{"id":2222,"date":"2016-02-01T12:00:00","date_gmt":"2016-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2222"},"modified":"2026-04-12T22:21:53","modified_gmt":"2026-04-12T20:21:53","slug":"la-violenza-politica-in-iraq","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2016\/febbraio\/la-violenza-politica-in-iraq\/","title":{"rendered":"La violenza politica in Iraq"},"content":{"rendered":"<p>La violenza abituale in Iraq ha raggiunto un livello importante ed \u00e8 collegata alla personalit\u00e0 dell\u2019individuo iracheno: questo comportamento \u00e8 radicato nella politica del paese e la politica sta usando la violenza in maniera sempre maggiore con il passare del tempo. Il comportamento violento ed aggressivo \u00e8 una cosa abituale e lo praticano le classi dirigenti contro i loro avversari politici<sup>1<\/sup>.<br \/>\nSicuramente questo comportamento violento nell\u2019atteggiamento delle classi dirigenti non viene dal niente: i motivi sono tanti e vari e ci sono motivi particolari che stanno dietro la violenza politica in Iraq.<br \/>\nEvidenziamo alcuni fattori importanti:<\/p>\n<p><strong>1) Il fattore sociale:<\/strong>\u00a0l\u2019Iraq &#8211; come ho gi\u00e0 riferito nella mia tesi di dottorato che si intitolava: I conflitti etnici e religiosi nell\u2019Iraq contemporaneo dal punto di vista del dialogo interreligioso, 2012 \u2013 \u00e8 stato un campo di battaglia tra due belligeranti, l\u2019impero ottomano e quello persiano. Alla fine ha vinto la battaglia l\u2019impero ottomano con la conseguenza che il dominio e il controllo degli ottomani sull\u2019Iraq \u00e8 iniziato nel 1517 e si \u00e8 esteso fino al secondo decennio del XX secolo.<br \/>\nIl dominio dell\u2019impero ottomano \u00e8 stato segnato da autoritarismo, avidit\u00e0 e esclusione. Tale sistema politico rispecchiava il modello di governante vigente presso l\u2019\u00e9lite di un piccolo numero di turchi ed alcuni personaggi di alto livello provenienti da famiglie benestanti locali. Il sistema delle entrate turco e l\u2019imposizione di diverse imposte ha causato un enorme carico finanziario sugli agricoltori e sulla popolazione in generale. Questi erano disarmati e senza protezione di fronte al rischio di coercizione e di fame, che si univa all\u2019assenza di qualsiasi riforma sociale possibile.<br \/>\nMentre il potere ottomano era per lo pi\u00f9 concentrato nelle grandi citt\u00e0, esso ha lasciato il resto delle aree in potere dei clan e delle trib\u00f9 che a loro volta hanno imposto leggi per governare, controllare e diffondere il saccheggio sul popolo iracheno. E cos\u00ec la violenza ha imposto la sua presenza nei rapporti tra le persone: i clan e le trib\u00f9 hanno influenzato in questo senso la societ\u00e0 irachena. Questa influenza non si \u00e8 conclusa con l\u2019istituzione della monarchia in Iraq, anzi c\u2019\u00e8 stato un aumento dell\u2019uso della forza. Quindi sono mancate in Iraq le basi necessarie alla creazione di un sistema statale moderno.<br \/>\nLa struttura politica nei suoi aspetti moderni \u00e8 stata solo una facciata posta a copertura di una societ\u00e0 arretrata che soffriva la diffusa povert\u00e0 ed ignoranza. Le relazioni sociali evidenziano ancora gli aspetti tradizionali del non fidarsi degli altri e del dubitare delle loro intenzioni e informazioni. Le condizioni sociali della societ\u00e0 irachena hanno prodotto valori tradizionali che non corrispondono alle pratiche moderne di amministrazione e politica, come \u00e8 l\u2019uso della violenza quale mezzo di gestire e risolvere le divergenze. E lo conferma il sociologo iracheno Ali Al-wardi asserendo che l\u2019Iraq prima dagli altri paesi nella zona \u00e8 rimasto per molti secoli sotto la pressione delle valori e delle leggi dei beduini e di conflitti tribali, etnici e nazionali. Tutto ci\u00f2 ha prodotto una civilt\u00e0 urbana che applica questi principi e valori anche nel trattare tra gli stessi concittadini<sup>2<\/sup>.