{"id":2088,"date":"2014-02-01T12:00:00","date_gmt":"2014-02-01T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2088"},"modified":"2026-04-12T19:10:41","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:41","slug":"rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/","title":{"rendered":"Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica"},"content":{"rendered":"<p><strong>Festival della famiglia di Trento: crisi economica e programmazione delle politiche familiari : alleanze territoriali e distretti famiglia, smart cities e digital divide, processi educativi, invecchiamento attivo, auditing aziendale a cura di Luciano Malfer e Francesca Gagliarducci<\/strong><br \/>\n<em>Milano : Angeli, 2013.\u00a0381 p.<\/em><\/p>\n<p>Il 6 dicembre 2013 si \u00e8 tenuto a Riva del Garda, per il secondo anno consecutivo, il Festival della Famiglia, promosso dall\u2019Agenzia provinciale per la Famiglia, la Natalit\u00e0 e le Politiche Giovanili della Provincia autonoma di Trento, con il patrocinio del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il tema scelto quest\u2019anno \u00e8: \u201cFamiglia risorsa della societ\u00e0. Politiche familiari e politiche di sviluppo economico: un binomio possibile?\u201d.<\/p>\n<p>In attesa che siano disponibili gli atti del convegno, siamo andati a vedere di cosa si era parlato nella prima edizione dell\u2019evento, che aveva per titolo: \u201cSe cresce la Famiglia cresce la Societ\u00e0. Crisi economica e programmazione delle politiche familiari\u201d. Gli atti del convegno 2012 sono stati pubblicati dall\u2019editore Franco Angeli, nella collana Studi e Ricerche curata della tsm-Trentino School of Management<\/p>\n<p><a name=\"txt1\"><\/a><sup>1<\/sup>\u00a0Il volume contiene i contributi di tutti i relatori (pi\u00f9 di 40 personalit\u00e0 italiane e straniere, coinvolti a diverso titolo nelle politiche familiari, provenienti da esperienze tra loro complementari: dall\u2019universit\u00e0 e dalla ricerca, dalle istituzioni pubbliche e private, dagli enti non profit).<\/p>\n<p>Per meglio affrontare il tema \u201cse cresce la famiglia, cresce la societ\u00e0\u201d, il convegno \u00e8 stato strutturato in due sessioni plenarie (dedicate rispettivamente a \u201cpolitiche per la famiglia e crisi economica\u201d e \u201cprogrammazione delle politiche familiari\u201d) e sei\u00a0<em>panel<\/em>\u00a0che hanno analizzato la questione da diversi punti di vista: le alleanze territoriali per la famiglia; i processi educativi; l\u2019invecchiamento attivo e solidariet\u00e0 tra le generazioni; il ruolo della tecnologia, tra\u00a0<em>smart cities<\/em>\u00a0e<em>\u00a0digital divide<\/em>; il ruolo della comunicazione; i sistemi di misurazione e il\u00a0<em>family audit<\/em>.<\/p>\n<p>della Famiglia della Presidenza del Consiglio\u00a0dei Ministri. Il tema scelto quest\u2019anno \u00e8:\u00a0\u201cFamiglia risorsa della societ\u00e0. Politiche\u00a0familiari e politiche di sviluppo economico: un\u00a0binomio possibile?\u201d.<\/p>\n<p>In attesa che siano disponibili gli atti del\u00a0convegno, siamo andati a vedere di cosa si era\u00a0parlato nella prima edizione dell\u2019evento, che\u00a0aveva per titolo: \u201cSe cresce la Famiglia cresce\u00a0la Societ\u00e0. Crisi economica e programmazione\u00a0delle politiche familiari\u201d. Gli atti del convegno\u00a02012 sono stati pubblicati dall\u2019editore Franco\u00a0Angeli, nella collana Studi e Ricerche curata\u00a0della tsm-Trentino School of Management<\/p>\n<p>Alcuni degli interventi si sono focalizzati nell\u2019illustrare i contenuti del primo Piano Nazionale per la Famiglia, approvato dal Consiglio dei Ministri nel giugno 2012, che prevede diverse tipologie di intervento, dalle azioni per l\u2019equit\u00e0 economica, alle politiche abitative, ai servizi di cura, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, al supporto al terzo settore, al rafforzamento dei servizi territoriali e al sostegno alle famiglie immigrate.