{"id":2398,"date":"2018-02-01T12:00:00","date_gmt":"2018-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2398"},"modified":"2026-04-13T12:19:01","modified_gmt":"2026-04-13T10:19:01","slug":"la-citta-e-lurbanizzazione-di-oggi","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2018\/febbraio\/la-citta-e-lurbanizzazione-di-oggi\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 e l&#8217;urbanizzazione di oggi"},"content":{"rendered":"<p>SOMMARIO: Introduzione; I. &#8220;New Urban Agenda&#8221; del 2016; II. Urbanizzazione e \u201ccitt\u00e0 circolare\u201d; III. Apporto nelle citt\u00e0 delle tradizioni religiose e filosofiche \u2013 l\u2019Enciclica\u00a0<em>Laudato S\u00ec<\/em>; Conclusioni.<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Questo testo \u00e8 una brevissima sintesi di alcune idee salienti emerse durante il seminario \u201cLa Citt\u00e0 e l\u2019urbanizzazione di oggi\u201d che si \u00e8 svolto, da ottobre 2016 a giugno 2017, presso la Facolt\u00e0 di Scienze Sociali dell\u2019Angelicum. Il tema di fondo \u00e8 stato la New Urban Agenda del 2016, illustrata con il contributo di varie discipline delle scienze sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;New Urban Agenda&#8221; 2016<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Trasformare il nostro mondo per il meglio vuol dire trasformare le nostre citt\u00e0. Pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione mondiale attualmente vive nelle citt\u00e0, dove circa un quarto dei residenti alloggia in baraccopoli o in insediamenti abusivi, spesso in condizioni precarie\u201d, afferma il segretario generale dell&#8217;Onu Ban Ki-Moon alla Conferenza delle Nazioni Unite sulle citt\u00e0 sostenibili e gli insediamenti umani per tutti \u201cHabitat III\u201d, che si \u00e8 tenuta a Quito in Ecuador dal 7 al 20 ottobre 2016.<\/p>\n<p>La New Urban Agenda<sup>1<\/sup>\u00a0(NUA) \u00e8 la dichiarazione finale adottata durante la Conferenza.\u00a0Rappresenta lo strumento guida, nei prossimi vent\u2019anni, per una pluralit\u00e0 di attori (stati, citt\u00e0, regioni, finanziatori internazionali per lo sviluppo, esponenti della societ\u00e0 civile) riguardo a politiche e programmi che diano impulso a una urbanizzazione sostenibile. \u00c8 il risultato di un percorso di riflessione che \u00e8 in atto da alcuni decenni.<\/p>\n<p>Tre i principi fondamentali: non lasciare indietro nessuno, economia urbana sostenibile e inclusiva, sostenibilit\u00e0 ambientale. Si tratta di un documento non vincolante per i firmatari, tuttavia indica obiettivi e parametri standard globali \u2013 condivisi dalla comunit\u00e0 internazionale \u2013 volti a rendere le citt\u00e0 di tutto il mondo pi\u00f9 inclusive, pi\u00f9 verdi, pi\u00f9 sicure e pi\u00f9 prospere.<\/p>\n<p>I criteri e i procedimenti attraverso cui le citt\u00e0 e gli insediamenti umani sono progettati, sviluppati, finanziati, governati e gestiti, devono puntare a porre fine alla povert\u00e0 e alla fame in tutte le sue forme e dimensioni, a ridurre le disuguaglianze e promuovere una crescita inclusiva e sostenibile, a raggiungere la parit\u00e0 di genere e l&#8217;empowerment delle donne, migliorare la salute umana e il benessere, a promuovere la resilienza e proteggere l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p><em>La cultura e la diversit\u00e0 culturale<\/em>\u00a0sono riconosciute dalla NUA come fonti di arricchimento per l&#8217;umanit\u00e0, in quanto forniscono un importante contributo allo sviluppo sostenibile delle citt\u00e0. E dovrebbero essere prese in considerazione nella promozione e nell\u2019attuazione di nuove forme di consumo sostenibile e nuovi modelli di produzione che contribuiscano ad un uso responsabile delle risorse.