{"id":2629,"date":"2020-06-01T12:00:00","date_gmt":"2020-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2629"},"modified":"2026-04-19T00:10:26","modified_gmt":"2026-04-18T22:10:26","slug":"la-diplomazia-vaticana-nel-processo-di-uscita-di-cuba-dallisolamento-dal-1991-al-2015","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2020\/giugno\/la-diplomazia-vaticana-nel-processo-di-uscita-di-cuba-dallisolamento-dal-1991-al-2015\/","title":{"rendered":"La diplomazia vaticana nel processo di uscita di Cuba dall\u2019isolamento dal 1991 al 2015"},"content":{"rendered":"<p><strong>Abstract:<\/strong>\u00a0<em>The article researches the role of Vatican diplomacy in the process of the de-isolation of Cuba from the 1990s to 2014. The article investigates the process of the de-isolation of Cuba through the appeals and actions of the Popes (John Paul II, Benedict XVI and Francis). The conditions and priorities of the relations between the Holy See and Cuba in the 1990s during the first contacts between John Paul II and Fidel Castro are analyzed, as well as the impact of these contacts on the international arena. The article also analyzes the role of Catholic diplomacy in the process\u00a0of the liberation of Cuban dissidents 2003-2011, as well as the role of Pope Francis and papal diplomacy in restoring US-Cuban relations and ensuring Cuba\u2019s de-isolation.<\/em><\/p>\n<p><strong>Sommario:<\/strong>\u00a0<em>l\u2019articolo descrive il ruolo della diplomazia vaticana nel processo di uscita di Cuba dall\u2019isolamento dagli anni \u201890 al 2014. L\u2019articolo studia il processo di uscita di Cuba dall\u2019isolamento attraverso gli appelli e le azioni dei Papi (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco). Analizza le condizioni e le priorit\u00e0 delle relazioni tra la Santa Sede e Cuba negli anni \u201890 durante i primi contatti tra Giovanni Paolo II e Fidel Castro, nonch\u00e9 l\u2019impatto di questi contatti sulla scena internazionale. Inoltre l\u2019articolo analizza il ruolo della diplomazia cattolica nel processo di liberazione dei dissidenti cubani 2003-2011, nonch\u00e9 il ruolo di Papa Francesco e della diplomazia vaticana nel ristabilire le relazioni USA-cubane e quindi l\u2019uscita dall\u2019isolamento di Cuba.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni \u201890 le relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Cuba comunista non esistevano come tali. Nonostante i vigorosi passi compiuti dalla diplomazia vaticana e da Papa Giovanni XXIII per affrontare la crisi dei Caraibi del 1962 tra gli Stati Uniti e l\u2019Unione Sovietica, la Chiesa cattolica era stata oggetto di persecuzione e molestie, come avveniva in altri paesi comunisti.<br \/>\nIl rivoluzionario comunista Fidel Castro, prendendo il potere su Cuba, chiuse le scuole cattoliche, nazionalizz\u00f2 le propriet\u00e0 della chiesa ed i sacerdoti venivano imprigionati o espulsi. La celebrazione delle feste religiose, come il Natale, la Pasqua ed altre, erano vietate,<sup>1<\/sup>\u00a0perch\u00e9 Castro, secondo la tradizione comunista, considerava queste feste imperialiste.<sup>2<\/sup><br \/>\nTutti i tentativi della Santa Sede e del Papa di stabilire relazioni con Cuba non avevano successo.<sup>3<\/sup>\u00a0Per\u00f2 la situazione cambi\u00f2 nel 1991, dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica \u2013 il principale alleato di Cuba.<\/p>\n<p><strong>1.1. Gli sforzi di Papa Giovanni Paolo II per rinnovare le relazioni con il governo cubano<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica, il governo comunista cubano rimase senza alleati e sostegno e ci\u00f2 ha portato alla stagnazione economica del Paese, isolato dal mondo democratico. Le nuove circostanze hanno spinto Fidel Castro a cercare vie per uscire dall\u2019isolamento e nuovi alleati nel mondo democratico.<\/p>\n<p>Sono state realizzate numerose riforme che hanno portato ad un ammorbidimento del regime di Castro e al governo cubano comunista, persino riguardo alla politica religiosa. Fidel Castro ha chiuso gli occhi sul culto religioso della Chiesa cattolica a Cuba, ed i cubani sono tornati sempre pi\u00f9 verso la Chiesa.<sup>4<\/sup>\u00a0Il Partito Comunista Cubano non richiedeva pi\u00f9 che i suoi membri fossero atei. Inoltre, la nuova costituzione di Cuba del 1992 ha vietato la discriminazione religiosa.<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>Di conseguenza, il potere e l\u2019autorit\u00e0 della Chiesa cattolica a Cuba hanno iniziato a crescere: negli anni \u201890, quasi 4,5 milioni di cubani \u2013 circa il 40 percento della popolazione dell\u2019isola \u2013 si dichiaravano cattolici.<sup>6<\/sup>\u00a0Un chiaro segnale del crescente potere della Chiesa cattolica a Cuba \u00e8 stato l\u2019aumento del numero dei battesimi, ad esempio, nella Diocesi dell\u2019Avana il numero \u00e8 aumentato da 7.500 nel 1979 a 34.800 nel 1994.<sup>7<\/sup>\u00a0Il ruolo della Chiesa cattolica, che era diventata la pi\u00f9 grande istituzione dell&#8217;isola dopo il governo cubano, ha iniziato ad andare oltre l\u2019evangelizzazione e la carit\u00e0. La chiesa ha contribuito a colmare non solo il vuoto spirituale, ma anche il vuoto materiale, sorto nel 1991 dopo il crollo del blocco sovietico, che in passato forniva enormi sussidi e scambi commerciali con Cuba. Per esempio, la Chiesa distribuiva cibo, medicine e vestiti provenienti da altri Paesi tramite le proprie strutture presenti sul territorio cubano. In questo modo, dal 1993 al 1996, i cattolici statunitensi riuscirono ad inviare aiuti per 10 milioni di dollari attraverso l\u2019organizzazione cattolica della Caritas Cubana. La Caritas Cubana ha anche fornito attrezzature e medicine agli ospedali statali del Paese e ha dato da mangiare agli anziani in tutta l\u2019isola. Inoltre, negli anni \u201890, la Caritas Cubana ha iniziato a formare attivisti cattolici per insegnare i principi aziendali a lavoratori autonomi ed agricoltori e ha svolto anche corsi di etica per i membri della stessa Caritas, trattando i temi della responsabilit\u00e0 civile, dei diritti e doveri secondo la Dottrina sociale della Chiesa.<sup>8<\/sup><\/p>\n<p>Tali cambiamenti politici e religiosi sull\u2019isola sono stati apprezzati da Papa Giovanni Paolo II il quale, tramite i suoi delegati a Cuba, ha dichiarato persino la sua intenzione di voler visitare il Paese, ma non ha ricevuto alcun invito dal leader cubano. Infatti Fidel Castro, come leader comunista, ha ignorato<sup>9<\/sup>\u00a0tale dichiarazione e le intenzioni di Papa Giovanni Paolo II, in quanto agli occhi dell\u2019occidente Giovanni Paolo II era visto come \u201cil Papa che sconfisse il comunismo nell\u2019Europa orientale\u201d<sup>10<\/sup>\u00a0e che port\u00f2 al crollo del blocco sovietico. Per questo motivo Fidel Castro non poteva accettare la visita di Giovanni Paolo II presso l\u2019isola comunista.<\/p>\n<p>Per circa dieci anni, il Papa ha inviato i suoi delegati all\u2019isola cubana, tra loro vi erano il cardinale John O\u2019Connor (visita isola nel 1988), il cardinale Roger Etchegaray (visita isola nel 1988)<sup>11<\/sup>\u00a0ed anche il segretario generale della Santa Sede \u2013 Jean-Louis Tauran (visita isola nel 1996).<sup>12<\/sup>\u00a0Quest\u2019ultimo ha trovato la via per avviare un primo contatto tra il Pontefice della Chiesa Cattolica e il leader comunista di Cuba.<\/p>\n<p>Durante la sua visita, il Segretario di Stato Jean-Louis Tauran,<sup>13<\/sup>\u00a0che ha risieduto a Cuba dal 25 al 28 ottobre 1996,<sup>14<\/sup>\u00a0era stato informato della prevista visita di Fidel Castro a Roma per prendere parte ad una riunione della Commissione delle Nazioni Unite<sup>15<\/sup>\u00a0per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura. In questa occasione il Cardinale Tauran ha invitato Fidel Castro ad un incontro con Papa Wojty\u0142a in Vaticano.