{"id":2591,"date":"2020-02-01T12:00:00","date_gmt":"2020-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2591"},"modified":"2026-04-19T00:10:26","modified_gmt":"2026-04-18T22:10:26","slug":"piccoli-agricoltori-in-mozambico-una-scommessa-per-il-futuro","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2020\/febbraio\/piccoli-agricoltori-in-mozambico-una-scommessa-per-il-futuro\/","title":{"rendered":"Piccoli agricoltori in Mozambico: una scommessa per il futuro"},"content":{"rendered":"<p>In queste poche righe, vorrei provare a condividere una analisi, seppur succinta e non esaustiva, su un esempio di approccio all\u2019agricoltura familiare in un contesto di estrema povert\u00e0 quale \u00e8 il Mozambico.<br \/>\nA tal fine \u00e8 necessario anzitutto comprendere alcune caratteristiche del paese per poter poi entrare pi\u00f9 in dettaglio con analisi pi\u00f9 specifiche.<\/p>\n<p>Il Mozambico rimane uno dei paesi pi\u00f9 poveri del mondo<sup>1<\/sup>, ha una popolazione di oltre 27 milioni di persone, di cui pi\u00f9 della met\u00e0 ha meno di trent&#8217;anni<sup>2<\/sup>. La speranza di vita alla nascita \u00e8 inferiore a cinquantacinque anni. Elevati livelli di fame e malnutrizione sono prevalenti sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Epidemie mortali come la malaria, la tubercolosi e l&#8217;HIV\/AIDS continuano ad alterare negativamente la struttura sociale del Mozambico e la promozione della parit\u00e0 di genere rimane una sfida. Circa il 52% della popolazione mozambicana \u00e8 costituita da donne e il 72,2% delle donne vive in zone rurali. Gli indicatori di sviluppo umano per le famiglie guidate da donne sono estremamente bassi. Sono stati compiuti sforzi per garantire l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, ma permangono discrepanze, soprattutto per le ragazze delle regioni pi\u00f9 povere (spesso rurali). I tassi di completamento degli studi rimangono estremamente precari in tutto il paese. I livelli di analfabetismo sono molto pi\u00f9 elevati tra le donne (63,1%) che tra gli uomini (33,2%). Le donne e le ragazze, in particolare, sono il gruppo pi\u00f9 vulnerabile all&#8217;HIV\/AIDS, con una percentuale di donne affette dal virus tre volte superiore a quella degli uomini nella fascia di et\u00e0 15-24 anni.<\/p>\n<p>L&#8217;agricoltura \u00e8 la principale fonte di reddito in Mozambico; il settore occupa il 90% della forza lavoro femminile e il 70% di quella maschile e rappresenta un pilastro dell&#8217;economia nazionale, contribuendo a pi\u00f9 del 20% del PIL. Si stanno compiendo progressi nella realizzazione di un&#8217;agricoltura sostenibile, ma essa \u00e8 ancora ostacolata dallo scarso accesso dei piccoli agricoltori ai fattori di produzione e ai mercati.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che il Mozambico \u00e8 uno dei paesi pi\u00f9 esposti alle calamit\u00e0 naturali. Estremamente ricorrenti sono sia le inondazioni che le gravi siccit\u00e0, causando danni significativi ed insicurezza alimentare. A tal riguardo si ricordano i 2 cicloni Idai e Kenneth che a Marzo e Aprile u.s. hanno distrutto migliaia di case ed ettari di colture, colpendo pi\u00f9 di un milione di persone.<\/p>\n<p>Ma come spesso succede nei paesi pi\u00f9 poveri, avere un\u2019agricoltura cos\u00ec diffusa non sempre vuol dire sicurezza alimentare; infatti l&#8217;alimentazione rimane un grave problema in Mozambico. Pi\u00f9 del 40 per cento dei bambini al di sotto dei cinque anni sono cronicamente malnutriti.<\/p>\n<p>In questo contesto la strategia governativa circa la sicurezza alimentare e la nutrizione definisce come obiettivo centrale lo sviluppo sociale ed economico, il soddisfacimento del fabbisogno alimentare e la creazione di posti di lavoro per combattere la fame e la povert\u00e0 assoluta nel paese. Riconosce, altres\u00ec, la necessit\u00e0 di aumentare la produzione locale cos\u00ec da soddisfare il fabbisogno nutrizionale in termini quantitativi e qualitativi.<\/p>\n<p>Per rispondere a queste sfide molte organizzazioni internazionali e della societ\u00e0 civile hanno iniziato ad agire in termini di agricoltura familiare. Non quindi lo sviluppo di un\u2019agricoltura commerciale su larga scala, di cui comunque non mancano gli esempi, ma un approccio volto a sostenere e rafforzare il lavoro e l\u2019iniziativa dei piccoli e piccolissimi agricoltori. Non dimentichiamo, infatti, che la quasi totalit\u00e0 della popolazione impegnata in attivit\u00e0 agricole, possiede solo un piccolo appezzamento di terra inferiore all\u2019ettaro e rudimentali strumenti da lavoro. Ma sono proprio essi stessi il pi\u00f9 grande e potenziale fattore di sviluppo e di contrasto anche ai cambiamenti climatici. Sono agricoltori che vivono ben al di sotto della soglia di povert\u00e0 e che hanno bisogno di un sostegno oserei dire a 360 gradi: migliorare le proprie conoscenze su tecniche agricole, migliorare approccio all\u2019uso del suolo, cominciare a sviluppare conoscenze di base sul mercato, igiene, gestione etc. Sembrerebbe una sfida impossibile e invece i risultati che si apprezzano, anche solo dopo qualche anno, sono decisamente interessanti: la loro vita cambia totalmente, il loro modo non solo di vivere ma anche di pensare al loro futuro ai loro figli all\u2019importanza della loro comunit\u00e0, addirittura i loro stereotipi tradizionali possono vedere degli sviluppi inattesi.