{"id":2461,"date":"2018-10-01T12:00:00","date_gmt":"2018-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2461"},"modified":"2026-04-18T19:23:53","modified_gmt":"2026-04-18T17:23:53","slug":"cattolici-e-politica-in-italia","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/ottobre\/cattolici-e-politica-in-italia\/","title":{"rendered":"Cattolici e politica in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito sulla questione dei cattolici e politica in Italia presenta aspetti di particolare complessit\u00e0 e richiede uno sguardo storico e alcune precisazioni sul riferimento alla categoria dei \u2018cattolici\u2019 in Italia oggi.<\/p>\n<p>Il panorama della presenza e impegno dei cattolici nell\u2019ambito politico \u00e8 stato frammentato sin dai tempi della Democrazia cristiana, nonostante i ripetuti appelli delle gerarchie ecclesiali ad una unit\u00e0 politica dei cattolici o alla ricomposizione di unit\u00e0 perduta. Sin da quell\u2019epoca nelle diverse fasi dal dopoguerra agli anni \u201880 l\u2019appartenenza politica e l\u2019espressione del voto cattolico \u00e8 stata diversificata e plurale, in particolare dopo la stagione del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Nella fase della cosiddetta seconda repubblica negli anni \u201990 con l\u2019affermazione del partito azienda di Berlusconi si \u00e8 assistito da parte dei vertici della Conferenza episcopale ad una insistenza nell\u2019elaborazione di un progetto culturale con pretesa di guida diretta nella vicenda politica e sociale del paese. Dopo i passaggi traumatici degli inizi degli anni 90 con tangentopoli era venuto meno il partito di ispirazione cattolica che ancora al suo interno vedeva la presenza di chi operava per una mediazione laica tra istanze provenienti dalla fede e il momento specificamente politico. Si apriva una nuova stagione. Da parte dei vertici ecclesiastici era intenzione attuare un\u2019influenza immediata sull\u2019elaborazione legislativa e le scelte orientative del Paese con particolare insistenza a preservare alcuni aspetti di privilegio della chiesa nel rapporto con lo Stato. Ci\u00f2 veniva compiuto in un nuovo tipo di collateralismo sensibile agli orientamenti del particolare tipo di destra che si affermava in Italia, con un maggiore controllo sui movimenti laicali e promuovendo nuove aggregazioni.<\/p>\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti agli inizi degli anni 2000 si \u00e8 giunti a prefigurare un obbligo di coscienza da parte dei parlamentari rispetto alle indicazioni magisteriali riguardo ad alcuni temi etici indicati come \u2018valori non negoziabili\u2019 esigendo da loro obbedienza perch\u00e9 le leggi traducessero nella loro formulazione i dettami della dottrina sociale. \u00c8 stata l\u2019epoca dell\u2019interventismo diretto attorno ad alcuni temi etici particolari, con la mobilitazione dei movimenti cattolici di centrodestra in\u00a0consonanza con le gerarchie (si pensi al Family Day del 2007 convocato contro la proposta di legge del governo Prodi sui DICO).<\/p>\n<p>\u00c8 stata anche l\u2019epoca in cui si \u00e8 attuata una de legittimazione dei politici cattolici che in fedelt\u00e0 alla propria responsabilit\u00e0 di ricerca di un dialogo in vista di un bene comune possibile richiamavano all\u2019esigenza di autonomia nella difficile opera di mediazione propria dell\u2019impegno politico.<\/p>\n<p>La nascita del Partito Democratico nel 2007, erede dell\u2019esperienza dell\u2019Ulivo, ha offerto una interessante prospettiva per attuare una linea di riformismo nell\u2019incontro tra orientamenti culturali diversi, socialdemocratici di ispirazione cristiano sociale ed ecologista, ma uniti da una comune ricerca di uguaglianza ed equit\u00e0 sociale, di solidariet\u00e0 e affermazione dei diritti civili e sociali. Tuttavia l\u2019attenzione ai diritti non \u00e8 stata accompagnata da una visione capace di novit\u00e0 nell\u2019ambito economico appiattendosi invece su\u00a0ricette di tipo liberista.