<sup>16<\/sup><\/p>\n<p>Il 19 novembre 1996, Fidel Castro arriv\u00f2 a Roma per l\u2019incontro della FAO e venne ricevuto in Vaticano da Papa Giovanni Paolo II.<sup>17<\/sup>\u00a0Questo \u00e8 stato il primo incontro ufficiale ed in prima persona tra lo Stato di Cuba e la Santa Sede. L\u2019incontro ha aperto un dialogo tra il comunista Castro e il cattolico Papa Wojty\u0142a, che ricordiamo aveva sconfitto il comunismo nell\u2019Europa orientale.<sup>18<\/sup>\u00a0L\u2019ex-rivoluzionario Castro durante l\u2019incontro in Vaticano invit\u00f2 ufficialmente il Pontefice a Cuba.<\/p>\n<p>Dato il passato storico e le differenze nelle relazioni tra il Vaticano e Cuba, entrambe le parti avevano le loro priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Per esempio, per L\u2019Avana, il bisogno principale era la legittimit\u00e0 del regime di Castro, in quanto Cuba stava attraversando un periodo di stagnazione economica e grande isolamento internazionale, e il regime poteva contare solo sul sostegno di un gruppo di Paesi guidati da leader di sinistra come la Cina, il Venezuela, la Bolivia, l\u2019Ecuador ed il Brasile. Per questo motivo la stabilizzazione delle relazioni con la Santa Sede e la Chiesa Cattolica significava un\u2019uscita dall\u2019isolamento attraverso l\u2019autorit\u00e0 del Papa e inoltre rialzava l\u2019autorit\u00e0 di Castro agli occhi dei cubani, che erano e sono per lo pi\u00f9 cattolici. Inoltre, il leader cubano si aspettava il sostegno del Papa nella sua campagna contro l\u2019embargo statunitense.<sup>19<\/sup><\/p>\n<p>La Santa Sede, dal suo punto di vista, vedeva come priorit\u00e0 legalizzare le attivit\u00e0 delle strutture della Chiesa sull\u2019isola e ricevere come Chiesa una serie di concessioni. Sebbene il governo cubano avesse ammorbidito la propria politica in materia di religione, l\u2019espressione pubblica della religione \u2013 comprese le processioni fuori dalla chiesa \u2013 era ancora vietata. Ci\u00f2 creava un problema per la visita del Papa; dopotutto, Giovanni Paolo II voleva svolgere le sue messe in pubblico. Il governo cubano preferiva che il Pontefice, associato alla caduta del comunismo in Polonia, rimanesse dentro la Chiesa.<sup>20<\/sup><\/p>\n<p>La visita papale era diventata una vera prova di tolleranza per il governo cubano perch\u00e9 Papa Wojtyla aveva chiarito che, nel caso di Cuba, come nelle precedenti visite in altri Paesi comunisti (visita in Polonia negli anni 1979, 1983, 1987) egli avrebbe viaggiato solo a determinate condizioni. Le pi\u00f9 importanti di queste condizioni erano l\u2019accesso ai fedeli cattolici, la libert\u00e0 di viaggiare e la possibilit\u00e0 di esprimersi, senza interferenze del governo.<sup>21<\/sup>\u00a0Inoltre, uno dei desideri del Vaticano era che da parte del governo cubano venisse concesso di celebrare il Natale a livello ufficiale.<sup>22<\/sup><\/p>\n<p>Si deve rendere omaggio alla diplomazia vaticana, ossia alla professionalit\u00e0 del direttore del servizio della stampa Vaticana \u2013 Joaqu\u00edn Navarro-Valls, che a lungo lavor\u00f2 con Fidel Castro per convincerlo a celebrare il Natale ufficialmente, almeno nell\u2019anno della visita del Papa a Cuba e che poi infine divenne la festa ufficiale del Paese. Come ricordava Navarro-Valls, durante l\u2019incontro con Fidel Castro, dedicato alla preparazione della prima visita del Papa a Cuba, egli stesso aveva chiesto la possibilit\u00e0 di celebrare ufficialmente il Natale per la prima volta dalla rivoluzione a Cuba. Castro rispose: \u00absar\u00e0 molto difficile perch\u00e9 la celebrazione del Natale cade proprio nel bel mezzo della stagione del raccolto della canna da zucchero\u00bb.<sup>23<\/sup>\u00a0Al che Navarro-Valls disse: \u00abil Santo Padre vorrebbe ringraziarla pubblicamente per questo gesto appena raggiunge L\u2019Avana\u00bb.<sup>24<\/sup>\u00a0Dopo una lunga discussione, Castro alla fine acconsent\u00ec, per\u00f2 aggiunse: \u00abQuesto potrebbe essere solo per quest\u2019anno\u00bb.<sup>25<\/sup><\/p>\n<p>Durante la preparazione della visita del Papa all\u2019isola, la Chiesa cubana, ha rilevato un atteggiamento leale e ricevuto una serie di privilegi.<sup>26<\/sup>\u00a0Per esempio i vescovi cattolici in ogni citt\u00e0, che sarebbe stata visitata da Giovanni Paolo II, hanno ricevuto uno spazio sulla televisione locale per promuovere la visita del Papa. Addirittura il giornale del Partito comunista cubano, in preparazione del viaggio di Giovanni Paolo II, ha dedicato una pagina intera a un\u2019intervista con un ex diplomatico del vaticano.<sup>27<\/sup><br \/>\nNel 1998, due anni dopo la visita di Fidel Castro in Vaticano, Giovanni Paolo II fece una visita ufficiale all\u2019isola cubana. Lo storico viaggio dur\u00f2 cinque giorni: 21-25 gennaio 1998.<sup>28<\/sup>\u00a0Per il governo cubano, la visita del Papa fu una grande svolta, poich\u00e9 la visita del capo della Chiesa cattolica attira sempre l\u2019attenzione del pubblico mondiale e questo fa in modo che i Paesi visitati dal Papa al momento stesso della visita compaiano in tutti i titoli dei media mondiali.<sup>29<\/sup><\/p>\n<p>Nel discorso di benvenuto all\u2019aeroporto dell\u2019Avana, il 21 gennaio 1998, Giovanni Paolo II ha definito la sua visita un \u00abpellegrinaggio di verit\u00e0 e speranza\u00bb e ha lanciato un appello che \u00e8 rimasto simbolo della visita: \u00abPossa Cuba aprirsi al mondo e possa il mondo aprirsi a Cuba\u00bb.<sup>30<\/sup>\u00a0Il Papa ha espresso la speranza che la Chiesa sarebbe stata in grado di \u00abgestire lo spazio necessario\u00bb per la sua missione a Cuba \u00abcon un numero insufficiente di sacerdoti<sup>31<\/sup>\u00a0e in condizioni difficili\u00bb. Il Pontefice ha ringraziato i \u00abcredenti cubani per la loro fedelt\u00e0 a Cristo, alla Chiesa e al Papa\u00bb ed ha espresso la speranza che Cuba \u00aboffra a tutti un clima di libert\u00e0, fiducia reciproca, giustizia sociale e pace duratura\u00bb.<sup>32<\/sup><\/p>\n<p>Durante la sua visita, Giovanni Paolo II ha parlato della necessit\u00e0 di \u00abgarantire la libert\u00e0\u00bb e allo stesso tempo ha condannato l\u2019ingiustizia dell\u2019embargo, che era un problema particolarmente grave per Cuba.<sup>33<\/sup><\/p>\n<p>Il 25 gennaio, durante una messa storica in piazza Jos\u00e9 Mart\u00ed a L\u2019Avana, Giovanni Paolo II ha criticato l\u2019oppressione ideologica e politica della Chiesa a Cuba.<sup>34<\/sup>\u00a0Egli ha condannato l\u2019ateismo statale<sup>35<\/sup>\u00a0e ha chiesto che lo sviluppo spirituale dell\u2019uomo e la protezione legale dei diritti politici e religiosi, procedano in armonia.<sup>36<\/sup>\u00a0Allo stesso tempo, Giovanni Paolo II ha condannato il \u00abneoliberismo capitalista\u00bb<sup>37<\/sup>\u00a0che subordina la personalit\u00e0 umana e influenza lo sviluppo delle popolazioni imponendo condizioni sfavorevoli in modo tale che \u00abi ricchi diventano pi\u00f9 ricchi e i poveri diventano pi\u00f9 poveri\u00bb.<sup>38<\/sup>\u00a0Il Pontefice ha sottolineato le origini cristiane di Cuba e chiesto il de-isolamento del Paese: \u00abper superare l\u2019isolamento\u00bb, \u00abaprirsi al mondo\u00bb e \u00abil mondo deve avvicinarsi a Cuba\u00bb.<sup>39<\/sup><\/p>\n<p>Alla cerimonia d\u2019addio, il 25 gennaio 1998, Giovanni Paolo II ha ribadito che Cuba non poteva essere isolata, ha definito l\u2019embargo \u00abingiusto\u00bb e \u00abinaccettabile\u00bb40 e ha chiesto al governo cubano un cambiamento: \u00abTutti possono e devono prendere provvedimenti concreti a beneficio di tutti\u00bb.<sup>41<\/sup><\/p>\n<p>Fidel Castro dicendo addio a Giovanni Paolo II all\u2019aeroporto disse: \u00abGrazie per tutto quello che hai detto, anche per le parole che non mi sono piaciute\u00bb.