{"id":1947,"date":"2012-06-01T12:00:00","date_gmt":"2012-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oikonomia.it\/?post_type=articolo&#038;p=1947"},"modified":"2026-04-12T13:41:33","modified_gmt":"2026-04-12T11:41:33","slug":"1947","status":"publish","type":"articolo","link":"https:\/\/www.oikonomia.it\/en\/2012\/giugno\/secolarizzazione-e-democratizzazione-il-punto-di-vista-di-un-economista\/","title":{"rendered":"Secolarizzazione e democratizzazione: il punto di vista di un economista"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSecolarizzazione\u201d e \u201cdemocratizza-zione\u201d sono due concetti e due termini che non sono \u201cnati\u201d in ambito economico; e ci\u00f2 perch\u00e9, almeno com\u2019\u00e8 nella mia personale visione, l\u2019economia \u00e8 una disciplina strumentale. Essa \u2013 come gi\u00e0 il grande J. M. Keynes (1936) sosteneva con vigore \u2013 non si occupa di \u201ccivilt\u00e0\u201d, bens\u00ec di predisporre i mezzi perch\u00e9 sia resa possibile la \u201ccivilt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Personalmente, ho aggiunto in proposito che, in economia, non si possono che fare discorsi incompleti, pena la circolarit\u00e0 dei ragionamenti, e che tali discorsi vanno completati al di fuori dell\u2019economia stessa. Ci\u00f2, tramite il riferimento all\u2019etica oppure ad altri aspetti, a mio avviso, meno gratificanti (ad es. com\u2019\u00e8 impostazione marxista, la \u201clotta di classe\u201d); ma non solo. Deve anche trattarsi di un\u2019etica che \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 \u201ccompleti\u201d veramente il discorso economico, quindi sia un\u2019etica che faccia riferimento a valori oggettivi o universali, come nel caso della Dottrina sociale cristiana, ed in particolare di quella cattolica; in quanto, gi\u00e0 l\u2019economia contiene in s\u00e9 valori soggettivi o particolari.<\/p>\n<p>Segue che sia gli aspetti della \u201csecolarizzazione\u201d sia quelli della \u201cdemo-cratizzazione\u201d rivengano all\u2019economia dall\u2019etica, e pi\u00f9 in generale dalla filosofia, naturalmente tali che siano in grado di \u201ccompletare\u201d il discorso economico nel senso sopra richiamato. D\u2019altro canto, nell\u2019ambito di un\u2019etica rivelazionistica come quella cristiana, ed in particolare quella cattolica, penso che \u201centri in azione\u201d anche la teologia morale. Tuttavia, a me qui compete \u2013 ratione materiae, essendo io un economista\u2013 dire di quegli<\/p>\n<p>aspetti specifici che possano essere \u201caggiunti\u201d in base al punto di vista economico.<\/p>\n<p>Allora, procedendo \u201ccon ordine\u201d, in tema di secolarizzazione, si \u00e8 trattato di quel processo sociale con il quale si \u00e8 affermata nelle societ\u00e0 occidentali la perdita di rilevanza della religione. Ci\u00f2 \u00e8 avuto luogo, ancorch\u00e9 in presenza di \u201calti\u201d e \u201cbassi\u201d, a partire dall\u2019uscita dal Medio Evo e dall\u2019ingresso nella cosiddetta modernit\u00e0, nel periodo che va dal Rinascimento italiano (sec. XV e XVI), alla rivoluzione scientifica (sec. XVII) all\u2019Illuminismo (sec. XVIII).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, si sono \u201csovrapposti\u201d due processi: da un lato, la differenziazione e l\u2019autonomizzazione di vari ambiti nella vita sociale, in particolare quanto alla separazione Stato-Chiesa e tra l\u2019istruzione e l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica; dall\u2019altro, quanto all\u2019inde-bolimento dei contenuti religiosi nelle arti, in letteratura, in filosofia e, soprattutto, con il graduale affermarsi della scienza come prospettiva autonoma.