/>\nCerco di enucleare\u00a0<strong>alcuni punti<\/strong>\u00a0attorno alle due questioni principali che l\u2019articolo solleva: il\u00a0<strong>plagio<\/strong>\u00a0e l<strong>\u2019abuso sessuale<\/strong>\u00a0in senso ampio, comprensivo cio\u00e8 di\u00a0<strong>abuso affettivo<\/strong>, con sconfinamento\u00a0<strong>teorico<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>pratico<\/strong>\u00a0dell\u2019uno nell\u2019altro.<br \/>\nAlcuni punti (perversione, limite e duale) vorrebbero inserire i fatti in questione nell\u2019articolo inviatomi nel contesto della\u00a0<strong>mutazione antropologica in corso<\/strong>; gli altri punti vogliono situare alcuni nodi che ritengo\u00a0<strong>imprescindibili<\/strong>.<br \/>\nDopo il 3 giugno ho potuto consultare i libri conservati nel mio studio ed ho provveduto a pi\u00f9 precisi riferimenti bibliografici e a qualche citazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1. Perversione<\/p>\n<p>I fatti riportati dagli articoli che mi hai inviato, principalmente e innanzitutto, da un punto di vista psichico, sono da situare nell\u2019ambito della categoria clinica della <strong>perversione<\/strong>.<\/p>\n<p>La clinica psichiatrica ottocentesca, soprattutto tedesca, da cui lo stesso Freud mutua la \u201cstruttura\u201d perversione, metteva l\u2019accento sul fatto che il \u201cperverso\u201d spostava l\u2019oggetto sessuale su oggetti diversi da quello \u201cnaturale\u201d.<\/p>\n<p>E qui si aprono pi\u00f9 questioni ben note.<\/p>\n<p>L\u2019autore, non il primo, che classicamente ha sistematizzato questa materia \u00e8 Richard von Krafft-Ebing (1840-1902), con la sua<em>\u00a0Psycopathia sexualis<\/em>, del 1886, pi\u00f9 volte ristampata.<\/p>\n<p>Il riferimento obbligatorio odierno \u00e8 il DSM (<em>Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders<\/em>), arrivato alla sua quinta edizione.<\/p>\n<p>Non amo questo manuale, nato in origine per le assicurazioni americane, poi evoluto, che ha l\u2019innegabile vantaggio di usare una terminologia globalmente comprensibile e di permettere di fare una diagnosi comprensibile a New York piuttosto che a Pechino o a Dakar, ma troppo oggettivante e \u201cmedicalizzante\u201d.<\/p>\n<p>Per un approccio globale e sintetico della perversione in senso clinico \/ psicoanalitico, non esito a suggerire l\u2019opera<sup>1<\/sup>\u00a0di Recalcati sulla clinica psicoanalitica, al capitolo\u00a0<em>Perversione<\/em>.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 di peso e di attualit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019associazione psicoanalitica cui appartengo<sup>2<\/sup>\u00a0ha dedicato numerosi convegni e pubblicazioni al tema della perversione, fino a farne la cifra interpretativa della cultura contemporanea, del funzionamento psichico e del funzionamento sociale oggi prevalenti.<\/p>\n<p>Per dirlo in breve (da integrare e articolare): ai tempi di Freud il principale funzionamento psichico che produceva disagio erano le\u00a0<strong>nevrosi<\/strong>, cui Freud (senza trascurare le perversioni e le psicosi) ha principalmente dedicato la sua attenzione teorica e clinica.<\/p>\n<p>Nelle due forme fondamentali di nevrosi, l<strong>\u2019isteria<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>nevrosi ossessiva<\/strong>, \u00e8 mantenuto il rapporto soggetto \/ oggetto con al centro la questione del\u00a0<strong>desiderio<\/strong><sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p>Nella nevrosi isterica il funzionamento psichico che la caratterizza potrebbe cos\u00ec essere ridotto all\u2019osso:\u00a0<strong>desidero<\/strong>\u00a0(desiderio)\u00a0<strong>avere un desiderio insoddisfatt<\/strong>o (oggetto del desiderio).<\/p>\n<p>Il tratto prevalente del funzionamento psichico isterico \u00e8 l\u2019<strong>insoddisfazione<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019isterico \/ isterica va all\u2019oggetto reale e lo butta via\u00a0<strong>credendo<\/strong>\u00a0fermamente (Lacan diceva:<em>\u00a0dur comme fer<\/em>) che l\u2019oggetto capace di soddisfarlo \/ soddisfarla pienamente, totalmente, interamente\u00a0<strong>esista<\/strong>, anche se non lo ha ancora trovato.<\/p>\n<p>Al cuore vi \u00e8 la questione della\u00a0<strong>mancanza<\/strong>\u00a0e dei diversi modi di declinare il rapporto soggettivo alla mancanza.<\/p>\n<p>Nella nevrosi ossessiva il soggetto rimane in una posizione prevalentemente immaginaria, dove\u00a0<strong>tutto \u00e8 possibile<\/strong>\u00a0e dove\u00a0<strong>tutto \u00e8 impossibile<\/strong>.<\/p>\n<p>Il tratto prevalente del funzionamento psichico ossessivo \u00e8 l\u2019<strong>impossibilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>I tratti clinici pi\u00f9 frequenti sono il dubbio, l\u2019indecisione, il controllo di s\u00e9, dell\u2019altro, delle situazioni, l\u2019impossibile, lo scrupolo.<\/p>\n<p>In passato, le declinazioni pi\u00f9 frequenti di questo funzionamento erano legate alla\u00a0<strong>colpa<\/strong>\u00a0e ai\u00a0<strong>microbi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019associazione cui appartengo, e non solo, si tende a dire che oggi, nel nostro sociale, il funzionamento psichico prevalente \u00e8 la\u00a0<strong>perversione<\/strong>\u00a0e non pi\u00f9 la\u00a0<strong>nevros<\/strong>i.<\/p>\n<p>Il tratto prevalente di questo funzionamento pu\u00f2 essere anche qui ridotto all\u2019osso cos\u00ec:\u00a0<strong>tutto e subito<\/strong>.<\/p>\n<p>Vengono meno l\u2019assenza dell\u2019oggetto e il desiderio e si ha accesso, o si cerca di avere accesso,\u00a0<strong>immediato<\/strong>\u00a0all\u2019oggetto, che viene subito buttato via e sostituito da un altro oggetto. Tratti rilevanti di questo funzionamento sono la soppressione del tempo dell\u2019<strong>attesa<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong>desiderio<\/strong>.