<br \/>\nIl clan \u00e8 sinonimo di settarismo e questo \u00e8 un fenomeno di carattere sociale imposto dalle circostanze storiche vissute dai gruppi umani. Gli aspetti negativi di questo sistema diventano visibili mentre penetrano nei rapporti e nei nuovi spazi sociali pi\u00f9 ampiamente di quello in altri paesi dei dintorni<sup>3<\/sup>. Attualmente nella societ\u00e0 irachena sta rinascendo il settarismo in maniera pi\u00f9 forte ed ampia, dopo una fase di debolezza e di arretramento. Ci sono delle manifestazioni di violenza sociale contro le donne, come ad esempio la violenza sessuale, diffusa nel nord e nel sud dell\u2019Iraq e in aree particolari a causa delle tradizioni legate al ritardo nel divieto di maltrattare fisicamente le donne o di sottoporle a trattamenti inadeguati. Cos\u00ec come quelle tradizioni legate all\u2019onore, a sposare le minorenni, ai matrimoni forzati<sup>4<\/sup>.<br \/>\nUno dei fenomeni sociali negativi nella societ\u00e0 irachena che maggiormente aiuta la permanenza della violenza \u00e8 il fenomeno di diffusione delle armi tra i membri della societ\u00e0 in maniera molto ampia. Si considera il possesso delle armi un segno di orgoglio e virilit\u00e0 per il cittadino iracheno e non c\u2019\u00e8 una casa nella societ\u00e0 irachena che non abbia un\u2019arma, specialmente dopo la caduta del regime di Saddam Hussein nel 09\/04\/2003 quando ci fu il saccheggio delle armi di tutti i campi e impianti di produzione militare. Cos\u00ec come la politica del passato regime che perseguiva la militarizzazione della societ\u00e0 attraverso la distribuzione delle armi ai comuni cittadini.<br \/>\n\u00c8 interessante considerare che la distribuzione delle armi comprende non solo armi leggere richieste dagli individui della societ\u00e0 irachena alla ricerca di protezione a livello personale, ma include anche armi pesanti. E questo fatto ha aiutato l\u2019espansione delle milizie armate non legali.<br \/>\nLa storia contemporanea dell\u2019Iraq \u00e8 stata testimone di un tale fenomeno che collide con il concetto dello stato moderno. La distribuzioni delle armi \u00e8 stato adottata dall\u2019 au\u001ftorit\u00e0 statale favorendo di volta in volta particolari gruppi affiliati ad una appartenenza politica. In tal modo l\u2019autorit\u00e0 ha organizzato ed armato gruppi fuori dalle istituzioni formali riconosciute come la sicurezza e la polizia. \u00c8 da l\u00ec che proviene la rinascita della resistenza popolare, la guardia nazionale, l\u2019esercito popolare, gruppi di risveglio e la bashmarga. Questi gruppi sono per loro natura forze indisciplinate che agiscono per estendere la propria autorit\u00e0 ed imporre la propria \u2018legge\u2019 che \u00e8 del tutto illegale. Questo fatto sociale confluisce nell\u2019attuale tendenza della societ\u00e0 irachena a comportarsi con violenza.<\/p>\n<p><strong>2) Il fattore geografico:<\/strong>\u00a0l\u2019Iraq come territorio contiene quasi tutte le caratteristiche di geografiche e climatiche del mondo. Il paese possiede aspre montagne torreggianti, pianure e deserti, laghi e paludi e i due fiumi grandi, il Tigre e l\u2019Eufrate, con i loro affluenti. L\u2019Iraq come clima gode di quattro stagioni in cui le temperature variano tra gli alti e bassi in modo che la differenza \u00e8 di oltre 70 gradi F. Questi dati dissonanti dalla natura della geografia e del clima costituiscono caratteristiche che hanno influito in modo indiretto sulla natura della personalit\u00e0 degli iracheni. Hanno prodotto negli abitanti di ogni regione delle caratteristiche ed umori diversi dalle altre aree dello stesso paese.