{"id":2499,"date":"2019-02-01T12:00:00","date_gmt":"2019-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2499"},"modified":"2026-04-18T21:09:02","modified_gmt":"2026-04-18T19:09:02","slug":"religione-societa-e-politica-in-italia","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2019\/febbraio\/religione-societa-e-politica-in-italia\/","title":{"rendered":"Religione, societ\u00e0 e politica in Italia"},"content":{"rendered":"<p>La questione del ruolo della religione nella vita sociale e politica presenta oggi connotati particolari, che meritano particolare attenzione. Fenomeni come la secolarizzazione e la globalizzazione hanno concorso (e non potevano che concorrere) a mettere in crisi, da un lato, la rilevanza tradizionale del fenomeno religioso (fino a negarne ogni consistenza) e, dall\u2019altro, a modificare l\u2019orizzonte entro il quale tale fenomeno si colloca, dovendo fare i conti con una situazione complessa, caratterizzata dalla presenza sullo stesso territorio di pi\u00f9 religioni costrette a confrontarsi tra loro. Per queste ragioni la religione diviene sempre pi\u00f9 marginale e sempre meno capace di incidere sulla realt\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Questa situazione si \u00e8 riflessa inevitabilmente anche sul cattolicesimo italiano, dove non si \u00e8 assistito soltanto a una riduzione quantitativa del numero dei battezzati, e soprattutto dei praticanti (sia pure in percentuale pi\u00f9 ridotta rispetto agli altri Paesi europei), ma si \u00e8 indebolita anche la sua azione culturale e civile, nonch\u00e9 la capacit\u00e0 di fornire il proprio contributo sul terreno propriamente politico. Cercheremo, in questo saggio, di mettere a fuoco le ragioni che hanno determinato (e determinano tuttora) questo stato di marginalit\u00e0, tanto sul terreno della realt\u00e0 sociale che di quella politica, cercando di individuare le possibili strade di fuoriuscita da tale crisi.<\/p>\n<p><strong>La crisi della presenza cattolica nella societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Il cattolicesimo ha sempre occupato un ruolo di primo piano nell\u2019ambito della societ\u00e0 italiana. Si deve risalire molte indietro nel tempo per cogliere le radici di questo ruolo, che appare evidente se si considerano le manifestazioni artistiche e letterarie, ma anche le istituzioni sociali (in particolare quelle rivolte alle categorie pi\u00f9 deboli), che si sono sviluppate dal medioevo fino alla modernit\u00e0 nel nostro Paese. La \u201ccultura\u201d, non intesa soltanto in senso elitario ma pi\u00f9 in generale in senso antropologico, \u00e8 stata a lungo permeata di valori di ispirazione cristiana e fortemente condizionata dalle istituzioni ecclesiastiche.<\/p>\n<p>La modernit\u00e0 ha segnato il passaggio a una fase conflittuale dei rapporti tra chiesa e societ\u00e0. L\u2019illuminismo, con l\u2019assolutizzazione della ragione \u2013 la dea ragione \u2013 e con la forte affermazione delle libert\u00e0 individuali ha posto le basi di una nuova interpretazione della realt\u00e0, dalla quale risultano estromesse le religioni rivelate \u2013 le religioni del Libro \u2013 le quali fanno appello a una visione trascendente in senso oggettivo, dunque non delimitabile n\u00e9 razionalizzabile, del mondo e dell\u2019uomo. D\u2019altra parte, la proclamazione dei diritti umani, grazie anche alle spinte derivanti dalle grandi rivoluzioni francese e americana, si \u00e8 tradotta nel riconoscimento della libert\u00e0 di coscienza anche in ambito religioso, con la inevitabile relativizzazione della questione della verit\u00e0.