{"id":2310,"date":"2017-06-01T12:00:00","date_gmt":"2017-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2310"},"modified":"2026-04-13T08:53:04","modified_gmt":"2026-04-13T06:53:04","slug":"ciclismo-filosofico-piccolo-divertimento-epistemologico","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2017\/giugno\/ciclismo-filosofico-piccolo-divertimento-epistemologico\/","title":{"rendered":"Ciclismo filosofico. Piccolo divertimento epistemologico"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div>\n<div>\n<p dir=\"auto\">Il vivere d\u2019arte e di ragioni\u00b9 rappresenta la propriet\u00e0 tipicamente culturale dell\u2019essere umano. Proprio per questo il fine di ogni arte e di ogni scienza \u00e8 la perfezione stessa dell\u2019uomo, nella quale consiste la sua felicit\u00e0\u00b2. Coltivarsi, infatti, significa perfezionarsi, cio\u00e8 raggiungere la piena attuazione delle potenzialit\u00e0 e delle disposizioni che appartengono alla nostra natura di animali razionali.<\/p>\n<p dir=\"auto\">L\u2019arte \u00e8 in certo modo il luogo sintetico dei diversi fattori che costituiscono l\u2019umano nel suo progetto di autoperfezionamento e di perfezionamento del proprio ambiente vitale. Essa \u00e8 insieme qualit\u00e0 operativa, che giunge fino a coagulare la materia e lo spirito, e simbolo o documento di un essere perfettamente equilibrato nella sua unit\u00e0 metafisica.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ad un certo suo livello operativo, l\u2019arte rivela la capacit\u00e0 di infinito che c\u2019\u00e8 nell\u2019uomo, non solo nell\u2019escogitare, ma anche nel fare, per la perfetta proporzione che sussiste tra la sua ragione e l\u2019anatomia delle sue mani: come l\u2019anima razionale \u00e8 capace di essere conoscitivamente ogni ente, cos\u00ec le mani dell\u2019uomo sono capaci di realizzare strumenti di infinite fogge, per infiniti effetti\u00b3.<\/p>\n<p dir=\"auto\">In generale, l\u2019arte si definisce come \u00abregola delle cose da farsi\u00bb (<em>recta ratio factibilium<\/em>)\u2074. Essa \u00e8 cio\u00e8 sia un <em>habitus<\/em> (capacit\u00e0\/abitudine acquisita) pratico che presiede alla direzione precisa di un\u2019opera, sia la regola che regge l\u2019esecuzione perfetta della medesima opera.<\/p>\n<p dir=\"auto\">In modo pi\u00f9 analitico, si potrebbe dire che sul piano formale (<em>recta ratio<\/em>, regola) la presente definizione presenta l\u2019arte come regola, retta determinazione giudicativa. In questo senso, l\u2019arte \u00e8 una virt\u00f9 intellettuale, cio\u00e8 una qualit\u00e0 (<em>habitus<\/em>) che rende capace l\u2019intelletto pratico di giudicare in concreto, con certezza, facilit\u00e0 e diletto (cio\u00e8 in modo quasi vitale), la regola o misura conveniente in una determinata materia.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Sul piano materiale, invece, la definizione indica il <em>fattibile<\/em> come l\u2019ambito operativo tipico dell\u2019arte. Le opere \u00abda fare\u00bb sono la materia cui viene applicata la regola o misura.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il <em>fare<\/em> indica un\u2019azione che perfeziona un oggetto che sta in certo modo di fronte al soggetto agente in quanto agente, cio\u00e8 un\u2019azione che <em>transita<\/em> (<em>actio transiens<\/em>) dal soggetto all\u2019oggetto che gli \u00e8 esterno come suo prodotto (es. costruire una casa, pronunciare un discorso, medicare una ferita ecc.). Il fare si semantizza quindi per opposizione all\u2019<em>agire<\/em>, che indica un\u2019azione che perfeziona lo stesso soggetto agente in quanto agente, <em>permanendo<\/em> in esso (<em>actio immanens<\/em>): per es. nell\u2019ordine psicologico il conoscere e l\u2019amare; nell\u2019ordine fisico il respirare ecc.\u2075<\/p>\n<p dir=\"auto\">In sintesi, dunque, l\u2019arte come tale \u00e8 un <em>habitus<\/em> intellettuale di ordine pratico. E siccome la prassi segue la teoresi, l\u2019arte comprende in se stessa la dimensione formale di <em>scienza<\/em> e quella materiale di <em>tecnica<\/em>.<\/p>\n<blockquote dir=\"auto\">\n<p dir=\"auto\">Ut docens (come insegnamento), l\u2019arte ciclistica \u00e8 scienza subalterna alla medicina in senso lato, come arte o scienza fisico-igienica (anatomia, istologia, fisiologia, dietologia, psicologia empirica) e alla fisica meccanica.