<\/p>\n<p>Mi rendo conto che tutto questo pu\u00f2 sembrare un po\u2019 rapido e sollevare pi\u00f9 punti interrogativi.<\/p>\n<p>Per una trattazione meno rapida suggerirei due testi, uno del mio maestro Charles Melman, intitolato<em>\u00a0L\u2019homme sans gravit\u00e9<\/em>, tradotto in italiano<sup>4<\/sup>\u00a0con una mia postfazione e l\u2019altro testo molto ampio e articolato di un caro amico, psichiatra psicoanalista, Jean-Pierre Lebrun,\u00a0<em>La perversion ordinaire<\/em><sup>5<\/sup>, non tradotto in italiano.<\/p>\n<p>Lebrun intende con l\u2019aggettivo\u00a0<em>ordinaria<\/em>\u00a0quella perversione che individua come il funzionamento psichico dominante nella societ\u00e0 contemporanea, non nel senso clinico classico, cui sono invece riferibili i comportamenti dei fondatori o dei direttori spirituali riportati dall\u2019articolo che mi hai inviato:\u00a0<em>Abus dans l\u2019\u00c9glise : Le \u201cma\u00eetre spirituel\u201d conna\u00eet les failles d\u2019une \u00e2me<\/em><sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p>Ai casi citati dall\u2019articolo sono da aggiungere almeno Maciel, fondatore dei Legionari, credo anche il fondatore di un nuovo istituto di Francescani e pi\u00f9 casi minori, tra cui un seminario parallelo recentemente chiuso in una citt\u00e0 del Nord Italia in seguito ad una visita apostolica richiesta dal nuovo vescovo ed un caso simile a Prato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2. Limite<\/p>\n<p>In un modo inedito rispetto al passato, strettamente legata alla questione della\u00a0<strong>perversione<\/strong>\u00a0\u00e8 la questione del<strong>\u00a0limite<\/strong>.<\/p>\n<p>Jean-Pierre Lebrun, dopo aver scritto alcuni articoli che riprendevano il tema della\u00a0<em><strong>nuova economia psichica<\/strong><\/em>\u00a0e dei\u00a0<em><strong>neo-soggetti<\/strong><\/em>\u00a0proposto da Melman<sup>7<\/sup>, ha dedicato un intero volume alla questione del\u00a0<strong>limite<\/strong>, intitolato\u00a0<em>Un monde sans limite<\/em><sup>8<\/sup>.<\/p>\n<p><em><strong>La perversione ordinaria<\/strong><\/em>\u00a0\u00e8 lo sbocco cui \u00e8 giunto Lebrun partendo dal declino del nome del padre e dal declino del<strong>\u00a0limite<\/strong>, sia nel funzionamento soggettivo sia nel funzionamento sociale contemporanei.<\/p>\n<p>Nel 2002 si \u00e8 costituito a Parigi un gruppo di lavoro su\u00a0<strong><em>Soggettivit\u00e0 e legame sociale<\/em><\/strong>\u00a0per mettere a tema soprattutto la clinica delle cosiddette nuove patologie e il legame sociale. Hanno fatto parte di questo gruppo Charles Melman, Marcel Gauchet, Jean-Pierre Lebrun e alcuni altri.<\/p>\n<p>Alcuni psicoanalisti, uno storico come Gauchet<sup>9<\/sup>\u00a0ed altri, hanno affrontato di petto la questione del limite (anche con preoccupazione):\u00a0<strong>che cosa pu\u00f2 venire a fare limite nel funzionamento sociale contemporaneo?<\/strong><\/p>\n<p>Questa domanda risuona ora per me\u00a0<strong>in modo inedito<\/strong>\u00a0in<strong>\u00a0tempo di coronavirus<\/strong>, in cui siamo confrontati ad un inatteso e imprevisto limite!<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019articolo inviatomi, credo di poter dire che nei casi presi in considerazione, senza subito andare alla questione morale, c\u2019\u00e8 innanzitutto una questione che riguarda il\u00a0<strong>limite<\/strong>.<\/p>\n<p>Quale sottile lama di rasoio separa il\u00a0<strong>possibile<\/strong>\u00a0dall\u2019<strong>impossibile<\/strong>?<\/p>\n<p>Quale sottile lama di rasoio separa la\u00a0<strong>comprensione<\/strong>\u00a0dalla\u00a0<strong>complicit\u00e0<\/strong>?<\/p>\n<p>Quale sottile lama di rasoio separa l\u2019<strong>intimit\u00e0<\/strong>\u00a0dall\u2019<strong>erotismo<\/strong>\u00a0agito?<\/p>\n<p>Nella situazione di\u00a0<em><strong>direttore spirituale<\/strong><\/em>\u00a0o di\u00a0<em><strong>fondatore<\/strong><\/em>\u00a0la questione del\u00a0<strong>limite<\/strong>\u00a0si pone ineludibilmente e viene sfiorata o apertamente incontrata, con rischio di slittamento, a diversi titoli.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>persona diretta<\/strong>\u00a0\u00e8 in situazione di\u00a0<strong><em>transfert<\/em>\u00a0positivo<\/strong>\u00a0nei confronti del direttore spirituale.<\/p>\n<p>La fiducia e l\u2019apertura di coscienza impongono un necessario limite che da una parte\u00a0<strong>pu\u00f2 superare i limiti \u201cabituali\u201d<\/strong>, ma dall\u2019altra\u00a0<strong>non pu\u00f2 essere \u201csenza limiti\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Uguale situazione per i\u00a0<strong>\u201cfondatori\u201d<\/strong>: e non \u00e8 solo questione di regole o regolette (il padre Thomas Philippe teorizzava che tra il direttore spirituale e la \u201cdiretta\u201d tutto era possibile, ad eccezione della penetrazione).<\/p>\n<p>Ed allora la domanda irrinunciabile da porre diventa: che cosa \u00e8\u00a0<strong>incestuos<\/strong>o e che cosa\u00a0<strong>non lo \u00e8<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u00e9vi-Strauss<sup>10<\/sup>\u00a0in\u00a0<em>Strutture elementari della parentel<\/em>a, entrando nel vivo (allora!) del dibattito natura-cultura, reperiva nella\u00a0<strong>proibizione dell\u2019incesto<\/strong>\u00a0l\u2019elemento comune alle molte centinaia di strutture di parentela che aveva preso in considerazione e come il punto\u00a0<strong>minimale<\/strong>\u00a0del funzionamento sociale, in cui natura e cultura sono inseparabili.