<br \/>\nL\u2019Iraq come paese agricolo e attraverso la sua storia \u00e8 sempre dipeso da un sistema di irrigazione centralizzata per usufruire di un\u2019ampia rete fluviale presente in esso. Ci\u00f2 ha creato un sistema autoritario centrale perch\u00e9 la questione dell\u2019acqua \u00e8 una questione di vita o morte per gli esseri umani e in modo particolare per le varie societ\u00e0 agricole. Di conseguenza questo fatto ha generato e sviluppato nello stesso momento un sistema tirannico di controllo e ha creato il potere assoluto, e questo vuol dire corruzione assoluta.<br \/>\nLa paura era il principio sul quale si basava il governo della tirannide<sup>5<\/sup>. Intanto era un governo ingiusto e tirannico, che praticava l\u2019ingiustizia con l\u2019uso della violenza nelle sue forme diverse<sup>6<\/sup>. Un altro fatto determinante \u00e8 quello del ripetersi delle scene degli alluvioni che spingevano il cittadino iracheno a sentirsi pressato a causa della durezza della natura nei suoi confronti. Questo influiva in modo negativo sulla psicologia dell\u2019individuo iracheno e provocava nella sua natura profonda reazioni ed umori tragici come ansia, violenza e ribellione.<\/p>\n<p><strong>3) Il fattore storico:<\/strong>\u00a0l\u2019Iraq \u00e8 stato e rimane tuttora un obiettivo per gli invasori provenienti da ogni parte a causa di numerosi e diversi motivi tra i quali la sua posizione geografica. \u00c8 stata sempre una continuazione di guerre per dominarlo e controllarlo. Di conseguenza questa situazione preoccupante ha fatto creare, nascere e vivere una violenza molto vigorosa e una polarizzazione settaria, sanguinosa, amara a causa delle potenze dominanti che ci sono in Baghdad. Questi fatti hanno lasciato un segno forte negli iracheni in generale. Chi vive nella societ\u00e0 irachena pu\u00f2 notare e vedere la presenza in maniera forte di ogni tipo di violenza, uccisione, distruzione, saccheggio, lo spostamento e il cambiamento demografico e anche l\u2019emergere di forze sociali, economiche e politiche, di nuove culture e i comportamenti. Ci\u00f2 ha portato a diversit\u00e0 etnico-religioso che a loro volta generano una molteplicit\u00e0 di religioni ed etnie diverse: arabi, curdi, turkmeni, armeni, siri e caldei, shabak e yazidi \u2026ecc.<br \/>\nGli iracheni in generale, hanno subito in modo forte il settarismo religioso che ha prodotto il settarismo politico. I movimenti conflittuali sul territorio iracheno sono stati fonte di differenza nei movimenti e gruppi religiosi, compresi movimenti estremisti. Sono \u2018rinate\u2019 le radici dei gruppi islamici pi\u00f9 grandi, sunniti e sciiti. L\u2019emergere della differenza di questi due grandi gruppi nell\u2019Islam risale nella storia alla lotta politica per il potere. \u00c8 questo che si considera il primo ed ultimo motivo sia della violenza sia dei conflitti etnici e religiosi che ci sono in Iraq. Esso tende alla ricerca del potere e la storia ripete se stessa nel proseguimento della violenza sanguinosa fino ad oggi.