{"id":2312,"date":"2017-06-01T12:00:00","date_gmt":"2017-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2312"},"modified":"2026-04-13T08:56:22","modified_gmt":"2026-04-13T06:56:22","slug":"il-doping-nello-sport-le-azioni-di-contrasto-a-livello-inter-nazionale","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2017\/giugno\/il-doping-nello-sport-le-azioni-di-contrasto-a-livello-inter-nazionale\/","title":{"rendered":"Il doping nello sport. Le azioni di contrasto a livello inter-nazionale"},"content":{"rendered":"<p dir=\"auto\"><strong>1. Etimo ed origine del doping<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">La parola doping ha un etimo incerto: alcuni la farebbero provenire dal termine olandese \u201cdoop\u201d usato dai pionieri che fondarono Nuova Amsterdam per indicare una bevanda eccitante a base di erbe e alcool. Altri la vorrebbero derivata dall\u2019inglese \u201cto dupe\u201d, che significa ingannare, truffare. Quest\u2019ultima definizione sicuramente fa intendere meglio il comportamento sleale, oggetto del presente articolo, per migliorare il risultato sportivo.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Della parola doping non \u00e8 attestata dunque la forma originaria, si conosce per\u00f2 la data esatta in cui fu usata la prima volta in un dizionario inglese: nel 1889 fu cos\u00ec definita una miscela di oppio, narcotici e tabacco data ai cavalli da corsa in un ippodromo statunitense.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La storia del doping \u00e8 comunque molto antica. Non potendo percorrere in questa sede una compiuta storiografia del doping, ci limiteremo a fornire alcuni dati che rendono palese la portata del fenomeno attraverso le sue tappe cronologiche pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nell\u2019antichit\u00e0, fin dai tempi dei giochi di Olimpia, sacro luogo dello sport classico, si usavano tranquillamente delle pratiche sleali, le \u201ccattive manovre\u201d descritte da Filostrato. Il grande maestro Ippocrate, nel cui nome ancora oggi si giura in medicina, praticava sulla cute degli atleti delle incisioni col ferro rovente. Sempre nell\u2019antica Grecia, molti allenatori preparavano decotti proibiti di piante misteriose e di funghi secchi ovvero si affidavano agli infusi dei \u201crizotom\u00ec\u201d, profondi conoscitori delle virt\u00f9 medicinali delle piante. Sofocle scrisse una tragedia per celebrare il mito di Medea; le rizotomai erano le sue ancelle che cercavano le erbe per i filtri magici. Nella Roma di Cesare i cavalli da corsa venivano \u201caiutati\u201d con l\u2019idromele, una mistura di acqua e miele, mentre veniva addirittura crocifisso chi era trovato nei paraggi delle scuderie in possesso di carote. La corsa dei cavalli era sport; l\u2019idromele gi\u00e0 era non-sport.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nei tempi moderni della storia dello sport, siamo nel 1896, \u00e8 riportata la prima morte per incidente dovuta a sostanze proibite: durante una Bordeaux-Parigi di 600 chilometri un ciclista, cui il suo allenatore aveva somministrato un\u2019eccessiva quantit\u00e0 di trimetilamine, cadde a terra morto. L\u2019allenatore omicida era anche il presidente di una fabbrica di biciclette da corsa: gli interessi economici avevano fatto la prima vittima.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nonostante l\u2019ideatore dei Giochi Olimpici moderni, il barone Pierre de Coubertin, avesse cambiato sotto la sua spinta ellenistica lo sport da fenomeno aristocratico ristretto e selezionato \u2013 si pensi ai circoli anglosassoni vittoriani \u2013 ad espressione democratica e liberale, ispirata da nobili valori, nel tempo si svilupparono diversi germi nocivi all\u2019interno del movimento. Ne fu una sconvolgente testimonianza lo studio pubblicato dalla rivista inglese <em>Nature<\/em>, nel fascicolo del 4 ottobre 1984. Vennero riportati i dati di mortalit\u00e0 precoce fra i vincitori di medaglie olimpiche nei Giochi disputati dal 1952 al 1976: figurano 46 decessi fra i 1033 medagliati sovietici, 14 fra i 784 statunitensi e 12 fra i 786 tedeschi.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Da quella pubblicazione, lo sport ha continuato ad incontrarsi con l\u2019immorale utilizzo di pratiche scorrette: nuovi casi, nuove e vecchie Nazioni coinvolte, ma soprattutto nuove e tragiche morti, non solo nel mondo dell\u2019agonismo.