{"id":2633,"date":"2020-06-01T12:00:00","date_gmt":"2020-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2633"},"modified":"2026-04-19T00:10:26","modified_gmt":"2026-04-18T22:10:26","slug":"chiara-giaccardi-e-mauro-magatti-la-scommessa-cattolica-il-mulino-bologna-2019","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2020\/giugno\/chiara-giaccardi-e-mauro-magatti-la-scommessa-cattolica-il-mulino-bologna-2019\/","title":{"rendered":"Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, La scommessa cattolica, Il Mulino, Bologna, 2019"},"content":{"rendered":"<p>Il libro \u201c<em>La scommessa cattolica<\/em>\u201d dei due sociologi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti vuole rispondere alla seguente domanda di fondo: \u201c<em>c&#8217;\u00e8 ancora spazio per la buona novella cristiana nel mondo di oggi<\/em>?\u201d. Di conseguenza, l\u2019intento dei due autori \u00e8 quello di ricercare le vie per un possibile riavvicinamento\u00a0tra il cristianesimo (e la Chiesa cattolica in particolare) e modernit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tale confronto viene impostato nel prologo sui seguenti tre pilastri:<\/p>\n<ol>\n<li>quello dell\u2019<strong>onnipotenza<\/strong>, che consiste nella rivelazione paradossale e scandalosa di un Dio che manifesta la sua \u201cpotenza\u201d, incarnandosi in un bambino e facendosi appendere a una croce;<\/li>\n<li>quello della\u00a0<strong>salvezza<\/strong>, che presenta le seguenti posizioni contrapposte e alternative: quella\u00a0tra vita nell&#8217;al di l\u00e0 o successo mondano, tra salvezza dell&#8217;anima o benessere materiale, tra una salvezza che provenga dalle mani di Dio o dalla tecnica umana che promette addirittura l&#8217;immortalit\u00e0;<\/li>\n<li>il terzo pilastro, infine, \u00e8 quello dell\u2019<strong>universalit\u00e0<\/strong>, che mette a confronto l\u2019universalit\u00e0 della ragione morale con quella tecnologico-strumentale della globalizzazione attuale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sulla base di questi tre pilastri ci sembra di poter distinguere nel contenuto del libro le seguenti parti:<\/p>\n<ul>\n<li>nel primo capitolo, intitolato: \u201c<em>Un nuovo crocevia storico<\/em>\u201d, viene impostato il rapporto tra modernit\u00e0, fede e secolarizzazione, mettendo in evidenza l\u2019esito secolaristico della modernizzazione e nello stesso tempo i fallimenti e le ambiguit\u00e0 a cui tale esito \u00e8 andato e va incontro;<\/li>\n<li>nel secondo capitolo (\u201c<em>Perch\u00e9 continuiamo ad aver bisogno del paradosso cristiano<\/em>\u201d) vengono poste le basi per un superamento della contrapposizione tra salvezza cristiana e salvezza tecnico-secolaristica;<\/li>\n<li>il terzo capitolo (\u201c<em>Con gli scarti aperti al mistero<\/em>\u201d) affronta il problema del corretto esercizio del potere nella Chiesa, in attesa di un\u2019autorit\u00e0 generativa;<\/li>\n<li>il quarto capitolo, infine, (\u201c<em>La questione dell\u2019universalismo all\u2019epoca della globalizzazione<\/em>\u201d) ripropone l\u2019universalismo cattolico contro il monopolio della potenza tecnologica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I fenomeni esaminati all\u2019interno di questi capitoli e i problemi in essi affrontati sono quanto mai variegati e complessi.<\/p>\n<p>Ora, chiediamoci, come viene impostato questo confronto tra il messaggio evangelico e la cultura attuale,\u00a0ma, soprattutto, come viene ricercata e individuata la via del riavvicinamento della Chiesa alla modernit\u00e0? Ci sembra di poter riconoscere, a tale proposito,\u00a0i seguenti due punti di riferimento principali, che spiegano come gli autori del libro affrontano e risolvono i problemi in questione.<\/p>\n<p>In primo luogo, l\u2019analisi dei diversi fenomeni economici, politici, religiosi e sociali viene compiuta, ricorrendo soprattutto alla dottrina filosofica di Romano Guardini, alla sua teoria del concreto vivente e a quella dell\u2019opposizione polare.