{"id":2330,"date":"2017-10-01T12:00:00","date_gmt":"2017-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2330"},"modified":"2026-04-13T00:31:30","modified_gmt":"2026-04-12T22:31:30","slug":"lintelligenza-artificiale-puo-rendere-luomo-piu-umano","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2017\/ottobre\/lintelligenza-artificiale-puo-rendere-luomo-piu-umano\/","title":{"rendered":"L\u2019Intelligenza Artificiale pu\u00f2 rendere l\u2019uomo pi\u00f9 umano?"},"content":{"rendered":"<p>A fine ottobre 2017 si terr\u00e0 a Cagliari la 48\u00b0 Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, sotto il motto: \u201cIl lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale\u201d preso dalla Enciclica <em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0di Papa Francesco.In febbraio 2017 il Parlamento Europeo ha approvato definitivamente le \u201cNorme di diritto civile sulla robotica\u201d (P8_TA-PROV(2017)0051).\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?pubRef=-\/\/EP\/\/TEXT+TA+P8-TA-2017-0051+0+DOC+XML+V0\/\/IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.europarl.europa.eu\/<\/a><\/p>\n<p>Due modi \u2013 convergenti da orizzonti diversi \u2013 per affrontare il tema lavoro umano e nuove tecnologie.<\/p>\n<p>Con questo quaderno di OIKONOMIA vorremmo contribuire a questa riflessione generalizata ed urgente, che anche rischia di diventare una moda.<\/p>\n<p>Il lavoro umano \u00e8 quel processo che ha permesso all\u2019uomo di soddisfare i suoi tanti bisogni, ma anche di migliorare sotto molti punti di vista la sua vita. \u00c8 attraverso esso che noi oggi disponiamo di un benessere diffuso mai visto nel passato, neppure dalle classi socialmente pi\u00f9 alte. L\u2019allungamento della vita, la qualit\u00e0 di tale vita allungata, la diffusione della scolarizzazione, la conoscenza di altre culture, la possibilit\u00e0 di sviluppare proprie inclinazioni come quelle artistiche &#8230; Tutte possibilit\u00e0 reali oggi, almeno per una parte degli uomini del pianeta. Forse per un 15% di essi.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 stato possibile per l\u2019impegno, durato secoli e millenni, da parte degli uomini che hanno accumulato capitale, conoscenze teoriche e capacit\u00e0 tecniche. Dalla pastorizia errante, all\u2019agricoltura stanziale, alle societ\u00e0 industriali, comprese quelle avanzate di oggi.<\/p>\n<p>Tale lavoro umano nel passato \u2013 ed ancora oggi in molte parti del mondo \u2013 \u00e8 stato estremamente duro. Non solo per le ore giornaliere impegnate ma anche perch\u00e9 impediva a moltissimi lavoratori \u2013 con il suo peso di ogni giorno e di ogni et\u00e0 \u2013 uno sviluppo fisico e spirituale che \u00e8 iniziato solo alla fine dell\u2019epoca industriale sotto l\u2019influsso dei sindacati operai e di piccole \u00e9lites intellettuali che li ispiravano e ne erano ispirati.<\/p>\n<p>Ma se l\u2019industrializzazione prima e seconda (e anche terza, se cos\u00ec si vuol chiamare quella in- formatica) aveva portato ad una occupazione lavorativa diffusa, le nuove tecnologie digitali programmaticamente riducono le possibilit\u00e0 di lavoro, e non solo per il personale meno qualifi- cato. Si pensi alla rivoluzione che sta avvenendo nel mondo bancario anche a livello dirigenziale.<\/p>\n<p>Come studioso di etica, quello che mi interessa ulteriormente \u00e8 il fatto che il lavoro, nelle sue forme molteplici, ha formato e realizzato le capacit\u00e0 umane lungo tutta la storia. La fenomenologia di una societ\u00e0 italiana del tempo di Augusto non \u00e8 quella del XIII sec. in Francia, e quella dell\u2019epoca vittoriana in Gran Bretagna non \u00e8 quella della societ\u00e0 sovietica realizzata da Lenin e Stalin. Gli individui, per restare agli esempi citati, di queste quattro societ\u00e0 hanno avuto scopi e finalit\u00e0 diverse, hanno pensato il benessere in modo diverso, hanno voluto lasciare ai loro figli eredit\u00e0 diverse. Chi voleva per s\u00e9 e per i figli una migliore alimentazione, chi una migliore istruzione, chi una migliore religione (o anche la suasoppressione), chi una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>Non ritengo che la natura profonda dell\u2019uomo (le spinte innate che presiedono all\u2019agire umano) cambi di epoca in epoca, ma che i tratti fondamentali di tale strutture si realizzino e si manifestino in modo molto diverso \u00e8 fenomenicamente evidente. L\u2019arte figurativa stessa ce lo dimostra, per non parlare della musica.<\/p>\n<p>Comunque, per restare al tema lavoro, se fino a qualche anno fa l\u2019ideale nel mondo occidentale era di avere un lavoro pi\u00f9 qualificato e quindi pi\u00f9soddisfacente, meglio pagato e con \u201cpossibilit\u00e0 di carriera\u201d, di avere una propria casa di abitazione e di poter far studiare i figli, ora tutto questo viene messo in discussione.