<sup>42<\/sup><br \/>\nVale la pena notare una serie di risultati raggiunti dalla Chiesa cattolica a Cuba dopo la visita di Giovanni Paolo II: in primo luogo, il riconoscimento legale della Chiesa cattolica da parte dello Stato cubano (la Chiesa, che era la seconda pi\u00f9 grande istituzione a Cuba), ora poteva funzionare pi\u00f9 formalmente.<sup>43<\/sup>\u00a0In secondo luogo, la celebrazione ufficiale del Natale: dopo la visita di Giovanni Paolo II a Cuba il giorno 25 dicembre (Natale) \u00e8 stato dichiarato festa ufficiale sull\u2019isola.<sup>44<\/sup>\u00a0In terzo luogo, la possibilit\u00e0 di accesso della Chiesa ai media cubani. La messa del Papa da Piazza della Rivoluzione all\u2019Avana \u00e8 stata trasmessa su diversi canali televisivi e stazioni radio nazionali. Successivamente, la Chiesa cattolica ha ricevuto l\u2019opportunit\u00e0 di trasmettere gli auguri di Natale alla televisione cubana.<sup>45<\/sup>\u00a0In quarto luogo, l\u2019autorit\u00e0 e la popolarit\u00e0 della religione cattolica sono aumentate sull\u2019isola. Dopo la visita di Giovanni Paolo II, \u00e8 cresciuta la popolarit\u00e0 della religione e delle sfere ad essa correlate, come la musica religiosa. Concerti e album religiosi sono stati realizzati a Cuba ed anche composizioni di musica religiosa cubana.<sup>46<\/sup>\u00a0In quinto luogo \u00e8 stato avviato un dialogo tra la Santa Sede ed il governo Cubano, che \u00e8 perdurato per molti anni, raggiungendo cos\u00ec il punto in cui il governo comunista ha iniziato a vedere nella Chiesa cattolica il mediatore con il quale poter lavorare.<br \/>\nNelle nuove circostanze Cuba stava intraprendendo riforme democratiche ma tuttavia nel 2003 il regime di Castro torn\u00f2 ai metodi totalitari e di conseguenza a Cuba ebbe luogo l\u2019evento conosciuto come \u201cLa primavera nera\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.2. La crisi della \u00abPrimavera Nera cubana\u00bb e il ruolo della Chiesa e della Santa Sede nella liberazione dei dissidenti cubani<\/strong><\/p>\n<p>Tra il 18-20 marzo 2003 a Cuba hanno avuto luogo i noti eventi chiamati \u00abLa primavera nera di Cuba\u00bb (<em>La Primavera Negra de Cuba<\/em>): con la dittatura militare guidata da Fidel Castro inizia un\u2019ondata di repressione contro giornalisti indipendenti, sindacalisti e dissidenti pacifici. Il regime di Castro ritorna ai metodi totalitari, di conseguenza, falliscono tutti i tentativi di democratizzare Cuba e di farla uscire dall\u2019isolamento. Da questo momento in poi a Cuba inizia una nuova fase di lotta contro i diritti democratici e l\u2019isola diviene ancora pi\u00f9 isolata dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>La preistoria della \u00abPrimavera nera cubana\u00bb \u00e8 stata legata allo sviluppo del movimento di opposizione a Cuba. Si tratta del successo del progetto \u201cVarela\u201d (<em>Proyecto Varela<\/em>)<sup>47<\/sup>\u00a0che raccolse per ben due volte pi\u00f9 di diecimila firme<sup>48<\/sup>\u00a0necessarie, secondo la costituzione del Paese, per presentare un\u2019iniziativa legislativa al Parlamento.<sup>49<\/sup>\u00a0Inoltre, a Cuba si iniziava a formare il giornalismo indipendente: pochi mesi prima dell\u2019inizio della repressione, i giornalisti Ricardo Gonz\u00e1lez e Ra\u00fal Rivero avevano iniziato a pubblicare una rivista indipendente, \u201cDe Cuba\u201d.<sup>50<\/sup>\u00a0Era una seria provocazione per la dittatura di Castro: da un lato, gli attivisti avevano trovato la possibilit\u00e0 di presentare iniziative legislative al Parlamento (progetto Varela), dall\u2019altro, era iniziato un conflitto con il governo, che controllava tutti i media cubani, per influenza sul campo delle informazioni (rivista De Cuba).<sup>51<\/sup><\/p>\n<p>Di fronte alla crescita del movimento di opposizione, il governo di Fidel Castro ha iniziato una repressione. Nei tre giorni dal 18 al 20 marzo 2003, mentre il mondo si era concentrato sull\u2019invasione americana nell\u2019Iraq, il governo cubano ha rapidamente arrestato 75 dissidenti.<sup>52<\/sup>\u00a0Questi eventi in seguito presero il nome \u00abLa primavera nera di Cuba\u00bb.<sup>53<\/sup>\u00a0Centinaia di agenti del Dipartimento di sicurezza nazionale \u2013 la polizia politica cubana \u2013 in tutto il paese, in modo sincrono, hanno arrestato gli oppositori di Castro: giornalisti indipendenti, attivisti per i diritti umani, bibliotecari e sindacalisti indipendenti.<sup>54<\/sup>\u00a0L\u2019ondata di repressione \u00e8 stata principalmente diretta contro il progetto Varela e i giornalisti indipendenti, infatti pi\u00f9 della met\u00e0 dei detenuti erano coordinatori del progetto Varela e pi\u00f9 di venti erano giornalisti indipendenti.<sup>55<\/sup>\u00a0La polizia cubana entrava nelle case dei dissidenti politici e giornalisti, accusandoli di essere \u00abcontrorivoluzionari\u00bb o \u00abmercenari\u00bb al servizio degli Stati Uniti d\u2019America.<sup>56<\/sup><\/p>\n<p>Dal 3 al 7 aprile 2003, 75 dissidenti cubani, con modalit\u00e0 sommaria, sono stati accusati e condannati da 6 a 30 anni di carcere. I dissidenti di Cuba erano accusati di \u00abprovocazioni\u00bb e attivit\u00e0 \u00absovversive\u00bb condotte a favore degli Stati Uniti d\u2019America.<sup>57<\/sup>\u00a0Secondo l\u2019articolo 91 del codice penale della Repubblica di Cuba \u00abl\u2019attivit\u00e0 che minaccia l\u2019indipendenza dello Stato cubano o l\u2019integrit\u00e0 del suo territorio \u00e8 punibile con la reclusione per un periodo da dieci a venti anni o pena di morte\u00bb.<sup>58<\/sup><br \/>\nI tribunali cubani, che facevano parte del repressivo regime burocratico di Castro, hanno agito senza rispetto del diritto a un processo equo, limitando il diritto di difesa e violando le garanzie procedurali che un imputato dovrebbe avere secondo i requisiti del diritto internazionale.<sup>59<\/sup>\u00a0<em>Amnesty International<\/em>\u00a0ha riconosciuto \u00abIl gruppo 75\u00bb<sup>60<\/sup>\u00a0come prigionieri politici e in seguito ha chiamato prigionieri cubani come \u00abPrigionieri di coscienza\u00bb.<sup>61<\/sup><\/p>\n<p>La primavera nera ha portato a una nuova crisi delle relazioni con il governo degli Stati Uniti e ha notevolmente peggiorato le relazioni tra Cuba e l\u2019Unione Europea. I governi dell\u2019UE hanno deciso di ridurre i contatti diplomatici con L\u2019Avana e d\u2019imporre sanzioni al regime di Fidel Castro nel 2003.<sup>62<\/sup><\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale ha alzato la voce in difesa dei \u00abprigionieri di coscienza\u00bb cubani. Oltre ai governi di molti Paesi, il Papa ha sollecitato appelli per la liberazione dei prigionieri politici (nel 2003, Giovanni Paolo II, e dal 2005 Benedetto XVI, hanno chiesto la liberazione dei dissidenti cubani), anche le organizzazioni internazionali per i diritti umani come\u00a0<em>Amnesty International, Human Rights Watch, Reporters Without Borders e Freedom House<\/em>, oltre a vari intellettuali e artisti hanno chiesto a Castro di liberare i prigionieri, mentre altri hanno condannato la brutalit\u00e0 e l\u2019ingiustizia della dittatura. In generale, la comunit\u00e0 internazionale ha richiesto la liberazione dei \u00abprigionieri di coscienza\u00bb cubani.<br \/>\nCuba ha respinto le critiche internazionali, in particolare dagli Stati Uniti, in quanto opera di oppositori politici che hanno agito per indebolire il governo cubano.<sup>63<\/sup>\u00a0Per quasi otto anni, qualsiasi critica al regime di Castro nei confronti dei dissidenti cubani incarcerati \u00e8 stata respinta e le chiamate per la liberazione dei \u00abprigionieri di coscienza\u00bb sono state ignorate.