<\/p>\n<p>Certo, storicamente, la secola-rizzazione si \u00e8 presentata in forme diverse, in particolare ta l\u2019Europa del Nord, dove si \u00e8 avuto il dominio della Riforma protestante, e quella del Sud, dove quello della Chiesa cattolica ha continuato a dominare, anzi si \u00e8 accentuato con la cosiddetta Controriforma. Si noti, in particolare, che da allora si \u00e8 avuta una certa \u201csovrapposizione\u201d tra secolarizzazione, o meglio \u201csecolarismo\u201d, e laicit\u00e0 o, meglio, \u201claicismo\u201d.<\/p>\n<p>Il distacco della cultura dal dominio delle istituzioni e dei simboli religiosi ha avuto il suo \u201capice\u201d nell\u2019Illuminismo, dopo di che \u2013 lungo l\u2019intero sec. XIX \u2013 si \u00e8 assistito alla forte contrapposizione tra il proseguire, in vari ambiti, dello spirito laicista ed il risorgere di posizioni spiritualiste di vario genere, incluso lo spiritualismo cattolico. Questo si \u00e8 poi fortemente sviluppato nel sec. XX e si \u00e8 mosso \u201cdi pari passo\u201d con l\u2019affermarsi della Dottrina sociale cattolica (dalla fine di quel secolo con papa Leone XIII, ed in particolare con l\u2019Enciclica Rerum novarum, 1891, in poi).<\/p>\n<p>Si noti peraltro che lo stesso termine di \u201csecolarizzazione\u201d si \u00e8 affermato tra la fine dell\u2019Ottocento ed i primi del Novecento, finendo via via con l\u2019assumere connotazioni ideologiche e valutative, che ancora per-mangono.<\/p>\n<p>Tuttavia, le tendenze pi\u00f9 recenti si sono manifestate con l\u2019affermarsi della cosiddetta analisi multidimensionale, secondo la quale occorre procedere con profili storici diversi, aventi andamenti ciclici, caratterizzati da \u201cfasi\u201d di desecolarizzazione e di rise-colarizzazione.<\/p>\n<p>In particolare, la ricostruzione e l\u2019analisi separata delle serie storiche di dati consentono non solo di cogliere le grandi differenze tra i diversi paesi, ma anche di mostrare i rapporti complessi e non deterministici che si sono instaurati fra industrializzazione ed urbanizzazione, da un lato, e religione, dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Con democratizzazione s\u2019intende il processo con cui, sia culturalmente sia praticamente, si passa, in una certa realt\u00e0 &#8211; un paese oppure un gruppo di paesi &#8211; in una certa area del mondo, da una situazione di mancanza di democrazia ad una in cui si affermano e si praticano le libert\u00e0 democratiche.<\/p>\n<p>Pertanto, occorre in primis, parlare di democrazia come concetto e realt\u00e0 statiche a democratizzazione come concetto e realt\u00e0 dinamiche.<br \/>\nAllora, cominciando dalla democrazie e, ovviamente, potendo qui muovermi per summa capita, richiamer\u00f2 che la democrazia \u2013 come \u201cgoverno o potere &#8211; cratos &#8211; del popolo &#8211; demos -\u201d \u2013 \u00e8 effettivamente \u201cnata\u201d nell\u2019Atene classica del V secolo a.C. con Pericle che, schieratosi a favore delle cariche pubbliche remunerate, apr\u00ec di fatto il potere ai ceti meno abbienti. Anche nella Roma antica repubblicana, la democrazia fu \u201cdi casa\u201d, cos\u00ec come lo fu \u2013 a seguito del messaggio rivoluzionario ed ugualitario del Vangelo \u2013 nel Medio Evo cristiano, a seguito dell\u2019affermarsi sia dell\u2019assemblearismo dei Comuni sia delle prime teorie contrattualistiche. Su tutti i pensatori di allora, si staglia Marsilio da Padova (1275-1343), autore dell\u2019influente Trattato Defensor pacis, in cui attribuisce l\u2019origine del potere sia civile che ecclesiastico al popolo (si noti, a tutto il popolo), e teorizza i concetti di sovranit\u00e0 vuoi popolare vuoi corporativa, da intendersi nel senso di \u201crappresentanza\u201d, concetti da applicarsi alla vita sia dello Stato che della Chiesa.