{"id":2045,"date":"2013-10-01T12:00:00","date_gmt":"2013-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2045"},"modified":"2026-04-12T19:10:41","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:41","slug":"attualita-del-rapporto-beveridgeluigi-troiani","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2013\/ottobre\/attualita-del-rapporto-beveridge\/","title":{"rendered":"Attualit\u00e0 del rapporto Beveridge"},"content":{"rendered":"<p>Nel giugno 1941, il ministro britannico per la ricostruzione cotituisce il comitato interdipartimentale\u00a0\u201cSocial Insurance and Allied Services\u201d, perch\u00e9 indaghi \u201cnel vasto raggio di anomalie sorte come risultato della crescita a casaccio e a pezzi del sistema di sicurezza sociale nel cinquantennio precedente\u201d.<a name=\"txt1\"><\/a><sup>1<\/sup>\u00a0A presiederlo chiama il liberale lord William Beveridge, uno dei maggiori esperti mondiali della questione sociale, anche per questo tenuto in disparte dal primo ministro Churchill.<a name=\"txt2\"><\/a><sup>2<\/sup><\/p>\n<p>Il rapporto \u00e8 presentato al Paymaster General di Sua Maest\u00e0 il 20 novembre 1942. Il 1 dicembre \u00e8 reso di pubblico dominio, coerentemente con le finalit\u00e0 di un testo che, pur rispettoso del mandato formale, si dirige ai percettori potenziali delle politiche sociali: i poveri e pi\u00f9 in generale i cittadini comuni che sopravvivono con difficolt\u00e0 agli stenti degli anni di guerra. Chi lo legge, vi trova il progetto di una societ\u00e0 post-bellica pi\u00f9 equa e generosa nella ridistribuzione della ricchezza, sulla base di politiche mirate di welfare. Come viene chiarito nelle prime righe del rapporto, mentre l\u2019analisi del quadro complessivo della sicurezza sociale (\u201csurvey\u201d) \u00e8 attribuibile al comitato, le raccomandazioni che ne scaturiscono appartengono integralmente al suo presidente. Il che spiega perch\u00e9 il documento, assuma il titolo di \u201cReport by Sir William Beveridge\u201d, e sia spesso identificato come \u201cBeveridge Plan\u201d, il Piano Beveridge.<a name=\"txt3\"><\/a><sup>3<\/sup><\/p>\n<p>Con lungimiranza le democrazie alleate, mentre muovono uomini e mezzi al fronte contro il nazi-fascismo, stanno fissando, attraverso una serie di conferenze interstatali, l\u2019architettura del sistema socio-economico e politico da costruire una volta regolata la partita sul campo. Si tratta da un lato di motivare combattenti e famiglie alle privazioni della lotta in corso, dall\u2019altro di allargare il consenso verso i nascenti regimi democratici e i nuovi rapporti di forza internazionali. Contrariamente a quanto accadde alla fine della Grande Guerra, con gli errori commessi al tavolo di Versailles dalle potenze vincitrici,<a name=\"txt4\"><\/a><sup>4<\/sup>\u00a0si vuole che i dividendi della pace siano a disposizione anche degli strati sociali meno favoriti, e che le nazioni perdenti non si ritrovino con carichi insopportabili.<\/p>\n<p>Va tenuto presente che sia il nazismo che il fascismo esprimevano culture politiche non estranee a pretese di socialit\u00e0, tant\u2019\u00e8 che avevano allestito uno stato assistenziale considerato, per i tempi, piuttosto avanzato. In particolare nel Reich pesava, in positivo, l\u2019eredit\u00e0 del sistema assistenziale costruito dal primo cancelliere del Reich, Otto von Bismarck. Anche per questa ragione si rendeva indispensabile, da parte delle nazioni che la propaganda nazi-fascista definiva \u201cplutocratiche\u201d, l\u2019elaborazione di un proprio modello di welfare state, compatibile con l\u2019economia di mercato e il capitalismo, per le democrazie alleate valori irrinunciabili.<\/p>\n<p>Il rapporto Beveridge, tra gli altri compiti, ha quello di rispondere a detta esigenza. La sua pubblicazione si colloca tra la Carta Atlantica dell\u2019agosto 1941<a name=\"txt5\"><\/a><sup>5<\/sup>\u00a0e l\u2019iniziale abbozzo della Carta delle Nazioni Unite, lanciata a Teheran a fine 1943 nel primo incontro tra Roosevelt Churchill e Stalin. Spinge l\u2019attenzione delle potenze su una materia, quella dei diritti sociali, tradizionalmente estranea all\u2019azione delle diplomazie. Cos\u00ec facendo, colma il vuoto programmatico che il sistema internazionale ha tradizionalmente espresso sul sociale, infliggendo un colpo risolutivo alla propaganda del nemico e segnando un punto a favore del morale dei combattenti alleati.<\/p>\n<p>Non casualmente, da Berlino arrivano bordate di contropropaganda, che mostrano quanto la partita sul sociale risulti rilevante in termini di conquiste belliche. Gli agenti della controinformazione tedesca dichiarano il piano di Beveridge \u201cfrode plutocratica al popolo inglese\u201d, \u201cprova del tutto ovvia che i nostri nemici stanno assumendo le idee nazional-socialiste\u201d.