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p dir=\"auto\">Come scienza (<em>ars docens<\/em>), l\u2019arte deve rendere <em>ragione<\/em> dei propri principi o regole\u2076, che, se non sono primi o assoluti \u2013 come nel caso della logica \u2013 derivano da scienze superiori, determinando cos\u00ec l\u2019arte come <em>scienza subalterna<\/em>.\u2077 Come tecnica (<em>ars utens<\/em>), l\u2019arte <em>applica<\/em> le sue regole al fine di realizzare debitamente l\u2019opera alla quale essa \u00e8 ordinata.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La divisione dell\u2019arte come tale \u00e8 determinata dal fattibile cio\u00e8 dall\u2019oggetto del fare. E il fattibile pu\u00f2 richiedere il lavoro del corpo che \u00e8 a servizio dell\u2019anima, oppure il semplice lavoro dell\u2019anima per se stessa. In questo modo avremo la divisione principale dell\u2019arte in arti servili o meccaniche, in quanto si riferiscono al corpo, e arti liberali, in quanto si riferiscono all\u2019anima.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Le arti servili o meccaniche possono avere una duplice finalit\u00e0: l\u2019utilit\u00e0 o il diletto. Questo comporta un\u2019ulteriore divisione tra arti per s\u00e9 meccaniche, finalizzate all\u2019utile cio\u00e8 alle necessit\u00e0 della vita, e arti belle che sono liberali quanto al concepimento, ma meccaniche quanto all\u2019esecuzione, e hanno di mira il bello sensibile.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Le arti per s\u00e9 meccaniche, o utili, realizzano la cultura fisico-tecnologica quanto al corpo umano e ai corpi esterni all\u2019uomo. Esse si subordinano in generale alle scienze fisico-matematiche.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Rispetto al corpo umano si d\u00e0 l\u2019arte medica in genere (cultura fisico-igienica), che si settorializza secondo i tre abiti entitativi corporei buoni. All\u2019abito fondamentale della salute presiede la medicina in senso stretto; agli abiti secondari del vigore fisico e della bellezza fisica presiedono rispettivamente la ginnastica con i diversi sports e la cosmetica.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il ciclismo sportivo \u00e8 un esempio di arte meccanica ed \u00e8 ad un tempo simbolo e disciplina di perfezione.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 simbolo che attrae intuitivamente e rinvia razionalmente perch\u00e9 \u00e8 un condensato sensibile di pi\u00f9 nozioni o idee. \u00c8 metafora della perfezione metafisica. La linea circolare, come il moto locale circolare, ha in s\u00e9 tutto ci\u00f2 che le compete secondo la sua specie, senza nulla di aggiunto. Infatti, la linea circolare (come il moto circolare) ha in s\u00e9 il principio, il mezzo e il termine, perch\u00e9 ogni suo punto \u00e8 insieme principio, mezzo e termine. Ora, tutto ci\u00f2 che ha in s\u00e9 quanto pu\u00f2 e deve avere, senza che nulla vi si possa aggiungere, \u00e8 perfetto. Infatti, \u00abperfectum est illud cui nihil deest eorum quae potest et debet habere\u00bb (perfetto \u00e8 ci\u00f2 a cui nulla manca di quello che pu\u00f2 e deve avere). Dunque, la linea circolare e il moto circolare sono perfetti nel loro genere).\u2078 L\u2019azione ciclistica \u00e8 concretizzazione e sviluppo fisico (ruote, catena, pedaliera) dell\u2019idea della circolarit\u00e0 e della ciclicit\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"auto\">E del resto, anche nel podismo, soprattutto nella corsa veloce, la fluidit\u00e0 dell\u2019azione si trova nella falcata \u00abrotonda\u00bb. Valerij Borzov, grande sprinter sovietico degli anni \u201970, diceva di immaginare la pedalata quando sviluppava la falcata in distensione.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Dunque, l\u2019azione ciclistica \u00e8 evocazione metaforica della perfezione metafisica e immagine cosmica di una fantastica quintessenzialit\u00e0 eterea.\u2079 Ma \u00e8 anche metafora della perfezione storica e umana. L\u2019uomo \u00e8 soggetto storico, cio\u00e8 per natura coinvolto nella mobilit\u00e0 in tutte le sue valenze: movimento, vitalit\u00e0, azione continua, sviluppo, novit\u00e0, cambiamento; aspetti implicati essenzialmente nell\u2019attivit\u00e0 ciclistica.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 disciplina di perfezione. \u00c8 cio\u00e8 un\u2019arte che analizza <em>per causas<\/em> (cercando le cause) (ciclismo <em>docens<\/em> = scienza) e coltiva tecnicamente (ciclismo <em>utens<\/em> = arte meccanica per s\u00e9 e indirettamente liberale) le condizioni della perfezione dell\u2019uomo atleta.