{"id":2017,"date":"2013-06-01T12:00:00","date_gmt":"2013-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=2017"},"modified":"2026-04-12T19:10:41","modified_gmt":"2026-04-12T17:10:41","slug":"ermeneutica-della-presenza-cristiana-in-turchia","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2013\/giugno\/ermeneutica-della-presenza-cristiana-in-turchia\/","title":{"rendered":"Ermeneutica della presenza cristiana in Turchia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019interesse per la presenza cristiana in Turchia costituisce un vero proprio campo di indagine filosofico\u00a0e sicuramente politico. Il cristianesimo nello spazio geografico dell\u2019attuale Turchia, erede parziale dell\u2019Impero ottomano, ha sempre sollevato e solleva ancora oggi un\u2019attenzione speciale da parte di ricercatori e studiosi nonch\u00e9 di attori della politica.<\/p>\n<p>Il presente contributo ambisce a fare del Cristianesimo di Turchia, inteso in tutta la sua compagine, un elemento di analisi filosofica e di ermeneutica della presenza cristiana.<br \/>\nAll\u2019indomani storico di una massiccia esistenza di cristiani nell\u2019attuale geografia anatolica, solo una minima percentuale \u00e8 riuscita a sopravvivere. Dove per sopravvivere non si intende necessariamente il risultato di una qualsivoglia politica persecutoria, ma un desiderio rinnovato di essere vivi ed efficaci. Nell\u2019attuale variegata coesistenza delle diverse denominazioni cristiane, quella cattolica latina \u00e8 forse quella che si pone maggiormente la questione ermeneutica.<\/p>\n<p>Il significato della presenza cristiana cattolica \u00e8 quindi l\u2019obiettivo del presente studio. Per ermeneutica si vuole qui designare la ricerca di interpretazione di un fenomeno \u2013 quello cristiano \u2013 che non necessariamente conduce ad un senso esplicito ed evidente alla maggioranza. La domanda di senso nasce per\u00f2 soltanto in seguito all\u2019ermeneutica della presenza o, in concomitanza con essa. Il perch\u00e9, ancora oggi, dei Cristiani in Turchia conduce a riflettere su un\u2019ermeneutica della presenza cristiana in questa terra.<\/p>\n<p>Il presente articolo \u00e8 frutto di una riflessione decennale su questi temi e, specialmente, di una presenza sul campo. Si muove quindi in una prospettiva di analisi del Cristianesimo in Turchia in quanto tale, e di un\u2019osservazione partecipante e partecipata a questo stesso fenomeno. Ne risulter\u00e0 una griglia di lettura che permetter\u00e0 di situare il fenomeno religioso cristiano nella Repubblica di Turchia in una prospettiva pi\u00f9 ampia. E\u2019 un\u2019ermeneutica perch\u00e9 non scende se non in modo del tutto parziale a descrivere fenomenologicamente o storicamente la complessit\u00e0 della presenza cristiana. In quanto ermeneutica, di contro, offre una serie di linee di lettura di quel fenomeno inteso in quanto oggetto totale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Archeologia storica della presenza cristiana<\/strong><\/p>\n<p>La presenza cristiana di Turchia o, ancora pi\u00f9 precisamente in Turchia, ha fatto l\u2019oggetto da sempre e ai giorni nostri in modo rinnovato dell\u2019attenzione di quella parte del mondo che viene definita come occidentale. I concetti di Occidente e di Oriente sono i termini di un dibattito annoso ma sempre vivo e, a tratti, violento. Questo Occidente, Europa e Nord America, hanno fatto della presenza dei cristiani nel mondo Medio-Orientale e turco un tema di \u201cOrientalismo\u201d. Accanto ad un Orientalismo di matrice musulmana, si pu\u00f2 sicuramente parlare di un Orientalismo a sfondo cristiano.<\/p>\n<p>L\u2019immagine del cristianesimo, globalmente inteso e sfocato dal punto di vista della ricchezza delle denominazioni cristiane, viene descritto e trattato come una cristianit\u00e0 in perenne conflitto con il mondo circostante \u2013 musulmano \u2013 e con una matrice spirituale ambivalente. Se da un lato le chiese cristiane godono, si dice, di una vitalit\u00e0 spirituale sconosciuta in \u2018Occidente\u2019, nondimeno esse soffrono crisi e talvolta persecuzione. Questo discorso, rilevato antropologicamente, \u00e8 una costante di un Orientalismo a sfondo cristiano esistente sin dal sorgere della nuova religione nella penisola araba, l\u2019Islam, ad opera del Profeta Muhammad.