{"id":2440,"date":"2018-06-01T12:00:00","date_gmt":"2018-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2440"},"modified":"2026-04-18T19:09:37","modified_gmt":"2026-04-18T17:09:37","slug":"negotiating-the-sustainable-development-goals","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/giugno\/negotiating-the-sustainable-development-goals\/","title":{"rendered":"\u201cNegotiating the sustainable development goals\u201d"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Agenda 2030, approvata dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, \u00e8 il prodotto di un percorso articolato di grande valore semantico. Nel loro libro, pubblicato nel 2017, Felix Odd (Membro del Global Research Institute, affiliato senior all&#8217;Universit\u00e0 del North Carolina e Associato all&#8217;Istituto Tellis), l&#8217;Ambasciatore David Donoghue (Rappresentante permanente dell&#8217;Irlanda alle Nazioni Unite) e Jimena Leiva Roesch (Senior Policy Analyst all&#8217;International Peace Institute), attraverso il vissuto della preparazione, offrono un\u2019analisi dettagliata della costruzione dei SDGs e introducono novit\u00e0 concettuali e metodologiche che si prestano al confronto con il pensiero sociale cristiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Panoramica generale<\/strong><\/p>\n<p>Il capitolo 4 racchiude nel termine \u2018transformational\u2019 una implicita valutazione sul documento. Nella lingua italiana questo termine \u00e8 usato in relazione alla grammatica generativa che \u201cpossiede regole in grado di trasformare le strutture profonde delle frasi in strutture superficiali diverse\u201d<sup>1<\/sup>. Esso indica quindi capacit\u00e0 di trasformazione profonda, a livello strutturale. Nel testo \u00e8 ricorrente l\u2019espressione &#8216;never before&#8217;:\u00a0<em>mai prima<\/em>\u00a0un unico accordo globale era riuscito a collegare in modo cos\u00ec chiaro e vincolante le maggiori sfide che il mondo di oggi si trova ad affrontare: sradicare la povert\u00e0, proteggere il nostro pianeta dal degrado ambientale, creare le condizioni per una crescita economica equilibrata e sostenibile; mai prima un insieme di obiettivi e sotto-obiettivi ne ha riconosciuto a livello mondiale l&#8217;indivisibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di un approccio olistico;\u00a0<em>mai prima<\/em>\u00a0il mondo dei 193 Stati Membri delle Nazioni Unite ha negoziato e si \u00e8 impegnato in un unico, universale piano di azione di questo tipo. Nel capitolo 5 sono espresse le sfide che sottostanno all&#8217;impegno preso di non lasciare nessuno indietro (\u201censure that we leave nobody behind\u201d pag.130) e quelle che si presentano gi\u00e0 all&#8217;orizzonte: migrazioni globali e spostamenti forzati, connessione fra clima, acqua, energia e cibo (Nexus approach), pace e sicurezza, salute, industrializzazione dirompente (biologia sintetica, bio informazione, stampa 3D, intelligenza artificiale). Fortemente innovativa la convergenza con la Terza Conferenza Internazionale sulla Finanza per lo sviluppo, in Addis Abeba e con il Paris Agreement on Climate Change con cui c\u2019\u00e8 stato uno sforzo di dialogo, coordinamento e ricerca di coerenza. I SDGs hanno infatti dato particolare enfasi agli strumenti finanziari, tecnici, politici e istituzionali e di controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fasi dei lavori<\/strong><\/p>\n<p>I primi due capitoli ripercorrono le tappe che hanno portato al 2015: le importanti conferenze internazionali degli anni &#8217;90<sup>2<\/sup>\u00a0, lo snodo centrale della Dichiarazione del Millennio, l\u2019avvicinamento a Rio 2012 che da summit sull\u2019ambiente si \u00e8 trasformato in uno \u201cstaging post\u201d per il 2015. Importanti eventi hanno dominato la scena dei primi 10 anni del nuovo secolo: la questione della sicurezza, la grande crisi finanziaria del 2008 che ha gettato in povert\u00e0 ulteriori 53 milioni di persone, la primavera araba. I miglioramenti innegabili, rilevati con le prime operazioni di monitoraggio dei MDGs<sup>3<\/sup>\u00a0(2005, 2010 e 2013) hanno evidenziato anche la permanente e strutturale inequit\u00e0 nella distribuzione della ricchezza, lamentando un generale orientamento ai sintomi della povert\u00e0 pi\u00f9 che alle sue cause. Ms. Paula Caballero, direttore degli Affari Economici, Sociali