<\/p>\n<p>La reazione di netta chiusura nei confronti di questa visione, che viene percepita come un vero e proprio attentato alla proposta cristiana, ha provocato (e non poteva che provocare) un processo di privatizzazione della religione; processo peraltro auspicato e promosso dalla cultura dominante. Ci\u00f2 a cui, in altri termini, si \u00e8 assistito \u00e8 una sorta di cortocircuito, per il quale la religione abbandona, da un lato, la sfera pubblica, rifiutando il dialogo con il mondo circostante e affidandosi unicamente all\u2019interiorit\u00e0 della coscienza; mentre a sua volta, dall\u2019altro, le istituzioni pubbliche tendono a costruirsi in modo autonomo, respingendo ogni intromissione di ordine religioso.<\/p>\n<p>Nonostante il perpetuarsi di questo dualismo, che ha trovato nella \u201cquestione romana\u201d e nel\u00a0<em>non expedit<\/em>\u00a0la espressione pi\u00f9 radicale, i valori derivanti dalla tradizione cristiana (in una versione sempre pi\u00f9 laica) non hanno mancato di permeare la vita sociale come \u00e8 confermato dalla forte influenza che essi hanno avuto nella costruzione della Carta costituzionale italiana, la quale riflette l\u2019<em>ethos<\/em>\u00a0diffuso della societ\u00e0 del tempo. L\u2019Italia dell\u2019immediato dopoguerra \u00e8 ancora fondamentalmente un Paese cattolico, non solo per l\u2019altissimo numero dei battezzati (quasi l\u2019unanimit\u00e0 della popolazione), ma anche (e soprattutto) per il forte riferimento a una concezione della vita di matrice cristiana e per l\u2019alto consenso dato all\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p>Gradualmente si \u00e8 tuttavia verificata l\u2019erosione di questa concezione. La riprova di questo cambiamento si \u00e8 avuta nel 1974 in occasione del referendum sulla legge del divorzio, dove una percentuale assai elevata di italiani (oltre il 60%) ha espresso il proprio voto in aperto dissenso verso le posizioni ufficiali della chiesa con grande sorpresa delle gerarchie ecclesiastiche.<\/p>\n<p>Questo evento ha reso infatti trasparente quanto profondo fosse il cambiamento in corso e quanto incidesse sulle coscienze l\u2019avanzare di parametri culturali derivanti dall\u2019affermarsi della complessit\u00e0 sociale e ispirati a logiche individualiste e corporative, le quali minavano l\u2019unit\u00e0 del tessuto sociale e davano luogo all\u2019insorgere di una forma di relativismo, che finiva per rendere evanescenti le evidenze etiche del passato e difficile la convergenza attorno a un sistema valoriale comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I riflessi di tale situazione sulla politica<\/strong><\/p>\n<p>Anche sul versante della politica si \u00e8 assistito nel frattempo a un analogo processo di progressivo affievolimento dell\u2019incidenza della religione cattolica nell\u2019ambito della vita civile. La legislazione, in particolare quella relativa alle questioni \u201ceticamente sensibili\u201d \u2013 si pensi in primo luogo alle tematiche della famiglia e della vita \u2013 si \u00e8 resa sempre pi\u00f9 autonoma rispetto ai valori tradizionali proposti dalla chiesa. Il pluralismo culturale ed etico e le spinte individualiste ricordate si traducevano nell\u2019adesione a un modello procedurale, dunque di carattere esclusivamente normativo, per il quale a contare \u00e8 il semplice riferimento al dato sociologico (perci\u00f2 quantitativo) e il rispetto della libert\u00e0 individuale, senza alcun riferimento al mondo dei valori.