<sup>6<\/sup>\u00a0Nel bunker della cancelleria del Reich, a fine conflitto, saranno trovate carte e documenti sul rapporto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Contenuto e significato del rapporto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando viene rimesso al committente, il \u201cSocial Insurance and Allied Services \u2013 Report by Sir William Beveridge\u201d, \u00e8 previsto condivida uno dei due percorsi obbligati di ogni indagine di fonte governativa: divenire la base di nuove misure legislative o finire nel dimenticatoio degli archivi. Nonostante la natura di documento tecnico irto di tabelle attuariali, calcoli complessi e noiosissime considerazioni giuridiche, avr\u00e0 ben pi\u00f9 ricco destino. L\u2019autore lo ha concepito come piattaforma ideologica sulla quale possa essere edificata una societ\u00e0 di tipo nuovo, dove si riconoscano i diritti sociali come diritti di libert\u00e0 e cittadinanza, nel solco di quanto accaduto con altri diritti previsti dallo stato liberale cresciuto in Europa tra la rivoluzione francese e i primi decenni del Novecento. Dir\u00e0 Beveridge a chi lo intervista qualche giorno prima dell\u2019uscita del rapporto, mentre ne sta curando il lancio in grande stile verso le opinioni pubbliche britannica e internazionale, che le parti essenziali da leggere erano la Prima e la Sesta. E all\u2019insistente giornalista che, scusandosi, fa capire di non avere intenzione di sorbirsi le 297 fitte pagine di testo, precisa che sarebbe bastato leggere \u201cl\u2019ultima mezza dozzina di sezioni\u201d (da 455 a 461).<a name=\"txt7\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>7<\/sup><br \/>\nSono le conclusioni, sotto un titolo, \u201cPlanning for Peace in War\u201d, che conferma la volont\u00e0 del rapporto di incidere sulle politiche economiche future. L\u2019autore polemizza con i \u201csome to whom pursuit of security appears to be a wrong aim. They think of security as something inconsistent with initiative, adventure, personal responsibility\u201d (455). Cos\u00ec come con coloro che ritengono che in tempo di guerra non si debba perder tempo ad occuparsi di sicurezza sociale e welfare: \u201c\u2026 the purpose of victory is to live into a better world than the old world; \u2026 each individual citizen is more likely to concentrate upon his war effort if he feels that his Government will be ready in time with plans for that better world\u201d (458).<\/p>\n<p>E\u2019 questo linguaggio a spiegare il successo immediato di pubblico e stampa<a name=\"txt8\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>8<\/sup>\u00a0riscosso dal rapporto. In un mese ne sono vendute nel Regno Unito pi\u00f9 di centomila copie e si arriva presto al mezzo milione. Se ne stampa l\u2019edizione economica per i soldati in prima linea. Traduzioni clandestine circolano tra gli antifascisti nei paesi occupati dai tedeschi. La prima edizione italiana \u00e8 del 1943, prodotta a \u201cLondra, presso la Stamperia reale\u201d.<a name=\"txt9\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>9<\/sup>\u00a0La fondazione Rockefeller invita Beveridge negli Stati Uniti, per tre mesi di conferenze, interviste, foto sui giornali. Tra i risultati, la vendita di cinquantamila copie del rapporto.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, cosa proponeva al ceto politico del tempo il rapporto Beveridge? L\u2019autore parte dal presupposto che nel dopoguerra non vi sar\u00e0 reddito effettivo disponibile n\u00e9 per il consumo privato n\u00e9 per i bisogni di base delle famiglie come malattie e infortuni, istruzione, disoccupazione e inoccupazione, vecchiaia. Il \u201cmercato\u201d del sociale, passibile di equilibrio in tempi ordinari, non sar\u00e0 capace di funzionare nel tempo \u201cstraordinario\u201d del dopoguerra. Da qui la necessit\u00e0 che lo stato attivi politiche pubbliche di stimolo e \u201canti-ciclo\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di mettere la popolazione al riparo dai cinque want (bisogni e costrizioni) che lo affliggono in quanto a: lavoro, istruzione (ignorance), malattie croniche (disease), stato di desolazione (squalor), inerzia (idleness). L\u2019autore li vede come dei Giganti contro i quali nulla pu\u00f2 il ceto popolare e operaio. Un\u2019appropriata distribuzione di denaro pubblico<a name=\"txt10\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>10<\/sup>\u00a0potr\u00e0 rischiare di creare dipendenza e ulteriori pigrizie, ma eviter\u00e0 la depressione della domanda e il generale impoverimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Beveridge chiede che:<\/strong><\/p>\n<p>la sicurezza sociale copra ogni cittadino e non solo chi abbia lavoro regolare,<br \/>\nsi unifichino i fondi pubblici di sicurezza, per razionalizzarne l\u2019uso e improntarlo ad equit\u00e0,<br \/>\nl\u2019assistenza sanitaria spetti all\u2019intera cittadinanza perch\u00e9 la salute \u00e8 un diritto naturale,<br \/>\nsi attuino politiche attive del lavoro contro la disoccupazione,<br \/>\nsi calcoli il reddito minimo pro capite necessario e lo si assuma come livello di sussistenza nazionale, caricandone la fruizione generalizzata sul bilancio pubblico,<br \/>\nsi\u00a0 riconducano sotto l\u2019egida di un solo Ministero tutte le politiche sociali e assistenziali.