e Ambientali del Ministero degli Esteri Colombiano, rappresentante del suo Paese nella fase preparatoria di Rio +20, ha colto la necessit\u00e0 di lavorare ad una nuova serie di obiettivi adatti alle nuove sfide comuni e ha giocato un ruolo centrale nella genesi dei SDGs. Si \u00e8 spesa per affermare i due principi completamente innovatori: riconoscere che \u00e8 impossibile incidere sulle sfide sociali senza incorporarvi fattori e opportunit\u00e0 economiche e ambientali e applicare gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile a tutti i Paesi. Una netta e diretta presa di distanza dai MDG, inizialmente molto ostacolata. Una fine opera di convincimento, portata avanti con incontri ufficiali e informali, ha ottenuto che \u201cWhen the zero draft appeared in January 2012 something remarkable became clear: the SDG were included in it\u201d. Con Rio+20 \u00e8 stato avviato un processo intergovernativo comprendente varie iniziative promosse dal Segretario Generale delle Nazioni Unite fra cui due percorsi paralleli per la preparazione del summit del settembre 2015: l\u2019High-Level Panel of Eminent Persons (24 membri principalmente governativi e 3 presidenti che pubblicato un rapporto contenente 12 obiettivi e 54 sotto-obiettivi) e l\u2019Open Working Group che doveva essere composto da 30 rappresentanti governativi nominati dalle 5 aree del globo per lavorare ad una proposta da presentare all\u2019Assemblea Generale.<\/p>\n<p>L\u2019anno 2015 \u00e8 stato un anno di intenso lavoro (4 giorni al mese) per poter arrivare nel mese di giugno a discutere la prima bozza dell&#8217;Agenda. Co-facilitatori di questa fase finale di negoziazioni intergovernative sono stati l&#8217;Ambasciatore Macharia Kamau del Kenia e David Donoghue dell&#8217;Irlanda, uomini capaci di una precisa regia e di un fine e paziente lavoro di coinvolgimento per il superamento delle divergenze. Il percorso descritto offre importanti segnali in quanto a metodo, chiarezza nelle controversie su temi sensibili, partecipazione, ruolo della leadership e prospettive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Metodo<\/strong><\/p>\n<p>La metodologia del lavoro \u00e8 stata finalizzata al massimo confronto. E&#8217; cambiato il processo di interazione fra stati membri e stakeholders: i copresidenti hanno previsto una pratica secondo la quale le delegazioni erano invitate ad incontrare stakeholders e agenzie delle Nazioni Unite ogni mattina per una ora prima delle sessioni ordinarie. Numerose le sessioni informali.<\/p>\n<p>Da sottolineare il fatto che i temi controversi, che sono stati oggetto di confronto anche aspro, si sono riproposti ad ogni livello delle negoziazioni e in modo generale hanno fotografato le visioni, a volte diametralmente opposte, dei Paesi sviluppati (WEOG<sup>4<\/sup>) da una parte e di molti Paesi del G77 dall\u2019altra su: parit\u00e0 di genere e questione femminile, integrazione del tema sui cambiamenti climatici nella visione principale, inserimento del punto sulla pace e societ\u00e0 inclusive. Nella sessione di giugno sono stati affrontati altri punti cruciali:\u00a0apparente selettivit\u00e0 degli obiettivi citati nel preambolo i WEOG sostenevano la valenza comunicativa dell&#8217;elenco puntato nell&#8217;esposizione del preambolo, molti dei G77 non ne vedevano il valore aggiunto\u00a0condiviso supporto all&#8217;approccio \u201c5 Ps\u201d: people, planet, prosperity, partnership, peace\u00a0insoddisfazione dei G 77 che volevano il riferimento al principio CBDR (Common but Differentiated Responsability) parte di ogni obiettivo opposizione costante dei G77 sul rimettere in discussione alcuni dei sotto-obiettivi, come ripetutamente richiesto dai WEOG\u00a0stand off dei WEOG sulla proposta di riferimento al diritto allo sviluppo, mentre auspicavano il rafforzamento dei riferimenti sui diritti umani (che i Paesi Africani ritenevano gi\u00e0 troppo enfatizzati) e sulla parit\u00e0 di genere\u00a0Israele e altri Paesi WEOG sfidavano il riferimento presente nella bozza a persone sotto occupazione straniera\u00a0richiesta di menzione degli effetti positivi della migrazione sullo sviluppo\u00a0richiesta di sottolineatura del ruolo dei Parlamenti nazionali\u00a0richiesta di chiarimento sul ruolo delle Nazioni Unite nell&#8217;attuazione dei SDGs e comune auspicio di un riferimento alla riforma del sistema ONU\u00a0C\u2019era una generale avversione ad organizzare i 17 obiettivi in gruppi, temendo di riproporre una concezione a comparti, quando il cammino fatto aveva portato al comprenderne l\u2019interconnessione.