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 lavoro per tutti, ce ne sar\u00e0 sempre meno a causa del progresso tecnologico, e molte cose alle quali nel secondo dopoguerra erano legate all\u2019impegno di ogni lavoratore (auto, casa da lasciare in eredit\u00e0, assicurazione della salute e della vecchiaia&#8230;) sono realizzate dalla societ\u00e0 del welfare.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/operaio-robot.jpg\" alt=\"Operaio Robot\" width=\"300\" height=\"224\" \/>Ma allora per cosa lavorare oggi, ed ancor pi\u00f9 domani?<\/p>\n<p>Viene l\u2019inquietante dubbio se proprio per rispondere a questo problema non siano nate l\u2019industria del divertimento e dei viaggi, l\u2019industria della cura della propria persona e degli animali domestici, l\u2019industria dello sport agonistico e milionario, le forme di partecipazione populistiche alla vita politica e delle rivendicazioni esasperate degli \u201cstessi diritti per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Tutto questo lavorare \u2013 come quello dei padri e madri fino a 40 anni per avere un posto \u201cin carriera\u201d \u2013 ha portato anche alla diminuzione notevole della natalit\u00e0, e della cura dei figli e degli anziani. I posti migliori si ottengono non con le ore settimanali come da contratto nazionale, ma con un impegno ed una concorrenzialit\u00e0 spesso esasperata. Molte persone \u2013 non dimentichiamolo \u2013 non hanno le qualit\u00e0 psichiche e caratteriali capaci di sopportare questi ritmi e questi tipi di lavoro. Da qui nascono sempre pi\u00f9 estese e nuove periferie umane, composte da gente chenon \u00e8 mai entrata veramente nel gioco o che ne \u00e8 stata estromessa molto presto.<\/p>\n<p>La visione scientifica del mondo e delle sue origini ha mutato dall\u2019epoca dell\u2019Illuminismo la visione del mondo almeno in Occidente. Il ciclo si sta chiudendo ora, con il fenomeno pervasivo della secolarizzazione degli individui in atto dal secondo dopoguerra su ampie masse di cittadini comuni. Molte \u00e9lites lo erano da tempo ma ora la cosa diventa endemica. Scienza, tecnica, industrializzazione hanno espulso Dio \u2013 o stanno per farlo \u2013 sempre pi\u00f9 dalle strutture pubbliche e sociali. La salvezza cristiano non \u00e8 pi\u00f9 uno scopo\u00a0della vita e della vita di lavoro, come lo era presso i borghesi calvinisti di M. Weber<\/p>\n<p>Forse l\u2019entrata nel nostro mondo in modo massiccio di macchine relativamente indipendenti nel loro funzionamento (fino ad imparare dai propri errori) non potrebbe portare un nuovo \u201ccambiamento antropologico\u201d?<\/p>\n<p>Sembra che l\u2019IA, a cominciare dai tanti tipi di robot, accrescer\u00e0 comunque questa situazione di stress individuale e sociale cui la situazione postindustriale ci ha abituati.<\/p>\n<p>Da qui, dal punto di vista psico-sociologico ma anche etico, la necessit\u00e0 di ridisegnare un nuovo modo di lavorare. Avremo sempre pi\u00f9 tempo libero dal lavoro, ma non per divertirci (cio\u00e8 per non prendere quasi nulla sul serio&#8230;) ma per potere sviluppare in noi le qualit\u00e0 naturali di cui disponiamo (artistiche, sportive, relazionali&#8230;) e per prenderci cura di quegli \u201caltri\u201d che ne hanno bisogno in vario modo.\u00a0<em>Il Take Care<\/em>\u00a0non dovr\u00e0pi\u00f9 essere un lavoro per studenti a corto di soldi o di badanti straniere, ma un impegno umano serio, non meno di quello proprio di un ricercatore scientifico. Anche perch\u00e9 il prendersi cura in una societ\u00e0 come la nostra esige tutta una serie strutture ed infrastrutture di alto livello tecnologico (reperimento e distribuzione delle risorse dedicate, ricerche di mercato, di aiuti psicologici, di formazione degli operatori&#8230;) e di operatori con preparazione adeguata. In Italia, ad es.:<\/p>\n<p>I professionisti del cosiddetto settore della white economy \u2013 medici, tecnici della salute e dei servizi sociali, altre professioni sanitarie e sociali e personale dei servizi domestici \u2013 erano nel 2012 circa 2,1 milioni di unit\u00e0, il 9% del totale degli occupati. Per quanto riguarda il lavoro domestico, secondo i dati pi\u00f9 recenti dal 2007 al 2015 i lavoratori del comparto sono aumentati del 42% e si stima che le famiglie italiane spendano per i loro collaboratori circa 7 miliardi di euro all\u2019anno, di cui un miliardo per i contributi. Il settore rappresenta il 3,5% di tutti gli occupati, contro una media europea dell\u20191%. Si tratta in valori assoluti di 886.125 