{"id":2464,"date":"2018-10-01T12:00:00","date_gmt":"2018-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2464"},"modified":"2026-04-18T19:25:28","modified_gmt":"2026-04-18T17:25:28","slug":"i-cattolici-italiani-nel-68-dal-concilio-al-dissenso","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/ottobre\/i-cattolici-italiani-nel-68-dal-concilio-al-dissenso\/","title":{"rendered":"I cattolici italiani nel \u201868. Dal Concilio al dissenso"},"content":{"rendered":"<p>La \u201ccontestazione cattolica\u201d \u00e8 stata considerata per lungo tempo una sfaccetta-tura del Sessantotto. Anzi, volendo essere pi\u00f9 precisi, la partecipazione dei<br \/>\ncattolici ai movimenti avviati negli anni Sessanta \u00e8 stata confinata all\u2019interno di una categoria specifica, quella del \u201cdissenso cattolico\u201d, e quindi \u201cdata in appalto\u201d agli studiosi di storia della Chiesa. Nelle storie dell\u2019Italia repubblicana alla questione sono dedicate solo poche righe, ma il tema non ha conosciuto una storiografia neppure nell\u2019ambito della storia religiosa, tanto che per lungo tempo si \u00e8 fatto riferimento allo studio\/testimonianza di Mario Cuminetti (assistente alla Universit\u00e0 Cattolica di Milano negli anni Sessanta) dal taglio generalista e datato 1983.<\/p>\n<p>Come si cercher\u00e0 di chiarire in questa sede, la contestazione cattolica \u00e8 andata oltre il dissenso nella Chiesa e, nello stesso tempo, \u00e8 stata un effetto delle trasformazioni interne alla Chiesa. Ha avuto una sua cronologia, che ha come data di partenza la chiusura del concilio Vaticano II nel dicembre 1965, una molteplicit\u00e0 attori, e alcune specificit\u00e0. \u00c8 stata un fenomeno internazionale, ma ha assunto forme e parole d\u2019ordine che si inseriscono nel contesto dei rapporti tra Chiesa e po-litica italiana nel Novecento. Va precisato poi che i cattolici hanno preso parte al Sessantotto esatta-mente come i loro coetanei, cio\u00e8 nel movimento studentesco e sulla base delle parole d\u2019ordine del movimento (dall\u2019antiautoritarismo all\u2019antimperialismo). Come si cercher\u00e0 di mostrare, la conte-stazione cattolica \u00e8 nata dunque dall\u2019incrocio tra due processi di durata medio-lunga: la ricezione conciliare e gli \u201canni Sessantotto\u201d, cio\u00e8 tra la riforma della Chiesa e la modernizzazione e secolarizzazione del Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il post-concilio<\/strong><\/p>\n<p>Volendo usare le parole di un importante interprete di quella stagione come Raniero La Valle \u2013 all\u2019epoca direttore dell\u2019<em>Avvenire d\u2019Italia<\/em>\u00a0\u2013 i cattolici hanno iniziato il loro \u201968 almeno sei anni prima, ovvero con l\u2019avvio del concilio Vaticano II. Un concilio ecumenico \u00e8 il momento pi\u00f9 alto nell\u2019orizzonte sinodale della Chiesa cattolica. Il Vaticano II viene convocato da Giovanni XXIII, dopo la lunga stagione della battaglia contro il comunismo. Il progetto \u00e8 rinnovare pastoralmente la Chiesa aprendo un confronto positivo con i \u201csegni dei tempi\u201d della modernit\u00e0. Gli storici hanno evidenziato le contraddizioni di tale disegno e i retaggi della tradizione intransigente, in questa sede interessa per\u00f2 soprattutto quello che fu chiamato lo \u201cspirito giovanneo\u201d, che si diffuse rapidamente anche nel mondo cattolico italiano gi\u00e0 a partire dai primi anni di anni del breve pontificato di Roncalli: gli anni delle visite al Bambin Ges\u00f9 e carcere di Regina Coeli, ma anche di importanti encicliche come la\u00a0<em>Mater et magistra<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>Pacem in terris<\/em>.