{"id":2435,"date":"2018-06-01T12:00:00","date_gmt":"2018-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2435"},"modified":"2026-04-18T19:06:35","modified_gmt":"2026-04-18T17:06:35","slug":"cristianesimi-africani","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/giugno\/cristianesimi-africani\/","title":{"rendered":"Cristianesimi africani"},"content":{"rendered":"<p>Il cristianesimo e\u0300 presente in Africa dal tempo apostolico. Nell\u2019Africa sub-sahariana, in cui e\u0300 stato introdotto prima nel XIV e XV secolo, e poi nel XIX, non e\u0300 piu\u0300 una religione importata dall\u2019esterno, ma una componente incontrovertibile della cultura africana contemporanea. Le chiese storiche \u2013 quella cattolica, quelle protestanti e quelle ortodosse \u2013 portano ormai il contrassegno di questa cultura sia nelle loro liturgie sia nel loro modo di gestire tanto le persone quanto le cose o le diverse situazioni. Il cristianesimo presenta poi, a piu\u0300 forte ragione, un volto \u201caltro\u201d nelle chiese indipendenti o afro-cristiane e nelle nuove chiese di ispirazione pentecostale.<\/p>\n<p>Questi volti africani del cristianesimo suscitano un certo numero di interrogativi per quanto riguarda il messaggio evangelico e l\u2019attuale situazione delle societa\u0300 africane. Come si rapportano essi alle fonti del cristianesimo, in special modo alla Bibbia? Come fanno fronte i cristianesimi africani alle molteplici crisi \u2013 epidemie, corruzione, poverta\u0300, lotte per il potere economico e politico, violazioni dei diritti umani ecc. \u2013 che devastano il continente? Quale e\u0300 la loro concezione della salute e della salvezza?<\/p>\n<p>Le difficolta\u0300 di comunicazione e i tantissimi impegni di certi colleghi ci hanno impedito di ottenere alcuni contributi scritti su punti importanti come il ruolo politico delle chiese, tanto quelle storiche quanto quelle \u201cnuove\u201d, sull\u2019ecumenismo, sul dialogo interreligioso, sulla teologia femminista, sulle chiese copte d\u2019Egitto ed Etiopia&#8230; Riteniamo, comunque, che i testi pubblicati in questo fascicolo affrontino questioni essenziali e degne d\u2019interesse.<\/p>\n<p>La<em>\u00a0prima sezione<\/em>\u00a0e\u0300 dedicata alle \u00abNuove chiese\u00bb. Dopo aver ricordato quella che e\u0300 la storia dei messianismi e dei profetismi in terra africana, DIEUDONNE\u0301 ESPOIR ATANGANA osserva che i messianismi combattono il vecchio ordine coloniale e missionario traendo ispirazione dai fermenti rivoluzionari della rivelazione ebraico-cristiana, mentre i profetismi contrastano malattia e stregoneria mediante il rito. Sebbene fra le due tendenze non vi sia una paratia a tenuta stagna, oggigiorno abbiamo a che fare soprattutto con i secondi, ovvero con i movimenti di guarigione e di lotta alla stregoneria. I messia e i profeti fondatori di chiese indipendenti, che alcuni sociologi usano chiamare \u201ccristi neri\u201d, tendono a sostituirsi a Gesu\u0300 di Nazaret nel momento stesso in cui fanno riferimento a lui. L\u2019autore dell\u2019articolo si interroga sulla pertinenza della cristologia che in questi casi ne deriva.<\/p>\n<p>Da parte sua, LUDOVIC LADO punta l\u2019attenzione sulla proliferazione delle chiese neo-pentecostali o carismatiche e si chiede come possa il cattolicesimo africano, ancora alla ricerca di una sua identita\u0300, coabitare con quel movimento carismatico che ha accolto al proprio interno. Non e\u0300 cosa priva di interesse annotare come la maggior parte delle chiese indipendenti africane si caratterizzi per una ispirazione pentecostale. La teologia neo-pentecostale della prosperita\u0300 materiale e\u0300 inquietante: ci sono degli \u201cimprenditori religiosi\u201d