{"id":2494,"date":"2019-02-01T12:00:00","date_gmt":"2019-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2494"},"modified":"2026-04-18T22:30:11","modified_gmt":"2026-04-18T20:30:11","slug":"la-religione-come-fattore-sociale-nel-mondo-contemporaneo","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2019\/febbraio\/la-religione-come-fattore-sociale-nel-mondo-contemporaneo\/","title":{"rendered":"La religione come fattore sociale nel mondo contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p>Come scrive Ennio Flaiano nel Diario degli errori, pubblicato postumo nel 1976: \u201cNel Medioevo l&#8217;uomo era abitante di due citt\u00e0: quella terrena e quella celeste. Quella terrena non era perfetta, quella celeste s\u00ec. Era inutile cercare la realizzazione di se stessi, la felicit\u00e0 nella citt\u00e0 terrena, poich\u00e9 questa completa realizzazione l&#8217;uomo poteva trovarla, dopo una vita proba, nella citt\u00e0 celeste. La <em>Raison<\/em>, e la civilt\u00e0 industriale che ne deriv\u00f2, abolirono la citt\u00e0 celeste. All&#8217;uomo ora restava di realizzarsi nella citt\u00e0 terrena: trovare cio\u00e8 in vita quella felicit\u00e0 che gli era stata promessa dopo la vita. Da qui la filosofia del successo, del libero amore, del perseguimento della felicit\u00e0 e del benessere. L&#8217;uomo non vuole pi\u00f9 soffrire in questa sua citt\u00e0 terrena, n\u00e9 rinunciare a nulla. Ma la civilt\u00e0 del benessere porta con s\u00e9 proprio l&#8217;infelicit\u00e0, poich\u00e9 propone all&#8217;uomo i simboli del suo stato, da raggiungere qui, e riduce ogni conquista a termine materiale, quindi deperibile\u201d.<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>Il processo che va sotto il nome di secolarizzazione \u00e8 in corso da almeno due secoli: una lunga deriva di contrasti tra ragione e fede da Voltaire in poi, che nel 1755 \u201cnotifica lo sfratto di Dio dal centro dell\u2019universo\u201d. Scrive Zygmund Baumann: \u201cTendo a vedere nel 1755 l\u2019anno in cui si \u00e8 iniziato a redigere la notifica di sfratto di Dio dal centro dell\u2019universo. Nel 1755 Lisbona fu colpita da un triplice disastro: in rapida successione si verificarono un terremoto, una serie di incendi e uno tsunami. I colpi le si abbatterono addosso a caso: come Voltaire ha avuto la prontezza di osservare, &lt;<em>l\u2019innocent, ainsi que le coupable, subit \u00e9galement ce mal in\u00e9vitable<\/em>&gt;. Il verdetto di Voltaire era di una chiarezza cristallina: la permanenza di Dio al centro dell\u2019universo non aveva passato la prova d\u2019esame fissata dagli uomini in materia di ragione e di morale. Sottesa a quel verdetto c\u2019era la conclusione che l\u2019universo avrebbe avuto molte pi\u00f9 possibilit\u00e0 di conquistare un ordine pi\u00f9 \u201ccivilizzato\u201d e una giustizia pi\u00f9 giusta se fosse passato a una nuova gestione, che andava affidata agli esseri umani.\u201d<sup>2<\/sup><\/p>\n<p>Un ulteriore elemento che si \u00e8 introdotto nella modernit\u00e0 a minare la riflessione spirituale \u00e8 quella che alcuni hanno chiamato l\u2019\u201cevaporazione del padre\u201d. Una perdita di ruolo rispetto alla trasmissione dei valori, ed una crisi educativa che rafforzano la tendenza al presentismo ed al consumismo come surrogati del senso della vita. Un ampio filone di studi e ricerche filosofiche, sociologiche e psicanalitiche si \u00e8 occupato di questa tendenza a perdere di vista la relazione generatrice di senso, a favore delle \u201cpassioni tristi\u201d, in una societ\u00e0 onnivora e della sperimentazione continuata.