<\/p>\n<p>In ogni fase di avvicinamento al summit del 2015 c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;ampia partecipazione, con consultazioni incrociate ad ogni livello:<br \/>\n&#8211; consultazioni secondo le tematiche (ciascuna affidata ad una o pi\u00f9 delle principali agenzie ONU e a un Governo)<br \/>\n&#8211; consultazioni nazionali<br \/>\n&#8211; consultazioni Global Compact<sup>5<\/sup>\u00a0per offrire il contributo dei leaders aziendali sulle priorit\u00e0 per una sostenibilit\u00e0 aziendale<br \/>\n&#8211; consultazioni con il mondo della finanza (Comitato intergovernativo di esperti sulla finanza per uno sviluppo sostenibile, creato nel 1992)<br \/>\n&#8211; consultazioni con task team delle Nazioni Unite<br \/>\n&#8211; alleanze informali raggruppate in 3 aree: Stati membri interessati ad un particolare argomento creano un \u2018friends group\u2019 di approfondimento (friends of water, friends of sustainable energy for all, friends of children \u2026.), un gruppo di stakeholder organizza un laboratorio, agenzie o programmi ONU organizzano work-shops e riunioni su un argomento.<\/p>\n<p>Importante il contributo dei 9 gruppi di stakeholders nati nel summit del 1992<sup>6<\/sup>\u00a0e altri stakeholders<sup>7<\/sup>.<\/p>\n<p>Emerge da tutto il testo l&#8217;importanza di una leadership determinata e aperta ogni contributo. I co-facilitatori si sono guadagnati fiducia e autorevolezza, trovando l&#8217;equilibrio fra coinvolgimento e partecipazione a 360 gradi (vedi modalit\u00e0 di lavoro) e praticit\u00e0 operativa, con la capacit\u00e0 di un controllo calmo ma fermo che ha permesso loro di \u201cholding the pen\u201d fino alla fine.<\/p>\n<p>Secondo gli autori, importanti fattori faciliteranno l&#8217;attuazione del progetto: il fatto che gli obiettivi sono specifici, chiari, orientati all&#8217;azione, misurabili; che sono definiti gli indicatori che guideranno gli Stati a svilupparne di propri per monitorare l\u2019attuazione; che sono chiari i compiti e competenze.<\/p>\n<p>Il documento \u00e8 proposto come un percorso aperto che coinvolger\u00e0 governi, parlamenti, societ\u00e0 civile, accademica, comunit\u00e0 di ricerca, ma, soprattutto, persone ordinarie di tutto il mondo il cui contributo \u00e8 valorizzato in quanto si tratta di una agenda \u201cby, for and with the people\u201d (pag.129).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>La fase di preparazione dell\u2019Agenda 2030 come emerge dal testo in esame \u00e8 stata un laboratorio di costruzione e composizione. Colpisce la ricorrente sottolineatura di valori che attengono di solito alla sfera dell&#8217;etica e della religioni: sono stati considerati importanti ingredienti del successo l\u2019atmosfera collaborativa e la dinamica positiva che ha accompagnato il lavoro dei 400 delegati. I co-facilitatori, nelle fasi pi\u00f9 difficili e definite di \u2018solitudine\u2019, sapevano che \u201c&#8230; the first and most important precondition for success in these negotiations was agreement between themselves\u201d (pag. 97). Colpisce come idee e intuizioni di una parte, passato il vaglio della critica, della negoziazione, della riformulazione siano state sposate e fatte proprie da tutti. I risultati del OWG, per es., al momento di essere presentati all&#8217;Assemblea Generale sono stati difesi proprio dai Paesi G 77 e dalla Cina, alcuni membri dei quali, ripetutamente e su alcune tematiche, avevano dissentito. Si parla di &#8216;enfasi&#8217; dei G77 \u201con the sanctity of the OWG outcome\u201d (pag. 72).<\/p>\n<p>Colpisce la valorizzazione dell\u2019intervento di Papa Francesco all\u2019Assemblea Generale e l\u2019importanza attribuita alla sua mediazione per l\u2019inserimento del riferimento alle moderne forme di schiavit\u00f9 e traffico di esseri umani nell\u2019obiettivo 8.7.