<\/p>\n<p>A titolo di esempio, voglio citare la mia esperienza con alcune comunit\u00e0 rurali della Provincia di Tete una delle pi\u00f9 povere del paese. Ho avuto la possibilit\u00e0 di lavorare con alcune famiglie di agricoltori che hanno scelto di partecipare a un Programma di sviluppo agro-zootecnico secondo le caratteristiche brevemente accennate in precedenza. Queste famiglie sono state aiutate a costituirsi in associazioni di agricoltori.<\/p>\n<p>In ognuna di queste associazioni, c&#8217;\u00e8 un comitato agricolo che trasmette ai membri dell&#8217;associazione e alle famiglie le conoscenze sulle tecniche di produzione agricola, di ripopolamento del bestiame, risparmio e credito rotativo.<br \/>\nMaria, 41 anni, \u00e8 una delle partecipanti alle associazioni che ci ha raccontato come la sua vita sia radicalmente cambiata da quando \u00e8 entrata a far parte del progetto di appoggio alle famiglie di agricoltori della sua zona: \u00ab\u2026per tutta la vita ho pensato che solo gli uomini potessero occuparsi di questioni legate alla produzione di reddito per la famiglia, ammetto che per me \u00e8 sempre stata una dipendenza totale. Poi ho partecipato al progetto e ho capito molto presto che le cose potevano essere diverse. Gi\u00e0 dopo il primo anno ho iniziato a produrre bene e a vendere i miei prodotti al mercato locale\u00bb. Maria l\u2019anno scorso, oltre alla produzione necessaria al fabbisogno della sua famiglia, \u00e8 riuscita a vendere 300 kg di pomodoro che le hanno generato 4.500 meticais (80 dollari circa), 100 kg di cavolo che ha venduto per 2.000 meticais (35 dollari circa) e 50 kg di cipolla che le hanno dato 3.200 meticais (50 dollari circa). Per la prima volta Maria ha potuto disporre di pi\u00f9 di 160 dollari.<\/p>\n<p>Maria \u00e8 sposata e la sua famiglia \u00e8 composta da sei persone. Ci ha raccontato che con quei soldi, ottenuti dalla commercializzazione delle sue verdure, \u00e8 riuscita a pagare le rette scolastiche per le sue due figlie che studiano nel vicino centro di Moatize e che \u00e8 stata in grado di comprare vestiti e sostenere altre spese domestiche.<\/p>\n<p>Un altro agricoltore, Manuel, ci ha invece raccontato la sua esperienza nell&#8217;uso del compost biologico che ha imparato a produrre. Ci ha detto che ha potuto osservare tanti cambiamenti nella sua capacit\u00e0 produttiva, evidenziando il recupero della fertilit\u00e0 del suolo e come questo si sia riflesso nell&#8217;aumento della produzione.<\/p>\n<p>Con un campo di due ettari, Manuel ci ha raccontato che riesce a produrre abbastanza da permettere alla famiglia di nutrirsi e anche vendere l\u2019eccedente e coprire altre spese necessarie della sua famiglia.<\/p>\n<p>Sono solo alcuni esempi, semplici ma esplicativi, che ci hanno fatto apprezzare come investire sull\u2019agricoltura famigliare, insegnando nuove tecniche, un nuovo approccio al suolo, nuove conoscenze circa l\u2019uso degli alimenti, la creazione di piccole attivit\u00e0 imprenditoriali, tra le varie iniziative portate avanti, non solo cambiano la vita delle persone ma cominciano anche ad innescare meccanismi di sviluppo di respiro decisamente pi\u00f9 ampio: i genitori vogliono far continuare gli studi anche alle figlie (che di solito dopo il primo ciclo di scuola venivano avviate alle attivit\u00e0 domestiche o dei campi), la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dei prodotti divengono fattori rilevanti, l\u2019uso delle risorse naturali viene visto come un bene da preservare etc. Abbiamo potuto vedere che aiutare le persone pi\u00f9 bisognose ad uscire da situazioni di povert\u00e0 estrema in una prospettiva di sviluppo a lungo termine da\u2019 frutti se si parte dalle persone senza la pretesa di voler cambiare, anzitutto, macrostrutture economiche o politiche.<\/p>\n<p>Vorrei concludere questa breve riflessione con le parole che Vaclav Havel ha usato dopo la caduta del muro di Berlino, e che ritengo siano attuali anche oggi: \u201c\u2026un cambiamento in meglio delle strutture che sia reale, profondo e stabile oggi non pu\u00f2 partire dall\u2019affermarsi dell\u2019una o dell\u2019altra concezione politica, ma dovr\u00e0 partire dall\u2019uomo, dall\u2019esistenza dell\u2019uomo, dalla sostanziale ricostituzione della sua posizione nel mondo, del suo rapporto con se stesso, con gli altri, con l\u2019universo\u2026solo con una vita migliore si pu\u00f2 costruire anche un sistema migliore\u2026\u201d<sup>3<\/sup>\u00a0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gabriele Bertani<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0180 su 187 paesi valutati nell&#8217;Indice di Sviluppo Umano 2017<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Population Census, 2017<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Vaclav Havel: Il Potere dei Senza Potere (1978)<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1180],"fascicolo":[285],"class_list":["post-2591","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-gabriele-bertani","fascicolo-febbraio-2020"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Piccoli agricoltori in Mozambico: una scommessa per il futuro<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Gabriele Bertani, pubblicato nel numero di Febbraio 2020. 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