{"id":2168,"date":"2015-06-01T12:00:00","date_gmt":"2015-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2168"},"modified":"2026-04-12T19:10:40","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:40","slug":"la-chiesa-in-italia-per-un-nuovo-umanesimo-il-quinto-convegno-ecclesiale-di-firenze","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2015\/giugno\/la-chiesa-in-italia-per-un-nuovo-umanesimo-il-quinto-convegno-ecclesiale-di-firenze\/","title":{"rendered":"La Chiesa in Italia per un nuovo umanesimo: Il Quinto Convegno Ecclesiale di Firenze"},"content":{"rendered":"<p><strong>INTRODUZIONE:<\/strong>\u00a0Umanesimo Cristiano<br \/>\nCon la parola\u00a0<em>umanesimo<\/em>\u00a0(dal latino, sollecitudine per l\u2019uomo, umanit\u00e0) s\u2019intende il movimento culturale che \u00e8 all\u2019origine della modernit\u00e0 e che viene menzionato insieme al rinascimento; in un significato pi\u00f9 ampio, s\u2019intende ogni corrente di pensiero che si occupa dell\u2019uomo<a name=\"txt1\"><\/a><sup>1<\/sup>.<br \/>\nNel pluralismo dei saperi (filosofia, storia della filosofia, scienze umane), in tema di umanesimo, cosa insegna di suo la teologia? \u00c8 la domanda al centro del Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015), che per titolo<em>\u00a0In Ges\u00f9 Cristo il nuovo umanesimo<\/em>. In che senso, l\u2019umanesimo cristiano \u00e8 nuovo?<br \/>\nIl Convegno nazionale, quinto in successione,<a name=\"txt2\"><\/a><sup>2<\/sup>\u00a0intende rispondere, oltre che per via teorica o dottrinale, soprattutto per via della prassi e testimonianza: \u00abCome la fede in Ges\u00f9 Cristo illumina l\u2019umano e aiuta a crescere in umanit\u00e0<a name=\"txt3\"><\/a><sup>3<\/sup>?\u00bb.<br \/>\nIn continuit\u00e0 con i precedenti Convegni<a name=\"txt4\"><\/a><sup>4<\/sup>\u00a0e nelle prospettive aperte dal Concilio (1962-1965), la Chiesa italiana, in tutte le sue componenti e unitamente alla Chiesa universale, s\u2019impegna a mostrare che \u00abnulla vi \u00e8 di genuinamente umano che non trovi eco nel cuore dei discepoli di Cristo (\u2026) e che si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e la sua storia<a name=\"txt5\"><\/a><sup>5<\/sup>\u00bb, a cominciare dalla nazione nella quale si trova a vivere. La missione della Chiesa \u00e8 religiosa (annunciare il Vangelo) e, proprio per questo, profondamente umana.<br \/>\nNell\u2019orizzonte dell\u2019umanesimo di origine evangelica, l\u2019esposizione si concentra su alcuni aspetti: considera anzitutto il tipo di umanesimo delle societ\u00e0 contemporanee a distanza di 50 anni dal Concilio (I); successivamente definisce, per linee essenziali, l\u2019umanesimo cristiano e come si relaziona con i numerosi e differenti umanesimi (II); conclude con una duplice considerazione: il nesso tra Vangelo (fede cristiana) e promozione umana; l\u2019umanesimo cristiano come risposta alla\u00a0<em>domanda di senso<\/em>\u00a0(significato, finalit\u00e0) che emerge, oggi pi\u00f9 di ieri, dagli uomini e donne del nostro tempo (III).<br \/>\n<strong>I. Tipo di Umanesimo delle societ\u00e0 secolari<\/strong><br \/>\n<strong>La previsione (smentita?) dei padri conciliari<\/strong><br \/>\nIl concilio Vaticano II concludeva i lavori (7 dicembre 1965) con la previsione della \u00abnascita di un nuovo umanesimo\u00bb e ne descriveva il volto. \u00abSiamo testimoni _ cos\u00ec i padri conciliari provenienti da tutte le parti del mondo _ della nascita di un nuovo umanesimo con il quale l\u2019individuo si definisce anzitutto per la sua responsabilit\u00e0 verso i suoi fratelli e verso la storia<a name=\"txt6\"><\/a><sup>6<\/sup>\u00bb.