<\/p>\n<p>Per incesto, tema ripetutamente affrontato da Freud e dai suoi allievi, credo si debba intendere un tipo di rapporto in cui la\u00a0<strong>confusione dei posti<\/strong>\u00a0(di padre, di figlia, di educatore, di educato, di direttore, di diretto, di fondatore, di fondato) produce dei\u00a0<strong>danni psichici<\/strong>\u00a0che compromettono l\u2019<strong>identit\u00e0<\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong>funzionamento psichico<\/strong>\u00a0stesso del soggetto pi\u00f9 giovane, o pi\u00f9 debole.<\/p>\n<p>Che una relazione\u00a0<strong>divent<\/strong>i o\u00a0<strong>non diventi incestuosa<\/strong>\u00a0dipende dall\u2019et\u00e0, dalla struttura psichica, dalla societ\u00e0 cui appartengono i due soggetti e da altri fattori di natura\u00a0<strong>psichica<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>etica<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3. Foro interno \/ foro esterno<\/p>\n<p>Mi sono occupato a pi\u00f9 riprese di questo tema da un punto di vista psicologico, soprattutto riguardo alla prima fase degli scritti di padre\u00a0<strong>Luigi Rulla<\/strong>\u00a0SJ e con particolare riferimento al fatto che gli psicoterapeuti e le psicoterapeute formati da Rulla facevano firmare una liberatoria al termine della psicoterapia per poter riferire i contenuti appresi durante la psicoterapia ai superiori del seminarista, del religioso o della religiosa che avevano seguito nel trattamento.<br \/>\nIn alcuni dei primi scritti di Rulla vi erano in particolare due affermazioni molto problematiche rispetto a questo punto:<\/p>\n<ul>\n<li>la psicologia \u00e8 propositiva e giudicativa, che tradotto in prassi significava che lo psicologo poteva\u00a0<strong>valutare<\/strong>\u00a0se il soggetto aveva o non aveva la vocazione.<\/li>\n<li>ed in secondo luogo il cortocircuito tra\u00a0<strong>foro interno<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>foro esterno<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Far saltare il limite o confine tra foro esterno e foro interno \u00e8 operazione che conduce ad una deriva\u00a0<strong>totalitaria<\/strong>.<br \/>\nL\u2019Istituto di Psicologia della Gregoriana ha riaggiustato il tiro, dovendo anche tener conto dell\u2019articolo riguardante il\u00a0<strong>segreto professionale<\/strong>\u00a0previsto dalla legge che ha istituito l\u2019Ordine degli Psicologi nel 1989.<br \/>\nAnche qui la\u00a0<strong>domanda<\/strong>: nella psicoterapia, e\u00a0<strong>analogamente<\/strong>\u00a0nella direzione spirituale e nella confessione sacramentale, si deve\u00a0<strong>fermamente<\/strong>\u00a0mantenere la distinzione tra foro interno e foro esterno o\u00a0<strong>si possono fare delle eccezioni<\/strong>?<br \/>\nLa\u00a0<strong>manifestazione di coscienza<\/strong>\u00a0\u00e8 una delle istituzioni pi\u00f9 antiche della vita religiosa. Con accentuazioni diverse ne parlano Antonio, Evagrio, Basilio e Cassiano. Nel tempo, la manifestazione di coscienza si \u00e8 distinta dall\u2019accusa fatta nel sacramento della Confessione. Ignazio di Loyola e i primi legislatori gesuiti hanno considerato la manifestazione di coscienza come una delle istituzioni sostanziali della Compagnia. Alcune societ\u00e0 religiose maschili o femminili si sono ispirate alle direttive di sant\u2019Ignazio e hanno introdotto la manifestazione di coscienza nelle loro legislazioni. A partire dal 1854 la Congregazione dei Vescovi e Regolari emana direttive restrittive riguardo alla manifestazione di coscienza, che sfociano nel decreto del 17 dicembre 1890 che promulga una legge stretta e generale imposta a tutti gli istituti femminili e maschili<sup>11<\/sup>. Questo decreto \u00e8 la fonte principale del canone 530 del Codice di Diritto Canonico del 1917 e del canone 630 del Codice del 1983. Il canone 630 \u00a7 5 esplicitamente dichiara:<\/p>\n<p>I religiosi si rivolgano con fiducia ai superiori, ai quali possono palesare l\u2019animo proprio con spontanea libert\u00e0. \u00c8 per\u00f2 vietato ai superiori indurli in qualunque modo a manifestare loro la propria coscienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4. Stato d\u2019eccezione<\/p>\n<p>Esistono situazioni istituzionali, laiche o religiose, in cui vi sarebbe\u00a0<strong>almeno una persona<\/strong>\u00a0che non sia sottoposta alla legge cui gli altri sono sottoposti?<\/p>\n<p>Esistono\u00a0<strong>stati di eccezione<\/strong><sup>12<\/sup>\u00a0e con quali conseguenze e con quali rischi?<\/p>\n<p>Si potrebbero ricordare pi\u00f9 esempi antichi e recenti; ne cito uno solo nell\u2019ambito della complessa vicenda dei fondatori dei Cappuccini. Il capitolo del 1538 elesse come vicario generale fra Bernardino Ochino da Siena. Questo insigne predicatore si era attirata l\u2019ammirazione unanime di tutti i religiosi e dei devoti dell\u2019ordine, specie di Vittoria Colonna e del suo circolo di umanisti, per il suo amore all\u2019osservanza della regola, per la sua austerit\u00e0, il suo fervore senza affettazione e le sue doti di governo. Disimpegn\u00f2 con soddisfazione di tutti il primo triennio di governo e fu rieletto nel capitolo generale del 1542. Dopo l\u2019elezione mut\u00f2 totalmente il suo modo di vivere, si rilass\u00f2 nella regolare osservanza, si dispens\u00f2 dalla vita comune e ottenne privilegi personali in considerazione delle sue attivit\u00e0 apostoliche. Il 22 agosto 1542, da Firenze, scrive una drammatica lettera a Vittoria Colonna in cui ufficializza la sua decisione di intraprendere la strada dell\u2019esilio. Depone l\u2019abito francescano in casa della duchessa Cybo e da Mantova, passando per Zurigo, si dirige verso Ginevra, per ricominciare una nuova vita all\u2019et\u00e0 di 55 anni<sup>13<\/sup>.