{"id":2452,"date":"2018-10-01T12:00:00","date_gmt":"2018-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2452"},"modified":"2026-04-18T19:19:05","modified_gmt":"2026-04-18T17:19:05","slug":"come-agisce-un-politico-cristiano","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/ottobre\/come-agisce-un-politico-cristiano\/","title":{"rendered":"Come agisce un politico cristiano?"},"content":{"rendered":"<p><strong>I.<\/strong><\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 paradossale: fin dal suo inizio, il cristianesimo <em>non si \u00e8 rivolto a un popolo particolare<\/em>\u00a0o a un\u00a0<em>altro<\/em>\u00a0gruppo in qualche modo delimitato. Tutte le persone di buona volont\u00e0 sono le destinatarie; il cristianesimo ha una pretesa universalistica. Tuttavia, dal punto di vista delle idee e di storia sociale, diventa una comunit\u00e0 particolare.<\/p>\n<p>Questa comunit\u00e0, tuttavia, si diffonde in tutto\u00a0il mondo, almeno secondo i propri principi, \u201csenza fuoco e senza spada\u201d. Espressamente il Fondatore, Ges\u00f9 di Nazaret, invita il suo discepolo Pietro, anche nel caso di insulti e altri attacchi,\u00a0\u201ca lasciare la spada nella guaina\u201d. Non ci si difende con la forza, ma con l\u2019esempio che richiede\u00a0convinzione, con un pacifismo senza compromessi.<\/p>\n<p>La visione cristiana del mondo, in parole povere, \u00e8 composta da due parti, una pratica e una dogmatica. La prima \u00e8 mostrata, ad esempio, nella parabola del Buon Samaritano e nel discorso sulla montagna, la seconda nelle proposizioni dogmatiche, cio\u00e8 in elementi come l\u2019uomo immagine di Dio e il peccato originale, come la fede nel Dio unico in tre forme (\u201cDottrina della Trinit\u00e0\u201d), nell\u2019insegnamento di Ges\u00f9 come Cristo testimoniato dalla morte in croce e dalla risurrezione, e nella convinzione che la fede corrispondente \u00e8 una grazia donata liberamente da Dio.<\/p>\n<p><strong>II.<\/strong><br \/>\nA causa delle due componenti, diverse, anche se sono intrecciate, un politico cristiano deve considerare fino a che punto vuole implicare le dottrine \u2013 comprese le ben note, spesso amare dispute confessionali \u2013 nella sua opera pubblica. Segue un\u2019altra delicata domanda complementare. \u00c8 davvero importante per il politico cristiano questa questione di fede oppure si tratta di opportunit\u00e0\u00a0politica, quando egli agisce in paesi enfaticamente laici come la Francia in modo diverso rispetto a\u00a0paesi tradizionalmente cattolici come l\u2019Italia? O non \u00e8 meglio, non nel senso di opportunit\u00e0, ma\u00a0piuttosto nel senso delle esigenze oggettive della politica, lasciare il dogma cristiano in secondo<br \/>\npiano e concentrarsi sulla parte pratica della vita? I politici cristiani potrebbero qui riferirsi, per\u00a0esempio, alla moderna separazione delle sfere divina e secolare: \u201cDate a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare,\u00a0e a Dio ci\u00f2 che \u00e8 Dio\u201d.<\/p>\n<p><strong>III.<\/strong><br \/>\nTuttavia, anche la parte pratica della vita pone un problema, addirittura due. Il principio dell\u2019amore\u00a0del prossimo \u00e8 per sua natura pi\u00f9 adatto ai piccoli gruppi. Tuttavia, l\u2019impulso umanitario della scienza all\u2019inizio dell\u2019epoca moderna si riferisce all\u2019amore del prossimo e giustifica, secondo\u00a0Bacon, la sua ricerca sempre pi\u00f9 avanzata con l\u2019argomento: \u201cbut of charity there is no excess\u201d:\u00a0\u201cma non ce n\u2019\u00e8 mai abbastanza carit\u00e0 [nella pratica della ricerca umanitaria].