<br \/>\nA distanza di 50 anni, si costata che quella nascita non \u00e8 ancora venuta. Al contrario, ha avuto il sopravvento un altro tipo di umanesimo nel quale l\u2019individuo si definisce, nel privato e nel pubblico, pi\u00f9 per la libert\u00e0 che per la responsabilit\u00e0 o, meglio, per una libert\u00e0-responsabilit\u00e0 auto-referenziata.<br \/>\nI padri conciliari sono forse incorsi in un ingenuo ottimismo? La loro previsione \u00e8 da relegare nell\u2019immaginario che non ha riscontro nella realt\u00e0? In risposta, \u00e8 pi\u00f9 giusto riconoscere che la loro previsione ha alla base una visione della storia che sa cogliere i molteplici\u00a0<em>segni<\/em>, in positivo, di un futuro umano e umanizzante: \u00e8 una previsione che fonda e motiva la speranza e insegna che la crescita umana della persona, della societ\u00e0 (e delle istituzioni politiche, economiche\/finan-ziarie, tecnologiche) esige la conversione a \u00abun nuovo umanesimo\u00bb che non \u00e8 semplice-mente da attendere, ma da tradurre nella storia che cambia.<br \/>\nI padri conciliari si erano confrontati con la cultura moderna, caratterizzata dalla ragione\u00a0<em>forte<\/em>\u00a0che rivendica autonomia e indipendenza dalla religione (dalle religioni); una ragione che fonda la dignit\u00e0 della persona nel tagliare il ponte con il Trascendente (o Assoluto in qualsiasi modo categorizzato).<br \/>\nNegli ultimi decenni, anche per la crisi della cultura moderna e delle sue promesse enfatizzate, si \u00e8 affermata la cultura cosiddetta\u00a0<em>postmoderna<\/em>\u00a0che, a differenza della cultura moderna, teorizza il\u00a0<em>pensiero debole<\/em>\u00a0in base al quale si sostiene che la verit\u00e0 oggettiva non esiste o \u00e8 difficilmente raggiungibile: ognuno ha una sua verit\u00e0 etica (di giusto\/ingiusto, bene\/male, morale\/immorale) e, prima ancora, una sua verit\u00e0 antropologica (chi \u00e8 l\u2019essere umano, da dove viene e dove va)<a name=\"txt7\"><\/a><sup>7<\/sup>. Cos\u00ec, le grandi domande antropologiche non otten-gono risposta o vengono rimosse.<br \/>\n<strong>Le caratteristiche dell\u2019umanesimo delle societ\u00e0 moderne e postmoderne<\/strong><br \/>\nI tratti prevalenti dell\u2019umanesimo delle societ\u00e0 secolari, moderne e postmoderne, sono identificabili: \u00e8 un umanesimo<em>\u00a0immanente<\/em>\u00a0che oscura il legame con il\u00a0<em>trascendente<\/em>; \u00e8 un umanesimo\u00a0<em>individualista<\/em>\u00a0che interrompe il legame con il sociale (comunitario); un umanesimo di tipo\u00a0<em>padronale<\/em>\u00a0nei confronti del creato (ambiente); un umanesimo<em>\u00a0utilitarista<\/em>\u00a0che privilegia il conveniente\/non conveniente sul giusto\/ingiusto; un umanesimo che orienta all\u2019<em>avere<\/em>\u00a0<em>di pi\u00f9<\/em>\u00a0piuttosto e anche a scapito dell\u2019<em>essere di pi\u00f9<\/em>.<br \/>\nIn breve, \u00e8 un umanesimo gravemente deficitario: l\u2019essere umano \u00e8 costitutivamente una unit\u00e0 multidimensionale, non riducibile all\u2019una o all\u2019altra dimensione; le diverse dimensioni si richiamano e si collegano reciprocamente: l\u2019<em>immanente<\/em>\u00a0non \u00e8 scisso dal<em>\u00a0trascendente<\/em>\u00a0e viceversa, cos\u00ec l\u2019<em>individuale<\/em>\u00a0e il<em>\u00a0sociale<\/em>\u00a0(comunitario); il\u00a0<em>potere<\/em>\u00a0e il<em>\u00a0servizio<\/em>; l\u2019<em>avere<\/em>\u00a0e l\u2019<em>essere<\/em>\u00a0di pi\u00f9.<br \/>\nOccorre, tuttavia, riconoscere che, nel pensiero tradizionale anche cristiano, tale reciproco collegamento non \u00e8 stato adeguatamente sostenuto, cos\u00ec il trascendente ha assorbito l\u2019immanente; il soprannaturale ha trascurato il naturale; il religioso ha eclissato l\u2019umano, il terreno. \u00c8 necessario, pertanto, riscoprire l\u2019umano integrale nell\u2019orizzonte della visione evangelica.