{"id":2457,"date":"2018-10-01T12:00:00","date_gmt":"2018-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2457"},"modified":"2026-04-18T19:22:22","modified_gmt":"2026-04-18T17:22:22","slug":"la-crisi-della-politica-e-limpegno-dei-cattolici","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/ottobre\/la-crisi-della-politica-e-limpegno-dei-cattolici\/","title":{"rendered":"La crisi della politica e l\u2019impegno dei cattolici"},"content":{"rendered":"<p>La gravit\u00e0 dell\u2019odierna situazione mondiale, per gli scenari drammatici che ogni giorno emergono, interpella, in particolare, il mondo cattolico (e quello cristiano in generale) all\u2019assunzione di un supplemento di responsabilit\u00e0. A questa interpellazione non corrisponde \u2013 purtroppo \u2013 una risposta soddisfacente. Dopo una stagione di forte impegno sociale e politico, che ha caratterizzato gran parte del secolo scorso \u2013 basti ricordare la nascita di partiti, di sindacati e associazioni che si ispiravano direttamente ai valori della tradizione cristiana \u2013 i cattolici sembrano essersi negli ultimi decenni volatilizzati. La loro presenza nella vita politica non \u00e8 solo quantitativamente sempre pi\u00f9 irrilevante, ma \u00e8 anche scarsa di identit\u00e0 specifica e priva di efficacia reale.<\/p>\n<p>Non sono mancate (e non mancano) da parte della chiesa, in particolare di papa Francesco, sollecitazioni ad uscire da questa fase di stallo e a riscoprire l\u2019importanza e la bellezza della politica, ma tutto questo sembra cadere nel vuoto, al punto che di recente il cardinale Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha sentito il bisogno, in un accorato messaggio ai cattolici italiani, di richiamare l\u2019appello di Luigi Sturzo \u201ca tutti gli uomini liberi e forti\u201d, sottolineando il dovere morale di \u201clavorare per il bene comune dell\u2019Italia senza partigianeria, con carit\u00e0 e responsabilit\u00e0\u201d (<em>Avvenire<\/em>, 31 maggio 2018, p.1).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le derive della situazione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Per cogliere le ragioni e il senso di tale dovere \u00e8 anzitutto necessario considerare con realismo alcuni fenomeni allarmanti in corso, che denunciano una situazione di grave debolezza della politica sullo scenario mondiale. Il primo (e il pi\u00f9 importante) di essi \u00e8 costituito dalla moltiplicazione dei conflitti derivanti da diverse cause, che alimentano quella che giustamente papa Francesco definisce come la \u201cterza guerra mondiale diffusa\u201d.<\/p>\n<p>Alla radice di questi conflitti vi \u00e8 senza dubbio una pluralit\u00e0 di fattori, tra i quali i pi\u00f9 rilevanti sono le diseguaglianze sociali, che riguardano i rapporti tra i popoli e all\u2019interno di essi tra le classi sociali, e la devastazione dell\u2019ambiente, con l\u2019inquinamento di alcuni beni essenziali per la vita, il loro assottigliamento causato dagli sprechi e la loro cattiva distribuzione. La stretta interconnessione tra questi due fenomeni \u00e8 messa bene in luce da papa Francesco, il quale, nella\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>, non manca di sottolineare la necessit\u00e0 che si cerchino soluzioni ispirate alla giustizia sociale e al rispetto del creato.<\/p>\n<p>Questo stato di cose, che denuncia l\u2019assenza di una politica internazionale \u2013 l\u2019interdipendenza dei\u00a0processi socioeconomici e culturali determinata dal fenomeno della globalizzazione esigerebbe la\u00a0presenza di una\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0mondiale \u2013 si intreccia poi, se ci si accosta alla situazione europea, con la difficolt\u00e0 di passare da un\u2019intesa di carattere economico (anch\u2019essa parziale se si pensa che in Europa la scelta della moneta unica non si \u00e8 accompagnata alla definizione di un sistema economico unitario) a un\u2019intesa di carattere politico; difficolt\u00e0 che si \u00e8 di recente accentuata a causa dell\u2019affiorare dei nazionalismi, dei sovranismi e dei populismi, che mirano, da un lato, al consolidamento dell\u2019idea di Stato-nazione (peraltro impotente a fronteggiare processi che scavalcano le sue frontiere); e, dall\u2019altro, al rifiuto della democrazia rappresentativa e alla sua sostituzione con la democrazia diretta.