<\/p>\n<p>Papa Giovanni apre al dialogo con i comunisti (ottenendo una pronta risposta da Togliatti), chiama alla distensione nella guerra fredda e, soprattutto, al rinnovamento della Chiesa e della sua dottrina. In quest\u2019ottica si spiega anche il concilio che si svolge a San Pietro su pi\u00f9 sessioni tra il 1962 e il 1965. Viene aperto da Giovanni XXIII, ma portato a termine da Paolo VI, che dal 1963 si pone il problema di concludere i lavori evitando che si arrivi a spaccature troppo profonde. Il Vaticano II \u00e8 il prodotto di una serie di spinte all\u2019aggiornamento che arrivano dall\u2019immediato dopo guerra. In Italia avevano svolto un ruolo in questa direzione alcune figure del clero come don Primo<br \/>\nMazzolari, David Maria Turoldo e don Lorenzo Milani, nonch\u00e9 alcune riviste intellettuali (come \u00abTestimonianze\u00bb a Firenze, \u00abIl Regno\u00bb a Bologna e \u00abQuestitalia\u00bb a Venezia), che hanno poi animato il dibattito nei primi anni post-conciliari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/santagata_1.jpg\" alt=\"santagata 1\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 importante tenere presente anche che, sebbene l\u2019episcopato italiano sia il pi\u00f9 rappresentato nell\u2019aula conciliare, la Chiesa italiana dell\u2019epoca \u00e8 ancora saldamente conservatrice e fortemente politicizzata. L\u2019episcopato italiano si adegua gradualmente alle decisioni prese in concilio senza dare un contributo significato alla loro elaborazione. Per quanto attiene al piano pi\u00f9 strettamente politico la costituzione\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>\u00a0e la dichiarazione\u00a0<em>Dignitatis humanae<\/em>\u00a0hanno riconosciuto la legittimit\u00e0 di opzioni politiche diverse per i credenti. Una tesi \u00e8 che la contestazione cattolica in Italia sia scaturita dall\u2019impatto che la ricezione di questi documenti ha avuto nel contesto politico e ecclesiale della penisola, cio\u00e8 in un mondo cattolico ancora monolitico e politicizzato in senso anticomunista e in un sistema politico centrato sull\u2019unit\u00e0 dei cattolici nella Democrazia Cristiana. Siamo negli anni del centro-sinistra e del dibattito sulle riforme, dell\u2019avvento della societ\u00e0 dei consumi e all\u2019alba della stagione dei movimenti sociali del biennio \u201968-69.<\/p>\n<p>Ecco, possiamo dire che la contestazione dei cattolici \u00e8 iniziata prima del \u201968 perch\u00e9 \u00e8 partita come battaglia interna per l\u2019applicazione del Vaticano II, avendo come focus il nodo delle compro-missioni tra Chiesa, fede e politica. I testi conciliari si prestavano a interpretazioni diverse. Il dissenso \u00e8 partito proprio dai conflitti interpretativi, spesso per opera delle riviste di cui si accennava sopra, ma soprattutto nelle grandi organizzazioni: l\u2019Azione cattolica, le Acli (le associazioni dei lavoratori cristiani) per poi estendersi rapidamente nelle parrocchie, nei gruppi spontanei, e nei nuovi movimenti. Come si vedr\u00e0, esiste anche un forte nesso internazionale che deriva della natura transnazionale della Chiesa. Si pensi all\u2019influenza esercitata da contesti quali la Chiesa olandese e, in particolare, quella latinoamericana. Su questi aspetti si torner\u00e0 nel dettaglio, cercando di mostrare quanto abbiano pesato sui cattolici anche altri immaginari non meno unificanti dal punto di vista generazionale, come l\u2019anticolonialismo e l\u2019antiimperialismo in Vietnam.