<\/p>\n<p>In secondo luogo la rivisitazione del rapporto tra Dio e l\u2019uomo nella modernit\u00e0, si ispira soprattutto alla parabola evangelica del Figliol prodigo, dove il padre si relaziona con il Figlio, rispettando la sua libert\u00e0 e attendendo il suo ritorno a casa. Nel figliol prodigo viene identificata la modernit\u00e0 e la sua secolarizzazione; nel padre viene rappresentata la volont\u00e0 del Padre celeste che rispettare la libert\u00e0 del figlio e attende il suo ritorno.<\/p>\n<p>Lo strumento teoretico scelto dagli autori per impostare i problemi suddetti \u00e8 rappresentato, come abbiamo detto, dalla filosofia di Romano Guardini, cos\u00ec come viene espresso in particolare nella sua opera: \u201c<em>L\u2019opposizione polare. Saggio per una filosofia del concreto vivente<\/em>\u201d.<sup>1<\/sup>\u00a0Da questo saggio viene tratta ispirazione per considerare i fenomeni relativi alla Chiesa e al mondo, non in modo astratto e frammentario, ma in modo concreto e contemporaneamente sistematico. Viene cos\u00ec ripresa la teoria guardiniana delle opposizioni polari, per mettere a confronto i diversi aspetti della vita della Chiesa e della modernit\u00e0, che appaiono in contrapposizione o, come viene specificato, in tensione tra loro. Il presupposto guardiniano da cui si vuole partire \u00e8 \u201c<em>l\u2019uomo concreto, vivente e capace di coltivare e custodire i legami con gli altri, con il mondo e con il mistero che ci abita<\/em>\u201d.<sup>2<\/sup>\u00a0Questo corpo vivente, che non riguarda solo la singola persona, ma anche istituzioni umane come la stessa Chiesa, \u00e8 caratterizzato da queste opposizioni polari che vanno interpretate non in base a contrapposizioni isolate astrattamente e separate tra loro, ma come distinzioni tra elementi che sono vicendevolmente in relazione e \u201cin tensione\u201d reciproca. Gli autori prendono in esame, in particolare, nove tensioni che chiedono di essere ripensate e risolte (cfr. pp. 85-103). E la prima tensione \u00e8 proprio quella tra l\u2019astrazione e la (con)fusione,<sup>3<\/sup>\u00a0tra la razionalistica tendenza a separare e contrapporre tra loro le diverse idee e la tendenza opposta a fondere e confondere l\u2019altro in una indistinta fusione. Questi due elementi opposti sono entrambi incapaci di esprimere nella loro separatezza la realt\u00e0 concreta, e vanno risolte nella concretezza della vita quotidiana, dove occorre compiere un lavoro \u201c<em>appassionato e intelligente, per tenere insieme i diversi piani e le diverse sfere della vita, riconoscendone l\u2019intimo legame, in un dinamismo che permetta di vivere realizzando s\u00e9 stessi insieme agli altri e a ci\u00f2 che ci circonda<\/em>\u201d.<sup>4<\/sup><\/p>\n<p>La presentazione di queste tensioni ha la funzione di mostrare due elementi di vita contrapposti, che vengono superati e risolti non in una semplice sintesi dialettica, ma in un confronto che rimane aperto e che permette quello che viene chiamata una \u201ceccedenza\u201d, vale a dire un\u2019esperienza viva di ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 della norma, al di l\u00e0 della rigidezza delle istituzioni e delle strutture gerarchiche, senza cadere negli eccessi di vuote fughe in avanti. La settima tensione (cfr. pp.97-98) parla proprio dell\u2019eccedenza come superamento della \u201cnorma e dell\u2019eccesso\u201d e lo applica al cristianesimo e alla Chiesa in questi termini: \u201c<em>il cristianesimo \u00e8 l\u2019esperienza del desiderio di Dio. Un\u2019esperienza dell\u2019eccedenza e non della regola e della misura. E la Chiesa, come la comunit\u00e0 di coloro che condividono l\u2019esperienza della fede, \u00e8 la levatrice di quel desiderio che per definizione non si pu\u00f2 esaurire n\u00e9 irrigidire in schemi fissi da replicare<\/em>\u201d.