{"id":2029,"date":"2013-06-01T12:00:00","date_gmt":"2013-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2029"},"modified":"2026-04-12T15:40:36","modified_gmt":"2026-04-12T13:40:36","slug":"lorenzo-caselli-la-vita-buona-nelleconomia-e-nella-societa-edizioni-lavoro-roma-2012-241-pp","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2013\/giugno\/lorenzo-caselli-la-vita-buona-nelleconomia-e-nella-societa-edizioni-lavoro-roma-2012-241-pp\/","title":{"rendered":"Lorenzo Caselli, La vita buona nell\u2019economia e nella societ\u00e0, Edizioni Lavoro, Roma 2012, 241 pp."},"content":{"rendered":"<p><em>La vita buona nell\u2019economia e nella societ\u00e0<\/em>\u00a0\u00e8 il titolo del saggio del professor Lorenzo Caselli, che immediatamente richiama uno dei temi cari all\u2019etica classica ed in particolare aristotelica, quello appunto del soggetto chiamato a condurre la vita buona, quella vita che ha come compimento il bene proprio del soggetto stesso. Da un lato questa prospettiva pu\u00f2 essere identificata con l\u2019impegno personale ad una vita virtuosa \u2013 una vita guidata ad esempio dal perseguire la saggezza, la giustizia, il coraggio, la temperanza \u2013 dall\u2019altro, argomento del saggio, la vita buona prende forma in una vita sociale, nel rapporto con i beni e con i bisogni dell\u2019uomo che danno luogo all\u2019attivit\u00e0 economica, nel lavoro che diventa scopo da umanizzare, nelle dimensioni culturali caratterizzate dal confronto con le comunit\u00e0 naturali come la famiglia e con le pratiche sociali della cittadinanza e della formazione scolastica e universitaria. Questi ambiti sono i temi principali trattati da questo saggio. Solo attraverso la riscoperta delle dimensioni propriamente umane presenti in essi \u00e8 possibile una vita buona, che poi non resti slegata dall\u2019esperienza reale che vivono i soggetti. La vita buona non \u00e8 altrove, ma sorge in questi ambiti rendendo possibile la realizzazione del soggetto.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del libro l\u2019autore si interroga se esista un bene oltre il benessere. Sorge il problema dei fini. Possiamo oggi parlare di fini nell\u2019ambito della vita sociale, politica ed economica (p. 15)? Dall\u2019incertezza che in generale si incontra nel rispondere a questa domanda, nascono le grandi contraddizioni del mondo odierno. Il percorso che il professor Caselli articola, vuole invece proporre dei motivi dapprima di analisi, poi di proposta e di conseguente speranza, per andare oltre questi \u201cfallimenti\u201d sociali ed economici. La realt\u00e0 \u00e8 sempre il punto di partenza che viene messa in dialogo con la proposta dell\u2019etica sociale, in particolare, come afferma l\u2019autore, con l\u2019enciclica\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>\u00a0di Benedetto XVI, che diventa argomento valoriale per ritrovare questa speranza del bene umano al centro dei progetti comuni delle persone (p. 18).<\/p>\n<p>In realt\u00e0 nel saggio non \u00e8 solo l\u2019ultima enciclica ad essere modello di confronto per la vita sociale, ma pi\u00f9 in generale l\u2019approccio al bene comune, con i correlati principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0, e dunque l\u2019approccio personalista ai problemi dell\u2019economia e della societ\u00e0, fondante il pensiero sociale cattolico: \u00abL\u2019uomo vale per quello che \u00e8, non semplicemente per quello che ha o fa. E\u2019 il centro ed il fine di tutta la vita economica e sociale\u00bb (p. 41).