<\/p>\n<p><em>Il diritto alla citt\u00e0<\/em>\u00a0\u00e8 un nuovo paradigma, posto al cuore del nuovo ordine urbano, che offre un quadro alternativo per ripensare le citt\u00e0 e l&#8217;urbanizzazione. Prevede l&#8217;effettivo rispetto di tutti i diritti umani riconosciuti a livello internazionale, il raggiungimento degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile<sup>2<\/sup>\u00a0e il rispetto degli impegni dell&#8217;Agenda di Habitat.<\/p>\n<p>Il diritto alla citt\u00e0 \u00e8 definito come il diritto di tutti gli abitanti presenti e futuri, di occupare, utilizzare e creare citt\u00e0 giuste, inclusive e sostenibili, definite come un bene comune essenziale alla qualit\u00e0 della vita. Implica la responsabilit\u00e0 da parte dei governi e delle persone di rivendicarlo, difenderlo e promuoverlo. Questo nuovo paradigma, inserito dopo forti controversie e in maniera \u201cdiluita\u201d nella versione definitiva della NUA, si riferisce sia allo spazio urbano che agli ambienti rurali o semi-rurali che fanno parte del suo territorio:\u201c<\/p>\n<p>11. Condividiamo l&#8217;ideale di una citt\u00e0 per tutti, riferendoci all&#8217;uguaglianza nell&#8217;uso e nella fruizione delle citt\u00e0 e degli insediamenti umani e cercando di promuovere l&#8217;inclusivit\u00e0 e garantire che tutti gli abitanti, sia delle generazioni presenti che di quelle future, senza discriminazione di qualsiasi tipo, possano creare citt\u00e0 e insediamenti umani giusti, sicuri, sani, accessibili, economici, resilienti e sostenibili e vivere in essi, al fine di promuovere la prosperit\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita per tutti. Prendiamo atto degli sforzi di alcuni governi nazionali e locali per consacrare questo ideale, noto come &#8220;il diritto alla citt\u00e0&#8221;, nelle proprie leggi, dichiarazioni politiche e carte.\u201d<\/p>\n<p>Per implementare la Nuova Agenda Urbana nei vari Paesi, a livello regionale e globale, \u00e8 necessario tenere conto delle realt\u00e0, delle capacit\u00e0 e dei livelli di sviluppo nazionali e locali differenti.\u00a0 Vengono riaffermati i principi della\u00a0<em>Dichiarazione di Rio su sviluppo e ambiente<\/em><sup>3<\/sup>\u00a0e si sottolinea che la Nuova Agenda Urbana \u00e8 di portata universale, partecipativa e centrata sulle persone; protegge il pianeta e ha una visione a lungo termine. Per l\u2019attuazione della Agenda vengono definite<em>\u00a0priorit\u00e0<\/em>\u00a0e\u00a0<em>azioni<\/em>\u00a0a livello globale, regionale, nazionale, sub-nazionale e locale, che i governi e le altre parti interessate possono adottare sulla base delle loro esigenze. Si richiede particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo, ai Paesi meno sviluppati, a quelli senza sbocco sul mare, alle piccole isole e ai Paesi a reddito medio che hanno sfide specifiche. Speciale considerazione \u00e8 inoltre riservata ai Paesi in situazioni di conflitto, ai Paesi e ai territori sotto occupazione straniera, ai Paesi in post-conflitto e ai Paesi colpiti da calamit\u00e0 naturali e artificiali.