<\/p>\n<p>A questo si deve aggiungere (e non si tratta di un elemento secondario) la scomparsa, agli inizi degli anni 90 del secolo scorso, del partito della Democrazia cristiana; scomparsa che ha segnato la diaspora dei cattolici, presenti nelle varie formazioni politiche con scarsa capacit\u00e0 di far valere (anche per la militanza in aree talora contrapposte) la loro visione del mondo. Non si tratta certo di rimpiangere una stagione che va considerata superata, sia per ragioni storiche \u2013 non sussistono pi\u00f9 le condizioni di fragilit\u00e0 della democrazia proprie dell\u2019immediato dopoguerra \u2013 sia per ragioni teologiche \u2013 il Vaticano II con la forte affermazione della laicit\u00e0 della politica ha messo di fatto in discussione quel modello \u2013 ; ma non si pu\u00f2 negare che il venir meno dell\u2019unit\u00e0 del mondo cattolico nella vita politica del Paese ha concorso a rendere meno consistente il peso della religione (e dell\u2019istituzione ecclesiale) sugli sviluppi della vita civile.<\/p>\n<p>La situazione delineata \u00e8 poi oggi aggravata dalle trasformazioni intervenute all\u2019interno della stessa conduzione della politica. La caduta delle ideologie e l\u2019evoluzione tecnologica, soprattutto nel campo della comunicazione, hanno infatti provocato (e non potevano che provocare) un profondo cambiamento del tessuto sociale e delle forme di convivenza con la necessit\u00e0 di rintracciare nuove modalit\u00e0 di esercizio della democrazia, che sappiano interpretare le istanze di una societ\u00e0 plurale anche sul terreno religioso.<\/p>\n<p>Si \u00e8 assistito cos\u00ec, da un lato, alla nascita nel mondo cattolico (anche in quello politicamente impegnato) di atteggiamenti difensivi; o, inversamente, alla rinuncia al riconoscimento del ruolo pubblico della religione (delle religioni) in nome di una concezione radicale della laicit\u00e0, che non corrisponde a una corretta interpretazione del significato che il fenomeno religioso riveste per le scelte, non solo private, di molte persone. Di qui l\u2019emergere, da un lato, di spinte integraliste, che si possono, in qualche modo, ricondurre (sia pure in forme diverse rispetto a quelle del passato) al modello della \u201creligione civile\u201d. O l\u2019avanzare, dall\u2019altro, della tendenza a mettere tra parentesi il fenomeno religioso in nome di una malintesa laicit\u00e0 dello Stato (anche per la presenza di religioni non facilmente ricuperabili al metodo democratico).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oltre l\u2019integralismo e la privatizzazione<\/strong><\/p>\n<p>La tentazione del ricorso a posizioni integraliste (una sorta \u2013 come si \u00e8 detto \u2013 di ritorno alla \u201creligione civile\u201d) si \u00e8 accentuata, in questi ultimi anni, grazie alla convergenza tra alcuni orientamenti presenti nel mondo cattolico ed alcuni esponenti del mondo laico \u2013 i cosiddetti \u201catei devoti\u201d \u2013 che guardano al cristianesimo come ad un baluardo difensivo della cultura occidentale minacciata dalla presenza di culture (e religioni) diverse, in particolare dall\u2019islam. A motivare l\u2019incontro non sono perci\u00f2 ragioni ideali, ma di mera convenienza. La religione rischia di diventare, in questo caso, una sorta di<em>\u00a0instrumentum regni<\/em>\u00a0con il pericolo di una perdita di identit\u00e0 del messaggio messo al servizio di una causa del tutto mondana.<\/p>\n<p>La giustificata reazione a questo modello rischia tuttavia di tradursi nell\u2019adesione a una visione del tutto spiritualizzata del cristianesimo, che lo destituisce di ogni rilevanza storica e sociale. La questione della laicit\u00e0 non va infatti posta \u2013 come voleva la tradizione liberale e la logica illuminista \u2013 in termini di separazione. Tale impostazione \u2013 osserva giustamente p. Bartolomeo Sorge \u2013 \u201cnon solo oggi \u00e8 largamente superata nei fatti, ma \u00e8 sempre meno condivisa anche in via di principio. Da un lato, vi ha contribuito il Concilio Vaticano II, che ha riconosciuto la laicit\u00e0 come valore [\u2026]. Dall\u2019altro lato, vi ha contribuito la deriva della laicit\u00e0 illuministica. Il nichilismo, l\u2019egoismo e le tragedie immani della societ\u00e0 contemporanea hanno favorito paradossalmente la rinascita del bisogno di religione, come punto di riferimento per superare gli ostacoli alla costruzione di un mondo nuovo (<em>Per una laicit\u00e0 nuova<\/em>, in: Aggiornamenti sociali, 11 [2005], p. 688).