<\/p>\n<p>Ancora Baumann: \u201cIl padre in carne e ossa, non quello metaforico, appartiene al frattale pi\u00f9 piccolo nella successione\/gerarchia di frattali. Quel padre fatto di carne funge pi\u00f9 che altro da anello di congiunzione \u2013 o, pi\u00f9 correttamente, da interfaccia di trasferimento\/scambio \u2013 tra quelle due modalit\u00e0 di aggregazione umana coesistenti, intrecciate e interagenti, che Victor Turner distingueva in societas e communitas. Le prove e le tribolazioni che affliggono oggi quella particolare riflettono in forma condensata i fenomeni che colpiscono ognuna delle sue estensioni e idealizzazioni, a prescindere dal gradino occupato nella struttura frattale. Indipendentemente dal fatto che entrambi i genitori vivano o no sotto lo stesso tetto, i legami tra genitori e figli si stanno facendo sempre pi\u00f9 laschi e al contempo viene strappata loro di mano l\u2019identificazione pressoch\u00e9 totale con la struttura dell\u2019autorit\u00e0. Credo che l\u2019 dalla vita familiare di cui parlano Lacan e Recalcati o, almeno, da quel , sia in larga misura, sebbene certo non esclusivamente, una situazione autoinflitta, una fossa che ci si e scavati da soli. \u00c8 indubbio che la volatilit\u00e0 dei mercati del lavoro e l\u2019intrinseca fragilit\u00e0, friabilit\u00e0 e pressoch\u00e9 cronica delle posizioni sociali rivelino quotidianamente la spettacolare scomparsa dell\u2019onniscienza \u2013 e, a maggior ragione, dell\u2019onnipotenza \u2013 dall\u2019elenco delle qualit\u00e0 del Padre: queste nuove realt\u00e0 di vita indeboliscono quelle condizioni, create e preservate sul piano sociale, su cui un tempo tendeva a fondarsi la possibilit\u00e0 di ricorrere al Capofamiglia come il prototipo per qualunque futuro garante dell\u2019ordine e della giustizia del mondo. Eppure, l\u2019 del Padre, e cos\u00ec le sue conseguenze pi\u00f9 decisive in termini di\u00a0<em>Weltanschauung<\/em>\u00a0\u2013 come lo svuotamento improvviso del \u2013 sono state favorite e promosse dalla rinuncia a una notevole fetta di responsabilit\u00e0 genitoriali, un atto di resa che pu\u00f2 essere coatto o volontario, rassegnato oppure accolto con entusiasmo. Gli scrupoli morali che potrebbero insorgere in seguito a questa rinuncia tendono a essere affrontati attraverso i servizi a pagamento offerti dai mercati del consumo; e ancora di pi\u00f9 attraverso il ricorso ai beni che questi offrono con la funzione di tranquillanti morali. Il che a sua volta spiana ancor pi\u00f9 la strada alla commercializzazione degli aspetti pi\u00f9 intimi dell\u2019aggregazione e dell\u2019interazione umana\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Romano Guardini:<sup>3<\/sup>\u00a0\u201dIl problema centrale attorno a cui dovr\u00e0 aggirarsi il lavoro della cultura futura e dalla cui soluzione dipender\u00e0 non solo il benessere o la miseria, ma la vita o la morte, \u00e8 la potenza. Non il suo aumento, che questo avviene da s\u00e9, ma la via di domarla e di farne un retto uso\u201d. Il riferimento \u00e8 qui al progresso scientifico e tecnologico ed alle sue potenzialit\u00e0, che danno molte opportunit\u00e0 ma al tempo stesso offrono una serie di pericoli. \u201cL\u2019uomo moderno non \u00e8 stato educato al retto uso della potenza\u201d. Nell\u2019excursus sulla storia dell\u2019umanit\u00e0 dal Medioevo in poi Guardini punta il dito su una concezione della vita basata sull\u2019idea del dominio. Ben venga il riconoscimento della autonomia della scienza, della politica e dell\u2019economia ma \u00e8 un male la messa in disparte della spiritualit\u00e0, del contenuto simbolico dell\u2019esistenza, della meditazione, della contemplazione, che erano di casa nel passato, e vengono ora meno a favore della razionalit\u00e0 e del paradigma tecnocratico.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Lo stesso Guardini, nel pieno degli anni 50, dice che \u201ci tempi moderni volgono alla fine\u201d e l\u2019uomo postmoderno si trova di fronte a \u201cuna crisi di disincantamento\u201d. Secondo Guardini \u201cl\u2019uomo deve imparare a divenire signore di s\u00e9 superandosi e rinunciando a s\u00e9 stesso, e diverr\u00e0 cos\u00ec anche signore della sua potenza\u201d. Parole forti che sono fatte proprie da papa Francesco nell\u2019Enciclica Laudato s\u00ec, in cui Guardini \u00e8 citato ben otto volte, pi\u00f9 di qualsiasi altro pensatore. E non \u00e8 inutile ricordare come egli sia stato punto di riferimento per molti papi recenti, da Montini a Ratzinger a Bergoglio appunto, che ha individuato in Guardini il teologo pi\u00f9 capace di parlare al mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>In continuit\u00e0 con queste riflessioni, le scienze sociali segnalano alcune spie di un recupero di spiritualit\u00e0, che si intravedono nel fallimento dello stato e del mercato, nelle forme di nuova societ\u00e0 e nuova economia (volontariato, economia solidale, generativit\u00e0, sostenibilit\u00e0 olistica, ecologia integrale), nel ritorno alla terra, alla bottega\u00a0<sup>4<\/sup>, nella \u201d nostalgia di fede, un cattolicesimo incerto che per\u00f2 vuole ancora credere\u201d (come si dice nella ricerca della Diocesi di Roma del 2014), nel bisogno di senso che si riscontra nelle pieghe del consumismo, nel carisma di Papa Francesco, anche da parte dei laici, nello sviluppo del dialogo interreligioso.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/OIKONOMIA-1-2019-x-web-2-im.png\" alt=\"OIKONOMIA 1 (2019) x web 2 im\" width=\"400\" height=\"224\" \/>\u201c\u2026ragazzi capaci di assecondare il loro eccesso di speranza e mettere alla prova il loro rapimento, per scoprire se \u00e8 frutto di un\u2019illusione della conoscenza di s\u00e9 o una vera e propria chiamata. (\u2026) Si sono concentrati sul processo, sul paziente lavoro quotidiano, il fratello maggiore dell\u2019ispirazione, come diceva Baudelaire. Tutte le persone che hanno realizzato il loro sogno hanno capito che il primo passo per custodirlo era andare a bottega come facevano gli artisti di un tempo, mettersi alla prova, imparare l\u2019arte di creare e quindi di crescere\u201d<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>E ancora Baumann: \u201cNei due secoli successivi ci siamo resi conto, e in modo piuttosto brutale, che i manager umani non hanno ottenuto risultati molto diversi rispetto a quelli di Dio quando si \u00e8 trattato di gestire in modo disastroso sia la ragione sia il senso morale, e abbiamo scoperto non solo che il Grande Ignoto non \u00e8 cos\u00ec pronto a farsi da parte, ma anche quanto siano tenaci i vincoli che impediscono agli esseri umani di avvicinarsi all\u2019onniscienza, figuriamoci poi all\u2019onnipotenza. Lo Stato e il Mercato, le due agenzie sulle quali la ragione e la morale \u2013 dopo essersi consultate a vicenda ma senza giungere a un pieno accordo &#8211; avevano puntato per gestire in modo efficace la parte dell\u2019universo popolata dagli uomini, o almeno a metterla nelle condizioni di autogestirsi come si deve, hanno fallito e falliscono ogni giorno di pi\u00f9 tutta una serie di prove pratiche, deludendo le aspettative che vi erano state riposte. E al momento non vediamo candidati papabili a subentrare al loro ruolo, per quanto meticolose e disperate siano le ricerche e per quanto possano sembrare creativi e promettenti i bozzetti sulla lavagna. Nella nostra realt\u00e0 frattale si ripropone, seppure su scala diversa, un dilemma dello stesso tipo. La crisi di un\u2019autorit\u00e0 improntata all\u2019immagine del Dio Padre onnisciente e onnipotente viene avvertita con forza dalla base fino alla cima, sebbene ciascun livello abbia i propri motivi per viverla cos\u00ec, e nonostante i fattori scatenanti di questo senso di crisi siano diversi\u201d.<sup>6<\/sup><\/p>\n<p>Nella gi\u00e0 citata ricerca sul rapporto tra le famiglie della diocesi di Roma e la religione, realizzata dal Censis su incarico del Vicariato di Roma nel 2014, emergono con chiarezza i punti critici ed alcune delle vie da seguire.<sup>7<\/sup>\u00a0Il rapporto tra le famiglie della diocesi di Roma e la religione \u00e8 un rapporto complesso, per certi aspetti problematico, per altri ricco di aperture e di speranze. La lettura e l\u2019interpretazione dei dati raccolti, attraverso le interviste ad un campione rappresentativo di circa mille famiglie romane, evidenziano \u201cun cattolicesimo identitario, autoprotettivo, in un certo senso \u201cconfortevole\u201d: un cattolicesimo per certi versi , che, mentre mantiene una certa adesione alla Chiesa, nei sacramenti e nei comportamenti di fede, lascia che al suo interno guadagnino spazio e terreno, con un parziale infragilimento delle stesse basi dogmatiche del