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019attacco all\u2019unit\u00e0 politica dei cattolici<\/strong><\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 degli anni Sessanta la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) viene sostanzialmente rifondata da Paolo VI, che pone ai vertici uomini di sua fiducia come il presidente Giovanni Urbani, arcivescovo di Venezia. Quando arrivano le elezioni del 1968 la CEI fa uscire un comunicato in vecchio stile con il quale, pur utilizzando un linguaggio intriso di riferimenti al concilio, si conferma la necessit\u00e0 di sostenere la Dc contro i pericoli del \u201claicismo\u201d e del comunismo. La risposta delle riviste progressiste e dei \u201cgruppi spontanei\u201d \u00e8 netta: l\u2019appello \u00e8 da rigettare come anacronistico e questa volta, a differenza del passato, non si ha paura di dirlo, di scriverlo e addirittura di urlarlo fuori dai cancelli della\u00a0<em>Domus Mariae<\/em>, quartiere Aurelia, dove si svolge la consueta assemblea annuale dei vescovi.<\/p>\n<p>Per dirla con le parole di Ruggero Orfei, la DC (Democrazia Cristiana) dei dorotei, di Moro e di Fanfani, \u00e8 considerata ormai da questi cattolici come il \u201cpartito dell\u2019occupazione del potere\u201d. La contestazione investe anche la scelta di CEI e DC di impegnarsi nell\u2019opposizione alla legge Fortuna sul divorzio \u2013 \u00e8 giusto opporvisi in quanto cattolici? si comincia a domandarsi \u2013 cos\u00ec come ovviamente investe anche la permanenza dell\u2019istituto del Concordato del 1929.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La crisi nell\u2019associazionismo<\/strong><\/p>\n<p>Passiamo ora alle dinamiche interne all\u2019associazionismo dove troviamo altri problemi. Anche in questo caso la cronologia precede il 1968. Lo scontro inizia infatti a configurarsi gi\u00e0 dal 1965 e vede contrapporsi i sostenitori delle strutture tradizionali, per esempio l\u2019Azione cattolica rinnovata dalla presidenza di Vittorio Bachelet, e i nuovi movimenti che considerano non pi\u00f9 adeguate le strutture sottoposte al controllo della gerarchia. \u00c8 uno scontro che si gioca su due piani: dentro l\u2019Azione Cattolica, tra la presidenza e i gruppi giovanili, e nel pi\u00f9 ampio mondo cattolico, con i \u201cgruppi spontanei\u201d. Se poi consideriamo che proprio in questi anni inizia il percorso che porter\u00e0 tra il 1968 e il 1970 le Acli a rompere definitiva-mente con la Dc e la gerarchia e a fare la \u201cscelta socialista\u201d, si comprende la portata del fenomeno. Si tratta di strutture con milioni di iscritti, anche se proprio nella seconda met\u00e0 degli anni Sessanta la crisi di partecipazione si inizia veramente a sentire. In questo contesto, il \u201968 ha dato quasi un colpo di grazia, svuotando ulteriormente le organizzazioni con un esodo quasi di massa verso il movimento studentesco. Arriviamo cos\u00ec anche a parlare pi\u00f9 direttamente del Sessantotto, che di questa crisi \u00e8 stato senza dubbio un momento di accelerazione, ma anche di trasformazione e, per certi aspetti, di ulteriore rottura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il passaggio del Sessantotto, Humanae vitae e la \u201cscissione silenziosa\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Se \u00e8 vero, come si ricordava in apertura, che i cattolici hanno partecipato alle occupazioni universitarie come i loro coetanei, \u00e8 altrettanto vero che i credenti hanno preso dal Sessantotto parole d\u2019ordine radicali, immaginari e pratiche di contestazione che hanno portato nel loro mondo. Prima di entrare nel merito degli eventi di quei tumultuosi mesi, \u00e8 bene aggiungere un ulteriore elemento di riflessione.