{"id":2158,"date":"2015-06-01T12:00:00","date_gmt":"2015-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2158"},"modified":"2026-04-12T18:22:31","modified_gmt":"2026-04-12T16:22:31","slug":"la-laicita-dello-stato-nellunione-europea","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2015\/giugno\/la-laicita-dello-stato-nellunione-europea\/","title":{"rendered":"La laicit\u00e0 dello Stato nell\u2019Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p>Gli avvenimenti di inizio d\u2019anno che hanno colpito Charlie Hebdo ci hanno confrontati con i due protagonisti pi\u00f9 estremi dello scontro tra religione e Stato in Europa. L\u2019Islam, consapevole della crescita del proprio peso politico, e la Francia consapevole (fino allo spasimo) della propria tradizione di repubblica laica.<\/p>\n<p>Fatto estremamente tragico: da un parte, la pretesa di difendere la religione con la morte dell\u2019infedele aggressivo, e dall\u2019altra il mancante senso del limite nel ridicolizzare le religioni islamica, ebraica e cristiana fino ai limiti della volgarit\u00e0 pi\u00f9 offensiva per i credenti.<\/p>\n<p>Ma come \u00e8 possibile una simile situazione nel cuore stesso dell\u2019Occidente? Come \u00e8 possibile lo scontro di due (pur diverse) intolleranze nell\u2019epoca della glo-balizzazione e nei territori di pi\u00f9 avanzata tolleranza ideologica, quale appare l\u2019Europa ufficiale ?<\/p>\n<p>Forse \u00e8 il momento di ripensare paca-tamente, comunitariamente e da diversi punti di vista cosa significhi e cosa implichi per l\u2019oggi e per il futuro quel lungo processo culturale che \u00e8 sfociato nello stato giuridico attuale che chiamiamo laicit\u00e0 dello Stato.<\/p>\n<p>1. Il termine \u2018laicit\u00e0\u2019 esprime una attitudine personale o collettiva di neutralit\u00e0, di equidistanza che nella realt\u00e0 in questo campo \u00e8 quasi impossibile. E\u2019 evidente che di religione non si pu\u00f2 parlare come di matematica: \u00e8 un problema sul quale ogni persona ha una propria posizione &#8211; almeno occulta o meglio implicita o forse inconscia &#8211; e conseguentemente la metodologia degli studiosi quando ne parlano deve essere molto accurata.<br \/>\nIl tema laicit\u00e0 in Europa implica poi un giudizio sul nostro passato di 2000 anni e ancor di pi\u00f9 una presa di posizione per il futuro, per le future generazioni.<\/p>\n<p>Tutto questo rende il campo di ri-flessione estremamente complesso e quindi da percorrere con attenzione sia intellettuale che per i riflessi su altre persone che venissero coinvolte in qualche modo.<\/p>\n<p>2. Vorrei per\u00f2 avanzare l\u2019ipotesi che se abbiamo una responsabilit\u00e0 di fronte alla future generazioni, la abbiamo anche allo stesso titolo verso le passate generazioni. In realt\u00e0 la memoria del passato influisce potentemente sul nostro modo di pensare e agire di oggi e quindi anche sull\u2019eredit\u00e0 che passiamo a coloro che verranno dopo di noi (anche al di l\u00e0 dei nostri diretti discendenti).<\/p>\n<p>La citazione da Ortodossia di Chesterton mantiene un suo nucleo di verit\u00e0:<br \/>\n\u00ab\u00c8 ovvio che la tradizione non \u00e8 altro che la democrazia estesa nel tempo. \u00c8 dare credito al consenso dell\u2019intera comunit\u00e0 delle voci umane piuttosto che a qualche isolata testimonianza. La tradizione pu\u00f2 essere definita come un\u2019estensione del diritto di rappresentanza. Tradizione significa dare il diritto di voto alla pi\u00f9 oscura delle classi, quella dei nostri predecessori\u00bb.<\/p>\n<p>Io aggiungerei che tra l\u2019altro, le generazioni passate non sono meno reali che quelle future (queste non esistono ancora e quelle non esistono pi\u00f9), per quanto si possa ragionevolmente dire che il passato non possiamo pi\u00f9 cambiarlo (se non nei racconti) mentre abbiamo una reale possibilit\u00e0 di influenzare il futuro. Ma tra gli impliciti doveri che ci assumiamo ricevendo tutti i beni e benefici dalle generazioni precedenti, credo che appartenga anche il dovere di riflettere su di essi prima di rischiare di buttare il bambino con l\u2019acqua sporca. A questi beni (almeno probabili) appartiene la religione e la sua variegata presenza sociale.