<\/p>\n<p>Gi\u00e0 le grandi organizzazioni come le chiese cristiane, come anche le loro organizzazioni parziali, le comunit\u00e0 locali, non possono essere plasmate solo dall\u2019amore del prossimo. Ci\u00f2 \u00e8 ancor meno vero per una comunit\u00e0 come lo Stato, tenuta insieme con la forza. La sua grammatica, la legge, \u00e8 costituita da comandamenti vincolanti, come la responsabilit\u00e0 fiscale, e da divieti non meno vincolanti,\u00a0quelli dei reati penali, e da alcune prescrizioni formali, il cui mancato rispetto comporta l\u2019invalidit\u00e0 dell\u2019atto giuridico previsto. A sua volta, la politica tende in ultima analisi al bene comune con quel tipo di obbligazione, la giustizia, il cui riconoscimento \u00e8 dovuto tra gli uomini gli uni agli altri, ed \u00e8 quindi, se necessario, giustiziabile. Ma l\u2019amore del prossimo comincia al di l\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 dovuto gli uni agli altri. Per sua stessa natura, \u00e8 uno dei contributi supplementari che si possono richiedere e sperare, ma non si possono pretendere. Una politica cristiana che ignora questa differenza essenziale tende ad essere uno stato sociale traboccante, che degrada le persone.<\/p>\n<p>Il secondo problema: la responsabilit\u00e0 per il bene comune nella giustizia e per il relativo potere \u00e8 spesso oggetto di aspre controversie. Da un politico cristiano si dovrebbe aspettarsi che fosse giusto ed equo nella lotta per le posizioni di potere, come i seggi parlamentari e la responsabilit\u00e0 di governo, cos\u00ec come nella lotta per preservarle, e infine nella lotta in parlamento e nel governo. Ma poich\u00e9 non sempre sperimenta onest\u00e0 ed equit\u00e0 dalle diverse controparti e deve fare i conti con raffinatezze e astuzie machiavelliche, sussiste il pericolo di soccombere se si segue una politica cristiana.<\/p>\n<p><strong>IV.<\/strong><br \/>\nQual \u00e8 il contenuto della politica cristiana? Qui la dottrina sociale cristiana \u00e8 la prima ad avere competenze. Poich\u00e9 tutte le Confessioni cristiane hanno la stessa base, in particolare la Bibbia ed in essa soprattutto il Nuovo Testamento, ci si dovrebbe aspettare che le differenze denominazionali\u00a0fossero insignificanti. Tuttavia, lo \u201cStaats lexikon\u201d (Enciclopedia di scienze politiche, 5 voll.) \u2013 opera cattolica di riferimento in Germania \u2013 non contiene un articolo comune, ma due articoli separati, l\u2019 \u201cEvangelische\u201d e la \u201cKatholische Soziallehre\u201d (dottrina sociale evangelica e dottrina sociale cattolica). Il primo si presenta con una monografia del teologo Troeltsch (1912). Il secondo,\u00a0 toricamente di pi\u00f9 vecchio stile, \u00e8 fortemente influenzato dal pensiero aristotelico-tomistico della legge naturale.\u00a0In esso a met\u00e0 del XIX secolo, alla luce della \u201cquestione sociale\u201d che era urgente a causa dell\u2019industrializzazione, emerse l\u2019espressione dei \u201cgiustizia Sociale\u201d. Tuttavia, essa \u2013 la questione\u00a0sociale \u2013 \u00e8 estranea alla teoria della giustizia sociale di Aristotele, che \u00e8 stata autorevole per secoli,\u00a0e bisogna notarlo. Presto sar\u00e0 ripresa dal discorso politico generale, soprattutto dalla Socialdemocrazia, ed \u00e8 minacciata, tra l\u2019altro a causa della tradizione cristiana dell\u2019amore del\u00a0prossimo, dal pericolo di avanzare richieste eccessiva allo Stato distributore di beni e servizi.<\/p>\n<p>La politica cristiana riceve un profilo pregnante nella dottrina sociale cattolica con i suoi\u00a0tre ben ponderati principi di personalit\u00e0, sussidiariet\u00e0 e solidariet\u00e0, che non sono vincolati ad alcuna\u00a0Confessione. Evitano i due estremi che sono sempre discutibili: un liberalismo che tende allo\u00a0stato di guardiano notturno e alla mera ricerca (\u201ccapitalista\u201d) del profitto, e un socialismo e un\u00a0collettivismo che limitano il proprio valore intrinseco e la responsabilit\u00e0 personale di ogni individuo.