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 sfuggire che le raccomandazioni in elenco, laddove realizzate, estendono il campo dei diritti dal tradizionale recinto delle libert\u00e0 politiche come quelle di parola idee e religione, e delle libert\u00e0 economiche come quelle della propriet\u00e0 privata e della libert\u00e0 di impresa, al benessere economico e sociale. Detto in altro modo, Beveridge spinge l\u2019uomo comune a transitare da soggetto di soli diritti politici a soggetto di diritti economici e sociali. Di fatto, quando la societ\u00e0 europea post-bellica inizier\u00e0, negli anni \u201950, a edificare il nuovo modello della sua democrazia liberale, trover\u00e0 nel concetto beveridgiano di \u201ccittadinanza sociale ed economica\u201d l\u2019anello mancante per l\u2019evoluzione. Nel Regno Unito sar\u00e0 il governo laburista di Attlee a mettere in pratica la lezione di Beveridge. Assente il Regno Unito dai primi vagiti delle istituzioni europee, le tre Comunit\u00e0 nasceranno, in quel decennio, su due modelli di riferimento, quello cristiano sociale della dottrina sociale della Chiesa cattolica e quello del socialismo democratico renano, assimilabili all\u2019ispirazione ideale e alle parole d\u2019ordine politiche del rapporto. Per questa ragione si pu\u00f2 essere pienamente d\u2019accordo con Peter Baldwin quando afferma che Beveridge sia stato \u201cuno dei grandi architetti internazionali di ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato il modello di cittadinanza sociale dello stato del benessere\u201d.<a name=\"txt11\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>11<\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una ricetta per la crisi attuale<\/strong><\/p>\n<p>La crisi in corso, in particolare in Europa, non \u00e8 tanto finanziaria ed economica come si racconta in giro, quanto sociale. Al termine del ciclo recessivo, si vedr\u00e0 che \u00e8 avvenuto un gigantesco drenaggio di ricchezza e liquidit\u00e0 dalle famiglie e dalle amministrazioni pubbliche verso i grandi centri finanziari, alcuni produttivi e molti speculativi, con impoverimento dei bilanci pubblici e dei redditi famigliari anche quelli legati alle attivit\u00e0 di micro e piccola impresa.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 per certi versi assimilabile a quella su cui interveniva il rapporto Beveridge, pur con le ovvie diversit\u00e0 tra i due periodi storici. Come allora, la questione sociale preme e chiede che si riscriva il\u00a0<em>contratto sociale<\/em>\u00a0tra stato e cittadino. Occorre muovere dal riconoscimento degli eccessi del trasferimento di forza e capacit\u00e0 contrattuale che la lunga crisi ha prodotto in favore del potere finanziario transnazionale e delle \u00e9lite politico-economiche nazionali che ad esso fanno riferimento, evitando la trappola dell\u2019estremismo liberale che colloca la relazione tra stato e cittadino nella sfera idealistica, e colposamente ipocrita, dei soli diritti di cittadinanza e politici. I cittadini devono soddisfare, coi bisogni spirituali, quelli materiali. Da qui la necessit\u00e0 di tornare all\u2019insegnamento beveridgiano su come contrastare i\u00a0<em>want<\/em>\u00a0della gente comune, attraverso dosi crescenti e selettive nell\u2019allocazione di denaro pubblico.<\/p>\n<p>Valga l\u2019appello che Beveridge mette in fondo al rapporto, contro le obiezioni al suo piano di intervento\u00a0sociale che attende dai contemporanei: \u201cL\u2019abolizione del bisogno non pu\u00f2 essere imposta n\u00e9 regalata ad una democrazia, la quale deve sapersela guadagnare avendo fede, coraggio, e sentimento di unit\u00e0 nazionale; deve avere innanzitutto il coraggio morale di accertare in modo chiaro e preciso i veri ostacoli, e le difficolt\u00e0, e superarle. La nostra democrazia deve aver fede nel nostro avvenire e negli ideali di libert\u00e0 e di giustizia\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTES:<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"cit1\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>1<\/sup>\u00a0Harris J., William Beveridge, A Biography, Clarendon Press, Oxford, 1997, p. 365. La traduzione di questo testo e degli altri originali inglesi sono di Luigi Troiani, ad eccezione della citazione finale dal Rapporto Beveridge.