lavoratori, in gran parte stranieri, ma per il 17,1% italiani, aumentati questi ultimi del 10% in 7 anni&#8230;In secondo luogo lo sviluppo dei lavori di cura e dei servizi alla persona porta con s\u00e9 un altro importantissimo valore aggiunto, quello della rivalutazione della dimensione relazionale e umanistica dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa. Sia che si tratti di medici, di assistenti sociali, di psicologi, di operatori socio-sanitari, di infermieri, di consulenti familiari e del lavoro, o di altro ancora che riguardi la persona, i lavoratori del comparto della cura e del sociale sperimentano sulla propria pelle la non sostituibilit\u00e0 dei valori della relazione umana significativa, della comunicazione profonda e della salvaguardia della umanit\u00e0 individuale nei rapporti lavorativi. (<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/opinioni\/pagine\/con-lo-%20stile-del-servizio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.avvenire.it\/<\/a>)<\/p>\n<p>Utopia? Certo se si pensa ad un salto qualitativo definitivo. Di definitivo nelle culture individuali e\u00a0 sociali\u00a0 c\u2019\u00e8\u00a0 quantitativamente\u00a0 poco;\u00a0 ma\u00a0 il prevenire le nuove situazioni di stress sociale, riducendone l\u2019aggressivit\u00e0, \u00e8 semplice preveggenza.<\/p>\n<p>Gli Autori Benanti, Holzer, Barzaghi \u2013 argomentando in modo diverso \u2013 concludono per\u00f2 che una vera\u00a0<em>machina sapiens<\/em>\u00a0non esiste. Sar\u00e0 interessante l\u2019esercizio di comparare le loro argomentazioni, che comunque fa pensare all\u2019esten- sore di questo Editoriale ad una impresa del matematico, filosofo e teologo Juan Caramuel y Lobkowitz (1606-1682). Interlocutore di Cartesio, fu apprezzato da Leibnitz, e pubblic\u00f2 una voluminosa\u00a0<em>Theologia moralis fundamentalis<\/em>, nonnel senso nella quale la intendiamo oggi, ma proprio nel senso di dimostrare e mostrare come l\u2019etica dovesse essere fondata come le scienze matematiche che fiorivano nella sua epoca.<\/p>\n<p>Gli altri Autori dei contributi a questo quaderno ci presentano situazioni precise sulle quali riflettere, partendo anche da quanto fin qui detto. A. Fraccaroli, esperto di direzione del personale e direttore di un importante fondo di formazione bancario, A. Crosthwaite, partendo dalla situazione delle uni- versit\u00e0 americane, H. Alford, economista aziendalista inglese, e R. Petrini, studiosa italo-americana dei sistemi sanitari, tutt\u2019e quattro ci riportano sul piano della realt\u00e0 fattuale. Su questo piano si misurano le teorie sociali, e si verificano i loro successi e le loro disfatte. Di sicuro si pu\u00f2 solo prevedere che l\u2019attuale cambiamento epocale porter\u00e0 nel mondo del lavoro ulteriori dolori e drammi, sia nel mondo sviluppato che in quello rampante dei paesi emergenti ed ancora di pi\u00f9 in quello dei mi- granti economici.<\/p>\n<p>Questa volta per\u00f2 la svolta \u00e8 estremamente pi\u00f9 veloce e \u2013 non dimentichiamolo \u2013 riguarda ben 7 miliardi di persone, mentre siamo arrivati a 1,5 miliardi solo verso l\u2019anno 1900. Se la storia non \u00e8\u00a0<em>magistra vitae<\/em>\u00a0forse una funzione \u201cconsolatoria\u201d la pu\u00f2 pur sempre avere: registrare non solo gli sviluppi della tecnica e della scienza, ma anche del dolore umano.<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplicistico, n\u00e9 tanto meno fuori luogo, affermare quindi che gli strumenti\u00a0 di analisi sociale se oggi ci permettono di prevedere non solo gli uragani caraibici, ma anche gli sviluppi sociali pi\u00f9 rilevanti, ci permettono anche di approntare scenari per affrontarli e ridurne l\u2019impatto complessivo.<\/p>\n<p>La rubrica\u00a0<em>Open Space<\/em>\u00a0contiene due saggi particolarmente significativi.<\/p>\n<p>A. Sacco, giovane docente di etica cristiana affronta un tema essenziale per il discoro etico e sul quale ha condotto ricerche approfondite in vista del Dottorato in Teologia all\u2019Angelicum di Roma. Mentre A. Olmi, da lunghi anni studioso ed ammiratore della cultura cinese, ci offre la possibilit\u00e0 di uscire dall\u2019approccio occidentale dei problemi sociali e offre una forma di dialogo sapienziale.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[872],"fascicolo":[254],"class_list":["post-2330","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-francesco-compagnoni","fascicolo-ottobre-2017"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - L\u2019Intelligenza Artificiale pu\u00f2 rendere l\u2019uomo pi\u00f9 umano?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Ottobre 2017. 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