<\/p>\n<p>Con l\u2019inizio del pontificato di papa Francesco (2013) il clima ecclesiale \u00e8 assai mutato, nonostante le forti resistenze che in Italia si registrano rispetto all\u2019orientamento pastorale e missionario del papa che ha modificato la gerarchia delle priorit\u00e0. Non pi\u00f9 e non tanto insistenza su valori\u00a0etici da affermare per via legislativa con forti pressioni, piuttosto il richiamo ad un rinnovamento interiore e ad una riforma strutturale della chiesa stessa per orientarsi decisamente alla testimonianza del vangelo con una opzione preferenziale per i poveri. Francesco ha collocato al primo posto il vangelo quale riferimento dell\u2019agire di chiesa e si \u00e8 dimostrato preoccupato in primo luogo della testimonianza cristiana delle comunit\u00e0 prima che della funzione pubblica e politica della chiesa istituzionale nelle vicende del Paese. Solo da una coerente testimonianza infatti pu\u00f2 scaturire impegno e motivazione per un operare politico in cui sia data responsabilit\u00e0 alle persone con le rispettive competenze e non sia assunto in modo diretto dalle gerarchie ecclesiali.<\/p>\n<p>Questa nuova impostazione ha mostrato pi\u00f9 chiaramente l\u2019impreparazione dei vertici ecclesiali italiani ad accogliere tale centralit\u00e0 di importanza della dimensione testimoniale e di educazione alla fede rispetto all\u2019orientamento ad occupare spazi e a mantenere condizioni di privilegio. D\u2019altra parte ha manifestato una situazione problematica del cosiddetto mondo cattolico italiano. L\u2019appartenenza cattolica \u00e8 percepita da molti, per educazione religiosa e per concezioni di chiesa, come appartenenza culturale, quale forma di religione civile, strumento di costruzione\u00a0identitaria secondo impostazioni esclusiviste e di sospetto nei confronti dell\u2019altro. Il dirsi cattolici quindi si connota come religione simbolo di appartenenza, spesso come \u2018religione dello scenario\u2019 che per nulla incide sulle scelte e che non ispira orientamenti concreti, ma facilmente asseconda i potenti di turno in vista dei propri interessi. Ben diverso \u00e8 l\u2019atteggiamento di chi vive una fede che si confronta con il vangelo e intende l\u2019impegno storico e sociale nel contesto della societ\u00e0 plurale come ricerca di mediazioni su cui trovare rapporto e intesa con altre posizioni e orientamenti.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della storia italiana dovrebbe essere oggi tenuta presente: nel secolo scorso una attitudine religiosa preoccupata dei vantaggi per la chiesa derivanti da concordati e privilegi accompagnata da un diffuso disinteresse per la costruzione democratica ha condotto ad assecondare le derive autoritarie del regime fascista. Oggi nuove formazione politiche e nuovi leader si sono affacciati sulla scena proponendo forme di populismo rinnovate nell\u2019aspetto ma altrettanto pericolose nei contenuti. I simboli della fede come il rosario e il vangelo esibiti da rappresentanti politici che promuovono e attuano politiche di esclusione, di disprezzo dei poveri e di disumanit\u00e0 (fino al rifiuto del soccorso in mare dei migranti e alla chiusura dei porti) \u00e8 l\u2019immagine eclatante di una malattia presente nella nostra societ\u00e0 e dalla quale la chiesa italiana stessa in alcune sue componenti non \u00e8 esente.