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ut docens (come insegnamento), l\u2019arte ciclistica \u00e8 scienza subalterna alla medicina in senso lato, come arte o scienza fisico-igienica (anatomia, istologia, fisiologia, dietologia, psicologia empirica) e alla fisica meccanica. Essa ha per oggetto materiale tutto ci\u00f2 che riguarda in qualche modo la prestazione atletica di un uomo effettuata con una bicicletta. Il suo oggetto formale <em>quod<\/em> (ci\u00f2 che si considera) \u00e8 il ciclista in quanto agonista (non necessariamente antagonista!); il suo oggetto formale <em>quo<\/em> (attraverso cui si considera) o prospettiva \u00e8 il rendimento ottimale, cio\u00e8 la selezione del meglio energetico che inquadra appunto l\u2019agonismo. Nel definire o caratterizzare l\u2019uomo che va in bicicletta ci si pone dal punto di vista della formalit\u00e0 agonistica, che considera il rendimento ottimale e non semplicemente la condizione meccanico-esecutiva. Ma il ciclismo \u00e8 anche sapienza in senso relativo, giacch\u00e9 \u00e8 organizzazione di un complesso di materiali e nozioni, sotto un\u2019idea guida (<em>sapientis est ordinare<\/em>, \u00e8 proprio dell\u2019uomo saggio mettere ordine): direttamente, sul piano tecnico-atletico; indirettamente sul piano umano.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Su quest\u2019ultimo piano, dal punto di vista psicologico-morale, determina la tempra; dal punto di vista spirituale-meditativo il ciclista \u00e8 solo con se stesso e riflette sulle diverse condizioni della vita umana: gioia, fatica, sofferenza, forza d\u2019animo, bellezza del mondo esterno e bellezza del suo mondo interiore, al quale chiede tutto.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ut utens (come esercizio) il ciclismo \u00e8 cultura in senso attivo, che porta al perfezionamento del ciclista con la creazione di quelle qualit\u00e0 che lo devono caratterizzare, cio\u00e8 disposizioni e <em>habitus<\/em> sia di ordine fisico che determinano lo stile del gesto atletico: la salute, il vigore, l\u2019equilibrio armonico o bellezza della complessione fisica; sia di ordine psichico-spirituale: direttamente i condizionamenti psichici come la prontezza di riflessi, l\u2019attenzione, la capacit\u00e0 di sopportazione della fatica ecc., indirettamente le qualit\u00e0 morali, cio\u00e8 le virt\u00f9 e le loro condizioni (es. coraggio nella solitudine e nel silenzio; amicizia con i compagni di via, conforto, aiuto, sostegno ecc.).<\/p>\n<p dir=\"auto\">Vorrei far notare che anche rispetto alla nozione di gloria, e cio\u00e8 di nobilt\u00e0 nel bene, si possono ritrovare connotazioni precise e importanti in questo ambito sportivo. La gloria estrinseca consiste nel riconoscimento e nel plauso altrui per le qualit\u00e0 e le prestazioni che il ciclista possiede e realizza come segnale della perfezione raggiunta. Per s\u00e9 questa gloria \u00e8 onesta, utile e piacevole, sia per chi la riceve, sia per chi la tributa, perch\u00e9 fondata sulla perfezione specifica dell\u2019atleta: a) onesta, perch\u00e9 riconoscimento e attestazione di dignit\u00e0 ed eccellenza; per essa, l\u2019atleta \u00e8 come un tipo ideale individuato concretamente: \u00e8 una specie di universale concreto. Per es., la gloria tributata ad un vincitore olimpico o di campionato mondiale \u00e8 nello stesso tempo gloria dell\u2019atleta, della nazione che egli rappresenta e dell\u2019umanit\u00e0 intera, che vede in quella prestazione i vertici delle proprie possibilit\u00e0 fisiche. b) Utile, perch\u00e9 incentiva il senso di responsabilit\u00e0 dell\u2019atleta e funge da esempio, stimolo e sprone per chi la riconosce tributandola. c) Piacevole, perch\u00e9 coscienza di un bene posseduto (atleta) ed emblematicamente condiviso (sostenitori).<\/p>\n<p dir=\"auto\">Per accidens essa pu\u00f2 essere disonesta, inutile e dannosa, se non fondata su una obiettiva perfezione o bene; o determinante un condizionamento psicologico tale da pressare eccessivamente sullo spirito dell\u2019atleta e gravare sulla sua serenit\u00e0 e sulle prestazioni successive.