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della prima sessione plenaria, ci \u00e8 parso degno di rilievo l\u2019intervento di Linda Laura Sabbadini<a name=\"txt2\"><\/a><sup>2<\/sup>, che ha affrontato, con ricchezza di dati e di indicatori, le criticit\u00e0 delle famiglie italiane \u201cdentro e al di l\u00e0 della crisi\u201d, come recita il titolo stesso del suo contributo. Non solo dati legati al reddito per descrivere la situazione di progressivo impoverimento delle famiglie, ma anche un\u2019analisi della condizione femminile, che mette in luce il sovraccarico di lavoro delle donne, i bassi tassi di occupazione femminile e la trasformazione delle strutture familiari: \u00ab\u00e8 ora di ridare alla cura la centralit\u00e0 che merita in ambito pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>Nel\u00a0<em>panel<\/em>\u00a0dedicato alle alleanze territoriali per la famiglia, Luciano Malfer<a name=\"txt3\"><\/a><sup>3<\/sup>\u00a0ha trattato il tema della famiglia nell\u2019ambito dello sviluppo sostenibile. Partendo dalla<em>\u00a0triple bottom line<\/em>\u00a0(<em>people-planet-profit<\/em>) egli ha indicato lo \u201csviluppo sostenibile di comunit\u00e0\u201d come principio fondamentale nelle politiche di sviluppo economico, al fine di mettere al centro delle azioni di sistema il benessere delle famiglie, e introducendo cos\u00ec il criterio del\u00a0<em>family mainstreaming<\/em>. Tra i diversi strumenti a supporto vi sono i \u201cDistretti famiglia\u201d, che la Provincia autonoma di Trento ha introdotto fin dal 2009: il distretto famiglia \u00e8 un\u2019aggregazione volontaria di attori e risorse, pubblici e privati, una rete di azioni e strumenti, con il fine comune di accrescere il benessere delle famiglie e rafforzare le relazioni, con piani di azione e di intervento definiti annualmente e sottoposti a monitoraggio e valutazione.<\/p>\n<p>Molto interessante a questo proposito il contributo di Jan Schroeder, fondatore del B\u00fcndnisfamilie 2.0, che ha riportato la situazione delle alleanze territoriali in Germania, nate nel 2004 grazie all\u2019azione dell\u2019allora ministro della famiglia Renate Schmidt: oggi sono oltre 670 le alleanze attive, con pi\u00f9 di 56 milioni di persone che vivono nell\u2019ambito di tali reti. Partecipano a queste alleanze oltre 13.000 attori istituzionali, di cui almeno 5.000 imprese; le imprese sono presenti nel 78% delle alleanze, le associazioni e altre realt\u00e0 sociali nel 68%, gli enti religiosi nel 60%. In media ogni rete territoriale coinvolge 30 soggetti diversi; le reti pi\u00f9 articolate arrivano a oltre 350 soggetti. Non si tratta solo di portare avanti nuovi progetti e\/o di fornire servizi, in modo pi\u00f9 o meno innovativo: in molti casi l\u2019alleanza locale ha permesso di ripensare e trasformare i processi esistenti in un\u2019ottica pi\u00f9 vicina alle esigenze delle famiglie, con un uso pi\u00f9 efficiente ed efficace delle risorse a disposizione.<br \/>\nTra gli interventi sui processi educativi (nell\u2019ambito del secondo\u00a0<em>panel<\/em>) vorremmo evidenziare due relazioni. La prima \u00e8 quella di Michele Odorizzi, Paola De Cesari e Cristiano Conte<a name=\"txt4\"><\/a><sup>4<\/sup>, che, partendo da una critica al concetto di \u201ccapitale umano\u201d \u2013 intrinsecamente legato ad una visione produttiva e utilitaristica \u2013 propongono di riscoprire la centralit\u00e0 dell\u2019educazione come \u00abprocesso di ricerca, individuale e collettivo\u00bb, un \u00abpercorso in cui ci si co-educa\u00bb, dove lo scambio tra le persone (giovani e adulti) genera fiducia e legami &#8211; gli antidoti alla paura &#8211; che consentono di accogliere il limite dell\u2019incertezza rispetto al futuro e di superare insieme la difficolt\u00e0 degli adulti ad essere testimoni autorevoli e credibili del tempo presente. Elemento cruciale di questo percorso \u00e8 l\u2019educazione al desiderio: saper riconoscere il desiderio come \u00abscarto tra il contingente e il possibile\u00bb, che va ben oltre il bisogno, perch\u00e9 si pone tra l\u2019io e il noi; il desiderio non \u00abcome un dover essere, ma come qualcosa che accade nel divenire dell\u2019esperienza\u00bb; \u00abdesiderio di incidere, di lasciare un segno, di contagiare il contesto in cui si opera, di condividere con altri il senso e il piacere della propria esperienza. Per riprendere una celebre frase di don Milani: \u201cHo imparato che il problema degli altri \u00e8 uguale al mio. Sortirne insieme \u00e8 la politica, sortirne da soli \u00e8 l\u2019avarizia\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Il secondo contributo che vorremmo citare qui \u00e8 quello di Giuseppe Savagnone<a name=\"txt5\"><\/a><sup>5<\/sup>, che pone al