<\/p>\n<p>Anche per questi motivi ritengo che il testo si presti al confronto con un aspetto del pensiero sociale cristiano che emerge dalla esortazione &#8220;Evangelii gaudium\u201d. Nel documento programmatico del suo pontificato Papa Francesco dedica il capitolo III al \u201cBene comune e la pace sociale\u201d. Pace che \u201cha che fare con la distribuzione delle entrate, l\u2019inclusione sociale dei poveri e i diritti umani\u201d aspetti che \u201cnon possono essere soffocati con il pretesto di costruire un consenso a tavolino o un\u2019effimera pace per una minoranza felice\u201d. Il n. 221 della E.G. recita: \u201cPer avanzare in questa costruzione di un popolo in pace, giustizia e fraternit\u00e0, vi sono quattro principi relazionati a tensioni bipolari proprie di ogni realt\u00e0 sociale. Derivano dai grandi postulati della Dottrina Sociale della Chiesa, i quali costituiscono \u00abil primo e fondamentale parametro di riferimento per l\u2019interpretazione e la valutazione dei fenomeni sociali\u00bb. Sono criteri guida che si scorgono implicitamente presenti nel modus operandi che emerge dal testo recensito:<\/p>\n<p>1.\u00a0Il tempo \u00e8 superiore allo spazio: \u201c &#8230; Dare priorit\u00e0 al tempo significa occuparsi<em>\u00a0di iniziare processi pi\u00f9 che di possedere spazi<\/em>. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella societ\u00e0 e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finch\u00e9 fruttifichino in importanti avvenimenti storici\u201d (222)<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/08-recensione-4.gif\" alt=\"08 recensione 4\" width=\"600\" height=\"882\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il procedere dei lavori, fin dalle sue fasi preliminari, \u00e8 stato caratterizzato dal coinvolgimento, da un modus operandi che prediligeva il processo prima ancora dei risultati. Nonostante le limitazioni di tempo, la stanchezza di sessioni molto lunghe, i co-facilitatori hanno sempre sottolineato che gli stati membri erano liberi di sollevare qualsiasi questione: \u201cThere were no taboos area\u201d \u2013 \u201cThis work should not be rushed\u201d (pagg. 82-83).<\/p>\n<p>Nell&#8217;introduzione gli autori si augurano che il testo abbia anche la funzione di ispirare la prossima generazione, i funzionari governativi e stakeholders che saranno impegnati nell&#8217;attuazione di questa Agenda e chi comincer\u00e0 a pensare a come sar\u00e0 sostituita nel 2030.<\/p>\n<p>2.\u00a0L\u2019unit\u00e0 prevale sul conflitto: \u201cLa solidariet\u00e0, intesa nel suo significato pi\u00f9 profondo e di sfida, diventa cos\u00ec uno stile di costruzione della storia, un ambito vitale dove i conflitti, le tensioni e gli opposti possono raggiungere una pluriforme unit\u00e0 che genera nuova vita. Non significa puntare al sincretismo, n\u00e9 all\u2019assorbimento di uno nell\u2019altro, ma alla risoluzione su di un piano superiore che conserva in s\u00e9 le preziose potenzialit\u00e0 delle polarit\u00e0 in contrasto\u201d. (228)<\/p>\n<p>I conflitti anche aspri non sono stati affrontati nell\u2019ottica di un compromesso accomodante, ma con lo sforzo di giungere a una sintesi che contenesse gli opposti. E ci\u00f2 per una precisa scelta di campo: innestare un processo inclusivo, in cui fossero argomento di dialogo anche il linguaggio da usare, le forme, la struttura del documento. Di fronte a punti nevralgici l\u2019incoraggiamento alle delegazioni era quello \u201cto step beyond their comfort zone in the search for agreement\u201d. Significativo il fatto che \u201cif a target proposed was not universally applicable, it would not be incorporated in the text\u201d.<\/p>\n<p>3.\u00a0La realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019idea: \u201cQuesto implica di evitare diverse forme di occultamento della realt\u00e0: i purismi angelicati, i totalitarismi del relativo, i nominalismi dichiarazionisti, i progetti pi\u00f9 formali che reali, i fondamentalismi antistorici, gli eticismi senza bont\u00e0, gli intellettualismi senza saggezza\u201d (231)<\/p>\n<p>La maggioranza era d&#8217;accordo sul fatto che la dichiarazione doveva prendere le distanze dal linguaggio e dalla struttura tradizionali usate nei documenti delle Nazioni Unite, per servire come una chiamata che ispirasse all&#8217;azione. Le caratteristiche pi\u00f9 volte auspicate nel corso dei dibattito sulla natura e la formulazione stessa degli obiettivi andavano in questa direzione: dovevano essere concreti, semplici, trasparenti, \u201cnationally owned, multistakeholders in nature, promoting exchanges of best practices\u201d (pag. 87). Pur con pungenti dibattiti, sono stati adottati come principi strutturali della dichiarazione i molto concreti 4 P (people, planet, prosperity, partnership), con l&#8217;aggiunta successiva del 5\u00b0 Pace, tralasciando concetti pi\u00f9 astratti come dignit\u00e0, giustizia. Nella versione finale del preambolo \u00e8 stata per\u00f2 aggiunto un riferimento alla dignit\u00e0 della persona umana (\u201cborrowing from a recent papal encyclica\u201d pag. 98)<\/p>\n<p>4.