<br \/>\n<strong>II. L&#8217;Umanesimo cristiano nel contesto dei differenti umanesimi<\/strong><br \/>\n<strong>Linee di un umanesimo cristiano<\/strong><br \/>\nIn questa prospettiva, Paolo VI, al termine del concilio Vaticano II (1965), si rivolge agli umanisti moderni che, per paura di perderci in dignit\u00e0 umana, rimuovono la trascendenza, e afferma ad alta voce: \u00abRiconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi pi\u00f9 di tutti, siamo i cultori dell\u2019uomo<a name=\"txt8\"><\/a><sup>8<\/sup>\u00bb.<br \/>\nLa cultura umana, nel pensiero dei padri conciliari, mette radici profonde nel mistero di Cristo, \u00abvera luce\u00bb che illumina la verit\u00e0 dell\u2019essere umano, uomo e donna<a name=\"txt9\"><\/a><sup>9<\/sup>, che \u00e8 definito con caratteristiche che si possono compendiare in grandi affermazioni o tesi:<br \/>\na. L\u2019essere umano, uomo e donna, \u00e8 creato a<em>\u00a0immagine e somiglianza di Dio<\/em>. Si evidenzia, cos\u00ec, un duplice aspetto dell\u2019umanesimo cristiano: anzitutto la dignit\u00e0 della persona, di ogni persona. La sua dignit\u00e0, per altro, non \u00e8 un termine astratto e generico: esprime istanze (valori) denominati\u00a0<em>diritti umani<\/em>, perch\u00e9 competono alla persona a qualunque etnia, cultura e religione appartenga. Inoltre, la vita \u00e8 compresa adeguatamente in riferimento al Creatore: anche il non credente sperimenta, infatti, che la vita non \u00e8 fabbricazione o costruzione umana: \u00abla vita \u00e8 ricevuta\u00bb (S. Natoli).<\/p>\n<p>b. L\u2019essere umano \u00e8 una\u00a0<em>unit\u00e0 multidimensionale<\/em>, non riducibile all\u2019una o all\u2019altra dimensione: \u00e8 corporeo e spirituale; individuale e sociale; trascendente e immanente. In altre parole, si ha una concezione riduttiva dell\u2019umano quando s\u2019interrompe, in teoria o in pratica, l\u2019una o l\u2019altra dimensione. Umanesimi riduttivi si sono verificati (si verificano) sia sul versante liberista come sul versante comunitarista; sul versante spiritualista come materialista; immanentista e trascendentista. In breve, concezioni antropologiche riduttive emergono ogniqualvolta, in teoria e in pratica, l\u2019una o l\u2019altra dimensione \u00e8 minimizzata, rimossa o, viceversa, enfatizzata con il cosiddetto<em>\u00a0super-uomo<\/em>.<\/p>\n<p>c. L\u2019essere umano \u00e8<em>\u00a0nel tempo<\/em>, ma non si esaurisce nel tempo; \u00e8 per sempre e non solo per l\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima gi\u00e0 compresa, del resto, dal pensiero filosofico.<br \/>\n<strong>L\u2019umanesimo cristiano in dialogo con il pluralismo degli umanesimi<\/strong><br \/>\nNel proporre l\u2019umanesimo cristiano, nel contesto dei differenti umanesimi, la Chiesa non adotta la contrapposizione n\u00e9 si limita alla critica. Entra invece in dialogo e confronto e non per mera formalit\u00e0. Di certo, la verit\u00e0 sull\u2019essere umano, uomo e donna, \u00e8 stata rivelata pienamente, ma la conoscenza, sempre perfettibile e progressiva, non s\u2019identifica con la verit\u00e0 che \u00e8 sempre oltre<a name=\"txt10\"><\/a><sup>10<\/sup>.<br \/>\nNel contesto pluralista delle societ\u00e0 contemporanee, la Chiesa parla e ascolta; insegna e impara<a name=\"txt11\"><\/a><sup>11<\/sup>. Nel proporre l\u2019umanesimo cristiano, la Chiesa intende allargare gli orizzonti dei diversi umanesimi, anche degli umanesimi della disperazione, del nichilismo, dell\u2019indifferentismo e della negazione di Dio. L\u2019umanesimo cristiano \u00e8 un vero umanesimo anche perch\u00e9, a differenza dei diversi umanesimi, integra e d\u00e0 senso non solo al positivo della vita umana, ma anche al negativo, che pure appartiene alla vita umana: la colpa, la sofferenza, la morte.