centro del processo educativo il concetto di \u201ccura\u201d. Gli educatori \u2013 egli sostiene \u2013 dovrebbero riscoprire come insegnare ai giovani, fin dai primi anni, a prendersi cura degli aspetti fondamentali delle loro vite: cura non come terapia, ma come approccio che tiene conto del valore e della fragilit\u00e0; cura di s\u00e9, per trovare il proprio centro interiore; cura della propria storia, per trovare un senso e la capacit\u00e0 di leggere il proprio presente alla luce del passato, e riuscire cos\u00ec a progettare il futuro; cura del rapporto con gli altri, per scoprire il valore della cooperazione verso un fine comune; cura del senso, per imparare a tenere insieme ragione e sentimento, alla scoperta della propria vocazione personale, per il suo sviluppo e per la sua realizzazione lungo tutto il corso della vita.<\/p>\n<p>Numerosi gli interventi nell\u2019ambito del\u00a0<em>panel<\/em>\u00a0sull\u2019invecchiamento attivo e solidariet\u00e0 fra le generazioni. Nell\u2019anno dedicato proprio a questa tematica dal Parlamento europeo e dal Consiglio della Unione Europea, la questione non poteva certo mancare in un convegno dedicato ai temi della famiglia. Eppure, al di l\u00e0 delle dichiarazioni di intento o di valore, su cui tutti unanimemente concordano, o dell\u2019esposizione dei dati statistici sull\u2019invecchiamento della popolazione, ci sembra che molta strada sia ancora da fare per trasformare teorie, numeri e parole in azioni concrete.<\/p>\n<p>Il panel sulle nuove tecnologie (dal titolo:\u00a0<em>Smart cities e digital divide<\/em>) ha avuto tra i relatori principalmente professionisti di grandi imprese (Samsung, Telecom, Procter&amp;Gamble) che hanno portato la loro visione, a volte un po\u2019 semplicistica, forse per i contenuti, o forse per il linguaggio di marketing utilizzato. Si distingue il bell\u2019intervento di Fausto Giunchiglia<a name=\"txt6\"><\/a><sup>6<\/sup>\u00a0che ha messo l\u2019accento su uno dei problemi culturali italiani: non mancano gli anziani disponibili ad apprendere l\u2019uso delle nuove tecnologie (internet,\u00a0<em>smartphones<\/em>, etc), ma coloro che siano disposti ad accompagnarli e ad insegnarglielo nel modo appropriato. Una societ\u00e0 \u00abche tende a dimenticarsi dei pi\u00f9 deboli\u00bb deve cambiare il suo modo di essere; l\u2019innovazione sociale \u00e8 la precondizione di ogni innovazione tecnologica, altrimenti \u00abl\u2019ambizioso progetto del \u201cterritorio intelligente\u201d rischia di diventare l\u2019ennesimo monumento a una concezione tecnologica obsoleta, ormai superata dalla storia. Una concezione condannata dal peccato originale di non aver posto al centro del suo sforzo modernizzatore qualcosa di ben pi\u00f9 antico della pi\u00f9 antica delle tecnologie: l\u2019essere umano\u00bb.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>panel<\/em>\u00a0sulla comunicazione si \u00e8 focalizzato per lo pi\u00f9 sul rapporto delle giovani generazioni con i\u00a0<em>media<\/em>, da quelli tradizionali (tv, cinema) ai nuovi\u00a0<em>media<\/em>\u00a0sociali. Antonella Bevere ha presentato l\u2019esperienza quinquennale del Fiuggi Family Festival, che lega il cinema alla famiglia. Don Antonio Sciortino<a name=\"txt7\"><\/a><sup>7<\/sup>\u00a0ha messo in luce la necessit\u00e0 del dialogo tra le generazioni per condividere tra genitori e figli i contenuti dei messaggi che partono dalle tante piattaforme di comunicazione, in un confronto che faciliti le interazioni e porti a scelte pi\u00f9 consapevoli.<br \/>\nIl\u00a0<em>panel<\/em>\u00a0sui sistemi di monitoraggio e audit ha visto l\u2019intervento di molti esperti, alcuni stranieri. Tra questi Marc Garau<a name=\"txt8\"><\/a><sup>8<\/sup>, che ha illustrato le potenzialit\u00e0 dell\u2019IFREI (International Family Responsible Employer Index) per misurare l\u2019impatto delle politiche delle imprese sulle famiglie dei dipendenti e Danielle Hartmann<a name=\"txt9\"><\/a><sup>9<\/sup>\u00a0che ha presentato i dati sulle famiglie statunitensi e sui sistemi di audit per monitorare a analizzare i comportamenti delle imprese e le politiche di conciliazione vita-lavoro.<\/p>\n<p>Per concludere questa breve panoramica, dalla sessione plenaria conclusiva sulla programmazione delle politiche familiari, citiamo l\u2019intervento di Kai Leichsenring<a name=\"txt10\"><\/a><sup>10<\/sup>\u00a0che ha presentato l\u2019evoluzione delle politiche europee con un interessante confronto tra gli stati membri.