\u00a0Il tutto \u00e8 superiore alla parte: \u201cBisogna prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinit\u00e0 quotidiana. Al tempo stesso, non \u00e8 opportuno perdere di vista ci\u00f2 che \u00e8 locale, che ci fa camminare con i piedi per terra.\u201d (234)<\/p>\n<p>Maurice Strong, padre spirituale dello sviluppo sostenibile, nel discorso che avrebbe dovuto tenere all&#8217;Assemblea Generale nel sett. 2014, riferendosi al documento finale del Gruppo OWG sui SDG, cos\u00ec esprime questo concetto: \u201cOur essential unity as peoples of the Earth must trascend the differences and difficulties which still divide us &#8230;\u201d (pag. 4) e invita a prendere decisioni che uniscano ricchi e poveri, Nord, Sud, Est e Ovest in una nuova partnership globale. L\u2019Open Working Group doveva essere composto da 30 paesi delle 5 regioni geografiche. Dopo 6 mesi di discussione su quali scegliere e non arrivando a nessuna soluzione, emerse un formato nuovo e creativo: il seggio poteva essere condiviso da pi\u00f9 di un paese. \u201cAnd this format made for a truly cross-regional and indeed universal process\u201d (pag. 32), rendendo cos\u00ec presenti 70 Paesi.<\/p>\n<p>L\u2019impressione che emerge fortemente dal testo \u00e8 che sia stato avviato un processo che pare irreversibile. \u201cNo longer are we talking about development with a donor-recipient mind set\u201d nota nella prefazione Mary Robinson. E si pu\u00f2 leggere in quest\u2019ottica l\u2019enfasi condivisa dalle delegazioni circa la necessit\u00e0 di riforma del modus operandi delle Nazioni Unite richiesto soprattutto in una nuova concezione dei rapporti internazionali: \u201cbeyond the UN&#8217;s structural reform, throughout the 2030 Agenda negotations, delegations kept repeating that there was a need to change the mind-set\u201d (pag. 138).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Felix Dodds, Ambassador David Donoghue and Jimena Leiva Roesch, 2017. \u201c<em>Negotiating the Sustainable Development Goals. A transformational agenda for an insecure world<\/em>\u201d. Londra, U.K: Routledge<br \/>\nPapa Francesco. 2013.<em>\u00a0Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium<\/em>. Citt\u00e0 del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0Garzanti linguistica<br \/>\n<sup>2<\/sup>\u00a0Wolrd Summit for Children \u2013 1990; United Nations Conference on Enviroment and Development e Rio Earth Summit \u2013 1992; International Conference on Population and Development \u2013 1994; Fourth World Conference on Women \u2013 1995; Second United Nations Conference on Human Settlements \u2013 1996; World Food Summit \u2013 1996;<br \/>\n<sup>3<\/sup>\u00a0Millennium Development Goals<br \/>\n<sup>4<\/sup>\u00a0Western European and Other Groups, uno dei 5 gruppi regionali non ufficiali delle N.U<br \/>\n<sup>5<\/sup>\u00a0Iniziativa volontaria lanciata nel 1999 da Kofi Annan -allora Segretario delle Nazioni Unite- in occasione del World Economic Forum (Davos, 1999), con l\u2019obiettivo di\u00a0promuovere a scala globale la cultura della responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa.<br \/>\n<sup>6<\/sup>\u00a0Commercio e Industria, Bambini e giovani, Agricoltori, Popoli indigeni, Autorit\u00e0 locali, ONG, Comunit\u00e0 scientifica e tecnica, Donne, Operati e sindacati<br \/>\n<sup>7<\/sup>\u00a0Entit\u00e0 educative e accademiche, Persone con disabilit\u00e0, Gruppi di volontari, Persone anziane, Reti globali.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[855],"fascicolo":[263],"class_list":["post-2440","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-daniela-bignone","fascicolo-giugno-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - \u201cNegotiating the sustainable development goals\u201d<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Daniela Bignone, pubblicato nel numero di Giugno 2018. 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