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><strong>2. Definizione di doping: una tappa fondamentale<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">Definire il doping significa determinare il campo d\u2019azione di ogni schema di lotta, per poi fondare gli interventi necessari, preventivi e repressivi. Nel tempo si sono moltiplicate le definizioni delle diverse istituzioni sportive e dei poteri pubblici, alle quali venivano conseguentemente associate liste di sostanze e di metodi vietati, limitando in tal modo l\u2019opera di armonizzazione delle politiche da intraprendere per contrastare il fenomeno.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Per omogeneizzare la lotta al doping e incoraggiare la cooperazione tra le diverse istituzioni, il Consiglio d\u2019Europa adott\u00f2 nel 1984 la \u201cCarta europea antidoping\u201d. Ma \u00e8 nel 1989, con la \u201cConvenzione antidoping\u201d, che il Consiglio d\u2019Europa elabora un testo di notevole portata, che avr\u00e0 riflessi a livello governativo e sportivo.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><strong>3. La Convenzione del Consiglio d\u2019Europa: la prima regolamentazione per la lotta al doping<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">Il 16 novembre 1989, gli Stati membri del Consiglio d\u2019Europa e altri Stati hanno stipulato la Convenzione del Consiglio d\u2019Europa, la prima regolamentazione vincolante sul piano del diritto internazionale in materia di lotta al doping. In particolare, si tratta:<\/p>\n<ul dir=\"auto\">\n<li>della diminuzione della possibilit\u00e0 di procurarsi e di utilizzare droghe quali gli steroidi anabolizzanti;<\/li>\n<li>dell\u2019aiuto ai finanziamenti dei test anti-doping;<\/li>\n<li>dello stabilire un legame tra la rigida applicazione della regolamentazione anti-doping e il sovvenzionamento alle organizzazioni sportive nonch\u00e9 agli sportivi di entrambi i sessi;<\/li>\n<li>dei controlli anti-doping regolari tanto nell\u2019ambito che al di fuori delle gare sportive, comprese quelle in altri Paesi;<\/li>\n<li>dell\u2019elaborare e applicare programmi educativi e campagne informative, che evidenzino i pericoli per la salute inerenti al doping e il conseguente oltraggio ai valori etici dello sport.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"auto\">La Convenzione contiene un elenco di riferimento di sostanze proibite, periodicamente riesaminato da un gruppo di controllo, incaricato altres\u00ec dell\u2019applicazione delle disposizioni ivi contenute, da parte degli Stati aderenti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La Convenzione si basa su principi di cooperazione e ripartizione complementare delle responsabilit\u00e0 tra i poteri pubblici e le organizzazioni sportive a tutti i livelli. Ci\u00f2 cercava di rispettare le caratteristiche e le diverse attribuzioni del diritto sportivo e dell\u2019ordinamento giuridico. Nel seguente schema possiamo cos\u00ec riassumere le competenze:<\/p>\n<ul dir=\"auto\">\n<li>la comunit\u00e0 sportiva \u00e8 impegnata, prima di tutto, nei regolamenti, nei controlli antidoping, nelle sanzioni e relative misure disciplinari;<\/li>\n<li>i governi sono i maggiori responsabili delle misure legislative (relative al doping nello sport ed in generale alla regolamentazione sulle sostanze ed i metodi proibiti), delle misure finanziarie e dei laboratori (compreso il campo della ricerca), del coordinamento delle politiche e dell\u2019operato dei servizi e degli organismi pubblici impegnati nella lotta al doping, nel supporto alle organizzazioni sportive ad elaborare ed applicare le misure appropriate di loro competenza;<\/li>\n<li>entrambi si ripartiscono la responsabilit\u00e0 delle misure educative e dei programmi d\u2019informazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"auto\"><strong>4. L\u2019Agenzia Mondiale Antidoping (WADA)<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">Il 10 novembre 1999 a Losanna, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) cre\u00f2 l\u2019Agenzia Mondiale Antidoping: in francese <em>Agence mondiale antidopage<\/em> (AMA), in inglese <em>World Anti-Doping Agency<\/em> (WADA).