<\/p>\n<p>Per sostenere l\u2019implementazione della NUA sono stati definiti nuovi indicatori di sostenibilit\u00e0 urbana. Sono strumenti che consentono ai progettisti urbani, agli amministratori delle citt\u00e0 e ai responsabili politici di valutare l&#8217;impatto socioeconomico e ambientale dei progetti urbani, delle infrastrutture, delle politiche, dei sistemi di smaltimento dei rifiuti, dell&#8217;inquinamento e dell&#8217;accesso ai servizi da parte dei cittadini. Permettono la diagnosi dei problemi e delle tendenze dei fenomeni, e consentono alle citt\u00e0 di controllare il successo e l&#8217;impatto degli interventi di sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Urbanizzazione e \u201ccitt\u00e0 circolare\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Nel mondo di oggi sempre pi\u00f9 globale e interconnesso, oltre la met\u00e0 della popolazione mondiale (54%) vive nelle aree urbane, anche se c&#8217;\u00e8 ancora una sostanziale variabilit\u00e0 dei livelli di urbanizzazione nei vari paesi. I prossimi decenni porteranno ulteriori profondi cambiamenti alla dimensione e alla distribuzione spaziale della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Il numero di mega-citt\u00e0 \u00e8 quasi triplicato dal 1990, ed entro il 2030, sono previsti 41 agglomerati urbani con almeno 10 milioni di abitanti ciascuno, che si concentreranno in Asia e Africa<sup>4<\/sup>. Nel contesto globale, attualmente, le citt\u00e0 occupano approssimativamente solo il 2% del totale della superficie terrestre, ciononostante rappresentano: il 70% dell\u2019economia globale, oltre il 60% del consumo globale di energia, il 70% di emissioni di gas a effetto serra, il 70% di rifiuti globali<sup>5<\/sup>.<\/p>\n<p>Sulla base di una maggiore consapevolezza sui temi di sostenibilit\u00e0 ambientale, sta emergendo un\u00a0<em>modello di economia circolare<\/em>\u00a0di riciclo e rigenerazione di materiali, che punta a mantenere il pi\u00f9 a lungo possibile il loro valore, riducendo al minimo i rifiuti e gli scarti e limitando l\u2019utilizzo di nuove risorse, creando sempre nuovi prodotti partendo dalle stesse risorse.<\/p>\n<p>I concetti chiave della economia circolare<sup>6<\/sup>\u00a0sono: l\u2019eco-innovazione, l\u2019economia verde, l\u2019ecologia industriale, l\u2019innovazione dirompente.<\/p>\n<p>Si pensa che l\u2019economia circolare debba partire dalle citt\u00e0. Esse sono grandi abbastanza per beneficiare della diversificazione e piccole a sufficienza per essere ben gestite.<\/p>\n<p>La \u201c<em>citt\u00e0 circolare<\/em>\u201d<sup>7<\/sup>\u00a0gestisce i processi con i cittadini e non per i cittadini, in una logica di costante interazione. I suoi caratteri peculiari: \u00e8 intelligente\/smart, \u00e8 sostenibile\/ecologica, \u00e8 inclusiva\/social.<\/p>\n<p>&#8211; Intelligente\/smart: rende circolari i processi di conoscenza favorendo la condivisione e rendendo disponibili le informazioni senza barriere.<\/p>\n<p>&#8211; Sostenibile\/ecologica: ottimizza il ciclo dei rifiuti attraverso la riduzione, il riuso, il recupero e il riciclaggio. Punta sull\u2019efficienza energetica, mediante l\u2019autoproduzione diffusa condivisa nelle reti locali.<\/p>\n<p>&#8211; Inclusiva\/social: mette al centro la persona con buone pratiche di accoglienza, inclusione e sostegno. Incoraggia e supporta le forme attive di associazionismo, le reti sociali, il dialogo intra e intergenerazionale e promuove il recupero della memoria dei luoghi e dei saperi delle persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Apporto nelle citt\u00e0 delle tradizioni religiose e filosofiche \u2013 l\u2019Enciclica Laudato S\u00ec\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Durante il Seminario una domanda di fondo \u00e8 stata quella relativa all\u2019apporto delle tradizioni religiose e filosofiche nelle citt\u00e0, rispetto alla governance e ai processi decisionali. Si riportano qui solo alcuni spunti di riflessione. Dopo l\u2019attentato dell\u201911 settembre 2001 alle torri gemelle di New York, e dopo i successivi numerosi attacchi ad opera di fondamentalisti islamici nei