<\/p>\n<p><a name=\"cit2\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>2<\/sup>\u00a0L\u2019incallito conservatore ebbe modo di definire Beveridge \u201cun vecchio pericoloso, con la testa fra le nuvole e i piedi in uno stagno\u201d. Da Harris J., Beveridge La sua storia, in Troiani L (a cura), Dopo Beveridge Riflessioni sul welfare, Agrilavoro Edizioni, Roma, 2005, p. XLVIII.<\/p>\n<p><a name=\"cit3\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>3<\/sup>\u00a0Il Daily Telegraph and Morning Post del 2 dicembre 1942, dando ampia illustrazione del Rapporto, lo chiama, nei diversi articoli, \u201cThe Beveridge Report\u201d. L\u2019editoriale non firmato \u201c170th Week of War\u201d titola\u00a0 in grassetto \u201cThe Beveridge Plan\u201d,\u00a0 iniziando con queste parole \u201cIt is impossibile to scan the Beveridge Report\u2026 without being moved to admiration\u2026\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"cit4\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>4<\/sup>\u00a0Ci si riferisce in particolare agli eccessi delle \u201criparazioni\u201d imposte ai perdenti, come quelle che la Francia pretese dalla Germania, e all\u2019impoverimento di molti reduci e veterani. All\u2019iperinflazione tedesca, alle guerre commerciali tra nazioni, al crollo di borse e produzione della fine degli anni Venti e inizio dei Trenta non furono estranee le condizioni dei trattati di pace.<\/p>\n<p><a name=\"cit5\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>5<\/sup>\u00a0La Carta, pubblicata da Churchill e Roosevelt, definisce libert\u00e0 umana essenziale la sicurezza sociale. Beveridge avr\u00e0 buon gioco nel dire di aver trasferito in proposta di azione politica gli enunciati della Carta atlantica. Nella sezione 459 del rapporto cita parte degli obiettivi indicati nella Carta\u00a0 (\u201cto bring about the fullest collaboration between all nations in the economic field, with the object of securing for all improve labour standards, economic advancement, and social security\u201d) e afferma il loro legame con il rapporto (\u201ctranslating the words of the Atlantic Charter into deeds\u201d).<\/p>\n<p><a name=\"cit6\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>6<\/sup>\u00a0In Harris J, cit. p. 365.<\/p>\n<p><a name=\"cit7\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>7<\/sup>\u00a0Peter Borough, London Day by Day, The Daily Telegrapgh and Morning Post, cit.<\/p>\n<p><a name=\"cit8\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>8<\/sup>\u00a0Che in Beveridge ci fosse la volont\u00e0 di oltrepassare le strettoie delle procedure ministeriali e parlamentari, \u00e8 reso evidente anche dal fatto che il rapporto arrivi ai giornali prima che ai Comuni, provocando le rimostranze dei membri del parlamento. \u201cThere was a minor storm in the House of Commons to-day when Mr. Aneurin Bevan (soc.) announced his discovery that the Beveridge Report, which had not at the time been issued to members, was already in the hands of the Press. He asked if it was the Government\u2019s established practice to give information to newspapers before the House\u201d. By Our Own Representative, Westminster, The Daily Telegraph and Morning Post, cit.<\/p>\n<p><a name=\"cit9\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>9<\/sup>\u00a0Il piano Beveridge \u2013 La relazione di Sir William Beveridge al Governo britannico sulla protezione sociale \u2013 Riassunto ufficiale, Londra, presso la Stamperia reale, 1943. Ristampa anastatica in Troiani Luigi, cit.<\/p>\n<p><a name=\"cit10\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>10<\/sup>\u00a0Nei termini ipotizzati da Beveridge non sar\u00e0 praticata in nessun paese.<\/p>\n<p><a name=\"cit11\"><\/a><span id=\"__mce_tmp\"><\/span><sup>11<\/sup>\u00a0Baldwin P., Beveridge in the Longue Dur\u00e9e, in Hills J. Ditch J, Glennerster H., a cura, Beveridge and Social Security: An International Retrospective, Clarendon Press, Oxford, 1994, p. 37.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[924],"fascicolo":[202],"class_list":["post-2045","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-luigi-troiani","fascicolo-ottobre-2013"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Attualit\u00e0 del rapporto Beveridge<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Luigi Troiani, pubblicato nel numero di Ottobre 2013. 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