<\/p>\n<p>La critica nei confronti dell\u2019integralismo deve perci\u00f2 andare di pari passo con la critica nei confronti di ogni forma di \u201claicismo\u201d, stimolando un ripensamento dei rapporti tra religione e societ\u00e0 e tra religione e politica, che evidenzi l\u2019importanza della religione come spazio di formulazione di un costante discernimento nei confronti del pericolo di disumanizzazione insito in una forma di secolarismo ispirato ai paradigmi dell\u2019ideologia tecnocratica e di quella del mercato che riducono l\u2019uomo a \u201cmacchina\u201d o a \u201cmerce\u201d da consumare.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di uscire da questa distretta comporta dunque la ricomprensione del messaggio evangelico nella sua integralit\u00e0 e una visione realistica della storia con la rinuncia a tutte le forme di manicheismo; implica, in una parola, la capacit\u00e0 di dare vita a una figura della laicit\u00e0, che rispetti l\u2019autonomia della realt\u00e0 sociale e politica e consenta, nello stesso tempo, alla religione di offrire il proprio contributo valoriale alla promozione umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dal Vaticano II alle prospettive odierne<\/strong><\/p>\n<p>Un modello rigoroso di definizione dei rapporti tra cristianesimo e realt\u00e0 sociale e politica \u00e8 presente nei testi del Vaticano II, in cui \u00e8 pienamente sancita l\u2019autonomia di tali realt\u00e0 (<em>Gaudium et spes<\/em>, n.76;\u00a0<em>Lumen gentium<\/em>, n. 36; e\u00a0<em>Dignitatis humanae<\/em>, n. 6), ma viene insieme sottolineata la necessit\u00e0 del riferimento a contenuti valoriali riconducibili ai paradigmi di un\u2019\u201cetica naturale\u201d (cfr. soprattutto\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>, n. 74). Ad assumere un\u2019importanza di prim\u2019ordine \u00e8, in questo contesto, la mediazione etica, la quale esige l\u2019adesione a una serie di valori, che vanno dalla centralit\u00e0 della persona e dal rispetto della sua dignit\u00e0 alla ricerca del bene comune; dall\u2019assunzione della responsabilit\u00e0 partecipativa alla creazione di condizioni per lo sviluppo di una forma di solidariet\u00e0 che privilegi i bisogni dei meno garantiti.<\/p>\n<p>In questo quadro si inserisce l\u2019importante contributo della religione, la quale, grazie all\u2019offerta di un orizzonte trascendente di interpretazione della vita, fornisce all\u2019azione sociale e politica una spinta del tutto particolare. Ad essa non compete la soluzione tecnica dei problemi sociali e politici e neppure l\u2019individuazione dei parametri etico-normativi in base ai quali affrontarli. Ci\u00f2 che ad essa spetta \u00e8 l\u2019offerta di una risorsa di senso, che d\u00e0 ai valori umani naturali una nuova e compiuta dimensione e assicura la possibilit\u00e0 di un discernimento degli eventi storici secondo il disegno di Dio, sottraendoli al rischio dell\u2019ambiguit\u00e0 che \u00e8 loro connaturale e intervenendo a sciogliere particolari nodi critici nei quali si danno conflitti di valori (e di doveri).