<\/p>\n<p>Tuttavia, la pressione internazionale su Cuba ha costretto a cercare vie d\u2019uscita da una situazione difficile. Un aspetto positivo \u00e8 stato il cambiamento nella leadership cubana:<sup>64<\/sup>\u00a0il nuovo leader Ra\u00fal Castro, divenuto presidente di Cuba dopo che Fidel Castro ha rinunciato al potere nel 2008 a favore di suo fratello, stava cercando vie d\u2019uscita dall\u2019isolamento internazionale e inoltre cercava sostegno per le proprie riforme interne al Paese. A superare gli effetti della \u00abprimavera nera\u00bb e l\u2019isolamento di Cuba ha aiutato la diplomazia vaticana, la quale fungeva da \u00abponte\u00bb per il dialogo.<\/p>\n<p>Nel 2010, la diplomazia vaticana, operando attraverso la Chiesa cattolica cubana e con il sostegno del governo spagnolo, ha preso l\u2019iniziativa nel risolvere il problema del dissidente \u00abGruppo 75\u00bb.<sup>65<\/sup>\u00a0Nel periodo 2010-2011 i legati papali hanno negoziato con Raul Castro cercando le possibili vie per la liberazione dei dissidenti e per la risoluzione della crisi.<\/p>\n<p>Nel 2010, la Chiesa cattolica a Cuba ha visto un\u2019opportunit\u00e0 di dialogo con Raul Castro e ha iniziato a progettare una strategia di azione insieme alla Santa Sede. A seguito di numerosi contatti tra i rappresentanti cattolici e Raul Castro, il 19 maggio 2010 ufficialmente sono stati avviati i colloqui trilaterali tra il governo cubano, la Chiesa cattolica e il governo spagnolo in merito alla liberazione dei dissidenti. I colloqui iniziarono con l\u2019incontro di Ra\u00fal Castro ed il cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell\u2019Avana e Dionisio Garc\u00eda Ib\u00e1\u00f1ez, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Cuba.<sup>66<\/sup><\/p>\n<p>Il 7 luglio 2010, la Chiesa cattolica ha annunciato un progresso sui detenuti del \u00abGruppo 75\u00bb. Tuttavia, nel luglio 2010, i negoziati si complicarono perch\u00e9 si venne a conoscenza che tutti i detenuti del \u00abGruppo 75\u00bb sarebbero stati rilasciati e deportati in Spagna. In precedenza, la Spagna aveva concordato di accogliere quei prigionieri che avrebbero accettato di trasferirsi con le loro famiglie in Spagna immediatamente dopo la liberazione dalla prigione cubana.<sup>67<\/sup>\u00a0Ma non tutti i dissidenti cubani accettarono la deportazione.<\/p>\n<p>A questo punto la priorit\u00e0 \u00e8 stata data a coloro che avevano accettato di lasciare Cuba e di trasferirsi con le loro famiglie in Spagna. Il primo gruppo di sei ex prigionieri arriv\u00f2 a Madrid il 13 luglio 2010. Per\u00f2 il colloquio tra L\u2019Avana ed il Vaticano non si interruppe con il primo successo. La Chiesa cattolica ed il Vaticano cercarono le soluzioni anche per gli altri dissidenti.<\/p>\n<p>Dopo un lungo processo negoziale, i legati vaticani hanno trovato un accordo anche sui quei prigionieri che si rifiutavano di lasciare Cuba. Il 23 marzo 2011, otto anni dopo gli arresti repressivi della \u00abPrimavera nera\u00bb del 2003, furono liberati gli ultimi dissidenti del regime di Castro.<sup>68<\/sup>\u00a0L\u2019argomento che convinse Raul Castro a liberare i dissidenti fu la promessa dei diplomatici vaticani che se tutti i prigionieri fossero stati liberati, Papa Benedetto XVI avrebbe visitato Cuba.<sup>69<\/sup><\/p>\n<p>Alla fine, tutti i prigionieri furono liberati: 18 dissidenti rimasero a Cuba con un\u2019ulteriore licenza criminale e uno di loro aveva completato l\u2019intero periodo di detenzione; quelli emigrati in Spagna furono 38, negli Stati Uniti 15, uno in Svezia e un altro in Cile. Uno dei dissidenti per\u00ec a L\u2019Avana nel 2007.<sup>70<\/sup><\/p>\n<p>La liberazione di tutti gli oppositori \u00e8 stata una svolta per la diplomazia vaticana a livello internazionale nel XXI secolo che ha portato a nuovi successi, invece per Cuba ha significato una nuova fase di uscita dall\u2019isolamento.<\/p>\n<p>La diplomazia vaticana ha avuto un ruolo decisivo nella liberazione dei dissidenti cubani, in quanto sono stati i diplomatici vaticani ad avviare i negoziati e a trovare il modo di convincere Raul Castro a liberare tutti i prigionieri, compresi quelli che si sono rifiutati di lasciare Cuba.<\/p>\n<p>Dopo la liberazione dei dissidenti cubani, la situazione dei diritti e delle libert\u00e0 politiche a Cuba ha iniziato a migliorare, mentre l\u2019autorit\u00e0 di Cuba nell\u2019arena internazionale si stava rafforzando. Allo stesso tempo, la Santa Sede ha lavorato con i propri metodi per far uscire Cuba dall\u2019isolamento. Per esempio, nel 2011 a livello internazionale s\u00ec era discussa la notizia sui piani per la visita di Papa Benedetto XVI a Cuba il 26-28 marzo 2012. Questo viaggio \u00e8 stato una visita di \u00abgratitudine e lealt\u00e0\u00bb a Raul Castro, che aveva liberato tutti i prigionieri della Primavera Nera di Cuba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.3. Benedetto XVI e la nuova tappa dell\u2019uscita di Cuba dall\u2019isolamento<\/strong><\/p>\n<p>Il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI \u00e8 stato preparato da intensi contatti, guidati dal Segretario di Stato il cardinale Tarcisio Bertone, che insieme a Jaime Ortega, ha compiuto notevoli sforzi per liberare i dissidenti cubani. Il viaggio di Papa Ratzinger dopo gli eventi della Primavera Nera \u00e8 risultato essere un passo serio e un chiaro segnale per la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Va notato che il viaggio di Benedetto XVI a Cuba, \u00e8 stato il secondo viaggio di un Pontefice cattolico nella storia di Cuba e ci\u00f2 ha avuto la coincidenza con l\u2019inizio di timide riforme sociali ed economiche di Raul Castro volte a sviluppare iniziative economiche private e tentare di ridurre cos\u00ec il ruolo dello Stato nel settore economico. Le riforme hanno avuto effetti pesanti: Raul Castro ha tagliato pi\u00f9 di un milione di posti di lavoro nel settore pubblico, vale a dire il 20% della forza lavoro totale del Paese.<sup>71<\/sup>\u00a0\u00c8 vero che tali mosse hanno causato atteggiamenti contrastanti nei confronti dell\u2019attuale governo da parte di ex funzionari pubblici ed \u00e8 per questo motivo che il governo di Raul Castro aveva bisogno di sostegno e il supporto morale della Chiesa cattolica era di fondamentale importanza nella societ\u00e0 comunista ma ancora cattolica di Cuba.<\/p>\n<p>Il governo cubano e Raul Castro erano interessati a cooperare con la Sante Sede e la Chiesa cattolica a Cuba su questioni sociali, ad affrontare le conseguenze delle riforme e, naturalmente, a migliorare le relazioni con il Vaticano, aiutando a superare l\u2019isolamento di Cuba. Inoltre, Cuba era anche interessata al sostegno socio-economico ed educativo della Chiesa cattolica nell\u2019isola, poich\u00e9 erano i fondi cattolici, come la Caritas Cuba, che investivano in progetti cubani, fornivano sostegno e capitale per lanciare iniziative sociali e offrire aiuto materiale alle famiglie cubane.<\/p>\n<p>Invece, l\u2019interesse del Vaticano, che, attraverso Cuba, ha cercato di dimostrare il suo potere diplomatico, ha comunque perseguito diversi obiettivi in ambito politico ed educativo per la Chiesa cattolica a Cuba.<\/p>\n<p>Lo scopo della visita di Benedetto XVI era di incoraggiare la comunit\u00e0 internazionale a cooperare con Cuba, come si evince nelle dichiarazioni e nei messaggi di Benedetto XVI ai cubani: nella sua parola inaugurale, il Papa ha espresso la convinzione che la Cuba contemporanea \u00abguarda al futuro e per questo motivo cerca di ricostruire ed espandere i suoi orizzonti\u00bb.<sup>72<\/sup>\u00a0Il Pontefice, inoltre, ha anche assicurato ai cubani che la Chiesa \u00abintende continuare a lavorare senza sosta per servire al meglio tutti\u00bb.<sup>73<\/sup>\u00a0Benedetto XVI ha lodato il progresso nella cooperazione tra la Chiesa cattolica e il governo cubano, sebbene abbia notato che c\u2019erano \u00abancora molti aspetti su cui la Chiesa e lo Stato cubano potevano e dovevano andare avanti\u00bb.