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La gloria intrinseca si realizza pienamente nella coscienza dell\u2019atleta, dove le perfezioni e le qualit\u00e0 del soggetto, conquistate con disciplina e sacrificio, vengono intimamente percepite e contemplate dallo stesso soggetto, senza bisogno di comparazioni o cimenti, perch\u00e9 l\u2019irripetibilit\u00e0 della coscienza individuale non \u00e8 turbata da aggiunte estrinseche, ma si compiace di ci\u00f2 che ha in s\u00e9, in quanto maturato in s\u00e9. Ripeto: l\u2019agonismo non richiede necessariamente l\u2019antagonismo, se non in senso metaforico, cio\u00e8 il cimento con se stessi!<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 la sensazione generale di benessere, sul piano psico-fisiologico, che d\u00e0 agilit\u00e0, voglia di fare, gioia e letizia, prontezza, disponibilit\u00e0, serenit\u00e0 di fondo. Sul piano spirituale, d\u00e0 il gusto della magnanimit\u00e0 (aspirando all\u2019ideale dell\u2019incremento della propria perfezione relativa) e dell\u2019umilt\u00e0 (riconoscendo onestamente le proprie capacit\u00e0 senza esagerazioni presuntuose, ma valutandole come veri \u00abtalenti\u00bb). \u00c8 la contemplazione o lo sguardo interiore compiaciuto del saper dare tutto senza sciupare niente; della grandezza della propria miseria, piena di dignit\u00e0; \u00e8 l\u2019ammirazione commossa per la ricchezza della propria creaturalit\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>1<\/sup> Cf. Tommaso d\u2019Aquino, <em>1 Post.<\/em>, Prol.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>2<\/sup> Cf. Id., <em>Met.<\/em>, Prooem.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>3<\/sup> Cf. Tommaso d\u2019Aquino, <em>I<\/em>, 76,5, ad 4. In questo passo S. Tommaso inferisce la convenienza della ragione e delle mani per l\u2019uomo data l\u2019infinita apertura della sua anima, che non \u00e8 di per s\u00e9 determinata ad alcunch\u00e9 \u2013 a differenza di quella degli altri animali. Il parallelismo tra mani e anima umana \u00e8 tracciato, sulla scia di Aristotele, anche nel seguente brano: \u00abDal che appare evidente che l\u2019anima \u00e8 simile alla mano. La mano \u00e8 infatti l\u2019organo degli organi (l\u2019organo per eccellenza) perch\u00e9 essa \u00e8 data all\u2019uomo al posto di tutti gli organi che sono dati agli altri animali per difendersi, per attaccare, o per coprirsi. Tutte queste cose l\u2019uomo se le prepara da se stesso. E similmente l\u2019anima \u00e8 data all\u2019uomo al posto di tutte le forme, perch\u00e9 l\u2019uomo sia in qualche modo tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8, in quanto secondo la sua anima \u00e8 in qualche modo tutto, giacch\u00e9 la sua anima \u00e8 recettiva di tutte le forme. Infatti l\u2019intelletto \u00e8 una certa potenza acquisitiva di tutte le forme intelligibili, ed il senso \u00e8 una certa potenza acquisitiva di tutte le forme sensibili\u00bb.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>4<\/sup> Cf. Tommaso d\u2019Aquino, <em>I-II<\/em>,57,4.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>5<\/sup> L\u2019<em>agire<\/em>, nella misura in cui \u00e8 libero e deliberato, e quindi valutabile e imperabile moralmente, \u00e8 il materiale della virt\u00f9 della prudenza.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>6<\/sup> Cfr. Tommaso d\u2019Aquino, <em>4 Met.<\/em>, l.4.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>7<\/sup> La scienza subalternante mostra la ragione <em>propter quid<\/em>, cio\u00e8 la causa essenziale dell\u2019attribuzione di un predicato ad un soggetto; la scienza subalterna, invece, \u00e8 semplicemente constatativa o mostrativa di tale relazione fattuale (<em>ratio quia<\/em>), come anche applicativa di tali principi a materie che si scostano solo per differenze accidentali dalla principale. Cfr. Tommaso d\u2019Aquino, <em>In B. Trin.<\/em>, 2,1,1, ad5; <em>1 Post.<\/em>, l.25; <em>I<\/em>,1,2.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>8<\/sup> Tommaso d\u2019Aquino, <em>1 De Caelo<\/em>, l.4.<\/p>\n<p dir=\"auto\"><sup>9<\/sup> Etere, <em>aither<\/em> da <em>aitho<\/em> = ardo secondo Anassagora, o da <em>theein<\/em> = correre: \u00abquod semper currit sempiterno tempore\u00bb Aristotele \u2013 Tommaso d\u2019Aquino, <em>1 De Caelo<\/em>, III.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[1118],"fascicolo":[250],"class_list":["post-2310","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-giuseppe-barzaghi","fascicolo-giugno-2017"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Ciclismo filosofico. 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