<\/p>\n<p>Un fondatore o un personaggio di autorit\u00e0, morale o istituzionale, \u00e8 certamente pi\u00f9 esposto di altri a considerarsi l\u2019<strong>almeno uno<\/strong>\u00a0non sottomesso alla legge comune.<\/p>\n<p>Da un punto di vista psicologico, individuale e gruppale, questo \u00e8 un comportamento di tipo\u00a0<strong>perverso<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo tipo di \u201ceccezione\u201d, con declinazioni leggere o molto marcate, pu\u00f2 verificarsi in istituzioni civili ed anche religiose.<\/p>\n<p>Senza generalizzazioni scorrette, un esempio che tutti conosciamo \u00e8 quello di alcuni poliziotti che sgommano, passano col rosso, viaggiano a velocit\u00e0 proibite anche quando non vi \u00e8 un motivo di ordine pubblico che possa giustificare l\u2019eccezione.<\/p>\n<p>Si aprirebbe qui la lunga lista di collegi, seminari, carceri, carceri minorili \u2026<\/p>\n<p>Lo\u00a0<strong>stato d\u2019eccezione<\/strong>\u00a0pu\u00f2 non avere o avere risvolti \u201c<strong>sessuali<\/strong>\u201d in senso ampio, sia nella versione \u201c<strong>punizione<\/strong>\u201d che nella versione \u201c<strong>privilegio<\/strong>\u201d, da situare nell\u2019ambito di quanto detto sopra sull\u2019<strong>incesto<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 da prendere in considerazione se il comportamento sia\u00a0<strong>teorizzato<\/strong>\u00a0o\u00a0<strong>non teorizzato<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>quale teoria<\/strong>\u00a0sia addotta per giustificarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5. Abuso del transfert<\/p>\n<p>In riferimento ad alcuni nodi sollevati dall\u2019articolo che mi hai inviato, ritengo molto utile la analogia tra il\u00a0<strong>transfert<\/strong>\u00a0nell\u2019ambito della\u00a0<strong>psicoterapia<\/strong>\u00a0e il transfert nell\u2019ambito del\u00a0<strong>rapporto direttore spirituale-diretto<\/strong>\u00a0o<strong>\u00a0fondatore-fondato<\/strong>.<\/p>\n<p>Esiste una ampia letteratura riguardante l\u2019abuso del transfert nell\u2019ambito della psicoterapia; faccio qui riferimento soltanto a Gabbard<sup>14<\/sup>:<\/p>\n<p>La maggior parte degli analisti e degli psicoterapeuti che hanno avuto relazioni sessuali con i loro pazienti ricadono in una di queste quattro categorie: 1) disturbi psicotici; 2) psicopatia predatoria e parafilie; 3) mal d\u2019amore; 4) resa masochistica<sup>15<\/sup>.<\/p>\n<p><em>Psicopatia predatoria e parafilie<\/em><br \/>\nAll\u2019interno della categoria della psicopatia predatoria, includiamo non solo i veri e propri disturbi antisociali di personalit\u00e0, ma anche gravi disturbi narcisistici di personalit\u00e0 con evidenti caratteristiche antisociali. In altre parole \u00e8 il\u00a0<em>comportamento<\/em>\u00a0sessuale a essere predatorio e psicopatico. Bench\u00e9 non tutti i clinici che soffrono di parafilie o di perversioni siano necessariamente predatori psicopatici, coloro che agiscono i loro impulsi perversi con i pazienti hanno solitamente una grave patologia del carattere sul\u00a0<em>continuum<\/em>\u00a0narcisistico-antisociale. Questi terapeuti sono di solito uomini e hanno manifestato\u00a0<strong>comportamenti sessuali predatori<\/strong>\u00a0durante tutta la loro vita [\u2026].<br \/>\nAltra variante del predatore \u00e8 l\u2019analista profondamente narcisista che ha raggiunto l\u2019apice della carriera; egli pu\u00f2 occupare una posizione di notevole responsabilit\u00e0 all\u2019interno di organizzazioni locali, nazionali o internazionali. Pu\u00f2 essere famoso a livello internazionale per i suoi scritti e riverito come maestro. L\u2019adulazione che riceve lo intossica al punto che comincia a credere di essere diverso, superiore agli altri [\u2026]. Quando vengono alla luce le trasgressioni sessuali di questi clinici, molti colleghi ricordano altri episodi che avrebbero dovuto mettere in allarme, ma che furono ignorati. I colleghi avevano spesso colluso con l\u2019onnipotenza dell\u2019analista, ammirandone la flessibilit\u00e0 \u201cnon ortodossa\u201d dimostrata quando si vantava di utilizzare in modo creativo azioni o interventi che esulavano dalla tecnica analitica classica [\u2026]<sup>16<\/sup>.<\/p>\n<p><em>Mal d\u2019amore<\/em><br \/>\nLa maggioranza degli analisti che hanno delle relazioni sessuali con i loro pazienti mostra caratteristiche del\u00a0<em>mal d\u2019amore<\/em>, di resa masochistica o di entrambi. L\u2019analista malato d\u2019amore presenta solitamente alcune caratteristiche tipiche, tra cui una notevole vulnerabilit\u00e0 narcisistica. Quando l\u2019analista in questione \u00e8 un uomo, la situazione classica \u00e8 quella in cui un professionista di mezza et\u00e0 si innamora perdutamente di una paziente molto pi\u00f9 giovane. L\u2019infatuazione si verifica in genere durante un periodo molto difficile della vita dell\u2019analista [\u2026]. Questa vulnerabilit\u00e0 narcisistica a volte \u00e8 mascherata da un funzionamento e da un sostegno sociale sufficientemente buono fino al momento in cui nella vita dell\u2019analista non scoppia una grave crisi [\u2026]. I temi narcisistici di questi analisti\u00a0<em>malati d\u2019amore<\/em>\u00a0comprendono generalmente un immenso bisogno di conferma da parte dei pazienti per regolare la propria autostima [\u2026]<sup>17<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6. Duale<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del nostro funzionamento sociale si \u00e8 affermato negli ultimi decenni un funzionamento sempre pi\u00f9\u00a0<strong>duale<\/strong>, intendendo con questo un funzionamento faccia a faccia, speculare, con un prevalere della legge del pi\u00f9 forte, sia a livello di individui che di comunit\u00e0, che di nazioni (si pensi a quanta poca forza hanno le risoluzioni dell\u2019ONU e si pensi alle numerose situazioni di ingerenza di potenze o superpotenze in alcuni scenari geopolitici).