<\/p>\n<p>Il tema della globalizzazione nella crisi introduce l\u2019analisi dettagliata dei diversi aspetti sociali e culturali del mondo contemporaneo trattati nel lavoro. In breve si riesce a percepire quali siano le problematiche economiche e sociali a livello globale, e si coglie come l\u2019interdipendenza sia al centro di ogni tentativo politico (p. 53). Gli scenari mondiali si dividono in quattro aree di riferimento \u2013 paesi a capitalismo avanzato, paesi emergenti globalizzati come Cina, Brasile e Russia, paesi a medio reddito, paesi poveri cui appartengono un miliardo di persone \u2013 che interagiscono tra loro e che spesso tendono a difendere interessi parziali anche a scapito delle realt\u00e0 pi\u00f9 deboli. In questo contesto si situa la spiegazione della crisi del 2008-2009, che \u2013 presentata in pochi punti &#8211; diventa molto meno oscura di quello che appare a chi non comprende le logiche finanziarie. Alla globalizzazione occorre dare una risposta politica a livello mondiale. In particolare si ricordano le proposte di remissione del debito, la \u201cTobin Tax\u201d, una mozione di \u201cgovernance\u201d mondiale come quella fatta dal \u201cPontificio Consiglio della giustizia e pace\u201d, che riprende le idee della\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>. In questo senso, alcune pagine finali su queste questioni ricordano come la societ\u00e0 europea possa avere un ruolo trainante di guida della globalizzazione, perch\u00e9 meno legata alle sole logiche del capitalismo maggiormente liberista, e capace di valorizzare le forze sociali, i sindacati, le scuole; realt\u00e0 che appartengono al suo tessuto sociale e che impediscono alle sole forze economiche di prevalere.<\/p>\n<p>Il capitolo terzo del saggio \u00e8 dedicato ai rapporti tra etica, economia e societ\u00e0. Nella prima parte troviamo un approfondimento teorico: in poche righe e con grande chiarezza vengono ricordati i rapporti tra etica ed economia (p. 84). Se la posizione classica, che nasce dall\u2019idea di un sapere scientifico, anche per le scienze sociali, totalmente autonomo da ogni dimensione valoriale, \u00e8 ancora sostenuta da molti, esistono poi delle riflessioni che vedono l\u2019economia stessa quale portatrice di una dimensione morale, ad esempio l\u2019utilitarismo, oppure posizioni che vedono etica ed economia come pensieri indipendenti che trovano la loro mediazione nella persona che agisce. Esiste per\u00f2 un quarto approccio: un\u2019etica connaturata alla razionalit\u00e0 economica. Infatti poich\u00e9 l\u2019agire economico \u00e8 un agire umano, sar\u00e0 indirizzato al bene dell\u2019uomo, dunque la razionalit\u00e0 economica deve tenere in conto l\u2019 \u201cumanizzazione\u201d del sistema economico. In fondo questo quarto aspetto \u00e8 la prospettiva del saggio e lo si scopre vedendo i temi che sono trattati in seguito: l\u2019impresa, il lavoro, la famiglia, la cittadinanza e gli aspetti formativi nella scuola e nell\u2019universit\u00e0.<br \/>\nRinvio alla lettura di ciascuno di questi aspetti dove la vita buona a livello sociale non rimane sull\u2019astratto dei principi \u2013 ai qyali sono dedicate le riflessioni etiche solo teoretiche di quegli studi che possiamo identificare con la morale sociale fondamentale &#8211; ma entra nel concreto dell\u2019analisi dei fatti sociali ed economici, proponendo una serie di attivit\u00e0 che possano favorire uno sviluppo reale da parte di soggetti a livello mondiale e italiano, in vista del bene comune.<\/p>\n<p>Qui mi limito a riportare alcuni accenni che possono essere di stimolo alla riflessione.