privi di scrupoli che si arricchiscono alle spalle della popolazione in preda alla carestia e alle epidemie. E in Africa le questioni di stampo economico e politico non vengono mai prese in esame, mentre in America latina si contano dei fautori del pentecostalismo anche fra i teologi della liberazione. Per quanto concerne il movimento carismatico cattolico, vi si nota l\u2019insistenza sull\u2019esperienza personale dei doni dello Spirito in ordine alla testimonianza cristiana, e molto meno sulla glossolalia e i carismi di guarigione. Il futuro del rinnovamento carismatico in Africa dipendera\u0300 dalla formazione del laicato e da un giusto equilibrio fra il controllo istituzionale, da un lato, e la liberta\u0300 dello Spirito, dall\u2019altro. Sara\u0300 altresi\u0300 necessario che tanto i cattolici quanto i pentecostali intavolino un confronto teologico sul ri-nascere nello Spirito, sull\u2019inculturazione, sul nodo salute\/salvezza. Il teologo congolese MODESTE MALU NYIMI prende in esame il progetto contestuale della teologia africana, prima di focalizzare piu\u0300 a lungo la sua attenzione sulle comunita\u0300 ecclesiali \u201cvive\u201d di base; esse si inseriscono a pieno titolo in una teologia contestualizzata nel continente africano quali realizzazioni pratiche di una chiesa-famiglia.<\/p>\n<p>Nella<em>\u00a0seconda sezione<\/em>\u00a0si accostano questioni relative alla Bibbia, al dogma, alla liturgia e alle istituzioni ecclesiali. PAULIN POUCOUTA presenta alcune ricerche africane sul Gesu\u0300 della storia. Se da un lato e\u0300 vero che vi sono legami innegabili fra l\u2019Egitto di epoca faraonica e quell\u2019Antico Testamento su cui si ra- dica il ministero di Gesu\u0300, d\u2019altro canto e\u0300 giocoforza constatare che il faraonismo caro a determinati intellettuali africani non tiene in conto alcuno la critica biblica. Voler stabilire a ogni costo che Gesu\u0300 e\u0300 stato iniziato in Egitto, per esempio, equivale a cade- re in balia di una lettura fondamentalista e ideologica della fuga in Egitto della santa famiglia (<em>Mt<\/em>\u00a02,13-23). L\u2019Autore prende poi in considerazione altre due ricerche sul Gesu\u0300 \u201cebreo\u201d: uno studio narratologico sulle relazioni fra il Nazareno e i responsabili del popolo d\u2019Israele, e uno studio storico-critico su Gesu\u0300 e il sabato. A suo avviso se si vuole sfuggire sia al fondamentalismo sia al concordismo e\u0300 obbligatorio dedicarsi a un lavoro inter-disciplinare, che permetta al tempo stesso di \u00abpercepire la dinamica storica e sovversiva del dire e del fare di Gesu\u0300\u00bb: gesuologia e cristologia sono inseparabili.<\/p>\n<p>Siamo abituati a parlare di \u201cinculturazione\u201d a proposito di li- turgia, di catechesi, di pastorale. Ma che ne e\u0300 dell\u2019inculturazione degli enunciati di fede? LE\u0301ONARD SANTEDI KINKUPU richiama i fondamenti teologici dell\u2019inculturazione, alla base della quale stanno i tre misteri dell\u2019incarnazione, della risurrezione e della pentecoste. Quel vangelo che deve incarnarsi in tutte le culture purifica queste ultime ed esse, per la forza dello Spirito santo, danno vita a figure differenti e inedite del cristianesimo, al punto tale che \u00abl\u2019universalita\u0300 della chiesa si esprima in termini di comunione delle chiese [&#8230;] invece che in termini di uniformita\u0300 e di conformita\u0300 ad un modello unico\u00bb. L\u2019inculturazione dottrinale e\u0300 una ricezione creatrice degli enunciati di fede, una operazione ermeneutica preoccupata di preservare il senso del mistero e di trovare nuove maniere di esprimerlo in funzione dei contesti culturali. E\u0300 tuttavia importante non separare questo compito er- meneutico dalla dimensione etica del vangelo e dell\u2019inculturazione.