<br \/>\n<strong>Ragione e fede<\/strong><br \/>\nLa Chiesa, per parlare e farsi ascoltare, non ha bisogno di nascondere o mettere tra parentesi l\u2019ispirazione evangelica dell\u2019umanesimo: non sarebbe di nessun aiuto alla cultura secolare. \u00c8 determinante, tuttavia, mostrare che l\u2019umanesimo cristiano \u00e8 profondamente umano: i valori (personali, familiari, sociali) sono valori umani (non confessionali) e universali.<br \/>\nIn questa prospettiva, il Convegno ecclesiale nazionale richiama a una duplice istanza particolarmente importante per la testimonianza dei cattolici nella societ\u00e0 italiana, e non solo.<a name=\"txt12\"><\/a><sup>12<\/sup>\u00a0La prima riguarda la non separabilit\u00e0 tra valori personali (vita, famiglia, educazione) e valori della vita sociale (giustizia, solidariet\u00e0, lavoro): \u00e8 atteggiamento incoerente mostrare sensibilit\u00e0 e impegno per i primi e indifferenza per i secondi. Inoltre, l\u2019obiettivo dei cattolici non \u00e8 quello di\u00a0<em>confessionalizzare<\/em>\u00a0la societ\u00e0 ma, unitamente agli uomini e donne di buona volont\u00e0,\u00a0<em>umanizzare<\/em>\u00a0la societ\u00e0.<br \/>\nLaicit\u00e0, infatti, non vuol dire autonomia e indipendenza dalla morale umana, fondata, cio\u00e8, sui valori (diritti) umani. La contrapposizione tra laici e cattolici non ha alcun senso ed \u00e8 frutto di reciproci pregiudizi da una parte e dall\u2019altra. I laici temono che i cattolici pretendano di trascrivere nelle leggi civili particolari esigenze della morale religiosa (cattolica), ma non \u00e8 cos\u00ec. I cattolici, in quanto cittadini, hanno il diritto-dovere di partecipare perch\u00e9 la societ\u00e0 sappia darsi leggi giuste; e queste sono giuste o, viceversa, ingiuste non in base alle esigenze di una determinata morale, ma a quelle della morale umana (o dei diritti umani).<br \/>\n\u00c8 determinante che, nelle societ\u00e0 secolari, i cattolici, in particolare quelli impegnati in politica, si preoccupino maggiormente del tipo di argomentazione, cos\u00ec da testimoniare con chiarezza che difendono valori\u00a0<em>umani<\/em>\u00a0(non confessionali) e argomentabili razionalmente<a name=\"txt13\"><\/a><sup>13<\/sup>. E questo vale soprattutto, ma non solo, a riguardo della legislazione civile in tema di sessualit\u00e0, matrimonio e famiglia, e nei molteplici problemi nell\u2019ambito della bioetica. L\u2019argomentazione razionale di tipo personalista non \u00e8 monopolio dei laici.<br \/>\n<strong>CONCLUSIONI:<\/strong>\u00a0<strong>Una duplice prospettiva dell&#8217; Umanesimo cristiano<\/strong><br \/>\nIn conclusione, \u00e8 importante riconsiderare una duplice prospettiva dell\u2019umanesimo cristiano: il nesso inscindibile tra fede cristiana (Vangelo) e promozione umana; e la\u00a0<em>domanda di senso<\/em>\u00a0(significato, finalit\u00e0) del vivere e dell\u2019operare umano, quale emerge dagli uomini e donne del nostro tempo.<br \/>\n<strong>Inscindibile rapporto tra Vangelo (fede cristiana) e promozione umana<\/strong><br \/>\nNella storia del cristianesimo, dal secolo XVI fino al nostro tempo, il messaggio cristiano \u00e8 stato ricondotto all\u2019ambito individuale e privato. In base alla distinzione tra ordine soprannaturale e naturale, si riteneva che le questioni sociali non fossero di pertinenza della fede cristiana. Cos\u00ec, per un lungo periodo, la riflessione teologica ed etico-teologica si sono ripiegate su un orizzonte spiritualista e ultraterreno della salvezza cristiana. In realt\u00e0, dal secolo XIX, il magistero pontificio \u00e8 presente in campo sociale, ma si \u00e8 continuato a collocarlo nell\u2019ambito filosofico piuttosto che nell\u2019ambito teologico cos\u00ec da farlo rientrare nell\u2019ambito della formazione teologica.