<br \/>\nRiflettendo sulla storia di questo paese scopriamo che la violenza in Iraq \u00e8 uno dei motivi pi\u00f9 importanti e pericolosi che hanno contribuito a seminare in maniera potente la violenza dentro all\u2019essere umano iracheno, oltre ad aver fatto vivere gli iracheni nell\u2019ansia e nella povert\u00e0 e nel saccheggio da parte dei politici iracheni che governavano. E questo sia da parte degli invasori esterni, dell\u2019occu\u001fpazione straniera che da membri della stessa societ\u00e0 irachena. Le manife\u001fstazioni di spostamenti forzati e di diffusi omicidi, e la stessa diffusione della morte, spingono il popolo iracheno a rispondere con un comportamento violento. Quando aumentano i comportamenti ricordati sopra, l\u2019indi\u001fviduo nella societ\u00e0 irachena viene influenzato ed portato a posizioni violente. Uno degli studi scientifici in questo caso ha indicato che la capacit\u00e0 di risposta negativa dell\u2019individuo iracheno a quegli stimoli \u00e8 una risposta con fatti di estrema violenza.<br \/>\nLa continuazione della violenza, i conflitti etnico-religiosi e la guerra in Iraq: si rinnova il ciclo della violenza e della durata dei conflitti etnico-religiosi. E questo significa la sopravvivenza in un ciclo continuo di violenza sanguinosa e una continua lotta per il potere gettando una grande ombra di dubbio sul concetto stesso di Stato.<\/p>\n<p><strong>4) Il fattore economico:<\/strong>\u00a0questo \u00e8 uno dei fattori principali nel susseguirsi della violenza in Iraq. Le condizioni economiche sfavorevoli hanno provocato l\u2019assenza di una base politica efficace che lavori per creare coerenza e integrazione tra le varie autorit\u00e0 nel sistema politico.<br \/>\nIl sistema socio-economico durante tutta l\u2019et\u00e0 del regno d\u2019Iraq era stato segnato da una grande differenza nella distribuzione del reddito: nella parte superiore della piramide una piccola classe sociale di gruppi ricchi, mentre il resto della popolazione irachena soffriva di estrema povert\u00e0, ignoranza e malattia. Questo ha portato alla divisione netta della societ\u00e0 irachena in due classi sociali: i ricchi e i poveri, e la divisione era in tutto favorevole alla classe ricca. Inoltre si \u00e8 prodotta l\u2019assenza di una classe sociale media che prendesse su di s\u00e9 la guida dell\u2019opposizione e i cambiamenti nella societ\u00e0<sup>7<\/sup>. Una situazione simile \u00e8 accaduta durante il blocco economico (dal 1991- fino 2003).<br \/>\nLa situazione economica \u00e8 peggiorata a causa dell\u2019arretratezza nelle condizioni sociali che hanno portato alla perdita delle basi sociali fondamento dell\u2019autorit\u00e0 politica che da essa trae la sua forza. Tutto questo deriva da una estrema povert\u00e0 diffusa in maniera molto ampia tra la popolazione irachena al centro di un ambiente d\u2019analfabetismo, e soggetta a forme di pensiero e a concetti tradizionali radicati.<br \/>\nLa causa principale del peggioramento delle condizioni generali \u00e8 la povert\u00e0 diffusa che come risultato porta con s\u00e9 l\u2019ignoranza e la malattia. Questi fattori portano al sottosviluppo che \u00e8 considerato un terreno fertile per creare la violenza. Il potere in Iraq h acquisito, grazie alla nazionalizzazione del petrolio, una grande capacit\u00e0 distruttiva e nello stesso momento la ricchezza petrolifera e l\u2019ab\u001fbondanza finanziaria sono diventate uno dei fattori principali di distruzione di massa in tutti gli aspetti morali, economici, politici e sociali.<\/p>\n<p><strong>5)<\/strong>\u00a0<strong>il fattore religioso:<\/strong>\u00a0\u00e8 il fattore che si considera il pi\u00f9 pericoloso e il pi\u00f9 sensibile nel corso della violenza in Iraq. Il settarismo \u00e8 il fatto che determina in larga misura identit\u00e0 che superano il carattere nazionale. E se vi aggiungiamo l\u2019elemento nazionale, sar\u00e0 una fattore di massima pericolosit\u00e0 perch\u00e9 porta a fuga ed avversione. In Iraq vi \u00e8 una chiara differenziazione tra gli sciiti e sunniti<sup>8<\/sup>; aggiungendovi nell\u2019ultima fase anche i curdi.