<\/p>\n<p>Questa analisi, che non pu\u00f2 essere considerata nella sua complessit\u00e0 nello spazio di un breve paragrafo, ha una sua reale consistenza se non altro nel discorso teologico. Senza nulla togliere alla storia delle difficili relazioni tra Islam e Cristianesimo, questa stessa lettura ha condotto inesorabilmente ad un trattamento archeologico del dato cristiano in Turchia e, forse pi\u00f9 globalmente, nel Medioriente. Altrimenti detto, pi\u00f9 la lettura cristiana della presenza delle chiese in queste terre si \u00e8 focalizzata sulla sofferenza e sul conflitto interconfessionale ed interreligioso e pi\u00f9 si \u00e8 affinata una lettura archeologica della presenza cristiana nell\u2019Oriente a maggioranza islamica.<\/p>\n<p>L\u2019esodo di cristiani di Turchia, risultato di una serie storica di ragioni gravi, non ha fatto altro che confermare questa lettura archeologica.<\/p>\n<p>In cosa consiste tale ermeneutica archeologica? Almeno due sono le possibili letture di questo primo elemento ermeneutico della presenza cristiana in Turchia<a name=\"txt1\"><\/a>.\u00a0<sup>1<\/sup><\/p>\n<p>Il primo consiste nel considerare il cristianesimo in Turchia come un fatto storico oramai estinto e consegnato solo all\u2019analisi dello storico e propriamente dell\u2019archeologo. Dalle chiese giovannee ai luoghi paolini passando per la grande tradizione del cristianesimo di Cappadocia si attraversano secoli di storia cristiana. Questa storia \u00e8 il grande deposito di informazioni a cui attingere per una lettura \u201carcheologica\u201d del cristianesimo. Sia detto senza alcun timore: questa lettura \u00e8 legittima ed appropriata e ha una sua validit\u00e0 intrinseca che pu\u00f2 anche condurre ad un rinnovo di altri elementi ermeneutici della presenza cristiana in Turchia. Tuttavia questa stessa interpretazione conduce a due atteggiamenti fondamentali:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8211; un atteggiamento puramente archeologico che fa del cristianesimo un essere agonizzante centrato sull\u2019immaginazione storica delle glorie passate;<\/li>\n<li>&#8211; un atteggiamento che diventa una progettualit\u00e0 sull\u2019attualit\u00e0 di questi luoghi storici ed archeologici come fonte rinnovata di vitalit\u00e0 cristiana.<\/li>\n<li><\/li>\n<\/ul>\n<p>Al primo atteggiamento, ha cercato di rispondere, in termini ecclesiali, il Sinodo per i cristiani del Medioriente celebrato a Roma nell\u2019ottobre del 2010. Questo Sinodo della Chiesa cattolica aveva come intento di ridare vitalit\u00e0 ad una cristianit\u00e0 sofferente ed insofferente. Il secondo atteggiamento, frutto anch\u2019esso, della lettura \u201carcheologica\u201d della presenza cristiana, \u00e8 sostenuto da un vero e proprio piano di turismo religioso capace di suscitare un cristianesimo \u201cturistico\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019ermeneutica di una presenza cristiana in Turchia in chiave archeologica, si avvicina per opporsi idealmente quella della ricchezza di tradizioni presenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ricchezza del Cristianesimo in Turchia<\/strong><\/p>\n<p>La lettura \u201carcheologica\u201d della presenza cristiana viene affiancata ed in un certo modo capovolta dall\u2019attenzione all\u2019attualit\u00e0 ed alla vitalit\u00e0 delle chiese sotto tutte le denominazioni possibili. Si affianca alla prima tipologia interpretativa perch\u00e9 si affida anche allo studio della situazione, in questo caso per\u00f2 contemporanea, di tutte le chiese vive nelle grandi citt\u00e0 di Turchia cos\u00ec come nei piccoli centri dell\u2019Anatolia.<\/p>\n<p>Una vera e propria attenzione tanto antropologica quanto politica continua a svilupparsi al fine di comprendere sempre di pi\u00f9 la possibilit\u00e0 giuridica di un riconoscimento delle cosiddette minoranze cristiane.<\/p>\n<p>Il Cristianesimo vivo in Turchia viene allora scomposto nella storia e nell\u2019attualit\u00e0 delle singole chiese e viene posta l\u2019attenzione nelle loro vicende attuali mostrandone la vitalit\u00e0, al di l\u00e0 delle difficolt\u00e0 poc\u2019anzi sottolineate.<\/p>\n<p>Le chiese orientali vengono descritte secondo l\u2019obbedienza ai primi concili ecumenici, ma anche secondo l\u2019impatto demografico nell\u2019odierna Turchia.