<\/p>\n<p>Tutto questo trova la sua linfa vitale, oltre che nella corruzione e spesso nell\u2019incapacit\u00e0 di affrontare le questioni pi\u00f9 urgenti da parte dei governi diretti dai partiti tradizionali, soprattutto nel rifiuto di qualsiasi prospettiva ideologica (il cosiddetto post-ideologico) con l\u2019annullamento delle differenze tra \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d, anche se poi di fatto le politiche che vengono invocate in alternativa risultano spesso di destra, sia per le modalit\u00e0 autoritarie di gestione del potere che per la mancata attenzione allo sviluppo dello \u201cStato sociale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le ragioni della deriva<\/strong><\/p>\n<p>Le ragioni della deriva descritta vanno ricercate nei profondi mutamenti sociali e culturali, che si sono succeduti con ritmo incalzante negli ultimi decenni. L\u2019elemento (forse) di maggiore criticit\u00e0 \u00e8 stato l\u2019affermarsi di una societ\u00e0 \u201ccomplessa\u201d, contrassegnata dall\u2019accentuarsi delle differenze e dal moltiplicarsi delle appartenenze con lo sfilacciamento del tessuto della convivenza civile. Individualismo e spinte corporative sono il frutto, oltre che degli egoismi soggettivi e di categoria, anche della lacerazione strutturale ricordata. A consolidare, d\u2019altronde tale processo hanno contribuito la crisi delle ideologie, dovuta alla fine giustificata di quelle del \u201csecolo breve\u201d, e l\u2019affermarsi di un rivendicazionismo dei diritti, non bilanciato dalla coscienza di una vera responsabilit\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore complicazione va poi connessa all\u2019avanzare di una forma di tecnocrazia, dovuta al potere pervasivo dei mezzi di comunicazione, i quali, oltre ad incidere in modo rilevante sulla determinazione del consenso, risultano oggi spesso latori di \u201cnotizie false\u201d (le\u00a0<em>fake-news<\/em>), che incidono sulla formazione dell\u2019opinione pubblica, distorcendo la verit\u00e0 con effetti politicamente destabilizzanti. Ma il ridimensionamento della politica \u00e8 oggi soprattutto dettato dalla presenza di poteri forti e dal venir meno di quella piattaforma di valori condivisi, che rappresentano\u00a0l\u2019<em>humus<\/em>\u00a0in cui si radica la vita di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Al\u00a0<em>primo<\/em>\u00a0livello \u2013 quello dei poteri forti \u2013 non vi \u00e8 dubbio che economia e informazione rappresentino il potere dominante della nostra societ\u00e0, e che la politica, anche perch\u00e9 affetta, come si \u00e8 accennato, dalla tentazione di chiudersi entro il recinto angusto degli Stati-nazione, finisce per ridursi ad una \u201cvariabile dipendente\u201d di essi. Al\u00a0<em>second<\/em>o livello \u2013 quello dei valori condivisi \u2013 non\u00a0si pu\u00f2 non rilevare che la secolarizzazione, che si \u00e8 trasformata da \u201ccrisi del sacro\u201d in \u201ccrisi del senso\u201d (e\/o del fondamento), ha eroso all\u2019etica le basi naturali, dando vita a una pluralit\u00e0 di \u201csistemi valoriali\u201d, che rendono arduo (se non impossibile) la convergenza attorno a una piattaforma di valori comuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019esigenza di una svolta<\/strong><\/p>\n<p>Il disagio che emerge in questa situazione rende anzitutto trasparente la necessit\u00e0 di ricostruire un tessuto valoriale che, stante l\u2019attuale pluralismo etico, senza tradire la propria posizione (che va in ogni caso proposta), si disponga al confronto con posizioni diverse, nello spirito di un autentico dialogo e con la preoccupazione di convergere attorno ad un ethos comune. Il che non \u00e8 tuttavia sufficiente se non si accompagna all\u2019individuazione di una prospettiva culturale e ideologica, che sappia mediare le istanze personali e sociali in una visione di insieme dalla quale ricavare una proposta politica flessibile, funzionale alla ideazione di un concreto progetto di societ\u00e0.<\/p>\n<p>Alla delineazione di questi obiettivi, che appartengono all\u2019ordine dei fini, deve inoltre fare riscontro una scelta adeguata dei mezzi con la fissazione di regole e di procedure destinate a delimitare, da un lato, lo spazio dei (e tra) i poteri e a consentire la libera espressione della volont\u00e0 popolare; e a ricercare, dall\u2019altro, le vie pi\u00f9 idonee a dar vita a processi di cambiamento capaci di interpretare le vere istanze della situazione. La mancanza di una \u201ccultura dei mezzi\u201d \u00e8 infatti spesso \u2013 \u00e8 bene ricordarlo \u2013 la causa del fallimento di progetti di per s\u00e9 altamente positivi, che finiscono tuttavia per non avere l\u2019opportunit\u00e0 di uno sbocco operativo.