<\/p>\n<p>Nell\u2019et\u00e0 moderna, che inizia con il consolidarsi dei grandi Stati Nazionali (si noti, purtroppo, non in Italia), la \u201cpreferenza\u201d per la democrazia stenta ad affermarsi, anzi \u2013 tranne nel caso del pensiero di Locke (1632-1704) \u2013 lo far\u00e0 solo alle fine del sec. XVIII, vuoi negli USA dei federalisti e della Costituzione del 1787, vuoi nell\u2019Europa degli Illuministi e degli utilitaristi (in particolare del Bentham, 1789), fino allo spartiacque rappresentato dalla Rivoluzione francese e da Napoleone Bonaparte. Da allora, certamente con forti \u201calti\u201d e bassi\u201d, la democrazia si \u00e8 affermata e radicata in Europa, fino ai diversi \u201capprocci\u201d, tuttora \u201cin corso\u201d, all\u2019unit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Come ha argomentato il grande politologo G. Sartori (1992), la prosperit\u00e0 contemporanea \u00abnon ha lasciato inalterata la mentalit\u00e0 degli individui, ma li ha portati a concepire la democrazia come l\u2019ammi-nistrazione del benessere. Ci si domanda dunque: in che misura questa trasformazione dell\u2019esigenza democratica rischia di pre-giudicare il funzionamento delle istituzioni politiche della democrazia? E\u2019 questo il problema del nostro tempo, cui tuttavia sarebbe presunzione rispondere con delle semplici ipotesi. \u2026 [In realt\u00e0] l\u2019accoppiata democrazia-mercato \u00e8 ottimizzante; non \u00e8 ancora dimostrato, a rigore, che sia obbligata e obbligante\u00bb.<\/p>\n<p>Quale che sia la risposta da dare all\u2019importante domanda, oggi non pu\u00f2 non essere questo tipo di democrazia che si ha in mente allorch\u00e9 si parla di democratizzazione. In effetti, \u00e8 in questo modo che i processi di democratizzazione hanno caratterizzato la vita politica del secondo dopo-Guerra in sempre pi\u00f9 paesi, ed in particolare dai tanti ex-colonie, diventati indipendenti con i processi di de-colonizzazione, a quelli dell\u2019ex URSS e dell\u2019Europa Orientale, diventati liberi dopo il crollo del comunismo.<\/p>\n<p>In entrambi i gruppi di paesi, soprattutto dagli anni \u201990 del secolo scorso in poi, si \u00e8 stati in presenza di enormi cambiamenti in senso democratico. Perfino negli ultimi anni \u2013 in particolare quelli della \u201ccrisi\u201d del triennio 2007-09 \u2013 nonostante tante difficolt\u00e0, la democrazia \u201cha resistito\u201d, anche se instabilit\u00e0, tensioni, e addirittura guerre locali, o regionali, non sono mancate.<\/p>\n<p>In ogni caso, ripeto, \u00e8 a partire da quelle esperienze che, a mio avviso, il processo di democratizzazione si potr\u00e0 diffondere nell\u2019intera comunit\u00e0 mondiale, in un rinnovato impegno per la pace, la solidariet\u00e0 e la democrazia da parte di tutti.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"no"},"autori":[870],"fascicolo":[185],"class_list":["post-1947","articolo","type-articolo","status-publish","hentry","autori-ferruccio-marzano","fascicolo-giugno-2012"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oikonomia - Secolarizzazione e democratizzazione: il punto di vista di un economista<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Leggi l&#039;articolo a cura di Ferruccio Marzano, pubblicato nel numero di Giugno 2012. 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