<\/p>\n<p>Il primo riguarda l\u2019etica dell\u2019impresa. Essa \u00e8 una grande sfida perch\u00e9 deve coniugare un\u2019 \u201cetica dell\u2019impresa\u201d ed un\u2019 \u201cetica nell\u2019impresa\u201d. E\u2019 la dimensione relazionale che viene posta al centro, perch\u00e9 nell\u2019impresa le relazioni interne ed esterne possano godere dei requisiti di professionalit\u00e0, di trasparenza ed alleanza. All\u2019esterno si traduce in un guardare a relazioni durature e sostenibili tra imprese e tra imprese e consumatori; all\u2019interno, in relazioni di lavoro che permettano di crescere professionalmente e umanamente. Inoltre l\u2019impresa ed i suoi manager non possono dimenticare una responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Il tema successivo \u00e8 dedicato al lavoro. La questione centrale riguarda il valore del lavoro in s\u00e9, che non si riduce ad una prassi per il sostentamento dei soggetti, ma \u00e8 sempre esperienza che \u00e8 legata al senso del vivere. Ne \u00e8 prova il fatto dell\u2019indebolimento dei legami comunitari e sociali, se non anche di minaccia all\u2019identit\u00e0 personale, che comportano una flessibilit\u00e0 estrema o la perdita del lavoro. Solo nel circolo virtuoso \u201csviluppo, lavoro, produttivit\u00e0\u201d nascono delle opportunit\u00e0 per combattere la mancanza di lavoro. La proposta pi\u00f9 profonda per queste prassi \u00e8 investire nell\u2019intelligenza (p. 123). Formazione, ricerca, reti di innovazione sono al centro di questo processo, che a partire da caratteristiche a \u201cmonte\u201d, cio\u00e8 un investimento iniziale in cultura, formazione, valorizzazione dell\u2019ambiente, pu\u00f2 portare dei frutti \u201ca valle\u201d, cio\u00e8 a generare e far crescere nuove attivit\u00e0 e dunque lavoro. In particolare per il caso italiano occorre ripartire dal Mezzogiorno, visto non come un problema da risolvere, ma come una opportunit\u00e0 da cogliere per fornire nuove vie di sviluppo; basti pensare alle risorse umane che vanno perdute con l\u2019emigrazione interna ed esterna e che impoveriscono il capitale umano disponibile (p. 140).<\/p>\n<p>Il terzo tema \u00e8 la famiglia. Due sono i piani di indagine: esterno ed interno. Il primo \u00e8 il ripensare la famiglia come risorsa sociale. Per questo le dinamiche economiche, anche per evitare un impoverimento delle stesse risorse generali in seguito al decremento demografico, non possono non tenere conto delle necessit\u00e0 familiari. Il professor Caselli afferma che una societ\u00e0 equilibrata \u00e8 quella dove la produzione del reddito non deve essere separata dalla produzione di senso (p. 165). Il secondo \u00e8 inerente alle dinamiche interne della famiglia ed in particolare la possibilit\u00e0 di un patto di solidariet\u00e0 tra i sessi a partire dai compiti di lavoro, proprio per ovviare al maggior peso che ricade sulla componente femminile nel conciliare gli impegni di famiglia e lavoro.<\/p>\n<p>Il saggio si chiude con le riflessioni sulla cittadinanza e sulla formazione, in particolare scolastica e universitaria.<\/p>\n<p>Cittadinanza \u00e8 sottolineare come la citt\u00e0 sia il crocevia del nostro tempo, perch\u00e9 in essa si concentrano le problematiche della post-modernit\u00e0, ma allo stesso tempo, come dice il nostro autore, \u00e8: \u00abluogo in cui sperimentare segni di cambiamento pi\u00f9 ricchi in umanit\u00e0\u00bb (p. 178).<\/p>\n<p>La citt\u00e0 e la cittadinanza debbono affrontare la sfida del nuovo welfare urbano. Ottica di base per sfidare questo problema, nel tempo della fine della disponibilit\u00e0 delle risorse statali, \u00e8 il passaggio dal \u201cwelfare state\u201d alla \u201cwelfare society\u201d: un welfare che parte dalle forze in gioco a partire dalla societ\u00e0 civile, e che vuole rispondere ai bisogni pi\u00f9 reali dei cittadini. E\u2019 la volont\u00e0 di vivere assieme che pone le basi di convivenza possibile nella citt\u00e0 e che richiede rapporti solidali di comunit\u00e0, favoriti dai processi di governance messi in atto dalle istituzioni che guidano la stessa citt\u00e0. Un processo che deve rispettare i principi di sussidiariet\u00e0 e di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Infine