<\/p>\n<p>La messa in atto di questo disegno esige \u2013 \u00e8 questa l\u2019ultima osservazione (non ultima peraltro in ordine di importanza) \u2013 la concreta attuazione di due condizioni. La\u00a0<em>prima<\/em>\u00a0\u00e8 il ricupero, nella coscienza popolare, dell\u2019idea di \u201cbene comune\u201d, senza la quale viene meno quel \u201csenso civico\u201d che \u00e8 la base per lo sviluppo di un ampio consenso, indispensabile per governare. La\u00a0<em>seconda<\/em>\u00a0condizione \u00e8 data dalla crescita di una tensione partecipativa quale fattore determinante dello sviluppo della vita democratica. Le due istanze sono tra loro strettamente collegate: la prima definisce infatti quel \u201csentirsi parte\u201d, cio\u00e8 quel senso dell\u2019appartenenza alla comunit\u00e0, da cui scaturisce \u2013 \u00e8 questa la seconda istanza \u2013 l\u2019esigenza del \u201cprender parte\u201d, dando il proprio contributo alla edificazione della\u00a0<em>polis<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il contributo dei cattolici<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 accennato, fin dall\u2019inizio, al fatto che il mondo cattolico in molti paesi europei sta vivendo, a proposito dell\u2019impegno politico, una situazione di stallo. Le ragioni sono diverse. Al di l\u00e0 delle inevitabili ricadute che la stagione del \u201criflusso\u201d ha finito per avere anche in questa area, un peso determinante va senz\u2019altro addebitato a una crescente diffidenza nei confronti della politica, considerata come il luogo del \u201ccompromesso\u201d; diffidenza peraltro accresciuta dalla considerazione degli scandali che spesso ne hanno infangato (e ne infangano) la conduzione.\u00a0Di qui la scelta di un settore sempre pi\u00f9 esteso del mondo cattolico di esercitare preferenzialmente il proprio impegno nel \u201csociale\u201d, in particolare nel volontariato, con pregevoli risultati, ma anche con l\u2019abbandono di un\u2019area \u2013 quella della politica \u2013 nella quale si producono le decisioni di carattere strutturale e istituzionale, che influenzano, in misura determinante, la conduzione della vita collettiva.<\/p>\n<p>Questa assenza ha finito per pesare non poco sulle scelte che la politica \u00e8 venuta facendo negli ultimi decenni, e sono uno dei motivi dell\u2019avanzare dei populismo e dei sovranismi, soprattutto per il venir meno dell\u2019attenzione a valori fondamentali per la gestione della \u201ccosa pubblica\u201d. La presenza dei cattolici in politica acquista dunque oggi una rilevanza particolare. E questo, a maggior ragione, se si riflette sul fatto che la caduta dei regimi del \u201csocialismo reale\u201d e la crisi del capitalismo hanno reso del tutto attuale il modello sviluppato dalla migliore tradizione del mondo<br \/>\ncattolico (e cristiano pi\u00f9 in generale), quello del \u201cpersonalismo sociale\u201d che, mediando tra persona e societ\u00e0, consente il superamento tanto dell\u2019individualismo che del collettivismo, fornendo la base per una feconda mediazione tra diritti di libert\u00e0 e diritti di giustizia (e di solidariet\u00e0) e promuovendo una visione della societ\u00e0 (e della politica) in cui realizzazione personale e \u201cbene comune\u201d, lungi dall\u2019essere tra loro alternativi, acquistano carattere di stretta interdipendenza.<\/p>\n<p>Questa prospettiva culturale, che ha trovato ampia espressione nella Carta costituzionale italiana, fornisce alla politica un\u00a0<em>humus<\/em>\u00a0valoriale, che fa spazio alla crescita della persona nella sua integralit\u00e0 e a quella dell\u2019intera umanit\u00e0 (cio\u00e8 di ogni persona), alla quale occorre assegnare i\u00a0mezzi necessari per un autentico sviluppo umano. La centralit\u00e0 (e l\u2019insostituibilit\u00e0) della politica appare qui in tutta la sua portata. Ma la concreta attuazione di questo progetto esige, in primo luogo, la definizione di un corretto equilibrio tra \u201cprincipio di solidariet\u00e0\u201d e \u201cprincipio di sussidiariet\u00e0\u201d. La solidariet\u00e0, che \u00e8 il compito fondamentale della politica, esige infatti per venire correttamente perseguita la sussidiariet\u00e0, cio\u00e8 il coinvolgimento, in funzione sussidiaria, di tutte le energie presenti\u00a0nella societ\u00e0 \u2013 dai singoli cittadini ai mondi vitali agli enti intermedi \u2013 che vanno non solo accolte,\u00a0ma promosse e valorizzate.