<\/p>\n<p>Quel deficit democratico proprio della societ\u00e0 italiana denunciato spesso insieme alla fragilit\u00e0 delle istituzioni che ne garantiscono l\u2019attuazione vede non poche responsabilit\u00e0 proprio da parte della chiesa e di una educazione religiosa incapace di cogliere l\u2019eredit\u00e0 di un riferimento fondamentale alla Costituzione. Proprio il passaggio costituzionale fu esito di un dialogo condotto da testimoni di una fede capace di entrare in dialogo con culture diverse e di trovare vie di mediazione storica e di traduzione concreta di ispirazione evangelica e umana. Il testo stesso della Costituzione non \u00e8 da considerare chiuso in una sorta di fissazione dogmatica ma \u00e8 da intendere come testo guida per un cammino di vita civile che richiede nel tempo adeguamento delle istituzioni alle nuove condizioni sociali e ai mutamenti culturali sulla scena globale.<\/p>\n<p>Parlare di cattolici in Italia come di un gruppo uniforme e indistinto \u00e8 utilizzare una categoria dai contorni imprecisi: essa dovrebbe esprimere la condizione di fedeli capaci di autonomia e responsabilit\u00e0 nelle scelte politiche ispirati dal riferimento al vangelo ma di fatto la realt\u00e0 \u00e8 molto diversa.<\/p>\n<p>Per affrontare la questione di un impegno politico ispirato dall\u2019esigenza evangelica al farsi carico della storia penso sia importante delineare alcuni orizzonti secondo i quali, persone che si riferiscono al vangelo, possono trovare in esso un riferimento che spinge ad una umanizzazione della vita, ad un rapporto di convivenza nella pace con gli altri, ad orientamenti che promuovano la dignit\u00e0 e la vita di ogni essere umano in una continua ricerca delle vie possibili e concrete (talvolta del male minore) per attuare tutto questo. L\u2019istanza della ricerca del regno di Dio che \u00e8 regno di giustizia e di pace, di rapporti nuovi di fraternit\u00e0 \u00e8 anche base per collaborare con tanti altri che da diverse posizioni culturali e religiose intendono lottare per una societ\u00e0 in cui la giustizia sociale, i diritti e la solidariet\u00e0 siano elementi fondanti di una qualit\u00e0 democratica della vita sociale. Indicherei in particolare tre orizzonti significativi in particolare oggi e nel contesto italiano.<\/p>\n<p>Il vangelo \u00e8 annuncio di rapporti nuovi di fraternit\u00e0 e sororit\u00e0. La testimonianza di Ges\u00f9 e il suo agire indicano i termini di una comunit\u00e0 che si concepisce nel cammino. Oggi ci troviamo di fronte all\u2019evento epocale costituito dalle migrazioni dei popoli: non si tratta di un fatto emergenziale e limitabile ad una questione di sicurezza come peraltro da decenni gli orientamenti dei diversi governi l\u2019hanno intesa, ma di un processo strutturale di questo tempo. Innanzitutto si richiederebbe una chiarezza nell\u2019analisi delle cause remote: lo sfruttamento economico dei paesi poveri, politiche colonialiste occidentali, impoverimento determinato da sfruttamento delle risorse, landgrabbing, provocazione di conflitti locali per il dominio delle riserve minerarie e dell\u2019energia. Insieme ad un\u2019analisi di cause si porrebbe anche l\u2019urgenza di individuare con lucidit\u00e0 i fini da perseguire. Promuovere rapporti di fraternit\u00e0 tra persone e popoli implica intraprendere vie per mantenere possibilit\u00e0 di spostamenti liberi delle persone nel diritto a migrare, soprattutto proteggere coloro che fuggono da conflitti, violenza, violazione di diritti fondamentali e da condizioni di vita di difficolt\u00e0 e miseria, favorire societ\u00e0 aperte capaci di accoglienza e inclusione. Mi sembra che questo orizzonte di fraternit\u00e0 possa costituire un primo luogo di ricerca di attuazione di politiche in cui al primo posto vi sia il riconoscimento della dignit\u00e0 di ogni essere umano e la protezione soprattutto dei