<br \/>\nCome si \u00e8 accennato in precedenza, la conte-stazione cattolica \u00e8 stata un fenomeno internazionale che ha avuto parole d\u2019ordine condivise anche se in contesti ecclesiali, sociali e politici diversi. A unificare queste esperienze sono stati due immaginari che si sono andati a sovrapporre: quello del Sessantotto e della\u00a0<em>New Left<\/em>, e quello della battaglia dentro la Chiesa. I due campi nei quali tale sovrapposizione risulta particolarmente evidente sono: il pacifismo e il terzomondismo. Esemplare del primo caso \u00e8 la mobilitazione internazionale dei cattolici per il Vietnam, in cui troviamo, da un lato, la campagna per superare definitivamente la liceit\u00e0 religiosa della guerra, tematica rilanciata da<em>\u00a0Pacem in terris<\/em>\u00a0e reso ancora pi\u00f9 urgente dalla contrapposizione nucleare, e dall\u2019altro la penetrazione dell\u2019antiimperialismo statunitense. Per quanto riguarda il terzomondismo, sono essenziali la calda, ma anche complessa, accoglienza tributata all\u2019enciclica\u00a0<em>Populorum progressio<\/em>\u00a0di Paolo VI e la penetrazione delle teologie della liberazione latinoamericane, che proprio in Italia hanno trovato in Giulio Girardi uno dei principali interpreti.<\/p>\n<p>Per capire l\u2019accelerazione del Sessantotto, che ha fatto fare uno scarto alla discussione precedente sulla laicit\u00e0 e la presenza dei cattolici in politica, bisogna dunque tenere conto delle contaminazioni che sono avvenute attorno alla fine del decennio e che sono state rese possibili s\u00ec dell\u2019apertura del concilio, ma che a loro volta hanno modificato radicalizzando le istanze di riforma conciliari. Anche in ambiente cattolico, suggestionato dai miti di \u201cChe\u201d Guevara e Camilo Torres, si \u00e8 iniziato a par-lare allora della liceit\u00e0 della violenza rivoluziona-ria contro l\u2019ordine borghese. Il modo migliore per rendere l\u2019idea di quegli eventi tumultuosi \u00e8 procedere per episodi.<\/p>\n<p>L\u2019anno si apre con le dimissioni forzare del card. Giacomo Lercaro dalla cattedra di Bologna, un episodio quasi traumatico per tutti coloro che avevano identificato in lui, che era stato un portavoce della chiesa dei poveri in concilio, una sorta di anti-Paolo VI. Lercaro viene allontanato per due motivi che abbiamo gi\u00e0 incontrato: la volont\u00e0 di portare avanti il dialogo con i comunisti; e l\u2019attivismo contro l\u2019equidistanza della Chiesa nella vicenda Vietnam. Ma il \u201cSessantotto\u201d dei cattolici si apre anche nelle aule universitarie. Il 17 novembre 1967 avviene la prima occupazione della Cattolica di Milano, la prima di una serie di occupazioni che scaturisce dalla protesta contro l\u2019aumento delle tasse universitarie e che si va a ricollegare al pi\u00f9 ampio movimento contro la legge 2314.<\/p>\n<p>Nelle mozioni delle occupazioni della Universit\u00e0 Cattolica troviamo le parole d\u2019ordine del concilio, impiegate per sostenere una svolta antiau-toritaria dell\u2019ateneo e che rapidamente sfociano in un progetto molto pi\u00f9 radicale. Sempre seguendo la cronologia, nel marzo 1968 c\u2019\u00e8 il contro-quaresimale di Trento, con Paolo Sorbi, che interrompe l\u2019omelia del predicatore Igino Sbalchiero al grido \u201cio non sono d\u2019accordo\u201d. I contestatari escono silenziosamente dalla chiesa e celebrano a modo loro nei giorni successivi leggendo davanti al sagrato i testi del prete operaio Arturo Paoli. Il 7 aprile Fabrizio Fabbrini, militante cattolico per l\u2019obiezione di coscienza, d\u00e0 del \u201cbuffone razzista\u201d al sacerdote che sta tenendo un\u2019omelia dai contenuti antisemiti nella chiesa di San Pietro in Montorio. Il 25 giugno \u00e8 il giorno della simbolica \u201cmarcia su Roma\u201d dei 53 frati minori del Veneto e della Lombardia per protestare contro la chiusura del convento di San Bernardino a Verona, un centro avanzato di sperimentazione monastica post-conciliare. Il 14 settembre viene occupata la cattedrale di Parma: un\u2019iniziativa simbolica del gruppo dei Protagonisti attuata con il sostegno dei gruppi della Cattolica e di Bolzano.