<sup>74<\/sup><\/p>\n<p>Come il suo predecessore Papa Giovanni Paolo II, anche Benedetto XVI ha condannato l\u2019embargo degli USA contro Cuba, chiedendo il dialogo e la rimozione di \u00abposizioni fisse e punti di vista unilaterali\u00bb.<sup>75<\/sup>\u00a0Benedetto XVI non ha chiuso gli occhi alla limitazione dei diritti e delle libert\u00e0 da parte del governo cubano, quindi ha sollecitato a non privare i \u00abcubani del diritto di partecipare allo sviluppo del futuro di Cuba\u00bb<sup>76<\/sup>\u00a0e ha chiamato i cubani a cooperare per \u00abcostruire una societ\u00e0 di ampi orizzonti\u00bb.<sup>77<\/sup><\/p>\n<p>Nella cerimonia d\u2019addio, Benedetto XVI desiderava che Cuba fosse \u00abla casa di tutti e per tutti i cubani dove coesistono giustizia e libert\u00e0\u00bb.<sup>78<\/sup>\u00a0Benedetto XVI ha accentuato l\u2019importanza del \u00abrispetto della libert\u00e0\u00bb e l\u2019esigenza di \u00abrispondere adeguatamente alle esigenze fondamentali della dignit\u00e0\u00bb e quindi \u00abcostruire una societ\u00e0 in cui ognuno si senta protagonista del futuro della propria vita, della propria famiglia e della propria patria\u00bb.<sup>79<\/sup><\/p>\n<p>La visita di Papa Benedetto XVI nel 2012 ha mostrato che Cuba si stava riformando ed era pronta per il cambiamento. Il viaggio del Pontefice \u00e8 stato un segnale da parte della Santa Sede per i leader mondiali che il Paese \u00e8 in via di cambiamenti e che con il governo cubano si poteva e si doveva cooperare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.4. Il ruolo di Papa Francesco nel rinnovamento delle relazioni bilaterali tra Cuba e Stati Uniti<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2011, in seguito alla liberazione dei dissidenti cubani, hanno avuto inizio negoziati segreti,<sup>80<\/sup>\u00a0tramite diplomatici canadesi, per rinnovare le relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba. Entrambi attribuirono a Papa Francesco e alla \u00absilenziosa\u00bb diplomazia vaticana un ruolo decisivo nella mediazione per la ricostruzione delle relazioni e la conclusione dell\u2019accordo. Il ruolo decisivo nell\u2019uscita dall\u2019isolamento di Cuba \u00e8 stato svolto da Papa Francesco, per questo venne ringraziato personalmente dal leader americano Barack Obama e dal leader cubano Raul Castro, ma lo sfondo di questo accordo era il risultato della diplomazia di Benedetto XVI.<\/p>\n<p>Nel 2014 i negoziati tripartiti tra gli Stati Uniti e Cuba, mediati dal Canada, si congelarono: gli Stati Uniti e Cuba non potevano concordare e avviare una nuova fase di negoziati. I negoziati si arrestarono a causa di un problema con i prigionieri statunitensi detenuti a Cuba.<\/p>\n<p>In questo momento di crisi tra gli Stati Uniti e Cuba, Barack Obama, durante la sua visita in Vaticano il 24 marzo 2014, ha chiesto personalmente a Papa Francesco un aiuto per normalizzare le relazioni con Cuba.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019incontro con Barack Obama, Papa Francesco ha inviato due lettere tramite il cardinale Ortega ad entrambi i presidenti. Inoltre, il Papa ha inviato dei mediatori vaticani in Canada per partecipare al processo di negoziazione tra Cuba e USA.<sup>81<\/sup>\u00a0Il momento storico della riapertura delle relazioni tra Washington e L\u2019Avana \u00e8 stato un grande successo della diplomazia vaticana: durante i diciotto mesi di negoziati segreti, le parti concordarono uno scambio reciproco di prigionieri.<sup>82<\/sup><\/p>\n<p>Gli appelli personali di Papa Francesco ai due leader, oltre al coinvolgimento dei diplomatici vaticani nel processo negoziale, hanno contribuito a intensificare i negoziati e a raggiungere un accordo bilaterale sullo scambio dei prigionieri tra Cuba e USA.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel mese di ottobre, il Pontefice ha organizzato l\u2019incontro conclusivo delle delegazioni USA e Cuba in Vaticano. Come ha ricordato il cardinale Giovanni Angelo Becciu, del nunzio apostolico a Cuba, entrambi i presidenti, Obama e Castro, chiesero a Papa Francesco di proporre un quadro neutrale per l\u2019accordo Cuba-USA. Inoltre la firma dell\u2019accordo tra il governo di Cuba e gli Stati Uniti ha avuto luogo in Vaticano. Il cardinale Giovanni-Angelo Becciu, che aveva preso parte in questa fase per raggiungere un accordo tra Cuba e gli Stati Uniti, ha descritto gli eventi come segue: \u00absono venuti qui presso la Segreteria di Stato per firmare i loro documenti di fronte al Segretario di Stato come garante della parola scambiata. Il Papa ha affascinato i rappresentanti del popolo cubano e americano. Furono loro a chiedere al Papa [&#8230;] di aiutarli. E in questo il Papa non si \u00e8 arreso. Quindi, ha dato ad alcune persone che potevano aiutare a completare il desiderio di dialogo\u00bb.<sup>83<\/sup><\/p>\n<p>Il 17 dicembre 2014 \u00e8 stato annunciato l\u2019accordo: il presidente di Cuba Raul Castro e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama hanno contemporaneamente annunciato una ripresa delle relazioni. Dopo 54 anni di tensioni e inimicizie, i leader dei due paesi hanno ribadito la loro volont\u00e0 di avviare la cooperazione tra governi e di normalizzare le relazioni diplomatiche tra i Paesi. Di conseguenza, a livello internazionale si verificarono cambiamenti positivi riguardo lo status politico di Cuba: Cuba \u00e8 stata rimossa dall\u2019elenco dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo; le relazioni nel settore bancario, delle telecomunicazioni e del turismo si stavano gradualmente normalizzando; il Congresso degli Stati Uniti ha revocato l\u2019embargo contro Cuba.<sup>84<\/sup><br \/>\nIl 30 giugno 2015, Cuba e gli Stati Uniti hanno firmato l\u2019accordo finale sul rinnovo delle relazioni diplomatiche ed il 20 luglio 2015 hanno raggiunto un accordo sulla riapertura delle relazioni a livello di ambasciate nelle loro capitali.<\/p>\n<p>Come gesto di gratitudine ed anche come simbolo di unit\u00e0 tra il popolo cubano e quello americano, Papa Francesco ha organizzato una visita apostolica, che includeva un viaggio negli Stati Uniti ed uno a Cuba nel periodo dal 19 al 27 settembre 2015.<sup>85<\/sup>\u00a0Questa \u00e8 stata la prima visita di Francesco a Cuba e negli Stati Uniti, nonch\u00e9 la terza visita ufficiale di un Papa a Cuba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>La Santa Sede ha svolto un ruolo importante nel ristabilire le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, promuovendo l\u2019uscita dall\u2019isolamento internazionale di Cuba.<\/p>\n<p>Va notato che il Vaticano e Cuba hanno percorso un viaggio di ricostruzione delle relazioni, iniziato negli anni \u201890 con i primi contatti avvenuti tra la Chiesa cattolica ed il governo cubano e che poi si sono approfonditi con la visita di Fidel Castro in Vaticano nel 1996 e successivamente con la visita di Papa Giovanni Paolo II a Cuba nel 1998.<\/p>\n<p>La visita di Giovanni Paolo II, quando Cuba era stata isolata, ha avuto un ruolo importante nel richiamare l\u2019attenzione sui problemi del Paese e dei cubani nella comunit\u00e0 internazionale. Tuttavia, la crisi del 2003, conosciuta come \u00abLa primavera nera\u00bb, aveva respinto le riforme politiche e aveva condotto al totalitarismo. Come conseguenza inizi\u00f2 una nuova tappa dell\u2019isolamento di Cuba.<\/p>\n<p>Il cambiamento del potere politico e l\u2019inizio di nuove riforme politiche con il nuovo presidente Ra\u00fal Castro dal 2008, il fratello minore di Fidel Castro, fu un segnale per il Vaticano per poter avviare negoziati per liberare l\u2019opposizione politica (2008). Dopo un lungo processo di negoziazione, i primi dissidenti, che erano pronti a lasciare Cuba furono liberati nel 2010 e successivamente, nel 2011, i restanti dissidenti.