{"id":1978,"date":"2012-10-01T12:00:00","date_gmt":"2012-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1978"},"modified":"2026-04-12T14:19:04","modified_gmt":"2026-04-12T12:19:04","slug":"letteratura-dellimmigrazione-in-italia","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2012\/ottobre\/letteratura-dellimmigrazione-in-italia\/","title":{"rendered":"Letteratura dell\u2019immigrazione in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo che si afferma attualmente, \u00e8 quello globale, e cio\u00e8, caratterizzato da un forte movimento di scambi\u00a0e intercambi di persone, culture, usi e costumi. Oggi come oggi nessuno si pu\u00f2 pi\u00f9 tirare indietro, negare questa realt\u00e0 cosi evidente. Talmente evidente che negarla, minimizzarla o nasconderla, relegherebbe colui che lo f\u00e0 all\u2019irrealismo, al negazionismo dell\u2019evidente storicit\u00e0 del movimento migratorio.<\/p>\n<p>Il fenomeno delle migrazioni dunque si riveste di una certa complessit\u00e0. Si tratta di un movimento complesso perch\u00e8 racchiude in s\u00e8 una molteplicit\u00e0 di condizionalismi, dettata dalla variet\u00e0 della sua essenza. Per questo numero di Ottobre 2012 di OIKONOMIA, ho l\u2019onore di proporre una riflezione su un tema molto importante, che non salta subito alla vista, ma che \u00e8 presente e si st\u00e0 sviluppando grandemente, direi proprio ogni giorno di pi\u00f9, come a dire, a macchia d\u2019olio. Mi riferisco alla letteratura nell\u2019universo migratorio italiano. Questo \u00e8 un modo diverso di affrontare questa realt\u00e0 sotto un punto di vista, direi, positivo. E cio\u00e8, ci\u00f2 che di positivo questo fenomeno porta a questo mondo ormai globalizzato.<\/p>\n<p>La produzione letteraria dell\u2019universo migratorio in generale, si \u00e8 fortemente sviluppata negli ultimi anni e ha raggiunto enormi risultati, che pu\u00f2 gi\u00e0 essere considerata di una certa qualit\u00e0. Si tratta di un genere che si st\u00e0 affermando ogni giorno che passa. E in futuro sicuramente avr\u00e0 un ruolo molto pi\u00f9 importante nella cultura e nella societ\u00e0 italiana. Questa costituisce una bella novit\u00e0, guardando al fatto che l\u2019Italia \u00e8 di quei Paesi dove questo tipo di letteratura non ha profonde radici storiche. In effetti, basta svolgere lo sguardo alla storia e vedremo che l\u2019Italia non ha avuto un passato coloniale di rilievo e l\u2019arrivo degli stranieri avviene solamente a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso.<\/p>\n<p>La letteratura dell\u2019universo migratorio in Italia pu\u00f2 essere considerata emergente e solo recentemente comincia a dare i suoi frutti concreti. \u00c8 un tipo di letteratura che richiama usi e costumi di altri popoli, che per\u00f2 possono essere considerate delle vere e proprie opere letterarie. La scrittura, dunque, diventa il mezzo con il quale l\u2019immigrato parla di s\u00e8, della sua cultura, dei suoi usi e costumi. E lo f\u00e0 a modo suo, secondo i suoi schemi mentali. Parla di s\u00e8 e si offre come altro, in una simbiosi che arricchisce la societ\u00e0 stessa. Dal momento che lo scrittore immigrato scrive raccontando di s\u00e8, la societ\u00e0 e cultura italiana viene in qualch\u00e8 modo stuzzicata dall\u2019avvento del diverso che si propone come positivit\u00e0. Il risultato? il contatto con la realt\u00e0 non ti lascia mai indifferente. Influisce su di te e ti rende diverso, migliore, perch\u00e8 qualcosa diversa da te viene a fare parte di te, della tua personalit\u00e0, del tuo vissuto. E allora, lo scrittore migrante non parla pi\u00f9 soltanto della sua esperienza nella sua terra d\u2019origine. Parla anche dei risultati dell\u2019esperienza nuova che st\u00e0 facendo. E nel farlo, subisce in qualch\u00e8 modo l\u2019influenza della realt\u00e0 che lo accoglie. Non subisce un\u2019imposizione. Subisce l\u2019influenza naturale degli eventi in cui lui si sente in qualch\u00e8 modo coinvolto.<\/p>\n<p>Questo tipo di letteratura dell\u2019immigrazione ha una caratteristica fondamentale: l\u2019interculturalit\u00e0, che trascritta nella lingua del Paese ospitante, nel nostro caso particulare l\u2019italiano, rende il discorso molto pi\u00f9 ricco ancora.