pi\u00f9 fragili e di coloro che sono sfruttati. La logica di fondo \u00e8 quella magistralmente presentata nell\u2019art. 3 della Costituzione italiana, lo sforzo perseguire una eguaglianza di opportunit\u00e0 e di togliere elementi che impediscono alle persone il pieno sviluppo delle loro attese di vita dignitosa. Ci\u00f2 implica un orientamento politico fondamentale ad intendere la questione migrazione non nei termini di una questione attinente alla sicurezza \u2013 quale l\u2019attuale impostazione della legislazione al riguardo \u2013 ma nei termini dell\u2019integrazione e di una visione positiva di incontro e di arricchimento sociale nell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/cortesi.jpg\" alt=\"cortesi\" width=\"600\" height=\"438\" \/><\/p>\n<p>Un secondo orizzonte che indicherei \u00e8 quello del lavoro e della impostazione della vita economica. Il vangelo richiama ad impostare i rapporti con gli altri non nei termini della competizione, del disprezzo del pi\u00f9 debole, e della esclusione ma nei termini della cura, della vicinanza ai pi\u00f9 deboli e del riconoscimento di dignit\u00e0 nell\u2019operare umano. Nell\u2019ottica di fede l\u2019attivit\u00e0 umana in cui si esprime la creativit\u00e0, il servizio ad altri, il miglioramento di condizioni di vita \u00e8 luogo di un apertura all\u2019incontro stesso con Dio creatore. Ognuno ha un posto importante e unico nella vita e questo si attua nella dimensione del lavoro e dell\u2019accesso ad alcune condizioni basilari espresse da papa Francesco nel richiamo alle tre \u2018t\u2019 di tierra, techo, trabajo: terra, casa, lavoro.<\/p>\n<p>Come \u00e8 richiamato nell\u2019analisi profetica del contesto attuale elaborata nel II capitolo di Evangelii Gaudium il quadro che sfida la capacit\u00e0 creativa della testimonianza cristiana oggi \u00e8 la condizione della \u2018inequit\u00e0\u2019 a livello globale. Riferirsi al vangelo implica scorgere vie per contrastare le cause dell\u2019inequit\u00e0 che generano ingiustizia e impoverimento. Un sistema di economia dominato dai grandi gruppi finanziari, la creazione di ricchezza centrata nell\u2019ambito della finanza in mano ai grandi gruppi capitalistici e il lavoro sempre pi\u00f9 \u00e8 ridotto a pura merce contrasta con il messaggio di dignit\u00e0 di ogni persona e con l\u2019orizzonte di una convivenza solidale tra popoli. Si tratta oggi di dare centralit\u00e0 al lavoro quale esperienza in cui si manifesta la dignit\u00e0 delle persone e la possibilit\u00e0 di una vita nella relazione di solidariet\u00e0 con altri.<\/p>\n<p>Nel contesto attuale a livello internazionale molto forti sono le spinte ad una precarizzazione del lavoro spinta a livelli estremi con forme di sfruttamento che riconducono a condizioni della prima rivoluzione industriale. A fronte di tali visioni penso che una linea di impegno sia quella di individuare forme possibili per far s\u00ec che il lavoro sia esperienza per tutti, fonte di dignit\u00e0 e riconoscimento del contributo di ognuno nella costruzione di una societ\u00e0 con legami di solidariet\u00e0. Sono da individuare modalit\u00e0 per un\u2019esperienza lavorativa che possa offrire una stabilit\u00e0 indispensabile per consentire ai giovani di progettare scelte di vita affettiva e famigliare ed una vita non ridotta alla schiavit\u00f9 di un lavoro precario e continuamente sottoposto all\u2019incertezza e alla possibilit\u00e0 di perdita.