<\/p>\n<p><strong>Ricerca Universit\u00e0 \u2013 UCID Torino sul Welfare d\u2019impresa (2013) a cura di Guido Lazzarini, Riccardo Ghidella, Elisa Allasia, Piero Giammarco<\/strong><\/p>\n<p>Rimanendo in tema \u2013 ossia guardando a pubblicazioni che trattano del rafforzamento delle famiglie come risposta alla crisi economica \u2013 segnaliamo che l\u2019Unione Cristiana degli Imprenditori e Dirigenti (UCID) di Torino, insieme all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino hanno recentemente diffuso un\u00a0<em>\u201cReport di Ricerca sul Welfare d\u2019Impresa\u201d<\/em><a name=\"txt11\"><\/a><sup>11<\/sup>\u00a0.<\/p>\n<p>Punto di partenza dello studio \u00e8 la considerazione che la crisi economica attuale vada affrontata e interpretata a partire dalla crisi culturale della societ\u00e0 europea che ha posto nel profitto piuttosto che nel bene comune il fine ultimo del proprio agire sociale e politico. Vista da questa prospettiva la crisi economica \u00e8 solo l\u2019inevitabile risultato della crisi di valori quali quelli della solidariet\u00e0 e della sostenibilit\u00e0, soppiantati dalla ricerca dell\u2019arricchimento a tutti i costi, con il conseguente sfruttamento di persone e di cose.<\/p>\n<p>L\u2019austerit\u00e0 fiscale e i tagli alle spese sociali, imposti dalle autorit\u00e0 europee ai fini di \u201crisanare\u201d l\u2019economia del paese, hanno creato ulteriore impoverimento di singoli e famiglie, senza riuscire a migliorare le condizioni dei ceti sociali pi\u00f9 deboli. Disoccupazione, pressione fiscale, calo dei redditi e del potere d\u2019acquisto hanno colpito prima di tutto le famiglie, mettendo cos\u00ec in crisi il loro ruolo sociale, il primo di tutti i sistemi di \u201cwelfare\u201d: quello che da sempre con la forza di relazioni basate sulla gratuit\u00e0, reciprocit\u00e0 e sussidiariet\u00e0 \u00e8 alla base della convivenza civile, della tenuta della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa possono fare dunque i diversi attori sociali, tra cui le imprese, per far s\u00ec che le forze ancora disponibili possano integrarsi, sostenersi e interagire positivamente in questo contesto? L\u2019UCID di Torino, animata dagli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, ha condotto uno studio, insieme all\u2019Universit\u00e0 di Torino, che ha evidenziato che le imprese sarebbero disponibili ad azioni di welfare aziendale, soprattutto se incentivate \u2013 ad esempio con la defiscalizzazione di tali attivit\u00e0 \u2013 anche se spesso manca loro la capacit\u00e0 (o forse la consapevolezza, o la visione strategica) di integrare e indirizzare tali azioni nel territorio in cui si trovano ad operare. Un importante ruolo di promozione e coordinamento potrebbe essere svolto dalle associazioni di categoria; d\u2019altra parte una riprogettazione del sistema contributivo potrebbe incentivare la costituzione di fondi territoriali e\/o la programmazione di azioni di welfare destinate al territorio locale.<\/p>\n<p>Lo studio realizzato analizza alcune esperienze significative di welfare aziendale nel territorio torinese (sono state coinvolte 45 aziende, di cui 16 piccole, 9 medie, 20 grandi), confrontandole con il panorama nazionale ed europeo. Sono stati distinti gli interventi obbligatori (ossia attuati per legge) da quelli a discrezione dell\u2019azienda. Alcuni interventi sono a costo zero, anche se tutti richiedono una opportuna pianificazione e gestione. Il vantaggio per l\u2019azienda \u00e8 costituito da una migliore qualit\u00e0 nelle relazioni interne ed esterne, con ricadute positive in termini di efficacia, efficienza e produttivit\u00e0. La ricerca individua le principali aree nelle quali si sviluppano gli interventi di welfare aziendale:<\/p>\n<p>&#8211; tempi di lavoro (orario flessibile, job sharing, part time, permessi parentali, banca del tempo, telelavoro, etc),<br \/>\n&#8211; spostamenti (navette aziendali, car pooling, accordi azienda-gestori mezzi pubblici, accordi azienda-erogatori di beni e servizi, etc),<br \/>\n&#8211; riconoscimenti economici (premi di produzione, sussidi, prestiti, contributi tasse scolastiche, borse di studio, etc),<br \/>\n&#8211; salute (fondi sanitari, ambulatori convenzionati, cure per ex-dipendenti o per familiari, etc),<br \/>\n&#8211; consulenza (assistenza legale, fiscale, psicologica, mentoring, etc),<br \/>\n&#8211; tempo libero (iniziative sportive, gruppi dopo-lavoro, biblioteca aziendale, etc),<br \/>\n&#8211; supporto familiare (centri estivi, asili nido aziendali, iniziative natalizie, etc).