Cristianesimo. E, dall\u2019altra parte, ci si imbatte in famiglie lontane dalla religione cattolica e dalla Chiesa che coltivano, anch\u2019esse forse inconsapevolmente, una domanda di senso timida, repressa, che non riesce a diventare struggente e dunque dinamica. Un cattolicesimo incerto che per\u00f2 vuole ancora credere; una&lt;\u201cnostalgia di fede&gt; che in questo accomuna cattolici e non credenti che manifestano potenzialit\u00e0 di percorsi di ricerca imprevedibili. Un cattolicesimo che ha metabolizzato la cultura del tangibile ormai radicata, che ha bisogno di vedere e di toccare la verit\u00e0 del Cristianesimo e che perci\u00f2 considera esplicitamente Papa Francesco (una persona concreta) il punto di forza del cattolicesimo, ponendo in ombra anche ragioni altissime per\u00f2 distanti nella Storia e nel Tempo.\u201d<\/p>\n<p>Spiccano in particolare nei risultati della ricerca la conferma delle difficolt\u00e0 che le famiglie incontrano nella trasmissione dei valori, l\u2019allontanamento tra famiglie e scuola, l\u2019\u201dimpotenza educativa\u201d di ambedue, la concezione laica del matrimonio &#8211; tratto antropologico diffuso che si riverbera sullo stile educativo o sulla rinuncia alla educazione dei figli &#8211; , la tenuta delle cosiddette \u201ccelebrazioni di soglia\u201d &#8211; quelle celebrazioni che scandiscono la nascita (il Battesimo) e le tappe della crescita individuale (Comunione, Cresima) -, l\u2019afasia nei confronti dei grandi drammi della vita &#8211; in primis la morte -, la disaffezione per la pratica religiosa, il materialismo insito nel modo con cui si celebrano le grandi feste religiose &#8211; come il Natale -, la scarsa familiarit\u00e0 con i Testi Sacri. Ma anche il riconosciuto Carisma di Papa Francesco, la \u201cpotenza del messaggio d\u2019amore\u201d veicolato dalla Chiesa, la \u201ctestimonianza della carit\u00e0\u201d, e soprattutto quello che viene definito, tra bisogno di guida e difesa dell\u2019autonomia, \u201cl\u2019insopprimibile bisogno di senso dei non credenti\u201d. La ricerca infatti conclude sottolineando che proprio dai non cattolici (la stragrande maggioranza del campione in questione si dichiara agnostico e ateo) vengono stimoli incoraggianti. Infatti il 57% del campione di non cattolici intervistato dichiara di sentire il bisogno di un \u201csignificato pi\u00f9 grande\u201d per la vita (13% \u201cmolto d\u2019accordo\u201d pi\u00f9 44% \u201cabbastanza d\u2019accordo\u201d).<\/p>\n<p>Il monito che ci viene dalla riflessione di pensiero sociologico \u00e8 allora quello di lavorare al recupero dei valori della spiritualit\u00e0 applicati alla vita moderna: ascolto, riflessione, scambio intergenerazionale, comunit\u00e0, cammino, preghiera. Ed anche di collaborare con la Chiesa per il miglioramento della liturgia, la diffusione della pratica del perdono e lo studio del Vangelo.<\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0E. Flaiano (1976), Diario degli errori<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Z. Baumann (2017), Elogio della letteratura, Einaudi (estratto pubblicato da Avvenire il 5 settembre 2017)<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0R. Guardini (1954), La fine dell\u2019epoca moderna\u201d, Morcelliana<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Alessandro D\u2019Avenia (2016), L\u2019arte di essere fragili, Feltrinelli<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Ibidem pag. 79<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Z. Baumann cit., passim<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0E. Manna (2014), Religione e famiglia a Roma, Censis<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1166],"fascicolo":[272],"class_list":["post-2494","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-carla-collicelli","fascicolo-febbraio-2019"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La religione come fattore sociale nel mondo contemporaneo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Carla Collicelli, pubblicato nel numero di Febbraio 2019. 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