<\/p>\n<p>La diplomazia vaticana ha mediato la liberazione dei dissidenti cubani, \u00e8 riuscita ad instaurare un dialogo con Ra\u00fal Castro e, con il sostegno della Spagna, a liberare i prigionieri del regime. Sebbene la maggior parte dei dissidenti hanno dovuto scegliere l\u2019esilio dalla patria, alla fine, furono liberati anche quei prigionieri che si rifiutarono di lasciare Cuba. La diplomazia vaticana ha avuto bisogno di pi\u00f9 tempo per poter liberare tutti i dissidenti (marzo 2011).<\/p>\n<p>La liberazione di tutti i dissidenti politici ha avuto un ruolo cruciale, contribuendo al ripristino dell\u2019autorit\u00e0 politica di Cuba sulla scena internazionale, nonch\u00e9 alla ripresa del processo negoziale tra Cuba e gli Stati Uniti dal 2011. Tuttavia, i colloqui tra Cuba e gli Stati Uniti andarono in crisi nel 2014, a quel punto, il presidente degli Stati Uniti decise di chiedere supporto alla diplomazia vaticana per riprendere le negoziazioni tra Washington e L\u2019Avana.<\/p>\n<p>La posizione proattiva del Papa e il \u00ab<em>soft power<\/em>\u00bb della diplomazia vaticana hanno contribuito alla ripresa delle relazioni cubano-americane ed i presidenti Obama e Castro hanno ringraziato Papa Francesco per la sua mediazione.<br \/>\nCos\u00ec, grazie alla Santa Sede, furono ripristinate le relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti e ripristinata l\u2019autorit\u00e0 di Cuba sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ivan Danyliuk<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0N. Scano,\u00a0<em>La diplomazia del Papa. Il metodo Francesco<\/em>, in \u00abTerre d\u2019America\u00bb, 11 gennaio 2016. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.terredamerica.com\/2016\/01\/11\/la-diplomazia-del-papa-cuba-6-il-metodo-francesco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.terredamerica.com<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0A. Moscato,\u00a0<em>Cuba: i rapporti tra i Castro e il Vaticano<\/em>, in \u00abLimes. Rivista italiana di geopolitica\u00bb, 22 aprile 2009. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cuba-i-rapporti-tra-i-castro-e-il-vaticano\/3806\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.limesonline.com<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0P. Davison,\u00a0<em>Castro to visit Vatican as Pope plans Cuba tour<\/em>, in \u00abIndependent\u00bb, 28 ottobre 1996. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.independent.co.uk\/news\/world\/castro-to-visit-vatican-as-pope-plans-cuba-tour-1360659.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.independent.co.uk<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0P. Davison,\u00a0<em>Castro to visit Vatican as Pope plans Cuba tour<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0D. Ramirez,\u00a0<em>Power Of The Church Undergoes Resurrection In Cuba<\/em>, in \u00abSun Sentinel\u00bb, 16 novembre 1996. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/articles.sun-sentinel.com\/1996-11-16\/news\/9611150582_1_archbishop-jean-louis-tauran-cuban-cuba-program\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/articles.sun-sentinel.com<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0D. Ramirez,\u00a0<em>Power Of The Church Undergoes Resurrection In Cuba<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0D. Ramirez,\u00a0<em>Power Of The Church Undergoes Resurrection In Cuba<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0D. Ramirez,\u00a0<em>Power Of The Church Undergoes Resurrection In Cuba<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0P. Davison,\u00a0<em>Castro to visit Vatican as Pope plans Cuba tour<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0D. Bonvegna,\u00a0<em>Quando Papa Wojtyla sconfisse il totalitarismo comunista con la verit\u00e0<\/em>, in \u00abIMG Press\u00bb, 16 agosto 2019. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.imgpress.it\/culture\/quando-papa-wojtyla-sconfisse-il-totalitarismo-comunista-con-la-verita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.imgpress.it<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>11<\/sup>\u00a0Il cardinale Roger Echegarai, presidente della Pontificia Commissione per la giustizia e la pace, durante la sua visita all\u2019Avana nel 1988, aveva suggerito la possibilit\u00e0 di un pellegrinaggio del Papa a Cuba, ma poi non \u00e8 stato invitato dal governo cubano.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup>\u00a0A. Tomielli, Navarro:\u00a0<em>\u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>, in \u00abLa Stampa\u00bb 27 novembre 2016. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/vatican-insider\/it\/2016\/11\/27\/news\/navarro-cosi-wojtyla-convinse-fidel-a-festeggiare-il-natale-1.34778168\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.lastampa.it<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>13<\/sup>\u00a0Fidel Castro costrinse Jean Louis Tauran ad aspettare fino a mezzanotte, poi ordin\u00f2 tre ore di preghiera, dopodich\u00e9 ebbe una conversazione con il cardinale Tauran fino al mattino. Va notato che fu il cardinale Tauran a stabilire informally il dialogo tra Santa Sede e governo Cubano.<\/p>\n<p><sup>14<\/sup>\u00a0G. Neve,\u00a0<em>Castro, la svolta con Wojtyla e la lenta transizione di Cuba<\/em>, in \u00abIl Giornale\u00bb, 26 novembre 2016. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/castro-svolta-wojtyla-e-lenta-transizione-cuba-1336104.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.ilgiornale.it<\/a>\u00a0[Accessed: 21.09.2020].<\/p>\n<p><sup>15<\/sup>\u00a0C. Bohlen,\u00a0<em>Pope Meets Castro at Vatican and Agrees to Visit Cuba<\/em>, in \u00abThe New York Times\u00bb, 20 novembre 1996. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/1996\/11\/20\/world\/pope-meets-castro-at-vatican-and-agrees-to-visit-cuba.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.nytimes.com<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>16<\/sup>\u00a0G. Weigel,.\u00a0<em>Fidel, io ti convertir\u00f2<\/em>, in \u00abRepubblica\u00bb, 11 aprile 1999. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/chiesa.espresso.repubblica.it\/articolo\/7180.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/chiesa.espresso.repubblica.it<\/a>\u00a0[Accessed: 21.12.2019].<\/p>\n<p><sup>17<\/sup>\u00a0A. Tomielli,\u00a0<em>Navarro: \u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>18<\/sup>\u00a0R. Celi,\u00a0<em>Fidel Castro, il rivoluzionario comunista che incontr\u00f2 tre Papi<\/em>, in \u00abRepubblica\u00bb, 26 novembre 2016. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2016\/11\/26\/foto\/fidel_castro_il_rivoluzionario_comunista_che_incontro_tre_papi-152858001\/1\/#1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.repubblica.it<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>19<\/sup>\u00a0J. McGeary,<em>\u00a0Clash Of Faiths<\/em>, in \u00abTime\u00bb, 26 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/content.time.com\/time\/subscriber\/article\/0,33009,987710-11,00.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/content.time.com<\/a>. [Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>20<\/sup>\u00a0D. Ramirez,\u00a0<em>Power Of The Church Undergoes Resurrection In Cuba<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>21<\/sup>\u00a0C. Bohlen,\u00a0<em>Pope Meets Castro at Vatican and Agrees to Visit Cuba<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>22<\/sup>\u00a0A. Tomielli,\u00a0<em>Navarro: \u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>23<\/sup>\u00a0A. Tomielli,\u00a0<em>Navarro: \u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>24<\/sup>\u00a0A. Tomielli,\u00a0<em>Navarro: \u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>25<\/sup>\u00a0A. Tomielli,\u00a0<em>Navarro: \u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>26<\/sup>\u00a0G. Weigel,.