<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>Su questa impostazione i due autori affrontano i problemi culturali, religiosi e sociali che riguardano la Chiesa e il mondo contemporaneo: il tema dell\u2019individualismo soggettivista che ha prodotto specialisti senza spirito e gaudenti senza cuore, quello del capitalismo che ha perduto le sue origini cristiane, quello della globalizzazione che si sta sviluppando senza limiti, senza controlli e senza un vero senso che lo regoli e l\u2019orienti, e infine quello del transumanesimo tecnologico che si impone massimizzando le societ\u00e0, senza rispettare la libert\u00e0 individuale delle persone. Tutti questi fenomeni e queste fughe in avanti son state causate, a giudizio dei due autori, dal modo astratto di affrontare i problemi, di separare e contrapporre gli elementi che hanno dato origine alla societ\u00e0 moderna e alle culture, quella laica e quella cristiane, che la compongono.<\/p>\n<p>Quali strade occorre percorrere per risolvere questi problemi, in particolari quelli relativi ai tre pilastri dai quali i due autori sono partiti: l\u2019onnipotenza, la salvezza e l\u2019universalit\u00e0. Il capitolo terzo, che propone la realizzazione di una Chiesa \u201c<em>con gli scarti, aperta al mistero\u201d (cfr. pp.111-151), affronta prima di tutto la perenne questione dei rapporti tra politica e religione e suggerisce di cercare \u201cun nuovo equilibrio che, nel salvaguardare il pluralismo della sfera pubblica, riconosca altres\u00ec il valore e l\u2019importanza della religione come fatto sociale e culturale collettivo<\/em>\u201d.<sup>6<\/sup>\u00a0Questo equilibrio non pu\u00f2 essere ricercato riproponendo semplicemente modelli passati, ma affrontando la realt\u00e0 presente e aprendosi al futuro, trasformandosi da Chiesa istituzione a Chiesa istituente (cfr. pp. 114-120). Ma riguardo al tema dell\u2019onnipotenza la Chiesa deve affrontare, al di l\u00e0 del confronto con la sfera politica, quello con un\u2019altra forza, ben pi\u00f9 potente, che contende con lei il primato\u00a0nel gestire la vita e la morte dell\u2019uomo e nel risolvere i problemi della sua esistenza; questa potenza \u00e8 quella della tecnocrazia. La tecnologia oggi promette di superare tutti i limiti che vengono posti alla natura umana, quei limiti che in passato venivano affrontati con la fede religiosa. Ma la condizione tecnologica pone l\u2019uomo di fronte a due prospettive: quella della transumanit\u00e0 e quella della disumanit\u00e0. Come pu\u00f2 l\u2019uomo superare s\u00e9 stesso senza cadere nella disumanizzazione? La cultura dominante sostiene che i limiti umani potranno essere indefinitamente e immancabilmente risolti, ma intanto permangono o aumentano le condizioni di precariet\u00e0, di marginalit\u00e0, di povert\u00e0, e gli \u201cscarti\u201d di questa societ\u00e0 globalizzata e tecnologizzata. Ci\u00f2 che viene sottratto a questo uomo \u201cprecario\u201d \u00e8 lo spazio della \u201cprece\u201d (cfr. p. 134), della preghiera e del mistero che solo la fede religiosa gli pu\u00f2 restituire. All\u2019idea del progresso tecnologico, incentrata sulla soggettivit\u00e0 umana,\u00a0va dunque affiancata quella di una salvezza che proviene da Dio, e che rende consapevole l\u2019uomo della sua realt\u00e0 nei confronti della natura, di Dio e degli altri\u00a0uomini, e da questo confronto pu\u00f2 nascere e svilupparsi uno spazio nuovo per la ragione, quella che Papa Benedetto XVI chiamava una ragione \u201callargata\u201d, allargata rispetto a quella astratta della scolastica medioevale e della scienza matematica moderna, madre della tecnologia e dell\u2019industrializzazione attuale. Questa ragione\u00a0non si basa unicamente sull\u2019intelligenza, ma si alimenta delle ragioni del cuore e delle relazioni vive e affettive con gli altri, sui sentimenti di compassione e di misericordia, come sta mettendo in luce Papa Francesco. \u00c8 interessante che, per proporre l\u2019incontro tra la Chiesa e la modernit\u00e0, i due autori facciano riferimento a Papa Ratzinger\u00a0e a Papa Bergoglio e alla continuit\u00e0 dei loro pontificati (cfr. pp.120-123). L\u2019insegnamento di questi due pontefici viene proposto come esempio di realizzazione di quella \u201ceccedenza\u201d, che\u00a0pu\u00f2 aprire la strada per un incontro tra la tradizione della Chiesa e