<\/p>\n<p>A tale orizzonte del lavoro si potrebbe unire un ulteriore ambito di impegno nell\u2019attenzione ad una economia attenta al rapporto con la natura. Di fronte al disastro ecologico e allo sfruttamento indebito delle risorse, appare sempre pi\u00f9 chiaro come l\u2019ingiustizia sociale sia una questione collegata ad un rapporto di sfruttamento e dominio sulla natura. La sfida a trovare modi di produzione e di consumo rispettosi della salvaguardia del creato e con responsabilit\u00e0 per la terra e per le generazioni future \u00e8 un ambito che pone insieme progettualit\u00e0 generale e scelte quotidiane e stili di vita.<\/p>\n<p>Una terza opzione che mi sembra fondamentale per un impegno storico di persone che richiamano al vangelo e trovano su tale base l\u2019apertura a collaborare con tanti altri \u00e8 la questione dell\u2019Europa. L\u2019Europa sorge sulle ceneri di Auschwitz: i trattati fondamentali e le istituzioni create dopo la tragedia della Shoah e del disastro delle guerre europee del XX secolo sono sorte per contrastare la possibilit\u00e0 di ripetere la disumanit\u00e0 sperimentata negli anni delle dittature novecentesche e della guerra. Oggi \u00e8 quanto mai urgente riscoprire la spinta ideale che ha condotto a quei passaggi storici e a scorgere anche le cause di un ripiegamento dei paesi europei in forme di chiusura e di egoismo. Papa Francesco ha richiamato in alcuni suoi discorsi l\u2019Europa a riscoprire le sue idealit\u00e0 e a farsene testimone non nella linea di una fortezza isolata dal mondo ma come convivenza aperta capace di contrastare l\u2019indifferenza e i miti della superiorit\u00e0 e dell\u2019autoctonia che conducono a discriminazioni, al razzismo, a non scorgere l\u2019esigenza di soccorso di protezione e di umanit\u00e0 verso l\u2019altro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che dovrebbe stare a cuore ai cristiani non si limita solamente ad alcuni temi isolati ma la qualit\u00e0 globale della democrazia e della convivenza. Il progetto europeo esige di essere rinnovato, ricondotto da un lato all\u2019ispirazione originaria e dall\u2019altro a nuove forme di solidariet\u00e0 tra stati e popoli che solamente insieme possono affrontare fenomeni epocali quali la questione demografica, politiche del lavoro, l\u2019accoglienza dei migranti, un sistema efficiente di protezione dei richiedenti asilo. In particolare oggi di fronte all\u2019ondata dei populismi e delle chiusure xenofobe e identitarie il progetto europeo dovrebbe essere ripensato e rilanciato. Va superata una struttura delle istituzioni centrate sulla logica ristretta all\u2019ambito economico e monetario, dando centralit\u00e0 al parlamento e ad una impostazione di federalismo solidale, in cui al centro stia l\u2019impegno a realizzare i principi dei diritti umani espressi nei Trattati. Discostandosi dalle miopie nazionalistiche la scelta europea potr\u00e0 avere\u00a0un significato se attua un nuovo paradigma in una federazione di Stati che sia spazio di comunicazione ed elaborazione delle diversit\u00e0 culturali e religiose e si contrastino le diverse forme di individualismo. \u00c8 questo un ambito rilevante di impegno per contrastare ogni tipo di fondamentalismo.<\/p>\n<p>Mi sembra che attorno a questi poli si possa parlare di un contributo di impegno possibile di quanti ritrovano nel riferimento al vangelo una fonte di ispirazione e insieme la apertura a collaborare con tanti altri che hanno a cuore la costruzione di una societ\u00e0 giusta e solidale e soprattutto attenta a coloro che hanno meno opportunit\u00e0 e sono pi\u00f9 fragili.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[826],"fascicolo":[267],"class_list":["post-2461","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alessandro-cortesi","fascicolo-ottobre-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Cattolici e politica in Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alessandro Cortesi, pubblicato nel numero di Ottobre 2018. 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