<br \/>\nIn controtendenza, il Concilio, soprattutto la<em>\u00a0Gaudium et Spes<\/em>, critica con forza la riduzione della fede cristiana a mero fatto individuale e privato e, quindi, la sua emarginazione dal sociale nelle molteplici problematiche economiche, politiche e culturali. Nel periodo postconciliare, la stretta connessione tra Vangelo e il sociale \u00e8 richiamata con pertinenza dal magistero pontificio (Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI) e dalle Conferenze episcopali nazionali e internazionali<a name=\"txt14\"><\/a><sup>14<\/sup>.<br \/>\nIl Vangelo non si riduce a un messaggio sociale, ma \u00abdal cuore del Vangelo riconosciamo la connessione tra evangelizzazione e promozione umana\u00bb.<a name=\"txt15\"><\/a><sup>15<\/sup>\u00a0Il Vangelo \u00e8 annuncio della grandezza di Dio e, quindi, della grandezza della persona, di ogni persona, \u00abcreata ad immagine e somiglianza di Dio\u00bb; \u00e8 annuncio della paternit\u00e0 universale di Dio Padre e, quindi, della fraternit\u00e0 universale tra gli esseri umani; \u00e8 annuncio del Regno di Dio, che \u00e8 regno di fraternit\u00e0, di pace, per tutte le persone e per tutti i popoli; un Regno che non \u00e8 fuori ma dentro la storia in tensione alla pienezza nell\u2019ultimo giorno<a name=\"txt16\"><\/a><sup>16<\/sup>.<br \/>\n<em>Questione aperta: dai principi (valori) alle norme applicative<\/em><br \/>\nA riguardo dell\u2019insegnamento sociale, la\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0richiama a non limitarsi ai grandi principi senza trarne le conseguenze pratiche<a name=\"txt17\"><\/a><sup>17<\/sup>. Ad esempio, \u00abla terra \u00e8 di tutti\u00bb, ma cosa significa concretamente?; \u00abLa priorit\u00e0 va data al lavoro e non al profitto in economia\u00bb, ma cosa implica operativamente?; \u00abLa giustizia e i diritti vanno perseguiti con la nonviolenza\u00bb, ma questo cosa comporta nei confronti della guerra, della pena di morte? E si potrebbe continuare nelle esemplificazioni. Un vuoto normativo rischia di trasmettere una morale strumentale allo<em>\u00a0status quo<\/em>\u00a0e legittima un relativismo etico cos\u00ec che ogni posizione, anche contraddittoria con l\u2019altra, rivendica sostenibilit\u00e0 e buone ragioni.<br \/>\n<strong>L\u2019umanesimo cristiano come risposta alla domanda di senso<\/strong><br \/>\nUna forte\u00a0<em>domanda di senso<\/em>\u00a0emerge dalle societ\u00e0 moderne e postmoderne proprio dalla crisi di senso. F. Nietzsche definiva il nichilismo la\u00a0<em>mancanza di finalit\u00e0<\/em>, del\u00a0<em>perch\u00e9<\/em>.<br \/>\nIl noto filosofo Paul Ricoeur sostiene che il ruolo principale dei cristiani e delle Chiese consiste oggi nell\u2019\u00abessere creatrici di senso\u00bb, un senso che, pur partendo dalla fede, sappia farsi razionale e condivisibile da tutti, credenti e non credenti. L\u2019uomo e la donna non potranno che benedire e approvare quanto la Chiesa compie per il benessere materiale in unione con tutti coloro che lottano per una maggiore giustizia sociale sulla terra, ma si aspettano che sappia rispondere alla grande domanda di senso, capace di aprire un futuro umano alla storia dell\u2019uomo e della societ\u00e0. In altre parole, \u00e8 determinante mostrare come la fede cristiana, l\u2019adesione a Cristo, incontra l\u2019umano, lo illumina e lo porta a compimento.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia minima<\/strong><br \/>\nA. Niemira, \u00abL\u2019insegnamento conciliare: l\u2019uomo nella luce del mistero di Cristo\u00bb, in Id.,\u00a0<em>Religiosit\u00e0 e moralit\u00e0. Vita morale come realizzazione della fondazione cristica dell\u2019uomo secondo B. H\u00e4ring e D. Capone<\/em>, Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, Roma 2003, 126-133.