<br \/>\nLa differenza settaria &#8211; che \u00e8 una variazione naturale dovuta all\u2019emergere delle religioni e al loro sviluppo \u2013 ha lasciato in Iraq un segno chiaro nella societ\u00e0 attraverso i rituali e le pratiche di culto. Le dottrine islamiche, invece di essere una strada per arrivare a Dio (unica verit\u00e0), hanno portato alla mancanza di consapevolezza e alla mancanza di rispetto per le altre dottrine e i loro opinioni. Abbiamo solo intolleranza e distorsione della storia e conseguente emarginazione di altri gruppi.<br \/>\nIl risultato conseguito \u00e8 una comprensione errata della religione. E questa comprensione ha portato poi alle pi\u00f9 ampie contese mortali riguardo l\u2019umanit\u00e0 del popolo iracheno; rendendolo pi\u00f9 facile a sviluppare i semi di conflitti etnici-religiosi che sono diventati conflitti sanguinosi in maniera forte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Attraverso questo studio, possiamo dire che la violenza in Iraq \u00e8 per lo pi\u00f9 una violenza politica pi\u00f9 che una violenza sociale. La violenza politica \u00e8 quella che complica i problemi economici e sociali. Questo \u00e8 il pi\u00f9 grande pericolo e porta in s\u00e9 lo scoppio della violenza civile. \u00c9 la nostra grande paura: la violenza civile che poi pu\u00f2 provocare di conseguenza la divisione e strappare la societ\u00e0 irachena e l\u2019Iraq stesso come popolo e stato. Possiamo dire anche che la violenza in Iraq \u00e8 una realt\u00e0 socio-politica che ha le caratteristiche di essere collettiva, storica, ideale e funzionale, compreso il carattere di coercizione. Essa \u00e8 una realt\u00e0 esistente gi\u00e0 all\u2019interno e all\u2019esterno della societ\u00e0 irachena e si trova prima che la comprenda l\u2019individuo singolo.<br \/>\nIn realt\u00e0 il condizionamento del fatto psicologico dell\u2019individuo iracheno insieme con le condizioni che ci sono nella societ\u00e0 irachena \u00e8 solo una coercizione sociale; che poi la persona irachena ha acquisito attraverso la socializzazione e l\u2019istruzione, l\u2019educazione e le relazioni sociali, in modo che pervadono il subconscio e diventano parte della sua composizione ed esistenza.<br \/>\nCi\u00f2 significa che le condizioni oggettive sono controllate dalla violenza in Iraq oltre all\u2019auto-condizionamento personale, vale a dire che non possiamo giudicare facilmente la violenza: sembra un acquisto storico irreversibile attraverso la successione generazionale. I cittadini iracheni sono stati sottoposti a condizioni di stress sovrumano e cos\u00ec hanno reagito istintivamente. Come cambiare le percezioni e il comportamento, la cultura e la natura entro un tempo ragionevole?<br \/>\nSi conclude pertanto che l\u2019eliminazione della violenza in Iraq \u00e8 una finalit\u00e0 perseguibile solo attraverso lo studio approfondito dei fattori e delle cause che abbiamo elencato. Fattori estremamente sfavorevoli al cambiamento: tenendone conto pensiamo che il risultato non pu\u00f2 essere raggiunto in un breve lasso di tempo come quello che separa il giorno dalla notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Bibliografia minima (in arabo)<\/strong><\/p>\n<p>Ahmed, Ameer Kameel,<em>\u00a0La violenza e contro-violenza in Algeria<\/em>, Ricerca della conferenza internazionale sul terrorismo, Universit\u00e0 di Jijel, Algeria, 2008.<br \/>\nAl-wardi, Ali,<em>\u00a0Profili sociali della storia moderna dell\u2019Iraq<\/em>, Parte quinta, Baghdad, Al-ani Editoriale, 1978.<br \/>\nAl-wardi, Ali,\u00a0<em>Uno studio nella natura della societ\u00e0 irachena<\/em>, Baghdad, Al-ani Editoriale, 1965.