<\/p>\n<p>Gli scrittori dell\u2019universo migratorio in Italia, utilizzano in genere la lingua italiana per poter affermarsi in Italia. Chi si propone di scrivere in Italia lo deve fare in italiano. Giusto perch\u00e8 questo rende possibile essere letto e conosciuto. Scrivendo nella lingua italiana, lo scrittore migrante acquisce il diritto di esistere come scrittore, in questa realt\u00e0. Ecco qua la forza ed il potere della lingua. La lingua che diventa il veicolo, il mezzo, la porta verso l\u2019affermazione di s\u00e8 stesso. Una lingua che non \u00e8 pi\u00f9 estranea, ma che passa a far parte del proprio vissuto. E allora, lo scrittore immigrato coglie l\u2019occasione per farsi una strada, cavalcando sulla positivit\u00e0 dell\u2019offerta che la lingua stessa offre.<\/p>\n<p>Considerando tutto ci\u00f2, viene spontaneo chiedersi: essendo gi\u00e0 evidente l\u2019affermarsi di una certa letteratura migrante, che posto essa stessa occupa nel mercato letterario italiano? Che impatto ha questo nuovo modo di esprimersi della letteratura dell\u2019universo migratorio nella realt\u00e0 italiana? Come rispondono le case editrici italiane a questo nuovo movimento letterario? Viene subito da dire che esiste un ritardo visibile in questo senso. Solo in tempi recenti il mercato editoriale italiano si st\u00e0 interessando a questa tematica. E una delle cause pu\u00f2 tranquillamente essere debitata alla quasi non esistenza di un passato coloniale italiano. Si tratta di un ritardo non indifferente, ma al quale il mercato editoriale italiano non pu\u00f2 ormai chiudere gli occhi. Certa piccola editoria st\u00e0 gi\u00e0 da qualch\u00e8 anno cercando di fare qualcosa sul fronte promozionale della letteratura migrante. A questo proposito mi viene da citare due delle tante piccole case editrici che si interessano di queste tematiche: La Casa editrice Marna e Le Edizioni dell\u2019Arco, a me modestamente pi\u00f9 note. Ma tutto finisce l\u00ec. La grande editoria guarda ancora questa realt\u00e0 in un modo molto marginale, cio\u00e8, qualcosa che non costituisce ancora oggetto del desiderio, sotto il punto di vista commerciale.<\/p>\n<p>Ci viene da chiedere: ma in Italia, quando inizia questo movimento letterario da altri popoli? Ebbene, la risposta la troviamo in quei stessi primi flussi migratori degli anni novanta. Con l\u2019arrivo dei primi stranieri (le cause sono sufficientemente ovvie e note a tutti) si iniziano gi\u00e0 a vedere dei segnali di scrittura straniera italiana. Riguardo a questo non si possono non citare scrittori come Pap Khouma, Mohamed Bouchane, Salah Methnani. Questi autori, che possiamo considerare pionieri della letteratura straniera italiana, nel concepire le proprie opere e nel trasmetterle in italiano, hanno dovuto contare, \u201ccome conditio sine qua non\u201d, sull\u2019appoggio di un\u2019autore italiano che ne corregeva il contenuto in italiano. Non \u00e8 difficile immaginare le conseguenze sui contenuti originali dei testi, ma non bisogna trascurare l\u2019importanza di questo passaggio, che tende presentabile al mercato italiano questi testi. In parole pi\u00f9 semplici, l\u2019autore concepisce l\u2019opera secondo i propri schemi mentali, la trascrive in un italiano grezzo. Viene sottoposta all\u2019analise di un\u2019autore italiano che con la sua critica, correzione e perfezionamento, la rende finalmente presentabile al mercato.<\/p>\n<p>Recentemente hanno cominciato a emergere figure italiane che iniziato a dimostrare un forte interesse verso questo fenomeno letterario, come per esempio Armando Gnisci, che difende la sua tesi secondo la quale oggi la narrativa dell\u2019emigrazione si pone all\u2019avanguardia nell\u2019ambito della letteratura italiana, come era stato il Futurismo nei primi decenni del Novecento. Degni di nota sono anche altri studiosi come Franca Sinopoli, Adone Brandalise, Laura Balbo, Alessandro Portelli.<\/p>\n<p>Si distinguono anche gli scrittori e critici come a esempio Davide Bregola, Piersandro Pallavicini, Mia Lecomte. Nel giornalismo, meritorio il contributo di Cecilia Rinaldini, Stefano Galieni e Marco Galluzzo.