paesi occidentali (destinazione di flussi di migranti di cultura e religione diverse) \u00e8 emersa nelle citt\u00e0 la necessit\u00e0 di affrontare il tema del multiculturalismo, e della costruzione di una convivenza pacifica. In varie citt\u00e0, la crescente diversit\u00e0 culturale ha creato problemi di coesione sociale. Anche a causa di disuguaglianze, di discriminazioni, spesso risultanti dalla tendenza naturale di \u201cgruppi chiusi\u201d &#8211; definiti in base a criteri etnici, culturali, religiosi-\u00a0 di cercare di ottenere vantaggi per i membri del proprio gruppo a scapito di altri gruppi.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/11_ciclista-3.gif\" alt=\"11 ciclista 3\" width=\"550\" height=\"574\" \/><\/p>\n<p>Si avverte cos\u00ec una rinnovata esigenza di progettare modelli di politiche urbane che favoriscano la gestione della diversit\u00e0 come risorsa.<\/p>\n<p><em>Le comunit\u00e0 e i gruppi di fede<\/em>\u00a0&#8211; che spesso sono in prima linea nelle citt\u00e0 nel rivendicare la giustizia sociale, nel servizio agli ultimi e agli emarginati &#8211; possono dare il loro contributo di senso, e di concretezza, nella creazione di servizi volti a ridurre il ripiegamento su s\u00e9 stessi dei gruppi chiusi, e ad accrescere la coesione sociale.<\/p>\n<p>La Chiesa Cattolica da sempre esprime un vasto impegno per la citt\u00e0 dell\u2019uomo. Nell\u2019Enciclica\u00a0<em>Laudato S\u00ec<\/em><sup>8<\/sup>\u00a0di Papa Francesco il tema della citt\u00e0 entra a pieno titolo nel suo concetto di \u201cecologia integrale\u201d, che ha come nucleo fondamentale, il perseguire il bene comune &#8211; per le generazioni presenti e future &#8211; nella cura e custodia dell\u2019ambiente, nella costruzione della pace sociale e nella solidariet\u00e0 verso gli ultimi.<\/p>\n<p>Il Papa, da un lato, osserva la situazione attuale delle citt\u00e0, luoghi in cui si manifestano fenomeni di frammentazione sociale, disagi materiali e spirituali delle persone, abusi di ogni tipo, a causa della crescente e disordinata urbanizzazione. Dall\u2019altro, in maniera costruttiva, punta lo sguardo di speranza verso l\u2019obbiettivo della \u201ccitt\u00e0 bella\u201d, che cerca di creare la giusta armonia con l\u2019ambiente, la giusta realizzazione dell\u2019uomo, e la giusta accoglienza:<\/p>\n<p>\u201cCome sono belle le citt\u00e0 che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le citt\u00e0 che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell\u2019altro. (<em>LS<\/em>\u00a0152)\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>La messa in opera della New Urban Agenda potrebbe sembrare un\u2019impresa utopistica, soprattutto in alcune regioni del mondo, e scoraggiare tutti. Difatti le critiche in tal senso non sono mancate, tuttavia appare utile e necessario che i vari attori coinvolti si misurino con gli obiettivi proposti dalla NUA, e non abbandonino il campo sfiduciati.\u00a0Il geografo David Harvey<sup>9<\/sup>\u00a0 che si \u00e8 molto occupato di citt\u00e0 aiuta a riflettere:<\/p>\n<p>\u201cLa questione su quale tipo di citt\u00e0 vogliamo, non pu\u00f2 essere separata da altre questioni: quale tipo di persone vogliamo essere, quali rapporti sociali cerchiamo, quali rapporti vogliamo coltivare con la natura, quale stile di vita desideriamo, quali valori estetici perseguiamo. Il diritto alla citt\u00e0 \u00e8 dunque molto pi\u00f9 che un diritto di accesso, individuale o di gruppo, alle risorse che la citt\u00e0 incarna: \u00e8 il diritto di cambiare e reinventare la citt\u00e0 in modo pi\u00f9 conforme alle nostre esigenze. Inoltre, \u00e8 un diritto pi\u00f9 collettivo che individuale, dal momento che reinventare la citt\u00e0 dipende inevitabilmente dall\u2019esercizio di un potere collettivo sui processi di urbanizzazione. Quello che intendo sostenere \u00e8 che la libert\u00e0 di creare e ricreare noi stessi e le nostre citt\u00e0 \u00e8 un diritto umano dei pi\u00f9 preziosi, anche se il pi\u00f9 trascurato\u201d.