<\/p>\n<p>Attraverso i questionari di intervista la ricerca verifica quali di questi interventi siano effettivamente attuati nelle aziende e quali siano quelli maggiormente desiderati da parte dei dipendenti. Emerge anche la richiesta da parte delle aziende di un maggiore coordinamento con gli enti pubblici del territorio.<\/p>\n<p>Dopo aver completato la lettura del rapporto di ricerca, emergono alcune considerazioni. Tanta \u00e8 la strada da percorrere per un welfare aziendale che sia davvero integrato con il territorio e possa cos\u00ec dirsi capace di rafforzare le famiglie e la loro azione: difficile il coordinamento con i diversi attori pubblici e privati, con il conseguente elevato costo in termini di tempo e risorse umane per l\u2019organizzazione e la gestione; scarsi gli incentivi statali e scarso il controllo che le gi\u00e0 poche leggi in tema di conciliazione tempi di vita e di lavoro vengano veramente rispettati dalle aziende. D\u2019altra parte esistono alcune esperienze innovative e positive in termini di efficacia e ricaduta sociale che andrebbero opportunamente pubblicizzate e proposte come best practices, ancor pi\u00f9 in questo tempo di crisi. Sarebbe davvero auspicabile la diffusione di un qualche rapporto capace di andare al di l\u00e0 della presentazione di numeri e statistiche, per raccontare tali esperienze, per mostrare i volti e le storie di coloro che continuano a credere e ad investire nelle persone e nel rafforzamento delle loro relazioni.<\/p>\n<p><strong>NOTES:<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"cit1\"><\/a><sup>1<\/sup>\u00a0Gli atti sono anche disponibili online sul sito dell\u2019organizzazione:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.trentinofamiglia.it\/Festival-Famiglia.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.trentinofamiglia.it\/<\/a><\/p>\n<p><a name=\"cit2\"><\/a><sup>2<\/sup>\u00a0Direttore del dipartimento per le politiche sociali e ambientali dell\u2019Istituto Nazionale di Statistica.<\/p>\n<p><a name=\"cit3\"><\/a><sup>3<\/sup>\u00a0Dirigente generale dell\u2019Agenzia provinciale per la Famiglia, la Natalit\u00e0 e le Politiche Giovanili della Provincia autonoma di Trento<\/p>\n<p><a name=\"cit4\"><\/a><sup>4<\/sup>\u00a0Membri del comitato organizzatore di Educa, evento nazionale sull\u2019educazione che si tiene a Rovereto in settembre, giunto nel 2012 alla quinta edizione.<\/p>\n<p><a name=\"cit5\"><\/a><sup>5<\/sup>\u00a0Direttore dell\u2019Ufficio diocesano per la Pastorale della Cultura di Palermo e membro del Forum per il Progetto Culturale della CEI.<\/p>\n<p><a name=\"cit6\"><\/a><sup>6<\/sup>\u00a0Docente dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, coordinatore scientifico della piattaforma nazionale Future Internet sponsorizzata da Confindustria e dal MIUR.<\/p>\n<p><a name=\"cit7\"><\/a><sup>7<\/sup>\u00a0Direttore di Famiglia Cristiana.<\/p>\n<p><a name=\"cit8\"><\/a><sup>8<\/sup>\u00a0Ricercatore presso l\u2019International Center of Work and Family dell\u2019IESE Business School.<\/p>\n<p><a name=\"cit9\"><\/a><sup>9<\/sup>\u00a0Direttore di Corporate Partnerships al Boston College Center for Work and Family (CWF)<\/p>\n<p><a name=\"cit10\"><\/a><sup>10<\/sup>\u00a0Ricercatore presso l\u2019European Center for Social Welfare Policy and Research di Vienna.<\/p>\n<p><a name=\"cit11\"><\/a><sup>11<\/sup>\u00a0Disponibile su:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ucidtorino.it\/images\/stories\/ricerca_walfare.pdf.\">http:\/\/www.ucidtorino.it\/images\/stories\/ricerca_walfare.pdf.<\/a><\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[934],"fascicolo":[207],"class_list":["post-2088","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-marina-russo","fascicolo-febbraio-2014"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Marina Russo, pubblicato nel numero di Febbraio 2014. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Oikonomia - Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Marina Russo, pubblicato nel numero di Febbraio 2014. Disponibile in formato PDF.