<\/p>\n<p>Anche qui, per dirla in modo troppo semplice, se Giovanni\u00a0<strong>impone<\/strong>\u00a0la sua legge a Maria e Maria\u00a0<strong>impone<\/strong>\u00a0la sua legge a Giovanni, il rapporto sar\u00e0 sempre\u00a0<strong>cannibalico<\/strong>: o io mangio te o tu mangi me.<\/p>\n<p>Soltanto il riferimento ad un\u00a0<strong>terzo<\/strong>\u00a0permetter\u00e0 a Giovanni e a Maria di essere entrambi sottomessi ad un terzo, appunto, che li trascende e pu\u00f2 permettere loro di non \u201cdistruggersi\u201d.<\/p>\n<p>La minima delle constatazioni riguardanti l\u2019uso dei termini\u00a0<em>terzo<\/em>\u00a0e\u00a0<em>terziet\u00e0<\/em>\u00a0induce ad operare qualche distinzione e minimalmente \u2013 riprendendo le pertinenti osservazioni a questo proposito di Charles Melman e di Jean-Pierre Lebrun \u2013 la distinzione tra terzo sociale o incarnato e terzo simbolico [\u2026].<br \/>\nIl riferimento ad una norma riconosciuta, ad un padre comune, ad ideali condivisi, ad una trasmissione \u00e8 profondamente incrinato e perduto o in mutazione, secondo i differenti punti di vista. Per alcuni tutto ci\u00f2 \u00e8 fortunatamente perduto, per altri purtroppo.<br \/>\n\u00c8 un fatto riconosciuto ed un criterio di analisi sociale ampiamente recepito che ci troviamo in una societ\u00e0 pluralista in cui i riferimenti sono molteplici e da situare in funzione di soggetti che appunto fanno riferimento a differenze culturali, religiose, sociali. Il confronto con minoranze diversificate rende non pi\u00f9 possibile il riferimento ad un terzo unico e centralizzatore.<br \/>\nUn altro aspetto di rilievo \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di costruire norme che potremmo chiamare, per comodit\u00e0,\u00a0<em>oggettive<\/em>\u00a0ma ci\u00f2 che sembra essere in gioco \u00e8 piuttosto la possibilit\u00e0 di costruire norme con i soggetti stessi delle diverse situazioni e tenendo conto delle differenze\/diversit\u00e0 che caratterizzano le odierne modalit\u00e0 di convivenza, almeno per il mondo occidentale.<br \/>\nLa diffidenza verso un terzo (o grande Terzo) regolatore che funzionerebbe con un riferimento oggettivo spinto fino all\u2019esasperazione \u00e8 certamente legata\u00a0<em>apr\u00e8s-coup<\/em>, tra l\u2019altro, alle riletture che un mutato punto di vista ci porta a fare di massacri, occupazioni, distruzioni, deportazioni o quant\u2019altro potrebbe essere riferito a queste modalit\u00e0 di \u201cautorit\u00e0\u201d o di \u201cterziet\u00e0\u201d<sup>18<\/sup>.<br \/>\nIl nazismo e la\u00a0<em>Shoah<\/em>, in particolare, hanno confrontato il XX secolo ad un ulteriore dubbio sul funzionamento di un terzo che possa essere considerato autorevole e su un funzionamento gerarchico con dei margini quasi inesistenti di non sottomissione, con effetti devastanti ed estremi.<br \/>\nIl riferimento terzo, e il rispetto dell\u2019autorit\u00e0 che esso ha sempre comportato, \u00e8 stato ampiamente percepito come incapace di impedire il peggio che invece si \u00e8 realizzato<sup>19<\/sup>.<\/p>\n<p>Sul versante in qualche modo opposto, che tenta di evitare questo tipo di<em>\u00a0impasse<\/em>, giustamente invocando un riferimento plurale sorge la difficolt\u00e0 riguardo ad un possibile legame sociale in un contesto di riferimenti pluralisti o troppo pluralisti.<\/p>\n<p>La psicoanalisi ha per certi versi corroborato il funzionamento di un\u2019istanza terza nello psichico e nel sociale, ma ha anche introdotto delle articolazioni che permettono di poter formulare la domanda riguardo a chi o a che cosa, di volta in volta, viene ad occupare questo posto.<\/p>\n<p>Allora quale terzo possibile e in che cosa questo \u201cnuovo\u201d terzo si distinguerebbe dal funzionamento precedente?<\/p>\n<p>La risposta pi\u00f9 immediata e, parrebbe, prevalente va nel senso di affermare che non \u00e8 pi\u00f9 necessario un terzo incarnato.<\/p>\n<p>Jean-Pierre Lebrun propone di distinguere\u00a0<em>patto<\/em>\u00a0e\u00a0<em>contratto<\/em>\u00a0situando il terzo sul versante del patto in quanto funzionamento che introduce una dimensione di esteriorit\u00e0 nei confronti dei soggetti.<\/p>\n<p>Sarebbe questo tipo di dimensione che dovrebbe essere salvaguardato nella\u00a0<strong>mutazione in corso<\/strong>, e questo non per partito preso o per devozione, ma per interrogare il\u00a0<em>clivage<\/em>\u00a0fondamentale tra il mantenimento o l\u2019abolizione di qualunque terziet\u00e0<sup>20<\/sup>.<\/p>\n<p>Due distinzioni si impongono: fra\u00a0<strong>chi occupava il luogo terzo<\/strong>\u00a0e quindi le diverse declinazioni storiche di figure terze (re, stato, legge, \u2026) e il\u00a0<strong>luogo occupato<\/strong>\u00a0ed in secondo luogo se questo luogo d\u2019eccezione \u00e8 un luogo sottomesso alla legge o \u00e8 un luogo fuori-legge.<\/p>\n<p>Le monarchie assolute europee, in forme diverse non sono mai state, a livello di diritto, dispotiche in modo assoluto: esistevano forme di temperamento del funzionamento assoluto (forme di controllo, senati, camere) e soprattutto al di sopra del re vi era la legge divina alla quale anche il re era sottomesso.<\/p>\n<p>L\u2019avvento della democrazia ha fatto saltare questo funzionamento opponendo oggettivo e soggettivo, collettivo e individuale, eteronomia e autonomia, con una mutazione di ordine simbolico.