<\/p>\n<p>In questo senso i cambiamenti di \u2018tolleranza democratica\u2019 degli Stati europei (ad es. certi \u2018diritti civili\u2019 come i matrimoni gay) non possono essere sempre presentati auto-maticamente come un progresso necessario. Per parlare di progresso \u00e8 necessario sapere (anche) da quale valori e situazioni di fatto vogliamo separarci (questo lo si deduce spesso da situazioni di sofferenza) e verso quali valori e situazioni reali vogliamo indirizzarci.<\/p>\n<p>3. Comunque mi sembra essenziale tener presente che lo Stato non \u00e8 tutta la societ\u00e0 civile, e che uno Stato ed una societ\u00e0 possono essere a loro volta pi\u00f9 stretti di una cultura. Tra i popoli germanici, ad es., esistono diversi Stati di lingua tedesca, ma di cultura e societ\u00e0 civile differenziate. Le popolazioni della Germania del Sud spesso scherzosamente etichettano ancora i tedeschi del Nord come \u2018i prussiani\u2019 (militaristi, centralisti, protestanti\u2026). Ne segue che le \u00e9lites sociali e quelle politico-statali potrebbero in parte non coincidere, o almeno le tendenze profonde nei due campi potrebbero non corrispondere.<\/p>\n<p>La secolarizzazione \u2013concetto e fenomeno analogo a laicit\u00e0 &#8211; \u00e8 per gli Stati europei un processo giuridico e patrimoniale iniziato sostanzialmente nel XVII secolo e proseguito fino al XX.Laicit\u00e0 delle Stato invece \u00e8 la separazione dalla Chiesa, tipica dopo la rivoluzione francese, ma anche negli USA alla loro fondazione. Sottrazioni dei suoi beni economici, restrizione dall\u2019insegnamento sotto controllo ecclesiastico, allontanamento delle maggioranze elitarie (ma progressivamente anche popolari) dalla fede dei padri e della osservanze legate ad essa.<\/p>\n<p>La laicit\u00e0 di una societ\u00e0 \u00e8 molto simile a quella della cultura: di fatto \u00e8 controllata dalle \u00e9lites e trasmessa \u2018verso il basso\u2019 attraverso la scolarizzazione e i mass media.<\/p>\n<p>4. &#8220;Laicit\u00e0 dello Stato &#8221; ha significato diverso, sia dottrinale che concreto, nei vari paesi dell&#8217;UE. Esempio ne \u00e8 la versione tedesca della Carta dei diritti fondamentali nell\u2019edizione del 2010.<\/p>\n<p>Dal Preambolo in diverse lingue:<br \/>\n\u201cConsapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l&#8217;Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignit\u00e0 umana, della libert\u00e0, dell&#8217;uguaglianza e della solidariet\u00e0&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Ma in tedesco \u00e8 restato il testo primitivo espunto nella versione finale su richiesta del governo francese:<br \/>\n\u201cIn dem Bewusstsein ihres geistig-religi\u00f6sen und sittlichen Erbes gr\u00fcndet sich die Union auf die unteilbaren und universellen Werte der W\u00fcrde des Menschen, der Freiheit, der Gleichheit und der Solidarit\u00e4t\u2026\u201d<\/p>\n<p>E.-W. B\u00f6ckenf\u00f6rde (Diritto e secolariz-zazione. Dallo Stato moderno all\u2019Europa unita. La nascita dello Stato come processo di secolarizzazione, Laterza, 2007) D\u00e0 di \u201csecolarizzazione\u201d una definizione semplice: \u00e8 il distacco di un ambito o di un\u2019istituzione \u201cdall\u2019osservanza e dal potere clerical-spirituale\u201d. \u00c8 anche un processo storico antico quanto l\u2019idea di Stato, a partire dalla lotta per le investiture, le guerre di religione, passando per Hobbes. Ma dissolto il legame con Dio, supplente dell\u2019unit\u00e0 statale divenne l\u2019ideale di nazione, che adesso sta mutando (per non dire sgretolandosi) a causa della globalizzazione e della supremazia internazionale dei diritti dell\u2019uomo. Cosa pu\u00f2 tenere ora unito lo Stato liberale? La conclusione \u00e8 che lo Stato secolarizzato si deve rifare a presupposti esterni, non pu\u00f2 generare da s\u00e9 le condizioni per la propria esistenza. In questo consiste il noto \u201cteorema di B\u00f6ckenf\u00f6rde\u201d, al quale Habermas risponde in \u201cTra scienza e fede\u201d.