la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, per quanto riguarda la relazione tra la religione cristiana e l\u2019universalit\u00e0, la Chiesa deve confrontarsi con il mondo moderno, globalizzato ed emancipato, che rivendica la propria autonomia come il figliol prodigo della parabola evangelica. Anche in questo caso la Chiesa deve aprirsi al confronto con il pluralismo religioso, politico e culturale in cui viviamo,\u00a0non per aspirare ad un monopolio teocratico, come \u00e8 avvenuto nel passato, in nome dell\u2019onnipotenza di Dio,\u00a0ma per mettersi al servizio dell\u2019uomo nel rispetto della sua libert\u00e0: \u201cL\u2019onnipotenza di Dio si mostra, infatti, per la prima volta nella storia delle religioni, nella forma della debolezza, del servizio, della misericordia, del sacrificio. Il Dio cristiano non travalica la libert\u00e0 della sua creatura. \u00c8 l\u2019atteggiamento di un Padre nei confronti di ogni figlio: che non lo incatena, che lo lascia andare anche se non \u00e8 d\u2019accordo. Il\u00a0<em>Dio evangelico della misericordia \u00e8 la forma \u201cdeponente\u201d della onnipotenza di Dio, eccedenza non tirannica che non schiaccia ma solleva<\/em>\u201d.<sup>7<\/sup><\/p>\n<p>Queste parole riassumono molto bene lo spirito con il quale i due autori hanno condotto questa complessa analisi sulla Chiesa nel mondo moderno e con il quale indicano la strada che, a loro avviso, va seguita, affinch\u00e9 il cristianesimo possa riaffermare la propria identit\u00e0 evangelica nell\u2019epoca in cui viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Giovanni Bertuzzi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Romano Guardini, \u201c<em>L\u2019opposizione polare. Saggio per una filosofia del concreto vivente<\/em>\u201d, Morcelliana, Brescia, 1997.\u00a0Guardini distingue, a proposito del concreto vivente le opposizioni categoriali (pp.33-79) dalle opposizioni trascendentali (pp.79-88).\u00a0All\u2019interno delle opposizioni categoriali egli distingue una opposizione intraempirica da un&#8217;opposizione transempirica. Nella opposizione intraempirica individua: a) l&#8217;opposizione tra vita e stato (vita e struttura, vita e solidit\u00e0, pp.38-42); b) opposizione tra forma e forza formatrice, pp.43-48, c) il singolo e il tutto, pp. 48-56. Nell&#8217;opposizione transempirica si distinguono a) produzione- disposizione. b) originariet\u00e0-regola, c) immanenza o in abitazione-sovrastare.\u00a0L&#8217;opposizione trascendentale presenta a) affinit\u00e0 e particolarizzazione, b) unit\u00e0 e molteplicit\u00e0, c) articolazione e contesto.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0Chiara Giaccardi, Mauro Magatti, op.cit. p.23.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Op. cit., pp.85-88. Le tensioni qui esaminate e risolte sono le nove seguenti:<\/p>\n<p>astrazione e (con)fusione tramite la concretezza;<\/p>\n<p>sacro e religione\u00a0tramite la fede;<\/p>\n<p>libert\u00e0 e controllo\u00a0tramite l&#8217;affezione;<\/p>\n<p>gerarchia e anarchia tramite la rete;<\/p>\n<p>perfezione e lassismo tramite l&#8217;incarnazione;<\/p>\n<p>istituzione e massa tramite il popolo;<\/p>\n<p>norma ed eccesso tramite l&#8217;eccedenza;<\/p>\n<p>intransigenza e indifferenza tramite la tenerezza;<\/p>\n<p>immortalit\u00e0 e morte\u00a0tramite la vita.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0Op, cit. p.86.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0Op. cit. p.98.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0Op. cit., p.114.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0Op. p. 177.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[885],"fascicolo":[289],"class_list":["post-2633","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-giovanni-bertuzzi","fascicolo-giugno-2020"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, La scommessa cattolica, Il Mulino, Bologna, 2019<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Giovanni Bertuzzi, pubblicato nel numero di Giugno 2020. 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