<\/p>\n<p>Di fronte all\u2019odierna crisi di valori il ruolo primario della religione non pu\u00f2 dunque che essere di carattere etico. Non si tratta di procedere a un\u2019astratta compilazione di liste valoriali, ma di produrre concretamente nuovi stili di vita, che sappiano interpretare le istanze di rinnovamento attualmente presenti anche nel nostro Paese e sappiano aprire nuovi cammini di crescita umana. Ecologia, rifiuto dell\u2019economicismo e dell\u2019individualismo, risignificazione del rapporto tra felicit\u00e0 e vita comunitaria, abbandono dei nazionalismi e dei sovranismi, apertura universalistica alle questioni che riguardano il pianeta e, infine (si tratta di un dato molto importante per noi), ricupero della legalit\u00e0 come presupposto fondamentale della convivenza civile sono altrettanti capisaldi dell\u2019azione sociale e politica che meritano di essere ricuperati e il cui ricupero pu\u00f2 essere sollecitato da una forma di religione correttamente intesa.<\/p>\n<p>Il cristianesimo presenta poi, a tale proposito, aspetti di particolare consistenza e di specifica qualit\u00e0. L\u2019autonomia dell\u2019etica \u00e8 oggi \u2013 lo si \u00e8 gi\u00e0 ricordato \u2013 un dato acquisito, come \u00e8 acquisita la non riducibilit\u00e0 del vangelo all\u2019etica. L\u2019amore salvifico di Dio \u00e8 anteriore ad ogni etica; ma \u00e8 proprio tale amore a conferire all\u2019etica il suo ultimo significato; a inserirla entro l\u2019economia del \u201cdono\u201d, che libera l\u2019uomo dalla prigionia della legge e lo apre a una nuova percezione della realt\u00e0 e ad una prassi che trascende ogni calcolo utilitaristico. L\u2019orizzonte del \u201cdono\u201d pu\u00f2 infatti concorrere a dar vita a un\u00a0<em>ethos<\/em>, che ha le sue radici nella scoperta razionale dei valori, dando ad essi piena espressione.<\/p>\n<p>Ma la religione cristiana ha anche un altro importante compito nei confronti della realt\u00e0 sociale: quello di spingere l\u2019azione sociopolitica nella direzione di un costante rinnovamento. L\u2019apertura di senso offerto dalla religione, in quanto proiettata verso la trascendenza, mette costantemente sotto processo l\u2019ordine sociale, orientando la storia verso il futuro. Il rispetto profondo dell\u2019autonomia dell\u2019analisi sociopolitica si associa alla tensione al superamento di ogni schematismo riduttivo e la capacit\u00e0 di relativizzare tutte le posizioni ideologiche, le soluzioni tecniche e i progetti storici.<\/p>\n<p>L\u2019azione sociale e politica non pu\u00f2 accontentarsi di essere asservita a un ordine che la circoscriva entro un perimetro ben definito; ha bisogno di essere proiettata costantemente \u201coltre\u201d. Quanto questa funzione sia necessaria appare evidente se si considera il\u00a0<em>deficit<\/em>\u00a0di credibilit\u00e0 di cui la vita sociale oggi soffre;\u00a0<em>deficit<\/em> che non deriva solo dal vuoto valoriale, ma anche (e soprattutto) dall\u2019assenza di tensione ideale e dall\u2019incapacit\u00e0 di mettere costantemente in discussione i risultati raggiunti in vista del perseguimento di un obiettivo sempre pi\u00f9 alto. Mediazione etica e tensione a un continuo rinnovamento \u00e8, in definitiva, il contributo che\u00a0la religione, in particolare quella cristiana, \u00e8 oggi chiamata a risuscitare all\u2019interno della realt\u00e0 sociopolitica. E si tratta di un contributo essenziale, se si vuole restituire alla vita sociale una autentica dimensione umana.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[882],"fascicolo":[272],"class_list":["post-2499","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-giannino-piana","fascicolo-febbraio-2019"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Religione, societ\u00e0 e politica in Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Giannino Piana, pubblicato nel numero di Febbraio 2019. 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