<\/p>\n<p>A sua volta Jean Baub\u00e9rot (La\u00efcit\u00e8 1905-2005, entre passion et raison, Le Seuil, 2004) definisce la laicit\u00e0 contemporanea attraverso tre aspetti: lo Stato\u00e8 secolarizzato, la libert\u00e0 di credenza e di culto \u00e8 garantita e le credenze sono uguali tra di loro. Insiste per\u00f2 che ciascuno insiste piuttosto su l\u2019uno o l\u2019altro di questi tre aspetti: il laicista sulla secolarizzazione, il credente sulla libert\u00e0 di coscienza ed infine chi aderisce a credenze minoritarie sull\u2019uguaglianza tra tutte le credenze.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che in UE esistono attualmente diversi tipi di laicit\u00e0. Si pensi alle Chiese di Stato di Inghilterra e nei paesi scandinavi, al laicismo francese accanto alla tassa di culto della Germania Federale, o alla situazione \u2018sospesa nell\u2019indefinito\u2019 dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>5. Sembra per\u00f2 che la religione come istanza di aggregazione sociale, potrebbe essere favorita legittimamente dallo Stato laico. Il problema invece nasce quando la religione interferisce anche indirettamente con le decisioni degli organi statali. Inoltre, la funzione di aggregazione sociale pu\u00f2 diventare problematica quando si hanno religioni contrapposte, come si sta realizzando con l\u2019immigrazione mussulmana in UE.<\/p>\n<p>Da qui la necessit\u00e0 di accordi tra autorit\u00e0 religiose e statali. Soprattutto diffi-cile, psicologicamente e sociologicamente, in quanto parte dei cittadini sono parte delle due societ\u00e0.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 giungere, sul piano economico, nei riguardi delle comunit\u00e0 religiose ad accordi di favore come per le ONG, ma concordati non imposti per decreto. Perch\u00e9 le religioni sono enti speciali, ideologici e quindi non sono equiparabili a imprese assistenziali o addirittura commerciali. Piuttosto sono paragonabili a partiti politici, sindacati, fondazioni umanitarie come Human Rights Watch e Amnesty International.<\/p>\n<p>6. Nel futuro prossimo cosa si pu\u00f2 prevedere a livello di UE generale? Il Trattato di Amsterdam 1997, nella dichiarazione n. 11, dice:<br \/>\n\u201cL\u2019Unione rispetta e non pregiudica lo status di cui le Chiese e le associazioni o comunit\u00e0 religiose godono negli Stati membri in virt\u00f9 del diritto nazionale&#8221; (cf per\u00f2 il sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.olir.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.olir.it<\/a>\u00a0Osservatorio delle libert\u00e0 ed istituzioni religiose)<\/p>\n<p>Ed il Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione Europea ( 2012) all\u2019 art.17 recita:<br \/>\n\u201c1. L&#8217;Unione rispetta e non pregiudica lo status di cui le Chiese e le associazioni o comunit\u00e0 religiose godono negli Stati membri in virt\u00f9 del diritto nazionale.<br \/>\n2. L&#8217;Unione rispetta ugualmente lo status di cui godono, in virt\u00f9 del diritto nazionale, le organizzazioni filosofiche e non confessionali.<br \/>\n3. Riconoscendone l&#8217;identit\u00e0 e il contributo specifico, l&#8217;Unione mantiene un dialogo aperto, trasparente e regolare con tali Chiese e organizzazioni.