<\/p>\n<p>Contro una concezione troppo nozionistica della rivelazione, il concilio Vaticano II ha favorito il ritorno alla Bibbia e ha riaffermato il posto centrale della Scrittura in tutti i campi e gli ambiti della vita della chiesa. La Bibbia e\u0300 stata tradotta in svariate lingue africane, e questo poderoso lavoro di traduzione sta proseguendo. Conformemente all\u2019insegnamento conciliare, la \u201cmessa zairese\u201d e altre rilevanti innovazioni liturgiche hanno permesso di riscoprire il ruolo e l\u2019importanza della Parola di Dio nella celebrazione eucaristica. Il concilio ha pure sottolineato il legame fra liturgia e vita. Nondimeno, il quadro presenta alcune zone d\u2019ombra. Per E\u0301LOI MESSI METOGO\u00a0<em>Dei Verbum<\/em>\u00a0stessa da\u0300 ancora l\u2019impressione di subordinare la Scrittura alla Tradizione e al magistero. Le traduzioni del testo biblico sono raramente condotte a partire dai testi originali e munite delle opportune spiegazioni. La mancanza di formazione, il fondamentalismo delle nuove chiese e le sciagure del presente trasformano la Bibbia in un prontuario di formule magiche, falsando il senso della preghiera. La sopravvalutazione della persona del presbitero nell\u2019ultima enciclica papale sull\u2019eucaristia e nella \u201cmessa zairese\u201d non favoriscono la partecipazione attiva dei laici all\u2019eucaristia. E quest\u2019ultima deve ritrovare il posto che le spetta nella liturgia e nella preghiera cristiane. Le rivalita\u0300 e le lotte per accaparrarsi potere d\u2019influenza impediscono infine alla liturgia di essere il luogo per eccellenza in cui si verifica la fraternita\u0300 cristiana, il luogo dove si puo\u0300 pregustare il Regno di Dio e si viene inviati in missione.<\/p>\n<p>Quando il continente fu evangelizzato, soprattutto da parte di religiosi e religiose, la vita consacrata veniva guardata da molti Africani come un enigma, se non addirittura come una aberrazione. Dopo aver sottolineato la pertinenza della vita religiosa in Africa attraverso un\u2019analisi del suo contributo alla diaconia della carita\u0300, della fede e della speranza, SIDBE SEMPORE\u0301 indica quelle che oggi sono le sfide da rilevare per il prosieguo dell\u2019opera intrapresa. Una certa teologia della vita religiosa, il peso delle tradizioni, il contesto economico e sociale sono alcuni elementi che mettono in difficolta\u0300 la pratica dei voti di poverta\u0300, di castita\u0300 e di obbedienza. La vita consacrata africana resta economicamente dipendente dall\u2019esterno, cosi\u0300 come e\u0300 contrassegnata da una storia e da tradizioni estranee all\u2019Africa. I religiosi e le religiose del continente avranno il coraggio di \u00abriappropriarsi del sale e del lievito del carisma fondatore dello Spirito per ridefinire e riconfigurare la vita religiosa\u00bb? Avranno il coraggio di \u00abcorrere piu\u0300 rischi nel loro impegno a fianco degli esclusi per aiutarli e spingerli a prendere in mano la loro sorte e a operare per l\u2019avvento di una nuova societa\u0300 africana piu\u0300 giusta e piu\u0300 responsabile\u00bb? Tutto questo presuppone che gli istituti religiosi voltino le spalle a certo campanilismo e alla tribalizzazione, per lavorare invece di concerto ed elaborare dei progetti comuni.