<\/p>\n<p>La modernit\u00e0, con un lento lavoro durato due secoli, ha sloggiato il grande Terzo prima trascendente e poi trascendentale dal luogo che occupava.<\/p>\n<p>L\u2019immaginario sociale contemporaneo \u00e8 la forma pi\u00f9 o meno compiuta di questo lavoro della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La democrazia ha vinto molte battaglie contro l\u2019eteronomia che ha sempre rifiutato ed ha voluto emanciparsi da ogni forma di trascendenza, ma questo processo sta prendendo volti sociali inattesi nel funzionamento sociale.<\/p>\n<p>Gli individui, sembrerebbe, sono emancipati dall\u2019ordine religioso, dalle tradizioni, da forme collettive di riferimento come la famiglia o la nazione, dalla riverenza gerarchica, da legami di obbedienza a varie forme di autorit\u00e0, ma siamo confrontati ad una inedita impossibilit\u00e0 di un riferimento comune ed a forme di \u201c<strong>perversione generalizzata<\/strong>\u201d<sup>21<\/sup>.<\/p>\n<p>Godiamo di una inedita libert\u00e0 di potere su noi stessi, ma ognuno per conto suo, ognuno per i fatti propri.<\/p>\n<p>La conseguenza maggiore di questo funzionamento sembra essere lo svilupparsi di un immaginario sociale in cui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per un consenso ad una\u00a0<strong>perdita di godimento<\/strong>\u00a0individuale a favore di un funzionamento collettivo, non solo nelle declinazioni trascendenti e trascendentali che abbiamo ricordato, ma anche nella declinazione proposta da Freud.<\/p>\n<p>Nel nuovo che si afferma, ovviamente si possono incontrare formazioni \u201cpatologiche\u201d che inevitabilmente accompagnano ogni trasformazione storica, ma anche promesse e invenzioni.<\/p>\n<p>\u00c8 il cambiamento di regime simbolico ci\u00f2 che sovverte i nostri abituali riferimenti:<\/p>\n<ul>\n<li>figli di Dio nel funzionamento politico-religioso dell\u2019Ancien R\u00e9gime,<\/li>\n<li>figli della scienza nel funzionamento della modernit\u00e0 che ha dichiarato il cielo vuoto senza cancellare il luogo dell\u2019Altro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma quale\u00a0<strong>filiazione<\/strong>\u00a0nella nostra contemporaneit\u00e0 o se si preferisce nella postmodernit\u00e0?<\/p>\n<p>Chi opta per il mantenimento di una terziet\u00e0, ritenendola un fatto di struttura, irrinunciabile nel funzionamento sociale e individuale, funzionamenti che come ricorda Freud in\u00a0<em>Psicologia delle masse<\/em>\u00a0non possono essere separati essendo: \u201cLa psicologia individuale anche fin dall\u2019inizio psicologia sociale\u201d<sup>22<\/sup>, pu\u00f2 optare per un terzo non pi\u00f9 trascendente o trascendentale.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019accettazione di una\u00a0<strong>dissimetria iniziale<\/strong>\u00a0che permette al soggetto di accedere alla alterit\u00e0.<\/p>\n<p>La dissimetria dei posti bambino e adulto \u2013 almeno\u00a0<em>finora<\/em>\u00a0ed a meno di altre possibili economie \u2013 \u00e8 ci\u00f2 che\u00a0<em>finora<\/em>\u00a0ha funzionato come<strong>\u00a0trasmissione di un posto che fa eccezione<\/strong>\u00a0e che \u00e8 determinante per il funzionamento psichico.<\/p>\n<p>Questo rinvia all\u2019economia che organizza gli scambi tra bambino e genitori che d\u2019ufficio organizzano la scena di questo apprendimento.<\/p>\n<p>Non a caso uno dei luoghi pi\u00f9 sensibili in cui possiamo incontrare delle difficolt\u00e0 per un riferimento terzo \u00e8 proprio l\u2019ambito della educazione<sup>23<\/sup>.<\/p>\n<p>L\u2019uso della parola implica di poter sostituire alla cosa un vocabolo che non ha alcun legame con quella cosa.<\/p>\n<p>Il linguaggio\u00a0<strong>strutturalmente<\/strong>\u00a0introduce una\u00a0<strong>dimensione terza<\/strong>\u00a0ma non riconducibile ad un nuovo grande Terzo o ad una nuova trascendenza, sia pure laica.<\/p>\n<p>L\u2019iscrizione nella parola comporta che il\u00a0<strong>desiderio<\/strong>\u00a0si organizzi a partire dall\u2019<strong>assenza dell\u2019oggetto<\/strong>\u00a0e questa assenza \u00e8 correlata al\u00a0<strong>linguaggio<\/strong><sup>24<\/sup>\u00a0<strong>che costringe ad una perdita di godimento<\/strong>, marchiando ogni oggetto con una delusione di cui non \u00e8 possibile fare l\u2019economia e con una insoddisfazione non riducibile.<\/p>\n<p>La questione del terzo, in riferimento alla parola, ci confronta alla questione della trasmissione: \u201cin quale modo questa attitudine alla parola, e cio\u00e8 l\u2019attitudine degli umani a sostenersi in riferimento ad un vuoto<sup>25<\/sup>, si \u00e8 da sempre trasmessa di generazione in generazione?\u201d<sup>26<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>processo di soggettivazione<\/strong>\u00a0il bambino \u00e8 confrontato ad un\u00a0<strong>posto che fa eccezione<\/strong>, ieri trascendente, oggi logico.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>attuale immaginario sociale<\/strong>\u00a0tende a preferire\u00a0<strong>statuti di eguaglianza<\/strong>, la\u00a0<strong>permutabilit\u00e0 dei posti<\/strong>\u00a0e proprio per questo un posto che faccia eccezione \u00e8 tendenzialmente letto come un vestigio, una traccia dell\u2019abuso di potere del padre in regime di patriarcato, mentre invece una qualche terziet\u00e0 \u00e8 un minimo da preservare perch\u00e9 qualcosa di individuale, e quindi di soggettivo, possa esistere, come anche di collettivo, evitando la deriva verso il funzionamento\u00a0<strong>massa<\/strong>\u00a0ben segnalato da Freud.