il mondo della scuola, che specialmente in Italia \u00e8 stato oggetto di dismissioni e tagli di risorse. Ancora una volta, con molta precisione, vengono spiegate le difficolt\u00e0 del sistema scolastico, dove spesso le differenze tra scuola e scuola vanno a scapito delle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione. La scuola invece deve tendere ad essere una \u201cscuola dell\u2019inclusione\u201d, perch\u00e9: \u00abnell\u2019ottica del bene comune l\u2019accento va posto sul principio di non escludibilit\u00e0 ovvero sulla tendenziale inclusione di tutti\u00bb (p. 225).<\/p>\n<p>Dopo averne descritto i punti salienti, tento un bilancio del libro. Il saggio di Lorenzo Caselli ha numerosi pregi:<br \/>\na) coniugare grandi sintesi sulla situazione sociale economica e politica, cogliendone le fragilit\u00e0 maggiori;<br \/>\nb) riuscire a dire quali siano i fondamenti etici generali \u2013 il bene comune \u2013 e declinarli poi per le situazioni in cui oggi i soggetti si trovano a vivere e ad agire. Spesso infatti un\u2019idea etica fondante \u2013 ad esempio il bene famigliare \u2013 trova poi una serie di soluzioni in cui viene promossa.<br \/>\nc) rispettare le specificit\u00e0 economiche e sociali, secondo la buona tradizione della \u201cautonomia delle realt\u00e0 terrene\u201d. Allo stesso tempo i problemi economici e sociali non ricevono solo risposte quantitative &#8211; o detto diversamente &#8211; solo soluzioni solo tecniche, ma sono affrontati tenendo in conto le molte esigenze umane che non sono qualcosa a lato del mercato o della societ\u00e0, ma profondamente inserite nel loro buon funzionamento;<br \/>\nd) un\u2019attenzione sempre ai soggetti sociali pi\u00f9 deboli \u2013 donne, giovani, stranieri, aree e popolazioni sfavoriti a livello mondiale e italiano \u2013 che vuole far maturare la consapevolezza della necessit\u00e0 di creare delle situazioni di maggior giustizia.<\/p>\n<p>Il libro si chiude con un richiamo nella postfazione ad un pensare l\u2019azione politica dei cattolici. La via politica \u00e8 la via per lo sviluppo e la promozione del bene comune. In alcune pagine precedenti Caselli ha ricordato che sfida etica, quali valori adottare e quale saggezza per l\u2019uomo, sfida culturale, come ridonare un \u201csenso\u201d di maggior profondit\u00e0 ai vissuti personali e sociali, sfida politica, come realizzare la vita buona in societ\u00e0 attraverso le scelte, sono strettamente unite. Certamente i cattolici hanno, in queste tre sfide, molto da dare attraverso la saggezza possibile del loro credere. Ma specie nella dimensione politica debbono impegnare tutte le loro forze nella costruzione di una casa comune con tutti quelli che vogliono affrontare questa sfida. Le mediazioni possibili sul fattuale, talvolta i compromessi in merito alle leggi, guarderanno sempre ad un \u201coltre\u201d da realizzare, che per\u00f2\u00a0non deve, secondo la tradizione classica, impedire un bene possibile ora. Un richiamo pienamente sottoscrivibile e che &#8211; secondo le parole di Aldo Moro, che chiudono il libro &#8211; in fondo fanno crescere la volont\u00e0 di impegno per ciascuno che legga attentamente questo saggio: \u00abescludere cose mediocri per far posto alle cose grandi\u00bb.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[839],"fascicolo":[198],"class_list":["post-2029","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-antonio-sacco","fascicolo-giugno-2013"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Lorenzo Caselli, La vita buona nell\u2019economia e nella societ\u00e0, Edizioni Lavoro, Roma 2012, 241 pp.<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Antonio Sacco, pubblicato nel numero di Giugno 2013. 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