<\/p>\n<p>I vescovi e i teologi africani sono convinti che l\u2019africanizzazione del cristianesimo debba passare per l\u2019africanizzazione delle strutture della chiesa. SILVIA RECCHI mostra come l\u2019ecclesiologia del Vaticano II abbia configurato e attrezzato uno spazio importante per la creazione di un diritto particolare e si pone la domanda se i vescovi diocesani e le Conferenze episcopali ne abbiano preso coscienza. Il rapporto fra il particolare e l\u2019universale nella chiesa \u2013 questo va riconosciuto \u2013 si colloca ben al di la\u0300 dell\u2019opposizione fra centralizzazione e decentramento, ed e\u0300 pure vero che il pluralismo sara\u0300 sempre limitato dall\u2019esigenza di comunione. Nondimeno, il \u201cpeso\u201d della legislazione universale e\u0300 ancora considerevole, e il problema dell\u2019inculturazione resta una sfida per il diritto ecclesiale.<\/p>\n<p>L\u2019unico contributo della\u00a0<em>terza sezione<\/em>\u00a0\u2013 dedicata alla \u00abMorale\u00bb \u2013 si concentra sulla morale familiare e sessuale nelle chiese storiche. Nella sua omelia del Natale 2005, l\u2019arcivescovo di Yaounde\u0301 (Camerun) ha denunciato la pratica dell\u2019omosessualita\u0300 divenuta passaggio obbligato per accedere a determinate scuole di prestigio, per ottenere un impiego o avere una promozione. Guardando all\u2019AIDS, numerosi cristiani si chiedono se l\u2019interdizione dell\u2019uso del preservativo da parte della chiesa cattolica sia realistica a fronte del numero continuamente crescente di contagi e di decessi che si verificano, visto tra l\u2019altro che sullo stesso argomento le chiese protestanti esibiscono una posizione piu\u0300 sfumata. Per JEAN-BERTRAND SALLA, al di la\u0300 o al di qua del dibattito sul preservativo e dell\u2019avversione degli Africani per l\u2019omosessualita\u0300, e\u0300 urgente rinnovare i \u00abmetodi pastorali d\u2019approccio e d\u2019evangelizzazione delle famiglie\u00bb e promuovere una \u00abpastorale dello sviluppo\u00bb che implichi \u00abla denuncia della violazione dei diritti dell\u2019uomo da parte di regimi politici corrotti\u00bb.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>quarta<\/em>\u00a0<em>e ultima sezione<\/em> di questo fascicolo \u2013 rivolta alla \u00abPastorale sanitaria\u00bb \u2013 comporta essa pure un unico contributo, dedicato al ministero della guarigione, ad opera di E\u0301RIC DE ROSNY. La chiesa cattolica si e\u0300 sempre fatta carico del\u00a0ministero della guarigione, agendo sia sul piano delle istituzioni medico-sanitarie sia sul piano dell\u2019assistenza spirituale agli infermi. Cio\u0300 che e\u0300 nuovo, in questo suo impegno, e\u0300 l\u2019ampliamento dell\u2019idea di \u201csalute\u201d: essa ormai concerne tanto il corpo quanto l\u2019anima e va a congiungersi con l\u2019antica concezione africana di salute\/salvezza. Ne deriva una promozione terapeutica delle attivita\u0300 che venivano qualificate come \u201cspirituali\u201d, cosi\u0300 come avviene oggi nel rinnovamento carismatico e nella pratica dei pastori ai quali i fedeli domandano la guarigione. Ma come articolare la domanda di guarigione con la salvezza apportata da Cristo?<\/p>\n<p>Abbiamo gia\u0300 detto dei limiti di questo fascicolo della rivista. Nondimeno, speriamo che possa dare un\u2019idea dei volti del cristianesimo africano e della posta in gioco per quanto riguarda l\u2019evangelizzazione del continente, in vista di una ricerca e di una riflessione che siano piu\u0300 approfondite.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><em>Testo ripreso tramite il web dalla rivista<\/em>\u00a0Concilium,<em>\u00a02016 Ed. Queriniana<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[863],"fascicolo":[263],"class_list":["post-2435","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-eloi-missi-metogo","fascicolo-giugno-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Cristianesimi africani<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Eloi Missi Metogo, pubblicato nel numero di Giugno 2018. 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