<\/p>\n<p>La realizzazione di quanto afferma David Harvey si gioca anche attraverso una nuova ridefinizione e organizzazione della partecipazione alla governance urbana, pi\u00f9 adeguata alle societ\u00e0 multiculturali contemporanee che si formano nelle specifiche citt\u00e0. Una partecipazione, nondimeno, soprattutto realista, che eviti da un lato le eccessive aspettative e dall\u2019altro le semplificazioni e strumentalizzazioni politiche.\u00a0 Ridisegnata nei fondamenti e finalit\u00e0, adattata ogni volta ai livelli di scala, di responsabilit\u00e0 e di competenze richiesti. L\u2019ex segretario generale dell&#8217;Onu Ban Ki-Moon, Papa Francesco e il professor David Harvey, che abbiamo idealmente fatto dialogare tra le righe, sembrano d\u2019accordo: trasformare le citt\u00e0 in luoghi \u201ca misura d\u2019uomo\u201d significa trasformare noi stessi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0United Nations. 2016. New Urban Agenda. Habitat III Secretariat: United Nations.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: \u00e8 un programma d\u2019azione per le persone, il pianeta e la prosperit\u00e0, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi di 193 Paesi membri dell\u2019ONU.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Conferenza su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (3-14 giugno 1992): rappresenta, per le Nazioni Unite, il primo tentativo di prendere provvedimenti a livello globale in materia di ambiente e di sviluppo economico secondo nuovi parametri, al fine di prevenire la distruzione irreparabile delle risorse naturali e di permettere la vita sulla Terra anche per le generazioni future.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0Fonte: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2014).\u00a0<em>World Urbanization Prospects: The 2014 Revision<\/em>, Highlights (ST\/ESA\/SER.A\/352).<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0Fonte: Habitat III\u00a0<em>The United Nations Conference on Housing and Sustainable Urban Development<\/em>.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0Fonte: Bonomi, Aldo, Federico Della Puppa, Roberto Masiero. 2016.\u00a0<em>La Societ\u00e0 Circolare<\/em>. Roma, Italia: DeriveApprodi<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0Fonte: Bonomi, Aldo, Federico Della Puppa, Roberto Masiero. 2016.\u00a0<em>La Societ\u00e0 Circolare<\/em>. Roma, Italia: DeriveApprodi<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0Fonte: Francesco. 2015. Lettera Enciclica\u00a0<em>Laudato S\u00ec<\/em>. Citt\u00e0 del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0Fonte: Harvey, David. 2008.\u00a0<em>The right to the city<\/em>. New Left Rewiew.\u00a0 David Harvey \u00e8 un geografo, sociologo e politologo inglese. Docente alla City University di New York.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[931],"fascicolo":[259],"class_list":["post-2398","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-maria-antonietta-ciclista","fascicolo-febbraio-2018"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La citt\u00e0 e l&#039;urbanizzazione di oggi<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Maria Antonietta Ciclista, pubblicato nel numero di Febbraio 2018. 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