<br \/>\nG. Bof, \u00abUmanesimo\u00bb, in\u00a0<em>Nuovo dizionario di teologia<\/em>\u00a0(a cura di G. Barbaglio e S. Dianich), Edizioni Paoline, Roma 1979, 1808-1831, qui 1823-1831:<em>\u00a0Umanesimo e concilio Vaticano II<\/em>.<br \/>\nF. Compagnoni, \u00abDiritti dell\u2019uomo\u00bb, in\u00a0<em>Nuovo dizionario di teologia morale<\/em>, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1990, 218-227, qui 224-227: \u00abI diritti dell\u2019uomo e la riflessione teologica\u00bb.<br \/>\nH. Vorglimler, \u00ab<em>Umanesimo<\/em>\u00bb, in Id.,<em>\u00a0Nuovo dizionario teologico<\/em>, EDB, Bologna (2000) 2004, 774-775.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"cit1\"><\/a><sup>1<\/sup>.\u00a0<span lang=\"it-IT\">H. Vorglimler, \u00ab<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Umanesimo<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00bb, in\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Id<\/span><span lang=\"it-IT\">.,\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Nuovo dizionario teologico,\u00a0<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">EDB, Bologna (2000) 2004, 774-775. Cf. anche\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Dizionario di filosofia<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, Utet, Torino (1971) 1990, 892: \u00abIl termine\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>umanesimo<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0indica due realt\u00e0 diverse: in un significato indica il movimento letterario e filosofico che ha avuto le sue origini in Italia nella seconda met\u00e0 del sec. XIV e dall\u2019Italia si diffuse negli altri paesi d\u2019Europa, costituendo l\u2019origine della cultura moderna; in un altro significato pi\u00f9 generale, indica un qualsiasi movimento filosofico che assume, a suo fondamento, la natura umana o i limiti e gli interessi dell\u2019uomo\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a name=\"cit2\"><\/a><sup>2<\/sup>.\u00a0Conferenza episcopale italiana,\u00a0<em>Invito al convegno<\/em>, EDB, Bologna 2013, p. 8: \u00abIl primo si tenne a Roma sul tema\u00a0<em>Evangelizzazione e promozione umana<\/em>, quindi fu la volta di Loreto nel 1985,\u00a0<em>Riconciliazione cristiana e comunit\u00e0 degli uomini<\/em>, Palermo 1995,\u00a0<em>Il vangelo della carit\u00e0 per una nuova societ\u00e0 in Italia\u00a0<\/em>e Verona nel 2006\u00a0<em>Testimoni di Ges\u00f9 risorto, speranza degli uomini<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"cit3\"><\/a><sup>3<\/sup>.\u00a0<em>Ibid.<\/em>, p. 21.<\/p>\n<p><a name=\"cit4\"><\/a><sup>4<\/sup>.\u00a0<em>Ibid<\/em>., p. 9: \u00abSempre desta \u00e8 stata l\u2019attenzione nei riguardi dell\u2019<em>humanum<\/em>, chiamato insistentemente in causa: nella prospettiva della promozione umana a Roma (1976); nell\u2019orizzonte comunitario e in quello sociale rispettivamente a Loreto (1985) e a Palermo (1995; infine a Verona sotto le cifre esistenziali degli affetti, del lavoro e della festa, della fragilit\u00e0, dell\u2019educarsi vicendevolmente e del convivere nel rispetto delle regole stabilite democraticamente\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"cit5\"><\/a><sup>5<\/sup>.\u00a0<em>Gaudium et spes<\/em>\u00a01:\u00a0<em>EV<\/em>\u00a01\/1319: \u00ab(\u2026) nulla vi \u00e8 di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore [dei discepoli di Cristo]. (\u2026) Essa [la Chiesa] si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e la sua storia\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"cit6\"><\/a><sup>6<\/sup>.\u00a0<em>Ibid.,<\/em>\u00a0n. 55:\u00a0<em>EV<\/em>\u00a01\/1496.<\/p>\n<p><a name=\"cit7\"><\/a><sup>7<\/sup>.