<\/p>\n<p dir=\"auto\">La WADA \u00e8 una fondazione di diritto privato, regolata dal diritto civile svizzero, a partecipazione mista pubblico-privata, nata con lo specifico scopo di coordinare la lotta contro il doping nello sport. Nel 2002 il suo quartier generale fu spostato a Montreal in Canada, mantenendo la rappresentanza a Losanna per assicurare il coordinamento con l\u2019Europa e con le maggiori Organizzazioni sportive internazionali ivi sedenti. Sono stati inoltre creati altri uffici per assicurare il miglior coordinamento continentale.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La WADA \u00e8 responsabile del Programma Mondiale Anti-Doping, adottato da pi\u00f9 di 600 organizzazioni sportive, incluse Federazioni Sportive Internazionali, Organizzazioni Nazionali Anti-Doping, CIO ed il Comitato Internazionale Paralimpico. Dal 2014 il presidente \u00e8 Sir Craig Reedie.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Finanziata inizialmente per intero dal Comitato Olimpico Internazionale, oggi riceve da quest\u2019ultimo soltanto met\u00e0 delle sovvenzioni, mentre la restante parte proviene da alcuni Stati e governi che aderiscono al programma. A dirigere la WADA, suddivisi in ugual numero, sono rappresentanti di movimenti sportivi (inclusi gli atleti) e governi di vari Stati del mondo. Le attivit\u00e0 pi\u00f9 importanti svolte dalla fondazione comprendono ricerche scientifiche, formazione, sviluppo di modalit\u00e0 anti-doping ed il monitoraggio del Programma Mondiale Anti-Doping.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><strong>5. Il Programma Mondiale Antidoping WADA<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">Nell\u2019ambito del Programma Mondiale Antidoping, il Codice Mondiale Anti-Doping (Codice) \u00e8 il documento di base che armonizza le politiche antidoping, norme e regolamenti all\u2019interno delle organizzazioni sportive e tra le autorit\u00e0 pubbliche di tutto il mondo. Esso funziona in congiunzione con cinque standard internazionali volti a favorire la coerenza tra le organizzazioni antidoping in vari settori:<\/p>\n<ol dir=\"auto\">\n<li><strong>Standard Internazionale sui \u201cControlli Anti-doping\u201d<\/strong>: mira a pianificare i controlli in modo efficace, mantenendo l\u2019integrit\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 dei campioni biologici prelevati, con un adeguato sistema di notifica all\u2019atleta e di trasporto dei campioni ai laboratori per l\u2019analisi.<\/li>\n<li><strong>Standard Internazionale sui \u201cLaboratori\u201d<\/strong>: mira a garantire la produzione di risultati e dati probatori validi, in modo uniforme e armonizzato da parte di tutti i laboratori accreditati, nonch\u00e9 il rispetto dei criteri che devono essere soddisfatti dai laboratori antidoping per raggiungere e mantenere l\u2019accreditamento WADA.<\/li>\n<li><strong>Standard Internazionale sulle \u201cEsenzioni a fini terapeutici (TUE)\u201d<\/strong>: mira a garantire che il processo di concessione di trattamenti terapeutici altrimenti vietati sia armonizzato tra sport e tra Paesi.<\/li>\n<li><strong>Standard Internazionale sulla \u201cLista delle sostanze vietate e dei metodi proibiti\u201d<\/strong>: individua le sostanze ed i metodi proibiti in e fuori dalle competizioni (tenendo conto anche delle peculiarit\u00e0 delle discipline sportive), attraverso una classificazione per categorie diverse (ad esempio, steroidi, stimolanti, doping genetico).<\/li>\n<li><strong>Standard Internazionale sulla \u201cTutela della privacy e dei dati personali\u201d<\/strong>: mira ad assicurare che tutte le parti interessate coinvolte nella lotta al doping nello sport aderiscano ad una serie di protezioni minime di privacy, in occasione della raccolta e dell\u2019utilizzo dei dati personali e sensibili dell\u2019atleta (ad esempio le informazioni in materia di ubicazione, controlli antidoping e esenzioni a fini terapeutici).<\/li>\n<\/ol>\n<p dir=\"auto\">Questo approccio unificato affronta i problemi che erano sorti in precedenza dalle eterogenee attivit\u00e0 antidoping, messe in campo da una pluralit\u00e0 di Autorit\u00e0 in modo disgiunto e non coordinato.