<\/p>\n<p>Ci viene ancora da chiederci: quali sono le principali difficolt\u00e0 che gli autori stranieri affrontano nella propria carriera letteraria? La prima difficolt\u00e0 \u00e8 quella legata alle case editrici. Le grandi case editrici (come abbiamo riferito sopra) sottovalutano questo fenomeno, quasi ignorano il fatto che esistono scrittori stranieri che scrivono in italiano. Cio\u00e8, non rendono importanza a questo fatto, se non sporadicamente con qualch\u00e8 articoletto o qualch\u00e8 accenno. Invece le case editrici piccole, cercano di fare qualcosa, ma sono piccole e non hanno la potenza di influenzare il mercato. C\u2019\u00e8 anche un altro aspetto che condiziona lo sviluppo di questo fenomeno. Si tratta della mancanza di continuit\u00e0 e il tipo di pubblicazione narrativa degli scrittori stranieri. Pochi sono quelli che riescono a mantenere viva la fiamma della creativit\u00e0. La stragrande maggioranza si ferma alla prima opera e poi spariscono nel nulla.<\/p>\n<p>Ma che tipo di letteratura fanno gli stranieri in Italia? Ebbene, per tanti anni il genere letterario pi\u00f9 praticato\u00a0era il racconto. Dopodich\u00e8 sono apparsi anche molti romanzi. Ma su questo esiste ancora un deficit, anche se bisogna riconoscere che st\u00e0 aumentando il numero degli stranieri che scrivono in italiano, che seguendo le orme di autori come Pap Khouma, senegalese, Mohamed Bouchane, Marocchino, Salah Methnani, Tunisino, Saidou Moussa Ba, Senegalese ecc, stanno cercando di affermarsi nell\u2019universo letterario dell\u2019immigrazione italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup>\u00a0For a discussion of political mobilization of a titular group and ethnic minorities during transition years see, among others, William Crowther, \u201c<em>Ethnic Politics and the Post-Communist Transition in Moldova<\/em>\u201d,\u00a0<em>Nationalities Papers<\/em>\u00a026 (1): 147, 1998; and Charles King, \u201c<em>The Moldovans: Romania, Russia and the Politics of Culture<\/em>\u201d, Hoover Institution Press, 2000.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup>\u00a0On conflicts in Transnistria and Gagauzia see, for example, Chinn J. and Steven Roper D., \u201c<em>Territorial Autonomy in Gagauzia<\/em>\u201d,\u00a0<em>Nationality Papers<\/em>, Vol. 26, No. 1, 1998, pp. 87 \u2013 101; and Neukirch, Claus, \u201c<em>Autonomy and Conflict-Transformation: The Gagauz Territorial Autonomy in the Republic of Moldova<\/em>,\u201d in Kinga Gal, ed.,\u00a0<em>Minority Governance in Europe<\/em>. Budapest: Open Society Institute, 2002.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup>\u00a0Cf. Spanu V., \u201cWhy is Moldova Poor and Economically Volatile?\u201d, in Ann Lewis,<em>\u00a0The EU &amp; Moldova. On a Fault-line of Europe<\/em>, Federal Trust for Education and Research, London, 2004, p. 104.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup>\u00a0See Brubaker R., \u201cThe Manichean Myth: Rethinking the Distinction between \u2018Civic\u2019 and \u2018Ethnic\u2019 Nationalism\u201d, in Hanspeter Kriesi\u00a0<em>et al<\/em>. (eds.),\u00a0<em>Nation and National Identity: the European Experience in Perspective<\/em>, Chur: Ruegger, 1999.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup>\u00a0Stefan Ihrig, \u201cRomanian vs. Moldovanism-National Identity Negotiated in History Teaching in Moldova\u201d, paper delivered at the ASN-Convention, April 2005.<\/p>\n<p><sup>6<\/sup>\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p><sup>7<\/sup>\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p><sup>8<\/sup>\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup>\u00a0\u201cConceptia Politicii Nationale a Republicii Moldova\u201d,\u00a0<em>Monitorul Oficial al Republicii Moldova<\/em>, N.1-5\/24, 01.01.2004.<\/p>\n<p><sup>10<\/sup>\u00a0Cf. Grek, I. and A. Negutsa, \u201cKontseptsiya gosudarstvennoj national\u2019noj politiki I ee protivniki,\u201d\u00a0<em>Nezavisimaya Moldova<\/em>, 7.10.03; Shornikov, P. \u201cKontseptsiya nadezhdy\u201d,\u00a0<em>Nezavisimaya Moldova<\/em>, 23.10.03.<\/p>","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":""},"autori":[832],"fascicolo":[189],"class_list":["post-1978","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-alvaro-santo-antonio","fascicolo-ottobre-2012"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Letteratura dell\u2019immigrazione in Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Alvaro Santo Antonio, pubblicato nel numero di Ottobre 2012. 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