\u00a0<em>Fidel, io ti convertir\u00f2<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>27<\/sup>\u00a0F. Castro,\u00a0<em>Cuba: Havana: president Castro speaks on Pope\u2019s upcoming visit<\/em>, in \u00abWall Street Journal\u00bb, 1996. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aparchive.com\/metadata\/CUBA-VATICAN-FOREIGN-MINISTER-ARCHBISHOP-JEAN-LOUIS-TAURAN-VISIT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.aparchive.com<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>28<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Viaggio Apostolico a Cuba<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 21-26 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/travels\/1998\/travels\/documents\/trav_cuba-1998.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>29<\/sup>\u00a0J. McGeary,\u00a0<em>Clash Of Faiths<\/em>, in \u00abTime\u00bb, 26 gennaio 1998\u2026 Ibidem; The New York Times, Pope John Paul II\u2019s visit to Cuba, in \u00abThe New York Times\u00bb, 26 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.nytimes.com\/www.nytimes.com\/library\/world\/cuba-pope-index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/archive.nytimes.com<\/a>\u00a0[Accessed: 19.02.2020].<\/p>\n<p><sup>30<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Discorso di Giovanni Paolo II al aeroporto Internazionale \u00abJos\u00e9 Mart\u00ed\u00bb di La Habana<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 21 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1998\/january\/documents\/hf_jp-ii_spe_19980121_lahavana-arrival.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>31<\/sup>\u00a0Al tempo della visita di Papa Giovanni Paolo II, la Chiesa cubana contava solo 250 sacerdoti e 450 monache.<\/p>\n<p><sup>32<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Discorso di Giovanni Paolo II all\u2019aeroporto Internazionale \u00abJos\u00e9 Mart\u00ed\u00bb<\/em>. Ibidem.<\/p>\n<p><sup>33<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Messaggio ai giovani di Cuba<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 23 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/messages\/pont_messages\/1998\/documents\/hf_jp-ii_mes_19980123_youth-lahavana.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>34<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Omelia nella piazza Jos\u00e9 Mart\u00ed<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 25 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/homilies\/1998\/documents\/hf_jp-ii_hom_19980125_lahabana.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>35<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Omelia nella piazza Jos\u00e9 Mart\u00ed<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>36<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Omelia nella piazza Jos\u00e9 Mart\u00ed<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>37<\/sup>\u00a0L. Rohter,\u00a0<em>Pope Condemns Embargo; Castro Attends Mass<\/em>, in \u00abThe New York Times\u00bb, 26 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/archive.nytimes.com\/www.nytimes.com\/library\/world\/012698pope-cuba-rdp.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/archive.nytimes.com<\/a>\u00a0[Accessed: 19.02.2020].<\/p>\n<p><sup>38<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Omelia nella piazza Jos\u00e9 Mart\u00ed<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>39<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Omelia nella piazza Jos\u00e9 Mart\u00ed<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>40<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Discorso di Giovanni Paolo II all\u2019aeroporto di La Habana<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 25 gennaio 1998. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/speeches\/1998\/january\/documents\/hf_jp-ii_spe_19980125_lahavana-departure.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>41<\/sup>\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Discorso di Giovanni Paolo II all\u2019aeroporto di La Habana<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>42<\/sup>\u00a0A. Tomielli,\u00a0<em>Navarro: \u00abCos\u00ec Wojtyla convinse Fidel a festeggiare il Natale\u00bb<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>43<\/sup>\u00a0<em>Otro Papa, otro Castro, \u00bfla misma Cuba?<\/em>\u00a0in \u00abBBC News\u00bb, 28 marzo 2012. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.bbc.com\/mundo\/noticias\/2012\/03\/120327_otro_papa_castro_misma_cuba_jgc.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.bbc.com<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>44<\/sup>\u00a0<em>Otro Papa, otro Castro, \u00bfla misma Cuba?<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>45<\/sup>\u00a0<em>Otro Papa, otro Castro, \u00bfla misma Cuba?<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>46<\/sup>\u00a0<em>Otro Papa, otro Castro, \u00bfla misma Cuba?<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>47<\/sup>\u00a0Il progetto Varela \u00e8 un\u2019iniziativa sviluppata e gestita dall\u2019attivista politico cubano Oswaldo Pay\u00e1 del Movimento di liberazione cristiana che ha sostenuto la riforma politica a Cuba a favore di maggiori libert\u00e0 individuali. Il nome del progetto \u00e8 stato scelto in onore di F\u00e9lix Varela, leader religioso cubano dei primi dell\u2019Ottocento. Lo scopo del progetto Varela era di promuovere il progetto di legge sulle riforme politiche democratiche a Cuba, noto come i cinque pilastri del progetto Varela: libert\u00e0 di associazione, libert\u00e0 di parola e di stampa, amnistia per prigionieri politici, diritto di avviare imprese private, richiesta di elezioni entro un anno dall\u2019approvazione delle riforme.<\/p>\n<p><sup>48<\/sup>\u00a0Il progetto Varela era permesso dall\u2019articolo 88 (g) della Costituzione cubana del 1976 (modificata nel 1992) che consente ai cittadini di proporre proposte di legge se 10.000 elettori ammissibili hanno sostenuto la proposta con firme autenticate.<\/p>\n<p><sup>49<\/sup>\u00a0<em>Constituci\u00f3n de la Rep\u00fablica de Cuba<\/em>, in \u00abGobierno\u00bb, 1992. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cuba.cu\/gobierno\/cuba.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.cuba.cu<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n<p><sup>50<\/sup>\u00a0C. Laur\u00eda,\u00a0<em>Cuba\u2019s Long Black Spring<\/em>, in \u00abCPJ\u00bb, 18 marzo 2008. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/cpj.org\/reports\/2008\/03\/cuba-press-crackdown.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/cpj.org<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>51<\/sup>\u00a0<em>La Primavera Negra de Cuba<\/em>, in \u00abLas Damas de Blanco\u00bb, 20 marzo 2003. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.damasdeblanco.com\/primavera\/primavera2003.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.damasdeblanco.com<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>52<\/sup>\u00a0C. Laur\u00eda,\u00a0<em>Cuba\u2019s Long Black Spring<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>53<\/sup>\u00a0<em>La Primavera Negra de Cuba<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>54<\/sup>\u00a0R. Carroll,\u00a0<em>Fidel Castro\u2019s dark legacy: abuses, draconian rule and \u2018ruthless suppression\u2019<\/em>, in \u00abThe Guardian\u00bb, 27 novembre 2016. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/nov\/27\/fidel-castro-dictator-legacy-abuses\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.theguardian.com<\/a>\u00a0[Accessed: 19.01.2020].