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><strong>6. La Convenzione dell\u2019UNESCO: il primo trattato mondiale contro il doping nello sport sul piano del diritto internazionale pubblico<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">Il 19 ottobre 2005 la Conferenza generale dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha sottoscritto la Convenzione internazionale contro il doping nello sport. La Convenzione dell\u2019UNESCO \u00e8 il primo trattato mondiale contro il doping nello sport sul piano del diritto internazionale pubblico: la finalit\u00e0 e la struttura si ispirano largamente a quelle della Convenzione del Consiglio d\u2019Europa. A questo proposito basta citare l\u2019art. 4, cpv. 3, della Convenzione dell\u2019UNESCO, che dichiara che gli allegati costituiscono parte integrante della Convenzione. Codice e Standard internazionali del Programma mondiale antidoping (PMA) risultano dunque vincolanti per i partner contrattuali.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><strong>7. Il ruolo della prevenzione, intesa come educazione ed informazione<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\">A livello nazionale ed internazionale si \u00e8 riconosciuto che per la lotta al doping nello sport non basta svolgere controlli sempre maggiori e pi\u00f9 precisi, durante e fuori le competizioni, perch\u00e9 un ruolo fondamentale \u00e8 svolto ormai dalla prevenzione, intesa come educazione ed informazione.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Gli atleti devono essere informati sui metodi ottimali di allenamento immuni dall\u2019assunzione di sostanze vietate o dalla sottoposizione a metodi proibiti, anche perch\u00e9 tali metodi ottimali di allenamento sono sani, ma soprattutto molto pi\u00f9 efficaci di quelli illeciti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Infatti, la cultura del doping ha creato una disinformazione terribile: si pensa che basta prendere un medicamento \u201cmiracoloso\u201d per avere risultati agonistici fuori dal normale.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Questa sottocultura unita al depauperamento di valori della societ\u00e0 attuale ha permesso la diffusione di tali pratiche illegali. Il doping \u00e8 un fenomeno sociale fin quando il pubblico e la societ\u00e0 intera apprezzeranno soltanto il lato commerciale delle prestazioni agonistiche.<\/p>\n<p dir=\"auto\">L\u2019interesse dei mass-media \u00e8 ormai incentrato sull\u2019aspetto \u201cspettacolare\u201d dello sport: anche i campioni vengono chiamati o si autodefiniscono con termini presi a prestito pi\u00f9 dal mondo circense che da quello sportivo.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La pressione sul singolo atleta sar\u00e0 sempre maggiore se non verranno apportate modifiche sostanziali al sistema deviato: lo sportivo cercher\u00e0 di andare oltre i suoi limiti naturali e perci\u00f2 sar\u00e0 facile preda del doping.<\/p>\n<p dir=\"auto\">L\u2019atleta, infatti, sta diventando il personaggio di alcune fiabe medioevali: il cavalier servente un po\u2019 goffo che pur di far colpo sull\u2019amata prendeva qualsiasi pozione magica, propinatagli da pseudo maghi o da \u201cinfernali\u201d streghe, che di satanico forse avevano solo l\u2019aspetto fisico.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Per il noto fenomeno dell\u2019emulazione, il gruppo a rischio di doping \u00e8 cambiato col tempo: non sono pi\u00f9 gli atleti di alto livello, bens\u00ec gli amanti della muscolatura che sempre pi\u00f9 affollano, per \u201cricrearsi\u201d, le palestre di tutto il mondo.<\/p>\n<p dir=\"auto\">L\u2019attivit\u00e0 di prevenzione va completata con una capillare informazione rivolta allo sportivo indipendentemente dall\u2019et\u00e0 e dal suo valore agonistico, al fine di pervenire ad una profonda operazione di formazione attraverso la quale l\u2019atleta potr\u00e0 recepire il valore etico-morale dello sport. Solo in questa accezione il doping potr\u00e0 essere sconfitto.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[1148],"fascicolo":[250],"class_list":["post-2312","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-marco-arpino","fascicolo-giugno-2017"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Il doping nello sport. Le azioni di contrasto a livello inter-nazionale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Marco Arpino, pubblicato nel numero di Giugno 2017. 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