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Oikonomia\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-12T17:10:41+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Estimated reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"13 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2014\\\/febbraio\\\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2014\\\/febbraio\\\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\\\/\",\"name\":\"Oikonomia - Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2014-02-01T11:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-12T17:10:41+00:00\",\"description\":\"Leggi l'articolo a cura di Marina Russo, pubblicato nel numero di Febbraio 2014. Disponibile in formato PDF.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2014\\\/febbraio\\\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2014\\\/febbraio\\\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/2014\\\/febbraio\\\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Articoli Rivista\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/articolo\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"name\":\"Oikonomia\",\"description\":\"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#organization\",\"name\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/03\\\/logo_oikonomia-nero.png\",\"width\":500,\"height\":500,\"caption\":\"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \\\/ Journal of Ethics & Social Sciences\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.oikonomia.it\\\/en\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Oikonomia - Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica","description":"Leggi l'articolo a cura di Marina Russo, pubblicato nel numero di Febbraio 2014. Disponibile in formato PDF.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/","og_locale":"en_GB","og_type":"article","og_title":"Oikonomia - Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica","og_description":"Leggi l'articolo a cura di Marina Russo, pubblicato nel numero di Febbraio 2014. Disponibile in formato PDF.","og_url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/","og_site_name":"Oikonomia","article_modified_time":"2026-04-12T17:10:41+00:00","og_image":[{"width":500,"height":500,"url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","type":"image\/png"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Estimated reading time":"13 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/","name":"Oikonomia - Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website"},"datePublished":"2014-02-01T11:00:00+00:00","dateModified":"2026-04-12T17:10:41+00:00","description":"Leggi l'articolo a cura di Marina Russo, pubblicato nel numero di Febbraio 2014. Disponibile in formato PDF.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-GB","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2014\/febbraio\/rafforzare-le-famiglie-come-prima-risposta-alla-crisi-economica\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Articoli Rivista","item":"https:\/\/www.oikonomia.it\/articolo\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Rafforzare le famiglie come prima risposta alla crisi economica"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#website","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","name":"Oikonomia","description":"Rivista di Etica e Scienze Sociali Journal of Ethics &amp; Social Sciences","publisher":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"en-GB"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#organization","name":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-GB","@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.oikonomia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/logo_oikonomia-nero.png","width":500,"height":500,"caption":"Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali \/ Journal of Ethics & Social Sciences"},"image":{"@id":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo\/2088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articolo"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/articolo"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/autori?post=2088"},{"taxonomy":"fascicolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/fascicolo?post=2088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}