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/04_piana-3-02.png\" alt=\"04 piana 3 02\" width=\"600\" height=\"357\" \/><\/p>\n<p>Questa prima condizione deve poi venire integrata dallo sviluppo di una \u201ccultura dei doveri\u201d (e della responsabilit\u00e0). Pur riconoscendo alla stagione dei diritti il merito di aver restituito dignit\u00e0 a intere classi sociali e a precise categorie di persone, sottraendole a una condizione di grave marginalit\u00e0, il rischio \u00e8 oggi che il perseguimento di questa linea, in cui ad avere il sopravvento sono i diritti soggettivi legati a desideri in costante espansione che impediscono ad altri l\u2019accesso all\u2019opportunit\u00e0 di soddisfazione di bisogni fondamentali, finisca per offuscare del tutto l\u2019importanza che rivestono i doveri, con un\u2019evidente ricaduta negativa per la vita politica.<\/p>\n<p>Infine, un significato del tutto particolare va assegnato a una definizione dell\u2019identit\u00e0 della \u201cpolitica\u201d, che consideri come dato costitutivo (peraltro proprio di ogni progetto umano) il \u201csenso del limite\u201d, perci\u00f2 la ricerca del \u201cbene possibile\u201d (talora persino del \u201cmale minore\u201d), evitando la tentazione di sterili perfettismi o di facili utopismi, che fanno correre il pericolo di lasciare le cose come sono, e persino qualche volta di peggiorarle. Ci\u00f2 che manca agli odierni populismi, che sono figli di questa presunzione \u2013 di qui nasce l\u2019assunzione di atteggiamenti distruttivi che sfociano nell\u2019antipolitica \u2013 \u00e8 la percezione della propria precariet\u00e0 esistenziale (della fragilit\u00e0 creaturale) e del mistero del male, che rende ambivalente ogni opera umana.<\/p>\n<p>I cattolici, in quanto sanno misurarsi con realismo (che non significa pessimismo) con questa complessit\u00e0 delle cose, divengono portatori \u2013 anche in questo sta il valore della loro presenza in politica \u2013 di una \u201ccultura della mediazione\u201d (e della \u201cmoderazione\u201d), che accetta la strada obbligata del \u201ccompromesso\u201d (nel senso nobile di \u201ccompromissione con la realt\u00e0\u201d), rinunciando a sterili purismi e ad astratti idealismi e aderendo alla specificit\u00e0 della politica, senza rinunciare alla tensione ideale ma anche senza indulgere in evasioni improduttive.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/04_piana-4-03.png\" alt=\"04 piana 4 03\" width=\"600\" height=\"385\" \/><\/p>\n<p>Per tutte le ragioni ricordate l\u2019impegno dei cattolici in politica \u00e8 oggi quanto mai urgente. Ma la possibilit\u00e0 che questo impegno si verifichi in modo fecondo \u00e8 strettamente dipendente, oltre che dalla capacit\u00e0 di dare contenuto efficace alla propria azione scegliendo le modalit\u00e0 di presenza pi\u00f9 idonee ad interpretare le domande dell\u2019attuale momento storico, anche (e soprattutto) dalla limpidezza della loro testimonianza e dall\u2019apertura a un dialogo constante con tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Il che esige, da una parte, la disponibilit\u00e0 a fare del \u201cbene comune\u201d, prima ancora che il fine della propria azione, l\u2019<em>habitus<\/em>\u00a0personale con cui si affrontano le diverse situazioni nello spirito del servizio; e di coltivare, dall\u2019altra, il senso di una vera umilt\u00e0, che nasce dalla consapevolezza di non essere padroni della verit\u00e0, ma di doverla ricercare attraverso il confronto con gli altri.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[882],"fascicolo":[267],"class_list":["post-2457","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-giannino-piana","fascicolo-ottobre-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La crisi della politica e l\u2019impegno dei cattolici<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Giannino Piana, pubblicato nel numero di Ottobre 2018. 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