<\/p>\n<p>L\u2019occupazione si risolve nel giro di poche ore con lo sgombero della polizia sotto i riflettori della stampa, una fotografia che fa il giro d\u2019Italia e che diventa un\u2019immagine simbolica del l\u201968 dei cattolici. \u00c8 un\u2019immagine talmente forte da convincere i militanti della comunit\u00e0 di base dell\u2019Isolotto di Firenze a inviare un comunicato di solidariet\u00e0 che fa infuriare l\u2019arcivescovo Florit. \u00c8 la miccia che fa esplodere il \u201ccaso Isolotto\u201d, con Mazzi che viene allontanato, una comunit\u00e0 pi\u00f9 volte in corteo per le strade di Firenze, scontri con i rappresentanti del Movimento sociale e Paolo VI costretto a dichiarare una sorta di stato di crisi. Sono solo alcune immagini del Sessantotto, forse le pi\u00f9 note, ma anche esemplari di cosa \u00e8 stata quella vampata di conte-stazione aperta e rumorosa, quell\u2019onda che era andata ingrossandosi prima dentro la Chiesa per poi riversarsi contro la stessa istituzione ecclesiastica. A partire dalla contestazione cattolica prende forma una via cristiana alla \u201cnuova sinistra\u201d che trova la sua prima realizzazione nel 1973 con la fondazione della cellula italiana dei Cristiani per il socialismo. Dal 1969 inizia anche a strutturarsi il movimento delle Comunit\u00e0 di base, che trovano un punto di riferimento nazionale nella comunit\u00e0 di San Paolo Fuori le Mura a Roma. La questione dei rapporti complessi con il Partito comunista meriterebbe un approfondimento. Prima di arrivare alle conclusioni occorre spendere alcune parole su un ultimo evento: le reazioni all\u2019uscita dell\u2019enciclica\u00a0<em>Humanae vitae<\/em>\u00a0il 29 luglio 1968.<\/p>\n<p>\u00c8 stato, senza dubbio, un passaggio chiave nella definizione di quella che \u00e8 ancora l\u2019attuale dottrina in materia di sessualit\u00e0. Il tema della \u201cregolazione delle nascite\u201d era stato trattato solamente a latere del concilio da un\u2019apposita commissione. L\u2019orientamento della maggioranza dei teologici coinvolti era favorevole a una riforma della dottrina, cio\u00e8 ad accettare come legittima la pillola contraccettiva, della quale inizia all\u2019epoca la diffusione di massa. Nell\u2019<em>Humanae vitae<\/em>\u00a0il papa esprime un giudizio opposto: una scelta che sappiamo essere presa personalmente Paolo VI e che sembra davvero, ad ap-pena tre anni dalla chiusura del Vaticano II, chiudere le porte dell\u2019aggiornamento su un tema, quello della libert\u00e0 sessuale, che sta diventando sempre pi\u00f9 importante nella societ\u00e0 italiana. L\u2019uscita dell\u2019enciclica provoca un\u2019ondata di rea-zioni polemiche in tutto il mondo, addirittura da parte di molti vescovi. Ancora pi\u00f9 forte per\u00f2 sar\u00e0 nel corso dei decenni quella che \u00e8 stata la \u201cscis-sione silenziosa\u201d delle donne, che sceglieranno deliberatamente di disattendere tali direttive: la \u201ccrisi cattolica\u201d della fine degli anni Sessanta \u00e8 stata pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 profonda degli episodi di contestazione rumorosa che hanno scandito il Sessantotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Volendo azzardare una formula conclusiva, la \u201ccontestazione cattolica\u201d un estremo tentativo di alcuni settori del cattolicesimo di rispondere alla secolarizzazione senza perdere la fede, cio\u00e8 di impedire che la Chiesa fosse tagliata fuori dalla modernizzazione, come sembrer\u00e0 accadere nel 1974 con la sconfitta al referendum sul divorzio. Solo adottando una prospettiva di questo tipo si pu\u00f2 comprendere a pieno perch\u00e9 la protesta dei cattolici sia stata nella sua durata medio-lunga (dal Concilio ad almeno tutti gli anni Settanta) una sfaccettatura della lunga contestazione del Sessantotto, del quale condivideva la ricerca di un orizzonte politico nuovo, di una sinistra altra, e soprattutto non di un\u2019altra chiesa, ma solamente di una \u201cchiesa altra\u201d.