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019oggettivit\u00e0 il primo principio \u00e8 la personalit\u00e0 (qui l\u2019idea dell\u2019uomo come immagine di Dio \u00e8 sullo sfondo). L\u2019uomo \u00e8 una persona: un essere libero, responsabile, autoresponsabile e dotato di una dignit\u00e0 intoccabile e indipendente dal sesso, dalla razza e dalla religione. Di conseguenza, i politici cristiani sono impegnati a garantire che ogni essere umano sia rispettato nella sua libert\u00e0 e nella sua responsabilit\u00e0 personale da tutte le parti, specialmente dal sistema giuridico, lo Stato. Nel caso dei bambini, che possano diventare persone auto-responsabili, nel caso degli adulti, che non siano trattati come bambini irresponsabili, ma come cittadini responsabili \u2013 comprese le trasgressioni \u2013 dai quali \u00e8 attesa e attribuita la responsabilit\u00e0 della propria vita. Uno Stato sociale che tratta l\u2019individuo come eterno minorenne contraddice il principio di personalit\u00e0 cos\u00ec come un sistema giuridico che limita indebitamente la libert\u00e0 della propriet\u00e0 privata e della libera impresa.<\/p>\n<p>Seguendo il secondo principio, quello della solidariet\u00e0, l\u2019essere umano come individuo non \u00e8 autosufficiente ma dipende dalla cooperazione con i suoi coetanei. Questa idea, il carattere sociale dell\u2019uomo, deve essere compresa in entrambe le direzioni. L\u2019individuo \u00e8 responsabile del bene comune e la comunit\u00e0 del bene dell\u2019individuo.<br \/>\nLa nota metafora dice che siamo tutti seduti in una sola barca. Il carattere costitutivo della\u00a0reciprocit\u00e0 non deve essere soppresso in questo caso. La solidariet\u00e0 non \u00e8 una chiave universale\u00a0per una ridistribuzione in costante crescita, a causa dei pericoli che ne derivano.<\/p>\n<p>Anche in questo caso il terzo principio, quello della sussidiariet\u00e0, pone il veto, perch\u00e9 richiede che gli sia lasciato ci\u00f2 che il singolo pu\u00f2 fare di propria iniziativa e con forza. In nessun caso pu\u00f2 essere privato della propria responsabilit\u00e0. Lo stesso vale per i gruppi pi\u00f9 piccoli, spesso definiti in modo fuorviante \u201csubordinati\u201d. La famiglia, ad esempio, rimane responsabile di ci\u00f2 che pu\u00f2 realizzare in proprio. La sussidiariet\u00e0 richiede due cose contro il pericolo dell\u2019accumulo di potere nei corpi pi\u00f9 grandi e che dal punto di vista sistematico non debbono essere visti come qualcosa di superiore. Da un lato, nessuna concessione pu\u00f2 essere fissata ad un livello superiore al necessario e, dall\u2019altro, se necessario, devono essere inserite istanze intermedie. In ogni caso, i gruppi e gli organismi pi\u00f9 grandi hanno diritto soltanto di esercitare azioni, sostegno e assistenza sussidiari.<br \/>\nLaddove \u00e8 indispensabile, tuttavia, essi sono anche obbligati a farlo.<\/p>\n<p>Il principio di sussidiariet\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 contraddetto da coloro che chiamano i grandi organismi \u201csuperiori\u201d. In essa c\u2019\u00e8 una gerarchia in cui l\u2019istanza \u201cinferiore\u201d ha l\u2019onere della prova di rivendicare competenze che in realt\u00e0 spettano all\u2019autorit\u00e0 superiore, ma che generosamente le delega ad istanze pi\u00f9 basse. Sussidiariet\u00e0 non significa consegnare dall\u2019alto verso il basso. Piuttosto, le responsabilit\u00e0 e i diritti spettano in primo luogo al basso, in definitiva alle persone singole anche se non isolate.<\/p>\n<p><strong>V.<\/strong><br \/>\nQuesti tre principi, personalit\u00e0, solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0, hanno un notevole significato normativo.