\u00a0Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Fides et ratio<\/em>\u00a0(1998) 91:\u00a0<em>EV<\/em>\u00a017\/1368. \u00abSecondo alcune correnti di pensiero postmoderne, infatti, il tempo delle certezze sarebbe irrimediabilmente passato, l\u2019uomo dovrebbe ormai imparare a vivere in un orizzonte di totale assenza di senso, all\u2019insegna del provvisorio e del fuggevole\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"cit8\"><\/a><sup>8<\/sup>.\u00a0Paolo VI,\u00a0<em>Omelia nella IX sessione<\/em>, 7 dicembre 1965:\u00a0<em>EV<\/em>\u00a01\/456.<\/p>\n<p><a name=\"cit9\"><\/a><sup>9<\/sup>.\u00a0<em>Gaudium et spes\u00a0<\/em>22:\u00a0<em>EV<\/em>\u00a01\/1385-1386. \u00c8 il testo ricordato da\u00a0<em>Invito al Convegno<\/em>, p. 10.<\/p>\n<p><a name=\"cit10\"><\/a><sup>10<\/sup>.\u00a0Conferenza episcopale Italiana,\u00a0<em>Invito al Convegno<\/em>, pp. 17-18: \u00abQuesta fede ci rende capaci di dialogare col mondo, facendoci promotori di incontro tra i popoli, le culture, le religioni. Come ha scritto papa Francesco, \u201cil credente non \u00e8 arrogante, al contrario, la verit\u00e0 lo fa umile, sapendo che pi\u00f9 che possederla noi, \u00e8 essa che ci possiede. Lungi dall\u2019irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la strada del dialogo con tutti\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"cit11\"><\/a><sup>11<\/sup>.\u00a0<span lang=\"fr-FR\">Cf,\u00a0<\/span><span lang=\"fr-FR\"><em>Gaudium et spes\u00a0<\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\">43-44:\u00a0<\/span><span lang=\"fr-FR\"><em>EV<\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\">\u00a01\/1454-1462. \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a name=\"cit12\"><\/a><sup>12<\/sup>.\u00a0Conferenza episcopale Italiana,\u00a0<em>Invito al Convegno<\/em>, pp. 18-19.<\/p>\n<p><a name=\"cit13\"><\/a><sup>13<\/sup>.\u00a0<span lang=\"it-IT\">D. Mongillo<\/span><span lang=\"it-IT\">, \u00abL\u2019evangelizzazione della morale nel mondo contemporaneo (Le priorit\u00e0 di una diakonia)\u00bb, in\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Rivista di teologia morale\u00a0<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">61(1984), 117-132, qui 120-121: \u00abI credenti non possono prescindere dal riferirsi alla rivelazione nel rappresentarsi la verit\u00e0 della vita ma, contemporaneamente, debbono vivere il rischio e la ricerca permanente di renderne intelligibile il messaggio nei diversi contesti culturali, in modo che la sua proposta di verit\u00e0 illumini il cammino umano\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a name=\"cit14\"><\/a><sup>14<\/sup>.\u00a0Conferenza episcopale Italiana,\u00a0<em>Invito al Convegno<\/em>, p. 10.<\/p>\n<p><a name=\"cit15\"><\/a><sup>15<\/sup>.\u00a0<em>Evangelii gaudium<\/em>\u00a0178.<\/p>\n<p><a name=\"cit16\"><\/a><sup>16<\/sup>.\u00a0Cf.\u00a0<em>Ibid.\u00a0<\/em>179-180.<\/p>\n<p><a name=\"cit17\"><\/a><sup>17<\/sup>.\u00a0<em>Ibid.<\/em>, 182: \u00abNon possiamo evitare di essere concreti (\u2026) perch\u00e9 i grandi principi sociali non rimangano mere indicazioni generali che non interpellano nessuno. Bisogna ricavarne le conseguenze pratiche perch\u00e9 possano con efficacia incidere anche nelle complesse situazioni odierne\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[922],"fascicolo":[224],"class_list":["post-2168","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-luigi-lorenzetti","fascicolo-giugno-2015"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La Chiesa in Italia per un nuovo umanesimo: Il Quinto Convegno Ecclesiale di Firenze<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Luigi Lorenzetti, pubblicato nel numero di Giugno 2015. 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