<\/p>\n<p>\u00c8 attraverso la stessa operazione di\u00a0<strong>sottrazione di godimento<\/strong>\u00a0che si produce sia la\u00a0<strong>singolarit\u00e0<\/strong>\u00a0che il\u00a0<strong>luogo del collettivo<\/strong>; \u00e8 l\u2019iscrizione e il riconoscimento di una\u00a0<strong>perdita<\/strong>\u00a0che organizzano sia la struttura individuale che la struttura collettiva.<\/p>\n<p>In passato il luogo di questa perdita era abitato da un grande Terzo e la\u00a0<strong>nevrosi<\/strong>\u00a0che ne conseguiva prendeva la forma di un rimprovero a lui rivolto d\u2019avere occupato questo posto o troppo o non abbastanza.<\/p>\n<p>Oggi siamo piuttosto confrontati alla \u201c<strong>perdita nuda<\/strong>\u201d e le forme per affrontarla prendono pi\u00f9 volentieri le vie del\u00a0<em>diniego<\/em><sup>27<\/sup>\u00a0piuttosto che della\u00a0<em>rimozione<\/em><sup>28<\/sup>.<\/p>\n<p>Sembra essere questo il nodo che permette di situare una cosiddetta \u201cnuova\u201d clinica ed anche nuove modalit\u00e0 di transfert<sup>29<\/sup>.<\/p>\n<p>Quali modalit\u00e0 dovr\u00e0 adottare la direzione della cura confrontata alla\u00a0<strong>perversione<\/strong>\u00a0che alcuni chiamano \u201c<strong>ordinaria<\/strong>\u201d per distinguerla da una\u00a0<strong>perversione strutturale<\/strong>?<\/p>\n<p>La\u00a0<em>perdita<\/em>, diversamente significata in passato, prende nel funzionamento sociale di oggi vie diverse: quella dell\u2019assenza di norme valide per tutti, quella del venir meno delle pi\u00f9 comuni certezze, quella della pluralit\u00e0 di reti e di mondi differenti.<\/p>\n<p>Il terzo sociale ed il terzo individuale sono entrambi, come gi\u00e0 segnalato da Freud nel\u00a0<em>Disagio della civilt\u00e0<\/em>, confrontati ad una perdita di godimento nell\u2019irriducibile lavoro di soggettivazione per far addivenire sia il soggettivo che il collettivo<sup>30<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcune osservazioni conclusive<\/p>\n<p>a) Il \u201c<strong>direttore spirituale<\/strong>\u201d e il \u201c<strong>fondatore<\/strong>\u201d sono due posizioni\u00a0<strong>a rischio maggiore<\/strong>\u00a0sia sul versante\u00a0<strong>plagio<\/strong>\u00a0sia sul versante\u00a0<strong>abuso<\/strong>\u00a0per il\u00a0<strong>particolare tipo di<em>\u00a0transfert<\/em><\/strong>\u00a0che si stabilisce tra il direttore e il diretto e tra il fondatore e il discepolo.<\/p>\n<p>b) Una situazione\u00a0<em>transferale<\/em>\u00a0analoga si produce tra lo psicoterapeuta e il \u201cpaziente\u201d.<br \/>\nEsiste su questo tema una vasta letteratura.<br \/>\nFreud la affronta precocemente in due piccole opere<sup>31<\/sup>, di \u201c<em>consigli<\/em>\u201d ai \u201c<em>medici<\/em>\u201d che esercitano la psicoanalisi: la \u201c<strong>regola<\/strong>\u201d, secondo Freud, riguardante questo punto \u00e8 quella della\u00a0<strong>astinenza<\/strong><sup>32<\/sup>.<br \/>\nQualora il setting di una cura psicoterapeutica o psicoanalitica non possa essere mantenuto in situazione di \u201castinenza\u201d ed il rapporto si trasformi in una forma di relazione diversa, la\u00a0<strong>cura<\/strong>\u00a0deve essere\u00a0<strong>interrotta<\/strong>.<\/p>\n<p>c) Un altro nodo sarebbe imprescindibile e riguarda la<strong><em>\u00a0dimensione gruppale<\/em><\/strong>. Che cosa fa s\u00ec che un gruppo<sup>33<\/sup>\u00a0tolleri o subisca, temporaneamente o lungamente, una posizione o delle posizioni abusanti?<\/p>\n<p>d) Tendo a pensare che in<strong>\u00a0diversificate situazioni<\/strong>\u00a0che per comodit\u00e0 metto sotto il cappello \u201c<strong>relazioni di aiuto<\/strong>\u201d si possano produrre situazioni in cui:<\/p>\n<ul>\n<li>la\u00a0<strong>comprensione<\/strong>\u00a0rischia di scivolare o scivola verso la\u00a0<strong>complicit\u00e0<\/strong><\/li>\n<li>l<strong>\u2019intimit\u00e0<\/strong>\u00a0rischia di scivolare o scivola verso l\u2019<strong>erotismo<\/strong>\u00a0agito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ritengo che il\u00a0<strong>punto cruciale<\/strong>\u00a0perch\u00e9 la relazione possa restare \u201c<strong>d\u2019aiuto<\/strong>\u201d e, cosa ancora pi\u00f9 rilevante,\u00a0<strong>non produca danni<\/strong>, sia la possibilit\u00e0 e la fattibilit\u00e0 di un\u00a0<strong>rientro<\/strong>\u00a0della relazione nell\u2019ambito strutturale che la caratterizza; in caso contrario, la relazione \u201c<strong>d\u2019aiuto<\/strong>\u201d deve essere interrotta, poich\u00e9 diviene una relazione di tipo\u00a0<strong>totalitario<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Costantino Gilardi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Torino, 24 maggio 2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0M. Recalcati,\u00a0<em>Jacques Lacan. La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto<\/em>, Raffaello Cortina Editore, 2016, pp. 395-451.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0 Association Lacanienne Internationale.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0 M. Recalcati,\u00a0<em>Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione<\/em>, Raffaello Cortina Editore, Milano 2012; Id.,\u00a0<em>La forza del desiderio<\/em>, Qiqajon, Bose 2014; Id.,\u00a0<em>Ritratti del desiderio<\/em>, Raffaello Cortina, Milano 2018.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0Ch. Melman,\u00a0<em>L\u2019uomo senza gravit\u00e0<\/em>, Bruno Mondadori, Milano 2010.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0J.-P. Lebrun,\u00a0<em>La perversion ordinaire<\/em>, Denoel, Paris, 2007.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavie.fr\/religion\/catholicisme\/abus-dans-l-eglise-le-maitre-spirituel-connait-les-failles-d-une-ame-18-05-2020-106317_16.