\u201d<\/p>\n<p>Mi sembra molto opportuno, per evitare disagi e dolori, tenere presente le differenze tra paesi di tradizione cattolica, protestanti, misti. Come anche tener presente il grado diverso di secolarizzazione della societ\u00e0 civile (quindi dei membri attivi delle religioni) nei diversi paesi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia causa la presenza del Vaticano \u00e8 un caso particolare. Sia per la storia (e questo \u00e8 un tratto comune con la Francia successiva alla rivoluzione) sia per la vicinanza dei due poteri. Il potere vaticano \u00e8 solo morale (o politico, che dir si voglia) dato che \u00e8 la sede centrale di una comunit\u00e0 religiosa che supera il miliardo di aderenti in ogni parte del mondo. Quindi il suo agire supera per risonanza ampiamente i confini nazionali italiani.<\/p>\n<p>7. Un\u2019ultima notazione. In un epoca di progressiva globalizzazione, non solo economica e finanziaria, ha ancora senso rivestire il termine Stato di tutto quanto vi si \u00e8 incrostato sopra da quando la rivoluzione francese ha lanciato l\u2019identit\u00e0 tra nazione e Stato (centralizzato, burocratico, sovrano\u2026) ? Una nazionalit\u00e0 europea non sarebbe pi\u00f9 attuale e funzionale? Questo non toglierebbe le peculiarit\u00e0 culturali della nazione (separata dalla Stato), in quanto esse potrebbero essere ben rappresentati dalle regioni culturali. Catalogna, Baviera, Scozia,Veneto,<\/p>\n<p>In questo senso sparirebbe (se non \u00e8 gi\u00e0 parzialmente scomparso) del tutto lo \u2018Stato etico\u2019 attuale che tende a centralizzare tutta la vita sociale dei suoi cittadini. Lo fa attraverso una forma di agnosticismo etico (e religioso) che divinizza i \u2018diritti civili\u2019, cio\u00e8 le richieste dei pi\u00f9 diversi gruppi di pressione, ma che dispongono di potere soprattutto mediatico.<\/p>\n<p>8. I contributi che presentiamo ci sembrano ben assortiti. Dopo due interventi giuridici, sia a livello di UE che a livello soprattutto italiano, abbiamo due casi storici emblematici. Quello di Malta \u2013 piccolo paese tradizionalmente molto cattolico, in via di rapidissima secolarizzazione- e quello di Francia \u2013 grande paese paladino da sempre in Europa (e non mondo?) di un laicismo militante. I due autori sono entrambi religiosi domenicani, ma con formazione ed esperienze molto diverse, e quindi con risultanze diversificate.<\/p>\n<p>Le speranze risposte in un \u2018nuovo uma-nesimo\u2019 dalla Chiesa italiana sono in fondo una risposta alla laicizzazione progressiva della vita nazionale.<\/p>\n<p>Mentre il contributo di R. Rybka sulla laicit\u00e0 nei cattolici documenti pi\u00f9 universali vuole indicare le tappe della risposta cattolica alla secolarizzazione (i due documenti sono separati da 30 anni di esperienze), sia indicare alcune linee guida per il futuro.<\/p>\n<p>Va aggiunto a questi il contributo di M. Prodi che sottolinea una delle funzioni po-sitive della religione nello Stato secolarizzato a livello sociale concreto e storico.<\/p>\n<p>La pagina classica che proponiamo \u00e8 desunta da un\u2019opera di Luigi Sturzo che a cavallo delle seconda guerra mondiale ha rappresentato, sul piano storico e teorico, quanto di pi\u00f9 organico e aperto avesse la teoria di un impegno dei cattolici in politica.<\/p>\n<p>Non so cosa Sturzo pensasse di Maritain, ma Chiesa e Stato e Per Umanesimo Integrale furono scritti negli stessi anni e la loro influenza si sovrappose all\u2019interno dei movimenti sociali cattolici.<\/p>\n<p>Ai lettori di verificarele convergenze ed anche le differenze soprattutto gli aspetti innovativi per un futuro, quello odierno che pur sembra cos\u00ec diverso da quello dei due importanti filosofi politici.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[872],"fascicolo":[224],"class_list":["post-2158","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-francesco-compagnoni","fascicolo-giugno-2015"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - La laicit\u00e0 dello Stato nell\u2019Unione Europea<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Francesco Compagnoni, pubblicato nel numero di Giugno 2015. 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