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/06_santagata-5-02.png\" alt=\"06 santagata 5 02\" width=\"600\" height=\"404\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p>BERETTA R.,\u00a0<em>Il lungo autunno. Controstoria del Ses-santotto cattolico<\/em>, Milano, Rizzoli, 1998.<br \/>\nBOATO M. (a cura di),<em>\u00a0Contro la Chiesa di classe<\/em>, Venezia, Marsilio, 1969.<br \/>\nCUMINETTI M.,\u00a0<em>Il dissenso cattolico in Italia<\/em>, Milano, Rizzoli, 1983.<br \/>\nFABRO N.,\u00a0<em>I cattolici e la contestazione in Italia<\/em>, Fos-sano, Esperienze, 1970.<br \/>\nFALCONI C.,\u00a0<em>La contestazione nella chiesa<\/em>, Milano, Feltrinelli, 1969.<br \/>\nFLORES M., A. De Bernardi,\u00a0<em>Il Sessantotto<\/em>, Bologna, Il Mulino, 2003.<br \/>\nGIRARDI G.,\u00a0<em>Amour chr\u00e9tien et violence r\u00e9volution-naire<\/em>, Paris, Cerf, 1970.<br \/>\n\u2014\u00a0<em>Cristiani per il socialismo: perch\u00e9?<\/em>, Cittadella, As-sisi, 1975<br \/>\nHORN G. R.,\u00a0<em>The spirit of \u201868: rebellion in Western Eu-rope and North America<\/em>, 1956-1976, Oxford New York, Oxford University Press, 2007.<br \/>\nLA VALLE R.,\u00a0<em>Quel nostro Novecento. Costituzione, Concilio e Sessantotto: le tre rivoluzioni interrotte<\/em>, Milano, Ponte alle Grazie, 2011.<br \/>\nMAZZI E.,<em>\u00a0Cristianesimo ribelle<\/em>, Roma, Manifestoli-bri, 2006.<br \/>\n\u2014\u00a0<em>Il valore dell\u2019eresia<\/em>, Roma, Manifestolibri, 2010.<\/p>\n<p>NESTI A.,\u00a0<em>L\u2019Altra Chiesa in Italia<\/em>, Milano, Mondadori,1970.<br \/>\nPANVINI G.,\u00a0<em>Cattolici e violenza politica. L\u2019altro album di famiglia del terrorismo italiano<\/em>, Venezia, Mar-silio, 2014.<br \/>\nPELLETIER D.,\u00a0<em>La crise catholique. Religion, societ\u00e9, politique<\/em>, Parigi, Payot, 2002.<br \/>\nPERRENCHIO F.,\u00a0<em>Bibbia e comunit\u00e0 di base in Italia. Analisi valutativa di un\u2019esperienza ecclesiale<\/em>, Roma, LAS, 1980.<br \/>\nRAMOS REGIDOR J. &#8211; GECCHELIN A. (a cura di)\u00a0<em>Cri-stiani per il socialismo. Storia, problematiche e prospettive<\/em>, Milano, Mondadori, 1977.<br \/>\nSANTAGATA A.,\u00a0<em>La contestazione cattolica. Movimenti, cultura e politica dal Vaticano II al Sessantotto<\/em>, Roma, Viella, 2016.<br \/>\nSARESELLA D.,\u00a0<em>Dal Concilio alla contestazione. Rivi-ste cattoliche negli anni del cambiamento (1958-1968)<\/em>, Brescia, Morcelliana, 2005.<br \/>\nSCIUBBA R. &#8211; SCIUBBA PACE R.,\u00a0<em>Le comunit\u00e0 di base in Italia<\/em>, 2 voll., Roma, Coines, 1976.<br \/>\nTARROW S.,\u00a0<em>Democrazia e disordine. Movimenti di protesta e politica in Italia. 1965-1975<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 1990.<br \/>\nVENTRONE A.,\u00a0<em>Vogliamo tutto. Perch\u00e9 due generazioni hanno creduto nel mito della rivoluzione 1960-1988<\/em>, Roma, Bari, Laterza, 2012.<br \/>\nVERUCCI G.,\u00a0<em>La chiesa nella societ\u00e0 contemporanea<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 1999.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[829],"fascicolo":[267],"class_list":["post-2464","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alessandro-santagata","fascicolo-ottobre-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - I cattolici italiani nel \u201868. Dal Concilio al dissenso<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alessandro Santagata, pubblicato nel numero di Ottobre 2018. 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