\u00a0Ad esempio, oggi si oppongono a proposte politiche di rilievo. Un reddito di base incondizionato, il cosiddetto salario dei cittadini, contraddice tutti e tre i principi. Coloro che riceveranno tale reddito non avranno alcuna responsabilit\u00e0 personale per il proprio sostentamento, in altre parole, non avranno personalit\u00e0. Se concessa senza alcun proprio contributo, la reciprocit\u00e0, e quindi la solidariet\u00e0, sono violate. Infine, un\u2019autorit\u00e0 \u201cpi\u00f9 elevata\u201d dell\u2019individuo dovrebbe fornire aiuto\u00a0senza che si verifichi una situazione di emergenza, come richiede la sussidiariet\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019idea di sussidiariet\u00e0 invita anche alla cautela contro la richiesta di \u201cpi\u00f9 Europa\u201d. Secondo la sussidiariet\u00e0, la rinuncia ai diritti di sovranit\u00e0 statale \u00e8 giustificata solo in base a tre criteri. Secondo\u00a0la Clausola della necessit\u00e0 (Erfordernisklausel), deve essere necessaria una competenza per una maggiore unit\u00e0, in questo caso l\u2019Unione Europea. Se questo criterio viene soddisfatto, la Clausola migliore (Besserklausel) significa che l\u2019Unione sta davvero facendo meglio. Se anche questo criterio \u00e8 soddisfatto, la Proporzionalit\u00e0 (Verh\u00e4ltnism\u00e4ssigkeit) richiede che sia tra sferita solo la minor competenza necessaria. Ha senso aggiungere un quarto criterio, il Principiom di prova ed errore, quindi di correzione. Soprattutto, si deve essere in grado di fare esperienze con innovazioni di vasta portata al fine di cambiare le innovazioni, se necessario per correggerle. Va da s\u00e9 che questo non \u00e8 possibile \u201cper sempre\u201d, perch\u00e9 le innovazioni hanno bisogno di continuit\u00e0 e stabilit\u00e0 per raggiungere continuit\u00e0 e stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>VI.<\/strong><br \/>\nInoltre, il pensiero cristiano porta a prendere posizione di fronte al cosiddetto Matrimonio per\u00a0tutti. (Nonostante questa espressione, tuttavia, si tratta di un caso speciale: il matrimonio gay). Secondo la dottrina sociale cristiana, il matrimonio e la famiglia meritano una protezione speciale.\u00a0Quella comunit\u00e0 di vita stabile di Uomo e Donna, viene sostenuta da una promessa di fedelt\u00e0 lunga\u00a0come la vita ed \u00e8 determinata dalla stabilit\u00e0 e fiducia unita alla profondit\u00e0 emozionale e al rispetto\u00a0sociale. Il matrimonio, con la sua naturale continuazione nella famiglia, ha il rango di comunit\u00e0 pi\u00f9 elementare di solidariet\u00e0, che offre a entrambi i partner, essenzialmente uguali, la\u00a0<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/02_hoeffe-3-02.png\" alt=\"02 hoeffe 3 02\" width=\"400\" height=\"511\" \/>possibilit\u00e0 di svilupparsi nell\u2019amore reciproco. Come cellula germinale della comunit\u00e0 umana, non vive per grazia dello Stato. Piuttosto, ha un\u2019origine indicata sopra, indipendente dallo Stato, che lo Stato deve riconoscere e proteggere, anche a proprio vantaggio. Anche se le singole coppie sposate non possono e non vogliono avere figli, l\u2019istituto del matrimonio \u00e8 concepito per la procreazione dei discendenti, che \u00e8 indispensabile a lungo termine per la riproduzione del genere umano, e a medio termine per la prossima e la seguente generazione, che assume i provvedimenti i sociali, emotivi e medici della generazione dei genitori e nonni.<\/p>\n<p>Per le persone omosessuali che desiderano entrare in una convivenza profonda e completa come\u00a0il matrimonio, \u00e8 stato creato l\u2019istituto giuridico della \u201cunione civile registrata\u201d . Tuttavia, non potendo essi produrre una propria progenie, l\u2019istituto giuridico del matrimonio deve essere riservato\u00a0all\u2019unione eterosessuale.<\/p>\n<p>Anche questo fa parte di una politica veramente cristiana: poich\u00e9 i genitori si assumono una responsabilit\u00e0 multiforme per la futura \u201cricchezza umana\u201d di un paese, lo Stato deve concedere loro sostegno finanziario e sgravi fiscali. In nessun caso lo Stato pu\u00f2 sfavorire i coniugi con mezzi fiscali o in qualche modo favorire la convivenza non matrimoniale.