<br \/>\nAl-hasso, Nizar Taufik,\u00a0<em>La lotta per il potere in Iraq Reale<\/em>, Baghdad, Biblioteca del Kindi, 1984.<br \/>\nGlion, Burhan,\u00a0<em>Questione settaria e il problema delle minoranze<\/em>, Beirut, 1979.<br \/>\nImam, Abdul Fattah Imam,<em>\u00a0La tirannia: uno studio filosofico delle immagini di dispotismo politico<\/em>, Cairo, Dar Al-maarifa, 1994.<br \/>\nIbrahim, Farhad,<em>\u00a0Il settarismo e la politica nel mondo arabo<\/em>, Cairo, biblioteca Madbouly,1996.<br \/>\nHariz, Abdul Nasser,<em>\u00a0La violenza politica e il suo impatto sul spostamento di potere<\/em>\u00a0(tesi di Master non pubblicata), Algeria, Universit\u00e0 di scienze politiche e relazioni internazionali, 2000.<br \/>\nKaylani, Abdul Wahab,\u00a0<em>Enciclopedia politica<\/em>, Libano, Dar Al-Huda per la pubblicazione e la distribuzione, 2010, p. 255.<br \/>\nKhalil Ahmed Khalil,<em>\u00a0I concetti di base della sociologia<\/em>, Libano, Dar Al-Hadatha, 1984<br \/>\nMetwally, Abdul Hamid,<em>\u00a0Il mediatore in diritto costituzionale<\/em>, Cairo, pubblicazioni studentesche, 1956<br \/>\nNafisi, Abdullah Fahad,<em>\u00a0Il ruolo degli sciiti in Iraq nello sviluppo della politica moderna<\/em>, Bairut, Dar Al-nahar Editoriale, 1973.<br \/>\nNero, Sadeek,\u00a0<em>Sociologia politica<\/em>, Universit\u00e0 di Baghdad, Baghdad, Dar al-Hikma, 1990.<br \/>\nNieburg, Harold,<em>\u00a0La violenza politica<\/em>, Napoli, Guida Editoriale, 1974.<br \/>\nTaufik, Hassanein,<em>\u00a0Il fenomeno della violenza politica nei regimi arabi<\/em>, Beirut, 1992.<br \/>\nTaufik, Hassanein,<em>\u00a0Il fenomeno della violenza politica in Egitto<\/em>\u00a0(1952- 1987), Beirut, 1988.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a id=\"citt1\"><\/a>\u00a0<sup>1<\/sup>. Al-aswad, Sadeek, Sociologia politica, Universit\u00e0 di Baghdad, Dar al-Hikma, Baghdad, 1990, p. 592.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>. Al-wardi, Ali, Profili sociali della storia moderna dell\u2019Iraq, Parte quinta, Al-ani Editoriale, Baghdad, 1978, p. 9.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>. Glion, Burhan, Questione settaria e il problema delle minoranze, Beirut, 1979, pp. 19-20.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>. Al-wardi, Ali, Uno studio nella natura della societ\u00e0 irachena, Al-ani Editoriale, Baghdad, 1965, p. 115.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>. \u201cTirannide\u201d: regime fondato sulla violenza e l\u2019arbitrio. Tiranno \u00e8 il termine attribuito a colui che dapprima raggiunge e poi esercita in maniera egemonica il potere attraverso la violenza e il dispotismo, dando vita cos\u00ec ad una tirannide o ad una dittatura.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>. Imam, Abdul Fattah Imam, La tirannia: uno studio filosofico delle immagini di dispotismo politico, Dar Al-maarifa, Cairo, 1994, p. 37.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>. Al-hasso, Nizar Taufik, La lotta per il potere in Iraq Reale, Biblioteca del Kindi, Baghdad, 1984, p. 48.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>. Nafisi, Abdullah Fahad, il ruolo degli sciiti in Iraq nello sviluppo della politica moderna, Dar Al-nahar Editoriale, Bairut, 1973, p. 199.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[820],"fascicolo":[233],"class_list":["post-2222","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-adraa-raffo","fascicolo-febbraio-2016"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La violenza politica in Iraq<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Adraa Raffo, pubblicato nel numero di Febbraio 2016. 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