<\/p>\n<p>Gli Armeno gregoriani (o apostolici) costituiscono la comunit\u00e0 che di gran lunga solleva interesse per la sua vitalit\u00e0 attuale. Il Patriarca armeno, da sempre, un punto di riferimento per i Cristiani in Turchia, \u00e8 al centro dell\u2019attenzione viste anche le recenti vicende relative alla sua salute e quindi alla sua possibile successione. Agli Armeni, comunit\u00e0 tra quelle che \u201cufficialmente\u201d sono riconosciute come minoranze cristiane, si affiancano i Greci Ortodossi. Questi, numericamente inferiori tanto agli Armeni gregoriani che ad un gran numero di altre denominazioni cristiane, rappresentano un tassello fondamentale della presenza cristiana in Turchia. La vitalit\u00e0 di questa chiesa viene allora ricondotta alla grande storia ed al valore simbolico e, soprattutto, teologico del Patriarca di Costantinopoli.<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 siro-ortodosse e siro-cattoliche acquistano sempre pi\u00f9 valenza in Turchia a motivo dei forti legami che mantengono con la diaspora in Europa ed in America. Si tratta di un\u2019importante componente della ricchezza delle chiese di Turchia, insieme a quella caldea. Esse rappresentano senza dubbio il lato pi\u00f9 orientale della cultura cristiana esistente in Anatolia.<\/p>\n<p>Non vanno dimenticate per\u00f2 le denominazioni \u201coccidentali\u201d delle chiese in Turchia: la Chiesa cattolica per i contatti con tutti paesi cattolici ed infine le numerose denominazioni protestanti. Queste ultime sollevano, all\u2019interno della societ\u00e0 turca, la questione del proselitismo, ma rappresentano anche una vitalit\u00e0 di diffusione della fede cristiana a fronte di altre chiese pi\u00f9 \u201ctradizionali\u201d per le quali la vitalit\u00e0 \u00e8 racchiusa nella fedelt\u00e0 scrupolosa al culto ed alla pratica tradizionale.<\/p>\n<p>Troppo spesso, infine, vengono dimenticate nel novero dei cristiani di Turchia tutti coloro che vi sono condotti per ragioni di lavoro: africani, filippini etc. Questo \u00e8 costituisce, al contrario, un vero e possibile serbatoio di rinnovamento del cristianesimo di Turchia.<\/p>\n<p>La lettura ermeneutica della \u201cricchezza\u201d delle chiese di Turchia si fonda su un\u2019analisi storica centrata sulla variet\u00e0 dei riti e delle tradizioni. Questo eccezionale patrimonio cristiano viene utilizzato teologicamente ed idealmente per servire alla causa di una comprensione pi\u00f9 complessa del cristianesimo che rischia di essere sempre immaginato come monolitico.<\/p>\n<p>La ricchezza del Cristianesimo o, si dovrebbe dire pi\u00f9 precisamente, delle chiese cristiane in Turchia viene presa a prototipo della creativit\u00e0 della fede cristiana. La presenza di chiese storiche e di nuove denominazioni in una terra che fu la culla del cristianesimo nascente pu\u00f2 per\u00f2 costituire \u2013 e di fatto costituisce \u2013 un laboratorio per la pratica dell\u2019ecumenismo. In questa prospettiva, il Cristianesimo di Turchia riceve una giusta attenzione per quel che rappresenta o pu\u00f2 rappresentare a livello teologico.<\/p>\n<p>In questo ultimo caso, l\u2019attenzione al potenziale ecumenico dell\u2019insieme delle denominazioni rischia di disattendere all\u2019attuale vitalit\u00e0 delle singole comunit\u00e0 e dell\u2019effettiva pastorale di ciascuna di esse in prospettiva ecumenica. Tralasciando quindi l\u2019attuale vitalit\u00e0 interna delle chiese e della vita spirituale di ciascun membro delle chiese, la presenza cristiana in Turchia assume, senza ombra di dubbio, un ruolo simbolico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Valore storico-simbolico e giuridico<\/strong><\/p>\n<p>La presenza cristiana in Turchia, per le suddette letture, perviene ad assumere un ruolo storico-simbolico di prim\u2019ordine. Questo terzo elemento ermeneutico della presenza cristiana \u00e8 di capitale importanza per comprendere il dibattito politico tanto in Turchia quanto al di fuori di questo paese. La presenza cristiana allora pu\u00f2 essere letta tanto dai cristiani stessi quanto dal resto della popolazione, come un elemento simbolico che rinvia ad altro. Ci\u00f2 che interessa di pi\u00f9, a questo livello, \u00e8 la coesistenza delle minoranze cristiane in Turchia e la difesa dei loro diritti nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 sperimentale della convivenza pacifica tra appartenenti a diverse religiose. Sebbene la percentuale dei cristiani in Turchia non oltrepassi lo 0,01%, il valore storico-simbolico legittima una vera e propria attenzione che si coniuga con un\u2019interpretazione politica e teologica di questa stessa presenza.<\/p>\n<p>Che significato ha la coesistenza di cristiani in un paese a maggioranza cristiana? Certamente a salvaguardare il patrimonio archeologico e la ricchezza ecumenica, ma diventa anche il simbolo di una cultura ospitata da un paese laico di tradizione musulmana. La ricchezza della presenza cristiana, in termini politici, risiede allora nella pura presenza e nella possibilit\u00e0 di sperimentare una convivenza pacifica all\u2019interno della Repubblica turca.