<\/p>\n<p>La biomedicina \u00e8 un settore particolarmente importante, anche se \u00e8 molto controverso in politica,\u00a0soprattutto per quanto riguarda le questioni relative all\u2019inizio e alla fine della vita. Due brevi\u00a0osservazioni in questo contesto possono essere sufficienti. Inizio della vita: anche il nascituro \u00e8\u00a0una vita che appartiene al genere homo sapiens e a nessuna altra specie biologica, per questo merita\u00a0la protezione della vita. La fine della vita: una politica e una medicina di ispirazione cristiana, e i parenti ed amici cristiani preferiscono, se \u00e8 il caso, l\u2019aiuto nel morire (im Sterben) che l\u2019aiuto a morire (zum Sterben). Alle persone che disperano del significato della loro (ulteriore) vita viene quindi offerto un aiuto differenziato.<\/p>\n<p>Ultimo ma non meno importante, questo fa parte di una politica condotta secondo lo spirito del cristianesimo: l\u2019universalismo del cristianesimo, pi\u00f9 visibilmente nella Chiesa cattolica universale, resiste all\u2019egoismo nazionalistico. Proprio come nel primo cristianesimo c\u2019erano diverse chiese, visibili dai destinatari di molte lettere agli Apostoli \u2013 si rivolgono agli Efesini, Galati, Corinzi, Romani, e cos\u00ec via \u2013, i politici cristiani sono consapevoli che, in quanto democratici, ricevono la loro legittimit\u00e0 dal rispettivo popolo di Stato, che a sua volta deriva da una cultura, una mentalit\u00e0 e una parola di lunga data, forse non pi\u00f9 vaghe, ma da un multilinguismo ben determinato.<\/p>\n<p>Metterli a repentaglio minaccia l\u2019identit\u00e0 legittima dei loro cittadini. D\u2019altro canto, sono consapevoli delle molte somiglianze tra i popoli d\u2019Europa e che certamente devono competere tra loro, ma mai pi\u00f9 vivere in ostilit\u00e0 l\u2019uno con l\u2019altro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 quindi un caso che grandi fondatori dell\u2019idea europea come Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman fossere espressamente cristiani, anzi cattolici. Non da ultimo, i cristiani \u2013 anche se le grandi chiese l\u2019hanno imparato tardi \u2013 si battono per i diritti umani universali. I padri fondatori degli stati del New England erano cristiani protestanti (anche se perseguitati nella madrepatria), e il cattolico francese Jacques Maritain non \u00e8 stato una figura insignificante nella preparazione della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p><strong>VII.<\/strong><br \/>\nUn\u2019osservazione politica conclusiva: i partiti sono indispensabili per formare opinioni politiche in una democrazia basata sullo Stato di diritto, ed \u00e8 per questo che i cristiani vi sono impegnati. Tuttavia, un docente universitario che, a seconda della professione e della nomina, insegna e conduce ricerche per studenti provenienti da una vasta\u00a0gamma di settori politici deve essere neutrale dal punto di vista politico, almeno nel suo ufficio. Questa richiesta vale ancora di pi\u00f9 per i rappresentanti di alto rango della Chiesa, perch\u00e9 sono responsabili dei loro correligionari di tutte le appartenenze di partito o non di partito. Non \u00e8 necessario vietare loro l\u2019adesione personale ad un partito. Al pi\u00f9 tardi, per\u00f2, quando assumono un incarico di alto livello, ad esempio come presidente di una conferenza episcopale o di una chiesa protestante del loro paese, dovrebbero rinunciare ad esercitare la loro appartenenza al partito sotto forma di dichiarazione pubblica. Il fatto che la leadership della EKD (Chiesa Evangelica di Germania) appartenga da tempo non solo a un partito, ma anche sempre allo stesso partito, e dopo la fine del suo mandato ecclesiale si candidino per il partito, non \u00e8 irrilevante.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[1162],"fascicolo":[267],"class_list":["post-2452","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-otfried-hoffe","fascicolo-ottobre-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Come agisce un politico cristiano?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Otfried H\u00f6ffe, pubblicato nel numero di Ottobre 2018. 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