<\/p>\n<p><sup>55<\/sup>\u00a0<em>La Primavera Negra de Cuba<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>56<\/sup>\u00a0C. Laur\u00eda,\u00a0<em>Cuba\u2019s Long Black Spring<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>57<\/sup>\u00a0<em>La Primavera Negra de Cuba<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>58<\/sup>\u00a0C\u00f3digo Penal de la Rep\u00fablica de Cuba. In \u00abParlamento cubano\u00bb [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.parlamentocubano.cu\/index.php\/documento\/codigo-penal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.parlamentocubano.cu<\/a>\u00a0[Accessed: 19.02.2020].<\/p>\n<p><sup>59<\/sup>\u00a0<em>La Primavera Negra de Cuba<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>60<\/sup>\u00a0\u00abGruppo 75\u00bb \u00e8 costituito dai cosiddetti dissidenti cubani detenuti durante \u00abLa primavera nera\u00bb, poich\u00e9 inizialmente contavano 75 (75 prigionieri politici). Nel 2009, altri quattro dissidenti sono stati aggiunti (ovvero arrestati) al \u00abGruppo 75\u00bb, ma non nell\u2019arena internazionale, il nome dei dissidenti detenuti \u00e8 stato mantenuto come \u00abGruppo 75\u00bb.<\/p>\n<p><sup>61<\/sup>\u00a0<em>Amnesty International, Amnesty International Report 2005 \u2013 Cuba<\/em>, in \u00abAmnesty International\u00bb, 25 May 2005. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/documents\/POL10\/008\/2005\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.amnesty.org<\/a>\u00a0[Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>62<\/sup>\u00a0<em>EU Council Conclusions on the EU Common Position on Cuba<\/em>, in \u00abEuropean Union \u2013 EEAS\u00bb, 2003. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europa-eu-un.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.europa-eu-un.org\/<\/a>\u00a0[Accessed: 19.02.2020]<\/p>\n<p><sup>63<\/sup>\u00a0C. Laur\u00eda,\u00a0<em>Cuba\u2019s Long Black Spring<\/em>\u00a0\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>64<\/sup>\u00a0Dal 2006, Raul Castro, il fratello minore di Fidel, \u00e8 diventato capo di stato ad interim a causa della malattia di Fidel Castro. E dal 2008, Raul Castro \u00e8 diventato presidente di Cuba.<\/p>\n<p><sup>65<\/sup>\u00a0W. Cancio Isla,\u00a0<em>Fecha hist\u00f3rica: concluye liberaci\u00f3n de prisioneros del Grupo de los 75<\/em>, in \u00abCafe Fuerte. Noticias de Cuba y la di\u00e1spora cubana\u00bb, 22 marzo 2011. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20110625024735\/http:\/\/cafefuerte.com\/2011\/03\/22\/concluye-proceso-de-liberacion-del-grupo-de-los-75\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/web.archive.org<\/a>. [Accessed: 20.02.2020].<\/p>\n<p><sup>66<\/sup>\u00a0W. Cancio Isla,\u00a0<em>Fecha hist\u00f3rica: concluye liberaci\u00f3n de prisioneros del Grupo de los 75<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>67<\/sup>\u00a0W. Cancio Isla,\u00a0<em>Fecha hist\u00f3rica: concluye liberaci\u00f3n de prisioneros del Grupo de los 75<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>68<\/sup>\u00a0W. Cancio Isla,\u00a0<em>Fecha hist\u00f3rica: concluye liberaci\u00f3n de prisioneros del Grupo de los 75<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p><sup>69<\/sup>\u00a0<em>Benedetto XVI a Cuba<\/em>, in \u00abIl Post\u00bb, 28 marzo 2012. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2012\/03\/28\/benedetto-xvi-a-cuba\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.ilpost.it<\/a>\u00a0[Accessed: 25.01.2020].<\/p>\n<p><sup>70<\/sup>\u00a0W. Cancio Isla,\u00a0<em>Fecha hist\u00f3rica: concluye liberaci\u00f3n de prisioneros del Grupo de los 75<\/em>\u2026 Ibidem.<\/p>\n<p>71\u00a0<em>Benedetto XVI a Cuba<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>72<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di benvenuto. Discorso del Santo Padre Benedetto XVI. Aeroporto Internazionale Antonio Maceo di Santiago de Cuba<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 26 marzo 2012. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2012\/march\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20120326_benvenuto-cuba.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n<p><sup>73<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di benvenuto<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>74<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di benvenuto<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>75<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di congedo<\/em>. Discorso del Santo Padre Benedetto XVI. Aeroporto Internazionale Antonio Maceo di Santiago de Cuba, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 28 marzo 2012. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2012\/march\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20120326_benvenuto-cuba.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n<p><sup>76<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di congedo<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>77<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di congedo<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>78<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di congedo<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>79<\/sup>\u00a0Benedetto XVI,\u00a0<em>Cerimonia di congedo<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>80<\/sup>\u00a0Liberazione dei dissidenti cubani era, in precedenza, la richiesta fondamentale per la ripresa dei colloqui cubano-americani. In 2011 dopo liberazione degli ultimi dissidenti cubani sono stati tolti ostacoli principali per ripresa dei negoziazioni tra governi dei Cuba e USA.<\/p>\n<p><sup>81<\/sup>\u00a0I. Badilla,\u00a0<em>Obama en Cuba y \u00abla ayuda\u00bb de Papa Francisco<\/em>, in \u00abLa stampa\u00bb, 16 marzo 2016 [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/vatican-insider\/es\/2016\/03\/16\/news\/obama-en-cuba-y-la-ayuda-de-papa-francisco-br-1.36577655\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.lastampa.it<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n<p><sup>82<\/sup>\u00a0J. Hooper,\u00a0<em>Renewed US-Cuba relations biggest success in Vatican diplomacy in decades<\/em>, in \u00abThe Guardian\u00bb, 17 dicembre 2014. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2014\/dec\/17\/pope-us-cuba-vatican-diplomacy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.theguardian.com<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n<p><sup>83<\/sup>\u00a0R. Sanchez, Barack Obama and Ra\u00fal Castro announce a new era in US-Cuba relations, in \u00abThe Telegraph\u00bb, 17 dicembre 2014. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/worldnews\/centralamericaandthecaribbean\/cuba\/11300273\/Barack-Obama-and-Raul-Castro-announce-a-new-era-in-US-Cuba-relations.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.telegraph.co.uk<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n<p><sup>84<\/sup>\u00a0I. Badilla,\u00a0<em>Obama en Cuba y \u00abla ayuda\u00bb de Papa Francisco<\/em>&#8230; Ibidem.<\/p>\n<p><sup>85<\/sup>\u00a0Francesco.\u00a0<em>Viaggio Apostolico del Santo Padre Francesco a Cuba, negli Stati Uniti D\u2019America<\/em>, in \u00abLibreria Editrice Vaticana\u00bb, 19\u201328 September 2015. [Online]. Available from:\u00a0<a href=\"https:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/speeches\/2012\/march\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20120326_benvenuto-cuba.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/w2.vatican.va<\/a>\u00a0[Accessed: 21.02.2020].<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1190],"fascicolo":[289],"class_list":["post-2629","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-ivan-danyliuk","fascicolo-giugno-2020"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La diplomazia vaticana nel processo di uscita di Cuba dall\u2019isolamento dal 1991 al 2015<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Ivan Danyliuk, pubblicato nel numero di Giugno 2020. 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