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.lavie.fr\/<\/a><\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0Ch. Melman,\u00a0<em>La nouvelle \u00e9conomie psychique. La fa\u00e7on de penser et de jouir aujourd\u2019hui<\/em>, \u00c9r\u00e8s, Toulouse 2009.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0J.-P. Lebrun,\u00a0<em>Un monde sans limite. Essai pour une clinique psychanalitique du social<\/em>, \u00c9r\u00e8s, Toulouse 1997, riedito nel 2009.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0M. Gauchet,<em>\u00a0Il figlio del desiderio. Una rivoluzione antropologica<\/em>, Vita e Pensiero, Milano 2011.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0 C. L\u00e9vi-Strauss,\u00a0<em>Les structures \u00e9l\u00e9mentaires de la parent\u00e9 (1949)<\/em>, trad. it. Feltrinelli.<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>\u00a0 Per una sintetica e lucida trattazione si veda M. Desdouits,<em>\u00a0Manifestazione di coscienza<\/em>, in\u00a0<em>Dizionario degli Istituti di Perfezione<\/em>, V, 1973, coll. 880-887.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>\u00a0 G. Agamben,\u00a0<em>Lo stato di eccezione<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 2003.<\/p>\n<p><sup>13<\/sup>\u00a0 M. Gotor,\u00a0<em>Ochino Bernardino<\/em>, in\u00a0<em>Dizionario Biografico degli Italiani<\/em>, 79 (2013).<\/p>\n<p><sup>14<\/sup>\u00a0 G. O. Gabbard,\u00a0<em>Violazioni del setting, seconda edizione<\/em>, Raffaello Cortina Editore, Milano 2017. Ringrazio Nicol\u00f2 Terminio per la segnalazione.<\/p>\n<p><sup>15<\/sup>\u00a0 Ibid., p. 44.<\/p>\n<p><sup>16<\/sup>\u00a0 Ibid., pp. 44-45.<\/p>\n<p><sup>17<\/sup>\u00a0 Ibid., p. 47.<\/p>\n<p><sup>18<\/sup>\u00a0 J.-P. Lebrun,\u00a0<em>Un monde sans limite. Essai pour une clinique psychanalitique du social<\/em>, Er\u00e8s, Toulouse 1997, pp. 83-84; 97-105.<\/p>\n<p><sup>19<\/sup>\u00a0 C. Gilardi,\u00a0<em>Verso quale terziariet\u00e0 (terziet\u00e0)<\/em>, in\u00a0<em>Coppie<\/em>, a cura di M. Drazien, Carocci, Roma 2007, pp. 29-30.<\/p>\n<p><sup>20<\/sup>\u00a0 R. Chemama,\u00a0<em>Clivage et modernit\u00e9<\/em>, Er\u00e8s, Toulouse 2003.<\/p>\n<p><sup>21<\/sup>\u00a0 Ch. Melman,\u00a0<em>L\u2019Homme sans gravit\u00e9. Jouir \u00e0 tout prix<\/em>, Deno\u00ebl 2003, pp. 63-74.<\/p>\n<p><sup>22<\/sup>\u00a0 OSF,\u00a0<em>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019io<\/em>, IX, p. 261.<\/p>\n<p><sup>23<\/sup>\u00a0 J.-P. Lebrun,\u00a0<em>Incidence de la mutation du lien social sur l\u2019\u00e9ducation, in \u201cLe d\u00e9bat\u201d<\/em>, 132 (2004) pp. 151-176. L\u2019intero numero della rivista \u00e8 dedicato a \u201cL\u2019enfant-probl\u00e8me\u201d.<\/p>\n<p><sup>24<\/sup>\u00a0 Melman,\u00a0<em>L\u2019Homme sans gravit\u00e9<\/em>, pp. 108-123.<\/p>\n<p><sup>25<\/sup>\u00a0 C. Lefort,\u00a0<em>D\u00e9mocratie et av\u00e8nement d\u2019un lieu vide<\/em>, in \u201cPsychanalistes\u201d, 2, 1982, p. 17.<\/p>\n<p><sup>26<\/sup>\u00a0 J.-P. Lebrun,\u00a0<em>La distinction des tiers<\/em>, in J.-P. Lebrun-E. Volckrick,\u00a0<em>Avons-nous encore besoin d\u2019un tiers<\/em>, p. 122.<\/p>\n<p><sup>27<\/sup>\u00a0 Diniego come operazione psichica propria della perversione: H. Rey-Flaud,\u00a0<em>Le d\u00e9menti pervers<\/em>, Aubier, Paris 2002.<\/p>\n<p><sup>28<\/sup>\u00a0 Rimozione come operazione psichica propria della nevrosi.<\/p>\n<p><sup>29<\/sup>\u00a0 Chemama,\u00a0<em>D\u00e9pression<\/em>, pp. 114-120; Melman,\u00a0<em>L\u2019Homme sans gravit\u00e9<\/em>, pp. 123-131, 220-227.<\/p>\n<p><sup>30<\/sup>\u00a0 C. Gilardi,\u00a0<em>Verso quale terziariet\u00e0 (terziet\u00e0)<\/em>, in Coppie, a cura di M. Drazien, Carocci, Roma 2007, pp. 29-35. Modificherei e aggiungerei oggi alcune cose rispetto a quelle scritte in questo contributo, che ha per\u00f2 il merito di aver posto la questione.<\/p>\n<p><sup>31<\/sup>\u00a0 S. Freud,\u00a0<em>Consigli al medico nel trattamento psicoanalitico<\/em>\u00a0(1912), in S. Freud,\u00a0<em>Opere<\/em>, Boringhieri, vol. VI, pp. 532-541; Ibid.,\u00a0<em>Nuovi consigli sulla tecnica della psicoanalisi<\/em>\u00a0(1913-1914), vol. VII, pp. 333-374, ed in particolare il terzo saggio,\u00a0<em>Osservazioni sull\u2019amore di traslazione<\/em>, pp. 362-374;\u00a0<em>Vie della terapia psicoanalitica<\/em>, 1918, in S. Freud,\u00a0<em>Opere<\/em>, Boringhieri, vol IX, pp. 19-28.<\/p>\n<p><sup>32<\/sup>\u00a0 \u201cHo gi\u00e0 lasciato intendere che la tecnica analitica fa obbligo al medico di rifiutare alla paziente bisognosa d\u2019amore il soddisfacimento richiesto. D\u2019altronde la cura deve essere condotta in stato di\u00a0<strong>astinenza<\/strong>\u201d (<em>Osservazioni sull\u2019amore di traslazione<\/em>, pp. 367-368).<\/p>\n<p><sup>33<\/sup>\u00a0 S. Freud,\u00a0<em>Psicologia delle masse e analisi dell\u2019Io<\/em>\u00a0(1921), in S. Freud,\u00a0<em>Opere<\/em>, Boringhieri, vol. IX; O. F. Kernberg,\u00a0<em>Le relazioni nei gruppi. Ideologia, conflitto e leadership<\/em>, Raffaello Cortina Editore, Milano 1999; mi permetto rinviare al mio articolo scritto dopo il G8 di Genova: C. Gilardi,\u00a0<em>Usi e abusi della paura<\/em>, in \u201cNuvole\u201d, 24 (2004), pp. 68-74.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/main><\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1194],"fascicolo":[293],"class_list":["post-2654","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-costantino-gilardi","fascicolo-ottobre-2020"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Plagio, abuso affettivo e sessuale. Note per aiutare la comprensione dei fenomeni. Lettera a Francesco Compagnoni<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Costantino Gilardi, pubblicato nel numero di Ottobre 2020. 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