<\/p>\n<p>Questo ruolo storico-simbolico conduce anche ad un\u2019ulteriore lettura ermeneutica, come ne fosse una conseguenza: la presenza simbolicamente ricca della presenza di cristiani diventa laboratorio di approfondimento giuridico per la giurisprudenza e la politica turca. Il Cristianesimo in Turchia apre quindi, per la Turchia stessa, la possibilit\u00e0 di una sua ermeneutica interna di fronte alla minoranza cristiana. La questione dell\u2019identit\u00e0 turca come si compone con quella dell\u2019identit\u00e0 religiosa? \u00c8 necessario essere musulmani per essere turchi? La presenza cristiana solleva quindi una domanda di senso a questa spinosa questione. Che ruolo gioca la presenza cristiana in un paese laico e parzialmente secolarizzato? Ed infine quale statuto assume il cittadino di tradizione cristiana considerando che il modello di cittadino della Repubblica di Turchia si radica maggiormente nella tradizione islamica?<br \/>\nLa lettura del valore storico-simbolico conduce quindi a quella giuridica e da questa a quella politica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Queste tre linee interpretative, certamente non esaustive della complessit\u00e0 del fenomeno, permettono di fondare un\u2019ermeneutica della presenza cristiana in Turchia, essenziale tanto per le comunit\u00e0 cristiane che per i Turchi musulmani. A questa ermeneutica di matrice antropologica e politica, si deve anche affiancare un\u2019ermeneutica teologica, appannaggio del teologo, che esula dal nostro tentativo di fornire le categorie per fondare una comprensione del fenomeno cristiano in Anatolia. Occorre ancora aggiungere che questa ermeneutica della presenza cristiana in Turchia assume un ruolo ancora pi\u00f9 centrale nell\u2019attuale contesto geopolitico mediorientale ed europeo per le valenze sperimentale che offre e per le soluzioni prospettate.<\/p>\n<p>La presenza cristiana in Turchia diventa quindi laboratorio ermeneutico non solo all\u2019interno di questo paese, ma per i paesi confinanti e, in pi\u00f9 larga scala, per tutti quelli che sono coinvolti nel riconoscimento di una presenza minoritaria simbolicamente forte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"cit1\"><\/a><sup>1<\/sup>\u00a0Questa lettura archeologica della presenza cristiana \u00e8 fondata sulla storia e gli avvenimenti che hanno condotto i cristiani in Turchia a lasciare questo paese. Non si pu\u00f2 non far menzione dei gravissimi avvenimenti perpetrati nei confronti degli Armeni \u2013 ma anche verso altre denominazioni cristiane, come i siro-ortodossi \u2013 negli anni 1894-1896 e 1914-1915, che hanno decimato la percentuale dei cristiani sul suolo di Turchia. Questi fatti gravissimi hanno aperto la strada ad un altro ulteriore campo di indagine storico \u2013 nell\u2019ambito dei\u00a0<em>genocide studies<\/em>\u00a0\u2013 ed un dibattito acceso sul riconoscimento del genocidio armeno da parte di un certo numero di paesi europei e degli Stati Uniti e, la controparte turca di una legge che proibisca l\u2019attribuzione di genocidio agli Armeni dell\u2019Impero ottomano. L\u2019altro grande settore di studio e di dibattito politico \u00e8 rappresentato dalle relazioni con i Greci ortodossi e la Grecia stessa. All\u2019indomani della creazione della Repubblica di Turchia, lo scambio di popolazioni greco-ortodosse dalla Turchia alla Grecia e di turchi musulmani dalla Grecia alla Turchia stigmatizz\u00f2 un rapporto conflittuale che ancora nella fase odierna tende a non risolversi. Questo inizio cos\u00ec perturbato venne ulteriormente aggravato dalla politica nei riguardi di Cipro e dei Greci ancora presenti in Turchia negli anni \u201970 del XX secolo. L\u2019ultimo grande elemento di questo mosaico storico della presenza cristiana in Turchia \u00e8 costituito dal dibattito giuridico sul riconoscimento delle minoranze cristiane.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[822],"fascicolo":[198],"class_list":["post-2017","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alberto-fabio-ambrosio","fascicolo-giugno-2013"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Ermeneutica della presenza cristiana in Turchia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alberto Fabio Ambrosio, pubblicato nel numero di Giugno 2013. 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